Riforma Pensioni 2026: uscita a 64 anni scatena il dibattito, le parole di Brambilla e Corbello

Il tema delle pensioni torna al centro dell’agenda politica in vista della prossima Legge di bilancio. Tra le proposte in discussione c’è l’idea lanciata dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che ipotizza la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni di età con 25 anni di contributi. Un meccanismo che, nelle intenzioni, riguarderebbe anche chi non è interamente nel sistema contributivo, e che sarebbe reso sostenibile utilizzando le risorse del Tfr accantonato presso l’Inps.

Una soluzione che divide, perché tocca due aspetti centrali: da un lato la flessibilità in uscita, dall’altro la destinazione di quei soldi che appartengono ai lavoratori. Alberto Brambilla, esperto di previdenza ed ex presidente del comitato di vigilanza sui fondi pensione, non nasconde le sue perplessità: «Per le persone fragili, così come per i lavori usuranti, ci sono già norme adeguate a una tutela previdenziale anticipata, dall’Ape sociale alle pensioni di invalidità o di inabilità. Perché riproporre il tema del pensionamento anticipato quando l’Italia è il Paese con il minore numero di ore e il minor numero di anni passati al lavoro?».

Tfr e pensione anticipata: le critiche di Brambilla e i rischi per i Fondi pensione

Per capire il dibattito, occorre tornare al ruolo del Trattamento di fine rapporto. Si tratta di una quota del salario, circa il 7%, che viene accantonata per essere restituita al termine del rapporto di lavoro. Dal 2007, dopo la riforma della previdenza complementare, il Tfr può essere destinato a un fondo pensione, lasciato in azienda o, per le imprese con oltre 50 dipendenti, obbligatoriamente trasferito all’Inps nel cosiddetto Fondo di Tesoreria.

Proprio questo patrimonio, che vale oltre 100 miliardi, è al centro dell’ipotesi di Durigon. Secondo la proposta, chi volesse andare in pensione a 64 anni potrebbe utilizzare il Tfr accantonato all’Inps per coprire i costi dell’uscita anticipata. Una scelta volontaria, che tuttavia rischia di penalizzare chi lavora nelle aziende più piccole, dove il Tfr resta invece in azienda o nei fondi pensione.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Brambilla critica con decisione il progetto: «Nel Paese con il record della contribuzione obbligatoria, al 33%, si propone di trasformare il 7% di salario differito in nuova quota contributiva. Così uccidiamo i Fondi pensione». La sua preoccupazione riguarda il rischio di disincentivare ulteriormente la previdenza complementare, già poco sviluppata in Italia rispetto ad altri Paesi europei.

Pensioni 2026 uscita a 64 anni senza TFR: parla Corbello (Assoprevidenza)

Sulla stessa linea si colloca Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, che parla di “vulnus alla previdenza complementare”, mentre l’ex presidente Inps, Antonio Mastrapasqua, rilancia una proposta radicalmente diversa: restituire direttamente il Tfr in busta paga ai lavoratori. Una misura definita «liberal, degna di rispetto» ma che, quando fu introdotta nel 2014, non ebbe grande successo a causa della tassazione ordinaria che penalizzava l’opzione.

Il confronto rimane aperto. Con la crisi demografica in atto e un debito pubblico che supera i tremila miliardi, Brambilla e Corbello mettono in guardia contro facili illusioni: «Il grande patto intergenerazionale – che è la pensione – non può infrangersi inseguendo solo le richieste dei sessantenni di oggi, senza rischiare di distruggere l’intero sistema di solidarietà e sostenibilità».

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47 commenti su “Riforma Pensioni 2026: uscita a 64 anni scatena il dibattito, le parole di Brambilla e Corbello”

  1. Cioe’ … chi ha 60 e 40 non puo’ andare … invece chi ne ha 64 con 25 puo’ … Durigone Durigone … tu fai rima con … intelligentone … ah ah ah ah !!!!

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    • Intelligentone non sembri proprio tu, se non hai ancora capito che gli anni di età sono quelli che contano per andare in pensione. Se non riusciamo ad andare prima è anche perché dobbiamo pagare le pensioni a quelli che anni fa sono andati a 50 anni e pure prima.

