Riforma Pensioni 2026: ipotesi uscita a 64 anni e Opzione Donna, parla Durigon

Il tema pensioni continua a essere centrale nel dibattito politico ed economico. Dal 2026, infatti, potrebbero arrivare importanti novità per chi si avvicina alla fine della carriera lavorativa. Oltre agli adeguamenti legati alla rivalutazione degli assegni, che garantiranno importi leggermente più alti, il governo sta lavorando su nuove forme di flessibilità in uscita. Una delle ipotesi al vaglio riguarda la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni con 25 anni di contributi, una misura che andrebbe ad ampliare le possibilità attualmente previste dal sistema. A confermare l’indirizzo del governo è stato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che in una recente intervista al Corriere della Sera ha illustrato la proposta su cui la maggioranza sta ragionando.

Pensioni 2026, Durigon su quale potrebbe esser la riforma con uscita a 64 anni

«Si sta lavorando su una proposta che abbiamo avanzato come Lega e che penso abbia buone possibilità di essere accolta», ha dichiarato Durigon, chiarendo che l’obiettivo è estendere una misura oggi riservata a chi si trova interamente nel sistema contributivo, rendendola accessibile anche ai lavoratori del sistema misto, ossia coloro che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996.

La novità più significativa della proposta riguarda l’utilizzo del Trattamento di fine rapporto come strumento per integrare la pensione. Sempre Durigon ha spiegato: «Vogliamo estendere la possibilità volontaria di andare a 64 anni con 25 di contributi, ora prevista per chi sta nel sistema contributivo, a tutti i lavoratori, quindi anche a quelli che hanno cominciato prima del 1996 e stanno nel sistema misto. Il tutto volontariamente e con una novità».

La novità consiste, appunto, nella possibilità di trasformare il Tfr in rendita, così da raggiungere la soglia minima di pensione necessaria per l’uscita anticipata. «La possibilità, sempre su base volontaria, di usare anche il Tfr presso l’Inps come rendita per raggiungere la soglia minima di pensione, pari a tre volte l’assegno sociale (1.616 euro), che dà accesso alla pensione a 64 anni», ha chiarito il sottosegretario.

Per rendere più chiaro il meccanismo, è stato fatto un esempio concreto: un lavoratore di 64 anni con 25 anni di contributi e una pensione maturata di 1.300 euro potrebbe decidere di usare il Tfr come rendita. Aggiungendo 400 euro derivanti dal Tfr arriverebbe a 1.700 euro e potrebbe così accedere alla pensione anticipata. Durigon ha confermato: «Giusto. Con l’assegno interamente contributivo e senza pregiudicare l’eventuale reversibilità della pensione e del Tfr. E con una tassazione agevolata del Tfr trasformato in rendita, come accade oggi ai fondi che godono di un prelievo fiscale minore del Tfr».

Secondo il sottosegretario, non si tratta di un sacrificio della liquidazione, ma di un’opportunità: «Non va vista così, ma come una possibilità, per chi vuole ma non ha una pensione sufficiente per uscire prima, di raggiungere questo risultato, utilizzando il Tfr. Si amplia cioè l’accesso alla flessibilità. E si ottiene un altro risultato: non si mettono in pagamento pensioni povere. Infine, il Tfr potrebbe anche essere utilizzato per finanziare fondi sanitari di Long term care (non autosufficienza n.d.r) di cui ci sarà sempre più bisogno».

Riforma Pensioni 2026 ultime novità: i costi per l’uscita da 64 anni e Opzione Donna

Per quanto riguarda i costi, Durigon ha spiegato che i calcoli sono in corso: «Stiamo facendo i conti. Ogni anno l’Inps paga circa 6,8 miliardi di euro di Tfr a chi va in pensione. Con la nostra proposta la spesa sarebbe molto inferiore perché l’Inps verserebbe, per esempio, qualche migliaio di euro in più all’anno sulla pensione, invece che 50-70 mila euro di liquidazione. Inoltre, queste pensioni sarebbero calcolate interamente col contributivo. Alla fine penso che non costerebbe molto, al netto degli incentivi e delle agevolazioni».

La nuova misura potrebbe rendere superflua la proroga di Quota 103, che consente oggi l’uscita a 62 anni con 41 anni di contributi: «Se passa la nuova flessibilità non ha senso prorogarla», ha commentato il sottosegretario.

