La Legge di Bilancio 2025 ha completamente insoddisfatto le aspettative dei lavoratori, le donne ancora confidavano in un ravvedimento da parte dell’esecutivo e in un ritorno ai requisiti iniziali di opzione donna, invece i paletti sono rimasti tutti, rendendo la misura pressoché inacessibile; la Quota 103 é oggi fruibile solo più accettando l’assegno contributivo, per la Quota 41, promessa entro fine legislatura, ancora nulla si vede all’orizzonte e difficilmente si realizzerà con le richieste dei precoci, ossia senza limiti anagrafici. Ecco che a fronte di una situazione di questo tipo, e a fronte dell’attesa di vita che post Covid é tornata a salire e rischia nel tempo di portare sempre più in avanti l’età di uscita dal mondo del lavoro ci si continua a interrogare su quale potrebbe essere la soluzione più idonea a livello previdenziale. Una proposta vi sarebbe, da alcuni é stata definita utopistica, da altri coraggiosa, da altri ancora assolutamente interessante e da approfondire, stiamo parlando della Riforma pensioni Perfetto-Armiliato-Gibbin. Vi riportiamo la sintesi e quali benefici potrebbe avere per far crescere il PIL, combattere l’invecchiamento della popolazione e la disoccupazione giovanile. Le parole del Dott. Claudio Maria Perfetto
Riforma pensioni, una soluzione c’é, pronta, basterebbe leggerla ed attuarla
Così Perfetto ringraziando la redazione per aver diffuso la proposta per intero, ha specificato, facendo nuovamente il punto a cui si é giunti col lavoro svolto dai tre firmatari, Perfetto-Armiliato-Gibbin: “Inizialmente si era pensato di indirizzare la Proposta solo ai Sindacati; successivamente, si è ritenuto opportuno indirizzarla anche al Governo, ai Parlamentari, a Confindustria, alle Istituzioni (Corte dei Conti, Ragioneria Generale dello Stato, Ufficio Parlamentare di Bilancio, CNEL, Agenzia delle Entrate, INPS).
Tutto finisce qui? Niente affatto! Tutto può cominciare da qui!
MISURE RELATIVE AL LAVORO.
Nell’Audizione del 7 novembre 2024 alle Commissioni riunite di Bilancio di Camera e Senato, il Ministro Giorgetti dà priorità in manovra ai lavoratori dipendenti per il rilancio di crescita e dei consumi: “Abbiamo messo le risorse sui lavoratori dipendenti con lo scopo di rilanciare la crescita e i consumi. Il problema è che persistendo un quadro di incertezza complessiva, non solo in Italia ma anche in Europa, è aumentata la propensione al risparmio e non quella al consumo. Noi abbiamo dato stabilità alle misure e ora ci auguriamo che situazioni che affliggono le famiglie tutti i giorni vadano verso soluzioni”.
In altre parole, si è dato sollievo alle famiglie per affrontare i consumi necessari. Questo è certamente necessario, ma non è sufficiente a stimolare la domanda di consumi tale da indurre le imprese a produrre, investire e quindi a far crescere l’economia nel 2025 almeno dell’1%.
La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin spinge anch’essa sul lavoro, in particolare nel creare le condizioni per dar modo di trovare lavoro ai giovani disoccupati (coloro che cercano lavoro ma che non lo trovano), ed ai giovani scoraggiati (coloro che dichiarano di non cercare lavoro perché convinti di non trovarlo). La creazione di condizioni per trovare lavoro consiste nel lasciare andare in pensione i lavoratori e le lavoratrici anziani.
MISURE RELATIVE ALLE PENSIONI.
Sempre nell’Audizione del 7 novembre 2024 alle Commissioni riunite di Bilancio di Camera e Senato, per quanto riguarda le pensioni il Ministro Giorgetti afferma: “Il problema è che per certe qualifiche sul mercato non si trova assolutamente più nulla, nel pubblico e nel privato, e l’unico modo è cercare di convincere chi arriva all’età del pensionamento di valutare volontariamente di rimanere sul posto di lavoro a dare il proprio servizio. Mi sembra una gestione del personale quantomeno intelligente”.