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      • Ormai quella è solo più una scusa.
        I conti trasparenti nessuno li fa vedere. Se così non fosse la Fornero e in generale tutti i professori/politici di questa vicenda avrebbero fatto il possibile per inserire in quella legge Fornero di TANTI anni addietro anche tutti i dipendenti delle Forze armate , INPS pure loro e guarda caso tutti con la possibilità di andare ad oggi con 41 anni senza limite di età, con 57 anni o con 60 anni e con calcoli diversi dai lavoratori di serie B.
        Per non parlare dei privilegiati con i vitalizi che vanno avanti con ricorsi e ricorsi per non perderci neppure 1 euro sui sacrifici richiesti .
        E ora a mettere la ciliegina sulla torta e a rafforzare nella testa dei lavoratori che è colpa degli attuali novantenni che sono andati con le loro baby pensioni.. ci arriva l’indebitamento per chissà quanti anni che l’Italia ha deciso di fare per gli armamenti. E dato che la torta è una sola e dentro a quella c’è tutto, scuola, sanità pensioni, ricerca, immigrazione, lavoro ecc ecc si può proprio gioire per le nostre pensioni e per un altro indebitamento sui 3000 miliardi che già abbiamo.

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        • Caro Alessandro, vedo che in materia di pensioni hai una certa competenza; ma sulle baby pensioni proprio no; colpa dei 90enni per le baby pensioni? piano, molto piano; ci sarà pure qualcuno vicino agli 80 ma moltissimi hanno poco sopra i 70 anni; qual’è il problema? che godono la pensione da 25-30 anni; e stimano le uscite ogni anno sui 7 miliardi di euro; questo per la precisione, saluti a te e ai gestori del sito

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      • Non è affatto come dice Lei, caro Franco. La legge sulle pensioni NON si basa solo sull’età del lavoratore, ma anche sugli anni lavorati, e questa legge si chiama Legge Fornero, che credo sia ancora in vigore. Il resto sono solo opzioni. A meno che Lei non voglia obbligare un precoce a lavorare 50 anni chiedendo al governo di varare una legge che contenga un’età fissa per tutti. Che poi mi chiedo: ” ma a quanto ammonta un TFR di un lavoratore che ha solo 25 anni di versamenti ? Facendo dei calcoli sommari, se un lavoratore deve aggiungere 300 euro (minimo) del suo TFR ogni mese, x 13 mesi = 3900 euro all’anno. Dopo meno di 10 anni ( forse 8 ), il suo TFR è già esaurito. Che si fa dopo ? Integra lo Stato o si riceverà un assegno di 300 euro inferiore visto che la liquidazione non esisterà più ? Magari potete chiedere a Durigon, lui si che è capace di far tornare i conti con soldi che non sono suoi. Ok, è una libera scelta anche quella di farsi derubare consapevolmente.

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        • Sig. FrancoGiuseppe, penso che lei non abbia compreso il senso del mio commento, che era in risposta a quello dell’ironico sig. Pio. Conosco bene la Legge Fornero ed il riferimento era il motivo che qualcuno non potesse andare con 60 anni + 40 di contributi, una sorta di quota 100 che lei stesso ha sempre criticato nei suoi interventi. Non capisco da cosa lei abbia dedotto che io vorrei mandare un precoce in pensione con 50 anni, ma confido nella sua buona fede di aver fatto una battuta di spirito. Il fatto è che nel futuro la necessità di allungare i tempi di pensionamento sarà alla base di ogni intervento, e già la legge Fornero, con i suoi automatismi, ne è una prova. Nel mio caso sono riuscito a pensionarmi a 66 anni con 43,1 di contributi grazie al blocco della suddetta legge fino al 2026, sennò sarei andato a 67 con oltre 44 di lavoro.

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          • Ho semplicemente risposto alla sua affermazione che: ” sono gli anni di età che contano per la pensione “, mentre l’unica legge esistente include anche gli anni di contributi aldilà dell’età posseduta, tutto qui. Era solo una precisazione. Se uscisse una nuova legge, con l’età come requisito unico, poniamo 65 anni, si avvererebbe quanto da me affermato: Un precoce potrebbe rischiare di uscire con 48 anni di contributi sul groppone. E’ matematica, non una battuta di spirito.

