Riforma pensioni 2023, sistema a ripartizione: la pensione dopo 40 anni non è scontata

Previdenza Complementare

In questi ultimi giorni sono molto contenta di vedere che tra i nostri lettori si sta istaurando un dibattito anche con gli esperti e gli editorialisti che collaborano e scrivono per noi, l’interesse primario ruota sempre intorno alle possibili misure da proporre al Governo al fine di modificare, migliorare la Riforma Fornero. Tra gli articoli che hanno destato maggiore attenzione la proposta complementare del Dott. Claudio Maria Perfetto che suggerisce di fare versare i contributi ai robot affinché diventino parte attiva non solo nelle aziende, ma nel panorama previdenziale, che langue sempre di risorse, e poi quello di Mauro Marino che definisce i punti salienti per la prossima riforma delle pensioni.

Il Dott Perfetto, e di questo lo ringraziamo, ha provveduto a rispondere, con la sua solita precisione, ad alcune considerazioni che sono state fatte dai nostri lettori che ritengono non si possa sentire che dopo 40 anni di contributi versati manchino le risorse per poter fare andare i lavoratori in pensione in quanto, dicono con fermezza assoluta, se la sono abbondantemente pagata da soli. Il Dott Perfetto spiega che il nostro sistema è a ripartizione e dunque non è affatto vero che i soldi ci siano per i pensionati di oggi in quanto non vi è stato alcun accumulo. Inoltre ribadisce, rispondendo anche alla nostra domanda posta a fine articolo scorso, come una soluzione vi sia per bilanciare i due effetti [calo delle nascite e invecchiamento della popolazione] al fine di rendere poi sostenibile il sistema previdenziale nel medio-lungo periodo e non incorrere in spiacevole ‘No’ da parte del Governo, e la rispiega. A voi i suoi chiarimenti.

Riforma pensioni 2023, sistema a ripartizione ed a capitalizzazione: le differenze ed il nostro

Così Antonio: Buongiorno, nell’ultima parte della “seconda considerazione” c’è una frase che non ho mai capito e mai capirò: “e dall’invecchiamento della popolazione (che comporterà sempre più pensionati a carico di sempre meno lavoratori attivi nel medio-lungo periodo)”. Ma ci rendiamo conto che i pensionati NORMALI non sono a carico dei lavoratori attivi in quanto si sono pagati abbondantemente i contributi pensionistici? Poi se i mitici amministratori dei nostri contributi non sono in grado e non sono stati in grado di amministrare correttamente i nostri soldi non è un nostro problema. Di solito in azienda chi non è in grado di svolgere la propria mansione lo si licenzia, quì invece lo si premia. Poveri noi. Complimenti ai gestori dell’unico sito con informazioni aggiornate in tempo realeSig. Antonio, mi spiace contrariala, ma per il nostro sistema pensionistico “i pensionati normali SONO a carico dei lavoratori attivi”.

Dott. Perfetto risponde: È vero che i pensionati “normali” (come li classifica lei) quando erano lavoratori hanno versato abbondantemente i contributi per formarsi la PROPRIA pensione, ma quei contributi versati sono serviti per pagare la pensione di un ALTRO pensionato. Perciò, sig. Antonio, con i contributi che lei sta versando da lavoratore sta pagando la pensione di un altro. Quando lei andrà in pensione, un altro lavoratore, con i propri contributi, pagherà la sua pensione, sig. Antonio, in base ai contributi che lei, sig. Antonio, ha versato durante la sua vita lavorativa. Questo modello di sistema pensionistico è detto “a ripartizione”: un lavoratore versa i contributi che NON vengono accantonati perché servono per pagare la pensione di un ALTRO (non la propria). Questo modello di sistema pensionistico è quello adottato dall’INPS.

Un altro modello di sistema pensionistico è detto “a capitalizzazione”: un lavoratore versa i contributi che vengono accantonati e che costituiscono col tempo il montate contributivo che servirà a pagare la PROPRIA pensione (non quella di un altro). Ma anche qui il montante contributivo non resta “fermo”, viene investito. Questo modello di sistema pensionistico è quello adottato da un Fondo pensioni.

