In questi giorni ci stiamo confrontando con esperti, sindacalisti, politici per comprendere quale potrà essere il destino della riforma pensioni alla luce dei due eventi che stanno caratterizzando il contesto attuale, la pandemia prima, da cui ancora fatichiamo ad uscire, e la guerra dopo. Nel mentre la riforma pare messa in attesa, gli incontri tra Governo e sindacati rinviati a data da destinarsi ed i cittadini paiono sospesi in un limbo, incerti del loro futuro previdenziale. Sulla questione ci siamo interfacciati col nostro esperto il Dott. Claudio Maria Perfetto, che ha prodotto un’accurata disamina, che per la ricchezza di contenuti e gli spunti di riflessione offerti divideremo in due parti, la prima la potrete leggere di seguito, la seconda, che apre a nuovi scenari, nella giornata di domani. Ringraziamo come sempre il nostro esperto, di seguito le sue prime considerazioni sullo stato attuale del nostro sistema previdenziale e su quanto potrebbe avvenire nel corso del 2023.
Riforma pensioni 2023: l’età anagrafica il perno su cui fa ruotare la flessibilità?
Così Perfetto: “La pandemia prima, la guerra dopo. A cavallo tra i due eventi, la Riforma pensioni resta sospesa, in attesa che Governo e Sindacati tornino ad incontrarsi con regolarità per definire come assicurare alla normativa vigente (la Riforma Fornero) quel grado di flessibilità di cui necessita e della quale si avvertiva l’esigenza ancora prima che scoppiasse la pandemia, quando si cercava la soluzione per evitare lo “scalone” (il salto dai 62 anni ai 67 anni) che si sarebbe creato a fine 2021 allo scadere di Quota 100.
Per evitare lo “scalone” è stato introdotto lo “scalino”, con Quota 102 (età anagrafica di almeno 64 anni e anzianità contributiva minima di 38 anni), una opzione di pensione anticipata che sarà in vigore solo per il 2022 ed è valida per quei lavoratori che maturano i requisiti (64, 38) entro il 31 dicembre 2022.
Passando dai requisiti (62, 38) di Quota 100 ai requisiti (64, 38) di Quota 102, è evidente che il Governo ritiene che sia l’età anagrafica (piuttosto che gli anni di contribuzione) il perno attorno al quale far ruotare la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.
Riforma pensioni 2023: quali le intenzioni del Governo per il 2023?
Quali potrebbero essere, allora, le intenzioni del Governo riguardo alla Riforma pensioni da attuare nel 2023? La risposta alla domanda potrebbe scaturire dall’analisi di alcuni dati. O meglio, di un solo dato: il rapporto tra il numero di pensionati e il numero di occupati. Tale rapporto viene illustrato graficamente a pag. 98 del XX Rapporto Annuale Luglio 2021 dell’INPS:

In un altro Rapporto, invece, a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, “Rapporto n. 9 anno 2022 Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano” viene riportata a pag. 135 la Tabella 7.1 “Gli indicatori principali del sistema previdenziale” dalla quale si rileva che nel 2019 il numero dei lavoratori occupati era pari a 23.376.000 mentre il numero dei pensionati era pari a 16.035.165, per cui il rapporto pensionati/occupati è uguale a 0,6859 (come viene riportato anche nel Grafico 2.3 dell’INPS). Si può anche dire che il rapporto occupati/pensionati è uguale a 1,4578, valore che si avvicina a 1,5 che, come precisa il Prof. Cazzola a pag. 248 nel suo libro “La guerra dei cinquant’anni”, è la “soglia necessaria per la stabilità di medio e lungo periodo del sistema” (ovvero, del sistema pensionistico a ripartizione come il nostro).
Sempre dai dati riportati nel Rapporto n. 9 del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, nel 2020 il numero dei lavoratori occupati era pari a 22.839.000 mentre il numero dei pensionati era pari a 16.041.202, per cui il rapporto pensionati/occupati è uguale a 0,7023 (come viene riportato anche nel Grafico 2.3 dell’INPS). Si può anche dire che il rapporto occupati/pensionati è uguale a 1,4238 un valore che si allontana dal valore soglia di 1,5 ritenuto il valore target.
Ancora dal Rapporto n. 9, emerge che dal 2013 al 2019 il numero dei pensionati è andato diminuendo in modo costante mentre il numero di lavoratori occupati è andato aumentando in modo costante. Il Prof. Cazzola (nel suo libro appena citato, a pag. 247) attribuisce la diminuzione del numero dei pensionati dal 2013 al 2019 all’“effetto delle ultime riforme previdenziali, che hanno innalzato gradualmente requisiti anagrafici e contributivi” (il riferimento è alla Riforma Fornero).