Nessuno, io credo, potrebbe mettere in dubbio che valga la pena convincere (mediante un sistema premiante basato su incentivi fiscali) chi arriva all’età di pensionamento di valutare “volontariamente” se rimanere sul posto di lavoro a dare il proprio servizio perché certe qualifiche professionali scarseggiano sul mercato. Ma sarebbero in molti, io credo, a pensare che, il convincere “a forza” (mediante un sistema penalizzante basato sulla decurtazione dell’importo pensionistico) chi arriva all’età di pensionamento a restare sul posto di lavoro, ostacoli l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani privi di esperienza i quali, proprio perché privi di esperienza, sono più disponibili al cambiamento e ad adattarsi rapidamente a nuove strategie di mercato adottate dall’azienda.
La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin in ambito pensionistico non ricorre né ad un sistema premiante né ad un sistema penalizzante per “convincere” i lavoratori e le lavoratrici a restare al lavoro. Viene data ampia libertà ai lavoratori e alle lavoratrici di decidere se e quando andare in pensione, avendo maturato i requisiti minimi in termini di età anagrafica (62 anni) e di anni di contribuzione (35 anni), oppure 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età anagrafica, e qualora l’importo pensionistico risultasse di propria soddisfazione. Mandare in pensione i lavoratori e le lavoratrici anziani è la condizione necessaria (ma non sufficiente) per avviare la crescita economica indotta da giovani che erano prima disoccupati o scoraggiati. La condizione sufficiente (che rende possibile l’attuazione della condizione necessaria) è finanziare le pensioni con i contribuiti previdenziali versati anche da Robot e AI.
MISURE RELATIVE ALLA FISCALITÀ GENERALE (WEB TAX).
Ancora nell’Audizione del 7 novembre 2024 alle Commissioni riunite di Bilancio di Camera e Senato, il Ministro Giorgetti si è espresso in merito alla Web Tax, indicando l’intenzione di estendere la Digital Service Tax dalle grandi imprese alle piccole e medie imprese. Il Ministro Giorgetti ha detto che “il Parlamento ovviamente è sovrano”, ma ha invitato a riflettere sulla modifica di queste norme delle quali ha difeso la ratio e lo spirito.
La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin è in linea con le intenzioni del Governo di applicare un’imposta sui Servizi Digitali non solo alle grandi imprese ma anche alle piccole e medie imprese, soprattutto per quanto riguarda il versamento di contributi previdenziali da parte di Robot e AI. E la motivazione è piuttosto semplice: se il lavoratore robotico esegue le stesse funzioni del lavoratore umano, allora anche al lavoratore robotico deve potersi applicare l’imposta (IRAUT) che viene applicata al lavoratore umano (IRPEF).
CONCLUSIONI.
Come si evince dall’Audizione del 7 novembre 2024 alle Commissioni riunite di Bilancio di Camera e Senato la filosofia che il Ministro Giorgetti intende seguire è quella del “più assumi e meno paghi”, che consiste nel concedere la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti.
Ma le imprese sembrano, invece, più propense a seguire una filosofia diversa da quella del Ministro Giorgetti, e cioè, sostituendo i dipendenti con Robot e AI, e impiegando nei servizi digitali fai-da-te i clienti al posto dei dipendenti, la filosofia delle imprese consiste nel motto: “meno assumo e più guadagno”.
La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin mira ad equilibrare i profitti realizzati dalle società (in virtù della riduzione del personale) con le minori entrate erariali (minori entrate contributive). Nella suddetta Proposta l’equilibrio viene raggiunto attraverso l’applicazione dell’imposta sull’automazione (IRAUT), la quale convergerebbe verso l’IRES, l’imposta applicata ai profitti delle società (ma l’IRES, a differenza dell’IRAUT, non contempla i contributi previdenziali). In altre parole, l’IRAUT equivarrebbe (per usare un termine improprio ma noto a tutti) alla “tassa sugli extraprofitti” (dovuti all’impiego dell’automazione) che il Governo aveva in mente (ma non l’ha fatto) di applicare alle banche e alle criptovalute (come bitcoin).
Per concludere, cosa dovremmo aspettarci in futuro?
Il futuro è il presente che già conosciamo. La Legge di Bilancio 2025 appena entrata in vigore apporta poco o nulla di innovativo, attua misure già collaudate in passato: taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, bonus bebè, proroga delle misure pensionistiche già in vigore. Poiché tali misure hanno esercitato in passato per anni scarso effetto sulla crescita economica, c’è da attendersi che anche nel 2025 ci sarà scarsa crescita del PIL (ancora intorno allo zero virgola per cento).