In economia finanziaria nessun capitale finanziario viene mantenuto fermo (non resta su un conto corrente): o viene utilizzato per pagare la pensione di un pensionato, o viene investito in altre attività finanziarie. Gli amministratori pubblici dei nostri contributi fanno salti mortali per amministrare correttamente i nostri soldi. Da quanto ho potuto apprendere leggendo vari documenti, le posso assicurare che il Presidente INPS Tito Boeri prima, e il Presidente INPS Pasquale Tridico attuale hanno lavorato molto per far quadrare i conti dell’INPS e per andare incontro ai lavoratori con le loro proposte pensionistiche.

Ma le entrate dell’INPS dipendono da due elementi: dai contributi versati dai lavoratori per pagare le pensioni, e dai trasferimenti dello Stato inerenti la fiscalità generale (tasse) per pagare varie forme di assistenza. Perciò, se proprio vogliamo risalire la scala delle responsabilità, arriviamo agli “amministratori dello Stato”: a chi governa e a chi approva le leggi (il Parlamento). È chi amministra lo Stato che ha il compito di garantire il lavoro e di applicare le tasse. Se, come dice lei, “di solito in azienda chi non è in grado di svolgere la propria mansione lo si licenzia”, è anche vero che di solito in una nazione il Governo che non è in grado di svolgere la propria mansione (garantire il lavoro a chi lo cerca, distribuire la ricchezza mediante un’equa tassazione) viene licenziato attraverso le consultazioni elettorali.

Riforma pensioni 2023, come bilanciare il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione?

Così Massimo:Occorrerà indicare come bilanciare gli effetti negativi derivanti dal calo delle nascite (che comporterà la diminuzione dei lavoratori attivi nel medio-lungo periodo) e dall’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE (che comporterà sempre più pensionati a carico di sempre meno lavoratori attivi nel medio-lungo periodo. Dott. Perfetto, c’è stato, c’è e ci sarà il covid……e nel lungo periodo il sistema retributivo si estingue come l’aspettativa di vita, i lavoratori hanno già dato, i soldi ci sono, ci sono, ci devono essere”

Dott. Perfetto: Sig. Massimo, rispondendo al suo commento, rispondo anche alla domanda posta dalla Dott.ssa Erica Venditti alla fine dell’articolo: “Come si potrebbero bilanciare questi due effetti [calo delle nascite e invecchiamento della popolazione] al fine di rendere poi sostenibile il sistema previdenziale nel medio-lungo periodo e non incorrere in spiacevole ‘No’ da parte del Governo?’

Una possibile risposta ce la suggerisce proprio lei, sig. Massimo, anche se parziale e non “strutturale” (una parola che di questi tempi sembra andare molto di moda). Nel mondo, di tanto in tanto, si verificano catastrofi naturali, carestie, guerre, epidemie. Sono eventi che tendono a ridurre la popolazione su scala planetaria. Il Covid ha contribuito a bilanciare il rapporto “calo nascite/invecchiamento popolazione”, riducendo il numero dei pensionati e compensando quindi il calo delle nascite con il calo dei pensionati. Ma certamente non aspiriamo a questo genere di “bilanciatori”.

Lo strumento per bilanciare il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione l’abbiamo già: è la Riforma Fornero. È stata creata apposta per questo. Per non incorrere in uno spiacevole “No” da parte del Governo, occorre sostenere la Riforma Fornero, a cui il Governo è intenzionato a non rinunciare. Occorre sostenere la Riforma Fornero migliorandola, adattandola ai tempi del digitale, una tematica, quella del digitale, sulla quale converge la piena attenzione del Governo.

