Riforma pensioni 2023, spunta quota 100/102 flessibile: di cosa si tratta?

In questi giorni il dibattito sulla riforma pensioni 2023 sta riprendendo piede sia sui social che nuovamente nell’agenda politica, paiono infatti emergere le prime proposte ed i primi studi circa quello che potrebbe essere il ‘nuovo’ panorama previdenziale al termine dell’attuale quota 102, dunque dal 1 gennaio 2023.

Si é discusso nei mesi scorsi della proposta Raitano e Tridico, si é parlato di flessibilità ancorata al sistema contributivo, si é parlato nei giorni scorsi, vedi intervista all’onorevole Durigon, della quota 41 senza paletti e penalizzazioni alcune. In questi giorni si sta invece sentendo parlare di una quota 100/102 flessibile, di cosa si tratta e da chi é stata proposta? I dettagli al 1 giugno.

Riforma pensioni 2023, quota 102 flessibile: la proposta della Fondazione Studi Cdl

Mancano pochi mesi ormai alla scadenzaa della quota 102, e tanti lavoratori prossimi alla pensione si interrogano su quale potrà essere la loro sorte dal 1 gennaio 2023, il Governo latita a scoprire le carte e nonostante qualche incontro sporadico con le parti sociali, effettivamente ancora poco si é compreso su quanto il Ministro Orlando abbia intenzione di concedere tenendo conto della sostenibilità finanziaria.

In questi giorni la Fondazione Consulenti del Lavoro sta vagliando l’ipotesi di una quota 100 più flessibile, che permetta più combinazioni rispetto alla quota 100 classica (38+62) o alla quota 102 ( 38+64) nel range che parte da un minimo di 61 anni o 34 anni di contributi con delle penalizzazioni sul calcolo dell’assegno. Una quota 100 o 102 che possa combinare insieme differenti soluzioni, e che permetterebbe di ampliare notevolmente la platea degli aventi diritto rispetto alla quota 100 standard.

Come funzionerebbe? La proposta si legge su Pensioni Oggi nascerebbe “da una ricerca che ha evidenziato come in Italia ci siano circa 470 mila lavoratori con un’età compresatra i 61 e i 66 anni che presentano un’anzianità contributiva superiore ai 34 anni e inferiore ai 41. Ed è proprio a questa platea che si rivolgerebbe la soluzione proposta. Garantendo così l’accesso alla pensione ad un target di persone sui 65-66 anni di età e con un’anzianità contributiva superiore ai 35“ . Lo stesso principio potrebbe valere qualora si optasse per quota 102, l’idea di fondo é dunque quella di rendere più flessibile la quota 100 che per molti lavoratori che non raggiungevano il limite anagrafico o contributivo é stata comunque inaccessibile sebbene l’ammontare tra contributi ed età fosse comunque 100.

Riforma pensioni 2023, più combinazioni ma a quale costo?

Stando all’approfondimento fatto dallo Fondazione Studi Consulenti del Lavoro riassunta in un report dal titolo ‘Alla ricerca della vera flessibilità‘ non si può però non tenere in considerazione l’aspetto del contenimento della spesa per la sostenibilità dei costi, ecco perché per raggiungere la quota 100 flessibile stando ai consulenti del lavoro vi sarebbero due opzioni:

  1. Una parziale conversione al metodo contributivo per i beneficiari di quote retributive di pensione
  2. Una riduzione percentuale proporzionale all’anticipo, per chi accede alla quiescenza prima

Voi sareste favorevoli o meno a tale proposta? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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41 commenti su “Riforma pensioni 2023, spunta quota 100/102 flessibile: di cosa si tratta?”

  1. Quota 100 o 102 prevedono sempre troppi anni di contributi. Non tutti hanno potuto avere carriere lavorative continue con versamento di contributi per 35/40 anni. Pensiamo a chi ha fatto l’università o il servizio militare , ci sono dei tempi morti, prima e dopo, che hanno ritardato l’entrata nel mondo del lavoro, anche di anni. Per non parlate di chi é stato licenziato o si é trovato a lavorare in un’azienda fallita.

