Riforma pensioni, Cuppi su quota 100: per precoci e Quota 41 é indifendibile

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni arrivano da un commento lungo ed articolato che ci ha lasciato un nostro lettore Cristian Cuppi, noto ai più tra i precoci per le sue dimanine interessanti, che rispondendo in parte alle dichiarazioni di Cesare Damiano si dice profondomanete contrario all’uscita anticipata con Quota 100 ed al fatto che questa misura debba essere mantenuta così per i prossimi 2 anni, 2020-2021.

Già perché a detta del precoce Cristian per i quota 41 ed i precoci che attendevano una vera riforma delle pensioni, date le promesse elettorali del precedente Governo giallo-verde, la misura quota 100 é risultata una beffa ulteriore ai loro danni, che li taglia fuori nonostante abbiano versato ben 41 anni di contributi nelle casse dello Stato. Lavoratori all’epoca adolescenti che oggi si vedono passare dinanzi quanti hanno versato meno anni di contributi, ma hanno ‘la fortuna’ di essere anagraficamente più vecchi. Eccovi le sue considerazioni che nulla chiaramente vogliono togliere a quanti hanno avuto la possibilità, centrando i requisiti, di uscire con quota 100. La disamina di Cuppi é più che altro rivolta ad un Governo che in questi giorni sta ripensando alla riforma pensioni, sperando che questa volta possa esserci spazio finalmente anche per quanti hanno lavorato di più.

Pensioni 2020, Cuppi: Quota 100 non può restare per i prossimi 2 anni

Così Cuppi commentando l’articolo che abbiamo pubblicato con le dichiarazioni di Damiano che sostiene Quota 100 non vada assolutamente abolita prima della sua naturale scadenza: “Meno male o male minore? No. Questa quota 100 andava migliorata e qui potrei concordare con l’On.le Damiano. Ma non è possibile difendere questa quota 100 così per altri 2 anni“. Il perché ce lo spiega Cuppi nella sua lunga disamina: “Per i costi e per le iniquità le disparità create tra lavoratori. Un precoce non ha aiuti, non ha appello. Non ha una possibilità, anche minima, di uscire prima dei 43 anni e 1 mese

Poi prosegue affranto nei confronti del Governo che mai ha legiferato tenendo conto delle richieste dei quota 41:Bastava un piccolo segnale a favore di chi lavora da oltre 40 anni. Invece questa bella idea partorita ( un podalico ) da una parte politica che ha barattato con uscita dei precoci ( 41 anni) e con reddito di cittadinanza, non ha lasciato una minima possibilità di uscita a chi lavora da oltre 40 anni. Poi una richiesta ai sindacalisti impiegati nei tavoli di Governo: “Nei tavoli di confronto si faccia giustizia e si vada a modificare questa iniqua quota 100 lasciata aperta a tutti , anche a chi non ha deliberatamente versato contributi. Infatti conta solo età e contributi versati. (62-38). E chi ne ha da lavorato 42 e 58 di età?

Pensioni, nella nuova riforma pensioni si dia priorità ai Quota 41

Poi attarverso esempi concreti cerca di invitare al buon senso chi legifera e chi siede ai tavoli di confronto: “Che è un precoce che ha fatto lavoro usurante gravosi per una buona parte della vita lavorativa? Usura il lavoro e un po’ meno l’età, non scherziamo. Perché chi ha 58 anni avrà pure 4 anni in meno ma ne ha già 4 in più lavorati. Quota 100 andava migliorata anziché promulgarla in toto senza un minimo provvedimento di modifica

Poi propone indispettito e provocatoriamente di eliminare questa quota 100 ‘in barba’ al fantomatico scalone di cui si parla, giacché da anni lui ed altri lavoratori che Manifesteranno su Roma il 25 Marzo prossimo attendono di poter accedere alla mertitata quiescenza dopo una vita passata al lavoro, 41 anni, sottolinea sono una vita: “La togliessero, lo scalone lo hanno già creato nei confronti dei lavoratori precoci. Basta con questi provvedimenti reiterati senza senso logico e che creano differenze di trattamento all’interno delle stesse categorie di lavoratori. Emanate un provvedimento e il giorno dopo dite che siete preoccupati per li scalone che si verrà a creare il 31/12 /2021 quando scadrà??? Ma scusate, pensate che siamo tonti o bamboccioni? Lo sapevate bene tutti perché detto ridetto e scritto da più parti. No. Non ci siamo. Su quota 100 avete commesso degli errori e dovete cercare di riparare per dare un minimo segnale anche a chi lavora da oltre 40 anni. E lasciate stare il contributivo, perché la generazione che scrive ha già subito 3 importanti trasformazioni del sistema previdenziale” Poi le elenca:

Pensioni 2020, Cuppi: basta penalità e no contributivo

Da 35 anni a 43 anni di lavoro con un sistema misto e con i coefficienti di trasformazione delle rendite mensili, che ci penalizzano e non poco. E stiamo a difendere questa quota 100….. Con quali risultati? Con quali costi???

Si vada a dividere il costo complessivo con il numero delle persone al quale è stato rivolto il provvedimento e si evince un costo individuali le medio per anno di oltre 30mila euro a carico dello Stato. Non male, non c’è che dire. Emerge essere un provvedimento per pochi . Io credo andava studiato qualcosa per tutti “.

Poi la precisazione che chiarisce come il suo ragionamento non sia affatto contro a quanti hanno potuto, beati loro, approfittare di tale misura: “Non c’è l’ho certamente con chi è uscito o sta per uscire, ci mancherebbe. Ma questo provvedimento non armonizza un sistema previdenziale vigente, bensì crea ulteriori disparità. Così stanno le cose. Così non vanno bene“.

Voi cosa ne pensate delle parole di Cristian Cuppi? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione comemnti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

14 pensieri riguardo “Riforma pensioni, Cuppi su quota 100: per precoci e Quota 41 é indifendibile

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    16 Marzo 2020 in 15:11
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    Trovano sempre i soldi per tutto , basta volerlo , ma per una riforma seria delle pensioni che consenta di andare in pensioni dopo 41 anni di contributi ( o quota 100 senza paletti) fanno veramente tanta fatica , non c’è proprio la volontà …
    Dopo che è terminata questa emergenza coronavirus ( speriamo presto) dobbiamo pretendere con tutti i mezzi a nostra disposizione la QUOTA 41 PER TUTTI !!!!!

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    18 Febbraio 2020 in 9:53
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    Buongiorno a tutti buona giornata e buon lavoro a tutti ,ho 57 anni e 39 di contributi ,concordo su tutto quello che è stato detto dal signor Cuppi ,penso che un un lavoratore dopo 41anni di contributi debba andare in pensione ,la quota cento è un’altra storia che riguarda quella categoria di lavoratori con meno contributi ,comunque non facciamo una guerra tra poveri come siamo soliti fare, e anche vero però che i lavoratori precoci e usuranti siamo penalizzati. Buona giornata

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    17 Febbraio 2020 in 15:34
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    Continuano tutti a dire si è giusto mandare in pensione chi ha fatto 41 anni di lavoro lo dicono politici sindacati giornalisti ecc ecc ma alla fine sono Solo parole sbraitate al vento.. Se lo volevano fare sarebbe bastato dare la quota 100 anche a precoci ed usuranti senza paletti d’età e tutto sarebbe stato equo anche perché i precoci nel 2022 non esisteranno più.. E per questo che non fanno niente e la tirano alla lunga.. Neanche un’agevolazione niente per noi niente solo parole