Diverso il discorso per Opzione donna, che secondo Durigon va invece mantenuta e potenziata: «Qui è diverso. Anche questo canale di uscita anticipato, come Quota 103, è stato poco utilizzato. Ma penso che vada conservato e potenziato. Si tratta quindi di studiare qualche soluzione per avere, anche per chi sceglie Opzione donna, pensioni di importo adeguato, tanto più che le lavoratrici spesso hanno dovuto caricarsi del lavoro di cura».

Infine, Durigon ha toccato anche il tema del cosiddetto “bonus Giorgetti”, l’incentivo per chi decide di rimanere al lavoro invece di accedere alla pensione anticipata. «Anche se le domande non sono state molte, tutto ciò che serve a incentivare la permanenza al lavoro, soprattutto se su base volontaria, è importante e va mantenuto».

45 commenti su “Riforma Pensioni 2026: ipotesi uscita a 64 anni e Opzione Donna, parla Durigon”

  1. Bravo Durigon. Questa proposta mi sembra veramente interessante. Permetterebbe per la prima volta anche a chi ha iniziato prima del 1995 di valutare una uscita anticipata eventualmente integrando con il proprio tfr, ma sempre su base volontaria. Non capisco le alzate di scudi da parte del sindacato: potrò essere libero di decidere come spendere il tfr considerato che sono soldi miei? Se per vari motivi (si pensi a chi ha una patologia ma non ha l’età per abbandonare il lavoro) volessi anticipare l’andata in pensione a 64 anni per godermi un po’ di tempo libero, magari anche rimettendoci qualcosa visto che sarebbe calcolata solo su un montante contributivo (perdendo la parte retributiva) non vedo perché non si possa farlo.

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  2. VORREI DIRE AL SIG.DURIGON CHE E’ OVVIO CHE OPZIONE DONNA SIA STATO POCO UTILIZZATO , AI REQUISITI (LOGICI ) DI ETA’ E CONTRIBUTI QUESTO GOVERNO IMPONE TANTI DI QUEI PALETTI CHE RENDONO QUASI NULLA LA LEGGE .

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  3. Per chi come me del 1962 puo’ lasciare con 42 anni e 10 mesi avere solo contributivo a vita e’ un furto. Io sono un elettore centrodestra ma sono scontento. Ai 67 anni andrebbe ricalcolata per il periodo retributivo. Spero ci pensino.

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  4. sarebbe onesto far utilizzare il TFR o TFS se serve per anticipare l’uscita anticipata di qualche anno, sono soldi nostri. Ma farmi fare tutto il calcolo contributivo non esiste sarbbe un furto.

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  5. Ma per quello che riguarda i fondi sanitari per la non autosufficienza se non erro i pagamenti vengono sospesi dopo gli 80anni circa…(Qualcuno può smentirmi?)
    Le assicurazioni pagano i rischi…non le certezze…
    No?

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  6. Già abbiamo 2 fardelli che si sommano…salari sempre compressi da una vita…e i coefficienti di trasformazione peggiorativi…
    ma dopo il TFR metteteci pure 14sima e altro,no?

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  7. A me la proposta di Durigon sembra l’uovo di Colombo. Consente, a chi lo vuole, di uscire dal mondo del lavoro a 64 anni con eventuale utilizzo del TFR o Fondo Pensione. Ognuno valuterà liberamente se gli conviene la Fornero o la nuova opzione. Pertanto bravo Durigon. Poi non capisco il sindacato, a cui tra l’altro sono iscritto, perché si oppone. Francamente avrei qualche perplessità nel rinnovare la mia tessera se la proposta saltasse per colpa loro in quanto ciò comporterebbe il mio pensionamento a 67 anni. Ognuno sia libero di scegliere liberamente il proprio futuro.

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    • Avevano promesso di abolire la legge fornero… se a qualcuno sembra che la promessa sia stata mantenuta chiaro che li rivolterà

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    • già adesso si può uscire a 64 anni licenziandosi e utilizzando il TFR per raggiungere i 67 anni e pensionarsi da misti, Il sigon Duringon vuole usare i MIEI soldi e dire che mi sta facendo un favore…

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    • Credo che l’avversione dei sindacati sia dovuta al fatto che, stante che il lavoratore può già oggi destinare il TFR a fondo pensione come scelta irreversibile, dando per Legge la possibilità al lavoratore di destinarlo a pensione anche all’ultimo momento, ciò potrebbe costituire un qualche disincentivo alla scelta di destinare anticipatamente il TFR ai Fondi Pensione, in gran parte negoziali, chiusi, gestiti dai sindacati. A me invece pare che Durigon abbia fatto una proposta onesta, anche se il fatto di destinarli ora a pensione con versamento all’INPS comporta abbastanza ovviamente che siano considerati in modalità “Contributiva”

