Riforma Pensioni 2026: torna l’ipotesi uscita a 64 anni per superare la Fornero

Il dibattito sulla riforma delle pensioni torna al centro dell’agenda politica. Dopo anni caratterizzati da interventi limitati e proroghe temporanee, nella maggioranza si riapre il confronto su una revisione più ampia del sistema previdenziale, con l’obiettivo dichiarato di introdurre maggiore flessibilità in uscita e superare gradualmente l’impianto della riforma Fornero.

A rilanciare il tema è stata la Lega, che sta lavorando a una proposta che potrebbe consentire ai lavoratori di lasciare il lavoro a partire dai 64 anni di età attraverso un meccanismo basato sul sistema contributivo. Al momento non esiste ancora un testo definitivo, ma i primi confronti all’interno del governo sembrano aver già coinvolto il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

Pensione a 64 anni, la Lega prepara una nuova proposta

L’idea allo studio sarebbe quella di creare una nuova forma di pensionamento anticipato volontario che permetta l’uscita dal mercato del lavoro prima dei 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia.

Secondo le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, il meccanismo dovrebbe essere basato su un calcolo interamente contributivo dell’assegno, una soluzione che consentirebbe di ridurre i costi per lo Stato rispetto ad altre formule di pensionamento anticipato.

Al momento restano però numerosi aspetti da definire. Tra questi:

  • l’eventuale soglia minima dell’assegno pensionistico;
  • il numero di anni di contributi richiesti;
  • il possibile utilizzo del TFR;
  • il coinvolgimento della previdenza complementare.

Si tratta quindi di un progetto ancora in fase di elaborazione tecnica, sul quale il governo mantiene la massima prudenza.

Il nodo dei conti pubblici e la “operazione verità” sulla spesa pensionistica

Uno degli elementi centrali della proposta riguarda il modo in cui viene calcolata la spesa previdenziale italiana.

Attualmente la spesa per pensioni supera i 320 miliardi di euro annui, mentre le entrate contributive si attestano intorno ai 290 miliardi. Tuttavia, secondo la Lega, questi numeri non rappresenterebbero completamente il peso effettivo del sistema perché una parte consistente delle somme erogate ai pensionati ritorna immediatamente nelle casse pubbliche attraverso la tassazione IRPEF.

L’idea avanzata dal sottosegretario Durigon è quella di effettuare una sorta di “operazione verità” sui conti della previdenza, distinguendo meglio tra la spesa lorda e quella effettivamente sostenuta dallo Stato.

Secondo questa impostazione, una diversa lettura dei dati potrebbe consentire di individuare margini finanziari per introdurre nuove forme di flessibilità pensionistica senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici.

Naturalmente ogni eventuale intervento dovrà passare al vaglio del Ministero dell’Economia, della Ragioneria Generale dello Stato e dell’INPS, chiamati a verificare la sostenibilità finanziaria delle misure.

Perché si torna a parlare di pensionamento anticipato

Dietro la proposta non c’è soltanto una questione previdenziale. Da tempo una parte della maggioranza sostiene che un’uscita anticipata dal lavoro possa favorire il ricambio generazionale nelle aziende e agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

Il tema assume oggi una rilevanza ancora maggiore alla luce delle profonde trasformazioni che stanno interessando il mondo produttivo, dall’automazione all’intelligenza artificiale, che potrebbero modificare significativamente l’organizzazione del lavoro nei prossimi anni.

Secondo questa visione, offrire una possibilità di pensionamento volontario a 64 anni potrebbe rappresentare uno strumento utile sia per i lavoratori vicini alla pensione sia per le imprese impegnate nei processi di rinnovamento tecnologico.

Riforma pensioni, nessuna decisione definitiva ma il confronto è aperto

Al momento non esistono ancora norme approvate né provvedimenti imminenti. Il governo continua a mantenere un approccio prudente e ogni eventuale riforma dovrà trovare coperture finanziarie adeguate.

Tuttavia, il fatto che il tema sia tornato sul tavolo dell’esecutivo rappresenta un segnale importante. Dopo anni di discussioni concentrate principalmente sulle proroghe di misure esistenti, come Ape Sociale e Quota 103, si torna infatti a ragionare su una revisione strutturale del sistema previdenziale.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se l’ipotesi di una pensione flessibile a 64 anni riuscirà a trasformarsi in una proposta concreta da inserire nella prossima legge di Bilancio oppure se resterà soltanto una delle tante ipotesi di riforma discusse negli ultimi anni.

