Riforma Pensioni 2025: i sindacati non hanno una visione strategica?

Ieri abbiamo pubblicato un articolo contente le parole di Bombardieri riguardante l’ opzione donna e i giovani. Puntuale è arrivato un commento del nostro esperto previdenziale, il Dott. Perfetto, che vi riportiamo integralmente nell’articolo di oggi. Nel contesto del dibattito sulla riforma delle pensioni 2024/2025, Perfetto mette in discussione le promesse elettorali e l’approccio dei sindacati. L’articolo che segue offre una riflessione pungente sulla mancanza di “visione strategica” nella politica italiana e nei sindacati, evidenziando la necessità di un cambio di paradigma nell’affrontare le sfide economiche e sociali del paese.

Pensioni 2025, le parole di Perfetto sulla legge Fornero

Il Dott. perfetto ci dice cosa pensa dopo aver letto le parole di Bombardieri (Uil): ” Penso che sia da persone ingenue credere alle promesse elettorali. E se a tali promesse elettorali ci credono anche i sindacalisti, allora i sindacalisti sono ingenui per ben due volte. Davvero c’è chi crede che si possa cancellare la legge Fornero con uno schiocco di dita? Davvero c’è chi crede che si possa fare una legge sulle pensioni che risponda alle esigenze di flessibilità richieste dai lavoratori e dalle lavoratrici?

Ebbene, sì. Se stiamo qui a parlarne, è perché c’è chi, nonostante le passate promesse elettorali dei vari partiti succedutisi nei precedenti Governi, ancora crede che i politici possano soddisfare le esigenze di lavoratori e lavoratrici.

Voglio essere molto chiaro. È certamente possibile soddisfare le esigenze di lavoratori e lavoratrici, ma non nelle attuali condizioni in cui si trova l’Italia caratterizzata da basso tasso di natalità, invecchiamento della popolazione, bassa crescita economica, elevato debito pubblico, mancanza di visione strategica. Cos’è la visione strategica? La “visione strategica” è decidere oggi con le risorse di ieri il nostro futuro.

Immaginiamo di avere scattato delle foto, dal 2011 ad oggi, ai principali protagonisti della Legge di Bilancio e delle Riforma del Lavoro e delle Pensioni tra i quali vi sono il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Facciamo uno zoom sui loro visi, sui loro discorsi durante le Conferenze stampa. Danno forse l’impressione di essere persone ispirate da una “visione strategica”? Direi proprio di no. Almeno, è l’impressione che tali persone danno a me. Sono invece propenso a credere che siano persone animate da buona volontà, che ce la mettano proprio tutta per fare Riforme che, se richiedono qualche sacrifico da parte di tutti (perché ce lo chiede l’Europa), tuttavia non sono Riforme “lacrime e sangue” (perché anche loro sono consapevoli che esiste un limite oltre il quale la morale e l’etica impediscono di andare).

Riforma Pensioni 2025, Dott Perfetto: “serve visione strategica”

Morale: PRIMA la tutela dei conti pubblici (e poi la tutela della popolazione).La visione strategica di cui si parlava inverte la morale: PRIMA la tutela della popolazione (e poi la tutela dei conti pubblici, la quale ne deriva come logica e naturale conseguenza).

Ora, se il Governo non ha una visione strategica, ce l’avranno forse i Sindacati? Ce l’ha forse il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri? Non credo proprio. Nessun “leader” del Sindacato ha una visione strategica (preciso che la parola “leader” viene spesso utilizzata in maniera impropria. Proprio come è impropria la parola “premier” per indicare il Presidente del Consiglio dei Ministri).

“È facile stendere la lista della spesa come fanno i Sindacati e tutte le persone speranzose di avere supporto dai sindacalisti. Ma non si tratta soltanto di dire “CHE COSA” occorre fare. Occorre anche dire “COME” fare. COME intende fare il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri per realizzare i “CHE COSA” fare che hanno in mente lui ed i suoi colleghi?” Il Dott Perfetto stila poi la lista delle domande:

“In definitiva, l’analisi del “COME” deve dare risposte alle seguenti domande:

  1. Come lasciare andare in pensioni lavoratori e lavoratrici che desiderano andarci con le risorse ad oggi disponibili?
  2. Come fare in modo che le aziende trovino manodopera che affermano di non riuscire a trovare?
  3. Come fare in modo che i giovani non espatrino all’estero per andare in cerca di lavoro?
  4. Come evitare la mancanza di futuri lavoratori a causa della denatalità?
  5. Come avviare la crescita economica tanto auspicata dal Governo?
  6. Come ridurre il debito pubblico tanto auspicato dall’Europa?

