Il dibattito sulla riforma delle pensioni torna ad animare il confronto politico. Dopo mesi in cui il tema previdenziale sembrava essere passato in secondo piano, nelle ultime settimane sono emerse nuove indiscrezioni su una possibile misura che consentirebbe ai lavoratori di lasciare il lavoro a partire dai 64 anni di età.
Al momento non esiste ancora una proposta ufficiale né un testo normativo depositato, ma all’interno della maggioranza si starebbe lavorando a un progetto che punta a introdurre maggiore flessibilità in uscita, mantenendo al tempo stesso l’equilibrio dei conti pubblici. Una sfida complessa che il governo dovrà affrontare nei prossimi mesi, soprattutto in vista della prossima legge di Bilancio.
Le ipotesi allo studio coinvolgerebbero direttamente il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, impegnati nella ricerca di una soluzione che possa rappresentare un primo passo verso il superamento della legge Fornero.
Pensione a 64 anni: come potrebbe funzionare la nuova riforma pensioni
L’ipotesi attualmente allo studio prevede una forma di pensionamento anticipato volontario accessibile a partire dai 64 anni.
Secondo le prime indiscrezioni, il meccanismo sarebbe basato sul sistema contributivo. Ciò significa che l’importo dell’assegno verrebbe calcolato esclusivamente sui contributi effettivamente versati durante la carriera lavorativa, senza particolari vantaggi derivanti dal vecchio sistema retributivo.
Proprio questa caratteristica consentirebbe di contenere i costi per lo Stato e rendere più sostenibile l’introduzione di una maggiore flessibilità pensionistica.
Restano però ancora numerosi aspetti da chiarire. Tra i punti oggetto di valutazione figurano:
- il numero minimo di anni di contributi richiesti;
- l’eventuale importo minimo della pensione;
- il possibile utilizzo del trattamento di fine rapporto (TFR);
- il coinvolgimento della previdenza complementare per integrare l’assegno.
Si tratta di elementi decisivi che potrebbero determinare la platea effettiva dei lavoratori interessati dalla misura.
Riforma pensioni 2026: perché il governo valuta una nuova uscita anticipata
Dietro il progetto non vi è soltanto l’obiettivo di offrire un’alternativa ai 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia.
Secondo i sostenitori della proposta, una maggiore flessibilità in uscita potrebbe favorire il ricambio generazionale nelle aziende e contribuire a rendere più dinamico il mercato del lavoro. Un tema che torna particolarmente attuale in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale sui processi produttivi.
La Lega sta inoltre portando avanti una riflessione sul modo in cui viene contabilizzata la spesa pensionistica italiana. Attualmente il sistema previdenziale registra una spesa complessiva superiore ai 320 miliardi di euro all’anno, ma una quota rilevante di queste somme ritorna allo Stato attraverso il pagamento dell’IRPEF da parte dei pensionati.
Secondo questa impostazione, una diversa lettura dei dati potrebbe evidenziare margini finanziari più ampi rispetto a quelli tradizionalmente considerati e consentire l’introduzione di nuove misure di flessibilità.
Naturalmente ogni eventuale intervento dovrà essere attentamente valutato dal Ministero dell’Economia, dalla Ragioneria Generale dello Stato e dall’INPS, chiamati a verificare la sostenibilità finanziaria di qualsiasi modifica al sistema previdenziale.
Per il momento il governo mantiene un atteggiamento prudente e non sono previste decisioni immediate. Tuttavia, il ritorno del tema pensioni al centro del confronto politico rappresenta un segnale importante per milioni di lavoratori che attendono da anni una riforma capace di offrire maggiori possibilità di scelta nel momento dell’uscita dal lavoro.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire se la pensione a 64 anni potrà trasformarsi da semplice ipotesi a misura concreta, magari trovando spazio nella prossima legge di Bilancio. Fino ad allora, l’unica certezza resta che il cantiere della riforma delle pensioni è tornato ufficialmente aperto.

