Riforma pensioni 2026: Fornero difende la sua manovra: ‘Era necessaria’

A oltre dieci anni dall’introduzione della riforma previdenziale del 2011, Elsa Fornero torna a spiegare le ragioni e gli effetti di quell’intervento, ribadendo come la legge non sia nata da un’impostazione ideologica, ma da una necessità economica e finanziaria. In più passaggi dell’intervista, l’ex ministra del Lavoro sottolinea che la riforma fu una risposta obbligata alla crisi del debito sovrano e alle pressioni dei mercati finanziari.

“La riforma era necessaria, tant’è che era stata promessa dal precedente governo come condizione per il soccorso della BCE a evitare la crisi del debito sovrano italiano”, ricorda Fornero, spiegando che l’aumento dello spread e il rischio di insolvenza rendevano inevitabile un intervento strutturale sul sistema pensionistico.

Secondo l’ex ministra, i pilastri della riforma hanno avuto un impatto decisivo sulla sostenibilità dei conti pubblici: “La riforma alzò l’età di pensionamento, e portò quella femminile a eguagliare quella maschile”, oltre a introdurre “l’immediata applicazione del metodo contributivo per tutte le anzianità a partire dal primo gennaio 2012”, accelerando il superamento del sistema retributivo.

Fornero rivendica anche la stretta sulle pensioni anticipate: “Ridusse drasticamente le pensioni di anzianità limitando l’uscita anticipata alle carriere lavorative lunghe e precoci”, intervenendo inoltre sull’indicizzazione delle pensioni medio-alte attraverso un contributo di solidarietà. Misure che, a suo giudizio, rispondevano non solo a criteri di sostenibilità finanziaria, ma soprattutto a un principio di equità tra generazioni.

Flessibilità, contributivo e futuro del sistema: “La sostenibilità non si difende con scorciatoie”

Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda il dibattito sulle uscite anticipate e sulle ipotesi di riforma delle pensioni. Fornero ribadisce una posizione netta: “La sostenibilità del sistema non si difende con scorciatoie”, richiamando la necessità di mantenere coerenza con l’impianto contributivo.

Secondo l’ex ministra, la vera flessibilità è già insita nel metodo contributivo: “La flessibilità è implicita nel metodo contributivo, che contempla una fascia di età entro la quale è possibile uscire sapendo che se si lavora più a lungo si ottiene una pensione più elevata”. Un meccanismo che, a differenza del vecchio sistema retributivo, evita penalizzazioni occulte e incentivi distorti all’uscita anticipata.

Fornero evidenzia inoltre come il sistema italiano paghi ancora una lunga fase di transizione: “Il sistema corrisponderà pensioni interamente contributive soltanto intorno al 2035”, mentre le pensioni miste continuano a contenere una componente che definisce implicitamente un “regalo”, difficile da sostenere in un Paese con alto debito pubblico.

In più punti dell’intervista, l’ex ministra lega la tenuta del sistema pensionistico all’andamento del mercato del lavoro. “Le buone pensioni dipendono da buoni redditi da lavoro”, afferma, sottolineando che salari bassi e carriere discontinue rendono difficile ottenere assegni adeguati, anche con aliquote contributive elevate.

Guardando al futuro, Fornero richiama l’attenzione sul rapporto tra generazioni e sull’invecchiamento della popolazione: “Abbiamo oggi un sistema finanziariamente sostenibile, ma se il rapporto di dipendenza degli anziani aumenta anche per fattori economici, il sistema sarà sempre a rischio”. In questo contesto, ribadisce che la riforma del 2011 resta una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per la stabilità finanziaria del Paese.

Infine, Fornero invita a superare l’approccio emergenziale e populista al tema delle pensioni, puntando su regole stabili e consapevolezza diffusa: “Il patto sociale regge se è fondato su buona occupazione, buoni redditi da lavoro, trasparenza ed equità nelle regole”. Un messaggio che chiama in causa non solo la politica, ma anche l’educazione previdenziale dei cittadini, considerata essenziale per affrontare le riforme senza illusioni.