    • Il paradosso sembra che conti di più ritardare la pensione anche a 70anni che avere lavorato molto da prima…un bel schiaffo ai lavoratori in generale…

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  2. Farò un discorso controcorrente ma non capisco perché privilegiare chi ha lavorato in nero. Se non hai problemi di salute conclamata o un lavoro davvero usurante devi continuare a lavorare fino a 67 o 70 anni…uomo o donna che tu sia, se non hai versato i 41? anni previsti? Gli infermieri , lavoro per me pesantissimo lo devono fare e altre persone no? Praticamente c’è chi deve lavorare di più per permettere ad altri di non versare o non lavorare. Non sono d’accordo

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    • cara Morena, non è questa la questione; visto che hanno sbandierato tanto quota 41 indipendentemente dall’età adesso questa proposta è molto astuta; permetto a chi ha almeno 64 anni e non tantissimi contributi di andare in pensione; come? utilizzando il tfr; viene trasformato in rendita per raggiungere il minimo di 3 volte l’assegno sociale; è un’opzione; hanno calcolato un gruzzolo di 100 miliardi di euro; se andrà in porto ci sarà chi dirà si, chi dirà no etc; riguardo il lavoro in nero c’è chi ci specula e dice: se ti va bene è così; altrimenti io trovo altre persone a cui va bene così; cosa decidi?…….. saluti a te e ai gestori del sito

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      • Vedi Franco, vero quello che tu dici: che cosa dovrebbe spiegare il dott. Brambilla? il punto è semplice: si tratta di aumentare in maniera vertiginosa la spesa pubblica; e i soldi da dove si prendono? o non paghi più stipendi e pensioni ma non è fattibile oppure…….. tagli sulle pensioni; probabilmente sarà intervenuto in qualche dibattito dicendo: troppe spese per le armi ma io non l’ho sentito dire questo; ogni qualvolta si parla di pensioni per mandare in pensione 4 vecchi il dott. Brambilla interviene, eccome se interviene, in maniera negativa come se i soldi li dovesse tirare fuori lui; questo manda in b…….. anche i santi; chiaro Franco? saluti a te e ai gestori del sito

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        • Paolo Prof, non vorrei che avessi inteso il mio commento come una lancia in favore del Dott. Brambilla, dal momento che proprio lui di lance ne tira parecchie, ma addosso ai futuri pensionandi! Il senso era che la spiegazione che chiedeva il Sig. Mario pala e le competenze di colui a cui l’ha chiesta sono due cose molto distanti l’una dall’altra. Semmai doveva chiedere a Giorgetti….

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  3. In Svizzera, il TFR viene utilizzato da tutti i lavoratori per costruire il secondo pilastro pensionistico, ma non a scelta come si continua a dibattere in Italia, ma è obbligatorio conferirlo al fondo pensione. Stiamo parlando di uno dei paesi più ricchi al mondo e quindi non sono degli sprovveduti. Ho un nipote che lavora in Svizzera e mi ha ben spiegato come a fine carriera si ritroverà una pensione congrua e dignitosa e che si avvicina all’ ultimo stipendio con i tre pilastri pensionistici che loro hanno.
    Ma noi qui in Italia, continuiamo a fare dibattiti sterili. Impariamo dai paesi più virtuosi come si fa.

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    • Buonasera.

      Semplificato il suo funzionaento al massimo direi … è così.
      Che avvicini, a fine carriera e senza buchi, ovvero con 44 anni di contribuzione e uscita a 65 anni uno stipendio da single … lo troverei comunque pari pari a quello di un ex lavoratore italiano nel metodo retrubutivo e percettore di TFR.

      Saluti

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      • Vedi Wal, leggo sempre con piacere i contenuti che mandi come questi su youtube. Certo, nessun meccanismo è perfetto e poi persone che non sono soddisfatte della loro condizione sociale in Svizzera le troverai sempre. Poi molte volte sono scelte di vita ( il clima, il fratello in Spagna, voglio aprire un B&B), ma questo non scalfisce quello che ho detto nel mio commento.
        Aggiungo che io sono contro il conservatorismo, è questa difesa ad oltranza dell’ attuale gestione del TFR la trovo controproducente. Dico solo : possiamo provare altre strade? Ricordo ancora una volta, che non esiste più il lavoratore che lavora 43 anni nello stesso posto e a fine carriera si porta a casa il capitale accumulato, per me è il punto cruciale della questione.