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    17 Febbraio 2020 in 14:10
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    Buongiorno, voglio portare la mia testimonianza di lavoratore gravoso alla discussione. Io sono un muratore di 60 anni e più 42 di contributi, sto lavorando come dipendente in una piccola ditta artigiana con pochi operai. Da ragazzo ho frequentato le scuole superiori e durante l’estate ho lavorato in fabbrica e poi come carpentiere. Non sono considerato precoce per poche settimane, non perché non le abbia lavorate, ma perché all’epoca mettevano in regola in ritardo. Poi ho fatto sempre il muratore, ininterrottamente, esposto a tutte le temperature e le intemperie. Nel corso degli anni mi sono visto aumentare l’età pensionabile, da 35 a 40 e poi 43. Nel 2018 è stata fatta la legge per i gravosi precoci con i seguenti paletti: 41 anni di contributi, 1 prima dei 19 anni, almeno 7 degli ultimi 10 di gravosi. Non rientravo per quel primo anno, avessi compiuto i 19 da ottobre in poi ce l’avrei fatta. (A proposito chiedo al signor Gentiloni e a chi ha collaborato alla stesura di questa legge: … e 10 mesi prima dei 19 e 41 di fila di gravoso non è peggio?) Comunque me ne sono fatto una ragione: era una misura adottata per chi, come me, aveva passato la giovinezza su un’impalcatura o a fare un altro lavoro pesante. Per noi gravosi rimasti fuori era stato bloccato l’incremento dell’aspettativa di vita per il bienno 2019-2020. Io quindi, che dovrei pensionarmi quest’anno, sarei potuto andare con 42 e 10 mesi. Poi arriva il governo del cambiamento, si fanno votare con la promessa dei 41 per tutti, fattibile da subito secondo loro. Ma partoriscono questa quota 100, che in realtà è una finestra, e privilegia l’età rispetto ai contributi. Non solo, bloccano a tutti l’incremento dell’aspettativa di vita fino al 2026, 5 mesi in meno per tutti, introducendo la famosa finestra di tre mesi senza pensione. Che, ovviamente, vale anche per me che non ce l’avevo! Di fatto questa legge mi ha allungato il periodo lavorativo 42+10+3. Spiegatemi perché dovrei difendere questa quota 100 così concepita, E dovrei preoccuparmi dello scalone che nel 2022 potrebbe subire chi spesso e volentieri ha un lavoro molto migliore del mio che si sente in diritto di andare in pensione con soli 38 anni di contributi? Che è vero, non sono pochi, ma allora i miei 43? Scusate lo sfogo, io di solito non scrivo sui social, ma si sono lasciato convincere dal tono misurato e costruttivo della discussione su questo sito. E anche dal fatto che non leggo quasi mai opinioni e testimonianze di chi ha un lavoro gravoso.

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    • Erica Venditti
      17 Febbraio 2020 in 14:29
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      Grazie mille Paolo per la sua testimonianza 🙂

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    16 Febbraio 2020 in 20:07
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    L’abominio intellettuale è di quelle persone che ci propinano anche la soluzione di come riportare equità e giustizia nel sistema pensioni. Come ? Ci dicono tranquillamente e convintamente che la quota 100 ” deve terminare alla fine della sperimentazione” e, notate bene, ” nel 2022 si riparta con una nuova riforma”. E bravi !!!! E nel frattempo noi che siamo costretti ad arrivare ai 67 anni o ai 43,1 della Fornero dovremmo stare tranquilli, sereni e pazienti a guardare chi ha meno anni, meno contributi e meno anni di lavoro sulle spalle, andarsene in pensione. E attenti a non urtare i loro diritti con critiche alla normativa, che a loro viene ansia e depressione mentre noi penalizzati invece viviamo felici e contenti di subire l’ennesima frustrazione. Cari signori, ricordatevi che mentre attendete di avere la quota 100 giusta per voi, ci sono lavoratori che hanno già 65-66 anni e ci sono lavoratori che mentre voi attendete di avere i vostri 38 anni di contributi c’è chi di contributi ne ha già 40. A queste categorie di persone però non è consentita nessuna scelta: O la pensione di vecchiaia o la Fornero. “Un bel tacere non fu mai scritto”, almeno per decenza.

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      31 Marzo 2020 in 11:14
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      Partendo dal presupposto che ‘ il meglio è nemico del bene ‘ accanirsi contro Quota 100 perché non è stata fatta 41 per tutti mi sembra alquanto semplicistico , sicuramente una quota 100 libera da vincoli sarebbe stata molto più equa ma a parer mio non è che perché il governo gialloverde così non ha fatto ora bisogna levare anche quel poco che ha fatto !!! Un buon tacer non fu mai scritto dice qualcuno che sicuramente preferisce il proverbio ‘ mal comune mezzo gaudio ‘ osannando la riforma Fornero come esempio di equità …….ma per favore !!!!!

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      8 Luglio 2020 in 13:31
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      Concordo con Franco Giuseppe.
      Io:
      1 anno al nero
      1 anno in una base Nato
      9 anni nel privato
      31 nel Ministero interni
      60 anni era.
      Prima uscita possibile: 2022/23 con quota 105/106 e almeno 43 di contributi [che sono ben 5 in più degli attuali quota 100!!!)
      Vorrei che i sindacati facessero questi conti perché siamo in tanti a cascarci dentro a questa categoria di fregati. Nel 2022 saranno molti meno. Ma a noi serve qualcosa entro l l’anno prossimo. Mi accontenterei di una quota 42 o quota 102 libere.
      Altrimenti rabbia e fregatura.