31 commenti su “Riforma pensioni 2026: Fornero difende la sua manovra: ‘Era necessaria’”

  1. Non ho ancora avuto la possibilità di leggere il contenuto integrale della proposta di riforma Perfetto-Armiliato-Gibbin…
    L’ A. I. ,in tema di flessibilità in uscita, riferisce che, per i soggetti per i quali vige il sistema misto, la flessibilità in uscita è ancorata al ricalcolo tutto contributivo dell’ assegno pensionistico…
    SE COSÌ FOSSE REALMENTE (sono di parte, appartenendo al “gruppo” del sistema misto), troverei iniquo questo aspetto della proposta di riforma…
    Si tratterebbe di una forma di penalizzazione per una categoria che è già stata abbondantemente penalizzata nel 1995, all’ epoca della riforma Dini…

    Sotto questo aspetto, a naso, meglio la proposta Tridico che al sottoscritto sembrava e sembra equa per tutti…

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    • Ti confermo: conosci pochissimo della proposta Perfetto, Armiliato Gibbin; te la sintetizzo in maniera terra-terra e poi sicuramente te la spiegherà molto meglio il dott. Perfetto; nella proposta di riforma si evidenzia che chi è nel misto avrà il misto; ma dove si trovano i soldi? e qui sta il problema; attualmente ci sono poche nascite e sempre meno lavoratori attivi che versano i contributi; nella proposta, visto che in moltissimi casi i lavoratori attivi sono sostituiti da automi, intelligenza artificiale etc, perchè non far versare i contributi agli automi, macchinari; come? attraverso imposte in rapporto al grado di automazione dell’impresa; tutto chiaro? io te l’ho messa molto terra terra; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Paolo prof., non avrei potuto sintetizzare la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin meglio di quanto l’abbia fatto lei.

        Lei ha fatto atterrare un’idea in volo, che il Governo non riesce purtroppo a vedere, perché ha la testa inclinata verso il basso sulla scrivania a fare i conti di quanto è il PIL e di quanto spende per le pensioni.

        Ahimè, se solo il Governo alzasse la testa e vedesse quell’idea in volo!

        Sotto quell’idea c’è una doppia striscia con su scritto: “E se fossero i robot ad aumentare il vostro PIL?”

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        • Dott. Perfetto buongiorno!…

          Lo chiedo anche a lei…

          Ciò che non mi era chiaro era l’ aspetto della flessibilità in uscita per gli appartenenti al misto…
          Dunque niente ricalcolo tutto contributivo per chi anticipa?

          Grazie e saluti!

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          • Sig. Diridero, se lei andrà con l’anticipata ordinaria Fornero (42 anni e 10 mesi) avendo versato i contributi già prima del 1996 e quindi è nel misto, la sua pensione sarà calcolata col sistema di calcolo misto (dunque niente ricalcolo tutto contributivo).

      • La parte relativa alla contribuzione sul lavoro digitale e cibernetico era fin troppo chiara, visto che è stata ripetuta in abbondanza…
        Ciò che non mi era chiaro era l’ aspetto della flessibilità in uscita per gli appartenenti al misto…
        Dunque niente ricalcolo tutto contributivo per chi anticipa?…

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        • La proposta P.A.G. è la migliore che abbia mai letto: affronta problematiche reali e attuali e offre soluzioni concrete. Se solo l’ottusità dei nostri governanti si affievolisse, sarebbe finalmente il momento di raccogliere queste sfide e risolverle. È solo una questione di tempo – speriamo il più breve possibile – perché questa riforma, o una di analogo respiro, venga attuata.

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    • Ma X favore,sono nel sistema misto,e guai a chi lo tocca È un diritto acquisito,anche solo il pensiero di essere penalizzati, è abominevole.Ho iniziato presto a lavorare e non ho fatto lavori dietro scrivania.A novembre 2027 andrò in pensione anticipata,col sistema misto.

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    • Sig Diridero, le indico il link di pensionipertutti da cui poter eseguire il download della Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin: https://www.pensionipertutti.it/wp-content/uploads/2024/12/PROPOS_3.x21950.pdf.

      Noterà che la Proposta ricalca le orme di molti altri Autori che si sono espressi sull’apportare un grado di maggiore libertà e flessibilità nella scelta di pensionarsi rispetto alla Riforma Monti-Fornero.

      La Riforma Monti-Fornero è maturata non già nella mancanza di sensibilità verso lavoratori e pensionati, quanto invece per forzate ragioni di natura finanziaria, per necessità (come ben chiarisce la Prof.ssa Fornero nell’articolo di Rodinò).

      Noterà, sig. Diridero, che il sottotitolo della Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin è il seguente: “E se fossero i robot a salvare le nostre pensioni?”

      Il sottotitolo sta ad indicare che la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin si ispira principalmente alle idee espresse da due Direttori di stabilimento del Gruppo Bosch, Nicola Intini e Corrado La Forgia, nel loro articolo del 2017 dal titolo “E se fossero i robot a salvare le nostre pensioni?”
      (FONTE: https://www.industriaitaliana.it/fossero-robot-salvare-le-nostre-pensioni/).