Avendo diffuso ad ampio raggio la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin, c’è da augurarsi che, a fronte del perdurare della scarsa crescita economica e dell’aumento del debito pubblico anche nel 2025, le Istituzioni prendano coscienza nel 2025 che detta Proposta è la sola efficace che potrà portare ai risultati desiderati“.
Concordate con i punti di forza fatti mergere dal Dott. Perfetto, fatecelo sapere nell’apposita sezione ‘commenti’ del portale.
Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Mi sono appena reso conto che la “provocazione” del Direttore Generale dell’INPS Vittimberga di “far pagare i contributi dagli extraprofitti delle grandi aziende che sostituiscono le attività tipicamente ‘labour intensive’ con strumenti tecnologici di intelligenza artificiale” è presente anche in questo articolo (che la Dott.ssa Venditti ha ripreso da un mio precedente commento in un altro articolo).
Nel presente articolo della Dott.ssa Venditti si riporta:
“La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin mira ad equilibrare i profitti realizzati dalle società (in virtù della riduzione del personale) con le minori entrate erariali (minori entrate contributive). Nella suddetta Proposta l’equilibrio viene raggiunto attraverso l’applicazione dell’imposta sull’automazione (IRAUT), la quale convergerebbe verso l’IRES, l’imposta applicata ai profitti delle società (ma l’IRES, a differenza dell’IRAUT, non contempla i contributi previdenziali). In altre parole, l’IRAUT equivarrebbe (per usare un termine improprio ma noto a tutti) alla “tassa sugli extraprofitti” (dovuti all’impiego dell’automazione) che il Governo aveva in mente (ma non l’ha fatto) di applicare alle banche e alle criptovalute (come bitcoin).
Vorrei ringraziare il sig. Wal che nel suo commento del 4 Febbraio 2025 alle 22:50 ci ha fatto conoscere (me incluso) il pensiero del Direttore Generale dell’INPS Avv. Valeria Vittimberga riportato dall’ANSA nella nota del 04 novembre 2024, ore 17:02, dal titolo:
“Vittimberga (Inps) lancia idea, ‘contributi da extraprofitti AI’”.
Così Vittimberga: ‘”Oltre alla necessità di pensare alla riqualificazione di quel tipo di lavoro che verrà soppiantato” dall’intelligenza artificiale, “lancio una provocazione: perché non far pagare i contributi dagli extraprofitti delle grandi aziende che sostituiscono le attività tipicamente ‘labour intensive’ con strumenti tecnologici di intelligenza artificiale? Sarebbero macchine che lavorano per noi in continuazione, sostenibili da un punto di vista previdenziale”’.
(FONTE: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2024/11/04/vittimberga-inps-lancia-idea-contributi-da-extraprofitti-ai_fde63db1-7430-4a05-8e63-0399a3a375eb.html).
Vorrei aggiungere che il 5 dicembre 2023 ho inviato via PEC una mail sul tema dei contributi da far versare anche ai “lavoratori elettronici” all’allora Direttore Generale dell’INPS Dott. Vincenzo Caridi (ho poi girato tale mail alla Dott.ssa Erica Venditti in data 12 gennaio 2024 per mantenerla aggiornata sulle comunicazioni verso le Istituzioni).
Il Dott. Vincenzo Caridi è stato Direttore Generale dell’INPS dal 12/02/2022 all’11/04/2024.
Il 29/04/2024 è stata nominata Direttore Generale dell’INPS l’Avv. Valeria Vittimberga.
In data 19/12/2024 ho inviato la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin al Presidente INPS Avv. Gabriele Fava, e per conoscenza al Direttore Generale INPS Avv. Valeria Vittimberga (mettendo in copia conoscenza anche i coautori della Proposta nonché la Dott.ssa Erica Venditti).
Cos’altro dire?
Mi ha fatto certamente molto piacere apprendere dal sig. Wal che anche il Direttore Generale INPS Avv. Valeria Vittimberga sta avanzando l’ipotesi di “far pagare i contributi dagli extraprofitti delle grandi aziende che sostituiscono le attività tipicamente ‘labour intensive’ con strumenti tecnologici di intelligenza artificiale. Sarebbero macchine che lavorano per noi in continuazione, sostenibili da un punto di vista previdenziale”.
