Riforma pensioni 2025, per invecchiamento e denatalità la soluzione c’é: ultime novità

Ieri abbiano pubblicato le prima parte dell’elaborato del Dottor Perfetto che si interroga sulla possibilità che nel futuro disegno di Legge a cui stanno lavorando i tecnici del CNEL, per produrre una possibile riforma pensioni entro ottobre, esistano misure differenti o invece al più proroghe di quelle attuali. Il Dottor Perfetto non vede grandi possibili variazioni rispetto alla riforma attuale, a meno che non si inizi a guardare con occhi diversi e soprattutto ad altre prospettive, la riforma previdenziale a cui egli stesso ha per mesi lavorato, grazie al supporto anche di Orietta Armiliato e Maurizio Gibbin, gli altri firmatari, consentirebbe una soluzione efficace ed immediata al problema della denatalità e dell’invecchiamento della popolazione. Fattori che chiaramente non possono né essere negati, né tanto meno sottovalutati se non si vuole avere una visione miope sulla questione previdenziale.

Ecco allora che in questo secondo elaborato il Dott. Perfetto di rifà portavoce dei capisaldi della loro proposta, che si augurano qualcuno si appresti a portare all’attenzione del Governo e sui ‘tavoli che contano’, ripercorrendo anche quanto é stato fatto oggi dietro alle quinte, affinché la proposta venga il più possibile conosciuta. Lasciamo la parola al Dott. Perfetto:

Riforma pensioni 2025, la soluzione c’é : proposta riforma previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin

“Innanzitutto, ricordiamo che la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale offre soluzioni alla denatalità (minori nascite, da cui consegue che ci saranno minori lavoratori in futuro) e all’invecchiamento della popolazione (si vive più a lungo, e ciò significa percepire la pensione per un tempo tendenzialmente più lungo). In base a tale Proposta, “l’economia italiana potrà conseguire ritmi di sviluppo sostenuti” (per riprendere le parole del Governatore Panetta) attraverso il ricambio generazionale, che viene favorito da una Riforma Previdenziale il cui finanziamento è attuato anche con i contributi versati dagli automi (Robot e AI)

Ricordiamo che in febbraio 2024 è stato consegnato ai Sindacati un documento di 50 pagine assieme ad un altro di 8 pagine di sintesi, invitandoli, qualora ne condividessero i contenuti, a presentare la Proposta al Governo quando si apriranno i tavoli di confronto tra Governo e Sindacati. Questo approccio, fatte le debite proporzioni, assomiglia molto all’approccio che attuerà il CNEL nel predisporre la sua proposta di riforma del sistema previdenziale da presentare al Governo.

La soluzione che la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin indica ( Al link la sintesi dell’intera proposta per chi desiderasse approfondire) consiste nel compensare con lagenerazione robotica” (piuttosto che con l’aumento del flusso di immigrati regolari come ipotizzato dal Governatore Panetta– cosa che richiederebbe molto più tempo da attuare) la forza lavoro che verrà a mancare nella parte centrale della piramide demografica a causa della denatalità. Già oggi accade che Robot e AI lavorino al posto degli umani; ma ciò che si propone è di equiparare la forza lavoro robotica alla forza lavoro umana.

In altre parole, si propone di considerare la tecnologia robotica e AI come “fattore di produzione lavoro” e non già come “fattore di produzione capitale”.  

Al tempo stesso, si propone che alla forza lavoro robotica (Robot e AI) venga applicata l’imposta sul reddito da lavoro prodotto dagli automi (denominata “IRAUT”, per analogia con l’IRPEF) per favorire il pensionamento dei lavoratori anziani, e quindi rendere possibile il ricambio generazionale che – a giudizio degli autori – si ritiene possa essere il solo modo per dare impulso a quella crescita economica tanto attesa ma che stenta a decollare

Già negli anni 2016-2018 si discuteva a livello europeo sull’opportunità di tassare il lavoro svolto dai robot; il dibattito è aperto più che mai, poiché senza la contribuzione da parte degli automi, si andrà incontro ad una riduzione delle entrate contributive man mano che l’automazione avanza riducendo i posti di lavoro.       