      Per quanto riguarda l’applicazione del sistema di calcolo totalmente contributivo anche a chi possiede i requisiti per godere del sistema di calcolo misto, presumo che l’AI con il quale lei, sig. Diridero, si è interfacciato si riferisca alle pensioni anticipate tipo Quota 103 e Opzione Donna, ma non alla pensione di vecchiaia a 67 anni della Riforma Monti-Fornero o alla pensione anticipata ordinaria Fornero (a meno che, in quest’ultimo caso, il lavoratore abbia cominciato a lavorare nel 1996 e quindi la sua pensione verrà calcolata interamente col sistema di calcolo contributivo).

      Forse qualcuno noterà che faccio sempre riferimento alla Riforma Monti-Fornero piuttosto che alla “Riforma Fornero” o alla “Legge Fornero”: ciò è dovuto al fatto che attribuisco la piena responsabilità della Riforma in oggetto al Presidente del Consiglio dei Ministri, che nel 2011 era il Prof. Mario Monti.

      La Prof.ssa Fornero ha ricevuto un input ed ha dovuto produrre un output, e qualora la Prof.ssa Fornero non fosse stata d’accordo con l’output da produrre derivante da forti pressioni dell’Europa, accettate e avallate da Monti, ebbene, la Prof.ssa Fornero avrebbe avuto due sole possibilità di azione: o sottomettersi, oppure dimettersi.

      Credo, quindi, che sia chiaro che la Prof.ssa Fornero non c’entri proprio nulla con la “Riforma Fornero” o con la “Legge Fornero”, se non condividerne in modo infausto, negativo, il nome.

      Ci si può quindi risparmiare l’astio che si potrebbe provare nei confronti della Prof.ssa Fornero.

      Per quanto riguarda la Proposta Tridico, sarebbe potuta andare anche bene, accettando per qualche anno il sistema di calcolo contributivo per poi vedersi ripristinato al compimento dei 67 anni il sistema di calcolo misto per chi vi fosse rientrato.

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    • Forse sono stato poco chiaro…

      La parte della proposta che riguarda la contribuzione relativa ad automi, robot, A.I. è stata evidenziata così tante volte su questo forum che anche un profano come me l’ ha compresa….

      Ciò che ho scritto però (testualmente) è:

      “L’ A. I. ,in tema di flessibilità in uscita, riferisce che, per i soggetti per i quali vige il sistema misto, la flessibilità in uscita è ancorata al ricalcolo tutto contributivo dell’ assegno pensionistico…
      SE COSÌ FOSSE REALMENTE (sono di parte, appartenendo al “gruppo” del sistema misto), troverei iniquo questo aspetto della proposta di riforma…
      Si tratterebbe di una forma di penalizzazione per una categoria che è già stata abbondantemente penalizzata nel 1995, all’ epoca della riforma Dini…”

      Dunque ciò che non mi è chiaro è cosa accade al pensionando in sistema misto, se anticipa l’uscita per esempio a 62,63,64 anni…

      Vige la regola del ricalcolo dell’ assegno con esclusivo metodo contributivo?

      Grazie!

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  2. Rispondo al commento del sig. Domesessantuno in data 10 Febbraio 2026 alle 13:50.

    Il sig. Domessessantuno osserva: “anche la proposta del gruppo UTP a mio avviso e’ validissima”.

    Mi trovo pienamente d’accordo con il sig. Domessessantuno. Infatti, nella Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin del 14 febbraio 2024, al Capitolo 7 di pag. 22 dal titolo “Programma per una Riforma Previdenziale basata sulla libertà di scelta e flessibilità” è riportato quanto segue:

    “Con la nostra Proposta di Riforma Previdenziale intendiamo capitalizzare il lavoro, ovvero far tesoro del lavoro, che dal 2013 ad oggi hanno elaborato i nostri Parlamentari, i quali si sono impegnati (ma con risultati non in linea con quelli attesi) per introdurre quel grado di flessibilità di cui necessita il nostro attuale sistema previdenziale.

    La nostra Proposta di Riforma Previdenziale:

    • segue le orme della Pdl 857 di Damiano-Baretta-Gnecchi del 2013: offrire ai lavoratori e alle lavoratrici la libertà di scegliere se andare in pensione o restare al lavoro;

    • accoglie e fa proprie le istanze del Gruppo social “Comitato Opzione Donna Social” (CODS), di cui è fondatrice e coordinatrice la Sig.ra Orietta Armiliato. Dette istanze vengono riportate nel paragrafo 7.7 “Opzione Donna” (dette istanze sono per la massima parte anche incluse nella PdL 376 dell’On. Serracchiani esposta nel paragrafo 6.1.4);

    • accoglie e fa proprie le istanze del Gruppo social “Uniti per la Tutela della Pensione” (UTP), di cui è promotore il Sig. Mauro Marino che espone i dettagli al seguente link “Programma UTP”. Dette istanze vengono riportate in più paragrafi del capitolo 7.

