Alle ore 10 di oggi 7 aprile vi sarà l’atteso incontro tra Draghi e sindacati a Palazzo Chigi, in molti si chiedono se servirà davvero o se ormai é troppo tardi per poter riparlare di ‘riapertura del cantiere previdenziale’. Secondo alcuni lavoratori questo incontro é di ‘facciata’ ed a nulla servirà, al riguardo ci siamo interfacciati con il Professor Giuliano Cazzola per comprendere se il sentore dei lavoratori é giusto o se effettivamente verrà apportata qualche modifica all’attuale riforma Fornero? Eccovi la sua intervista in esclusiva per il nostro portale.
Riforma pensioni 2022-2023: cosa cambierà dopo l’incontro tra Draghi e sindacati?
Pensionipertutti: Professor Cazzola questa mattina 7 aprile alle ore 10 ci sarà il tanto atteso incontro tra Governo e sindacati, che dopo mesi di silenzio sono stati convocati ufficialmente da Draghi. A suo avviso si parlerà del contesto economico attuale e delle difficoltà per pensionati e lavoratori o si riprenderà il discorso sul cantiere previdenziale definendo le prossime linee guida per la riforma pensioni 2022-2023?
Giuliano Cazzola: Nell’incontro di oggi 7 Aprile, ne sono praticamente certo, non si parlerà di pensioni se non in termini generali. Esistono le linee guida proposte dal Ministro Orlando, ma il governo non è pronto per la riforma, quindi per i lavoratori, al momento, non vi saranno grandi novità. Sarò lieto di essere smentito, ma vedrà che ho ragione.
Pensionipertutti: Quindi che ne sarà della riforma pensioni 2023? Ci saranno dei riferimenti almeno nel Def al fine di arrivare con qualcosa di più concreto nella legge di bilancio o sarà tutto rimandato a data da destinarsi?
Giuliano Cazzola: Ora l’appuntamento è con il Def, dove vi saranno certamente dei riferimenti alle pensioni, ma saranno posti su di un percorso che arriva fino alla legge di bilancio
Pensionipertutti: Dunque come anticipa la nota della Presidenza del Consiglio ‘ I segretari generali di Cgil. Cisl e Uil sono stati convocati giovedì 7 aprile a Palazzo Chigi per discutere della situazione economica attuale”, domani il focus sarà ben altro rispetto alle pensioni. Ma allora a suo avviso a cosa dovranno puntare i sindacati nella prossima legge di bilancio sul fronte previdenziale per poter andare incontro alle richieste dei lavoratori ossia ‘una maggiore flessibilità in uscita’?
Giuliano Cazzola: Come dice lei riportando la nota della Presidenza del Consiglio il governo sembra più disponibile a discutere di altro, tenendo in considerazione il contesto economico attuale, dunque del salario minimo, dell’inflazione, del caro energia, ma non mi pare che ci sia un contesto in cui si possa ragionare di pensioni. A mio avviso i sindacati, nella legge di bilancio, dovranno accontentarsi di un’altra quota di avvicinamento all’andata a regime dei requisiti della riforma Fornero.
Riforma pensioni 2022-2023: La Riforma Fornero resterà volente o nolente
Pensionipertutti: Tra le altre cose la Riforma Fornero, tanto odiata da differenti politici che hanno fatto della sua abrogazione ‘un cavallo di battaglia’, è ancora vigente, seppur siano state apportate alcune modifiche ma nessuna strutturale. Non le pare paradossale che nonostante tanti l’abbiano criticata nessuno sia riuscito (o in realtà nessuno abbia voluto) rimuoverla?
