Riforma pensioni, chiave per superare la Fornero: Pdl 1170 di Rizzetto modificata?

Le elezioni si avvicinano, Fratelli d’Italia, stando ai sondaggi, continuerebbbe ad essere il partito con maggiori probabilità di salire al Governo, e poiché l’onorevole Walter Rizzetto nei giorni scorsi é tornato a parlare di pensioni sulla sua pagina Facebook e le sue considerazioni hanno interessato molti lettori sul nostro portale, vi é anche chi si é interrogato, come il Sign Emilio, sulle reali intenzioni di rispolverare una vecchia, ma nemmeno tanto, proposta di legge già presentata nel 2018. Stiamo parlando della pdl 1170 che come benissimo aveva illustrato il Dott. Perfetto, nella sua lunga analisi sulle buone proposte che potrebbero essere riconsiderate, riprende i tratti base della precedente proposta di legge Damiano, la Pdl 857 del 2013, che infatti, é tornata anch’essa a far discutere. Il nostro lettore Emilio 63, ha scritto un lungo commento in cui analizza gli articoli della Pdl 1170 mostrandone punti di forza e debolezza e suggerendo al futuro Governo, ove probabilmente siederà anche l’onorevole Walter Rizzetto, di apportare alcune modifiche alla stessa al fine di poter superare la riforma Fornero già dal 1 gennaio 2023. Emilio nella sua analisi mette a confronto la Pdl 1170 con la proposta del gruppo UTP presentata da Mauro Marino e quella di Cesare Damiano, ecco cosa ne emerge:

Pensioni 2023, la Pdl 1170 la chiave per superare la Legge Fornero?

Emilio 63: “L’altra parte politica, che a quanto pare è in vantaggio, stando agli ultimi sondaggi disponibili prima del divieto di pubblicazione, ha una proposta che in alcune parti è simile a quella di Damiano, la pdl 1170 di Rizzetto. In questo caso, a differenza di prima, esiste il beneficio del dubbio sul fatto che si voglia almeno provare ad approvarla.
Considerato questi fatti, io partirei a ragionare su quest’ultima proposta.
Il primo articolo recita:
A decorrere dal 1° gennaio 2019, le lavoratrici e i lavoratori possono accedere al pensionamento flessibile con il requisito minimo di età anagrafica di 62 anni fino al requisito massimo di 70 anni di età e un’anzianità contributiva non inferiore a trentacinque anni
Ovviamente andrebbe corretto 2019 con 2023, ed inoltre è identico alla proposta Damiano mentre differisce rispetto alla proposta UTP per il requisito contributivo di 35 anni in luogo dei 20. Secondo me è pura utopia pensare di pensionarsi a 62 anni con soli 20 anni di contributi tant’è che nemmeno Damiano lo propone ma anch’egli punta sui 35 anni.
Il secondo articolo dispone:
Al fine di accedere al pensionamento flessibile di cui al comma 1, l’importo dell’assegno previdenziale deve essere di un ammontare non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, calcolato in base all’ordinamento previdenziale di appartenenza“.
Su questo punto sono tutti concordi, Rizzetto, Damiano e UTP
Il terzo articolo dice:
L’importo della pensione conseguibile è quello massimo previsto a requisiti pieni secondo gli ordinamenti previdenziali di appartenenza. Al fine di conseguire l’invarianza dei costi tra i sistemi applicabili, la quota calcolata con il sistema retributivo è ridotta o maggiorata in relazione all’età di pensionamento effettivo e agli anni di contributi versati, applicando i criteri di cui alla tabella A allegata alla presente legge“.
Dalle tabelle si evince che la penalizzazione massima arriva all’8% così come per la proposta Damiano mentre UTP chiede un 6%, ci sono quindi piccole differenze ma non poi così drammatiche. Tutte le proposte puntano comunque sui 66 anni come punto di equilibrio, prima hai penalizzazioni crescenti, dopo i 66 incentivi crescenti.