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  2. Al governo manca creatività. Vi sarebbero mille modi di mandare in pensione dignitosamente una persona sopra i 60 anni. Non si mettono a pensare più di tanto. Ciò significa che non eseguono bene il loro lavoro, pagato profumatamente dal popolo italiano.
    Ad esempio hanno mai pensato di poter mandare in pensione una persona che a 62 anni è nonno e che quindi potrebbe essere molto utile alla famiglia, senza penalizzazioni? Purtroppo il governo incapace e senza creatività non riesce a pensare…..

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  3. bellissima questa proposta; vediamo di capire: quota 100 o 102 tra un’età tra i 65 e 66 e 35 e36; tutto chiaro un corno; intanto 100 o 102? ci passano gli oceani della terra e anche quelli di altri pianeti; ci sarà gente che con 41 anni di contributi non riesce ad andare ad oggi e altri che con 35 riescono andare? cominciamo a fare 1 cosa alla volta: sanare l’ingiustizia di noi nati nel 1960; visto che l’aspettativa di vita è calata abbassiamo a 66 anni; il contributivo per chi ha il misto è un furto da codice penale; in che mani siamo; saluti ai gestori del sito

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  4. Lo scopo è non far niente spostando di anno in anno la riforma allo scopo di farci andare in pensione il più tardi possibile rispetto ai paesi europei poiché ci giudicano i piu coglioni d’Europa .questo è quello che penssno politici e sindacati .(regolatevi di conseguenza.)

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  5. Buongiorno a tutti, Come al solito il problema principale è sempre lo stesso in particolare chi volete che si prenda la responsabilità di decidere una riforma delle pensioni prima delle votazioni? Sono convinto che non faranno nulla ma sarà uno dei punti della campagna elettorale e vedrete che promettevano pensioni a 60 anni anzi 50 anni d’età e importi altissimi! Come al solito ci sarà da ridere a sentire chi offre di più!!
    Ultima cosa che mi viene da dire …… Orlandoooooo dove sei!! Prenditi le responsabilità che ti competono e per le quali sei profumatamente pagaro!! Ma a voi cosa interessa del nostro lavoro usuranti o dell’anzianità ecc quando voi avete diritto alla pensione dopo una sola legislatura? Scusate lo sfogo ma non se ne può più di questa classe politica a cui siamo vincolati e poi si continua a denigrare la prima repubblica?

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  6. La legge Fornero e strutturale fino al 2026,al massimo faranno una aggiunta tipo 104,ma attenzione metteranno delle penalizzazioni,ricordo chi va col massimo dei contributi 43,1 (chiamarla anticipata a da crimine) viene ora prendere già poco

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  7. Nei giorni scorsi ho parlato con una persona che vive in Austria proprio delle regole in vigore da loro per il ritiro dal lavoro.
    L’età per la pensione di vecchiaia è 65 anni mentre l’anticipo è legato esclusivamente ad un meccanismo premiante che riguarda il lavoro straordinario svolto nell’intero arco lavorativo. Cioè le ore svolte al lavoro come straordinario e comunque pagate in maniera maggiorata, danno luogo ad un accumulo di contributi convertiti poi in anticipo pensionistico.

    In effetti, pensandoci, per certi lavoratori in 40 anni di lavoro è facile accumulare un mese di straordinario all’anno, il che porta in eredità 40 mesi da spendere come anticipo, cioè può ritirarsi senza alcuna penalizzazione tre anni prima del limite dei 65.

    Mi sembra una modalità molto più “democratica” rispetto ai paletti arzigogolati tirati fuori in Italia da qualsiasi proposta.

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  8. Orlando se ci sei batti tre colpi! E i sindacati se ci sono che battono tre colpi! Niente dei diritti acquisti dev’essere tolto. 41 anni a prescindere dall’età e flessibilità dai 62 anni, se poi uno sela sente può stare ancora in servizio, é una scelta soggettiva.