Sarebbe interessante ricordare ciò che affermò nel 2017 l’allora presidente della Deutsche Bank John Cryan: “Nella nostra banca abbiamo persone che lavorano come robot. Domani avremo robot che si comporteranno come le persone. Non importa se noi come banca parteciperemo a questi cambiamenti o meno, accadrà” (mia traduzione dall’inglese). Già: “domani avremo robot che si comporteranno come persone”. Ma non solo robot: in generale macchine programmate in modo da fare le stesse cose che fa una persona. E ciò accadrà non già domani, ma oggi stesso, sta accadendo. Ed ecco quindi la soluzione che migliora la Riforma Fornero: trattare le macchine programmate (che si comportano come persone) alla stregua dei lavoratori.

Riporto uno stralcio di un articolo a firma di Davide Caocci dal titolo “Dall’Unione Europea, personalità giuridica per robot intelligenti” pubblicato 6 anni fa su https://kultunderground.org/art/18339/: “Discorso distinto è quello riguardante i versamenti di contributi previdenziali da parte dei datori di lavoro: in questo caso le risorse non andrebbero a creare un accantonamento per il lavoratore elettronico bensì a costituire una sorta di strumento di compensazione per i posti di lavoro perduti dagli esseri umani nei settori a più ampio impiego di lavoratori cibernetici”.

La mia idea, invece, è quella di far versare i contributi alle macchine non solo per compensare i posti di lavoro perduti dagli esseri umani ma anche per pagare le pensioni. Io sono arrivato a maturare tale idea in maniera indipendente da tanti altri, proprio mentre elaboravo l’Economatica, una nuova teoria economica che si applica ai tempi del digitale. Riguardo ai robot potrei dire di poter parlare con cognizione di causa, poiché nel 1982 gestivo l’IBM 3850 Mass Storage System, un robot che gestiva in maniera automatizzata la nastroteca, in sostituzione di schiere di operatori coinvolti in tre turni, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per 365 giorni l’anno.

Avremmo quindi lavoratori digitali (al fianco di lavoratori umani) che rimuoverebbero il problema della carenza dei lavoratori causata dal calo delle nascite. Con i contributi versati anche dai lavoratori digitali si potranno finanziare nuove pensioni dando ai lavoratori ampia libertà su quando pensionarsi, senza fissare paletti di età anagrafica o di anni di contribuzione (d’altra parte, saranno i lavoratori stessi a fissare da sé i “paletti” se intendono aumentare il proprio montante contributivo per godere di una pensione più alta).

Avremmo così migliorato la Riforma Fornero estendendola al mondo digitale e rendendola flessibile al mondo umano. Avremmo una proposta alla quale il Governo non avrebbe nulla da obiettare.”

Dunque anche secondo voi l’unica soluzione per migliorare la Riforma Fornero potrebbe essere quella di trattare le macchine programmate alla stregua dei lavoratori e far loro versare i contributi? O avete, dalla vostra, altre proposte spendibili nell’immediato e sostenibili finanziariamente?

Grazie sempre ai nostri lettori per le interessanti considerazioni che innescano dibattiti costruttivi, ai nostri esperti per dedicare del tempo a noi e a chi ci legge per rispondere e dare delucidazioni aggiuntive. Ritengo fermamente che il dialogo costruttivo sia il primo passo verso un cambiamento ed una crescita.

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34 commenti su “Riforma pensioni 2023, sistema a ripartizione: la pensione dopo 40 anni non è scontata

  1. Per i politici ci sono le pensioni che non versano un ca zzo le nostre pensioni se le godono loro e sono pensioni d’oro da 20, Milà € a 100,Milà € più Vitalizi Bastardi la Rivoluzione vi vuole