Cliccando sulla parola download, è possibile accedere ad una presentazione che sintetizza le idee orientate a dare impulso alla crescita economica attraverso il ricambio generazionale, che è l’obiettivo della Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin.

Riforma pensioni: Road map ‘virtuale’ della proposta di Riforma Perfetto-Armiliato-Gibbin

Della Proposta di Riforma Perfetto-Armiliato-Gibbin sono state portate a conoscenza le Istituzioni, tra cui:

  • Ragioneria Generale dello Stato (Dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze) (mail inviata l’8 aprile 2024)
  • Corte dei Conti (Organo dello Stato con funzioni di controllo sulle entrate e spese pubbliche) (mail inviata l’8 aprile 2024)
  • Ufficio Parlamentare di Bilancio (Organismo indipendente che svolge funzione di vigilanza sulla finanza pubblica) (mail inviata l’8 aprile 2024)
  • Consigliere per le politiche di bilancio del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni (mail inviata il 23 aprile 2024)
  • Agenzia delle Entrate (Struttura organizzativa che fa parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze avente funzioni relative ad accertamenti e controlli fiscali e alla gestione dei tributi) (mail inviata il 3 giugno 2024)

In conclusione, cosa ci si potrà attendere per il 2025? Una vera Riforma pensioni, o semplicemente la proroga delle misure correnti?

Ebbene, se non si riuscirà a trovare la soluzione al problema della denatalità, non potrà esserci alcuna Riforma pensioni, ma solo proroghe delle misure attualmente in corso.

Non si potrà avere alcuna vera Riforma pensioni, neppure decurtando le pensioni, perché lo Stato ha bisogno di più lavoratori (che pagano più tasse) e di meno pensionati (che di tasse ne pagano di meno).

Ecco perché si potrà avere una vera Riforma pensioni solo facendo versare i contributi anche agli automi“.

Ringraziamo il Dott. Claudio Maria Perfetto per questa disamina approfondita, il suo pensiero é chiarissimo e va, come sempre dritto al punto, o si svolta e non si hanno alternative. Lo stesso Albert Einstein disse: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”. Voi siete dello stesso parere? Fatecelo sapere nella sezione ‘commenti ‘ del sito, ricordo di fare unicamente commenti ‘costruttivi’, seppur critici, le chiacchere da bar sono poco efficaci, visto che il portale viene spesso letto da sindacalisti e politici, vi ringrazio per la sicura collaborazione.

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20 commenti su “Riforma pensioni 2025, per invecchiamento e denatalità la soluzione c’é: ultime novità

  1. In merito all’inverno demografico, del quale non nego l’importanza e le implicazioni negative nei più svariati aspetti, penso però sia oggi naturale e inevitabile.

    Naturale, perché credo che in un certo senso la Natura cerchi di difendersi dalla crescita esponenziale di esseri umani (anche l’infertilità è aumentata), infatti il calo demografico più forte lo patisce, per ora, l’opulenta società occidentale che consuma la stragrande maggioranza delle risorse.

    Inevitabile, perché pare assodato che non vi possa essere una crescita continua, in nessun settore, sia in natura (anche la diffusione dei virus ha degli apici e delle cadute), che in tutti gli ambiti della vita umana.

    Fra non molti anni però (spiace dirlo, perché sarò fra questi) vi sarà una naturale e inevitabile correzione a quanto sopra, la dipartita dei cosiddetti baby boomers, che probabilmente riporterà in equilibrio la bilancia, correggendo indirettamente l’indice negativo delle nascite.

    Detto questo dobbiamo sì cercare di favorire le nascite, evitando però di peggiorare le condizioni di quello che è già considerato un paese sovrappopolato (con circa 200 abitanti per kmq) in un territorio inoltre fragile e morfologicamente complesso.

    Ecco perché non si può e secondo me non si deve puntare solo sulla leva della natalità, ma dobbiamo immaginare formule nuove, mai sperimentate, perché ciò che stiamo vivendo (sviluppo tecnologico e A. I.) ha la portata di un cambiamento epocale.
    La proposta del Dr. Perfetto, Armiliato e Gibbin mi sembra vada in questa direzione.
    Grazie per il vostro impegno!

