Riforma Pensioni: aumento di 3 mesi confermato dall’Inps, cosa cambia davvero?

L’Inps ha ufficializzato quanto già ipotizzato nei mesi scorsi dall’Istat: a partire da gennaio 2027, per accedere alla pensione saranno necessari tre mesi in più. Una conferma arrivata nel corso di un’audizione in Parlamento dedicata agli effetti della transizione demografica. La causa? L’aumento della speranza di vita misurata a 65 anni, che secondo i dati più recenti ha raggiunto i 21,2 anni.

Un valore che, come ha certifiato l’Inps, è coerente con le previsioni di un incremento di 3 mesi dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni di età) e per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne di anzianità contributiva) a partire dal gennaio 2027.

Riforma pensioni 2025: requisiti aumentati di 3 mesi dal 2027?

L’adeguamento dei requisiti non è ancora definitivo: l’incremento, infatti, dovrà essere recepito da un apposito decreto direttoriale firmato dai ministeri del Lavoro e dell’Economia, che dovrà essere emanato entro la fine del 2025. Esiste, quindi, un margine temporale di intervento qualora il legislatore decidesse, come avvenuto in passato, di sterilizzare gli aumenti dei requisiti pensionistici, cosa promessa anche recentemente da Claudio Durigon della Lega.

Nonostante il Governo, da parte sua, abbia manifestato l’intenzione di intervenire per evitare questo aumento di tre mesi va ricordato che l’adeguamento potrebbe comportare un impatto significativo sul bilancio dello Stato, stimato in circa 4 miliardi di euro, cosa che rende difficile la strada da percorrere.

Nel frattempo, la Cgil ha già segnalato un potenziale rischio concreto per migliaia di lavoratori: oltre 44.000 persone, che tra il 2020 e il 2024 hanno sottoscritto accordi di uscita anticipata basati sulle attuali regole previdenziali, potrebbero trovarsi dal 1° gennaio 2027 senza reddito e senza copertura contributiva per tre mesi. Si tratta in particolare di quei lavoratori che hanno aderito a misure di uscita anticipata tra il 2020 e il 2024. Ma quegli accordi erano stati siglati con le aziende quando le regole previdenziali erano quelle di oggi.

Pensioni 2025 ultime novità: l’INPS dichiara “Sistema pensionistico sostenibile, ma…”

Nonostante l’imminente incremento dei requisiti, l’Inps ha evidenziato che il sistema pensionistico italiano resta, per ora, sostenibile. L’istituto ha spiegato che “a fronte di un lieve aumento delle entrate contributive, i trasferimenti dalla fiscalità generale a sostegno delle gestioni previdenziali e per gli interventi assistenziali rimangono costanti”.

Il quadro va però osservato con attenzione sul lungo periodo. Per l’Inps “occorre in ogni caso essere vigili e mettere in atto politiche pubbliche adeguate ad alleviare l’impatto della transizione demografica in atto sul futuro delle pensioni”. Il sistema a ripartizione, ha ribadito l’ente, può continuare a reggere solo se accompagnato da un contenimento della spesa e da un rafforzamento delle entrate contributive.

“L’equilibrio del sistema pensionistico basato su un sistema di finanziamento a ripartizione pura è assicurato, oltre che dal contenimento della spesa pensionistica, anche dalla adeguata consistenza delle entrate contributive dei lavoratori”, hanno sottolineato i rappresentanti dell’Inps. E hanno concluso: “Dopo trent’anni di riforme volte a contenere la spesa pensionistica, si legge,  occorre lavorare per accrescere la base contributiva incrementando il numero dei contribuenti da un lato e assicurando retribuzioni/redditi adeguati ai contribuenti. Al fine di garantire il perdurare dell’equilibrio occorre mirare ad alimentare il flusso contributivo, rivolgendo quindi l’attenzione alle imprese e, in particolare, ai lavoratori, per incrementarne il numero e migliorare la continuità delle posizioni lavorative. Parimenti, è possibile intervenire sul lato delle uscite senza intervenire ulteriormente sull’innalzamento dei requisiti per il pensionamento”.