    Avendo individuato i mezzi per rimuovere gli ostacoli che sino ad oggi hanno impedito di approdare ad una Riforma Previdenziale flessibile e strutturale, siamo in grado di avanzare una Proposta che riteniamo possa soddisfare le aspettative del Governo, dei Sindacati, delle lavoratrici e dei lavoratori.”

    Nota per i lettori: il “Programma UTP” è esposto al seguente link: https://www.facebook.com/photo/?fbid=747303860732863&set=a.528102155986369.

    Aggiungo che il mezzo principale che viene proposto per finanziarie le pensioni è l’IRAUT – Imposta sul Reddito da Lavoro prodotto dagli AUTomi (Robot e AI) – che taluni chiamano, forse un po’ impropriamente, “Robot Tax”.

    Ciò che è importante è che a distanza di 8 anni (cioè a partire dal 2017 da quando si è cominciato a parlarne) si riprende a discutere di applicare un’imposta sull’automazione.

    Infatti, in data 25 settembre 2025 è stata illustratala al Senato la Proposta di “Contributo Automazione” sviluppata dal Dott. Stefano Bacchiocchi. Ecco la motivazione:

    “La proposta, sviluppata in ambito professionale, prende le mosse da un interrogativo semplice e centrale: se le macchine riducono la base contributiva, chi finanzierà le pensioni di domani?” (FONTE:
    https://www.studioromanoassociati.com/post/analisi-della-proposta-di-contributo-automazione-tassa-sull-automazione-italia-2025).

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  3. .. necessità economica e finanziaria, risposta obbligata alla crisi del debito sovrano e alle pressioni dei mercati finanziari…
    Ma certo; noi dovremmo credere a quelle ragioni . ma è proprio per quelle ragioni che la riforma non ha toccato i vitalizi permettendo a chi fa solo 4 anni di lavoro in Parlamento di ricevere 1500 euro al mese a 65 anni mentre quasi tutti gli altri lavoratori per ricevere quella cifra devono farne 44 di anni ?
    E cosa dire delle migliaia di lavoratori delle forze armate che dal 2011 la conoscono forse solo per tutti questi bei discorsi che ci tocca sentire da anni perché , per loro grande fortuna, hanno regole ben diverse ?
    E’ proprio dura riconoscere che quella riforma è stata iniqua e non ha certamente fermato il debito pubblico: dagli allora 1990 miliardi oggi è oltre i 3000 miliardi.
    Sarebbe stato di più se non ci fosse stata? Forse, ma il dato di fatto è che oggi siamo a 3000 e l’Italia esiste ancora.

    Quella Legge ha privato i lavoratori di far scelte più libere, come erano previste nel sistema presente nel 1995 che prevedeva completa libertà di pensionamento fra i 57 e i 65 anni di età favorendo anche il mondo del lavoro e le imprese che non si vedevano obbligate a mantenere in servizio personale certamente anziano, più svogliato e con una resa produttiva inferiore e nello stesso tempo tenere fuori tanti giovani.

    Quella legge ci ha tolto la libertà delle scelte individuali eliminando qualunque flessibilità nella scelta dell’età di pensionamento e allungando in modo atroce la vita lavorativa con tutte le conseguenze sui costi delle imprese, sulla resa del lavoratore, sui costi sanitari, perché il lavoratore dopo i 60 anni e oltre 40 anni di lavoro non è assolutamente vero che stia meglio in salute se il tempo lo continua a destinare al lavoro per 8 ore giornaliere, e ci ha lasciato anche una vita molto meno serena nelle nostre famiglie.
    Mi dispiace ma quella Legge, fatta in quel modo, è stata una decisione sbagliata.

