Riforma pensioni 2021, le ultimissime proposte per il dopo Quota 100

In questi giorni si stanno sempre più susseguendo le ipotesi post quota 100, Draghi al momento non ha parlato della riforma delle pensioni, né di quali saranno le misure da adottare dal 31/12/2021 per scongiurare l’effetto scalone ed il ritorno puro alla Legge Fornero. In molti, sindacati in primis, hanno espresso con chiarezza la loro idea di riforma previdenziale: maggior flessibilità in uscita e misure di carattere strutturale, che permettano di programmare maggiormente la propria vita senza dover essere condizionati all’esasperante logica del ‘di anno in anno’, anche l‘onorevole Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi dalla loro, su Left, hanno ben esplicitato cosa dovrebbe contenere una necessaria riforma delle pensioni, che dovrebbe dunque passare da un pensionamento anticipato a seconda delle categorie d’appartenenza. Da parte loro anche i cittadini hanno deciso di fare delle proposte su quella che riterrebbero l’unica possibile riforma delle pensioni, ad esempio tra le richieste ripetute la quota 41 senza se e senza ma, e la possibilità di uscita dopo 40 anni di lavoro senza alcuna penalità. Vi é anche chi propone una proroga almeno temporanea della quota 100. I dettagli a partire dai commenti che ci avete lasciato sul sito e di cui vi siamo sempe grati perché ci consentono di potervi ascoltare e darvi voce.

Pensioni 2021, 40 anni di contributi sono sufficienti

Pietro:C’e’ poco da dire, 40 anni di versamenti devono bastare per andare in pensione senza alcuna penalizzazione. Iniziamo da qui. Poi possiamo ragionare sul come anticipare un eventuale fuori uscita per coloro che non raggiungeranno mai i 40 anni di contributi, oppure per coloro che sono in difficolta’, ma PRIMA mettiamo un paletto 40 anni son già troppi“.

Emilio, fa riferimento ad una proposta di legge a firma dell’onorevole Claudio Durigon depositata nel 2021, di cui stamane abbiamo chiesto maggiori specifiche, l’onorevole si é detto disponibile a parlarne nei prossimi giorni; nel mentre vi riposrtiamo le considerazioni del nostro lettore: “L’unica proposta che ritengo interessante è al momento il disegno di legge 2855 depositato alla camera l’11 gennaio 2021 dall’onorevole Claudio Durigon che prevede la quota 41 per tutti. Speriamo diventi legge presto“.

Fa eco Giovanni: “Preferisco la proposta Durigon con massimo 41 anni ovviamente con la possibilità di anticipare fino a 4 o 5 anni la flessibilità ed età di accesso a 62 anni.Inoltre implementazione effettiva del contratto di espansione per tutte le grandi aziende!”

Salvatore, dalla sua sostiene invece, dicendosi propositivo: “Ogni proposta concreta e migliorativa sul tema dell’anticipo pensionistico è ben accolta, ma bisogna fare attenzione che non siano favoriti alcuni soggetti a spese di altre categorie sociali“.

Pietro, aggiunge: “Dopo 40 anni di contributi si ha diritto alla pensione, senza ulteriori finestre, finestrine e qualsivoglia ritardo. Iniziamo a levare tutti quei privilegi che negli anni si sono distribuiti”

Roberto, inforza la richiesta sull’uscita con 41 anni di contributi dicendo: 41 anni di contributi versati sono fin troppi, specialmente per quelli che hanno iniziato a lavorare a 15 anni ! Per cui 41 per tutti senza se e senza ma ! Per tutti indipendentemente dall’età e dal lavoro che uno svolge”. Vi é anche chi propone di mantenere per almeno un altro anno la quota 100 post scadenza, come Salvatore.

Francesco, parlando della quota 41, suggerisce una modifica: “Buongiorno! Personalmente penso che sarebbe giusto eliminare il requisito dei 12 mesi prima dei 19 anni di età per poter accedere al pensionamento come lavoratore precoce. Non vedo perché una persona che lavora da 40/41anni svolgendo un lavoro gravoso, non può usufruire del precoce per questo paletto a mio avviso ingiusto. Ripristinare 41 anni di contributi e eliminare le aspettative di vita per il lavoro usurante e gravoso. Che aspettative di vita può avere un lavoratore che svolge tali mestieri!?