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  9. Lasciate stare il ministro Orlando. Uomo di sx( come si definisce) si occupa di opzione donna ( grande fregatura). Forse non vuole disturbare il manovratore Draghi. È stato il peggiore dei ministri. Che delusione. Non mi aspettavo questo suo atteggiamento.

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    • Ma cosa pretendevi da un ministro che non ha mai lavorato nella sua vita? Che probabilmente non ha mai apparecchiato manco uan tavola?
      E’ entrato da giovane in politica e non ha mai fatto un bel niente, Manco un ora di lavoro alle dipendenze. Personalmente lo costringerei a lavorare al mio fianco per un anno, non dovrebbe far altro che 80% di quello che faccio io.
      Dopodichè cambierebbe notevolmente i suoi pensieri e forse si renderebbe conto di cosa significa lavorare, alzarsi alle 6 ogni giorno e tornare a casa alle 19,30.

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  10. bellissima questa proposta; come prevedevo; prima dei 63 -64 ok ma tutto contributivo; è una truffa legalizzata; ne inventano 1 più di bertoldo per fregare la gente saluti ai gestori del sito

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  11. Mi sembra che con la quota flessibile si perda la quota retributiva e anche se permetterebbe di uscire senza i paletti degli ambi secchi 100 e 102,non va bene- meglio la proposta Marino e la doppia quota Tridico che costano poco e non sono molto penalizzanti per noi ultrasessantenni – l’importante è che i sindacati escano dal torpore e la smettano di essere pecorelle- dove sta la grinta di Landini ? E Bombardieri e Sbarra? Per non parlare degli altri sindacati! Dormita generale di tutti e passività massima ,che ci fa pensare al peggio, cioè che non vogliono mettersi di traverso davanti a Draghi- quindi invito tutti a fare rumore ,sperando che finalmente Draghi e Orlando vengano messi all’angolo e facciano subito la cosa piu giusta che si rimanda da anni…..una equa flessibilità per tutti a partire dal 1 gennaio 2023 ,e poi largo ai giovani che devono sostituirci presto,prima che scappano via.

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    • D’accordo con la proposta del Dottor Marino o,in ultimissima analisi,con quella del Presidente Tridico.
      Oltre una certa età non si può più rendere tanto per via dei malanni fisici e psicologici.
      Largo ai giovani.
      Non facciamoli scappare all’ estero.

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  12. Ma qualcuno sa che fine ha fatto il ministro Orlando.
    Di cosa si sta’ occupando?
    Sta forse organizzando le prossime vacanze?
    Ma non dovrebbe occuparsi in prima persone di questo capitolo di spesa, coinvolgendo le parti sociali.
    Ogni giorno mi chiedo per quale motivo gli paghiamo lo stipendio.

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  13. Come al solito è una proposta ingiusta.le quote con limite di età saranno sempre ingiuste, ci sarà sempre qualcuno che per pochi giorni lavorerà molti anni si piu

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    • In realtà vogliono farci andare comunque a 67 anni senza flessibilità per tutti ma solo per alcuni pessima idea le quote molto ingiusta

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  14. Che la flessibilità serva, ormai sembra chiaro (lo dicono tutti, govermo compreso),
    che ci debbano essere dei paletti, mi sembra altrettanto ovvio,
    ma che ci debba perdere sempre e soltanto il lavoratore/pensionato, non deve essere la solita conclusione; dopo tutto, anche Stato ed Azienda ci guadagneranno !

    OK, se vado via prima, è giusto che qualcosa ci andrò a perdere ..
    Ma proporre 2 clausole, entrambe che penalizzano la quota della pensione, mi sembra troppo
    Una parziale conversione al metodo contributivo per i beneficiari di quote retributive di pensione
    Una riduzione percentuale proporzionale all’anticipo, per chi accede alla quiescenza prima

    O una, o l’altra opzione:
    già la conversione in CONTRIBUTIVO è penalizzante, non serve togliere qualcosa per ogni anno
    togliere qualcosa per ogni anno , ma allora non convertire in contributivo

    Comunque, non vedo il Governo, i Parititi ed i Sindacati discutere di questo problema !
    e non venitemi a dire che la colpa è della guerra … Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in cosa sarebbe coinvolto ?