Alla luce delle precedenti considerazioni è possibile formarsi un’idea sulla linea d’azione che il Governo potrà seguire riguardo alla Riforma pensioni da attuare nel 2023?“
Certo che sì ed é quello che il nostro esperto farà nel corso della seconda parte del suo interessante elaborato che come potete notare voi stessi non si basa solo su opinioni ma su dati oggettivi, quelli che magari piacciono di meno perché svelano delle verità celate dalle belle parole di altri o perché non sono facilmente comprensibili da tutti, ma che purtroppo danno un quadro chiaro del contesto attuale e di quale potrebbe essere la linea che seguirà il Governo.
Domani pubblicheremo la seconda parte, nel mentre ringraziamo il Dott. Perfetto per la solita precisione e meticolosità che lo contraddistinguono e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’articolo che tratatndosi di esclusiva é tenuto a citare la fonte.
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Ma scusate io non capisco, i soldi per il reddito di cittadinanza ci sono e non pochi ,sono contento da una parte per le famiglie con figli che lo ricevano, ma è anche vero che noi dopo 40 anni di lavoro dobbiamo vedere i nostri figli dopo tanti sacrifici per farli studiare,come tanti giovani ,invece di fare qualche lavoro stagionale e non , se ne stanno in panciolle o al mare tanto prendono gli stessi soldi o di più.Abbiamo visto specialmente nella ristorazione non trovano personale anche perchè non esiste più il ricambio generazionale ,ci troveremo con persone a 70 anni a fare lavori che non potranno più sopportare.Allora dico questi soldi metteteli nelle casse INPS, mandate noi in pensione e fate lavorare i giovani anche perché dopo i 60 sei usurato e fai più mutua che lavoro.Grazie.
Scusate ma a me sembra di sognare a leggere certi commenti specie di persone che si avvicinano alla pensione come me. Ma dove avete vissuto negli scorsi 40 anni? Nella mia versione dell’Italia, l’incapacità di governare, un’Amministrazione Pubblica (inclusa INPS) farraginosa ed incapace di investire efficacemente un mare di versamenti pensionistici, un debito pubblico imbarazzante e malato, produttività bassissima, salari bassissimi rispetto il resto d’Europa, incapacità imprenditoriale (“il profitto è privato e le perdite sono del pubblico”), terziarizzazione, impoverimento nel trasferire all’estero le ns aziende o venderle, cassa integrazione (ab)usata dagli industriali in ogni occasione – compresa la loro incapacità gestionale, globalizzazione intesa nella peggiore accezione. E poi noi Italiani che corriamo dietro ad ogni fenomeno da baraccone e lo votiamo come se fosse il Messia basta che non ci riveli il disastro che ho descritto in precedenza. Ma anche a spendere e spandere ben al di sopra delle nostre possibilità, mutui regalati, bolla immobiliare infinita, mogli e parenti baby-pensionati (è stato comodo per molti vero ?!!?) . Ma anche incapacità della scuola a darci una qualsiasi educazione finanziaria che ci ha buttato nelle fauci dell’ultimo somaro che tenta di venderci un prodotto della propria banca come se non esistesse null’altro al mondo, gli “amici” promotori finanziari che ci vendono Cirio e Parmalat e bond argentini…..Ma non capite che è la nostra ignoranza collettiva che ci ha portato qui nel baratro dove ci troviamo e dal quale non ne usciremo mai? Le nuove pensioni e la Fornero hanno solo preso atto del disastro e ci hanno presentato “il conto” con il quale ognuno di noi ci perde e ci perderà di sicuro.
Anche noi siamo una generazione che vivrà la pensione peggio dei propri genitori semplicemente perché i propri genitori sono longevi e la politica non se ne è accorta in tempo perché voleva i loro voti ed ha fatto gestire l’INPS da boiardi di Stato con decine di incarichi privati che li hanno “distratti” dal loro incarico principale. O che non hanno dato in gestione parte del patrimonio, o che non hanno diviso il patrimonio in fondi sovrani attivi sul mercato come fanno TUTTI i paesi seri del mondo…..
“Chi è causa del suo mal pianga se stesso”
Buonasera a tutti. Ma lo volete capire o no che sì prendono gioco di noi. Pandemie. Guerre, rapporti occupati e roba del genere
Sono tutte cavolate e scuse. La domanda da porsi è una sola: dove stanno i soldi dei nostri contributi. Ancora parlate di voti non voti
Ma non vedete che sono sempre i soliti ad entrare nelle stanze dei bottoni?????? Sveglia gente
Perché non applicano quota 102 a anche a quelli che sono già in pensione! 42 anni e 10 mesi a quelli andati in pensione con 35 anni, fargli riscattare 7 anni e 10 mesi? Se c’è una legge deve essere uguale x tutti, non dobbiamo essere solo noi a pagare!