Giuliano Cazzola: Ed infatti é un particolare singolare. Questa riforma ha compiuto dieci anni. E’ vero che in questo arco di tempo è stata manomessa, derogata in tanti modi, ma il destino ha voluto che fosse la riforma più longeva, benché Salvini minacciasse l’adozione di un decreto abrogativo come primo atto del governo. Se ci pensa la riforma Amato del 1992 venne sostituita nel 1995 dalla legge Dini, la quale fu modificata nel 1998. Nel 2003 ci fu la riforma Maroni, cambiata nel 2007 con la legge Damiano. Invece la Legge Fornero perdura dal 2012, vorrà pur dire qualcosa, non crede?
Pensionipertutti: Dunque a suo avviso non è poi così fondamentale che i sindacati puntino alla flessibilità in uscita, ho compreso bene? Tutto sommato mi sta facendo intendere che i sessantenni possono ancora lavorare se lei approva in toto la Fornero
Giuliano Cazzola: Per risponderle alla sua domanda concludo facendone una io provocatoria, ma poi neanche tanto: i sindacati si sono accorti che in Ucraina il sessantenni sono stati richiamati alle armi?
Ringraziamo come sempre il Professor Cazzola per averci dedicato del tempo, non resta che attendere l’esito dell’incontro per comprendere se effettivamente l’argomento pensioni sarà tra i trattati o se nulla di nuovo emergerà. Ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista, che trattandosi di esclusiva, è tenuto a riportare la fonte.

È fantastico vedere ragazzi di 18 /20 anni al parchetto a giocare a pallone o a farsi le canne mentre sessantenni e ultra sessantenni tutte le mattine si svegliano alle 6 per andare al lavoro…
Ma mi faccia almeno la cortesia di non dire fesserie paragonando il lavoro con la tragedia della guerra.il problema è uno solo…avete scaricato su una sola generazione tutte le porcate che sono state fatte nel passato…parli ogni tanto di tutti quelli che sono andati in pensione con 17 anni e 6 mesi di lavoro…e pure dei “pubblici” che sono passati nella gestione INPS portandosi dietro una voragine da miliardi di euro..da come parla si deduce che lei è completamente distaccato dalla realtà lavorativa di questo paese…basta vedere i morti sul lavoro per capire che siamo in guerra da molto prima dell’Ucraina.
42anni e 10 mesi sono tanti tantissimi, politici credeteci, poi arrivare per noi dopo tutti questi anni di sacrifici, e riuscendo a non perdere mai un anno di contribuzione è ancora più dura , poi vedersi pagare dall’INPS unassegno da poveracci, ancora più dura, insomma la pigliamo sempre in culo tanto va bene perché tutto è duro , niente e moscio, noi l’unica cosa c possiamo dire andate a fare anche voi in culo
Meglio la proroga di quota 102 piuttosto di una flessibilità con penalizzazioni.
Meglio tardi e sopravvivere con una modesta pensione che lasciare prima il lavoro e morire di fame.
Ma scusate: ci rendiamo conto che paghiamo il sindacato per avercelo addirittura contro?
Un pò come i nostri politici: li votiamo per averli contro.
Sono gli inquisitori di oggi , che vanno contro gli interessi dei lavoratori e del popolo.
La soluzione c’è : cancellazione in massa dal sindacato e votare a partitini nuovi con volti nuovi facendo attenzione che non ci siano volti a noi noti.
Buongiorno. Cosa ne sa il Sig: Cazzola di 42 anni passati in centrali termoelettriche e raffinerie e di trasferte. Ambienti rumorosi , alte temperature e a volte gelo e aria malsana, tempo non trascorso con la famiglia e anniversari compleanni etc…. non goduti. Diamo una mano al paese , anche lui può fare qualcosa , lo vedo bello paffutello potrebbe fare tanto, e guadagnare in salute a togliersi qualche chilo di troppo. Inoltre toglierei i sindacati , non hanno nessuna funzione e ci costano un botto.