    1. Lei ha perfettamente ragione, sig.ra Veronica, quando afferma che “in un certo senso la Natura cerchi di difendersi dalla crescita esponenziale di esseri umani”. A mio avviso, anche in Natura esistono le “clausole di salvaguardia”.

      Vorrei ricordare che le cosiddette “clausole di salvaguardia” sono dei meccanismi automatici che entrano in azione quando determinati obiettivi non vengono rispettati. Se, per esempio, le entrate fiscali diminuiscono, ecco che entra in gioco la clausola di salvaguardia IVA, in maniera automatica, senza che il Governo ci pensi sopra, per cui l’IVA aumenta per aumentare il gettito fiscale.

      Ha ancora ragione, sig.ra Veronica, quando afferma che “non vi possa essere una crescita continua, in nessun settore, sia in natura che in tutti gli ambiti di vita umana”.

      Infatti, qualsiasi tipo di crescita, da quella di virus, a quella umana, a quella tecnologica, presenta un andamento che ha la forma di una “S”, è la cosiddetta funzione sigmoidea, che illustra una lieve crescita alla base, per poi procedere con un andamento quasi esponenziale verso l’alto, per poi attestarsi su valori pressoché costanti smettendo quindi di crescere. Anche lo sviluppo tecnologico può essere rappresentato con una funzione sigmoidea che in matematica prende il nome di “funzione logistica”.

      Le clausole di salvaguardia presenti in Natura si potrebbero individuare in quei meccanismi automatici che ristabiliscono il rapporto tra popolazione e risorse naturali, allorquando la crescita della popolazione procede a ritmo più rapido della crescita delle risorse disponibili (terra, acqua, cibo, aria). Tali clausole di salvaguardia naturali, che tendono a ridurre la crescita della popolazione, si chiamano: guerre, carestie, alluvioni, pandemie, terremoti.

      Quando i Governi si renderanno conto che le clausole di salvaguardia sono presenti anche in Natura e non solo nelle loro Leggi di Bilancio, la popolazione mondiale e le risorse naturali della Terra potranno crescere in maniera equilibrata (oggi si utilizzerebbe la parola, piuttosto abusata, “sostenibile”).

      Anch’io parlo di “crescita”, ma di una “crescita equilibrata”, ovvero di “pieno impiego di una capacità produttiva crescente”. È una crescita legata alle risorse disponibili. È una crescita orientata a permettere di consumare chi oggi non può consumare perché è disoccupato. È una crescita rappresentata da una nuova funzione sigmoidea la cui base è composta dalla popolazione umana e robotica.

      Il suo commento, sig.ra Veronica, mi offre l’opportunità di esporre un concetto che ritengo molto importante e che molti tendono a sottovalutare.

      Ci sono molte persone che sulla stampa tendono a dare rassicurazioni sull’impiego dell’intelligenza artificiale, che aumenterà i posti di lavoro invece di ridurli. A mio avviso, occorre andare molto cauti nell’affermare ciò. Tutto di pende dalla rapidità con cui cresce l’impiego di intelligenza artificiale (e di robot) e la rapidità con cui nascono le nuove professioni stimolate da AI e robotica. Se l’impiego di robot e AI cresce ad un ritmo più veloce con cui crescono le nuove professioni, si va incontro alla disoccupazione tecnologica. Ed ecco allora il significato dell’imposta su Robot e AI: essa può essere vista proprio come una “clausola di salvaguardia” che tende a portare di pari passo la crescita dell’automazione con la crescita delle nuove professioni evitando di andare incontro al rischio di disoccupazione tecnologica.

    2. Penso che il il Suo ragionamento sia corretto, signora Veronica. Infatti l’impatto sulle pensioni INPS della pandemia COVID, con un aumento della mortalità nella fascia di età occupata da pensionati, è stato misurabile secondo quanto comunicato dall’ente stesso (pare sia stato di 28 milioni di Euro nel 2021). Se una mortalità pandemica di 200.000 soggetti, statisticamente pochissimi (1,25%) rispetto al totale delle pensioni erogate, si è fatta sentire in solido, una pandemia ben più mortifera, con il decesso di un milione di soggetti ad esempio porterebbe l’impatto di “risparmio” oltre il miliardo di Euro…
      Chiaro che sono “conti della serva”, ma d’altra parte anche ogni altra proiezione su mortalità/natalità futura lo sono.