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    16 Febbraio 2020 in 19:53
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    Cristian e’ naturalmente condividibile la tua delusione per il fatto che per voi precoci si sia fatto nulla . Ma penso che , ti faccio il mio esempio, io 61 anni 38 di contributi andro’ in pensione all’eta’ di 63 , considerando la finestra 6 mesi e ulteriori 6 mesi per il primo assegno. Se avessim 58 anni e 42 di contributi come hai fatto notare in un tuo esmpio. Percepirei la pensione a 60 al massimo e ne sarei felicissimo. Nota assegno maggiore ed eta minore . Il fatto e’ che anche molti di noi non precoci abbiamo iniziato a lavorare giovani io per esmpio a 14 o 15 . senza asicurazione senza ferie senza contratto e se vuoi posso elencarti pure minacce tipo se non ti va bene stai pure a casa tanto ragazzi disposti a fare il tuo lavoro ne trovo. Ora non capisco questo accanimento su quota 100. Ma dico e per chi ha piu’ o meno la nostra eta’ e sta in mlti casi gia’ 10 o 15 anni in pensione non dita nulla ? in tutte le localita’ tutti sappiamo di certi privilegi . vedi forze armate.

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    16 Febbraio 2020 in 13:59
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    Cuppi ma cosa dici?
    Bisogna dare sicuramente la possibilità di andare in pensione ai precoci. Ovvio……questo lo capisce anche un bambino… ma quota 100 e’ stata fatta da un governo….che in proposito ha fatto una legge…….della durata di 3 anni.
    Le persone…me compresa…….in base ad una legge approvata, hanno pianificato la loro vita……
    Cuppi non ti interessa di rovinare la vita a chi si è organizzato in base ad una legge del governo……non in base a delle chiacchere…ma una legge.
    Ma allora a cosa servono le leggi se un cittadino non può pianificare la propria vita?…..ma state scherzando con i nostri soldi?….o state governando?
    Che affidabilità ha un governo che solo potesse pensare di portare avanti questa proposta?
    Ci penseremo bene alle prossime votazioni cosa fare…….
    Siete dei buffoni

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    16 Febbraio 2020 in 13:00
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    Buongiorno come sempre in questo Paese la regola : chi deve avere ,deve dare.. purtroppo è una pessima realtà non fa sicuramente onore.
    Sempre e dico sempre 41 per tutti a Qualsiasi Età Senza Penalizzazioni……

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    16 Febbraio 2020 in 11:50
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    Cuppi non ha ragione ha più che ragione è una sporca carognata mantenere sul posto di lavoro chi ha 39 40 41 42 anni di lavoro e di più e mandare in pensione chi ne ha solo 38 che sono comunque tanti MA SONO MENO è vergognoso che più politici Salvini in testa AVEVANO PROMESSO DI FAR SPARIRE LA FORNERO MA NON L’ANNO FATTO.

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    16 Febbraio 2020 in 9:40
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    Parole sante. Il 1 marzo inizierò il 41′ anno di lavoro e a giugno compirò 60 anni ma questo ancora non basta. I vari governi premiano solo chi è più anziano anche se con meno anni di contributi. È ovvio, pensioni più basse e per meno anni visto che chi è di età più avanzata si presume morirà prima. Altro che aspettativa di vita e responsabilità verso i ns figli. La smettano e i sindacati tengano presente queste istanze elementari!

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    16 Febbraio 2020 in 9:38
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    Sono uma precoce ancora lontana alla pensione, perché ahimè iniziato da adolescente..ancora 10 anni davanti e me ma con 32 anni alle spalle di lavoro con orari e posto di lavoro impegnativi…sono pienamente d’accordo con il sig. Cuppi su tutto..e trovo scandaloso che chi ha iniziato presto a lavorare sia costretto a lavorare così tanti anni in più…il fisico si logora a prescindere dall’ età ..e mi uccide sapere di essere obbligata a fare tanti anni in più rispetto ad altri solo perché non ho maturato l età.. è ora di finirla fate qualcosa che sia equo per tutti!!!! E fate entrare i giovani nel mondo del lavoro…cosa hanno fatto di male i lavoratori italiani per meritarsi questo ergastolo????

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