Che lascino la Fornero, al peggio non c’è fine
Cari amici da tutto quello che si può dire dei sindacati è tutto vero non servono a nulla fanno solo i suoi interessi e ci prendono ingiro a questo punto vi voglio suggerire di fare tutti la disdetta dai sindacati visto che paghiamo la trattenuta mensile così incominciano a capire che possiamo fare del male anche senza fare sciopero,facciamolo davvero vediamo cosa succede. Ciao atutti.
Esatto io ho già preparato la disdetta non servono a nulla
Non è il modello ucraino quello da imitare. Poi squallida battuta, ci sono di mezzo tanti morti.
Poi quando si arma il sig Cazzola visto il suo fisico da marines allora andremo anche noi….Che dia l’esempio…
Il nome? Una garanzia 😂
Se è guerra è guerra per tutti anche per le personi precedenti, hai capito Signore Gaxxolla
Vorrei sapere, da chi se ne intende più della sottoscritta, se la seguente analisi circa il calcolo dall’aspettativa di vita può avere un fondamento. È tratta da un vido di tale Dr. Abbate dal titolo “I dati non parlano”:
“Si dice che la durata della vita media, a livello mondiale, continua a crescere a dismisura grazie ai grandi progressi della scienza e della medicina, ma è vero? Se andiamo a prendere le curve della Organizzazione Mondiale della Sanità sembrano proprio dire questo, però se andiamo a vedere su quale banca dati quelle curve sono state costruite, scopriamo che in questa banca dati sono inseriti anche tutti i morti della prima e della seconda guerra mondiale, tutti ragazzini ovviamente giovanissimi. Voi capite che è ovvio che se io sto proiettando i dati di tutto il secolo scorso e in questi dati sto tenendo conto di tutti i morti durante le guerre, che sono milioni e milioni di persone (quindi una percentuale importante rispetto al totale della popolazione), poi mi trovo una crescita che dal 1950 in poi esplode proprio nell’allungamento dall’aspettativa di vita.
È chiaro che quell’insieme, quella banca dati, pur essendo perfettamente corretta come qualità dei dati, andrebbe depurata da questi dati, che inquinano il risultato al quale vogliamo arrivare. L’errore è confondere i dati con l’informazione, i dati non sono informazioni. I dati sono numeri e solo elaborandoli nella maniera corretta possiamo risalire a delle informazioni che approssimano la verità, la realtà. Ricordiamoci che nella scienza la verità assoluta non esiste.”
Se guardo alla mia esperienza personale, i miei nonni sono morti ultraottantenni…
Grazie ancora ai gestori del sito per questo necessario spazio di condivisione.
Grazie a lei Veronica per la stima e per seguirci
Mi scusi ma si continua a eludere il problema.
Dato lo stesso capitale accumulato, ho scritto se era giusto che due soggetti prendessero la stessa pensione, pur avendo anche 10 anni di differenza anagrafica. Diverso è quale base di calcolo usare, ISTAT o altro. Oltre a tutto qui noi dobbiamo considerare che, nel caso della pensione, l’aspettativa deve essere calcolata al momento del pensionamento. O facciamo così o creiamo ingiustizie e mandiamo INPS in dissesto.
Sig.ra Veronica, il Dr. Abbate (che lei cita) ha ragione riguardo a come calcolare l’aspettativa di vita.
Il Dr. Abbate fa riferimento alla banca dati in cui (sue parole) “sono inseriti anche tutti i morti della prima e della seconda guerra mondiale, tutti ragazzini ovviamente giovanissimi”.
Se per calcolare l’aspettativa di vita ci si basasse su una simile banca dati, si arriverebbe ad una conclusione fuorviante.
Prendiamo il caso che noi tutti conosciamo bene, perché se ne è parlato molto anche sui media: occorre distinguere i casi di morte “a causa del Covid” (dove è il Covid che ha fatto morire la persona) dai casi di morte “con il Covid” (dove è una specifica patologia che ha fatto morire la persona la quale, tra altre infezioni, aveva anche quella del Covid – che potrebbe essere considerata al più una con-causa, una causa secondaria, collaterale, aggravante, ma non certamente la causa determinate la morte della persona).