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  15. I miei genitori mi hanno insegnato che …..
    ogni cosa a suo tempo…..
    e quindi tradotto nel mondo pensionistico si dovrebbe procedere in questo modo:
    – prima si manda in pensione chi ha + contributi (fissando un minimo es. 40)
    – poi si guarda all’eta anagrafica (visto che sarebbe impossibile, e/o disumano, chiedere ad alcuni di raggiungere quel limite).
    – infine si studiano le eccezioni del caso.
    – ovviamente la regola deve valere per tutti, CASTA compresa.

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  16. Ma possibile che non si riesca a comprendere che, superati i 60 – 62 anni, indipendentemente dal fatto che tu abbia sul groppone 40 o 30 anni di lavoro, la qualità delle performances diminuisce comunque e che gli acciacchi non guardano il tuo curriculum professionale e la tua anzianità di servizio?
    Ciò che maggiormente mi dispiace è che la mancanza di una proposta di riforma pensionistica chiara e ben articolata stia creando una sorta di guerra fra poveri fra gli aspiranti a quota 41 e quelli come me che, pur non avendo sulle spalle un’anzianità cosi importante, sentono il peso degli anni. Sono istanze entrambe sacrosante, non cadiamo nella trappola di chi ci vorrebbe metter l’uno contro l’altro per legittimare il “non scegliere “. Ci vuole chiarezza in tempi brevi e soprattutto BASTA con queste ridicole quote, questi ambi secchi offensivi , i concetti se vogliamo sono tristemente semplici :
    – 41 anni di anzianità sono una enormità e devono essere sufficienti per potersi collocare a riposo
    – sopra i 62-63 anni se uno non se la sente deve potere essere libero di fermarsi, senza il ricatto di rimetterci il 30 % col passaggio al contributivo puro, potrebbe/dovrebbe bastare una equa riduzione percentuale sulla parte di retributivo per ogni anno di anticipo.
    E’ possibile che al Ministero non siano in grado di verificare quale possa essere tale quota percentuale annua di penalizzazione che contemperi le esigenze di cittadino e INPS/Stato? Che ci rendano almeno edotti su questi punti, poi starà a noi decidere cosa fare delle nostre vite. Non siamo dei servi, fino a prova contraria siamo il popolo sovrano anche se qui nessuno più considera le nostre istanze , a partire dalle organizzazioni sindacali e dai “nostri” rappresentanti in parlamento , eletti , teoricamente, proprio per rappresentarle. Un sentito grazie a tutti i curatori del sito ed in particolare a Erica Venditti che continuano a fare un encomiabile lavoro di informazione e che sono gli unici a mantenere un riflettore acceso su una tematica che un paese civile non si dovrebbe permettere di trattare con fastidio e sufficienza, come in realtà ormai da tempo avviene.

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    • Concordo in pieno, parole piene di buon senso!!! Perchè i sindacati e i politici non fanno propri questi ragionamenti???
      Ai posteri l’ardua sentenza….

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    • Sono completamente d’accordo, è una delle migliori analisi fatte che dice benissimo come stanno le cose e come dovrebbero essere- peccato che i peggiori sordi che fanno finta di non ascoltare e di non vedere, siano i governanti e tutti i partiti politici, con la complicita’ dei sindacati che miagolano ogni tanto,invece di abbaiare e mostrare i denti……vero Landini ? Dove è finita la furia targata metalmeccanici di una volta?

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  17. Molto d’accordo con Geppetto!
    Ad ogni modo, in riferimento al quesito posto più sopra, l’opzione numero due sarebbe quella che mi convince di più: il sistema contributivo lo trovo una truffa legalizzata. Chi sarà più vicino all’uscita, avrà in percentuale, meno penalità. Se si manterrà il limite dei 64 anni come è per quota 102, per quelli come me sarà più conveniente uscire con la Fornero con 42 anni di contribuzione senza avere avuto lo sconto di cui hanno goduto gli altri di quota 100. Resta un po’ d’amaro.

