Riforma pensioni: Coronavirus e ‘Cura Italia’, ultimissime in esclusiva da Ghiselli

Le ultime novità al 17 marzo 2019 sulla riforma delle pensioni e sul decreto pensato dal Governo per superare l’emergenza sanitaria determinata dal coronavirus, noto come decreto ‘Cura Italia’, ci giungono da un’interessante ed approfondita intervista che ci ha rilasciato in esclusiva per il nostro sito, Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil.

Ghiselli nel corso dell’intervista ha voluto in parte tranquillizzare, quanti temono che a fronte delle nuove priorità del Governo dettate dal Covid-19 , il capitolo pensioni sia ormai chiuso. Eccovi le sue parole ed il punto della situazione ad oggi.

Pensioni e decreto Cura Italia: così Il Governo affronta il Coronavirus

Gentile Roberto Ghiselli, può dirci cosa contiene il decreto ‘Cura Italia’ e come ritiene, in termini di efficacia, i provvedimenti contenuti all’interno per i lavoratori e le imprese?

Il decreto cosiddetto “Cura Italia” contiene importanti provvedimenti che affrontano i diversi aspetti connessi all’emergenza determinata dal Coronavirus, dal rafforzamento delle strutture sanitarie all’ampliamento degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori, dai congedi famigliari per chi ha figli, alla copertura contributiva per tutti questi periodi di astensione dal lavoro, alla sospensione o allungamento dei termini per accedere alle prestazioni previdenziali e assistenziali. Parlando di pensioni vi sono però degli aspetti da noi proposti che non sono stati accolti.

Nello specifico quali proposte non hanno ricevuto il ‘via libera ’ ?

Avevamo ad esempio suggerito la possibilità di presentare la domanda di pensione successivamente ma con decorrenza retroattiva al momento della maturazione del diritto. Quindi ad esempio chi matura la pensione dal 1 aprile dovrà necessariamente fare la domanda entro la fine del mese se vuole evitare di perderebbe quella mensilità.

Per noi è un controsenso se l’obiettivo è far stare a casa le persone, soprattutto di una certa età, in particolare se ci sono problemi nell’utilizzo dello strumento telematico.

Riforma pensioni, Ghiselli: l’argomento non é chiuso nel cassetto

Molti lavoratori sui social si stanno domandando allarmati, inoltre, cosa ne sarà del capitolo pensioni e della riforma previdenziale per quanti non sono rientrati nella quota 100 e soprattutto cosa ne sarà della riforma pensioni post 2021, si andrà incontro al ‘famigerato’ scalone post quota 100, ora che le priorità del Governo sono dettate dal Coronavirus e tutto il resto pare in stand-by?

Naturalmente, inutile negarlo, questa situazione ha impedito il proseguimento del confronto fra Governo e sindacati sui temi della previdenza ed il previsto incontro del 13 marzo è saltato. Per noi questo non vuol dire che l’argomento vada chiuso nel cassetto.

Pur comprendendo che questa crisi sanitaria avrà pesanti ricadute sulla produzione e sulle finanze pubbliche, pensiamo comunque che vada data una risposta ad alcune importanti urgenze e che vada sin d’ora prevista una riforma del sistema che parte dopo il 2021″ ulla base delle proposte contenute nella Piattaforma sindacale, e che il DPF 2021 dovrà comunque contenere il tema pensionistico.

Ringraziamo il segretario confederale della Cgil per il prezioso confronto e la solita disponibilità e ricordiamo a chiunque voglia riprendere parte dell’intervista che trattandosi di esclusiva è tenuto a citare la fonte.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Riforma pensioni: Coronavirus e ‘Cura Italia’, ultimissime in esclusiva da Ghiselli

  • Pingback: Pensioni anticipate 2020, ultime: il Coronavirus rafforzerà la Riforma Fornero? | Pensioni per tutti

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    18 Marzo 2020 in 11:45
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    In tempo di emergenza corona virus, sarebbe opportuno, abolire la finestra mobile per il pensionamento 2020 relativamente alle pensioni anticipate ( legge Fornero ) già penalizzati e dovendo attendere 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra

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    17 Marzo 2020 in 18:02
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    È necessario anche in questa fase di epidemia difendere i diritti e le tutele, sconfiggere ogni ipotesi di ritorno alle politiche di austerità e di liberismo economico. Quanto acquisito va difeso: quota 100, potenziamento della sanità pubblica. Quanto non ancora aquisito: abolizione fornero e scatti speranza di vita (allucinante in tempi di coronavirus) va perseguito dai sindacati con coerenza e serietà, non come nel passato quando il sindacato ha svenduto i nostri diritti e le nostre tutele sull’altare dell’Austria. Certo non tutti i sindacati, va precisato.

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        19 Marzo 2020 in 7:26
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        Beh, anche l’Austria ha le sue colpe… 🙂

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    17 Marzo 2020 in 17:15
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    Condivido pienamente quanto detto dal Segr. Confed. della CGL Roberto Ghiselli che ringrazio e che la riforma parte dal 2022 terminata la sperimentazione di quota 100 già legge fino 2021 compreso come previsto che ci è stata assicurata e alla quale abbiamo fatto affidamento
    , altrimenti altrimenti senza pensione e senza lavoro.

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    17 Marzo 2020 in 16:43
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    Prendo atto che la CGIL, come il sindacalismo di base, UGL e altri sindacati chiedono che Quota 100 non si tocca è che continueranno a battersi per l’abolizione della Fornero per il 2022. E quindi che non sosterranno più, come ha fatto la CGIL nel recente passato su pressione del PD le famigerate e criminali (vedi sanità) politiche liberiste.

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      19 Marzo 2020 in 7:28
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      Tu ci credi, vero?
      Credi che la CGIL, prona da sempre ai dettami della sinistra, punterà i piedi e contribuirà a superare la Fornero che in pratica è stata una sua battaglia?
      Continua a crederci che la speranza è comunque una forza per andare avanti.

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