Riforma Pensioni 2025, l’editoriale: previdenza nuovamente messa all’angolo?

C’è qualcosa che non va nel modo di affrontare e risolvere (ma lo si vuole fare davvero?) l’annoso problema della riforma previdenziale con due ordini di problemi, uno di metodo e uno di merito. Cominciando dal primo e cioè dal metodo assistiamo da molti anni a confinare le eventuali norme di una riforma previdenziale sempre e solamente nella vecchia Legge Finanziaria, ora Legge di Bilancio. In pratica succede sempre che nei primi mesi dell’anno l’argomento pensioni viene completamente dimenticato, poi in estate assistiamo a molteplici esternazioni dei vari politici di turno che sotto l’ombrellone ipotizzano fantasmagoriche soluzioni su questo importantissimo problema e poi si arriva alla fine del mese di ottobre quando con pochissimo tempo e senza alcun passaggio in aula parlamentare, viene infatti tutto deciso nelle Commissioni, si votano pochissimi provvedimenti al più temporanei che nulla hanno a che fare con una riforma che deve essere organica e strutturale.

Riforma Pensioni 2025: Servono proposte strutturali e definitive

È un modo di procedere completamente sballato che parte a fine estate analizzando quanti denari ci sono nelle casse dello Stato, quanto si è incassato dalle entrate tributarie e quanto si può destinare alla previdenza (sempre meno) costringendo i tecnici del MEF a continui conteggi e simulazioni di costi di eventuali provvedimenti che si volessero attuare. Il risultato finale è ogni anno deludentissimo con risorse pressoché nulle e ovviamente alcun provvedimento significativo.

Non mi stancherò mai di affermare che invece una seria riforma previdenziale che duri diversi anni e che dia certezza del diritto ai cittadini dovrebbe avere un suo iter parlamentare autonomo e non dovrebbe essere inserito nella legge di Bilancio. Per fare una buona legge sulla previdenza non bastano pochi giorni sotto le feste natalizie. È invece necessario che i vari politici, le organizzazioni sindacali e datoriali, gli esperti, i tecnici del Mef abbiamo degli incontri serrati per analizzare tutti i problematici aspetti della previdenza per poi operare una sintesi e portare quindi un testo compiuto in Parlamento per compiere il previsto iter che porterà alla definitiva votazione. Auspicabile sarebbe poi un’approvazione definitiva alcuni mesi prima della successiva entrata in vigore per informare debitamente i cittadini e dare tempo all’INPS di pubblicare le circolari applicative.

Fantascienza? Assolutamente no. In un Paese moderno e civile una cosa del genere è del tutto logica su un argomento che riguarda, prima o poi, la totalità dei cittadini italiani.

Pensioni 2025 il paradosso: la Fornero ha migliorato l’uscita dal mondo del lavoro

L’altra considerazione forse ancora più grave è sul merito. Al di là di continue ed inutili affermazioni soprattutto della Lega di Salvini sulla volontà di scardinare la Legge Fornero che ormai sembrano quasi affermazioni più di principio che di sostanza, con continue allusioni e spostamenti temporali della ormai famosissima Quota 41 derubricata in variegate forme, la reale volontà dell’Esecutivo e soprattutto di Giorgia Meloni è quella di salvaguardare il più possibile e mantenere nella sua interezza la legge istituita sotto il Governo Monti evitando sostanziali modifiche per non disturbare l’Europa e per proteggere i conti dello Stato a scapito dei cittadini. Al momento nemmeno le aberranti “finestre d’uscita “sono state eliminate da questa maggioranza di Governo e c’è qualcuno che ipotizza addirittura di estenderle di ulteriori mesi.

In pratica quella che era stata definita “la legge più odiata dagli italiani” e sulla quale tutti i partiti chiedevano con forza una sostanziale modifica è diventata improvvisamente l’eroina della previdenza in Italia definita nell’ultima Nadef a pagina 69 testualmente “la legge 214/2011 (Legge Fornero) ha migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel medio lungo-periodo garantendo una maggiore equità nelle generazioni”.

Tant’è, questa è la situazione in cui ci si trova quando si parla di riforma previdenziale in Italia. Sarebbe necessario ribaltare completamente il modo di agire nei confronti di un tema che riguarda la totalità dei cittadini italiani. I nostri politici saranno in grado e soprattutto avranno voglia di operare questo radicale cambiamento?