Ebbene, se condideriamo come morti per Covid sia le persone morte “a causa del Covid” che le persone morte “con il Covid” allora arriviamo ad un risultato furviante. L’analisi corretta per fare un calcolo sull’aspettativa di vita (rivista alla luce dell’epidemia) deve tenere conto solo dei casi di morte in cui sia stato il Covid la vera causa di morte.
Il Dr. Abbate ha pienamente ragione quando afferma che “l’errore è confondere i dati con l’informazione, i dati non sono informazioni”.
I dati, infatti, sono numeri, lettere, o un insieme di entrambi (come nel codice fiscale), ma non sono informazione. Il dato non conta, non serve per prendere una decisione. È l’informazione che conta, è l’informazione che serve per prendere una decisione. Il dato diventa informazione in relazione ad una persona specifica (o ad un gruppo di persone). Il dato può essere informazione per una persona, ma non per un’altra persona. Il dato non ha valore, l’informazione ha valore. Se una persona vuole conoscere il risultato di una partita (0-0, 0-1, che sono dati) deve comprare un giornale e quindi deve pagare. Perciò, 0-0 (pareggio) o 0-1 (perdita/vittoria) sono dati, ma questi dati possono essere informazione per una persona che tifa per una squadra o per un’altra, e per avere tale informazione è disposto a pagarla, comprando il giornale.
Poi, è facile scadere nella lettura arbitraria dei dati volgendoli a proprio favore. È il caso, per esempio, dei risultati elettorali, in cui tutti i partiti (nessuno escluso) dicono di avere vinto. Al più c’è qualcuno che (assai poco brillantemente, occorre aggiungere) invece di dire “abbiamo perso” dice “abbiamo non vinto”.
Buongiorno, in risposta alla provocatoria risposta del dott. cazzola sul fatto che i sessantenni in UCRAINA sono richiamati alle armi, si tranquillizzi che se pura sfiga dovesse capitare la sitiuazione ucraina (Dio ce ne scampi) in Italia i sessantenni italiani non avrebbero problemi a riprendere un’arma per difendere il proprio Paese, piuttosto spieghi perché tutti parlano che bisogna lavorare fino all’infinito ma le aziende appena ne hanno la possibilità(non tutte ovviamente, ma una buona parte di sicuro) si liberano degli ultra cinquantenni o sessantenni con false crisi e ristrutturazioni varie. Non ho mai sentito da parte del dott. Cazzola una risposta in tal merito
cordiali saluti ai gestori del sito
Vincenzp
Anziché Armarci, il Governo mandi le persone in pensione😡e poi magari ci armiamo.
E difatti il cetriolo va sempre ai soliti! a sessant’anni si può ancora combattere andare al fronte o al lavoro l’importante è non far parte di questa categoria, essere sistemati godere della pensione e aver avuto la fortuna di arrivarci, alla faccia di chi è messo peggio.
È sempre stato così è sempre sarà. I diritti loro li hanno acquisiti, noi dobbiamo pagarglieli.
Per noi lavoratori deve esserci la possibilità di credere ancora in qualcosa anche se è difficile, specie quando leggi certi commenti.
Il signor Cazzola poteva risparmiarsi il paragone con la chiamata alle armi in Ucraina, ci ha presi per fessi? I lavoratori con 41/42 anni di contributi pagati e incamerati dallo stato hanno diritto ad avere quanto spetta oppure devono andare in guerra contro governo e sindacati che si stanno mostrando evanescenti e lontani dai lavoratori?
Non so come si fa ad ascoltare persone che quando parlano lanciano solo sputi…..è facile,anzi facilissimo dettare linee guida per le pensioni altrui,quando la propria pensione è talmente elevata che fa rabbrividire perfino i morti.
