Riforma pensioni 2026, Pacifico spinge per Quota 41 e Quota 98, quali requisiti?

L’ultima Legge di Bilancio relativamente al capitolo pensioni sta creando non poche perplessità e malcontento generalizzato, Opzione donna e Quota 103 non saranno confermate, pare che tra le misure di anticipo pensionistico resterà solo l’Ape Sociale tra quelle in attesa di proroga. A tal riguardo se da un lato le lavoratrici che stavano richiedendo il ripristino della vecchia opzione donna ed invece si trovano con la misura cancellata si stanno atttivando con una class action, dall’altra vi é chi come la senatrice Marinella Pacifico, già componente della Commissione Esteri del Senato e Segretario del Comitato Schengen, prova a convincere il Governo dell’importanza di tornare a parlare di flessibilità con due misure che siamo certi potrebbero trovare parere favorevole da parte dei tanti lavoratori in attesi di accedere alla quiescenza, ossia Quota 41 e Quota 98. Ora spieghiamo nel dettaglio di cosa si tratta e chi ha in mente Pacifico quando propone queste due misure prevdienziali.

Quota 41 e Quota 98, in cosa consistono le proposte di Pacifico?

La senatrice Marinella Pacifico punta su Quota 41 e Quota 98 e ritiene che le risorse necessarie per poter approvare tali misura di uscita anticipata si potrebbero ricavare applicando una tassazione progressiva sui redditi più alti e togliendo risorse che sono state destinate fino ad oggi alla difesa, al fine di indirizzarle su nuovi capitoli di spesa, uno su tutti appunto le pensioni.

Nel corso delle ultime discussioni parlamentari la Pacifico ha proposto l’introduzione di due nuove soglie di accesso, che si basano entrambe sul raggiungimento di Quote.

La prima, la Quota 41 prevedrebbe la possibilità di accedere alla quiescenza al raggiungimento di 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, misura questa che andrebbe ad agevolare quelle persone che hanno iniziato a lavorare giovane avendo alle spalle carriere lunghe e spesso faticose. Diciamo che questa misura sarebbe totalmente in linea con le promesse fatte inizialmente dal Governo, ossia di concedere la Quota 41 entro fine legislatura.

Poi la Quota 98, ossia una formula alternativa che consentirebbe l’uscita anticipata proprio grazie alla somma tra età anagrafica e anni di contributi, al raggiungento della quota 98. Queste due misure potrebbero quindi soddisfare sia la categoria dei lavoratori precoci con tanti anni di contributi alle spalle ma generalmente troppo giovani per poter accedere alla pensione con le attuali misure, sia le donne, perché la quota 98 andrebbe ad avvantaggiare maggiormente quelle situazioni in cui vi sono carriere instabili e discontinue.

Secondo la Pacifico, queste soglie potrebbero rappresentare un importante passo avanti verso un sistema più flessibile ed equo.

Pensate le proposte potrebbero essere tenute in considerazione nelle prossime settimane? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del portale.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

26 commenti su “Riforma pensioni 2026, Pacifico spinge per Quota 41 e Quota 98, quali requisiti?”

  1. Salve,
    ormai con l’abolizione di quota 103 e la mancata riforma di 41 anni di contributi per tutti saranno la tomba politica della Lega e sparira’ alle prossime elezioni politiche. Questo e’ il risultato di fare promesse.e non mamtenerle

    Rispondi
  2. Durigone Durigone … permetti un domandone … promettesti il riformone … ma passato lo votone … facesti il pernacchione … ora dimmi Durigone … se manca il denarone … perche’ il popolone … 44 anni (circaone) … invece il parlamentarone … 4 anni (circaone) … ?????? … ah ah ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
  3. la proposta di pacifico e positivamente a favore del sottoscritto classe 1965 turnista ciclo continuo fermate solo a natale e ferragosto non vedo l,ora di uscire ma ci deve essere un po di flessibilita a tutti i costi grazie e buon lavoro

    Rispondi
  4. A proposito di promesse non mantenute mettiamoci anche:”apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno”e “se perdo il referendum vado a casa”

    Rispondi
    • La prima promessa l’hanno mantenuta; In effetti hanno aperto il portone, ci si sono infilati, si sono accomodati e non si schiodano più. Ma quanto deve essere buono questo tonno.

      Rispondi
  5. Resteranno del tutto disattese, le modifiche devono essere a saldo zero e. queste mi pare molto difficile lo siano anche se è indicato dove dovrebbero essere finanziate; zero illusioni mi sento di consigliare per i nuovi pensionandi… purtroppo.

