Riforma Pensioni 2026: proroga Quota 103 e Opzione Donna ? Arriva la svolta

Nel percorso parlamentare della Manovra 2026 si registra un cambiamento significativo sul fronte previdenziale. Dopo l’arrivo del testo in Senato, che inizialmente includeva come unica misura di flessibilità l’Ape Sociale, la discussione si è rapidamente ampliata. Oggi maggioranza e opposizioni sembrano convergere sulla necessità di garantire un’uscita più flessibile dal lavoro, in particolare per le donne e per chi ha maturato carriere contributive lunghe. La riapertura del confronto riguarda soprattutto Quota 103 e Opzione Donna, che erano rimaste escluse dal disegno di legge di Bilancio e per cui la Lega ha chiesto la proroga.

Proroga Opzione Donna e quota 103: maggioranza e opposizioni compatte?

L’intesa trasversale che si è formata nelle ultime ore punta a reinserire per tutto il 2026 misure che negli ultimi anni hanno rappresentato strumenti importanti per il pensionamento anticipato. La Lega, insieme a Forza Italia, spinge con decisione per la proroga di Quota 103, che consente l’uscita dal lavoro con 62 anni di età e 41 anni di contribuzione. Pur essendo stata esclusa dalla prima versione del ddl Bilancio, la pressione politica è crescente e punta a rimettere il meccanismo accanto all’Ape Sociale.

Opzione Donna è invece al centro di un fronte bipartisan ancora più ampio. L’emendamento proposto mira a confermare anche nel 2026 l’anticipo pensionistico per le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 61 anni d’età, requisito che si riduce di un anno per ogni figlio fino a un massimo di due. A sostenerlo non è solo la maggioranza: Alleanza Verdi-Sinistra, Partito Democratico, Italia Viva e rappresentanti degli autonomisti condividono l’obiettivo di garantire continuità alla misura. La spinta comune nasce dall’esigenza di tutelare carriere più frammentate e un carico familiare spesso superiore, elementi che negli anni hanno rafforzato il sostegno politico a questa forma di flessibilità.

Riforma Pensioni 2026: Tempi stretti, coperture incerte e l’obiettivo di uscire dalla procedura UE

La trattativa si sviluppa in un quadro finanziario molto rigido. Entro mercoledì si capirà se gli emendamenti dedicati al capitolo pensionistico rientreranno tra quelli “segnalati” e quindi con possibilità reale di approvazione. Gli spazi di bilancio sono però limitati, e il Governo punta a mantenere l’impianto della Manovra per centrare l’obiettivo di uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.

Per questo il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito che ogni modifica inserita ora potrebbe comportare la rinuncia ad altre misure già previste nel testo. La direzione definitiva potrebbe arrivare nel vertice di maggioranza previsto giovedì, che riunirà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con i leader di Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Un appuntamento cruciale per definire la linea politica e orientare il lavoro della commissione Bilancio del Senato, ma le sensazioni che la proroga di Opzione donna e quota 103 vadano in porto, sono buone.

Pensioni 2026: L’aumento dell’età pensionabile dal 2027 e il nodo delle coperture per la riforma

Sul fronte dei requisiti anagrafici, resta aperto il confronto sull’adeguamento dell’età pensionabile previsto dalla legge Fornero in relazione all’aumento della speranza di vita. Dal 2027 sarebbe necessario lavorare tre mesi in più, ma la Lega – sostenuta da parte delle opposizioni – chiede di bloccare completamente l’adeguamento.

Il Ministero dell’Economia ha delineato una soluzione intermedia: un aumento graduale, con un mese in più dal 1° gennaio 2027 e due mesi ulteriori nel 2028. Il Parlamento sembra però orientato verso un blocco totale dello scatto. Per realizzarlo servono coperture certe, e il Carroccio propone un intervento fiscale: raddoppiare l’aumento dell’Irap previsto per banche e assicurazioni, oggi fissato a due punti. Con un ritocco a 2,5 punti, secondo la Lega, si potrebbe compensare anche l’eliminazione dell’aumento della tassazione sulle locazioni brevi, che la Manovra porta dal 21% al 26%.

La possibilità di prorogare Quota 103 e Opzione Donna per il 2026 è concreta, ma dipenderà dalla capacità delle forze politiche di individuare coperture sostenibili senza compromettere l’equilibrio complessivo della Manovra. Le prossime ore e il vertice di maggioranza saranno determinanti per capire se questa svolta troverà spazio nel testo definitivo.