Beh da quale pulpito! Il cazzola predica bena ma razzola e razzoló male. Dette da lui queste cose danno un senso di malessere e uno stato d’animo che non si può definire, sopratutto a chi come me e ad altri migliaia di lavoratori 41isti penso fanno davvero molto male. Intanto il proff ai suoi privilegi ci ha pensato bene come tutelarseli. Noi comuni mortali a lavoro per pagarglieli. Uno stato che si ritiene democratico dovrebbe avere un occhio di riguardo verso noi lavoratori precoci e non essere un problema. Anche oggi 7 Aprile l’incontro con i sindacalisti un’amara delusione. Di pensioni niente di niente, che schifo!!!!
Complimenti a Erica Venditti per l’intervista e per aver ben inteso l’opinione del Professor Giuliano Cazzola:
“Pensionipertutti: Dunque a suo avviso non è poi così fondamentale che i sindacati puntino alla flessibilità in uscita, ho compreso bene? Tutto sommato mi sta facendo intendere che i sessantenni possono ancora lavorare se lei approva in toto la Fornero”
Se il pensiero di un ex sindacalista è questo siamo proprio messi bene…
Grazie Tiziano
Se la Legge Fornero perdura dal 2012 e vorrà pur dire qualcosa (non so cosa) è dovuto al fatto che i lavoratori sono stanchi di controbattere questi parassiti di stato, perchè unitamente ai sindacati sono sempre rimasti inascoltati. E’ chiaro che la rassegnazione ad accettare tutto ha un limite e credo che questo limite sia stato raggiunto abbondantemente, quindi un appello ai lavoratori: diamoci una mossa e soprattutto apriamo gli occhi.
Anche oggi i sindacati non si sono fatti valere,siete diventati RIDICOLI…!
BASTA PAROLE E INCONTRI SENZA FATTI
Tutta una presa in giro…..buffoni
Ma il professor Cazzola quanti anni ha? È in pensione? Se si, beato lui. L’esempio dei sessantenni ucraini non è una provocazione, è un’offesa per quella povera gente. Comunque non ci sono dubbi che la convocazione del re sole ai sindacati non verteva sulle nostre eventuali pensioni. Un saluto ai gestori del sito
Buonasera, mi par di capire che dall’ incontro di stamattina tra il governo e le rappresentanze sindacali si è concluso con un nulla di fatto, come volevasi dimostrare. Draghi il temporeggiatore ha trovato il terreno fertile, con un sindacato pressoché inesistente e non all’altezza. La legge Fornero è dietro l’angolo, gli alibi del governo faranno il resto. E il popolo dei lavoratori ad affrontare una vita sempre più in salita. Complimenti vivissimi.
Sarebbe ora di raccogliere le firme per fare qualche referendum , 1 per cambiare la legge elettorale , deve deciderla il popolo non loro , 2 per dimezzargli lo stipendio , 3 un cittadino deve poter decidere quanto andare in pensione , non essere obbligato a lavorare fino a quanto vogliono loro , per poi darti una pensione da fame , è ora di finirla !!
Buongiorno, il sign.cazola ha 81 anni dovrebbe andare in pensione da tanti anni fa al suo posto deve essere un giovane secondo me quello che ha detto e fuori luogo ,non ci pensa nemmeno ai lavoratori che hanno fatto tanti sacrifici dopo i 60 anni che dovrebbero andare in pensione e lasciare la rileva ai giovani.
C’è ancora qualcuno che ascolta il prof. Cazzola? Sappiamo dove potrebbe andare a finire-tradurre mettere- la domanda provocatoria sui sessantenni ucraini richiamati alle armi, perchè c’entra come il cavolo a merenda. Vent’anni e cinque riforme, tutte peggiorative! Questi miserabili politici sono lì a fare le pulci a chi lavora davvero e vorrebbe almeno un po’ di flessibilità…dopo più di quarant’anni di lavoro!