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  4. Causa, Effetto. Buoni Salari, Buone Pensioni. Purtroppo non ci sono solamente i lavori collegati all’AI ma quelli che per un bel po (forse), resteranno manuali e per quelli, è inutile girarci attorno non c’è rimedio. Critichiamo tanto gli Stranieri ma ci sono se non ho letto male 2,5 milioni di essi assunti regolarmente e ci aiutano per le Pensioni, poi ci sono quelli(Italiani compresi, che per vivere sono costretti a fare raccolta di frutta e verdura, soprattutto al Sud, nelle vigne, centro e nord che lavorano per 3/4€ all’ora quasi sempre a nero. Dipendenti nella Ristorazione e nel settore alberghiero che come ho scritto ieri prendono nella maggior parte dei casi a fronte di 10 o più ore di lavoro neanche 1000€ al mese (Causa) Effetto stipendi da Fame e Pensioni ancora peggiori ma i signori che ci governano si sono rifiutati di aumentare la paga base oraria, e continuano a fare Condoni agli stessi che evitano di pagare in modo equo i lavoratori di cui sopra ed hanno pure la faccia tosta di andare in Televisione a dire che loro i dipendenti non li trovano 🤔🤔🤔🤔🤔ma straaaano. Come ne usciamo, come mai non ci sono soldi ma persone della loro parte politica( magari con altri al governo avrebbero fatto uguale non lo so) tolgono una Pensione da 700€ ad un ex Deputato che ha truffato per 10 milioni di € la Sanità Lombarda e condannato e magicamente gliela portano a 7000€ al mese se no poverino non c’è la fa a viverci. Domanda ma i 10 milioni che ha rubato dove sono? E perché mentre lui passa da 700 a 7000€ al mese NETTE LOGICAMENTE al Pensionato che viceversa ne prende 600 si Becca un bel l’aumento da 3€ Lorde? Vi pare che si posa avere una Causa Effetto giusta? Queste persone che hanno giurato e spergiurato di Essere Pronti posso organizzare e far crescere un Paese usando questi metodi? Mi auguro di non leggere Mai ma purtroppo o prima o poi (meglio) succederà che quella fantastica adesso non ricordo se Funivia o Seggiovia costruita Palesemente e fregandosene totalmente su un terreno Franoso per i giochi Olimpici e neanche finita….straaano, a cosa porterà vi sembra normale fare o peggio ancora permettere di far costruire con soldi pubblici( per una manifestazione a costo zero Milano Cortina che invece ad ora è costata di tasca nostra 7 miliardi? Dove vediamo a Cortina interi parcheggi interamente vuoti? Sarà per la differenza dei Titoli di studio di tali soggetti oppure una totale mancanza di buon senso. Con questi metodi come possono essere in grado di risolvere un problema così importante come sono le Pensioni se invece di cercare di risolvere i problemi, buttano miliardi a destra e a manca in un modo così insensato. Cosa ne pensate. Una buona giornata a tutti voi ed ai gestori del sito, meditate gente, meditate

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    • Causa, Effetto. Buoni Salari, Buone Pensioni ? . Su buoni salari al limite, puo’ darsi… ma il risultato buone pensioni rimane una favola….. metodo rana bollita, se la mangeranno comunque…. attraverso quello che rimane dell’ Inps, e poi attraverso banche e assicurazioni…. l’ occasione rende l’ uomo….

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  5. Gigi Stock mi solleva la palla in modo che io possa schiacciarla a fil di rete e nell’angolo dove nessun economista è in grado di contrastarla (per chi non ha compreso la metafora, chiarisco che mi sto riferendo ad una partita di tennis da tavolo, meglio conosciuto come ping-pong, dove peraltro a 16 anni ero anche molto bravo) .

    La legge Fornero (come Gigi Stock la chiama, e come è conosciuta dai più) risale al 2011-2012.

    Nel 2011 il termine “intelligenza artificiale” era pressoché sconosciuto al vasto pubblico. Oggi, nel 2026, il termine “intelligenza artificiale” è sulla bocca di tutti (quasi come il nome dell’adultera dei Vangeli che era da tutti conosciuta – nel significato ebraico della parola – ma a tutti formalmente ignota).

    Ma il termine “intelligenza artificiale” risale a tempi assai remoti. Io stesso, per esempio, l’ho utilizzato in tempi assai più recenti nel documento intitolato “Può l’economia avvalersi della sperimentazione in laboratorio?” pubblicato sia sulla rivista Ingegneria Economica nel 1999, sia nel 2001 su Bloom (FONTE: https://www.bloom.it/perfetto1.htm) (NOTA: per vedere l’accenno alla intelligenza artificiale, andare in fondo al capitolo Conclusioni).

    Scusate, me so’ perso. Dov’ero?

    Ah sì, ero alla Fornero.

    Quando la Prof.ssa Fornero parla, il pensiero che ella esprime riflette l’approccio anni 2011. Nel sentirla, si ha lo stesso effetto di quando si vedono per televisione giovanotti vestiti con camicie a fiori attillate e ragazze con capelli a caschetto: riconosciamo subito (almeno per chi ha vissuto quegli anni) che le riprese risalgono al 1960.