52 commenti su “Riforma Pensioni 2026: proroga Quota 103 e Opzione Donna ? Arriva la svolta”

  1. Evviva … urra’ … abbiamo svoltato … abbiamo finalmente la riforma strutturale delle pensioni … una visione finalmente chiara, lungimirante e precisa … finalmente UGUALE per TUTTI … i nostri grandi esperti hanno finalmente partorito la riforma delle riforme … ehm … frena Pio … ehm … no no … un attimino … Pio … non vorrei deluderti ma … per la riforma delle riforme dobbiamo ancora attendere … hanno (forse) solo prorogato quota 103 contributiva con 7/9 mesi di finestra e bla bla bla … noooooo … ma quindi i fiumi di parole sprecati … i tanti articoli … le riforme promesse … eddai Pio … non essere choosy … ah ah ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
  2. Comunque stiano tranquilli “lor signori”…quota 103 e OD non scasserebbero certamente i conti pubblici. Sono misure per pochi intimi. Fanno apparire l’eventuale proroga come una “gentile concessione”! Non ci sono parole!!…

    Rispondi
  3. Ripristinare Opzione Donna nella versione originale è praticamente impossibile. Se già il Governo fa fatica a neutralizzare l’aumento di tre mesi per il raggiungimento della pensione di vecchiaia a 67 anni (parliamo di soli 3 mesi!!), figuriamoci come potrebbe consentire a metà dei cittadini italiani, cioè tutte le lavoratrici, di andare in pensione a 60 anni con 35 di contributi! Cioè di diminuire improvvisamente di ben sette anni (non tre mesi, ma sette anni!) l’età pensionabile per le donne. Impossibile. Se già non aumentare di tre mesi l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni dicono costerebbe circa 2 miliardi alle casse dello Stato, vi rendete conto di quanto costerebbe diminuire di sette anni l’età pensionabile per trenta milioni di donne!? Vi rendete conto dell’assurdità della vostra richiesta? Costerebbe molte decine di miliardi, cosa impossibile da realizzarsi in mancanza di coperture adeguate. Per cui state pure tranquilli: Opzione Donna giustamente verrà abrogata come già previsto, o al massimo rimarrà con i paletti già in vigore. Ricordatevi che opzione donna è nata nel 2004 come provvedimento provvisorio, tanto è vero che non è mai stata strutturale, bensì semplicemente prorogabile di anno in anno. E non ha mai costituito un diritto, come voi invece dichiarate, ma semplicemente una misura momentanea.

    Rispondi
    • A mio parere Opzione Donna dovrebbe rimanere per tutte quelle donne che si trovano al lavoro con il sistema misto.
      Senza paletti.
      Lo Stato ci guadagna perchè in cambio della persone si perde la parte contributivo.
      Non penso si tratti di tantissime lavoratrici.
      Questa sarebbe parità di trattamento nei confronti di chi è uscita prima proprio con Opzione.

      Rispondi
    • In Italia tutto è provvisorio, di riforma delle pensioni si parla da anni, ma non si affronta mai, i nostri politici si stanno mangiando l’Italia basta guardare quello che guadagnano per far finta di governare, opzione donna deve essere riconfermata è andrebbe migliorata senza tagliare i contributi versati dalle lavoratrici che se la chiedano è perchè hanno gravi problemi di salute e famigliari , quindi vediamo di aiutare chi ha bisogno, già è una vergogna che si discrimina tra donne con figli e senza, come dire donne di serie A e donne di serie B è comunque 35 anni di versamenti non sono pochi, e la pensione dovrebbe essere piena senza penalizzazioni, uno che non ha mai lavorato nelle vita a 67 anni prende la pensione di 670 euro, la minima e uno che versa x 35 anni 1100 euro è una grande ingiustizia.

      Rispondi
      • Ma allora quello che vale per le donne a maggior ragione dovrebbe valere anche per gli uomini. Perchè questi ultimi dovrebbero aspettare fino a 67 anni per godersi la pensione, visto che, oltretutto, svolgono i lavori più faticosi e pericolosi e in più hanno anche un’aspettativa di vita più bassa rispetto alle donne? La Costituzione parla chiaro: non può e non deve esserci discriminazione a favore di un sesso piuttosto che a favore di un altro. Ricordatevi che da vent’anni l’Italia è sotto procedura di infrazione europea proprio perchè discrimina gli uomini a livello pensionistico. Questo non vi dice niente? Tutti dovrebbero poter andare in pensione alla stessa età sulla base dei contributi versati. Non esiste che metà cittadini, solo perchè nati donna, debbano essere privilegiati e l’altra metà invece no. E’ ora di finirla con questa storia. I problemi ce li hanno tutti, non solo le donne.