Mi fa certamente molto piacere apprendere che il Direttore Generale dell’INPS Avv. Valeria Vittimberga è sulla stessa linea di pensiero dei firmatari della Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin.
Prego.
Saluti.
Rispondo al commento di Paolo prof del 4 Febbraio 2025 alle 5:51.
Concordo con lei, Paolo prof, che il Governo ha in agenda ben altre priorità da attuare, piuttosto che la riforma delle pensioni.
D’altra parte, cosa c’è più da fare sulle pensioni? Alle pensioni ci pensa il “pilota automatico della legge Fornero” (per usare l’espressione del sig. Nicola Turetta).
Mi sono più volte espresso sul fatto che pensioni e lavoro vanno di pari passo. La legge Fornero si riferisce solo alle pensioni e non anche al lavoro.
Proviamo a ricordare cosa disse la Prof.ssa Fornero in occasione della presentazione della Riforma Monti-Fornero nella conferenza stampa del 2011: “Quindi questa è la riforma delle pensioni ma la riforma del mercato del lavoro completerà questo primo pezzo, [che] viene prima, per necessità, per vincoli finanziari”.
Quando si affronta la Riforma delle Pensioni occorre contestualmente, simultaneamente, affrontare la Riforma del mercato del lavoro, in quanto, ricordando ancora le parole della Prof.ssa Fornero “tutti, ma proprio tutti, devono capire che il principale meccanismo per fare pensioni è il lavoro”.
Non credo sia importante superare la legge Fornero con una nuova legge sulle pensioni; credo invece sia importante formulare una nuova legge sulle pensioni perché la Legge Fornero è superata.
La Legge Fornero è superata perché è entrata in gioco una nuova generazione: la generazione robotica. La legge Fornero non fa alcun riferimento alla generazione robotica. Eppure, la generazione robotica incide profondamente sulle attività produttive, su quel lavoro che è il “principale meccanismo per fare pensioni” come ci ricorda la Prof.ssa Fornero stessa.
Dunque, Paolo prof, cosa possiamo controbattere a quel giornalista che afferma che la legge Fornero è una buona legge?
Possiamo dire questo: la Legge Fornero può anche essere una buona legge. Ma è superata dalla tecnologia.
Con me lei sfonda una porta aperta; il problema è che la porta deve aprirsi per i signori politici che decidono; quello è il problema; non demorda mai; speriamo in bene; saluti a lei e ai gestori del sito
E vinceranno, suppongo, ancora!
Inizio a pensare che il signor Franco Giuseppe, non me ne voglia, abbia una elevata dose di ragione (diciamo un buon 98%), per come la penso, non tanto dal punto di vista dei bilanci o dei danni erariali che da tempo imputa alla quota 100 (ne ho visti nel frattempo, a mio parere, di peggiori).
Ma perché quando si modifica una norma si creano dei soddisfatti e moti insoddisfatti come coloro che il signor Franco spesso cita parlando dei 42 e dei 43 anni di contributi a cui da tempo si deve arrivare.
La dimostrazione sta nel continuo dire … li aspettiamo alle prossime elezioni.
Saluti
Gentile Wal, lo ripeto da tanto tempo, praticamente da sempre, io non me la prendo con chi ha usufruito legittimamente delle quote, io me la prendo con chi ha inventato queste sciagurate quote. Se oggi OD è praticamente scomparsa, se si è passati da quota 100 a quota 102, a quota 103, a quota 103 tutto contributivo, va da se, che il percorso scelto indica che la quota 100 era insostenibile, infatti non solo non è mai stata prorogata ma addirittura peggiorata di anno in anno. Da qualche parte bisogna recuperare le risorse buttate e i pensionati di domani, che si vedono diminuire il proprio futuro assegno, devono ringraziare quel favoloso regalo di quota 100.
P.S. Qualcuno si è risentito dei miei aggettivi: indecente, inaccettabile, scandaloso, affermando che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Peccato che questa solerzia a difesa di qualcuno, non l’ho riscontrata anni fa, quando un beneficiato dalla quota 100 mi ha rivolto esattamente questa frase: ” Sig. Franco Giuseppe, le auguro tutto il male possibile”, solo perchè contestavo quota 100. Saluti.