    Nel 2026, la Legge Fornero del 2011 ha la stessa valenza di Canzonissima del 1960.

    La Legge Fornero è una legge in bianco e nero (lo dice la parola, Fornero), datata, vecchia, obsoleta, dannosa (chiedo venia per la mia mia cèlia, poco seria).

    Perché la Legge Fornero sopravvive?

    Ma è ovvio! Ancor nessuno al Governo e dintorni sa con che cosa, e come, sostituire la Legge Fornero!

    È facile cadere nella trappola del confondere causa ed effetto. Lo aveva già osservato John Maynard Keynes, e la sua osservazione l’abbiamo con cura esposta nel documento “Proposta per una Riforma flessibile e strutturale” a firma di Perfetto-Armiliato-Gibbin. L’osservazione di Keynes è la seguente: “Non facciamo niente perché non abbiamo soldi, però è esattamente perché non facciamo niente che non abbiamo i soldi” (Paragrafo 6.2.2 pag. 18).

    La stessa inversione tra causa ed effetto si presenta nella seguente osservazione: “senza riforme strutturali e guardando alla demografia italiana” (CAUSA) “il sistema non regge” (EFFETTO). E allora, si continua ad applicare la Legge Fornero.

    Ma è esattamente l‘opposto! Il sistema non regge (CAUSA) E QUINDI guardiamo alla demografia e alla riforma strutturale Fornero (EFFETTO) .

    E allora ecco la soluzione: non è necessario guardare alla demografia, perché abbiamo robot e AI che prendono il posto dei lavoratori mancanti a causa del calo delle nascite. La demografia è quindi un problema che viene rimosso a monte. Per quanto riguarda, invece, l’altro aspetto demografico e cioè che si vive più a lungo e quindi si tende a percepire la pensione per tempi più lunghi, tale problema viene risolto a valle (ma non mi dilungo oltre nello spiegare come ciò accade). Abbiamo inoltre la Riforma Previdenziale strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin grazie alla quale il sistema regge.

    Ma qualcuno vuole prendersi la briga di leggere e controbattere punto per punto la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin?

    Se il Governo vuole vincere le elezioni nel 2027, punti sulla Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin!

    CONCLUSIONE.

    Vogliamo dare uno sguardo ai nostri “economisti”?

    Da quando è stato istituito nel 1969 il Premio Nobel per l’Economia (ufficialmente “Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel”, in pratica una specie di “premio di consolazione”), un solo italiano l’ha vinto, Franco Modigliani, nel 1985, dopo che nel 1946 aveva acquisito la cittadinanza americana. Quindi, non si può nemmeno più di tanto dire che il Premio Nobel per l’Economia l’abbia vinto un italiano.

    Come mai nessun economista italiano è mai riuscito a vincere il Premio Nobel per l’Economia?

    Ragionateci sopra.

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  6. Ragazzi, qui non si parla di slogan da comizio ma di numeri e realtà. La legge Fornero è stata pensata da una che ci è arrivata con la testa, con studi e conoscenze specifiche: Elsa Fornero, economista e professoressa universitaria che ha passato anni a studiare il sistema pensionistico e i conti pubblici, non l’ha inventata dalla politica ma dai dati e oggi lo dice chiaramente anche lei: senza riforme strutturali e guardando alla demografia italiana il sistema non regge.

    Fornero ripete che i numeri sono inesorabili: l’Italia ha pochi giovani, sempre più anziani e un debito enorme da tenere a bada. Con questa demografia così sballata non è possibile fare miracoli o mantenere promesse come “cancelliamo tutto”, se prima non si risolve la base economica.

    In pratica, la manovra 2026 non ha abolito la Fornero come qualcuno aveva promesso:

    – l’età pensionabile continua ad aumentare (anche se di poco, un mese qui e lì),
    – misure come Quota 103 e Opzione Donna sono sparite,
    – uscite anticipate se ne vedono poche.

    Questo dice due cose:

    i conti non tornano e la realtà economica vince sulla propaganda;
    chi urlava “aboliamo la Fornero” in campagna elettorale alla fine ha dovuto arrendersi ai numeri.

    Titoli di studio dei protagonisti (così capiamo anche la base culturale di chi parla):

    Elsa Fornero: laurea in Economia, professoressa universitaria con studi specifici su welfare e pensioni.

    Matteo Salvini: solo diploma di liceo classico, ha iniziato l’università ma non ha finito e non ha titolo accademico specifico.

    Giorgia Meloni: solo diploma di maturità linguistica, nessuna laurea.