Per milioni di lavoratori italiani che guardano con preoccupazione all’aumento dell’età pensionabile previsto nei prossimi anni, il cantiere della riforma previdenziale è dunque ufficialmente riaperto.

35 commenti su “Riforma Pensioni 2026: torna l’ipotesi uscita a 64 anni per superare la Fornero”

  1. Ricordiamoci però che, gli italiani, siamo quelli del “contratto miracolo con Berlusconi” del non più tasse, non più bollo auto, non più imu, del milione di posti di lavoro, da allora siamo andati avanti a chi la spara più grossa, con Salvini e la Meloni, “aboliremo la Fornero, faremo quota 41, via le accise e potrei continuare così all’infinito. Insomma, per dirla in breve, La Solita aria fritta alla quale voi (io NOOO!!!) continuerete a dare il vostro consenso. Ma non preoccupatevi, mentre le famiglie non arrivano a fine mese, con la riforma elettorale, che ora diventata la priorità, risolveranno tutto!!!!!!
    ha, ha, ha, ha……… chi e causa del suo mal pianga se stesso!!!

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    • Caro peppe, l’aria fritta ci sarà da una parte , potrei essere d’accordo. Per i voti tutto va bene . Come va bene lo sperpero di risorse pensato e attuato malissimo che c’è dall’altra parte , sempre per i voti credo…vedi reddito di cittadinanza, bonus 110, banchi a rotelle ecc ecc.
      Da una parte si spara grossa, dall’altra parte si attua grossa. Entrambi con il medesimo risultato quando l’EU chiude i rubinetti.

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      • Vedi Ale, non mi pare sia proprio così, va bene per la restrinzione del RdC che andava gestito con molta sobrietà, cosi come il Bonus 110 (che personalmente non ho condiviso ne prima ne durante ne dopo e che pure questo governo ha mantenuto per un bel po) tuttavia non mi pare i soldi risparmiati, che venivano indicati uno sperpero, (ed in buona parte lo erano) i venditori di fumo, li abbiano utilizzati meglio, anzi, ti debbo dire che li hanno utilizzati anche peggio, coprendo i condoni degli evasori fiscali e la fla tax per i redditi alti sopra i 30 mila euro, così come sicuramente faranno adesso con con lo sforamento del 3,1 del debito consentito dall’Europa (circa 14 miliardi di euro) e le pensioni? gli stipendi da fame con la quale non si arriva alla fine del mese? ebbè quelli possono aspettare!!! anzi, aspettiamo la riproposizione dei vecchi miracoli (alla quale se ne aggiungeranno probabilmente anche degli altri nuovi) dei messia Meloni, Salvini, Tajani, ai quali adesso si aggiungerà Vannacci!!
        Povera italia!!!!!!!!!!!!

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        • Gli stipendi da fame sono il risultato di decenni di attività politica dove la sinistra poteva e doveva fare una rivoluzione per fare in modo che non si arrivasse oggi con questa miseria . Invece ha addirittura permesso un blocco del contratto di settore per 10 (dieci) con i sindacati scomparsi. Persi 3 rinnovi di contratto in quel periodo …che mi porterò fino alla morte in perdita economica . E quelli assunti in quel periodo sono hanno già perso un bel pò di contributi grazie a stipendi più bassi. Con questo non voglio dire che la destra abbia incentivato a fare meglio sugli stipendi. Certo che da una politica che doveva essere moooolto più vicina ai lavoratori quella mi ha deluso e tanto.
          Ora ci saranno altre promesse sia a dx che a sx . Il solito gioco che renderà ancora più povera l’Italia per quanto riguarda il trattamento pensionistico e la serenità del lavoratore anziano.

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          • A quanto sembra il Partito Democratico ha depositato una proposta di legge allo scopo di contenere la fuga all’estero dei giovani italiani perché, si dice, che questo: “ci sia costato 170 miliardi di Euro”. Proposta che, tra i vari intendimenti, intende elargire loro un aumento salariale di 200 euro al mese limitato ai primi tre anni di nuovi contratti stabili e attivati per gli under 35.

            Dunque mi viene da pensare che in Italia, oltre alla difficoltà di trovare un posto di lavoro, ciò che ti potrebbe capitare, se lo trovi, è di essere pagato poco.

            Allora, per non apparire di parte, per non essere “un don Camillo ma nemmeno un Peppone” senza offesa alcuna, ben conocendo la situazione ho preferito porre la domanda all’intelligenza artificiale.