  2. Ultimamente ho poco tempo e vedo solo ora questo articolo.
    Non ho tempo di argomentare anche se potrei in maniera copiosa, accurata, sistematica,
    comparata e diacronica ma dico solo che nessuno si pensi di poter dire agli italiani non ci sono i soldi per le pensioni dopo 40 e più anni di contributi amministrati alla boia come sono stati. Quello si che sarebbe la frantumazione del patto politico già ampiamente compromesso come attestano le percentuali che vedono il partito più avanti nei sondaggi a circa il 10% degli aventi diritto (anche questo è un indicatore e neanche tanto indiretto, un po’ della serva ma prasseologicamente valido). L’incompetenza economico-giuriudica- amministrativa della classe politica italiana e dei loro pseudo esperti la dimostra la comparazione di indicatori come il pil pro capite nostro e di altri stati realmente progrediti che ad esempio a fronte di un mercato interno di 5.6000.000 cittadini hanno un pil pro capite di quasi il 100% maggiore del nostro (€26.000,00 contro €49.000,00) e un sacco di altri indicatori altamente superiori. Non è micca perchè loro stanno al nord e noi al sud o perchè loro sono loro e noi siamo noi o altre forme di meteorismo valutativo che riempiono la bocca dei vari falliti in fuga. Un aspetto efficace della realtà è che tra chi ha avuto e ha la religione della valorizzazione delle competenze anche estere e ha legiferato tempestivamente di conseguenza e chi ha avuto la valorizzazione dell’atteggiamento baronale anche a costo di fare andare all’estero le competenze di qualità la differenza si vede: poi non si hanno i soldi per i fatti ordinari della vita cioè siamo dei disabili politici che faranno naufragio nel rispetto delle forme giuridiche distorte, degli ossequi alle lobby di turno e a fronte di potenzialità enormi sprecate a mani basse. Abbiamo problemi di natalità????? Facciamo un cac…-…chio di copia-incolla della legislazione attinente Danese, o Olandese, o Francese. E che diamine.

  3. Faccio i miei complimenti al Dott. Perfetto, questo è davvero un articolo interessante e, oserei dire, nemmeno troppo futuristico, da cui poter immaginare dove stiamo andando come popolazione mondiale. La domanda che ognuno si dovrebbe porre è : “Ma cosa ne sarà degli esseri umani ?” Se non ci sarà più lavoro di cosa si sosterrà il genere umano ? Negli anni 60 la popolazione mondiale superava di poco i 3 miliardi, oggi siamo quasi 9 miliardi. Gli esseri umani aumentano e il lavoro diminuisce. Forse abbiamo un problema mondiale. La Cina aveva persino messo un limite alle nascite, i paesi poveri figliano a più non posso i quali emigrano verso nazioni più ricche. In soli 60 anni siamo passati dall’allunaggio impensabile sulla luna ai tour turistici sulla luna. Stiamo andando veloci, troppo veloci, e in proporzione i tempi si accorciano grazie alla tecnologia. Ritornando alla mia domanda di che cosa vivremo ? Di reddito di cittadinanza mondiale ?

  4. Propongo di calcolare le pensioni in proporzione alla totalità di contributi effettivamente versati dal lavoratore in tutti i suoi anni di lavoro e decidere un limite massimo per TUTTI indistintamente (ad esempio tremila euro netti) ed un limite minimo (ad esempio 1000 euro netti). In questo modo le risorse sarebbero maggiormente distribuite. La pensione deve garantire una vita dignitosa e non serve che sia spropositata ne ridicola.

  5. Trovo veramente indecente continuare a cambiare le carte in fase di arrivo alla pensione,
    Per chi ha la fortuna di arrivarci. Ormai ho fatto l’abitudine a tutto ma ,se potessi tornare indietro, non farei parte di quella platea di lavoratori onesti , tra i quali mi ritrovo,
    ho visto, purtroppo tardi, che non ne è valsa la pena. Se i soldi dei lavoratori sono mal gestiti, non è colpa nostra ,ma di chi li ha sperperati e lo fa tuttora per le decisioni sbagliate, per accontentare imprenditori e banchieri facendo finta di soddisfare i lavoratori mandati in mobilità anche con sette anni di prepensionamento e dando pensioni di cittadinanza a chi non ne ha diritto. Il tutto, attingendo sempre dalla medesima fonte.