A mio avviso la Lega fara’ qualche proposta sulle pensioni anche per cercare di confondere un po’ le acque prima delle elezioni e far dimenticare agli elettori le promesse che aveva fatto, per esempio Quota 41 Secca (senza paletti) entro fine legislatura…
La legislatura sta finendo e non si vede traccia di Quota 41 Secca…e direi che non hanno per niente azzerato la legge Fornero …come faranno a chiedere ancora il voto agli elettori ?
Non ci sarà mai nessun governo che azzererà la Fornero, è troppo bella e gradita all’Europa e ai mercati finanziari….e quelli che l’hanno firmata lo sapevano benissimo!😀
Meglio rimanga la tanto bistrattata legge Fornero, visto che non saranno capaci a fare una riforma alternativa.
43 anni di contributi e 67 di età . Per sempre cosi almeno uno sa con precisione quando andrà in pensione e non come adesso aspettare la legge di bilancio per sapere di che morte si muore.
E’ una vergogna continuare a pagare IRPEF da pensionato come quando lavoravo.
Il 23% (minimo) rientra nelle casse dello stato e va ad abbassare notevolmente i mille mila miliardi di debito INPS che ci sventolano sotto il naso ad ogni occasione.
Dove prendere i soldi?
Da quel ponte che vuole solo Salvini e la mafia e da quei fondi destinati alla difesa (li ci hanno messo un attimo a stanziarli), cosa pensate che ci invada la Russia? attaccherà 27 stati europei ? 32 stati aderenti alla NATO? ma per piacere !!!!!
Saluti
Fabio
Sig. Fabio, meglio la legge Fornero anche no, sinceramente. Non dobbiamo sottovalutare il fatto che attualmente l’Italia ha la legge pensionistica peggiore dell’Europa Occidentale. Sono ben pochi i paesi nei quali l’età normativa per andare in pensione è fissata a 67 anni. Mediamente, nei paesi dell’Unione Europea l’età media del pensionamento non supera i 65 anni. In Francia addirittura è ancora ferma a 62 anni e ancora nessun governo è riuscito ad alzarla, a causa delle proteste dei cittadini e dei sindacati. Qui da noi i governi aumentano l’età pensionabile con una facilità incredibile, senza nessuno che opponga resistenza. Il pretesto è sempre quello del debito pubblico, ma in realtà è solo una scusa, perché altri paesi hanno debiti pubblici simili al nostro.
Guardando alla età media di uscita dal mondo del lavoro, non mi pare che il confronto mostri una situazione drammatica per quella italiana.
https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Pensions_and_labour_market_participation_-_main_characteristics
Bravissimo!
Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno.
La legge Fornero è stata un “massacro” per tanti nell’immediato e tantissimi (come noi) nel futuro.
Basta con queste caxxate del “non ci sono le coperture”, se qualcuno ha sbagliato a fare i conti prima non dobbiamo essere noi a pagarne le conseguenze.
I soldi li trovino da qualche altra parte ma non dalle nostre tasche!
fabio, non dire meglio che rimanga la Fornero; la legge Fornero poteva essere valida 10-15 anni fa; ora non è attuale per i tempi del digitale; la loro filosofia è: viste le poche nascite che la gente rimanga a lavorare; la riforma migliore sarebbe la riforma Perfetto e c. l’attueranno? speriamo; meglio tardi che mai; saluti as te e si gestori del sito
Buongiorno.