      1. Il partito più votato ha perso qualche milione di voti rispetto alle ultime elezioni, ma chiaramente dirà di aver raggiunto un ottimo risultato (guardando solo alle percentuali, ma non al numero di voti ricevuti)

        1. vedi caro Dome 61, io avevo deciso di non andare a votare e l’unica spiegazione era che nei giorni di votazione non ero nella mia città ma ero impegnato a valicare alcuni passi alpini Francesi ……………………non in moto ma in bici; le circostanze hanno voluto che dopo il 1° passo alpino (Galibier oltre 2600m) dicessi: uno basta, il secondo non è fattibile); ritornato a casa ho detto: vado a votare; più che un partito ho guardato una persona che mi ispirava; hanno battuto il record negativo: meno del 50%; e allora? chi comanda fa apposta affinchè la gente non vada a votare; tanto i loro amici ci vanno, eccome se ci vanno; certo c’è l’imbarazzo della scelta; saluti a te e ai gestori del sito

    1. Ma veramente qualcuno pensa che il voto europeo poteva favorire o meno un equa riforma pensionistica senza un minimo di idee ben espresse dal dottor Perfetto? Non conta il politicante di turno servono idee innovative….

  2. È un mondo di orrore ed ingiustizia. Come fate a pensare a delle pensioni eque e congrue? La Costituzione è ormai lettera morta. Fanno quello che vogliono.

  3. Io l’unica proposta che è alternativa e ha proposte serie è quella del dottor Perfetto….il resto è noia e ipocrisia e soprattutto incompetenza

  4. se noi lavorassimo nella scuola come sta lavorando adesso il governo sulle pensioni ci avrebbero già cacciati a pedate; e la famosa commissione dell’anno scorso; e adesso ci dicono che ne formano un altra? lasciamo perdere; avrebbe senso se tra i componenti ci fosse il dott. Perfetto in mezzo ad altre persone come lui; saluti ai gestori del sito e al dott. Perfetto

  5. Buonasera! Gentilissimo Dottor Perfetto, fermare la fuga dei giovani italiani all’estero, mediante assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato e l’aumento degli stipendi, potrebbe contrastare la denatalita’? Ringrazio infinitamente Lei, la Redazione di Pensioni per Tutti e tutti i lettori.

    1. Sì, certamente, Sig.ra Teodora Moira: la denatalità potrebbe essere contrastata fermando la fuga dei giovani italiani all’estero mediante assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato e l’aumento degli stipendi. Sarebbe una soluzione di gran lunga più efficace rispetto ad altre misure come i “Bonus Asili Nido” di 3.600 euro per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido previsti nelle Legge di Bilancio 2024 a favore di famiglie con ISEE fino a 40.000 euro che abbiano già un figlio di età inferiore a 10 anni.

      In Italia i bambini nascono ancora per lo più in una famiglia tradizionale, quindi l’attenzione va orientata verso i giovani mettendoli in grado di formarsi una famiglia. Un lavoro stabile e ben remunerato è la condizione necessaria per consentire ai giovani di formarsi una famiglia e quindi allevare dei bambini. Ma non basta.

      Occorre creare le condizioni per dare lavoro ai giovani.

      La nostra economia cresce poco, di pochi decimali percentuali all’anno (0,6%, 0,7%, 0,9%). Si può quindi affermare che la nostra economia è un’economia stagnante.

      In un’economia stagnante (cioè che non cresce o cresce poco) il solo modo per consentire ai giovani di entrare nel mondo del lavoro è di consentire ai lavoratori anziani di uscire dal mondo del lavoro (è ciò che io chiamo “equilibrio tra flusso entrante e flusso uscente”).

      Ma per mandare in pensione i lavoratori anziani occorrono risorse economiche di cui oggi il Governo non riesce a disporre, nonostante i suoi sforzi nel contrastare l’evasione contributiva.