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  18. Buongiorno, qualunque sia il meccanismo che verrà scelto, ritengo che per equità nella componente anzianità contributiva debbano essere finalmente conteggiati anche gli anni per i quali i contributi sono stati versati nelle Casse professionali.

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  19. E’ fantastico constatare la fantasia dei nostri politicanti, ogni giorno ne inventano una peggio dell’altra:
    la prima della serie è la quota 41 x tutti della lega che in campagna elettorale diventa da contributiva a mista a bocca di Durigon che si autosmentisce sul ddl 2855.
    la seconda arriva da Ghiselli che dice “Non si possono prendere in giro le persone” e su questo ha perfettamente ragione, poi però arriva a proporre una flessibilità dai 62 anni con 20 di contributi, che non prenderà nessuno in considerazione, ma vi immaginate un lavoratore che ha 61 anni e magari 39 o 40 di contributi che è ancora al lavoro ad attendere altri 3/4 anni per raggiungere la quota del 43,1 della fornero e un altro vecchio di un solo anno in più ma con la metà dei contributi che ha diritto a pensionarsi e peraltro con piccole penalizzazioni?
    Se uno è in campagna elettorale, l’altro è in campagna tesseramento, suvvia.
    Oggi arriva la cosiddetta quota 100/102. A parte il fatto di chiamare quota ciò che quota non è, ma la proposta è quota 100 o 102? Perché come ha fatto notare un commentatore di questo sito tra 100 e 102 non ci passa il mare ma tutti gli oceani della terra.
    Sono molto curioso di sentirne altre di proposte strampalate da qui alla legge finanziaria, comunque tutto ciò suggerisce cha anche per il 2023 ci sarà la fornero con i suoi 43,1 anni per la pensione cosiddetta “anticipata” oppure 67 per quella di vecchiaia.
    La cosa consolante è che ormai alle promesse non crede più nessuno, cito testualmente il sig. er+ “Ma attenzione…. prima si fa e poi si chiede.
    Non come siete abituati a fare “prima si promette e poi si trova la scusa per giustificare la mancata attuazione della promessa.”
    Sbrigatevi a stupirci perché le elezioni si avvicinano e le poltrone sono poche e per molti di voi poi sarà pianto e stridore di denti.

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  20. Orlando se parte da 64 o 65 anni. Io che ne ho 62 con 41anni versati cosa mangio
    Per 2 o 3 anni visto che sono disoccupato da 2 anni e mi sto pagando i contributi con i tre soldi risparmiati … Ma sempre i precoci devono pagare per tutti???!!

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  21. Io credo che l’unica proposta “accettabile” sia quella di Tridico; non sarà la migliore ma al momento è quella che consentirebbe un discreto anticipo rispetto alla fornero, senza rimetterci la parte retributiva… A quanto pare gli unici contrari sono i sindacati…

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  22. Qui ognuno “ora pro domo sua” chi propone dai 64 anni forse li ha compiuti, chi chiede i 41 può essere che li ha maturati; allora propongo l’ambo 62+38 visto che mi premierebbe a fine anno. Un saluto ai gestori del sito

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  23. La proposta dovrebbe essere fatta in questo modo:
    – hai maturato 41 anni di lavoro -vai in pensionje a qualsiasi eta senza penalizzazioni con il sistema di calcolo in vigore.
    – non raggiungi i 41 anni di contributi, allora si costruiscono le casistiche del caso…..