    È come scegliere tra:

    – un chirurgo che ti dice cosa è meglio fare basandosi su diagnosi e strumenti certi,
    – o uno che ti promette la luna per farti votare, senza avere gli strumenti per realizzare nulla.

    In medicina non ci fidiamo delle parole vuote, e nemmeno quando si discute di un sistema che riguarda il futuro di milioni di famiglie e di giovani lavoratori. Sostenibilità, demografia, bilanci: non puoi improvvisare su questi temi con slogan carini.

    Ragionateci sopra

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    • ci sono proposte finora trascurate, come quella del gruppo UTP, preparate da esperti che hanno anch’essi un altissimo grado di scolarizzazione e a mio avviso anche parecchio buon senso…il titolo di studio e le conoscenze aiutano di piu’, a mio avviso, se unite a una grande dose di buon senso (che anzi a volte secondo me e’ ben piu’ importante di un titolo di studio)… poi e’ anche vero che non si puo’ ritenere sensato promettere per anni se sai che le promesse non le puoi mantenere

      Rispondi
    • Grazie Giorgia, de cor par le to parole.
      Volevo anca dirte che, anca se qualche volta son sta un poco duro par impeto de ragionamento verso Perfetto, lu, da vero cavalier, no s’è mai ofeso.

      Rispondi
  7. Non c’è da mettere in discussione il passato (per il semplice fatto che non lo si può modificare).

    Nessuna discussione, quindi, su quando si andava in pensione con tutto retributivo, o con 35 anni di versamenti contributivi, o a 55 anni di età anagrafica, o con la Riforma Monti-Fornero.

    Come non possiamo attribuire la situazione di oggi a decisioni errate prese in passato, altrettanto non possiamo attribuire la situazione di oggi a decisioni giuste prese nel passato.

    La Riforma Monti-Fornero è stata una decisione né sbagliata né giusta, ma è stata una decisione “forzata” dagli eventi, come riportato nell’articolo a firma di Rodinò in cui si legge:

    “l’aumento dello spread e il rischio di insolvenza rendevano inevitabile un intervento strutturale sul sistema pensionistico”.

    La Prof.ssa Fornero afferma che “Le buone pensioni dipendono da buoni redditi da lavoro”.

    Bene, allora ci dica anche come ottenere “buoni redditi da lavoro”.

    La Prof.ssa Fornero sa che i redditi dipendono dalla produttività dei lavoratori.

    E allora ci dica come aumentare la produttività dei lavoratori.

    LA RIFORMA MONTI-FORNERO NON È SBAGLIATA.

    LA RIFORMA MONTI-FORNERO È INADEGUATA.

    La Riforma Monti-Fornero è inadeguata ai tempi del digitale perché:

    • Tiene conto della relazione tra generazione corrente e generazione futura a livello di essere umani, ma non tiene conto anche della GENERAZIONE ROBOTICA (robot e AI)

    • Tiene conto del rapporto attivi/pensionati, ma non tiene conto del rapporto (attivi umani + ATTIVI DIGITALI)/pensionati

    Occorre tenere in debita considerazione:

    • La generazione robotica (robot), gli intermediari digitali (AI), i lavoratori digitali (robot e AI) da inserire nel computo della forza lavoro attiva assieme alla forza lavoro umana

    • La moneta digitale: non l’euro digitale la cui esistenza permetterà soltanto di uscire dall’oligopolio di Visa e Mastercard senza aggiungere alcunché di nuovo nella nostra economia; ma una moneta espressa in forma digitale (in numeri 0 e 1) il cui valore corrisponde al valore del patrimonio dello Stato e in grado di trasferire alla Politica Fiscale dello Stato le principali funzioni oggi di pertinenza della Politica Monetaria della BCE tra cui il controllo dell’inflazione

    • I servizi digitali: fondamentalmente di tipo fai-da-te, che consentono di ridurre il fabbisogno di forza lavoro in quanto il consumatore si sostituisce al produttore, il cliente si sostituisce al dipendente e quindi occorrono interventi di Politica Fiscale tendenti a portare in equilibrio salari e profitti

    Ed ora proviamo a rispondere alle domande alle quali la Prof.ssa Fornero non ha fornito risposte:

    DOMANDA 1: come ottenere buoni redditi da lavoro?

    RISPOSTA 1: trasferire ai salari una quota parte dei maggiori utili che le aziende ottengono grazie ai lavoratori digitali (robot e AI) e all’intermediazione digitale (clienti che svolgono il lavoro dei dipendenti).

    DOMANDA 2: come aumentare la produttività dei lavoratori?