Tutte queste domande pongono l’attenzione sulla seguente morale: PRIMA la tutela della popolazione (e tutto il resto ne deriva come conseguenza, incluse la crescita economica e la riduzione del debito pubblico).

La “visione strategica” che indica il piano operativo da attuare per realizzare la Riforma del Lavoro e delle Pensioni in ottica di crescita economica e di sviluppo economico è descritta nella Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin”.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

23 commenti su “Riforma Pensioni 2025: i sindacati non hanno una visione strategica?”

  1. Ci sono lavoratori che hanno sudato per andare in pensione anticipata versando ciò che gli è stato chiesto per 42 anni e 10 mesi se uomini e 1 anno in meno se donne.
    Ora arriva la brigata Durigon e ci viene a dire che si deve prendere di meno perché bla bla bla..si va tutti nel contributivo…quindi quelli che ci sono andati fino ad oggi sono forse ladri e furbacchioni?…

    Rispondi
  2. Buongiorno, credo che l’intervento di ieri di Giorgetti, sia chiaro. Nessuna riforma all’orizzonte, forse una possibile proroga di Quota 103. Giorgetti potrà piacere o non piacere ma, quanto meno, parla chiaro ed è preparato.

    Rispondi
  3. Gentile dott. Perfetto, innanzitutto andare in pensione non è un desiderio ma un sacrosanto diritto dei lavoratori.
    Vuole sapere come fare :
    1 Fare restituire parte dei soldi delle pensioni a coloro a cui è stato permesso di andare in pensione a 19 anni, sei mesi e un giorno;
    2 fare rientrare in servizio tutti quelli che sono andati in pensione con appena venti anni di contributi ( attualmente ci sono lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi effettivi e continuativi e non possono farlo) ;
    eliminare le pensioni di reversibilità al coniuge superstite che percepisce oltre i 1.700 euro;
    3 far pagare le tasse a tutti, recuperando dagli 80 ai 100 miliardi l’anno,
    4 eliminare il carrozzone delle cariche pubbliche nominate dai politici nelle varie partecipate, fondazioni, etc,;
    5 diminuire il numero dei parlamentari e senatori, visto che quasi il 50% degli elettori non va a votare;
    5 eliminare ogni forma di condono ( chi non ha pagato le tasse e le imposte deve pagarle senza SE e senza MA, con una mora di importo sostanziale;
    6 smetterla di foraggiare l’industria bellica e fornire armi che servono solo a creare morte e distruzione;
    Etc., etc,
    FINITELA , ANDARE IN PENSIONE DOPO TANTI ANNI DI DURO LAVORO DOVREBBE ESSERE IL PRIMO RICONOSCIMENTO DI UNA CLASSE POLITICA (CHE VENDE SOLO FUMO) A COLORO CHE HANNO DEDICATO UNA PARTE CONSIDEREVOLE DEL TEMPO DELLA PROPRIA ESISTENZA A RENDERE QUESTO PAESE MIGLIORE.
    Infine, e finisco, se lei vuole rimanere al lavoro anche fino a 100 anni, è libero di farlo, esattamente come i senatori a vita, sindaci ultranoventenni, etc etc..
    Ah dimenticavo : coloro che hanno creduto alle promesse fatte in campagna elettorale non sono degli INGENUI, ma sono semplicemente delle PERSONE SERIE, che si sono fidate delle persone sbagliate e che sono state letteralmente truffate.
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • Caro Biagino noto un tono polemico direi fuori luogo, il Dott. Perfetto é già in pensione, e fornisce per il portale un servizio utilissimo, potrebbe tranquillamente dormire sogni tranquilli e non rispondere più a nessuno, invece é qui che si presta a tutti e fornisce risposte e specifiche. E’ anche autore della proposta di pensioni Perfetto-Armiliato-Gibbin che forse si é perso e che le invito a cercare sul portale. Dunque una persona estremamente attiva. Buona giornata.