Pensioni 2023: punti di forza e debolezza della Pdl di Rizzetto

Il quarto articolo recita:
Sono fatte salve le disposizioni vigenti che prevedono condizioni e criteri di accesso al pensionamento più favorevoli rispetto a quelli stabiliti dal presente articolo
In questo articolo c’è una grossa debolezza nella proposta Rizzetto perché non prevede l’uscita a 41 anni indipendentemente dall’età come fa invece Damiano e come desidererebbe anche UTP.
E’ vero che basterebbe aggiungere una frase tipononché le disposizioni in materia di esclusione dai limiti anagrafici per i lavoratori che hanno maturato il requisito di anzianità contributiva di almeno 41 anni” e il gioco è fatto. Sarebbe interessante se sapere se Rizzetto è disponibile ad aggiungere questa piccola frase alla sua pdl.
Il quinto articolo della proposta dice:
In via sperimentale e fino al 31 dicembre 2021, in deroga alla disciplina prevista dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ai fini di cui al presente articolo, non si applica l’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita
Questo articolo invece è un punto di forza perché al momento della proposta prevedeva di stoppare quel maledetto meccanismo perverso dell’aspettativa di vita ancorché in modo temporaneo (2018-2021) mentre nella proposta Damiano era solo rallentato mantenendo uno scatto di 3 mesi.
Anche qui basterebbe riformulare la prima parte sopprimendo alcune parole e aggiungendone altre in modo che il quinto comma inizi con: “In via definitiva, in deroga….” E anche in questo caso sarebbe interessante sapere se Rizzetto è disponibile ad autoemendare la propria proposta.

Secondo me sarebbe già un successo riuscire ad approvare questa pdl 1170 modificata come precedentemente detto per uscire dalla schiavitù della fornero, non perché le richieste di UTP non siano condivisibili ma col poco tempo che c’è da qui al 31 dicembre e soprattutto coi pochi fondi a disposizione io mi accontenterei, e come dice il proverbio, chi si accontenta, gode“.

L’analisi di Emilio mi é parsa davvero puntuale e dunque ho pensato di darne massima visibilità, cosa ne pensate delle sue considerazioni, sareste soddisfatti di veder applicata dal 1 gennaio 2023 la Pdl 1170 di Walter Rizzetto? Potrebbe essere questa la soluzione per superare da subito la Legge Fornero? Fatecelo sapere nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito. Dalla mia girerò, invece, questo interessante spunto di discussione all’onorecole Rizzetto confidando abbia tempo e modo di dirci la sua relativamente alle modifiche suggerite dal Sign. Emilio.

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18 commenti su “Riforma pensioni, chiave per superare la Fornero: Pdl 1170 di Rizzetto modificata?”

  1. Ma dai, vogliamo iniziare a fari i seri in un mondo ormai alla frutta
    Q41 sta come le fondamenta di un palazzo poi nel palazzo ci sono finestre muri porte che sono le variabili per chi a tanti anni 63-64 anni per chi a una certa età si ritrova a mala pena 34-35 anni e via via con altre uscite dal mondo del lavoro.
    Non è una grossa percentuale ma se in un paese come il mio ormai la parola d’ ordine è che se non passa Q41 i restanti 22 mesi li si passa tra malattia e micro infortuni vogliamo proprio passare alla mazza caffè

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  2. 63 ANNI ?? PENALIZZAZIONI ?? NON SCHERZIAMO !!!
    PER NOI DEL 1960 E 1961 DIVENTEREBBE UNA QUOTA 107 .. UNA QUOTA 108 !!!!!!!!!!!!!
    ALTRO CHE FLESSIBILITÀ !!!
    CHI HA 61 ANNI E HA GIÀ 41 ANNI DI CONTRIBUTI, ED È DISOCCUPATO, COSA FACCIAMO LO TENIAMO PARCHEGGIATO “A MORIRE” PER ALTRI 2 ANNI ???
    41 ANNI SONO UNA VITA !!! GIÀ È RIDICOLO CHIAMARLA “PENSIONE ANTICIPATA” LO È ANCOR DI PIÙ PENSARLA CON DELLE PENALIZZAZIONI !!! A QUESTO PUNTO NON TOCCATE L’ ANTICIPATA DELLA FORNERO !!!