  6. Buongiorno
    le scrivo perchè ho letto i vari commenti delle chat , sono uno che ha 41 anni di contributi e come ho letto avrei da dire qualcosa sui diritti acquisiti , ho iniziato a lavorare che servivano 35 anni per la pensione ora ne servono 42 e 10 mesi, anni aumentati nel corso della mia vita lavorativa, i diritti acquisiti valgono solo per qualcuno ? Non mi pare molto giusto e democratico. Inoltre se continuo a occupare il mio posto , i giovani non trovano lavoro, quando inizieranno a lavorare ? Lo capisce anche uno che non e un economista , sono i giovani che fanno famiglia , figli, consumano , acquistano case , macchine ecc., ma se non hanno lavoro come fanno? Vorrei vedere una legge per le Pensioni equa e che permetta alle persone di lasciare il lavoro con 40 anni di contributi e non come la mia generazione che abbiamo iniziato a 14 anni a lavorare e deve arrivare a 43 anni di lavoro. Cmq il problema penso ci sia solamente con le generazioni sino al 1975 , dopo hanno quasi tutti iniziato a lavorare dopo i 20 anni , quindi il problema non ci sarà più ,inoltre i figli del baby boom Italiano siamo noi degli anni 60.
    Distinti saluti
    Marco

    1. Buon giorno marco colombo.

      Comprendo benissimo la sua arrabbiatura e quella di molti altri.
      Ma parlando di diritti acquisiti ( giusti o sbagliati che essi siano) dobbiamo purtroppo esprimerci nei termini corretti.
      Il diritto acquisito è tale solo quando esso matura e da li nasce quello che si chiama ancora e al momento “cristallizzazione del diritto “, diritto che io vedo in pericolo.
      Mia moglie, che maturerebbe il diritto con i 41 anni e 10 mesi il 30 di Agosto p.v., è da mesi terrorizzata perché la sua Società, che lamenta di non avere più i capitali necessari a disposizione, minaccia licenziamenti a tutto spiano.
      Fortuna vuole che esistono delle “salvaguardie” che sono la cassa integrazione o la naspi che, nel nostro caso, essendo di breve periodo le salveranno presumo il: “maturare il diritto alla pensione”; fermo restando che da qui a 4 mesi qualcuno non si inventi di cambiare le regole (gli esodati ne sono stati la conferma di questo diritto non acquisito).
      Riguardo ai giovani non me ne parli, i miei sono emigrati.
      Mentre per i futuri pensionati di tutta Europa hanno cucinato loro, intendo per la massa dei lavoratori, pensioni ridicole e, a mio parere, troppo legate ai fondi privati (alla finanza) che qualsiasi crisi ricorrente rende come ben vediamo a rischio.
      Io credo sia più logico cercare di recuperare il “valore” dello Stato e della buona amministrazione

      Saluti e buona fortuna.

    2. Buona sera, Marco Colombo
      condivido pienamente quanto menzionato, sono anche io uno degli anni 60, ho iniziato a 14 anni e ad oggi ho già 41 anni di contributi realmente versati.
      Abbiamo lottato dal 2011 contro la Legge Fornero, al tempo bastavano 40/41 anni di contributi, ottenendo solamente la sospensione dell’aspettativa di vita fino al 31.12.2026, con versamento di 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra per un totale di 43 anni e 1 mese con il sistema MISTOOOOOO.
      Ora se da quanto appreso da diverse testate giornalistiche, dovessero apportare alcune modifiche alla Legge Fornero, “e non è una delle priorità del Governo ad oggi” lo farebbero per mandarci con il sistema contributivo e penalizzazione in % per ogni anno di anticipo prima dei 64, avremmo un assegno pensionistico a livello economico POCO più del reddito di cittadinanza.
      Oggi coloro che cercavano di scorgere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel e lo striscione di ARRIVO alla meritata pensione, si ritrovano immersi in dubbi e perplessità. E’ un circolo vizioso, non se ne esce più.
      Cordiali saluti

  7. Come mai i soldi per tutte le altre cose ci sono? Bonus, redditi di cittadinanza, erogazioni indefinite pensioni d’oro ecc. Se diritti acquisiti sono quelli dei politici anche quelli dei lavoratori con 35 anni di contributi sono pienamente acquisiti.
    Il governo non e’ in grado di assumere nessuna posizione in merito, Teniamo i giovani a casa e quelli che hanno 40 anni di lavoro in servizio. E’ una condizione anomala.