    Rispondi
  6. La Premiera del Popolo

    Meloni parla, e dello spread si fa virtù,
    confonde i numeri con la fede cieca,
    ché il conto torna solo se lo vuoi tu.

    La calcolatrice, oggetto che la becca,
    da Vespa pare mostro da domare,
    e il popolo s’accorge e più non pecca.

    “Siam meglio della Germania,” osa dire,
    ma il debito risponde con furore,
    e lei non si lascia mai mentire.

    Tra slogan e manovre senza cuore,
    la guida vacilla, il timon si spezza,
    e il futuro si veste di timore.

    Come Trump schiva il verbo e la domanda,
    la stampa è fumo, ostile compagnia,
    ché il palco vale più d’una domanda

    Rispondi
  7. Canto dell’Inquietudine Moderna

    Nel mezzo del cammin di nostra era,
    tra schermi accesi e cuori disuniti,
    la mente mia smarrì la via sincera.

    Non più selve, ma algoritmi infiniti
    mi circondavano con voce muta,
    e i giorni eran da dubbi scolpiti.

    Vidi un gran fiume, e sopra, una canuta
    figura che gridava senza scopo,
    ché il tempo suo più nulla ascolta o sputa.

    “Flegiàs,” gridava, “non alzar più il tropo:
    vuolsi così colà dove si puote
    ciò che si vuole, e più non dimandopo.”

    Ma il mondo intanto geme e si percuote,
    tra dazi, prove e fuochi sotterrati,
    e l’uom moderno in sé più non si note.

    Trump minaccia con test mai dichiarati,
    Putin semina guerra senza fine,
    e i popoli son vinti e calpestati.

    Nel Levante si spezza la cortine,
    e sangue chiama sangue, senza tregua,
    tra sabbia, fede e l’ira palestine.

    La Cina avanza, e il passo suo non piega:
    con parate che il mondo osserva muto,
    mostra la forza che nessuno nega.

    E noi, smarriti in questo tempo astuto,
    cerchiamo luce tra le nebbie oscure,
    ma il vero pare sempre più perduto.

    Nel Parlamento, il verbo si censura,
    e il popolo si nutre di promesse
    che svaniscon tra leggi e manovre dure.

    Cinque per cento al ferro si concesse,
    mentre la scuola langue e il letto geme,
    ché il medico è un miraggio che regresse.

    E allora dissi: “Chi ci guida teme
    la pace più del tuono e della guerra,
    ché il cuore suo non sa più cos’è il seme.”

    Ma udii una voce, lieve come terra
    che accoglie il seme e in silenzio lo cresce:
    “Chi ama, anche nel buio, mai si serra.”

    Rispondi
  8. Il riarmo al 5% del PIL: una scelta contestata
    L’impegno: l’Italia ha firmato l’accordo NATO per portare la spesa militare al 5% del Prodotto Interno Lordo entro il 2035. Di questa cifra, il 3,5% sarà destinato agli armamenti e l’1,5% alle infrastrutture strategiche per la Difesa.

    Il costo stimato: l’Italia dovrà reperire circa 400 miliardi di euro in dieci anni, una cifra tre volte superiore alla spesa pubblica per la sanità.

    Le critiche:

    Giulio Marcon (Sbilanciamoci!): “Una scelta irresponsabile che drena risorse vitali da scuola, sanità e lotta alla povertà”.

    CGIL e associazioni pacifiste: denunciano una “deriva militarista” che ignora le vere emergenze sociali.

    Economisti progressisti: avvertono che questa scelta potrebbe aggravare il debito pubblico e ridurre gli investimenti civili.

    Contraddizione politica: Meloni ha dichiarato che “non distoglieremo un euro dalle altre priorità italiane”, ma gli analisti ritengono che sarà inevitabile tagliare altrove per finanziare il riarmo

    Lo spettro della guerra nel nostro futuro
    In un contesto globale segnato da conflitti in Ucraina, Medio Oriente e tensioni nel Pacifico, la scelta di investire nel riarmo anziché nel welfare alimenta la percezione di un futuro sempre più militarizzato. Il messaggio che arriva ai cittadini è chiaro: la guerra non è più un’ipotesi remota, ma una possibilità concreta per cui il governo si sta preparando, anche a costo di sacrificare le priorità sociali.

    Rispondi
    • Mi scusi ma fcredo che faccia prima a dirci … chi non lo ha firmato in UE … ovviamente escludendo gli economisti progressisti.