30 commenti su “Riforma Pensioni 2025, l’editoriale: previdenza nuovamente messa all’angolo?”

  1. Sig. Marino, analisi giusta e che si trova in sintonia con il mio pensiero. Spero solo che per i prossimi alla pensione non ci sia un peggioramento subdolo della legge Monti/Fornero, mediante sotterfugi tipo finestre allungate, quote “miseria” ecc. Saluti a lei e ai gestori del sito.

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  2. Bisogna fare un passo indietro, i sindacati devono tornare nelle fabbriche e convincere i lavoratori che la pensione, quindi la sua riforma, riguarda tutti e non soltanto noi vicini alla quiescenza. Forse allora si potrebbero organizzare scioperi partecipati ed alzare la voce.
    Un caro saluto a tutti

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  3. L’editoriale del dr. Marino non fa una grinza! La risposta alla domanda finale è: no!! Speriamo che non gli venga voglia di cambiamenti radicali. Chissà che farebbero!!

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  4. Meloni, intervistata da RTL 102,5, il 26 novembre del 2016, aveva affermato che si era pentita di aver votato la Fornero e che una volta al governo si sarebbe impegnata a …………………. peggiorarla.

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  5. Durigon ha già spostato il tiro,affermando che cmq faremo la riforma pensioni come hanno promesso entro la legislatura.Quindi nessuna novità ci sarà a breve,se non in peggio.Lega buffoni!!

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    • Abolire la Fornero senza dire come è una truffa dialettica, e dal farlo subito a entro la legislatura ci passano 5 anni, in cui migliaia e migliaia di lavoratori restano ingabbiati ad una sicura discriminazione Loro però in questo modo si sono assicurati i voti per due legislazioni e relativi stipendi. Facendo due conti a spanne: 15.000 euro al mese x 12 mesi = 180.000 euro all’anno x 5 anni = 900.000 euro per una legislatura = 1.800.000 euro per due legislature, senza contare benefit vari. Questo è quanto hanno guadagnato per prendere in giro i lavoratori.

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  6. Analisi lucida e pienamente condivisibile. In un Paese serio gli incontri con tutte le parti in causa sarebbero serrati e costruttivi e la proposta del dott. Perfetto potrebbe essere seriamente valutata e considerata. Purtroppo non sarà così.

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  7. Marino, se continua a scrivere queste cose, viene da pensare che anche lei fosse contrario alle quote sin dal 2019. Così però lascia solo a difendere quota 100 al solo Paolo Prof, che però è troppo impegnato a baciare i piedi del Dott. Perfetto.

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    • Sig. Franco Giuseppe le mi onora di un onore che non mi è riservato.

      In Oriente ci si inchina e si toccano i piedi di Maestri autorealizzati in segno di profonda devozione. Non già nei riguardi del Maestro, quanto invece nei riguardi di Chi il Maestro rappresenta.

      Io non sono un Maestro autorealizzato. È anche vero che qui siamo in Occidente, e quindi talune consuetudini non vengono messe in pratica. Ma sarei più propenso a credere che in Occidente non ci siano affatto personalità di siffatta levatura morale e spirituale da essere riconosciute come Maestri autorealizzati.

      Una volta diedi 100 euro di elemosina ad un Nigeriano. il Nigeriano si inchinò piegandosi ai miei piedi, ma io immediatamente lo aiutai a rialzarsi. A nessuno deve essere consentito di inchinarsi dinanzi a qualcuno.

      Sig. Franco Giuseppe, quando usiamo le parole, usiamole in maniera appropriata.

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    • la differenza tra lei e il dott. Perfetto è molto semplice: vi accomuna il fatto che siete entrambi pensionati; lui però è utilissimo in questa fase per spiegarci, illustrarci, farci crescere nelle conoscenze varie; lei è altrettanto utile; peccato che le potenzialità per farci crescere rimangano solo delle potenzialità e basta; per renderle efficaci ci vuole 1 sola dote: la buona volontà; saluti al dott. Marino, Perfetto e anche a lei sig Franco Giuseppe