https://www.facebook.com/legasalvinipremier/videos/claudio-durigon-sky-economia-1512026/1661753241906102/
La questione dirimente, in questa proposta della Lega, è, e sarà sempre, il problema dell’eventuale importo minimo di pensione da dover obbligatoriamente raggiungere per andare in pensione a 64 anni. In Francia ad esempio, paese con un debito pubblico simile al nostro, l’età minima richiesta sarà presto portata dagli attuali 62 ai 64 anni. Un’età uguale per tutti, giustamente senza distinzione di sesso. E un’età, soprattutto, che non mi risulta richieda una soglia minima di importo per poter andare in pensione. Tutti potranno andare in pensione a 64 anni, indipendentemente dal fatto che tu abbia maturato una pensione da 3000 euro o una pensione da 600 euro. Ed è giusto che sia cosi. Sarò io, futuro pensionato, a giudicare se quell’importo mi può bastare oppure no. Ognuno è libero di scegliere. In fin dei conti, io potrei anche avere fonti di reddito aggiuntive che mi integrano la mia pensione. Ad esempio posso avere un appartamento da mettere a reddito. Posso avere una pensione privata integrativa. Posso avere un gruzzolo in banca sufficiente a farmi vivere dignitosamente anche se percepisco una pensione INPS da 700 euro al mese. Saranno cavoli miei se mi basta o no! Che gliene importa al governo! A meno che non si tratti solo di un pretesto affinché in pensione a 64 anni ci vadano meno persone possibili, o meglio quasi nessuno se l’importo minimo richiesto e’ di 1600 euro al mese come attualmente previsto (ovvero tre volte la pensione sociale). Ma allora si tratterebbe di una presa in giro bella e buona. Fingere di cambiare tutto perché alla fine niente debba davvero cambiare. La credibilità della proposta della Lega si misurerà proprio su questa questione dirimente.
vedi Francesco, hai centrato al 1000% il problema; l’importo minimo è fatto apposta per fare in modo che quasi nessuno colga l’occasione; il tutto contributivo, secondo i loro calcoli, deve andare in pensione tardissimo e non certo a 64-65 anni; la proposta dei 64 anni, tutta contributiva, è per fregare 10 anni circa di retributivo; e i coefficienti di trasformazione? a 64 anni sono scarsetti ma è tutto relativo perchè quello che è scarsetto per uno può essere buono per un altro; staremo a vedere ma il punto l’hai colto; saluti a te e ai gestori del sito
Io la vedo in un altro modo: l’importo minimo serve per capire se coloro che potrebbero beneficiare dell’eventuale provvedimento allo studio abbiano contribuito veramente durante l’arco della vita lavorativa, e non magari in minima parte ed il resto in “black”. Anche perchè pare difficile riuscire a campare con determinate cifre senza avere entrate “alternative”. Poi ci sta anche la riduzione della platea di beneficiari……….Saluti paolo prof, a te e tutto il forum.
Se non ricordo male una volta il dott. Perfetto, che saluto, spiegò che arrivare a certe cifre con il tutto contributivo è per redditi medio alti se non alti; io penso che sia solo uno specchietto per le allodole e basta; comunque vedremo; saluti a te e ai gestori del sito
…pensare che le forze armate fino a ieri hanno avuto 5 anni regalati di contributi ( che pagano tutti gli altri comparti di lavoro) e ora ne hanno comunque 3 regalati oltre a tutti gli altri benefit sul calcolo e sull’età.
A noi ci chiedono l’importo minimo ! 45 anni di lavoro 70 di età ecc ecc
C’entra poco con quello che ho scritto io…. cmq è una scelta che potevi fare benissimo anche tu se la reputavi così vantaggiosa….
Buongiorno.
Molto di quanto sostieni è vero, non tutto.
La Lega è al 6%, non conta più nulla o quasi.
Io penso che che buona parte dei guai dipendano dal fatto che ci sono Sati che i controlli sui loro “sudditi” li fanno da subito; comunque dall’età da dedicare allo studio o da quella da dedicare al lavoro.
Altri Stati lo fanno poco o non lo fanno affatto.
Senza dimenticare che molti stipendi sono da fame, è difficile dire se nel corso della vita si sia stati dei contribuenti fedeli, un tantino meno fedeli, o infedeli.
Quindi l’errore è alla base del “sistema” più che alla fine.
Fatto è che quando arriva la vecchiaia lo Stato è chiamato, più di prima, a sostenere quei costi che definiamo il welfare.
Ma in una società sempre più individualista e consumista dove contano:PIL e debiti, quei conti che non si sono fatti prima si devono fare dopo.
Per cui ad evitare che il giorno dopo, o quasi, che parte delle persone che si sono pensionate dicano: “non ce la faccio più, ho bisogno di un sostegno, mi serve la quattordicesima, quando arriva bonus, e via dicendo.”