Franco da quel che ho colto io, nei passati commenti, si invitava solo a moderare i toni per una discussione il più possibile costruttiva, non ho colto una difesa nei confronti di qualcuno in particolare a danno di altri, ma proprio solo alla discussione in sé. Sul nostro portale, ribadisco, ogni pensiero, il suo o di un’altro lavoratore, hanno la stessa identica importanza, ed anzi vi ringrazio per la stima che nutrite nei confronti del portale. Buona serata, Erica
Caro Franco Giuseppe, mi dispiace che qualcuno ti ha maledetto; analizziamo il perchè: tu ormai ti eri abituato ai requisiti Fornero; pensi che per tutti sia stato così? assolutamente no; qualcuno deve aver odiato quei requisiti così duri; se pensi che allora era già aumentato il numero di anni minimi; quando ha visto aprirsi uno spiraglio di ammorbidimento di questi requisiti l’ha colto al volo; se sul portale vedeva una persona che li contestava tutti i giorni e più volte al giorno ad un certo punto ha perso la pazienza e ti ha maledetto; io non seguivo il dibattito allora; ho cominciato a seguirlo circa 4 anni fa; saluti a te e ai gestori del sito
Cosa vuol dire che mi ero abituato ? La Fornero l’ho subita anch’io di ben due anni. Che poi io non fossi interessato alle quote e non ne avrei usufruito per innumerevoli vantaggi economici, è un fatto strettamente personale. Innanzitutto il mio è un discorso generale ed è’ inutile girarci intorno: Qualcuno è stato sfacciatamente favorito e di molto, mentre i più sono rimasti esclusi e oggi rischiano di vedersi ridurre l’assegno per ripagare quel regalo. Cioè, Lei sta dicendo che è comprensibile che una persona che ha ricevuto un maestoso regalo da alcuni politici può perdere le staffe contro uno che invece è stato escluso da quel beneficio ? Ma siamo alla follia. Un decoroso silenzio su una clamorosa ingiustizia sarebbe stato gradito ed invece ti mandano anche una maledizione. Ormai siamo alla frutta anche della decenza. Caro Paolo prof, davvero a volte non la capisco, d’altronde Lei è uno di quelli che ha sempre affermato che : ” per fortuna qualcuno è stato accontentato”, degli scontenti non si è mai interessato.
degli scontenti lei non si è mai interessato? i primi scontenti siamo stati noi del 1960; sono arrivati a quelli dell’anno prima; e allora? uno prima o poi deve farsene una ragione; fattene una ragione; saluti a te e ai gestori del sito
Vi ricordate il motto “LA PENSIONE LA VOGLIAMO DA VIVI” ?
… E vinsero le lezioni.
Il resto si sa
# elezioni
E vinceranno ancora perchè l’opposizione è forse peggio, 12 anni che c’è la Fornero e mai pensato di ammorbidirla. Quindi che vinca detra o sinistra noi resteremo sempre nella……………….
E lei non ha pensato mai che forse avevano ragione, visto che nonostante anni di proclami, la Fornero è ancora l’unica legge attuale sulle pensioni e che nemmeno loro riescono a cambiarla ? Almeno avranno avuto il buon gusto di non fare promesse che non si possono mantenere.
https://www.ilsole24ore.com/art/il-debito-pubblico-italiano-si-regge-ricchezze-interne-ed-e-piu-sostenibile-quello-altri-paesi-AGky0pb
I soldi ci sono. Basta andarli a prenderli ed eliminare gli sprechi e fare la spending review. Da ex tecnico sono anche stufo di dirlo.
Condivido i punti di forza della proposta. Tuttavia realisticamente, allo stato delle cose, sarebbe già un bel successo se gli esperti di Previdenza e di Economia che siedono nel palazzo si scomodassero per analizzare la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin. Che poi si pronunciassero nel merito, sarebbe qualcosa di molto vicino al mezzo miracolo! Che la condividessero declinandola nella pratica, ovviamente in tempi non preventivabili, sarebbe un miracolo tutto intero! Non disperare è d’obbligo…ma chiudo anch’io con una malcelata rassegnazione: “poveri noi, in che mani siamo!”
Per ben tre volte il Governo Meloni ha provato a reperire risorse finanziarie attraverso:
1) la tassazione sugli extra profitti delle banche;
2) l’estensione della web tax dalle grandi imprese alle piccole e medie imprese (PMI);
3) l’aumento della tassazione sulle criptovalute (bitcoin e dintorni).