Lei è un genio.
Se la prende con ex lavoratori e non con governi, industriali e con chi detta l’agenda con chi manovra il “potere”.
Complimenti un vero genio.
Le pensioni come le guerre sono una questione politica e dietro la politica ci sono le vittime !!! Provo talmente tanta sofferenza per il popolo Ucraino a tal punto da dimenticarmi che lavoro dall’età di 14 anni svolgendo un lavoro usurante !!! Spero solo che si risolva al più presto l’angoscia armata Putiniana e che i nostri mezzi politici non utilizzino la sofferenza di quel popolo fraterno per demolire e non rilanciare il sistema lavoro previdenziale ITALIANO !!!
Il non voto primo partito italiano.
A Draghi e tutta la classe politica interessano le pensioni . Grazie ai loro ingegnosi paletti sono riusciti a non fare andare in pensione nel 2022 molti lavoratori anche con 63 anni di età e 38 di contributi. L’anno scorso per il Magnifico Governo “bastavano” 62 anni di eta’ e “38 ” di contributi. Contributi che , se non li avevi maturati magari solo per qualche mese, non potevi neanche riscattare con i versamenti volontari . I mesi arretrati pagando non si possono recuperare . Non tutti hanno avuto la fortuna di fare lavori continuativi nel corso di tanti anni. Le famose riforme delle pensioni fanno male alle casse dello Stato ci raccontano. Se ora hai ben piu’ di Sessant’anni e non sei in pensione rilassati la colpa e’ dei Governi degli ultimi 40 anni che ne han mandati troppi in giovane eta’. Aspetta con calma i 67 e , se ci arrivi ,poi ti godrai la pensione ancora in “eta’ giovanile.” Prima il Covid , ora la Guerra , ma nessuno scende in piazza per rivendicare alla politica attaccata soli alla poltrona i nostri diritti sacrosanti .
II nostri politici, invece di regalare bonus, dovrebbero trovare il modo di creare posti di lavoro e dare dignità al popolo. Se noi dobbiamo continuare a fare sacrifici e le nostre pensioni devono essere calcolate in base ai contributi versati, deve essere così anche per i politici. A costo di apparire cinica ma, sinceramente, con tutti i morti che ci sono stati per il covid e per altro in questi ultimi 3 anni potrebbero benissimo mandarci in pensione a noi ultrasessantenni, soprattutto noi donne. Tra i sacrifici che facciamo per mandare avanti la famiglia, aiutare i genitori anziani, crescere i nipoti e per non parlare del lavoro sempre più stressante in questo periodo di pandemia, non ci meritiamo finalmente la pensione? Tutte bugie che non ci sono i soldi.Tirate fuori i nostri soldi perché noi abbiamo versato i contributi e vogliamo andare in pensione in base ai contributi versati. Mica ce li regalate? Perché non fanno lavorare i giovani che ormai stanno diventando vecchi pure loro e senza lavoro?????. Passeranno dal lavoro, semmai ci riusciranno ad ottenerlo, al cimitero.
Quando l’opinione pubblica comincerà ad avere la consapevolezza che lo scopo principale di ogni azione (pandemia e guerra in Ucraina) è indebolire gli stati in generale, gli stati europei in particolare e soprattutto l’Italia e la Germania (che hanno un’economia manifatturiera che dà fastidio sia agli Stati Uniti che alla Cina) sarà purtroppo troppo tardi. Avevo una certa considerazione dell’intelligenza del popolo italiano, purtroppo mi sono sbagliato. Ma del resto è giusto che ognuno abbia ciò che si merita.
Quando si confronterà il 2020 con il 2024 forse qualcuno capirà qualcosa.
Buona sera Giorgio.
Concordo con il concetto di indebolimento di economie concorrenti : Italia, Germania e di altri stati Europei perché in questo mondo gli affari sono affari che si tratti di Americani, Russi, Cinesi come anche tra le stesse nazioni Europee.
Il disprezzato nazionalismo di cui ci spesso si parla nei fatti è è presente dappertutto anche tra coloro che si considerano “alleati” .
Mi augurerei però, quando guardo quei bambini spaventati e poi penso ai miei nipotini, che tutto questo possa da subito terminare.