            Tema:“stipendi all’estero” e visto che la segretaria del PD è nativa Svizzera, riferendomi a titolo d’esempio allo stipendio di un lighting designer architettonico che l’intelligenza artificiale stima, in Italia, aggirarsi tra i 25.000 e 45.000 € lordi all’anno, ho chiesto un paragone tenuto conto di quanto siano legati all’area geografica e all’esperienza.

            Per fare un confronto che abbia un senso (anche politico) a questo punto ho posto a confronto Milano e Zurigo.

            Milano: Simbolo e capitale del design, della moda e anche dell’illuminazione architettonica in Italia, perché offre un panorama creativo ricchissimo e la presenza dei più prestigiosi studi e produttori di apparecchi illuminanti a livello globale. Ma che, tuttavia, soffre di una forte saturazione e di budget di progetto mediamente più contratti.

            Zurigo: Un indubbio hub finanziario ed economico dove i progetti legati all’architettura, alle infrastrutture pubbliche e agli eventi aziendali godono di budget imponenti; il cui mercato richiede standard tecnici elevatissimi, precisione ingegneristica e, nella maggior parte dei casi, una conoscenza fluente del tedesco.

            Le retribuzioni, fatti salvi i luoghi, da che mondo è mondo si formano principalmente in base agli anni d’esperienza sul campo. La risposta ha evidenziato sia un netto divario nei guadagni sia del costo della vita.
            A Zurigo lo stipendio medio di un designer illuminotecnico è circa tre volte superiore rispetto a Milano, anche se le spese quotidiane riducono sensibilmente questo vantaggio nominale.
            I salari medi stimati, tenuto conto dell’esperienza, sono espressi nelle valute locali (Euro per l’Italia, Franchi Svizzeri per la Svizzera):

            Vi mostro i risultati.

            Livello di esperienza MIilano: (Euro).
            Entry Level (1-3 anni) 23.000 € – 26.000 €
            Mid Level (4-8 anni) 28.000 € – 35.000 €
            Senior (8+ anni) 38.000 € – 52.000 €

            Livello di esperienza a Zurigo (CHF).
            Entry Level (1-3 anni) 55.000 CHF – 60.000 CHF
            Mid Level (4-8 anni) 65.000 CHF – 80.000 CHF
            Senior (8+ anni) 85.000 CHF – 110.000 CHF

            Il costo della Vita a Zurigo è tra i più cari al mondo. Gli affitti sono circa il doppio rispetto a Milano, e i costi legati a servizi, assicurazione sanitaria obbligatoria, trasporti e tempo libero sono decisamente elevati. Ma nonostante tutto questo la capacità di risparmio a fine anno resta in valore assoluto, nettamente superiore a quella di Milano. Il perché è dovuto all’imposizione fiscale sul reddito che è decisamente più bassa rispetto alla nostra tale da giustificare quel 3 volte il salario netto italiano in busta paga.

            Orbene personalmente mi auguro che la proposta del PD venga accolta, ma dubito che altri raffronti estesi di cui questo è un semplice esempio (che conosco e confermo) possa far si di limitare le partenze.
            per concludere:
            Uno stage necessario perchè previsto dai crediti universitari richiesti, di una durata di 6 mesi, svolto presso uno studio di light design svizzero, viene mediamente viene retribuito con almeno 2.500 CHF al mese!
            Mentre al termine di ogni anno il titolare discute col dipendente l’adeguamento dello stipendio per l’anno a venire.

            Non credo difficile allora comprendere che: bassi stipendi generano basse pensioni nonostante si versi il 33% di contributi. Ma non so trovare altre cause o ragioni se non pensato per garantire la concorrenza in una situazione di presunto libero mercato.

  2. 64 anni contributivo … ah ah ah ah ah ah … servono articoli e attente analisi … ah ah ah ah ah ah …. uno spettacolo comico fa meno ridere … supereremo la Fornero … quota 100, 102, 103 … quota 41 … iso pensione, opzione donna, lavori usuranti … ora quota 64 contributiva … ah ah ah ah ah ah … vogliono quindi superare la Fornero peggiorandola …. ah ah ah ah ah ah … siamo alla follia … grandissimi Elsa, Durigone e Salvinone … ah ah ah ah ah ah … ma voi parlamentari dopo quanti anni di legislatura vi assicurate la pensione a 65 anni ?? … circa 4 ?? … per voi quindi i soldi ci sono ?? … nessuno che mi risponde … chissa’ come mai … ah ah ah ah ah ah … 64 anni contributivo … ah ah ah ah … e la fanno passare come una cosa buona per noi … ma che bravi che siete … grazie … ah ah ah ah … siete troppo buoni … ah ah ah ah … italianiiii … vot’Antonio vot’Antonio … Antonio la Trippa !!!!