Per ben tre volte il Governo Meloni ha dovuto desistere dai suoi propositi.
Cominciamo col dire che vale la pena puntare di più sulla Cassa Depositi e Prestiti, che è una banca governativa in quanto posseduta all’87% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Aggiungiamo che l’estensione della web tax dalle grandi imprese alle piccole e medie imprese andrebbe valutata diversamente, non già come una “tassa” (che lo Stato giustifica non perché eroga un servizio, ma perché considera che i dati dei clienti/utenti raccolti per fare pubblicità mirate siano un valore da compensare), quanto invece una “imposta” (che lo Stato potrebbe motiovare in quanto l’operato di un robot o di un assistente digitale è equiparabile a quello di un umano sul quale vengono applicate le imposte).
Aggiungiamo ancora che il voler tassare le criptovalute sembra un atto disperato, dettato dalla disperata ricerca di trovare fondi per fare ciò che si vorrebbe fare e che si riesce a fare solo in parte e non del tutto. Disperazione, smarrimento, incertezza… Non si addicono di certo al “buon governo”.
Cosa potrebbe esserci nella Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin che non va?
La Proposta si rifà a raccomandazioni messe in luce già nel 2016-2017 da parlamentari europei e parlamentari italiani riguardo all’impatto che l’automazione potrà avere sull’occupazione e sulla Previdenza sociale.
La Proposta si rifà a ben 4 Proposte di Legge presentate alla Camera dei Deputati nell’arco temporale dal 2013 al 2022 da PD, FDI, Lega.
La Proposta si rifà a concetti già espressi da due Direttori di Stabilimento Bosch che nel 2017 suggerivano di utilizzare i robot per riempire la fascia di mezzo della piramide demografica lasciata in parte vuota a causa di mancanza di lavoratori dovuta alla denatalità, e che le pensioni potrebbero quindi essere pagate anche dai robot e non solo dai lavoratori umani.
La Proposta si rifà a possibilità di considerare i robot come soggetti passivi di imposta, una possibilità confermata da esperti di diritto tributario internazionale e che per essere attuata basterebbe (secondo tali esperti) che il Governo attribuisse una “personalità” (es., “personalità elettronica”) ai robot, così come ha attribuito la “personalità fisica” ai lavoratori e la “personalità giuridica” alle aziende.
Mi piacerebbe che gli esperti di Previdenza e di Economia analizzassero la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin attualizzando i concetti del 2017 in essa contenuti al 2025, e dicessero cos’è che nella Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin non va.
Dott. Perfetto, non c’è nulla che non va; ma i nostri parlamentari attualmente si occupano di: premierato, riforma della giustizia, autonomia; un giornalista di cui non faccio il nome , parlando di legge Fornero, ha detto: è attualmente una buona legge; le opposizioni? l’importante che il governo non cada altrimenti perdono tutti i benefici da parlamentari; quindi? poveri noi, in che mani siamo; saluti a lei e ai gestori del sito
Come ho già detto, apprezzo molto la proposta di Perfetto-Armiliato-Gibbin perchè cerca di dare certezze ad un sistema pensionistico schizofrenico dove di anno in anno cambiano le regole ( in peggio comunque).
Mi permetto alcune considerazioni :
1 corretto l’ assunto di lasciare andare in pensione lavoratori e lavoratrici anziani per liberare posti di lavoro per i giovani. In Italia però, nell’ ultimo decennio 500.000 giovani italiani se ne sono andati all’ estero, anche quando il lavoro lo potevano avere perchè specializzati e laureati. Il problema erano e sono i salari troppo bassi rispetto ai principali paesi europei. Ma i salari non si aumentano per legge, ma solo aumentando un parametro che qualsiasi economista scriverebbe in grassetto : la produttività.
2 E’ verissimo che i lavoratori anziani sono meno propensi al cambiamento rispetto ai giovani, ma senza la formazione adeguata dei giovani ritorna di nuovo in ballo quel parametro fondamentale: la produttività.
3 Le aziende investono e investiranno tantissimo nell’ automazione e nella robotica perchè fa crescere sempre quel parametro: la produttività.