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  3. secondo me la prima cosa da fare e scindere gli anni di contributi versati e l’età anagrafica credo che dopo 41 anni versati si abbia tutto il diritto di andare in pensione a prescinderte dall’età e senza penalizzazioni visto che abbiamo le pensioni più basse d’europa allo stesso modo credo che dai 62/63 anni ognuno possa poter scegliere di andare in pensione con il sistema in cui rientra e senza penalizzazioni, quota 100 e poi 102 così concepite sono una presa per i fondelli per chi ha lavorato di più io ho 60 anni e40 di contributi e sono al lavoro i 62 e 38 sono in pensione vi sembra una cosa giusta?

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  4. La pdl Rizzetto ha molti meriti. Innanzitutto introduce il principio della flessibilità. Spero che possa essere ripresentata, eventualmente con alcuni aggiustamenti, nella nuova legislatura. Credo sia difficilmente praticabile tornare indietro rispetto ai requisiti di Quota 102 e cioè 64 anni di età e 38 anni di contributi. Lo dico anche contro il mio interesse perché il prossimo anno compio solo 63 anni di età e quindi dovrei attendere il 2024 per l’agognata pensione, pur avendo 39 anni di contributi

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  5. Non va bene il requisito dei 35 anni minimi di contributi, molta gente non li ha per motivi di disoccupazione o altro. Non va bene neanche la penalizzazione permanente di un assegno già prevedibilmente abbastanza esiguo. A me questa proposta non convince, penso sia preferibile di gran lunga quella di Tridico, purché preveda un correttivo per non penalizzare chi ha più di 41 anni di contributi.

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    • Purtroppo non ho letto proposte convincenti sul sito. Però segnalo una proposta inserita nel programma elettorale che è molto carina: Punto 1 paragrafo 9 – Abolizione della Legge Fornero per giungere all’età pensionabile di 60 anni o 35 anni di contributi, con tetto massimo alle pensioni alte che pesano molto sulla spesa pensionistica.
      Utopia? Forse ma cosa costa votarla?
      Fate quello che volete, aspettate il miracolo ma a questo punto io voto Unione Popolare almeno per 2 nano secondi spero.
      Tanto per i lavoratori dipendenti, diversamente giovani, non resta che lavorare e per i disoccupati, spesso giovani, non resta ce migrare.

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  6. Buongiorno , lasciate pure la Fornero già ora dopo 43 anni col sistema misto si prende poco ,cosa vogliono fare la bella vita sempre alle spalle dei più vulnerabili
    Questo Paese non sa cosa sia la equità.Vergogna

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  7. Va bene tutto, cioè la proposta Rizzetto modificata, la proposta Utp, la proposta Damiano, la proposta Tridico e via dicendo, basta che fate presto, il ritorno della Fornero è vicino e nei tre mesi che rimangono alla fine del 2022,deve assolutamente passare in legge di bilancio una di queste proposte, altrimenti saranno guai seri per chi come me ,e immagino tanti lavoratori, ultrasessantenne che ha rincorso quota 100 e poi 102 centrandole ma non fruibili per mancanza dei 38 anni di contribuzione, nonostante il requisito anagrafici raggiunto – perciò cari partiti e sindacalisti, fate presto a cavalcare una di queste proposte da subito, altrimenti il voto ve lo potete scordare.

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  8. Dovete spiegarmi se le tabelle dei coefficienti di trasformazione legati all età rimangono invariate, oppure vengono adeguate alle nuove proposte, questo è il vero punto cruciale per tutti i lavoratori precoci.