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    • A mio avviso stanno cercando di mettere una pezza dopo le promesse pre-elettorali non mantenute, visto che non sono più lontanissime le prossime elezioni… ma penso che proporre di toccare il tfr dei lavoratori sia una trovata assurda, che non porterà voti alla lega, anzi farà scappare quei pochi che erano disposti a credere alle nuove promesse (magari torneranno a dire ‘aboliremo la fornero ‘ ?)

      Credo che una volta si possa riuscire a illudere i lavoratori, ma due volte non è possibile, non ci cascano più… e votano di conseguenza
      Le false promesse elettorali alla lunga non pagano .

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  8. Ditemi UNA e Ripeto UNA cosa detta da questo perfetto collega del costruttore di Ponti con i bicchieri di Moito (così ho sentito dire ai giardinetti dai bambini), che si sia avverata. UNAAAAAA Chiedo per un amico……signore e signori Venghino Venghino si accettano scommesse (anche con qualche Condono come Valuta 🤣🤣🤣🤣🤣🤣)…. Che simpatici questi politici, soprattutto a quei pesci che abboccano ancora all’amo dei finti Vermi che ci sono attaccati, visto che quelli veri se ne stanno comodi da altre parti tutti insieme……vicini vicini… che vergogna di paese che siamo diventati, tutti zitti invece di mandarli a lavorare veramente, almeno alla loro linea farebbe molto bene

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  9. Se passa questa proposta è solo per procrastinare il pagamento del TFR o TFS . È evidente che si tratta di una manovra esclusivamente di bilancio, con la quale il governo scommette (sapendo di vincere, purtroppo) sulla prematura dipartita dei pensionati, ai quali non versa il sacrosanto TFR accumulato, ma promette di farlo nel corso degli anni, con la pensione erogata. Finanza creativa, null’altro, sulla pelle dei lavoratori e dei loro diritti.

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  10. Tutta contributiva con anche di mezzo il tfr, attenzione a fare bene i calcoli se conveniente o meno, io vi dico la mia, non l’accetterei come non ho accettato la quota 103 versione 2024 che mi faceva perdere quasi 200€ netti al mese per sempre in confronto all’anticipata ordinaria, ma lì per arrivare alla Fornero dovevo aspettare solo 10 mesi…

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    • Vedi Don, tu hai fatto bene a fare quello che hai fatto visto che la prospettiva era di avere il tutto contributivo; questa del sottosegretario Durigon è una proposta; loro sanno bene i vari costi delle situazioni per andare in pensione; eccome se li conoscono; quella di utilizzare il tfr è un’opportunità come tante altre; ogni opportunità ha i suoi vantaggi e svantaggi, quella di utilizzare, ad esempio, la RITA per andare via prima, come nel caso mio, era un’opzione; ognuno fa i suoi calcoli e decide; la possibilità di andare via prima in pensione ha dei costi; perchè? perchè percepisci prima la pensione; tutto qui; io dico sempre: meglio una proposta schifosa; la successiva potrebbe essere migliore, peggiore o anche non esserci; questo è il mio pensiero; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Parole saggie anche perche non tutti hanno la stessa situazione.
        Vero che mettono in gioco il TFR… ma se questo porterà ad un minimo di flessibilità e scelta…a chi non ha potuto avere carriere con continuità.. a chi non puo recuperare contributi persi o mai versati… (la pace contributiva vale solo per i post 1995..)…
        Essendo piu gia previsto per i contributivi puri,,, mi sembra un buon senso dare questa possibilità a tutti.
        Anzi dovrebbero inserire una premialità … all’alzare dei montanti contributivi determinati con aggiunta di fondi e quote tfr uscire anche a 63..62..61.una sorta di Opzione tutti.
        Nessuno ha detto che cancellano la così tanto amata anticipata a 43/44 anni… di contributi con il calcolo misto: già il poter scegliere sarebbe democrazia.
        La cosa che non deve succedere ..e’ obbligare a versare il TFr al fondo pensione… ognuno scelga.. pero poi non chieda…il non dovuto…

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  11. Lettera aperta al Senatore Claudio Durigon

    Gentilissimo Senatore,
    mi rivolgo a Lei nella Sua alta carica di Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Premetto che da molti mesi non sono riuscito ad aggiornarmi sulle ultime novità in tema previdenziale, vuoi per il costante carico lavorativo, vuoi per i vari problemi familiari e poiché impegnato a risolvere nell’ultimo periodo taluni problemi di salute.