Riforma pensioni 2021, unica soluzione: prorogare quota 100 e estendere ape sociale

Salvatore, scrive: “La soluzione di tutti i problemi è e rimane una proroga della quota 100 almeno per 1 anno. Le riforme vanno studiate con calma e non c’è tempo, anche se bisogna incominciare a metterci le mani in maniera seria ed al fine di evitare per la fretta di avere leggi impopolari ed ingiuste. Bene Salvini che vuole prorogare. Gli altri devono seguire lo stesso esempio“.

Mazzini, aggiunge facendo riferimento all’Ape social e chiedendone un’estensione: “APE SOCIAL ANCHE A DONNE CHE HANNO DOVUTO DARE LE DIMISSIONI DAL LAVORO PER MOTIVI FAMILIARI OGGI ESCLUSE DA APE SOCIAL PERCHÈ NON HANNO POTUTO USUFRUIRE DEGLI AIUTI STATALI ( NASPI).

Lea, dalla sua chiede: “L’ ape social per i disoccupati di lungo corso che non hanno usufruito della naspi, doveva essere già inserita nella legge di bilancio, Che fine ha fatto la proposta? Gli over sessantenni disoccupati per vari motivi non troveranno più lavoro, questa è una certezza

Graziano, riferendosi alla proposta di Gnecchi e Damiano di uscita dai 63 anni e 36 anni di contributi con penalità per quanti svolgano mansioni di intelletto, scrivono: “Pessima idea non bisogna creare un sistema dove per andare in pensione bisogna essere penalizzati. I contributi sono stati versati non bisogna andare a ribasso io ritengo che la pensione sia un diritto acquisito e non si debba essere penalizzati altrimenti ci creerebbe un esercito di poveri sempre a carico dello Stato”.

Cosa ne pensate delle proposte fatte, le condividete o ne aggiungereste altre? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito.

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15 commenti su “Riforma pensioni 2021, le ultimissime proposte per il dopo Quota 100”

  1. Approvare ape sociale senza la naspi come si era parlato all’inizio dell’anno perché un ultrasessantenne non ha probabilità di trovare un lavoro

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  2. ciao Walter
    immaggino che tu abbia 62 anni altrimenti non scriveresti quota 103 (62 + 41) ma avresti scritto 41 anni per tutti, perchè ognuno deve guardare solamente al proprio orticello?

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    • Scusate,ma perché penalizzare sempre i più deboli? Io ho 39 anni di contributi e ho 56 anni,ho iniziato a 14 anni a lavorare,e avete anche il coraggio di penalizzarmi? Dopo che mi sono versati tutti i contributi,mentre persone che percepiscono pensioni alte senza aver versato l’equivalente contributo.
      40anni di fabbrica a turni possono bastare ,provare per credere.

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  3. ribadisco per l’ennesima volta che la quota 100 e qualsiasi altra quota che prevede un’età minima è e sarà sempre una legge ingiusta, ci saranno sempre persone che lavorano da 40 anni che non potranno andare in pensione e persone che con 36/38 anni di lavoro ci possono andare.
    Quota 41 per tutti con eventualmente la possibilità di andare in pensione prima con penalizzazione mi sembra abbastanza equa, dopo 41 anni di lavoro la gente è stanca e sinceramente non è più produttiva come prima. Largo ai giovani

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  4. Si dovrebbe fare da subito una riforma che prevede che i lavoratori vadano in pensione a 60 anni e politici professori e giornalisti minimo 80 anni.

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  5. Proroga di Q100 per un anno o in alternativa
    Q102 come somma di età e contributi (eta 62 contributi 40; età 63 contributi 39; età 64 contributi 38…..)

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  6. Condivido quanto detto da Salvatore.
    Proroga di un anno per quota 100 e poi con calma e serietà modificare il sistema pensionistico che sia equo per tutti.

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    • Non condivido. Mi dispiace ma la calma è terminata. Ora è tempo di impegnarsi seriamente.
      In meno di 2 mesi è stata fatta la Legge Fornero.
      Attivate i Tavoli e vedrete che in questi 7 mesi si può,deve fare una riforma accettabile

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