        Rispondi
        • Peccato che ci sono persone che ancora oggi parlano di parità senza capirne il reale significato.
          Ringraziamo dio per il dono di ogni donna.. che per ogni uomo e sicuramente stata prima di tutto una madre…
          Dispiace per chi non ha provato amore verso una donna che e la propria madre w opzione donna

          Rispondi
  4. Se mi chiedi chi e’ … la riforma per te … io dico Elsa … lo sai perche’ ?? … perche’ se mi chiedono a me: “io ti do un privilegio in cambio di Elsa” … io dico no … ah ah ah ah !!!! … grandissimi Mario ed Elsa … sacrifici per tutti … basta privilegi … ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
  5. Nella Manovra 2026 sembra di assistere a un numero di equilibrismo politico: da un lato i conti pubblici da tenere in piedi, dall’altro maggioranza e opposizioni che – incredibilmente – si muovono all’unisono per far tornare Quota 103 e Opzione Donna sul palcoscenico parlamentare.

    Opzione Donna rientra come un’eroina attesa, spinta da un fronte bipartisan che riconosce finalmente il peso delle carriere spezzettate e dei carichi familiari delle lavoratrici. Quota 103, idem, torna su pressione di Lega e Forza Italia come una misura che il pubblico non vuole abbandonare.

    Il vero nemico resta però il drago delle coperture, con Giorgetti che avverte: ogni nuovo ingresso implica qualche uscita. Intanto la Lega propone di far pagare a banche e assicurazioni il conto del blocco dell’aumento dell’età pensionabile.

    Il 2026 potrebbe davvero diventare l’anno della “seconda vita” per queste misure, ma il finale si scriverà al vertice di maggioranza: lì capiremo se saranno protagoniste della legge o solo comparse di passaggio.
    Saluti
    Gigi Stock 😎✍️

    Rispondi
    • vedi Gigi , avevo detto , alcune settimane fa, che eliminare totalmente opzione donna e quota 103 era una vera carognata visto che erano misure per pochissime persone; quella del mese in più nel 2027 , se la togliessero, meglio, ma se rimane io me ne faccio una ragione; vedremo al vertice di maggioranza; saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
  6. Un saluto a tutti. Quota 41 flessibile (62 anni di età e 41 di anzianità contributiva) con penalità è l’unica soluzione ragionevole per introdurre una reale misura di flessibilità in uscita. La penalità, però, deve essere essere slegata dall’età anagrafica e inversamente proporzionale ai mesi mancanti al massimo contributivo che da accesso all’anticipata ordinaria. Perché per chi ha già 41 e più anni di anzianità contributiva il vero anticipo sono i mesi mancanti al massimo contributivo. Raggiunti 41 anni il lavoratore sa quanti è il “prezzo” di ogni mese di anticipo sul massimo costruttivo e decide consapevolmente quando uscire dal mondo del lavoro. Per chi è nel sistema misto (ovviamente tutti coloro che hanno almeno 41 anni di lavoro alle spalle), calcolo secondo le regole del sistema misto e poi applicazione penalità per mesi mancanti. Lo Stato nel medio termine ha un risparmio certo (per l’intera speranza di vita di chi aderisce alla misura), che anno dopo cresce per l’effetto cumulo dei risparmi su chi esce nell’anno x, poi nell’anno x+1, poi nell’anno x+2, ecc..

    Rispondi
    • Forse ti è sfuggito un particolare: la penalità di regola si intende applicata in base al “presunto” spazio temporale di godimento della pensione, mentre i contributi rimangono utili unicamente al calcolo dell’importo della stessa. Il principio è quello del coefficiente di trasformazione del montante contributivo, che varia in base all’età…

      Rispondi
  7. Salvinone Salvinone … promettesti il riformone … cancelleremo la Fornerone … ricevesti un bel votone … anche Giorg e la Melone … avevano sul visone … un grande sorrisone … ma dopo oltre tre annone … perbacco perbaccone … dite manca lo soldone … quindi niente riformone … ma allora sorge il domandone … se vedete Durigone … chiedete a lui una spiegazione … come mai per parlamentarone … solo 4 (circa) annone … mentre per il popolone … serve 44 (circa) annone … ora rispondi rispondone … super esperto durigone … ah ah ah ah !!!!

    Rispondi
  8. Vediamo se si decidono a fare questa benedetta 103 . Ma che non mettano i paletti che i requisiti vanno maturati entro dicembre 2025 . Allora sarebbe una doppia presa in giro.

    Rispondi
  9. Op donna sensa paletti altrimenti e sempre una presa per i fondelli basta toccare ape sociale lasciarla come è cosa vi cambia devono fare vedere che che cambiano le cose ma se le cambiate in peggio volete farci morire al lavoro

    Rispondi
    • Risparmiano i soldi per la prossima finanziaria, in primavera 2027 ci saranno le elezioni politiche e vederete che delle novità usciranno solo a Novembre/Dicembre 2026, ora è troppo presto.