      Rispondi
      • Cara Erika,
        ha toccato un punto delicato… un argomento tabu… chi e’ gia in pensione oggi.. e’ tranquillo… ha un entrata sicura, maturata ad un età che in futuro ad altri che avrebbero gli stessi diritti non e’ permesso, e probabilmente siccome sono sereni con una entrata da pensione non contributiva possonono anche scegliere di lavorare… e incassando il doppio. vedi i vari cazzola (non me ne voglia il professore) ed altri che con la politica o con le consulenze…etcc… incassano pensione anticipata e stipendi… in piu predicano agli altri che non cisono soldi, che le promesse non verranno mantenute etcc…
        Chi vuole continuare a lavorare con l’anticipata dovrebbe almeno accettare che la pensione sia contributiva.
        Per le pensioni di reversibilità ..la reversibilità dovrebbe essere contributiva di quello che si e’ versato… non un reddito infinito nel gioco chi vive di piu…

        Rispondi
        • Sig. Carlo, proprio perché si è in pensione, e quindi si può contare su un’entrata sicura, si ha la possibilità di vedere le cose senza particolare coinvolgimento emotivo, con “distaccato interesse” (per riprendere le parole di Max Weber).

          Oramai le preoccupazioni sul lavoro, le incertezze sui requisiti pensionistici, il timore di restare senza reddito per il periodo della finestra di attesa, sono tutti dietro le spalle.

          Per quanto riguarda me, dopo avere scritto e pubblicato il mio libro “L’economista in camice” nel 2019, mi sono reso conto che nel libro mancava un pezzo importante: le pensioni.

          Il mio libro si concentra sulla sperimentazione in laboratorio dell’economia grazie alla quale è possibile esplorare ricette economiche finalizzate a dare la soluzione al più grave problema che si trova ad affrontare una Nazione Digitale (o in trasformazione digitale come la nostra): la disoccupazione generazionale, la mancanza di lavoro di un’intera generazione, quella dei nativi digitali (dei nati dopo il 1985).

          Nel mio libro indico la soluzione alla disoccupazione generazionale (una breve sintesi la si può trovare nel mio sito http://www.economatica.it).

          La disoccupazione generazionale è causata da elevata automazione e disintermediazione (o intermediazione digitale tramite software) ed è aggravata dalla mancanza di ricambio generazionale.

          Mi sono reso conto che occorreva approfondire la questione “pensioni” per avviare il ricambio generazionale.

          Mentre cercavo informazioni su “Quota 100”, venivo spesso indirizzato dai motori di ricerca verso il sito https://www.pensionipertutti.it. Da qui si è sviluppata l’opportunità di esprimere su pensionipertutti.it il mio pensiero su come avviare il ricambio generazionale.

          Il risultato finale della mia “impresa” (se così possiamo chiamarla) si è concretizzato nel febbraio 2024 con la stesura della “Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale” (un documento di 50 pagine) alla cui stesura hanno partecipato anche Orietta Armiliato (fondatrice e coordinatrice del Comitato Opzione Donna Sociale – CODS) e Maurizio Gibbin (esperto di Robotica e di Intelligenza Artificiale).

          Grazie alla Dott.ssa Erica Venditti, la Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin è stata inviata ai Rappresentati sindacali con la nostra richiesta di presentarla, qualora ritenessero la nostra Proposta anche di loro interesse, ai prossimi tavoli di incontro con il Governo quando si discuterà di pensioni.

          Rispondendo al suo commento, sig. Carlo, ho voluto dilungarmi un po’ con il duplice scopo di 1) richiamare all’attenzione dei lettori di pensionipertutti la “Proposta di riforma Previdenziale flessibile e strutturale” della cui bontà ci fidiamo ciecamente, e 2) per dare prova a lei e a chi mi legge che non mi ci ritrovo in quel sottoinsieme di pensionati che sono in pensione e al tempo stesso lavorano e che, serenamente adagiati sulla certezza della propria entrata pensionistica, predicano agli altri di tenere duro perché non ci sono soldi per le pensioni.

          Con la “Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale” i soldi ci sono, si possono mandare in pensione i lavoratori anziani a partire dai 62 anni di età anagrafica e con un minimo di 35 anni di contributi versati, si può dare lavoro ai giovani disoccupati, che potendo contare su un reddito da lavoro potranno formarsi una famiglia, allevare figli, avviare nuovi consumi, nuova produzione e nuovi investimenti, attivando quindi la crescita economica oltre lo zerovirgola per cento, riducendo il debito pubblico.

          Tutto questo COME? Seguendo le indicazioni di Parlamentari europei e italiani già espresse nel 2016 e 2017, e sostenute da esperti di Diritto tributario internazionale, ovvero equiparando il lavoro robotico al lavoro umano e, di conseguenza, applicando l’imposta sul reddito da lavoro prodotto dagli automi (Robot e AI), che abbiamo denominato IRAUT per analogia con l’IRPEF applicata ai lavoratori umani.