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    • Rispondo al Sig. Pio … Sig. Pio, suvvia … non sia choosy … loro hanno a cuore il bene del popolo … ah ah ah ah ah ah … lo fanno per voi … ah ah ah ah !!!!

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  3. La lega pensa di fare quello che aveva fatto sbandierando quota 41 per tutti prima delle elezioni passate. Ora ci riprova per non sparire definitivamente dalla politica.
    Invece sparirà proprio con le prossime elezioni del 2027 perchè è giusto così dopo aver preso in giro per un decennio con la storiella di quota 41.
    Inoltre questa nuova proposta è una presa in giro. A 64 anni, tutto con il contributivo anche per chi avrebbe il misto e con un minimo di 1500 euro al mese ! Dovresti prendere uno stipendio minimo di 2500 euro netti per tutta la vita lavorativa per poterci andare.
    L’ennesima presa in giro di chi ormai è alla fine.

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    • in effetti dopo aver promesso Quota 41 senza paletti ed entro fine legislatura qualcosa devono tentare per confondere le acque e cercare di stemperare la figuraccia per questa promessa che non e’ stata minimamente mantenuta…ma penso che gli elettori non siano stupidi …alcuni li puoi ingannare una volta, ma alle elezioni successive non ci casca nessuno !

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      • Il prossimo anno si vota.
        Ricordiamoci delle promesse false.
        Boomers, siamo in tanti e possiamo dare una bella risposta a questi truffatori.
        Un saluto a tutti!

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  4. Ho letto su un sito di approfondimento, purtroppo non ne ricordo il nome in questo momento, che in realtà, ciò che la Lega intende proporre come riforma, non è abbassare l’età del pensionamento di vecchiaia dagli attuali 67 ai 64 anni, come tutti sono portati ingenuamente a pensare leggendo questo articolo. Semplicemente, l’intenzione della Lega è soltanto quella di estendere ai lavoratori in regime di contribuzione mista (in pratica tutti i lavoratori assunti prima del 1996) ciò che già adesso è previsto per i contributivi puri. Ossia, la possibilità di andare in pensione si’ a 64 anni, ma però soltanto in caso di un importo minimo di pensione non inferiore a tre volte la pensione sociale, cioè in pratica almeno 1500 euro al mese!!! In sostanza, quasi nessuno avrà la possibilità di andare un pensione a 64 anni, perché pochissimi andranno in pensione con un importo così elevato!! Quindi, a conti fatti, tutto resterà sostanzialmente come prima: quasi tutti potranno andare in pensione non prima dei 67 anni. Scoperto quindi l’inganno. Si tratta ancora una volta di una vera e propria frode propagandata dalla Lega esclusivamente per motivi elettorali. Nulla di nuovo sotto il sole.

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    • Buona sera.

      L’articolo recita … “L’idea allo studio sarebbe quella di creare una nuova forma di pensionamento anticipato volontario che permetta l’uscita dal mercato del lavoro prima dei 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia”.

      Dunque non vedo l’idea di sopprimere le regole della pensione di vecchiaia vigenti ; ma solo la possibilità di estenere quelle dei contributivi puri (quelli del dopo 1996), anche ai restanti misti ma … a pari RESTRIZIONI.

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  5. tutti si indignano per l’ipotesi di una patrimoniale…. ma da quanti anni e’ in corso una patrimoniale sulle pensioni future? …dove a pagare pero sono i piu poveri….. i futuri pensionati… gente che ha un potere di acquisto sul reddito da lavoro sembra piu basso… gente che non potra usare il TFR perche lo dovrà integrare nella scarsa pensione… gente che per andare in pensione dovra aspettare 44/45 anni di contributi o 71 anni di età… gente che non usufruira di pensione per 25/30 ..per non dire 50 anni delle baby pensioni…
    scorporare l’assistenza dalle pensioni… bla bla bla… e come lo sostengono? piu facile lasciarlo conteggiato insieme e ridurre gli anni di pensione al futuro… perche se tocchi qualcosa oggi …perdi voti..poltrone, (come con la patrimoniale)

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    • Carlo, non tutti , protestano I ricchi, probabili evasori, che vogliono che I sacrifici li facciano gli altri ; vedremo tra alcuni mesi cosa verra’ fuori ma sara’ sempre per pochissimi e molto onerosa; saluti a te e ai gestori del sito

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    • neanche la tanto proclamata abolizione del canone tv sono riusciti a fare, figuriamoci la sbandierata Quota 41 ‘senza se e senza ma ‘ promessa per il dopo elezioni e in seguito ‘rinviata’ a fine legislatura… ora che la fine della legislatura si avvicina… prossimo rinvio a quando ?