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  9. Tutto molto giusto, comunque aggiungento la frase “SENZA NESSUNA PENALIZZAZIONE” dopo “nonché le disposizioni in materia di esclusione dai limiti anagrafici per i lavoratori che hanno maturato il requisito di anzianità contributiva di almeno 41 anni” perchè altrimenti i lavoratori precoci che hanno per esempio 60 anni di età e 41 dovrebbero lavorare altri 6 anni per avere una pensione senza penalizzazioni ed è improponibile

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    • Caro Mauro, la penalizzazione è prevista solo per i lavoratori che lasciano il lavoro con meno di 41 anni di contribuzione, poiché chi ha 41 anni contributi lascia il lavoro senza limiti di età e col sistema di appartenenza, quindi credo nel suo caso il misto. Solo i lavoratori che hanno un’anzianità contributiva tra i 35 e i 40 anni verranno leggermente penalizzati in base agli anni di età e di contribuzione.

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  10. Sicuramente interessante.
    Opzione TUTTI con sistema contributivo: unificare donne e uomini con flessibilità di uscita a 60 anni e almeno 35 di contributi. (ai quali sottrarre eventuali bonus per figli o assistenza ai malati).
    Anticipata con sistema misto : 42 anni per uomini e donne. (ai quali sottrarre eventuali bonus per figli o assistenza ai malati).
    Pace contributiva: possibilità di sanare i periodi mancanti con versamenti rientranti nel sistema contributivo, possibilità di utilizzare per i periodi mancanti gli importi dei fondi pensione o direttamente le quote di TFR.

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  11. Domenica, alle urne, si svolgerà una tappa fondamentale per avvicinarci al “redde rationem” in materia previdenziale.
    Quale sarà l’epilogo? Sinceramente non lo so. Posso soltanto auspicare, con le dita ben incrociate!

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  12. Caro Emilio come ideatore della proposta UTP le faccio presente che la nostra non si limita alla flessibilità in uscita e ai 41 anni di contributi ma è molto più organica e strutturale riservando anche un occhio particolare a chi è già pensionato. Inoltre è rivoluzionaria perché supera le rigidità e mette il lavoratore anche con 20 anni di contributi e 62 anni di età al centro delle proprie scelte.
    Un saluto

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    • La proposta è molto ben fatta. Non condivido solamente il limite dei 20 anni. Mi spiego meglio, mi pare al quanto difficile credere che una persona di 62 anni abbia accumulato così pochi anni di contributi (20), mi verrebbe da pensare che o ha versato in altre casse oppure ha lavorato per diversi anni in nero. In ogni caso trovo sbagliato questo limite così basso.

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  13. Buongiorno a tutti .Se si approvasse la proposta Rizzetto per bypassare la Fornero ,avrei bisogno di una risposta in merito .Ad oggi ,ovvero al 1° settembre 2022 ,ho maturato 42 anni di contributi e ho 61,5 anni di età , al 01/11/ 2023 dovrei usufruire dell’anticipata Fornero ,cosa succedera’ se si andasse nella direzione Rizzetto ?
    Sicuro di una vs risposta .
    Buon Lavoro e saluti ai Sig del Sito.

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    • Caro Raffaele, purtroppo prevedere il futuro è impossibile, quindi se venisse approvata la proposta Rizzetto originale per lei non cambierebbe nulla, poiché non prevede il pensionamento con 41 anni di contributi, e quindi andrebbe in pensione il 1° novembre 2023 come previsto ad oggi. Se viceversa venisse approvata la versione “modificata” potrebbe andare in pensione dal 1° gennaio 2023 avendo abbondantemente superato i 41 anni di contribuzione e mantenendo il sistema di calcolo “misto”.

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    • raffaele, ti risponderanno in tanti ma ti rispondo anch’io; poni un quesito che , a mio parere, è già superato; parliamo di probabilità: quante probabilità ci sono che passi una proposta migliorativa rispetto alla legge Fornero? credo 1 su 1 milione; perchè? caro energia, guerra, debito pubblico italiano, soldi del pnrr se non tocchi la legge Fornero etc; quindi? 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra; possono peggiorarla? certo che possono; prega tantissimo; poi spero tanto di sbagliarmi ma……………………………….; saluti a te e ai gestori del sito

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