Riforma Pensioni 2023: sindacati contro Governo dopo l’ultimo incontro

La questione della riforma delle pensioni continua a suscitare dubbi e incertezze nel panorama politico e sindacale italiano. Dopo sette mesi di incontri, il Governo si trova ancora lontano dal fornire risposte concrete ai lavoratori riguardo a quando e come potranno accedere alla pensione. Le promesse fatte durante la campagna elettorale dal centrodestra sembrano lontane dall’essere mantenute, e le tensioni tra i sindacati e l’esecutivo si fanno sempre più evidenti. Ecco cosa è successo nell’incontro di ieri tra Governo e Sindacati e le prime reazioni delle sigle sindacali.

Riforma Pensioni 2023 ultime novità: incontro Governo Sindacati non ha portato a nulla

“Dopo sette mesi di incontri, non siamo ancora in grado di dire alle lavoratrici e ai lavoratori quando e come potranno aver accesso alla pensione. Evidentemente, il Governo ha capito di non poter rispettare gli impegni che il centrodestra ha assunto durante la campagna elettorale“, dichiara la segretaria confederale della Cgil, Lara Ghiglione, esprimendo la sua insoddisfazione riguardo all’incontro tecnico tenutosi al Ministero del Lavoro il pomeriggio del 26 luglio. L’incontro ha visto la partecipazione solo dei tecnici dell’Osservatorio e delle principali sigle sindacali, ma è stato definito come “una discussione puramente accademica e senza alcun costrutto” dal segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.

“Oltre a non aver avuto risposte sulla pensione di garanzia per i giovani – prosegue Ghiglione -, anche durante l’incontro odierno sul tema della flessibilità in uscita abbiamo esplicitato le richieste della nostra piattaforma unitaria sulla previdenza, senza alcun riscontro da parte del Ministero“.

Il dirigente sindacale prosegue affermando: “Noi continueremo a batterci per i 62 anni di età, i 41 di anzianità di servizio a prescindere dall’età, per il pieno riconoscimento dei lavori gravosi e usuranti e del lavoro di cura”. Tuttavia, in assenza di risposte adeguate, Ghiglione conclude sostenendo che la previdenza rimarrà una delle ragioni principali della loro mobilitazione, che li riporterà in piazza in autunno.

Pensioni 2023: problema quote: il futuro di quota 103, e le possibili quota 41 e quota 96

Il cantiere della riforma previdenziale segna quindi un pesante stallo, con la questione delle Quote e delle misure per lasciare il lavoro in anticipo ancora in fase di incertezza. Un elemento determinante nel confronto riguarda il recupero dell’inflazione. Secondo i tecnici che stanno lavorando sul dossier, la rivalutazione totale delle pensioni rispetto all’aumento dei prezzi potrebbe arrivare a costare 14 miliardi, considerando l’inflazione acquisita del 5,6% registrata secondo i dati Istat di giugno. Si ipotizza che anche per l’anno prossimo si studierà una scala di perequazione che tuteli le pensioni più basse, ma limiti il recupero per quelle più alte.

Il problema della riforma delle pensioni è sul tavolo del governo da mesi, ma l’esecutivo sembra trovarsi in difficoltà nel reperire i fondi necessari per realizzare la promessa del centrodestra di superare definitivamente la legge Fornero. I sindacati da tempo chiedono maggiore flessibilità con la possibilità di uscita a partire dai 62 anni, oltre a una pensione di garanzia per i giovani, ma il governo rimanda la discussione a dopo l’estate.

Nell’attesa, resta da vedere quali ipotesi potranno vedere la luce con la prossima legge di Bilancio, qualora i fondi necessari venissero reperiti. Ad oggi rimangono vive la proroga di quota 103 e dell’ape, mentre sembra a un passo l’addio di Opzione donna. Quota 41 contributiva e la nuova quota 96 restano ipotesi da prendere in considerazione.

27 commenti su “Riforma Pensioni 2023: sindacati contro Governo dopo l’ultimo incontro

  1. Buon pomeriggio! Auspico che il Governo Italiano ed il Parlamento, realizzino una Riforma previdenziale, che preveda una maggiore flessibilità delle pensioni, una pensione di garanzia per i giovani e l’ incremento degli importi delle pensioni di invalidità civile parziale. Ringrazio tutti vivamente!

  2. Visto che tutto a questo mondo è un problema di soldi. Ma vi siete mai chiesto chi crea il denaro, , … nasce sugli alberi. Tutto il male del pianeta nasce dal sistema bancario, perché non metterlo in discussione e una sorta di dogma, quello che da sangue a tutta questa sofferenza umanitaria. I soldi si creano dal nulla, informatevi , quindi possiamo prosperare ovunque, perché non è un problema di soldi, ma se mai di risorse materie prime, e logica. Immaginate se ci riuscite una montagna di soldi o carta colorata come volete chiamarli, e nessuna risorsa disponibile, cosa costruisci con la carta colorata, il nulla. Se solo prendessimo coscienza di questo. Vi invito alla visione del venus project di Jacque Fresco, un alternativa per cui lottare. Non pretendo di togliere dal equazione il denaro, non siamo ancora civilizzati, ma usiamoli per il loro scopo, sostituirsi al baratto. Non come oggi una forma di corruzione in mano a pochi come controllo sociale schiavitù.