    1. Parafrasando Falcone fino a quando ci sarà guerra fra malaffare e stato tutto andrà bene. Se i cittadini non vedranno più questa guerra vorrà dire che il parassitismo della mala vita ha avuto il sopravvento. E il parassitismo lascia molti segni nessuno positivo per l’organismo ospite.

  8. io mi domando e domano sarà possibile tra le varie opzioni quella di uscire a 64 anni sulla base dei contributi versati? personalmente su 28 anni di contriubuti versati 2 soli sono con il sistema retributivo.
    Se quei 2 anni fossero tramutati a contributivo francamente non avrei una grossa perdita quindi non vedo perchè non potrei uscire prima dal lavoro con i miei contributi.
    puo’ essere possibile un’opzione di questo tipo?
    grazie-cordialità

  9. Premesso che secondo me sarebbe ora di separare previdenza e assistenza, vorrei dire che dopo 40anni di lavoro si avrebbe diritto ad andare in pensione con quello che si è versato. Io ho fatto i conti e arrivata a 40 anni di contributi ho versato il corrispettivo di oltre 400.000 euro attuali. Quanto tempo ci vorrà per riaverli come pensione? Più di 20 anni, calcolando che si va in pensione a oltre 65 anni dovrei arrivare almeno a 85 anni. La ripartizione poi vale per noi poveri mortali, i nostri politici invece si portano a casa pensioni da favola senza aver fatto niente per meritarsele. Poi vorrei dire che se durante gli anni di lavoro è giusto che i salari siano differenziati (a parte i politici che non se li guadagnano i soldi che prendono, spesso non vanno nemmeno in parlamento e vengono pagati lo stesso) quando si va in pensione siamo tutti pensionati, quindi uguali e un bel tetto alle pensioni ci starebbe bene. Anche il cumulo di più pensioni per i politici è da abolire

  10. La domanda che mi pongo,se i miei contributi versati servono per pagare la pensione di altri i primi contributi dei lavoratori
    quando ancora non esistevano pensionati che fine hanno fatto ? O può essere che non sono stati ben gestiti,o utilizzati per procurarsi voti per il governo di turno ( baby pensioni )le quali a distanza di anni stiamo ancora pagando,avendo versato solo 15 anni di contributi,posso anche capire perché i miei contributi servono per pagare altre pensioni,e non mi pronuncio delle pensioni d’oro non sapendo se sono stati veramente versati contributi per percepire certe pensioni,comunque mi sembra di capire che a quelli che non tornano i conti sono sempre delle persone che devono lavorare 43 anni per una miseria di assegno pensionistico e non contenti vogliono togliere anche il calcolo misto,ma per noi lavoratori non esiste il diritto acquisito o si possono cambiare le regole strada facendo,in base alle necessità del governo di turno

  11. Male , non ho ancora visto uno dei miei commenti, puri così come li scrivo, mi viene il dubbio che sei di parte con loro, loro sono i politici, mica ai paura di fare svegliare gli italiani su certi discorsi, riguardo, i loro 3.300€ netti al mese che si portano dopo pochi anni di lavoro, chiamiamolo lavoro. Questa e peggio della Russia, ci fate esprimere ma dopo nascondete.buona sera

    1. Saverio io di sicuro non mi metti a modificare i commenti, o li approvo o li cestino se non sono pubblicabili. E francamente questa continua polemica sui commetni inizia a darmi parecchia noia.

  12. Quando ho iniziato a lavorare io nel sistema c’era che dopo 35 anni di contributi potevo andare in pensione ,se avessi saputo quanto successo sicuramente avrei fatto un’altra scelta ,quindi i diritti acquisiti non devono essere solo per i politici ,dovete fare poche stronzate e pagare le pensioni dopo 40 anni di contributi , i soldi dovete trovarli , non rubarli a noi lavoratori !