          Utilizzando il lavoro robotico, si danno soluzioni ai due problemi fondamentali che impediscono di “superare” la Riforma Monti-Fornero: denatalità e invecchiamento della popolazione.

          Obiettivo: ricambio generazionale.

          Qualsiasi Proposta che verrà avanzata dal CNEL, o da Itinerari Previdenziali, o dai Sindacati, o da altri Istituti che non darà soluzioni alla denatalità, e che tenderà ad allungare la permanenza al lavoro dei lavoratori anziani, sarà a tempo determinato (ovvero soggetto a proroghe di anno in anno), per nulla efficace, e dannosa per l’Italia.

          Rispondi
    • Nessuno ricorda che c’è un sacco di gente che ha sistemi misti. Io ho 22 anni di INPS e 12 di Cassa dei Ragionieri. Vuole togliermi la pensione l’anno prossimo che faccio 67 anni?

      Rispondi
    • Sig. Biagino Popoli, credo di avere compreso il suo pensiero, nonché lo stato d’animo che l’ha generato.

      1. “Fare restituire parte dei soldi delle pensioni a coloro a cui è stato permesso di andare in pensione a 19 anni, sei mesi e un giorno”, dice lei. Non è possibile fare questo (e questo, sig. Biagino, credo proprio che lo sappia anche lei). Lei ha detto bene, è stato “permesso”. La legge lo ha permesso. Una legge non può essere modificata in maniera retroattiva. Nell’ordinamento civile “la legge non dispone che per l’avvenire, essa non ha effetto retroattivo”. Nell’ordinamento penale “nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”. https://www.diritto.it/principio-irretroattivita-ordinamento-italiano/

      2. “Fare rientrare in servizio tutti quelli che sono andati in pensione con appena venti anni di contributi contributi ( attualmente ci sono lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi effettivi e continuativi e non possono farlo)”. Non è possibile fare questo. Se hanno potuto farlo, è perché la legge glielo ha permesso (vedi punto 1). “Attualmente ci sono lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi effettivi e continuativi e non possono farlo”, dice lei. “Attualmente” è un tempo differente da 40 anni fa. 40 anni fa nascevano 1 milione di bambini all’anno. Oggi ne nascono meno di quattrocentomila. Ed è la denatalità (sempre meno lavoratori futuri) e l’invecchiamento della popolazione (si vive sempre più a lungo e quindi si tenderà a percepire la pensione per più anni) che non permettono a chi ha 40 anni di contributi effettivi di andare in pensione. Non è il Governo che impedisce di andare in pensione a 40 anni. Piuttosto, il Governo si limita a fare i “conti della serva” nella Legge di Bilancio, e non si occupa (o pre-occupa) affatto di trovare efficaci soluzioni alla denatalità e agli impatti derivanti dall’invecchiamento della popolazione. Ma il Governo è fatto di umani, e questo è il meglio che riesce a fare.

      3. “Far pagare le tasse a tutti, recuperando dagli 80 ai 100 miliardi l’anno”, dice lei. Ma lei davvero pensa che il Governo non cerchi di fare ciò che lei suggerisce di fare? Il Governo lo sta facendo. A piccoli passi, ma lo sta facendo (lo so leggendo un po’ qua e un po’ là sul sito dell’Agenzia delle Entrate). Se di evasione fiscale e contributiva se ne parla da anni, da decenni, con Governi di sinistra, di destra, di centrosinistra, di centrodestra, e non si riescono ancora a recuperare i soldi dall’evasione fiscale e contributiva, un motivo valido deve pure esserci. Portare all’attenzione del Governo il suggerimento di “far pagare le tasse a tutti” non porta ad alcun risultato. La risposta del Governo (di qualsiasi colore) è già nota: “Lo stiamo già facendo”. E quindi il discorso si chiude con tale frase.

      4. “Eliminare il carrozzone delle cariche pubbliche nominate dai politici nelle varie partecipate, fondazioni, etc”, dice lei. Uno di questi cosiddetti “carrozzoni” pare che sia (ovvero che fosse) il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Già a suo tempo il Governo Renzi intendeva abolire il CNEL, ed anche il Movimento 5 Stelle intendeva abolire il CNEL. Ma oggi il CNEL sembra risorgere dalle sue ceneri, sembra anzi rivelarsi una risorsa preziosa, dal momento che sta elaborando una Proposta per le pensioni future da sottoporre all’attenzione del Governo Meloni. Pertanto, anche questo suggerimento di eliminare i carrozzoni statali sembrerebbe difficile da attuare. Qualcuno ci ha provato (Renzi), ma non c’è riuscito. Provarci ancora oggi potrebbe essere possibile, ma l’attenzione del Governo sembra oggi orientata più verso l’Europa che sull’Italia (“L’Italia cambierà l’Europa”, si dice).