    Tuttavia, poiché ad agosto si riesce talvolta ad avere un piccolo angolo di tempo libero all’interno del proprio legittimo e sudato periodo di ferie non mi è sfuggito il Suo interessante intervento riguardante la ventilata possibilità di poter cessare l’attività lavorativa al conseguimento dei 64 anni d’età anche per chi – come me, e come credo la maggior parte delle centinaia di migliaia di italiani di una certa età – ha iniziato a cumulare un’anzianità contributiva ben prima del 31.12.1995. Data quest’ultima che com’è noto funge da spartiacque tra chi vede applicato per l’individuazione dell’importo del proprio emolumento pensionistico il sistema di calcolo misto, in luogo di quello interamente contributivo.

    Ciò premesso – altresi nell’ovvia consapevolezza di far parte di una platea certamente assai vasta d’italiani – ricorro alla Sua cortese disponibilità al fine di aver gentilmente chiarito quello che, certamente, rappresenta il punto nodale della questione, e che presumibilmente determinerà un eventuale consenso all’iniziativa ovvero il suo pressoché certo fallimento.

    La questione in una sola parola è: una volta raggiunti i 64 anni d’età si prevede verrà per quanto ovvio salvaguardato il sistema di calcolo misto senza alcuna particolare penalizzazione (all’infuori di quella ‘naturale’ inerente l’adozione del parametro concernente l’età, risultando quest’ultima leggermente inferiore a quella della cosiddetta ‘vecchiaia’) e di cui legittimamente siamo al momento portatori, oppure vi sarà un qualche aggravio di natura economica, costituito per ipotesi da un eventuale ricalcolo interamente contributivo che andrebbe nella sostanza ad incidere sull’intera carriera lavorativa?

    Per capir meglio, porto di seguito quella che è la mia condizione, e ciò non per piaggeria verso me stesso, ma perché è certamente emblematico della condizione di tantissime, ma proprio tantissime, persone.

    All’inizio del 2026 concluderò i miei 41 anni di contributi, regolarmente versati in una vita di lavoro e, subito successivamente, compirò – a Dio piacendo – 64 anni.
    In sostanza, entro il prossimo periodo estivo avrò maturato una sorta di ‘Quota 105’ (41 + 64), ed entro la fine del medesimo anno 2026 potrò maturerò una anzianità complessiva (anagrafica + contributiva) sostanzialmente corrispondente a una sorta di ‘Quota 106’.

    Quanto sopra esposto, ringraziandola anticipatamente per l’attenzione che vorrà dedicare, resto fiduciosamente in attesa di Suoi cortesi ragguagli, ove avrà la bontà di rappresentarli, nella certezza che il quesito costituisce certamente il vero pilastro per il successo o il fallimento dell’iniziativa che s’ipotizza.

    Vorrà ovviamente valutare altresì le modalità della Sua risposta chiarificatrice, fermo restando che sarebbe ovviamente graditissimo se potesse eventualmente rispondere utilizzando il presente sito, che – anche per l’alta messe di soggetti interessati che seguono l’argomento di cui qui si discute – costituirebbe un bellissimo e immediato collante fra le aspettative della platea di cittadini interessati e le Istituzioni democratiche da Lei altresì rappresentate.

    Ancora grazie.

    Molti cordiali saluti.

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    • Se Durigon risponde alla tua accorata e gentile richiesta chiarificatrice, vado in pellegrinaggio a Roma, una via Francigena in salsa previdenziale!

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    • Antonello ti auguro sia mista, ma purtroppo dubito, in tutti i casi sono d’accordo che hai lavorato più che abbastanza.. io sono un tuo coetaneo e vado in pensione a novembre con 43 anni e 2 mesi di contributi con l’ultimo anno e mezzo passato in Naspi.