  13. Queste sono cose che non capisco , mi pagano con inversamente di un altro però il calcolo viene fatto con quello che ho versato io , sarebbe ora di finirla con queste stronzate , se no ha ragione chi non versa niente !!

  14. Speriamo che per me la pensione me la pagano con i contributi di un politico, così guadagnerò come loro dopo 42anni e 10 mesi, invece di spiccioli a noi destinati, siccome io lavoro in fabbrica da 40 anni, e il mio stipendio non è mai stato alto, quindi , miseria guadagnavo, e miseria mi daranno, loro , pochi anni lavorano,5 con precisione , e si sono detti che gli spetta netto in assegno da pensionato 3.300€ da spendere fisso al mese, facciamo così gni mio 5 anni , fino ad arrivare a 42e 10 mesi mi danno 3.300 euro per 8 uguale 26 Milà euro al mese

  15. Prima cosa dov’è che vedono che non l’età media si è allungata. A me non sembra. seconda considerazione vogliono abolire il più possibile lavoro agile quando le persone da 60 anni in poi, se non prima, hanno già vari acciacchi e lavorare da casa oltre che è più comodo diminuisce le spese e l’inquinamento ma da questi orecchie non ci vogliono sentire soprattutto il ministro Brunetta che vuole per forza la maggioranza del Lavoro in presenza

  16. Dott. Perfetto La ringrazio per aver risposto al mio commento, però mi permetta di dissentire su un paio di questioni. 1° – che Boeri e Tridico abbiano lavorato molto per far quadrare i conti INPS dubito molto, in quanto invece di lasciare vuoti centinaia di locali e alcuni magazzini, adibiti ad archivio, di proprietà INPS, hanno pensato di pagare milioni di euro in affitti. 2° – Il modello di sistema pensionistico a ripartizione non è nient’altro che un sistema di comodo che permette di pagare le pensioni a chi non ha versato contributi a sufficienza e se in economia finanziaria nessun capitale viene mantenuto fermo, (non resta su un conto corrente), è anche vero che i capitali sono a mia disposizione in base al contratto stipulato all’inizio. Purtroppo con le pensioni non è così, iniziamo a lavorare pensando di andare in pensione con determinati requisiti che poi cammin facendo vengono modificati. Purtroppo la legge non è uguale per tutti e alcuni privilegiati possono permettersi di fare leggi a loro piacimento. Grazie per l’attenzione.

  17. Notavo che lo spread oggi gira attorno a 195 punti e la cosa inizia a puzzarmi un tantino.
    Stiamo per ricominciare con quanto accaduto nel 2011?
    A già … ma ora abbiamo l’inflazione al 6,2%.
    Ma questa BCE indipendente da tutti e da tutto quando la riformiamo per controllare veramente i tassi di interesse sul debito pubblico in tutta Europa.
    Oppure a fine anno, oltre agli elmetti, ce lo ripresenteranno come ai tempi del governo B. per poi parlarci di pensioni!

  18. Io non riesco ancora a capire perché chi legifera continua a creare disuguaglianze nei confronti de lavoratori lasciamo stare quota 100 dove chi aveva una certa eta’ e un certo numero di anni di contribuzione ha avuto l’accesso alla pensione anticipata, ma perché io che giugno 2022 compio 61 anni con 41 anni e dieci mesi di contribuzione! Non ci posso andare solo perche sono più giovane? E assurdo. Personale ATA nella scuola

    1. antonino; non ci puoi andare non perchè sei troppo giovane, perchè ci vogliono i 67 anni oppure legge fornero 42 anni e 10 mesi; quindi andrai nel 2023; tutto chiaro? saluti

    1. Ma veramente approvo praticamente tutto, tranne gli insulti. Cosa non avrei pubblicato? NESSUNA gestione STRANA della chat, anzi direi assolutamente gestione TRASPARENTE! Piuttosto me lo rimandi, saluti. Erica

      1. Perché non si può pubblicare qualsiasi cosa, spesso ci sono insulti, le peggio cose indirizzate ai politici etc ,e sul nostro sito non approvo commenti inutili, ma solo costruttivi e che permettano un confronto con i sindacati e con i politici. Non é un blog o una pagina Fb dove si può scrivere qualsiasi cosa, siamo letti e anche parecchio e se vogliamo dare voce alle vostre istanze dobbiamo moderare i commenti inopportuni.