    RISPOSTA 2: sfruttare la collaborazione tra lavoratore digitale (robot e AI) e lavoratore umano (docente, ricercatore, magistrato, qualsiasi dipendente abilitato all’utilizzo di sistemi dotati di intelligenza artificiale). Ognuno ha modo di osservare quanto sia più rapido ottenere informazioni da AI e quindi svolgere il proprio lavoro in tempi più rapidi: questo è ciò che si chiama “aumento di produttività”. Poiché in economia il salario è strettamente dipendente dalla produttività del lavoro, ecco che aumentando la produttività del lavoro aumenta pure il salario.

    CONCLUSIONE

    Quando si toglie qualcosa, occorre avere a disposizione qualche altra cosa che la sostituisce.

    Togliendo la Riforma Monti-Fornero a carattere strutturale, il suo posto vacante potrebbe essere colmato dalla Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin.

    La Proposta Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin è la sola Proposta di carattere strutturale ad oggi sviluppata che tiene conto di: generazione robotica, lavoratori digitali (robot e AI), moneta digitale e che elimina del tutto il problema sul quale intervengono costantemente tutti gli esperti previdenziali riguardo alla denatalità.

    Tra poco si riaprirà il sipario su proposte migliorative in ambito pensioni e salari.

    Se nulla di significativo in ambito pensioni e salari è stato fatto nel 2025, è legittimo domandarsi in che modo si potrà far meglio nel 2026, anno in cui scadranno i fondi del PNRR (precisamente in agosto 2026).

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    • anche la proposta del gruppo UTP a mio avviso e’ validissima, quindi almeno un paio di alternative alla legge Fornaro sarebbero gia’ disponibili …se ci fosse davvero la volonta’ di occuparsi della previdenza per migliorarla (non per fare tagli, finestre et similia…)

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  8. La Fornero servì per salvare i conti. Ma ora è un macigno. Condanna chi ha lavori precari e i giovani a restare senza pensione. Va cambiata, per dar futuro senza togliere dignità.

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    • Penso che il buon senso avrebbe dovuto perlomeno suggerire l’ideazione di un provvedimento graduale, passare da 40 anni a 42 istantaneamente e senza gradualita’ mi sembra un accanimento verso tante persone che si poteva facilmente evitare, introducendo comunque un trend positivo per il bilancio statale.
      Poi e’ vero che la gradualita’ poteva essere piu’ o meno marcata, ma almeno un po’ era a mio avviso indispensabile, per buon senso e rispetto delle persone (decine di migliaia di persone )

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      • Ti devo fare una piccola correzione: il passaggio in realtà nel 2011 fu di un solo anno perchè i precedenti 40 anni prevedevano una finestra di 12 mesi (per il privato), mentre con la riforma Fornero fu abolita ogni forma di finestra perchè inglobata nel provvedimento. Nel 2018 con l’introduzione della Quota 100 ed il blocco dei requisiti di uscita della suddetta legge fino al 2026, fu ripristinata in 3 mesi (per il privato).

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        • giustissima e gradita la correzione, rimane comunque la mancanza di gradualita’ che a mio avviso il buon senso avrebbe dovuto suggerire

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  9. Sior Nicola, Sior Wal,
    ve scrivo ‘ste parole con un soriso…☺️

    Co’ ‘na ciacoea che gà fato ‘sto pensier de andarse,
    par un disguido de parole,
    no se tratta de butar fora tute le barche dal rio!
    Qua se parla, se ride, se discute come se stesse in campiello,
    no co’ la testa a far guerra.

    Se ‘na frase ve gà toccà, ferma un momento…
    penséce su con calma e bon senso.
    Qua senza voialtri, ‘sto forum par un rio che ga perso le barche…
    mejo restar ancora un fià,
    che magari co’ un altro goto de ciacoea
    se torna a rider insieme

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    • caro Gigi stoc, ti si riusio a far arabiare proprio do siori; vuto un consiiio: domanda scusa, chisà che i ghe ripensa; so sicuro che te ghe capio; dimenticavo: e scuse in italian, no dialeto; saluti ai gestori del sito

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      • No sta preocuparte, fio mio. No ghe xe proprio bisogno de domandar scusa a nissun. Se ti te parli co’ arguzia, co’ logica fina e senza mai voler ferir el prossimo, allora le to parole le sta in piè da sole. Chi s’è scaldà, l’ha fato più par orgoglio che par raxon.

        Invito comunque i siori a rientrar in discussion, co’ la calma e la dignità che se speta a chi vol far un confronto serio. E, se i vol, che i segua i consigli del Cavalier Perfetto, che de solito no i porta mai fora strada.

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