Noi, purtroppo, spesso parliamo solo dei nostri individuali problemi e non ci accorgiamo che gli effetti hanno sempre alla base delle cause.
Saluti
Ci sarebbe una sola via teorica per fermare la guerra. La consapevolezza da parte dei cittadini di Italia e Germania che il tutto è stato fatto a loro danno e che l’interesse di tutti gli altri paesi è che la guerra continui. Ma al governo hanno messo un uomo Goldman Sachs e l’informazione è nelle mani di soli 4 soggetti che stanno dalla parte della disinformazione. Non c’è purtroppo speranza. In Italia si creeranno milioni di nuovi poveri ma mi dispiace maggiormente per il popolo ucraino che pagherà con le vite di tanti cittadini questo gioco.
Penso che quando è ora di andare a votare non bisogna andare a votare , così questa banda di imbroglioni se nessuno va a votare sono costretti ad andare a casa
Luca.
Capisco che sia difficile scegliere perché hanno costruito una gabbia che modificano a loro interesse e a ogni elezione.
Ma non credo sia la giusta soluzione rinunciarvi perché i relativi “Zoccoli duri” voteranno sempre e comunque.
Saluti
Mandate a quel paese tutti quando si voterà abbiamo solo una scelta per farlo e cioè il diritto al non voto così mandiamo a casa questa casta truffaldina. Pietro
Tutto Perfetto per loro (la casta) per gli operai tutto Imperfetto.
Mi piacerebbe sapere se dal Rapporto n. 9 emerge anche il rapporto occupati/pensionati dopo il 2020, cioè dopo la pandemia, dal momento che quasi tutti i morti erano pensionati. E se il valore si è avvicinato o allontanato dal target di riferimento di 1,5.
Domanda interessante Elena, non so perà se sussistono già i dati aggiornati, in ogni caso la rivolgiamo al Dott. Perfetto se mai trovasse il tempo di rispondere, so che é molto impegnato e già gli siamo grati dei suoi preziosi elaborati.
Sig.ra Elena, rispondo alle sue due richieste in merito a:
– “rapporto occupati/pensionati dopo il 2020”
– “se il valore si è avvicinato o allontanato dal target di riferimento di 1,5”
Nel Rapporto n 9. anno 2022 a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, nella tabella 7.1 riportata a pag. 135 dal titolo “Gli indicatori principali del sistema previdenziale”, vengono presentati (in colore verde, per indicare che sono valori stimati) i seguenti dati:
Anno 2021:
N° dei lavoratori occupati: 23.300.000;
N° dei pensionati: 16.065.000;
N° occupati per pensionato: 1,4504
Anno 2022:
N° dei lavoratori occupati: 23.600.000;
N° dei pensionati: 16.060.000;
N° occupati per pensionato: 1,4695
Anno 2023:
N° dei lavoratori occupati: 23.800.000;
N° dei pensionati: 16.080.000;
N° occupati per pensionato: 1,4801
Anno 2024:
N° dei lavoratori occupati: 23.950.000;
N° dei pensionati: 16.100.000;
N° occupati per pensionato: 1,4876
Le stime dei valori sopra indicati si basano sulle seguenti previsioni:
Previsioni 2021: PIL a prezzi correnti + 6,3%; inflazione + 2%; (2020 – 0,2%); indicizzazione pensioni 0%; fine Q100.
Previsioni 2022: PIL+ 4,3%; inflazione + 1,9%; quota 102 (64 anni e 38 di contributi); APE sociale e gravosi;
Previsioni 2023 e 2024: inflazione + 1,5%; dinamica uguale a 2022.
Grazie Claudio!
