Riforma Pensioni 2026 l’editoriale: legge di bilancio leggerina e nulla in ambito previdenziale

È stata diramata la prima bozza relativa alla manovra economica 2026 dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri dei giorni scorsi, una Legge di Bilancio molto leggera inferiore ai 19 miliardi e che, per quanto riguarda la previdenza è stata pressoché nulla e non rispondente alle aspettative dei cittadini.

Riforma Pensioni 2026: nella legge di bilancio non c’è nulla per la previdenza

L’aspetto che il Governo ha molto enfatizzato è stata la diminuzione di due punti della seconda aliquota IRPEF quella che va dai 28.000 ai 50.000 euro. Questa aliquota scenderà dai 1° gennaio 2026 dal 35% al 33% con un vantaggio massimo di 440 euro annui per coloro che si trovano sulla soglia dei 50.000. Però, la media degli assegni previdenziali in Italia si trova tra i 30.000 e i 40.000 euro con aumenti che saranno, pertanto, di cinque o sei euro al mese. Inoltre, la grande maggioranza dei pensionati si trovano sotto i 28.000 euro annui e costoro non percepiranno assolutamente nulla. Forse si sarebbe potuto intervenire anche nei confronti di questo primo scaglione IRPEF e forse si potrebbe fare un ragionamento in senso contrario a quanto fatto lo scorso anno inserendo un ulteriore scaglione e rimodulando le aliquote perché è iniquo far pagare lo stessa IRPEF a chi percepisce 55.000 euro o 300.000.

Cattive notizie anche per quanto riguarda la perequazione delle pensioni dal 1° gennaio 2026 dal momento che sembra che si vada verso un aumento in base all’inflazione che potrà essere tra l’1,4% e 1,5% quando basta andare al supermercato per rendersi conto di quanto questi valori siano inverosimili.

Tornando alla legge di bilancio l’aumento previsto dell’età pensionabile in base all’aumento dell’aspettativa di vita a differenza di quanto affermato in numerose circostanze durante l’estate da autorevoli esponenti del governo non sarà scongiurato. Lo sarà solamente per alcune categorie che svolgono lavori gravosi (no i precoci) ed usuranti mentre per tutti gli altri avremo un aumento di un mese dal 2027 e di due mesi dal 2028 e lo sarà di tre mesi per le Forze Armate, Carabinieri, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco. In pratica dal 1° gennaio 2028 sarà necessario avere 67 e 3 mesi per il raggiungimento della pensione di vecchiaia e 43 anni e 1 mese (1 anno un meno le donne) oltre ai tre mesi di finestra per pensionarsi con la cosiddetta pensione anticipata.

Legge di bilancio, niente per la previdenza complementare, e fine di Opzione Donna e quota 103

Nulla è contenuto in questa prima bozza di LdB per quanto riguarda la previdenza complementare, ci si aspettata invece un altro semestre di silenzio/assenso per implementare i numeri ancora esigui di coloro che aderiscono ai fondi pensione nonché una diminuzione della tassazione che vige su questo istituto oltre ad un aumento della quota di deducibilità ferma ormai da oltre vent’anni.

Ma quello che ha lasciato tutti sbigottiti è che dopo le affermazioni del sottosegretario Durigon sul fatto che Opzione Donna sarebbe stata rinforzata, dei tre istituti in scadenza a fine anno Ape Sociale, Opzione Donna e Quota 103 solo la prima è stata prorogata e gli altri due, al momento, non compaiono nella prima bozza di 137 articoli della Legge di Bilancio.

L’unica possibilità che avevano le donne di poter accedere ad una forma di pensionamento anticipato, con forti penalizzazioni sull’assegno, non solo non veniva rafforzata escludendo gli impossibili paletti che l’hanno contraddistinta in questi tre anni e che hanno visto precipitare il numero di donne che poteva accedervi di oltre l’80% ma, addirittura veniva cancellata. E, stessa sorte è riservata a Quota 103 che doveva a detta del governo essere sostituita da quota 41 flessibile che avrebbe consentito di uscire dal mondo del lavoro a 64 anni con una penalizzazione massima del 10% e senza alcuna penalizzazione per chi si avesse un reddito sotto i 35.000 euro di isee!

Ovviamente si tratta di una prima bozza che potrà (dovrà) essere modificata per inserire nuovamente questi due necessari istituti ma è del tutto evidente che l’aspetto previdenziale al di là di affermazioni di facciata non riveste alcun interesse per l’attuale esecutivo, che praticamente nulla sulle pensioni è contenuto in questa Legge di Bilancio e che l’auspicata e necessaria riforma previdenziale tanto promessa molto molto difficilmente sarà attuata in questa legislatura.