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      • Il prossimo anno si vota.
        Ricordiamoci delle promesse false.
        Magari anche i prossimi eletti non faranno nulla però, intanto, mandiamo a casa gli incantatori.
        Saluti a tutti e un ringraziamento ai gestori del sito!

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  6. L’importante è che l’età, gli anni di contribuzione e le regole per andare in pensione siano uguali per tutti. Senza privilegi di sorta, come l’appartenenza ad un sesso piuttosto che ad un altro. Meglio in pensione tutti quanti a 64 anni, piuttosto che mandare in pensione le donne a 58 e gli uomini a 67, come invece purtroppo alcuni ancora insistono malauguratamente a pretendere.

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  7. CONCORDO PIENAMENTE SUL FATTO CHE ORMAI NESSUNO CREDE PIU’ IN QUESTE USCITE PREELETTORALI. TUTTAVIA QUALORA NELL’IPOTESI (MOLTO REMOTA) DI UNA PROPOSTA DI USCITA AL COMPIMENTO DEI 64 ANNI DI ETA’ ANAGRAFICA CON UN CERTO NUMERO DI ANNI DI CONTRIBUTI PONGO IL SEGUENTE QUESITO: DUE LAVORATORI ENTRAMBI ASSUNTI NELLA STESSA DITTA LO STESSO GIORNO MA CON RETRIBUZIONI DIVERSE AL RAGGIUNGIMENTO DEI 64 ANNI DI ETA’ ANAGRAFICA UNO PUO’ SCEGLIERE DI ANDARE IN PENSIONE L’ALTRO NO IN QUANTO L’ASSEGNO PENSIONISTICO NON RAGGIUNGE IL MINIMO PREVISTO. VI SEMBRA CHE ABBIA SENSO? LA GIUSTIFICAZIONE E’ CHE LO STATO DEVE GARANTIRE PENSIONI DIGNITOSE. SONO FORSE DIGNITOSE LE PENSIONI MINIME DI 600,00 EURO? LA MOTIVIZIONE E’ UN ALTRA. COSI’ FACCENDO SI LIMITA DI PARECCHIO LA POSSIBILITA’ DI USCITA PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO. MI CHIEDO MA A CHI VOGLIONO PRENDERE PER I FONDELLI?

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      • Il prossimo anno si vota.
        Ricordiamoci delle promesse false.
        Magari anche i prossimi eletti non faranno nulla però, intanto, mandiamo a casa gli incantatori.
        Un saluto ai merluzzi delle isole svalbard!!!

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  8. La stessa storiella pre elettorale.
    Pensassero davvero che abbiamo l’anello al naso…..Oramai non abbocca piu’ nessuno.
    FATE E POI PARLATE

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  9. Si avvicinano le elezioni e cominciano i proclami….. ma la promessa di quota 41 senza penalizzazioni e paletti vari non è stata mantenuta….. perciò….

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  10. Ricordo benissimo nel 2018 Salvini e il M5S promettevano agli italiani, l’abolizione della crudele legge Fornero. Il tempo passa… arriva l’anno 2022 e sempre in campagna elettorale, ricordo molto bene, i “simpatici” Salvini, Meloni e Tajani (quello poi, no comment) gridavano ai 4 venti. “aboliremo fin da subito la legge Fornero…” (l’hanno addirittura peggiorata).
    Adesso ne sparano un’altra “64 anni per superare la Fornero”.
    Eh va beh, non oso pensare quei poveri Cristi come me, che hanno iniziato a lavorare a 14 anni.
    Non capisco i giovani perchè non si incazzano (scusate il Francesismo) e non protestano per avere questo sacrosanto diritto: la PENSIONE, anzichè protestare sui carri colorati, contro i fantasmi di 80 anni fa.

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    • Secondo te i giovani ventenni di ora, dovrebbero manifestare X la pensione che se la prenderanno,sarà tra 40 anni e più???…non manifestiamo noi,e nemmeno i sindacati,cosa pretendiamo dai giovani??

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