      Scusami Pio se prendo qualche ah ah ah!!! in prestito dal repertorio.

      Rispondi
      • Scusa Wal, dovrebbe essere la Spagna modello degli ” ecomomisti progressisti” a non aver firmato ( almeno a sentire certe campane italiche).Poi però leggendo questo articolo, sembra che nonostante la fama ” progressista” alla fin fine , siamo al ” prima mi ribello e dopo mi allineo”, ma di nascosto per non perdere la suddetta fama. Quindi, ti copio e mi prendo anch’io un ah ah ah!!! Saluti.
        https://barcellonachiamaitalia.substack.com/p/il-rearm-risuona-in-spagna-ma-con

        Rispondi
        • Buona sera Nicola.
          Io la penso così:
          E’ inevitabile …“non toccheremo nemmeno o un euro destinato al welfare”… se poi arriveranno due abbaiate di chi comanda …. che nel tempo non ci si ricorderà più di nulla è altrettanto inevitabile.

          Ora se logico è pensare che le persone comuni non vogliano sentir parlare di guerre e di ingenti spese per armi, io penso che molti allora non abbiano memoria del tempo in cui viviamo.
          Tempo di una “nuova religione” anche se nata da più di centinaio d’anni almeno.

          In un mondo nel quale se: “la maggioranza dei cristiani non ha imitato Cristo, la maggioranza dei Buddisti non ha seguito l’esempio di Buddha e la maggioranza dei confuciani avrebbe fatto innervosire Confucio”.
          Ora la nuova religione o se vogliamo la “nuova etica”, vede nei suoi seguaci, a partire da dai più ricchi persone alla ricerca di far più soldi (anche se non ne avrebbero bisogno) e per questo disposti a fare guerre; le restanti masse desiderano dar sfoggio alle loro voglie e passioni, (politiche comprese lo aggiungo io) il concetto sopraesposto è del filosofo Noah Harari ne libro Sapiens.

          Ora tra chi si sente conservatore e chi si sente progressista, tra chi si sente di destra e chi si sente di sinistra fatto è, come sostiene il pensatore, che i vari seguaci sono ormai rimasti i soli che fanno effettivamente ciò che viene chiesto loro da questa ” nuova religione”… da un moribondo capitalismo fondato sul consumismo; ma se poi ti viene a mancare il lavoro … sono dolori.

          Saluti

          Rispondi
  9. Ecco una lista di promesse non mantenute da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, con particolare riferimento a pensioni, tasse e riforme sociali, secondo le fonti più recenti.

    🧾 Promesse non mantenute su pensioni e tasse
    Quota 41 per tutti: promessa centrale della Lega per permettere il pensionamento con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.
    Non è stata attuata.

    Taglio delle tasse sul lavoro: il centrodestra aveva promesso una riduzione significativa del cuneo fiscale. In realtà, gli interventi sono stati limitati, con effetti marginali sui salari netti.

    Flat tax estesa: Fratelli d’Italia e Lega avevano promesso l’estensione della flat tax fino a 100.000 euro per le partite IVA. È rimasta ferma a 85.000 euro e non è stata estesa ai dipendenti.

    Abolizione dell’IRAP: promessa da Forza Italia e Lega, ma l’imposta regionale sulle attività produttive è ancora in vigore per molte categorie.

    Pensione minima a 1.000 euro: proposta da Forza Italia per gli over 75, ma non è stata realizzata. Gli aumenti sono stati inferiori alle aspettative.

    Promessa disattesa: taglio delle accise sui carburanti
    La promessa: durante la campagna elettorale, Meloni aveva dichiarato che le accise su benzina e gasolio erano “una vergogna” e che il suo governo le avrebbe progressivamente abolite.

    La realtà: già nel 2024, il governo ha aumentato le accise sul gasolio di 1,8 centesimi al litro, giustificandolo come un “allineamento” con quelle della benzina.