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    • GENTILE ANTONELLO DIMENTICHI DI SOTTOLINEARE IL FATTO CHE OLTRE AI REQUISITI CHE HAI CORRETTAMENTE ELENCATO CE NE SAREBBE UN ALTRO DI ESTREMA INGIUSTIZIA CHE E’ IL SEGUENTE: L’IMPORTO DELLA PENSIONE DOVRA’ ESSERE ALMENO 3 VOLTE L’ASSEGNO SOCIALE CHE TRADOTTO SIGNIFICA ALMENO 1.616,00 EURO.
      MI AUGURO CHE TU POSSA RAGGIUNGERE TALE CIFRA MA SE PERMETTI RITENGO TALE CONDIZIONE INACCETTABILE DAL MOMENTO CHE MOLTI LAVORATORI CHE NELLA LORO VITA LAVORATIVA HANNO AVUTO DEI SALARI NON ELEVATI, FRUTTO MOLTE VOLTE ANCHE DA LAVORI FATICOSI, NON POTRANNO USUFRUIRE DI TALE RIFORMA. LA MOTIVAZIONE UFFICIALE DI TALE REQUISITO RECITA CHE COSI’ FACCENDO SI DAREBBERO DELLE PENSIONI DIGNITOSE, IO PENSO INVECE CHE SIA PER LIMITARE IL PIU’ POSSIBILE IL RICORSO ALLA PENSIONE. SUGGERIREI UNA SOLUZIONE DI COMPROMESSO MODIFICANDO IL 3 VOLTE L’ASSEGNO SOCIALE CON IL 2 VOLTE. SI PERCEPIREBBERO PENSIONI MINIME DI CIRCA 1.100,00 EURO MENSILI CIFRE NON CERTO FOLLI MA QUANTOMENO SI AMPLIEREBBE LA PLATEA DI COLORO I QUALI AVREBBERO LA POSSIBILITA’ DI GODERSI IL MERITATO RIPOSO DOPO UNA VITA DI SACRIFICI
      SALUTI

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    • Oggi sul corriere ha finalmente chiarito che sarà ricalcolato con il metodo contributivo per tutti, insomma la solita presa per i fondelli

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    • Buongiorno.
      Per le pensioni dovremo attendere i fatti; ovvero la legge di bilancio.

      Questo perché molte persone, quotidianamente, aprono il giornale sentono la TV o frequentano Blog con una domanda che frulla nella testa: “Ma a questa benedetta pensione, quando ci arriverò?”
      E spesso trovano le stesse dichiarazioni dei politici: “Stiamo lavorano, stiamo facendo i calcoli per ridurre l’età pensionabile, per tutelare i lavoratori, per rendere il sistema più equo …”.

      Ma quante volte queste frasi si trasformano in fatti concreti?
      E, soprattutto, che valore hanno come informazione, per chi legge?
      Non conta il significato, ma la sorpresa.

      Il matematico Claude Shannon, padre della teoria dell’informazione, ci ha insegnato una cosa semplice ma geniale: un messaggio è tanto più “informativo” quanto meno era prevedibile.

      Facciamo un esempio.
      -Se ti dico: “Domani il sole sorgerà”, non ti sto dicendo nulla di nuovo. Era scontato.
      -Se invece ti dico: “Hai vinto alla lotteria”, questo sì che è sorprendente!

      Il valore informativo non sta quindi nell’importanza morale o sociale del messaggio, ma nel suo grado di sorpresa.

      Se applichiamo un tale esempio alle pensioni avremo:

      – Pomessa ripetuta: “Abbasseremo l’età pensionabile”.
      Tu pensi: “Lo dicono sempre, ma non lo fanno mai”.
      Notizia poco informativa: non cambia la tua visione del futuro.

      – Annuncio con prove concrete: “La legge è stata approvata, i fondi sono stati stanziati, da Gennaio 2025 si potrà andare in pensione a 64 anni … ecc. ecc.”.
      Qui la reazione è diversa: “Questa sì che è una novità!”.
      Notizia molto informativa: ti riduce l’incertezza, cambia davvero le tue aspettative.

      Per chi aspetta la pensione, la differenza è enorme.
      Le promesse senza seguito sono come il rumore di fondo: tante parole, ma poca informazione vera.
      Un atto concreto, invece, riduce l’ansia, chiarisce il futuro, dà senso al presente.

      Chi in questo blog non discute da anni di promesse?
      Alcune mantenute (quota 100) che si sapeva non sarebbe stata per tutti, altre disattese come 41 per tutti.

      Le promesse sono facili da fare, ma la vera informazione nasce quando possiamo distinguere tra le parole e i fatti.
      Chi aspetta la pensione non ha bisogno di slogan ripetuti mille volte: ha bisogno di certezze, di date, di numeri, di leggi scritte nero su bianco.