      E qui rilevo un paradosso del Governo: da un lato cerca di contrastare l’evasione contributiva, dall’altro lato è il Governo stesso che “evade” (tra virgolette, si intende) i contributi, permettendo la cosiddetta “decontribuzione”, ovvero il taglio del cuneo fiscale contributivo a favore dei lavoratori (che dovrebbe essere varato con la Legge di Bilancio per il 2025) di circa 10 miliardi di euro da prelevare dalla fiscalità generale (dalle imposte che paghiamo tutti noi).

      In data 8 aprile 2024 ho inviato via mail alla Ragioneria Generale dello Stato, alla Corte dei Conti e all’Ufficio Parlamentare di Bilancio una lettera aperta in cui suggerivo di non prorogare nel 2025 la decontribuzione tramite il taglio del cuneo fiscale contributivo a favore dei lavoratori in quanto risulterebbe inefficace nel permettere il recupero del potere di acquisto dei salari per far fronte all’inflazione (che è la ragione per la quale il Governo propende per la decontribuzione).

      Ma, qualora la decisione di ricorrere alla decontribuzione fosse la decisione da prendere, ho suggerito di colmare il vuoto contributivo (che ci creerebbe con la decontribuzione) tramite l’applicazione dell’imposta sul reddito da lavoro prodotto da Robot e AI.

      La mia impressione è che il Governo si occupi principalmente di aspetti finanziari (deficit di bilancio ricorrendo a prestiti), perdendo di vista un orizzonte molto più ampio che è l’aspetto economico (crescita attraverso la creazione di posti di lavoro).

      1. Pienamente d’accordo. Più facile fare buchi da riempire con la fiscalità generale che lì i soldi si sa dove sono e chi li detiene ha senso di responsabilità e quindi si penalizza facile.

      2. Buongiorno! Gentilissimo Dottor Perfetto, la ringrazio immensamente per la Sua disponibilità e puntualità nelle risposte. Ringrazio vivamente anche la Redazione di Pensioni per Tutti e tutti i lettori.

  6. Come Albert Einstein disse: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”.
    E’ una buona proposta speriamo che la polita la prenda in considerazione e non la rovini.

  7. Sono d’accordo sulla conclusione finale, non ci potrà essere una vera riforma pensioni senza prevedere tasse ai robot. Speriamo che gli enti che hanno ricevuto l’elaborato di questa proposta la prendano in considerazione il prima possibile, da quello che ho potuto leggere è ben dettagliata e non posso che ringraziare gli autori per il loro tempo speso per noi, avanti così!

  8. Condivido pienamente quanto indicato nell’articolo, il Dott.perfetto e gli altri hanno fatto un lavoro eccelso e spero tanto che qualcuno delle istituzioni che l’hanno ricevuto facciano un attento esame perchè è una buona soluzione. Ribadisco che non possiamo noi del 1964 e prima prolungare ancora il nostro lavoro dobbiamo lasciare il posto ai giovani affinchè trovino occupazione stabile e ben retribuita e nello stesso momento spopstare il versamento dei contributi previdenziali sui robot. Purtroppo essendo una proposta bene fatta ma che non viene dal sistema politico non sarà presa in considerazione.

  9. Calo demografico? nello stesso discorso in cui Panetta suggerisce di compensarlo favorendo l’immigrazione regolare non può fare a meno di constatare che tra il 2008 e il 2022 525.000 giovani sono emigrati e solo 1/3 è rientrato. Gente qualificata che ha trovato altrove condizioni migliori, lo dice anche Panetta, e quelli della categoria emigrati stabilmente che conosco io hanno pure fatto figli. In una recente riproposizione di una intervista alla Levi Montalcini, alla domanda del perchè sia andata in America per le sue scoperte la risposta è stata perchè in Italia vi è una cultura radicata di difficoltà a riconoscere il merito. Ben vengano provvedimenti che compensano i gravi danni procuratici dall’incentivo al calo demografico ma il problema andrà affrontato direttamente considerando che un miglioramento di tale indice favorisce l’occupazione già dalla prima ecografia. I neo concepiti sappiamo bene quale promozione di consumi siano sempre che i consumi siano rivolti a produzioni almeno UE o area NATO, perchè diversamente rischiamo di promuovere crescite economiche in paesi che ci ritroviamo come minaccia bellica a breve.

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