12 commenti su “Riforma Pensioni 2026 l’editoriale: legge di bilancio leggerina e nulla in ambito previdenziale”

  1. Grazie, Wal. Ottima segnalazione ! Purtroppo è proprio così, da troppi anni ne sono consapevole. Non che serva, ma se un po’ di gente aprisse gli occhi ( e la mente)…

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  2. Il dottor Marino conclude l’articolo dicendo che trattandosi di prima bozza “dovra” essere modificata in sede di dibattito. Visto che in Senato ci sara’ la prima lettura, vorro’ vedere se qualche senatore specie della maggioranza avra’ il CORAGGIO, perche’ di questo si tratta, di presentare gli emendamenti. Purtroppo non sara’ così perche’ ormai la manovra e’ blindata ed il voto parlamentare serve solo per concludere l’iter di approvazione.

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  3. Si potrà discutere all’infinito, ma rispetto ai pensionandi, i pochi fondi disponibili sono stati indirizzati verso il sostegno alla demografia.Aumento del bonus mamme da 40 a 60 euro al mese, allungamento del congedo parentale, detassazione degli aumenti contrattuali sotto i 28000 0euro di reddito, aumento da 8 a 10 euro sulla detassione dei buoni pasto dei lavoratori, fringe benefit esentasse fino a 4000 euro ( prima era 3000 euro) per i lavoratori.Sono scelte, si perdono consensi da una parte e si prendono da un altra parte, del resto ormai la politica con l’ intelligenza artificiale e la mappatura dei flussi di voti sa quello che deve fare.Senza contare le quattro milioni e passa di partite Iva, che beneficiano di flat tax e cartelle fiscali scontate ( il provvedimento in finanziaria tecnicamente non è un condono).Saluti ai gestori del sito.

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    • Per quello che ho capito, le cartelle fiscali non sono scontate, semplicemente non contengono la mora per il mancato pagamento e si da la possibilità di pagarle in tot di anni a rate. In pratica è come se avessi preso una multa il giorno prima e il giorno dopo la paghi senza addizionali. Non mi riesco però a spiegare la finalità: Se ho potuto non pagarla x 5 anni, perchè dovrei pagarla ora ? In 5 anni nessuno è venuto a prendermi per il colletto e intimarmi di pagare, perchè dovrebbero farlo nei prossimi anni ? Non mi ricordo se Lei o Wal, ha fatto l’esempio dell’ungheria, dove se occupi una casa, il giorno dopo arriva la polizia e ti caccia fuori con la forza. Qui in Italia ci possiamo permettere di non pagare le cartelle esattoriali e non ti viene a cercare nessuno per anni. Così le tasse, multe, debiti, le pagano solo i fessi. Con tutti i suoi difetti comunque preferisco l’Italia. Saluti.

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      • L’ avevo detto io a proposito dell’ Ungheria.Di fatto l’ Agenzia delle Entrate con l’ AI e i dati incrociati controlla meglio le evasioni fiscali. Ma se poi non riesci a incassare la cartelle fiscale, a cosa serve accertare? Probabilmente dipende dall’ elefantiaca burocrazia italiana. Perchè dovrebbero pagare se non l’ hanno fatta finora? Bella domanda. La questione secondo me è psicologica. Nella totalità di cartelle fiscali non pagate, una parte dei soggetti in questione resta comunque timorosa delle more che molte volte raddoppiano l’ imposta dovuta. Quindi sfruttando questa paura, si trovano quelli che pagano ( molte volte l’ incasso comunque è stato inferiore al previsto nelle precedenti occasioni). Saluti.

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        • La questione psicologica è così fatta: Se l’ho scampata la prima volta posso riprovarci anche la seconda, magari poi arriva il condono totale. Lo stesso discorso si può applicare anche sull’aumento della tassazione degli affitti brevi: Tanto sappiamo che non tutte le presenze vengono registrate, soprattutto quelle brevissime di 1-2 gg. Quindi mi puoi aumentare la tassazione, ma basta che io non registro 2-3 presenze in più e così ho recuperato l’aumento. Ho letto da qualche parte che in questi ultimi 3-4 anni è aumentata l’evasione sul nero e sugli affitti brevi. Non si spaventano certo per degli annunci che poi non si concretizzano mai. Anche la faccenda delle banche e del contributo volontario: Essendo volontario lo Stato non avrà contezza oggi di quante entrate ci saranno alla fine. Una finanziaria con qualche uscita e dalle dubbie entrate. Saluti.

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  4. E’ lei che aveva capito male Marino; Quando Durigon parlava di rafforzare OD intendeva, “rafforzare l’impossibilità di usufruirne”. Ma c’è ancora qualcuno che crede a Durigon ? Ma allora siete proprio masochisti.

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  5. Concordo, per filo e per segno, con le ultime sei righe che cristallizzano la conclusione dell’editoriale del dr. Marino.
    L’unica fioca speranza è che nel percorso parlamentare qualcuno promuova qualche miglioria per ragioni di consenso. Ma è una speranza prossima allo zero, purtroppo!!

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  6. Esattamente così: il nulla assoluto di ciò che ci si poteva aspettare. Purtroppo era prevedibile: tra l’obbligo di rientrare sotto la soglia del 3% nel rapporto debito/PIL e le ingenti spese per gli armamenti, non poteva andare diversamente. In fondo, è quello che ci meritiamo.

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