      Rispondi
  10. Vediamo se si decidono a fare questa benedetta 103 . Ma che non mettano i paletti che i requisiti vanno maturati entro dicembre 2025 . Allora sarebbe una doppia presa in giro.

    Rispondi
  11. Auspico anch’io in una soluzione anche per chi è nel misto. per noi nessuna possibilità, non è giusto che chi ha lavorato di più non possa avere una possibilità di andare i pensione senza dover necessariamente aspettare. È una vergogna, le aspettiamo vita si, ma in che condizioni, soprattutto per le donne che sono sfinita tra casa , famiglia e lavoro, quanto si rende!?

    Rispondi
  12. Basta hanno rotto, si trovano i finanziamenti per tutto, per le pensioni è sanità nulla, la gente è stanca, Io penso che 40 anni abbastano per prendere una pensione misera non pensano alla salute della gente ma avremo il diritto di goderci figli nipoti sti untimi anni di vita.

    Rispondi
  13. Auspico fortemente la riapertura ad un confronto per la conferma di Opzione Donna per coloro che sono nel sistema misto e non riescono a raggiungere l’anticipata Fornero. Nella scuola conosco tante colleghe che a 60 anni non ne possono più e riversano tutte le loro speranze nella conferma di Opzione Donna pur di non aspettare la pensione di vecchiaia.

    Rispondi
    • felice di rivedere i tuoi commenti; mi raccomando, non fare come qualche collega che a 69 anni ancora va a scuola; ma a lui piace; contento lui contenti tutti; saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
      • Bentrovato Paolo Prof. Sono molto contenta di essere in pensione, non ho nessun rimpianto!
        Penso però alle mie colleghe sessantenni a scuola che non ce la fanno proprio ad aspettare la pensione di vecchiaia. Devono conciliare le esigenze familiari sempre più pressanti con l’età che avanza con il lavoro a scuola sempre più burocratizzato e demotivante. Per loro spero in una conferma dell’Opzione Donna possibilmente alleggerita dai tutti quei paletti che finora hanno ristretto la platea in modo iniquo.
        Un saluto a te e ai gestori del sito

        con le l

        Rispondi
  14. Elenco follia … baby, opzione donna, parlamentari, usuranti, ape, quota 100, 102, 103, 103 contributivo, anzianita’, vecchiaia, bonus Giorgetti, ecc. … ah ah ah ah … serve una riforma strutturale UGUALE per TUTTI !!!!

    Rispondi
  15. Ma quale 103 oppure APE SOCIALE la verità è che bisogna collocare a riposo subito le persone a 63 65 anni senza se e senza ma, considerando per ognuno la propria posizione contributiva. Basta con sta storia delle coperture perchè per le armi e per altre cazzate come i centri in Albania i soldi Li trovano.

    Rispondi
  16. Buon giorno Pensionipertutti.
    Credo che si siano accorti di aver fatto una cappellata a togliere Opzione Donna.
    Rimarranno i paletti? L’importante è portarla viva alla prossima legislatura.
    Detto questo, rimango del mio parere: Opzione Donna deve essere lasciata per tutte le donne ancora al lavoro con il sistema misto, senza paletti. Non credo che siano tante. E lo Stato ne avrebbe un vantaggio.
    Perchè negare questa opportunità?

    Rispondi
    • Sono d’accordo deve essere ripristinata come l’originale, senza tutti i paletti come essere invalide assistere familiari invalidi o essere state licenziate, altrimenti rimane un opzione solo per pochissime donne.

      Rispondi
  17. Pensano di cavarsela così riproponendo due strumenti di anticipo pensionistico del tutto sconvenienti. A mio parere il governo ( e se vuole ha ancora il tempo tecnico per farlo ) dovrebbe proporre la quota 41 flessibile e rendere opzione donna piu’ attrattiva.

    Rispondi
    • caro carlo, diciamo pure che il cantiere, in termini di manovra economica, è aperto; vedremo alla fine cosa accadrà; se poi hai una pensione integrativa allora c’è la RITA; ma calcolare giusto e non fare il passo più lungo della gamba; saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
  18. Buongiorno. Sono d ‘accordo con la sig.ra Armellato. Opzione donna come strutturata ora è praticamente inaccessibile a chi come me vorrebbe finalmente lasciare il mondo del lavoro. Noi donne nella nostra vita abbiamo fatto di tutto per la famiglia, genitori e casa e lavoro… La vita è una, non dimentichiamolo mai. Il mio suggerimento? Far scegliere alle donne di lasciare il lavoro dai 60/62 anni calcolando semplicemente la quota di pensione in base ai contributi versati. Se sta bene noi percepire una pensione minimamente dignitosa, cosa importa di fronte a UNA, UNA VITA…. Cari saluti, Ornella.

    Rispondi

Lascia un commento