Quindi benissimo questa proposta, ma tutto ruota intorno a questo parametro, se cresce faremo un salto di qualità come lavoratori sui salari e come pensionati per ricevere pensioni dignitose che consentano un livello di qualità della vita analogo a quando si lavorava.
Il futuro non può che passare da proposte come questa ottima e completa in tutti i suoi aspetti.
Non vedo nulla di positivo se non la proposta dei nostri 3 esperti Perfetto-Armiliato-Gibbin nell’attesa che politici/sindacati si rendano conto che al momenmto è l’unica proposta fattibile dobbiamo almeno lottare perchè non venga inalzata l’eta’ pensionabile (sia di vecchia che anticipata) dall’aspettativa di vita. Siamo il paese Europeo che al momento ha l’età più alta per poter andare in pensione. Tutte le belle parole a riguardo “Siamo in Europa” forse riguarda solo i doveri (vedi case green, auo elettriche, al bando i motori a scoppio, ecc.) ma se siamo in Europa dovrebbe valere anche per i diritti non penalizzarci sull’età pensionabile.
Temo che il “momento” possa protrarsi a lungo e che il prossimo, consista solo nel cercare di conservare le cose come stanno; se non altro per l’accesso all’anticipata.
Alcune testate, in verità, hanno riportato la notizia che durante un convegno INPS sulle politiche del lavoro (Novembre 2024), la sua direttrice generale, la dott. Valeria Vittimberga, (a cui nel mese di dicembre è stata trasmessa copia della proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin), ha ventilato l’idea, o la provocazione, di tassare gli eventuali extra profitti da lavoro sostitutivo ottenuto attraverso le nuove tecnologie Robotiche e la I.A. tali da contribuire, nel tempo, al sostegno del sistema previdenziale.
Il problema resta “il tempo”, certamente lontano dall’essere compatibile con le richieste di riforma pensionistica che qui sollecitano i vari commentatori del sito.
I lavoratori del passato li hanno già vissuti; dall’epoca ottocentesca dei luddisti a quelli della più recente automazione e del computer. Operai spaventati e ora anche impiegati da quella storia per la quale: prima si perde il posto di lavoro e, solo successivamente, se ne creano di nuovi.
Saluti
Posso solo dire che non ci vorrebbe tanto per capirlo; molto probabilmente i parlamentari sono concentrati su altre questioni per loro più urgenti; poveri noi, in che mani siamo; saluti ai gestori del sito
Prof errore:il problema è proprio il capire.Quando sento i nostri ministri parlare mi vengono i brividi.Concordo nel:in che mani siamo.Fac59
caro Marco, l’obiettivo di chi comanda è sfruttare fino all’osso i lavoratori; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito
La riforma è una scelta politica. Ma qui giochiamo ancora a Orazi e Curiazi, Guelfi e Ghibellini. Evviva il ponte sullo stretto, mentre la Sicilia affonda nei suoi mille problemi. Si salvi chi può.
Condivido la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin. Ma l’affermazione del Ministro Giorgetti che: “Il problema è che per certe qualifiche sul mercato non si trova assolutamente più nulla, nel pubblico e nel privato, e l’unico modo è cercare di convincere chi arriva all’età del pensionamento di valutare volontariamente di rimanere sul posto di lavoro a dare il proprio servizio”. Oltre ad ostacolare l’ingresso alle nuove generazioni, cosa intende fare il Governo per addestrare i ragazzi ad essere competenti “per certe qualifiche sul mercato”? Perchè se non si fa nulla resteranno sempre incompetenti. Ho il sentore che il Ministro cerca di far passare il tempo per non risolvere la questione, così la patata bollente la prenderà qualcun altro.
Non vedo nulla di positivo se non la proposta dei nostri 3 esperti Perfetto-Armiliato-Gibbin nell’attesa che politici/sindacati si rendano conto che al momenmto è l’unica proposta fattibile dobbiamo almeno liottare perchè non venga inalzata l’eta’ pensionabile (sia di vecchia che anticipata) dall’aspettatiova di vita. Siamo il paese Europeo che al momento ha l’età maggiore per poter andare in pensione. Tutte le belle parole a riguardo “Siamo in Europa” forse riguarda solo i doveri (vedi case green, auo elettriche, al bando i motori a scoppio, ecc.) ma se siamo in Europa dovrebbe valere nche per i diritti non penalizzarci sull’età pensionabile.