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  4. Nessuno interferisca nella scelta del lavoratore di cosa fare del proprio salario differito. I soldi sono nostri non di Brambilla e amici vari. Se qualcuno vuole uscire 64 anni utilizzando i propri soldi sia libero di farlo.

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    • Sempre meglio avere opzioni che non averle questo e’ chiaro, però dovrebbero essere eque e valide per tutti, se passasse questa dei 64 anni e 25 di contribuiti pensa ad una persona che ne avrebbe per esempio 63 anni e 41 di contributi…

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  5. Io farò (spero 🤞) 64 anni di età e 39 anni di contributi a Maggio 2026 e vorrei andare in pensione anche a costo di sacrificare il mio Tfr (anche se non lo trovo affatto giusto). Andrea Ludovico.

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          • Tranquillo, sono in grado di rispondere: 1) L’Italia fa parte della NATO, e finchè sarà così si dovrà attenere alle decisioni prese di comune accordo con gli altri paesi membri; 2) L’Italia è in fondo alla classifica dei paesi NATO per quanto riguarda le spese militari; 3) L’ipotetica cifra che tu hai riportato dovrebbe essere raggiunta gradualmente nell’arco di 10 anni, quindi spero tu ti renda conto di aver scritto una grossa FESSERIA!

          • Continui a non rispondere nel merito.
            Io comunque personalmente ho già risolto il problema: lascio agli utili idioti come te l’onore di pagare la spesa per le armi. Prendo atto che sei persino contento di farlo. Sarai pertanto ancora più contento se le pagherai anche per me. Grazie.

          • L’unica cosa di cui sia io che gli altri lettori di questo sito prendiamo atto è che sei un GRAN MALEDUCATO! E oltretutto un gran ingenuo perchè dovunque andrai, spero il più lontano possibile, pagherai sempre la tua quota per la difesa, a meno che tu non faccia parte della schiera di quelli che nella vita non hanno mai fatto una beata mazza e sperano di sfruttare quelli che pagano per te. Ma sarai sempre e comunque un PERDENTE!

          • Parli ma non rispondi nel merito. Per il resto ti dico che hai perfettamente ragione. Quelli come te hanno sempre ragione a prescindere.
            In Sicilia c’è un detto quanto mai calzante ed appropriato: “l’arraggiuni l’avi sempri lu sceccu.

    • Far capire un discorso a te penso sia un’impresa maggiore di tentare di scalare l’Everest in ciabatte, comunque voglio tentare un’ultima volta: appurato che hai scritto una grandissima FESSERIA nelle cifre che hai riportato, ognuna delle voci di spesa indicate da te non hanno nulla a che vedere con quelle per la difesa, per la quale troveranno il modo di sfilarceli dalla saccoccia magari aumentando il prezzo delle sigarette o della carta igienica, così tanto per fare qualche esempio. Comunque sia ti consiglio di tenere per te le perle di saggezza a capocchia di cavolo del tuo paese.

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  6. Se non è obligatorio ognuno farà le sue scelte.
    Egoisticamente a me manca poco più di un anno per andare in pensione a 67 anni…
    Se non è troppo penaizzante usciere un anno prima non mi dispiacerebbe.

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  7. Come sempre in questo periodo si accavallano proposte di pensione anticipata, ma nel passato recente sono sempre di più state inasprite, addirittura perfino la Fornero, zero illusioni per i pensionandi e anzi speriamo non peggiorino ulteriormente la situazione

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    • Vedi Don, in questa fase ognuno tira l’acqua al proprio mulino e spera che i sacrifici tocchino ad altri; ma una soluzione ci sarebbe: riforma Perfetto; le persone vanno in pensione, liberano posti che vengono utilizzati dai più giovani; maggiori consumi; vantaggio per le imprese, maggiore capacità di farsi anche una pensione integrativa; peccato che chi comanda non lo capisca; e gli esperti di pensioni? …… no comment; saluti a te e ai gestori del sito

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