  3. Tenetevi stretta la Fornero. Qui vogliono smantellare tutto dalla sanità alle pensioni.
    E la Meloni va da Biden a parlare dell’Ucraina.
    Ma va a ciapa i rat.

    1. Ah oggi faccio 65 anni e devo aspettare i 67.
      Causa discriminazione per diversi periodi assicurativi. Quando rinasco lavoro nel pubblico, sempre agevolato per la carriera continua e la mancanza di licenziamenti.

      1. In effetti…, equiparare le regole pensionistiche tra pubblico e privato è stata una delle prime porcate fatte dai nostri cari politici, nel silenzio totale dei cari sindacati!
        Pubblico e privato sono realtà lavorative totalmente diverse, il lavoratore nel privato corre maggiori rischi di perdere il lavoro, ha carriere e gratificazioni economiche bloccate; tali differenze dovrebbero essere tenute in considerazione, come è stato in passato.
        Mai più avrò fiducia nei politici e nei sindacati!

    2. Santità, pensioni, istruzione, sicurezza, entrate e spese, istituzioni, tutto affetto da elevata irrazionalità organizzativa e spesso da una prevalente mentalità baronale o di bandiera. Competenza e merito di fatto in secondo piano se non sotterrarte. RISULTATO? Deficit /pil oltre il 150 ad un passo dalla Grecia.

  4. Quando si parla di sindacati contro governo si deve escludere la CISL perché ciò che fa il governo alla CISL va bene sempre.

  5. Con la Fornero abbiamo la certezza di quando sarà il nostro turno……… tutte le altre eventuali proposte del governo, dovendo prevedere un risparmio economico rispetto alla spesa previdenziale attuale, non potranno che essere peggiorative.
    Pensate come siamo ridotti…. sperare che non cancellino la Fornero…… come dire…. al peggio non vi è mai fine…..

  6. Non avevo dubbi .faranno un mezzo sciopero e poi ripartiranno con i soliti tavoli .intanto il tempo se ne va .i coglioni hanno imparato che gli italiani sono un popolo di pecoroni.buona fortuna.

    1. Sindacato contro governo? Ma cos’è una sceneggiata di avanspettacolo? Ma per favore, non diamogli più credito a questi qua, perché ormai abbiamo capito che la Meloni ci gioca con loro, mandando l’osservatorio a sfotterli , senza mettere niente di buono sul tavolo e loro che escono ancora derisi, sbeffeggiati e umiliati – che tristezza! Dobbiamo farci giustizia con le nostre mani, invadendo le strade da soli, magari ci facciamo aiutare da qualche organizzazione francese.

  7. Prima di fare questi incontri perfettamente inutili dovrebbero chiarire su cosa si sta discutendo e fissare delle basi. Provo da TOTALE INESPERTO a dare qualche suggerimento – punto uno: si sta cercando una forma di flessibilità che NON sostituisca la fornero. – punto due: tale forma di flessibilità deve essere volontaria. – punto tre: deve valere per uomini e per le donne, per le donne verrà considerata come base OD. – punto quattro: occorre tenere conto o dell’età o dei contributi e non solo dei contributi in quanto anche gli anziani prima dei 67 anni , dovrebbero avere un pò di considerazione anche se non hanno raggiunto i famosi 41 anni – punto cinque: essendo un anticipo volontario rispetto alla Fornero comporterà delle penalizzazioni da definire – punto sei: è un anticipo previdenziale dedicato ai lavoratori “normali” che sono la maggioranza, quindi non dedicato nè ai gravosi che avranno la loro QUOTA nè a coloro che hanno bisogno di una forma di assistenza che avranno la loro APE. – punto sette che siano note le risorse a disposizione per introdurre una flessibilità strutturale che non abbia la durata di un anno. Se le parti accettano queste basi potrebbe partire una discussione in merito altrimenti che si trovino altre basi di accordo prima di discutere . Se da una parte c’è il sindacato con il blocco dei 62 anni o dei 41 di contributi e dall’altra c’è il governo che continua a sostenere che non ci sono le risorse allora è perfettamente inutile qualsiasi incontro . Le risorse non possono essere recuperate dalle enormi ingiustizie presenti nelle pensioni in essere ? Non si può finalmente dividere previdenza da assistenza ? Non credo che sia anticostituzionale.

    1. Il problema è che non c’è la volontà di fare e toccare nulla , altro che basi per partire e impostare qualcosa-tu pensi ale che non sappiano cosa fare e quali sono i punti? Lo sanno lo sanno…..ma ci stanno prendendo in giro…..tanto lo sanno che i sindacati non si mettono di traverso e che noi siamo un popolo tranquillo che non ha la cazzimma di scendere in piazza come i francesi- quindi si tira avanti con la fornero , mentre quelli con i diritti acquisiti puntano a 50 anni di pensione….. grazie a noi fessi che lavoriamo per loro.