Certo, meglio che rimanga la Fornero, almeno saremo certi di uscire a quella data senza vedersela spostare più in là, o peggio, con le penalità in più rispetto a quelle già avute. Perché in questo Paese non c’è diritto all’equità?
E se uno è disoccupato arriva a 67 anni
credo anch’io , come dice il prof. Cazzola, che non se ne parlerà minimamente; ci sono altri problemi più urgenti da risolvere; avevano tempo 1 anno per fare qualcosa; per chi ci comanda non è mai una priorità; la loro leggina per pararsi il c…o in caso di caduta del governo credo che ci abbiano messo 2 secondi a farla; e poi ci sono le riforme urgenti da fare: quella del fisco per esempio; è stato scioccante sentire che miliardi di euro di sanzioni non esigibili da parte dell’agenzia delle entrate; d’altra parte chi comanda vorrebbe fare qualsiasi cosa senza pagarne le conseguenze; in che mani siamo; saluti ai gestori del sito
…nell’incontro di oggi il governo ha proposto di convocare dopo Pasqua un tavolo allargato all’associazione delle imprese per affrontare i problemi aperti, compreso il tema delle pensioni. La montagna ha partorito il topolino. A questo punto che si fa? Non si sa se ridere o piangere…
Mi sembra quasi certo che il momento non sia quello giusto per parlare di pensioni, ma questo non vuol dire che in un prossimo futuro , (entro l’anno), non si riprenda il discorso . Rimane , comunque un problema, al quale il governo deve risolvere, perché la legge Fornero, non può essere l’unica possibilità di andare in pensione , senza lasciare al singolo cittadino la scelta di poter andare prima, anche pagando di tasca sua.
Danilo
Come al solito Cazzola vuol sempre far pagare ai prossimi pensionati e lavoratori qualsiasi crisi economica. Naturalmente non si deve toccare la sua lauta pensione!!
“i sindacati si sono accorti che in Ucraina i sessantenni sono stati richiamati alle armi?”
In questa affermazione provocatoria sembra esserci una sorta di sottile soddisfazione ma non è così che si risponde alla platea di lavoratori vessati e offesi; vessati da tasse, difficoltà sociali e altro, offesi dall’impunità e dall’esempio di chi ci governa da anni SENZA ESSERE ELETTO.
Il tentativo di togliere la Fornero c’è stato con quota 100 ma le forze politiche di allora si sono perse e hanno deluso le aspettative di chi li aveva votate anche per modificare la riforma USURAIA che la Fornero e chi l’ha votata ci hanno imposto.
Aspetto le votazioni e il primo partito che nei programmi inserisce l’abolizione della Fornero. Aspetto che i SINDACATI si mobilitano per bloccare il paese ai fini di ottenere quanto richiesto, attendo che anche le imprese private e pubbliche si attivino per richiedere flessibilità in uscita dei loro dipendenti, non so quanto convenga avere lavoratori stanchi, demotivati e senza stimoli.
Dal DEF approvato ieri sulle pensioni compare poco o nulla!
Perciò avanti a tutto vapore con la Fornero!
La flessibilità in uscita non è contemplata, però di rivedere certe pensioni assurde, in essere da anni, non se ne parla; da lì cominciamo a recuperare qualcosa… altro che diritti acquisiti, adesso cooperate anche voi, con le vostre pensioni illogiche e fuori dal mondo, come prima cosa!
Come volevasi dimostrare…i sessantenni fottuti per l’ennesima volta, io tra quelli. Però sarà mia grande soddisfazione gettare la tessera sindacale nella raccolta differenziata, almeno la carta di cui è fatta avrà la possibilità per un’altra vita più utile.