    Effetto pratico: non solo il taglio non è mai arrivato, ma è stato ripristinato il prelievo che il governo Draghi aveva temporaneamente ridotto

    Rispondi
    • Ma visto che a lei piacciono tanto le poesie ( ovviamente alle sue storture preferisco quelle originali), le mando anch’ io una modesta filastrocca che ho scritto in un altro commento, buona lettura.
      Si potrebbe compilare una filastrocca : l’ Europa che chiede di non andare oltre il 3% del Pil, il Pil che cresce dello zero e virgola e non consente follie, il debito pubblico che non cala e rimane al 140% e oltre del PIL, il sistema a ripartizione del sistema pensionistico italiano che chiede almeno 2 lavoratori per pensionato e adesso siamo a 1,6 e nel 2050 saremmo 1 a 1, i i nuovi nati che nel 1964 erano oltre un milione e l’ anno scorso erano meno di 400.000, le agenzie di rating che ti declassano se non cali il debito pubblico e gli investitori non comprano più i BOT e CCT con i quali paghi le pensioni.
      Potremo chiedere alla Banca d’ Italia di cominciare a stampare banconote ( se l’ Europa lo permette), magari per andare tutti in pensione con i ns desiderata. Scusate l’ ironia, ma io sono più preoccupato della tenuta di questo paese a prescindere dai governi, che con la filastrocca sopra elencata devono navigare con il mare forza 7 secondo la scala di Douglas.

      E’ una ripetizione, ma imparo da lei che per ogni articolo usa sempre gli stessi slogan

      Rispondi
  10. Se la D.ssa Pacifico ( di Pacifico ha solo il cognome, tutto il resto è in movimento) ha la stessa coerenza della sua storia politica, probabilmente domani mattina corregge già il tiro.
    Rappresentante in origine del sindacato CISL, entra in politica con il Movimento Cinque Stelle, ma nel 2020 viene espulsa perchè non versa i famosi contributi oltre ad un deciso assenteismo ( ma qui nel Parlamento Italiano è in buona compagnia), quindi si posiziona nel gruppo misto. Nel 2021 salta il fosso e passa a Cambiamo di Giovanni Totti ( centro-destra).Poi dopo le fratture all’ interno del partito Cambiamo, aderisce al Movimento Associativo Italiani all’estero MAIE-CORAGGIO ITALIA.
    Poi nel 2022 non essendo eletta con NOI MODERATI – CORAGGIO ITALIA, decide di fare di nuovo la capriola e si candida con + EUROPA di Emma Bonino ( centro sinistra).
    Poi dopo l’ avanti e indietro destra-sinistra, decide che è meglio non saltare di nuovo il fosso e quindi cambia di nuovo partito e aderisce al PD rimanendo a sinistra. A quando la nuova capriola?
    Niente di inventato sia chiaro, tutto scritto su WILKIPEDIA.
    Affidiamo pure a lei la riforma delle pensioni. Saluti.

    Rispondi
    • Splendido curriculum, niente che dire, proprio la persona giusta da prendere in considerazione. Pensa che da quella parte potrebbe essere in assoluto una delle più quotate…

      Rispondi
    • Probabilmente troppo affezionata alla politica ed ai privilegi e soldi che ne derivano. In buona compagnia, mi viene in mente un avvocato che ora è saldamente attaccato al suo scranno nonostante ci abbia devastati con il 110%. Un saluto a tutti

      Rispondi
    • Avrà pensato: ” Se c’è riuscito Durigon a prendere in giro gli elettori perchè non posso farlo io ? Magari ora mi accettano pure nella Lega !! “

      Rispondi
      • Almeno Durigon ha preso in giro solo quelli che l’hanno votato mentre questa in un solo colpo ne ha gabbati almeno sette, dei quali quello che l’ha presa in “saccoccia” è stato proprio il PD. Ahahahahah

        Rispondi
        • A quanto mi risulta, questa senatrice è una ex senatrice attualmente non eletta. Che poi aderisca verbalmente al PD non comporta nessuna autorità e nessun ruolo in quel partito, è una cittadina qualunque. Francamente non capisco questo articolo, è come se avessero intervistato me. Durigon almeno e purtroppo, è stato rieletto e può sparare tutte le promesse che vuole, ma questa tipa quanto può influire sulle tema pensioni ? Infatti come Durigon spara qualche proposta pensando: Se c’è riuscito lui ……….

          Rispondi
  11. Sono stufo di sentire balle dalla Meloni e dai Ministri. Sono stufo di sentire balle dalla RAI che pure paghiamo noi.
    Peccato che non siamo nel 1789. Ci mancano gli attributi per fare almeno una mobilitazione pacifica. Non se ne può più di questi politici strapagati per fare i propri interessi e/o disastri.
    Oltre a tutto che continuano ad avere incredibili privilegi. Qui dx e sx non c’entrano. Alle volte mi vergogno di essere italiano. Anche se, geograficamente, non appartengo alle italiche genti.

    Rispondi
  12. Domanda per la redazione: Salvini o Durigon o qualche altro importante leghista ha per caso commentato la richiesta della d.ssa Pacifico ?

    Rispondi

Lascia un commento