    2. alex 60 , ha ragione sergio; la base è che per loro, quelli che decidono, adesso esiste solo la legge fornero; tutte manovre per convincerti o costringerti ad andare in pensione con la legge fornero e basta; e poi mirano a fregarti gli anni di retributivo che per quelli di adesso sono circa quasi 1/3; poi spero di sbagliarmi; saluti a te e ai gestori del sito

  8. Credo che sia giusto e doveroso da parte dei sindacati presentarsi agli incontri programmati dal governo. Quello che non trovo corretto è che sia il governo a presentarsi ogni volta a mani vuote e che non abbia una sola idea di cosa vuol fare. A livello partitico, ritengo, senza voler difendere nessuno, che il PD ha almeno le idee chiare: A loro sta bene la Fornero che votarono convintamente per rimediare al disastro provocato nel 2011 dal governo di cdx. Certo si sono dati una zappata sui piedi da soli, ma il momento critico lo richiedeva. Quello che fa scandalo è che chi ha provocato quel disastro oggi si erge a paladino dei lavoratori provocando disuguaglianze come la quota 100 e spendendo decine di miliardi che sarebbero servite per una riforma condivisa ed equa per tutti. Oggi ci propongono una quota 41 tutta contributiva quando appena 4 anni fa hanno fatto una quota 38 mista, con il risultato che chi si dovrebbe pensionare oggi con 41 riceverebbe un assegno di molto inferiore ad un quota 38. Non soltanto vi hanno fregato il voto, ma prossimamente vi fregheranno anche i soldi della pensione. Ora pongo una domanda: Chi sono i fessi ?

  9. come si può accettare il fatto che non ci sono sufficienti risorse dal momento che non si vuol metter mano alla voragine di sborsi pensionistici ingiustificati , se le politiche pensionistiche passate non sono state proprio lungimiranti e quindi sono e saranno solo a vantaggio di chi giustamente ne ha approfittato però questo non giustifica che il conto lo debbano pagare solo le generazioni future in termini di anni di lavoro per poi avere pure una pensione decurtata e miserabile
    uno sforzino andrebbe anche preteso a certe categorie di pensionati…..
    mi piacerebbe leggere un editoriale sull’argomento e relativi commenti ed esempi , ci sarebbe molto da dire……

  10. C’è un detto dalle mie parti che dice che governo e sindacati fanno vome i ladri di Pesaro : durante il giorno litigano e di notte rubano insieme.

  11. In pratica: il nulla di nulla!! Ma diciamola tutta: lo sapevamo anche prima dell’incontro di ieri che non ci sarebbe stata alcuna novità!!
    Resta però un fatto, ovvero che non bisogna rassegnarsi a questo teatrino dell’assurdo!!

  12. Era giusto salutarsi prima delle vacanze. Il teatrino riparte a settembre i biglietti x il prossimo spettacolo vengono offerti gratuitamente.

  13. “Noi continueremo a batterci…” ogni volta i nostri sindacati pronunciano questa frase…ma dove e come si stanno battendo? accettando passivamente i rimandi e le attese fatte ad hoc dal governo per ritardare di affrontare l’argomento il più possibile? SIAMO STUFI E STANCHI DI ATTENDERE QUESTA RIFORMA…l’attuale sistema è ingiusto, vergognoso, pericoloso in quanto prima o poi qualcuno commetterà qualche sciocchezza e poi le promesse mancate minano le basi della democrazia demotivando le persone ad andare a votare. Noi popolo non siamo capaci di fare una rivoluzione e questi vigliacchi se ne approfittano ma questa gente (governo e sindacati) andrebbero messi alla gogna al più presto. Sono passati già tre anni da quota 100 e nulla si è risolto. VERGOGNA MALEDETTI.

  14. La Legge 8 agosto 1995, n. 335 di “riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare” (c.d. riforma Dini) introduce il sistema di calcolo contributivo, disponendone la totale applicazione nei confronti di tutti gli assicurati a decorrere dal 1° gennaio 1996. (da www. lavoro.gov.it)
    Nasce così il sistema misto con progressiva riduzione del retributivo e altrettanto progressivo incremento del contributivo. Da quella data lo stato doveva introdurre quanto necessario ad implementare i sistemi pensionistici integrativi per evitare che il tutto contributivo fosse una forma di impoverimento coatto e drastico. Oggi, in assenza di tale percorso, gli attuali politici pensano che sia stato furbo farsi votare con promesse di 41 anni senza condizioni per poi implementare 41 anni tutto contributivo. Se il mondo della politica è stato inadempiente a loro le penalizzazioni per recuperare i fondi e si impegnino a governare meglio. Un atteggiamento prodigo non porta ad una finanza solida e spese per pensioni che sono non pensioni hanno danneggiato fortemente il sistema (pensioni baby, invalidità immotivate, scivoli per ristrutturazioni, prepensionamenti ecc).

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