      5. “Diminuire il numero dei parlamentari e senatori, visto che quasi il 50% degli elettori non va a votare”, dice lei. Per diminuire il numero dei parlamentari mi pare che si dovrebbe fare una legge (non sono per nulla ferrato in Giurisprudenza, per cui potrei sbagliarmi). Le leggi le fa il Parlamento. Il Parlamento dovrebbe fare una legge contro i Parlamentari. Mi riesce davvero difficile immaginare che i Parlamentari possano votare una legge che vada letteralmente contro i loro interessi.

      5. bis “Eliminare ogni forma di condono”, dice lei. Con il condono il Governo preferisce incassare meno, piuttosto che nulla.

      6. “Smetterla di foraggiare l’industria bellica e fornire armi che servono solo a creare morte e distruzione”, dice lei. Ci sono cose che non si possono eliminare: carestie, epidemie, guerre. Se fossero eliminabili, sarebbero state eliminate già da tempo. La cosa che ci rimane da fare è di riuscire a convivere con esse. Inoltre, carestie, epidemie e guerre sono i modi con i quali il pianeta Terra mantiene in equilibrio le proprie risorse, riducendo la popolazione umana ed animale, il cui sovrappiù metterebbe in pericolo la sopravvivenza stessa delle specie e quindi del pianeta Terra (una buona dimostrazione matematica la si può trovare nel modello preda-predatore di Lotka.-Volterra).

      L’ingenuità che io ascrivo alle persone, è simile a quella di un bimbo che si fida delle promesse di un adulto. È giusto stimolare nei bambini la fiducia negli altri. Ma al tempo stesso occorre metterli in guardia da possibili false promesse degli adulti.

      Per quanto mi riguarda, io sono andato in pensione con Quota 100 all’età di 65 anni e con 41 anni di versamenti di contributi. Ho lavorato in moltissime aziende, sia come dipendente che come consulente ed ho ricoperto molti ruoli aziendali. Nel mio lavoro mi sono sforzato di guardare le cose anche dal punto di vista degli altri (colleghi, dirigenti, Clienti). Ciò mi ha portato a criticare non già le persone, ma le idee che le persone esprimono. Perché solo un’idea può sostituire un’altra idea. La mia critica non si traduce mai in polemica, ed è sempre costruttiva, nel senso che oltre ad individuare ciò che non va, indico anche ciò che andrebbe fatto e come andrebbe fatto.

      Lei, sig. Biagino Popoli, ci dice che COSA andrebbe fatto. Ma non spende nemmeno una parola su COME andrebbe fatto.

      Rispondi
    • Ottime considerazioni, le soluzioni per trovare i fondi per le pensioni ci sono, lei ne ha elencate parecchie. Se poi non c’è la volontà (e il coraggio) di attuarle perché si vanno a toccare “diritti acquisiti” e privilegi di ogni sorta, è un altro discorso.

      Rispondi
    • Non è colpa dei pensionati viventi e futuri se sono diminuite drasticamente le nascite . Il lavoro precario e occasionale e determinato , continua a fare comodo agli imprenditori . Adesso quando viene Zelenscki a chiedere soldi per le armi , gli offriamo pizza e spaghetti e lo mandiamo da Macron. Basta con gli sprechi ! La vita si è allungata ? Non per tutti ! Non siamo o non vogliamo accordarci per correggere gli errori e le disuguaglianze sociali sulle pensioni . Ora è inutile promette quando si è in campagna elettorale. Ma vi rendete conto che se ci fosse un nuovo partito denominato “astensione nazionale ” ,otterrebbe la maggioranza assoluta e vincerebbe le elezioni !! Pentitevi per il 2025 !!

      Rispondi
  4. Continuano a farvi credere che l’Italia va male per giustificare i sacrifici che chiedono a noi e non a loro. Vi do solo un dato, cioè
    Indebitamento delle famiglie:
    Italia 34% del PIL
    Francia 50%
    Germania 63%
    Spagna 83%
    Regno Unito + 100%
    Se volete alla prossima do altri dati.
    Aggiornati o approssimativi che siano vedete un po’ voi.

    Rispondi

Lascia un commento