        1. Buonasera a tutti ,comprendo che a volte si superano dei parametri su quello che si dice nei commenti,sicuramente provocato dalla stanchezza delle persone nell’essere presi in giro ,ma è senza ombra di dubbio che non vanno fatte considerazioni pesanti e quindi giustamente non pubblicate ,concordo con la Sig. Venditti ,un saluto a tutti i Sig. del Sito e grazie per averci dato la possibilita’ di proporre i nostri pensieri in merito .
          Buon Lavoro

    2. Rispondo al dr. Perfetto con una domanda: le piacciono i film di fantascienza? Penso di sì visto che auspica, come rimedio, di far pagare i con tributi anche ai robot che, nelle fabbriche, sostituiscono gli umani. Quindi non mi rimane che augurarle una buona visione. Ma di genere fantascientifico.

      1. Sig.ra Roberta, alla sua domanda rispondo di sì. Mi piacciono i film di fantascienza. Ricordo che mi impressionò molto il film “Ultimatum alla Terra” del 1951, che io vidi, da ragazzo, al mattino alle 11, d’estate, quando la RAI 1 proiettava i film (caso eccezionale) anche al mattino. Le parlo del 1966 circa, quando esisteva solo un canale, la RAI 1.

        Forse anche lei, sig.ra Roberta, avrà visto quel film, e forse ricorderà che si parlava di una civiltà notevolmente progredita che aveva ceduto il controllo della società agli automi per mantenere l’ordine sociale e quindi evitare le guerre.

        Posso assicurarle una cosa, sig.ra Roberta: sono consapevole di ciò che è scienza e di ciò che è fantascienza.

        Non è fantascienza, per esempio, il robot-infermiere che abbiamo visto operare negli ospedali per prendere la temperatura dei postivi al Covid; oppure il robot-pizzaiolo di un ristorante a Parigi; oppure il robot-farmacista all’Ospedale Mauriziano di Torino; oppure il robot-barista che prepara cocktail in un bar vicino Piazza Duomo a Milano; oppure i robot-camerieri che cominciano a vedersi in alcuni ristoranti cinesi a Milano; oppure robot-cani che vengono impiegati nell’esplorazione di esplosivi; oppure robot-poliziotti che vengono impiegati in America e ai quali viene dato il nome di “Robocop” (essendo la parola “cop”, poliziotto); oppure Erica, destinata a divenire la prima attrice robot; oppure Grace, l’umanoide impiegata per l’assistenza agli anziani. Mi fermo qui, perché la lista di robot che vengono impiegati in attività umane è davvero molto lunga.

        Non crede anche lei, sig.ra Roberta, che se tali robot svolgono lavori umani, il loro lavoro dovrebbe essere quantomeno equiparato a quello umano, soprattutto nel versamento di contributi?

        Tutto ciò, ad essere sincero, io lo vedrei parte del nostro mondo. E per nulla “fantascienza”.

  19. Il sistema a ripartizione è un invenzione dei politici per pagare baby e d’oro. Al resto, come ho già detto più volte, ci deve pensare l’Erario.
    Già paghiamo le imposte per chi non le paga, ci mancherebbe altro che ci devono mangiare anche i nostri contributi……….

  20. Ma scusate dove sta il senso di fare lavorare lavoratori 43 anni per andare in pensione,,e si continua a dire che i futuri lavoratori non lavorerà tanti anni così,nelle aziende se non mandano in pensione l’anziano non viene assunto un giovane che senso questo…

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