15 commenti su “Riforma Pensioni: aumento di 3 mesi confermato dall’Inps, cosa cambia davvero?”

  1. Paolo, il sole 24 ore fa una stima di 1,5/2 miliardi di euro il costo per l’estensione a tutti, però non è mai specificato come li calcolano questi numeri, spannometricamente ci potrebbe anche stare, io ricordo che per quota 41 per tutti senza penalizzazione alcuna dicevano che costava 4 miliardi il primo anno ma anche qua non ho mai letto approfondimenti su come calcolavano questi numeri, mah!

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    • Molto dipende da che cifra mensile di riferimento partono: se la cifra è di 5mila euro in 3 mesi e mezzo milione di persone sono 2,5 miliardi; se è di più…… comunque io mi aspetto, visto che mi riguarda, i 67 anni e 3 mesi; ma fino al 2027…… campa cavallo; saluti a te e ai gestori del sito

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  2. farò errori nello scrivere: dopo un commento , cliccando su invia, mi salta: pazienza, ci riprovo; adesso, riguardo l’aumento di 3 mesi, faranno, spero di no, il solito discorso dei figli, figliastri e gli altri; per quelli in isopensione si, e gli altri? lasciamo perdere; i 4 miliardi è un dato di fatto contando una stima, ma potrei sbagliarmi, che coinvolge mezzo milione di persone; vedremo, fino al 2027; speriamo in bene; saluti ai gestori del sito

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  3. La spesa per sterilizzare questo aumento si legge su vari quotidiani e’ di circa 200 milioni di euro… pare e ripeto pare che questa sterilizzazione la faranno in un decreto in uscita il primo maggio, vedremo.

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        • Sara circoscritta ai soli esodati 2027 2028.
          Per il resto scatterà la aspettativa di vita.
          Quindi guarda i 4 miliardi dal punto di vista del risparmio sui boomers che dovranno attendere ( negli anni 60 nascevano 900.000 bambini anno),non della spesa.

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  4. Buongiorno.
    I 4 miliardi a cosa si riferiscono?
    Tenuto conto che si parla di anticipare, ritardare o perdere il diritto per 3 mesi delle uscite per 44.000 presunti pensionandi da accordi sottoscritti e … di quanti altri che maturerebbero prima o poi (3mesi) comunque il diritto con regole attuali o modificate.
    Saluti.

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  5. Dopo aver “sterilizzato” tutto quello che si poteva in campo previdenziale…ora speriamo che il governo riesca a sterilizzare anche gli aumenti dei requisiti pensionistici, mantenendo fede alla promessa del sottosegretario (che si auspica non sia una promessa da marinaio)!

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    • Purtroppo sogni che i politici pensino a noi lavoratori. Il Ministro ha già deciso e la proposta è che il blocco dei tre mesi ci sarà solo per le categorie che comportano esodati. Per tutti gli altri dei 42 e 10 mesi e 41 e 10 mesi e 67 anni che sono la gran maggioranza occorrerà attendere ottobre nel documento di previsione e hanno gà anticipato che tra dazi, spese militari ecc ecc trovare 4 miliardi per fermare i 3 mesi sarà impossibile.
      Non rimane che fare altri tre mesi di malattia.

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    • Per me quello che conta di più sono i coefficienti che non ne parla nessuno di sterilizzarli quando scattano bisogna lavorare un anno in più per recuperare quello perso altro che tre mesi in piu

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      • Concordo.Con la prima legge di bilancio di di fine 2023 volevano addirittura anticipare al 2024 il cambio dei coefficenti sterilizzati (assieme all’aspettativa di vita)
        nel 2019 a data 2027.La mazzata di sti’ coefficenti e’ ben piu’ pesante dei 3 mesi in piu’.L’unica cosa da sterilizare, a quasto punto, sono gli organi riproduttivi di questi
        politici ..

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