      E qui entra in gioco anche il ruolo del giornalismo: non limitarsi a fare da megafono alle dichiarazioni, ma aiutare i cittadini a capire cosa è davvero cambiato, cosa è solo propaganda e quali sono le conseguenze concrete.
      Solo così l’informazione diventa utile: riduce l’incertezza, chiarisce il futuro e ci permette di prendere decisioni con più consapevolezza.

      In fondo, come diceva Shannon, l’informazione è sorpresa. Ma noi cittadini non abbiamo bisogno di sorprese vuote: abbiamo bisogno di verità.

      NB. Scritto con l’aiuto di A.I.

      Saluti

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  12. È notizia di oggi la possibilità di introdurre una finestra di due mesi al raggiungimento dei 67 anni forse in cambio del blocco temporaneo dell’ incremento automatico previsto dalla legge Fornero.

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  13. Cerchiamo di non dimenticare che la Lega è al governo perche ripudiava la Fornero e voleva mettere quota 41 per tutti. Il 2027 ricordiamocelo tutti alle elezioni! Mi chiedo una cosa , ma chi vota Lega come si sente ? Io andrei a bussare alle porte di Salvini se non altro per orgoglio

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    • Legare il voto di un partito solo alla questione pensioni secondo me è sbagliato.Lo dico perché continuo a leggere commenti simili su questo sito.Se ad esempio un altro partito ( senza fare nomi) le promette la pensione, ma poi lascia le porte aperte all’immigrazione selvaggia oppure concede la cittadinanza a cani e porci lei lo vota lo stesso?Suvvia, le valutazioni politiche ( lo dico perché l’ho sempre detto su questo sito), andrebbero prese a 360 gradi guardando i programmi politici su tutti i temi, non solo su quello previdenziale.

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  14. La UE ha fatto un accordo per comperare dagli USA 750 mld di gas e petrolio. Ovviamente a prezzi astronomici rispetto al libero mercato. Lo stesso vale per le armi. E noi stiamo qui a parlare di denari per i pensionati. Poveri noi!

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    • Queste sono le ragioni che allontanano i diritti sociali. Tagli a sanità, pensioni, scuole ecc. a vantaggio di spese per gli armamenti, boicottaggio dell’energia proveniente dalla Russia a vantaggio di quella USA, aiuti all’Ucraina.

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  15. Non faranno nulla.Non hanno idee e non hanno ministri in grado di portar qualche novità.Durigon è il classico ministro slogan ma niente di concreto.Fac59

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  16. Un’ altra forma tipo quota 103 e ci ritroviamo nuovamente con calcolo pensione tutta con il contributivo, ed ecco la fregatura. Si è vero che con la quota di TFR o TFS si arriva ai 1700 €, ma ti vai ad erodere la tua buonuscita.

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    • NON è OBBLIGARIO ADERIRE è SEMMAI UNA SCELTA IN PIU’. RESTA SEMPRE LA NOSTRA CARA FORNERO CON USCITA A 67 ANNI PER LA VECCHIAIA O QUELLA ANTICIPATA. SE DOVESSERO APPROVARLA ALMENO UNO PUO’ SCEGLIERE FACENDO I SUOI CALCOLI DI CONVENIENENZA O MENO.

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  17. Non sta a me giudicare, anche se ho una mia idea, se il governo deve trovare soldi per 110%, balneari, armi ad ukraina ed altro.
    C’è da capire però una cosa, al netto di ottime riforme inascoltate (come quella del Dr Perfetto et altri sulla IA), come informano in questi giorni, è più semplice “erodere” il TFR o TFS a seconda dei casi, di chi andrà in pensione, per trovare “valuta fresca”.
    La domanda sorge spontanea, coloro che hanno (nel mio caso dopo 43 anni e 4 mesi di contributi) raggiunto l’anticipata fornero, essendo dipendenti del S.S.N. ed il TFS procastinato (nella prima rata a DUE anni) in tre anni, pensionati quindi dal 2023 ad oggi, rientreranno in questa “ruberia” o il loro TFS è al riparo da “rapine” come questa?
    Ringrazio chi mi risponderà, oltre ai gestori di questo magnifico sito.

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  18. parole, parole, parole…siamo abituati alle esternazioni di Durigon che poi non portano a nulla. Vediamo se questa volta dice la verità

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  19. Per pagare i ristori ai balneari che lamentano un calo presenze il governo da qualche parte deve pur prendere i soldi. Il TFR dei lavoratori è la perfetta vacca da mungere. Geniale!

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