Uno Stato indebitato fino al collo si vede costretto a dirti che: data la situazione, devi continuare a lavorare, altro che uscire a 64anni e così non pianta dei paletti ma erige dei veri e propri muri.
Condivido completamente quanto sostieni. Bravo! Anche io, e penso quasi tutti i futuri pensionandi, siano per l’eliminazione della condizione dell’importo minimo. Mi auguro che il sig. Durigon in qualita’ di esponente titolato per la prossima ” riforma ” legga quanto hai scritto e ne tragga le dovute conseguenze. Ti saluto e rinnovo i complimenti per quanto hai scritto.
Francesco for president!
Il tuo discorso non fa una grinza
Fatti non parole
C’è da capire se l’anticipata Fornero rimane o viene tolta, io con 62 anni e 39 di contributi potrebbe essere interessante uscire fra 2 anni invece che 4. Ma per quelli che hanno iniziato a 15 anni a lavorare devono uscire anche loro a 64, non mi sembra assolutamente corretto.
Staremo a vedere l’evoluzione
vedi Roberto, sono tutte proposte che lasciano il tempo che trovano; da anni a partire da maggio- giugno si fanno proposte che poi si scontrano con quello che dice Giorgetti che si preoccupa di varie cose tra cui procedura d’infrazione etc; al 99% sarà una proposta quasi irricevibile; ci sono in ballo gli anni di retributivo; la tendenza del governo è che la gente stia a lavorare più possibile; flessibilità a partire dai requisiti Fornero; un mio amico finirà quest’anno a scuola; poteva terminare 2 anni fa con i requisiti Fornero; comunque vedremo; saluti a te e ai gestori del sito
Persa ogni credibilità
penso sia inutile fare promesse pubbliche a Pontida se poi non le mantieni per nulla (neanche l’abolizione del canone tv)…la Fornero ha potuto prenderli in giro in tv, direi che e’ il minimo che devi aspettarti…la critichi aspramente per anni e poi fai peggio ?!
piuttosto facile andare in parlamento grazie a false promesse, ma poi la tua credibilita’ va a zero !
La norma è già esistente. Si discute di ampliarla ai lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 1996, se rinunciano al sistema misto per quello contributivo. Un po’ quello che succedeva per quota 103, ma con la soglia a 64 anni invece che a 62 anni. In più vietare a chi opta per il contributivo come avvenuto fino a oggi, di andare a 64 anni (vedi quelli che hanno riscattato la laurea con il metodo agevolato) è discriminatorio e anticostituzionale.
Bene vorro’ vedere se hanno il coraggio di togliere la condizione dell’importo minimo.
La solita fuffa, quando hanno voluto aumentare la soesa in armi ,per ora ben 16 miliardi in piu all anno, non ci sono stati ptoblemi.
bla, bla, bla…. fatti non parole!
Mi sa tanto di notizie per paura di perdere alle prossime elezioni politiche visto che non hanno mantenuto nessuna promessa circa la flessibilità in uscita. Purtroppo è difficile credere a questa maggioranza che ha promesso mari e monti ma poi per noi aspiranti pensionati sono stati solo dolori.
piu’ che difficile direi che e’ impossibile credere a chi ha proclamato a gran voce promesse risultate poi false promesse elettorali
A casa! Concordo in pieno.
Via questi incantatori!
Lo ammetto, mi hanno fregato una volta ma di sicuro non farò lo stesso errore.
Boomers, siamo tantissimi e abbiamo un potere esagerato: basta tracciare una croce nel posto giusto sulla scheda elettorale…
Non dimentichiamolo il prossimo anno!
Il problema è proprio quello! Tra tutte le caselle dove poter fare una crocetta alle prossime elezioni non ne vedo nemmeno una che abbia intenzione di modificare la legge Fornero, se non con qualche piccolo e temporaneo provvedimento “ad hoc” per dare un pò di fumo negli occhi al proprio elettorato, qualunque esso sia.