Grazie Dr. Perfetto per la sua disponibilità, dati molto interessanti. Grazie Erica, con il suo sito ci sentiamo meno soli. 😍
Sono contenta, che bel complimento 🙂
tutto perfetto, dott. perfetto; è risaputo che la legge fornero è tuttora graditissima all’europa; e Draghi cosa fa? ad un certo punto chiude la porte ai successivi; e i successivi siamo noi del 1960; ieri una collega mi ha detto: ti ho dato la motivazione del perchè continuo a lavorare e non faccio neppure il partime; e tu? ; le ho spiegato; con una quota 100 decente sarei già in pensione; se lo stato mi dà un’opportunità anche brutta di andarmene io la colgo; quella successiva potrebbe essere anche migliore ma anche peggiore oppure non esistere proprio; grazie ancora di fornirci dei dati su cui rifletter; saluti a lei e ai gestori del sito
Sono divorato da una rabbia che mai in precedenza ho provato. Ogni giorno getto un’occhiata nel Vs. sito, con la speranza, ormai sempre più flebile, di trovare la notizia che il ministro del lavoro o altri del governo abbiano finalmente convocato i sindacati, per trovare la quadra alla questione della flessibilità in uscita. Purtroppo su questo tema è scesa un’atroce cappa di silenzio. Per più di un anno si è giocato a rinviare gli incontri che precedentemente venivano fissati. Ogni scusa è stata buona. Che serietà! Che squallide persone! E i sindacati? Mi sarei aspettato almeno una, dico una, convocazione della stampa per portare al centro della scena la questione delle pensioni. Ed invece nulla. Signori governanti, in primis, e poi signori sindacalisti, ma vi rendete conto o no che state giocando sulla carne viva delle persone? Persone ultra-sessantenni, senza lavoro, scivolate in una povertà che a morsi si sta mangiando oltre che tutti i loro risparmi anche tutta la loro residua dignità. Io ad esempio ho 64 anni, da due senza lavoro e dopo aver ritirato, per poter sopravvivere, i miei miseri risparmi, mi trovo ora, a bussare alle porte dei Compro-oro per rivendere i gioielli di famiglia. Vi rendete o no conto che ci siamo anche noi in questo Paese, che a causa vostra ogni giorno che passa sentiamo sempre più estraneo se non ostile?
Un grazie all’intervento del dott. Perfetto, è sempre un piacere leggere quanto scrive.
Mi piacerebbe conoscere anche l’indice (costo pensioni/versamenti) e se possibile anche i relativi valori. Questo dato è prezioso per meglio capire le dinamiche.
Ad esempio mi chiedo:
quanti operai devono lavorare (mediamente) per mantenere la pensione di un politico?
quanti operai devono lavorare (mediamente) per mantenere la pensione di un direttore publico?
Perchè penso che la sostenibilità di un sistema vada anche pesata nei momenti in cui si decidono aumenti salariali spropositati e/o fuoriluogo, vedi ad esempio l’aumento dato al PRESIDENTE INPS, tanto per fare un esempio.
😊 E’ tutto relativo nel paese delle caste e corporazioni medioevali (di “moderno” abbiamo pero’ le Lobbies – mi dicono al bar -)
Saluti
Buongiorno.
Tutto vero, tutto “Perfetto”.
Ma non è che in tutto questo l’Europa centra qualcosa, che forse ha fallito, che il risultato per noi è questo, qualcosa ormai evidente agli occhi di tutti.
Un risultato che sta anche nelle parole di molti quando parlano di lavoro mancato e di pensioni dilatate dopo che ci hanno raccontato per decenni della necessità di: Regole, di Competizione, di Liberalizzazione di Globalismo per ricavarne solo: Crisi, Austerità, Pareggi di Bilancio, Disoccupazione e ora aleggia pure lo spettro della guerra.
Non è che la causa sta anche nella presunzione, in una manciata di sapere, potere e certezze nelle mani di: Commissione e Consiglio europeo che hanno trattato di tutto. Che si reputavano i migliori e ora, sbeffeggiati non solo in fatto di divani e di poltrone, faticano perfino a proferir parola o trovare un posto al tavolo di accadimenti che sembravano inimmaginabili e che presentano l’ennesimo conto drammatico per l’Europa intera.
Volevano creare il mercato perfetto del lavoro, ma poi hanno generato solo un colossale apparato, quasi monarchico di solo potere, distante dalla realtà dei loro cittadini.
Da noi, in Italia, il risultato è stato ancora più evidente, peggiore.
Hanno fatto si che ci governasse perennemente la tecnocrazia, mentre avremmo dovuto ricavarne: Sviluppo, Crescita equilibrata e sostenibile, Piena Occupazione, Armonizzazione, Sicurezza, Migliorate condizioni di Lavoro, Istruzione, Formazione, Politiche sociali, Inclusione, Solidarietà tra le generazioni e tra gli stati membri e invece quello che vediamo sono catene di sole parole, il solito bla,bla,bla.
Decenni di retorica, di strategie che non hanno funzionato, di sola stagnazione che qui ci fa rimpiangere gli anni Settanta.
Decenni persi nella ricerca di confini continentali più ampi in cui poter Delocalizzare a costi inferiori (e chi se ne frega se poi qualcuno muore); decenni di scelte elitarie che impoveriscono gli Stati mentre arricchiscono altri con possibili esiti pericolosi?
Decenni per toglierci la sovranità per poi rischiare di farci sprofondare nelle barbarie!
Saluti
Buonasera a tutti. Si sente che il suo commento esce dal profondo dell’anima, mi complimento con lei.Raffaele.