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      • Faccio fatica a leggere i suoi commenti. Quindi quale sarebbe questa differenza tra me e Perfetto se saremmo entrambi utili ? Io ammetto che tra me e lui c’è una differenza abissale riguardo la sua istruzione e la capacità di analisi e proposizione, peccato però che io avevo capito fin dal 2019 che le quote avrebbero provocato uno tsunami nel sistema pensionistico e i fatti oggi mi danno ragione. Mettiamola così: Perfetto è perfetto per il dopo tsunami quote, mentre io, più scafato alle logiche politiche, avrei preferito evitarlo proprio lo tsunami che si è verificato. Il prossimo anno per riparare ai danni dello tsunami quote saremo costretti a dei tagli dolorosi e al peggioramento dell’esistente. Ho usato la parola tsunami per non essere volgare, ma ” porc..a” era il termine giusto.
        Per finire mi rifaccio a quanto riportato da Giorgetti; ” la legge Fornero ha migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo e medio periodo”. Quindi per estensione di pensiero e logica: ” Le quote, ma soprattutto la quota 100, hanno rovinato la sostenibilità del sistema e qualcuno deve ripagare il danno economico fatto da queste quote “. E a ripagarlo cari amici sarete proprio voi.

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    • La quota 100 in quel governo, doveva portare ulteriori voti alla Lega la quale aveva una potenzialità all’interno della coalizione molto superiore rispetto ad oggi.Ricordo che la Lega per Salvini alle elezioni europee 2019 prese il 34,3%.Adesso la Lega conta molto meno all’interno della coalizione e le sparate di Durigon sono stoppate dal suo collega Giorgetti, nemmeno al loro interno la pensano allo stesso modo sulla previdenza.Con questo cosa voglio dire? Che la logica politica sulla previdenza è stata sempre tesa al breve periodo per guadagnare consensi.Penso che se Meloni attuasse provvedimenti impopolari sulla previdenza, probabilmente perderà un sacco di voti ma non è detto che sia un male per l’Italia.Purtroppo se in passato non si fosse sempre governatore con l’occhio al tornaconto elettorale di breve periodo, non saremo in questa situazione di debito pubblico.Poi ovviamente qualcuno mi dirà che l’INPS è in attivo ecc.ecc.Signori, se le statistiche al sud dicono che ci sono più pensionati che lavoratori o sono false le statistiche o siamo messi male.

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  8. Il mio pensiero è ché ogni anno c’è una riforme diversa ma ce qualcosa che non va un lavoratore sta per andare in pensione ché li manca un anno e la delusione dei lavoratori e deve fare ancora due è una presa per i fondelli ai laboratori basta sti cambiamenti tutti gli anni un lavoratore e stanco dopo 40 di contributi è 64 anni fatte lavorare i giovani che c’è molta discupazine se sì va via dal lavoro fate pagare la penale e questo non va bene mi sentirei truffato dallo stato sia sul tfr pago due volte la tassa si possono fa riforme concreti sia anticipata a 40 furi dal lavoro non che devono morire sul lavoro che non cela fanno più.

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  9. E anche quest’anno la riforma delle pensione si farà l’anno prossimo, nel frattempo metteranno paletti qua e là pure alla Fornero, alla faccia del non peggiorala…

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  10. Sono pienamente d’accordo con lei…purtroppo mi domando ogni giorno sempre di più siamo veramente un paese civile e consapevole che una riforma di tale portata ha bisogno di un iter molto più lungo rispetto alle farneticanti proposte che si sentono in questi giorni da incompetenti e ipocriti personaggi che si credono esperti assoluti e invece sono dei buffoni mascherati da sapienti? Ma non si rendono conto cosa vuol dire ogni anno essere in ansia x attendere le loro assurde proposte dell’ultimo minuto? Questi personaggi stanno distruggendo quel poco che è rimasto della credibilità della nostra politica

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  11. Complimenti vivissimi dottor Marino! Analisi assolutamente perfetta. Condivido tutto, parola per parola. Sì, c’è decisamente ‘qualcosa’ (tutto) che non va nel modo di affrontare e risolvere il problema. Sia per forma sia per sostanza. Ma per i motivi pure esposti, è prevedibile che non si uscirà da queste folli modalità sostanziali e da queste barbare modalità formali per lungo tempo. Siamo purtroppo incanalati e costretti in questo buio pertugio e non paiono scorgersi fili di luce tali da guidarci fuori

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