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    • ottima soluzione Geppetto.
      infatti non si parla più di diritti acquisiti , per noi lavoratori e precoci , ma sempre Work in progress ( si dice così no ). Siamo partiti con 35 anni poi via dicendo 38 anni ecc. sino agli attuali 43.1 anni , che pena.
      Sembra una colpa essere nati negli anni 60 del baby boom e che siamo dovuti andare al lavoro presto senza avere avuto la possibilità di studiare fino a 23/24 anni e c’è chi ha iniziato a 14 anni, giusto pensare ai giovani ecc. ma loro iniziando a lavorare post laurea ( visto che adesso per fare il bidello ti richiedono la laurea triennale) , quindi a 23/24 anni, se lavorano 40 anni sono in linea con la Fornero. Quindi si ritorna alla polemica dei diritti acquisiti che valgono sempre per il popolino.
      Facessero il lavoro per il quale sono profumatamente pagati i nostri politici e pure i sindacati con più umiltà e serietà , e facciano riforme rispettose delle persone che lavorano.
      distinti saluti a tutti e alla redazione in particolare.

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  24. Come al solito si fanno proposte che favoriscono alcune parti a scapito di altre. Non dico che vada scartata in toto, ma sicuramente bisogna premiare prima chi ha già dato. Ed eccovi l’esempio
    – persona che ha già contributi per oltre 41 anni, ha iniziato a lavorare a 19 resterebbe fuori da quanto proposto o sbaglio?? Vi pare equa la proposta?.
    – persona che ha già contributi per oltre 42 anni, ha iniziato a lavorare a 18 resterebbe fuori da quanto proposto o sbaglio?? Vi pare equa la proposta?.
    Quindi quel limite di eta di 61 anni va tolto per chi ha già versato per oltre 40 anni. Non mi pare difficile da capire.

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    • Buongiorno Ermes.
      Sono proposte che vanno nella logica Europea, quella del dare più peso alla età e meno ai contributi.
      Un peso che serve a ritardare le uscite.
      Un concetto che era già nei 62 di quota 100, ora ribadito con quota 104.
      Vi sono molte persone che riuscirebbero a pensionarsi ancora a 59 anni e vorrebbero pertanto impedirlo.
      Tenetevi stretta la Anticipata se siete vicini e fate le barricate pretendendo che non diventi mai totalmente contributiva, almeno questa.
      Saluti

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      • Detto in altre parole ti vogliono far lavorare fino alla morte,
        o se piace di più,
        ti concedo la pensione per pochissimi anni, max 5, ma sarebbe meglio che tu continuassi a lavorare e per questo ti do’ anche un incentivo.

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    • Buongiorno a tutti. Egregio Ermes ,il vero problema in tutto questo è semplice ,nessuno deve spiegare cose ai signori che si interessano alla riforma perché sanno perfettamente cosa andrebbe fatto per essere equi e giusti nei confronti dei Lavoratori .Vogliono darci poco o niente.
      Buon Lavoro

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      • Come hai ragione. Più chiaro di così…….si muore. Noi qua a parlare, sperare, fare proposte, che popolo di ingenui. Tutto è fatto per prendere tempo

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  25. Buon giorno secondo me non è giusto vincere un ambo (nel caso delle quote) per andare in pensione.
    biosogna mettere un minimo di età anagrafica e un minimoo di anni contributivi ad esempio 64 anni di eta e 20 anni di contributi. Tridico ha formulato una proposta che secondo me è corretta. ma vincere alla tombola con un ambo è assurdo.

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    • Buongiorno.
      Non sarà una tombola!
      Il minimo di una età anagrafica è nei loro pensieri quotidiani.
      Che sia 64 o 65 lo vedranno dai calcoli che possono fare facilmente.
      Quello che dovesse essere una maggiore uscita per L’INPS sarà recuperata rendendo l’assegno totalmente contributivo o attraverso le penalizzazioni necessarie per renderlo tale.
      Integrazione pensionistica al minimo? non è detto che sia sempre garantita, considerato che è un calcolo contributivo, penalizzabile.
      Il concetto di fondo è: diminuiscono i lavoratori versanti e aumentano gli ex lavoratori prelevanti? Ok deve necessariamente calare l’importo dell’assegno elargito.

      Contenti tutti? Più contenti loro!

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