Sono disgustato, più che provocatoria trovo l’affermazione conclusiva del Signor Cazzola profondamente infelice e fuori luogo e qui mi fermo……
Oggi sono talmente arrabbiato che sbaglio a scrivere visto che 46,5 più 5 fanno 51,5……allucinante. Se potete unitelo al secondo commento se la sig.ra Erica non lo ritiene offensivo, ma questa non era mia intenzione ma quando si ha tanta rabbia dentro ogni tanto devi sfogarla. Grazie comunque
la linea editoriale la fate voi, è vostro diritto e prerogativa,
ma la mia modesta opinione è che questi siano un’intervista, e conseguentemente un articolo, del tutto inutili.
Qui nel forum sono quasi tutti convinti di avere ragione. Vanno bene le quote, inique, discriminanti e costose. Va bene che uno vada in pensione a 57 anni e prenda lo stesso di quello che ci va a 67 con lo stesso capitale accumulato. E potrei continuare. Ognuno ragiona per la sua convenienza.
Mio padre mi diceva che se avevo 10000 lire, con quelle dovevo fare la spesa. Continuando così teniamoci pure la Fornero perché non andiamo da nessuna parte.
Scusatemi dimenticavo ho anche 3 anni pagati doppi avendo avuto una Torrefazione e andando a fare i mercati giornalieri dovevo pagare due tipi diversi di INPS ma alla fine delle 108 settimane pagate annualmente ho potuto usufruire solamente di 54 settimane. Perciò sommandoli a quelli precedenti fanno 46 anni e mezzo cosa devo fare per poter andare in Pensione lavorare, trovandolo alla mia età, ancora per 5 anni per andare in Pensione con la Pensione piena pagando però la bellezza di49 anni e mezzo. Cosa no pensa L’esimio Cazzola sputasentenze. Lo sa quante persone come me hanno anni e anni pagati in altri settori ma non cumulabili? Perché nessuno dice niente al sig. Draghi &friend su questa questione?
. Non credi Erica che poi le persone abbiano più di un motivo per arrabbiarsi voi cosa fareste nel mio posto?
Il Sindacato ha di nuovo dimostrato tutta la sua incapacità ad ottenere risultati concreti per i lavoratori.
Il tutto come sempre viene rimesso alla successiva campagna elettorale.
Il tema della riforma delle pensioni sarà dominante nella ormai prossima campagna elettorale e molto si giocherà su questo fronte.
Il mio voto andrà sicuramente al partito che proporrà la riforma delle pensioni…..
Siamo alle solite.
Nulla di fatto di quanto promesso da questo governo e dai sindacati,
Sia però chiaro a tutti i politici: alle prossime elezioni politiche 2023 voterò solo il partito che avrà in programma la riforma delle pensioni…..
Come sempre nulla di fatto, solo chiacchere di questo governo e dei sindacati….
Sia però chiaro a tutti i politici: alle prossime politiche 2023 voto solo il partito ha in programma la riforma delle pensioni !!!
Che l’attuale contesto non consenta di derogare i principi di sostenibilità economica lo sapevamo di già, che le proposte avanzate dai sindacati fossero solo demagogia lo sapevamo di già, quello che non sapevamo e non capiamo è perchè il Governo non intende consentire forme di flessibilità anche a costo zero (leggasi penalizzazioni). Mi consenta l’eccellente d.ssa Venditti di ritenere il paragone fatto dal prof. Cazzola riguardo i sessantenni Ucraini e i lavoratori italiani del tutto non pertinente e pure di cattivo gusto.
Anche i sessantenni in Ucraina sono richiamati alle armi. Meravigliosa provocazione!!! E combattono senza DPI, dormendo nel fango, senza camicia e cravatta. Meraviglioso. Che esempio anche per il mondo del lavoro! E crepano tra sofferenze inaudite e senza antidolorifici. Si potrà poi ridurre il peso del servizio sanitario. Nel terzo reich al servizio militare furono chiamati anche sedicenni oggi sepolti in un cimitero di guerra a 50Km da dove abito. Visto come è oggi la Germania ….. pensiamoci dai. Qui tra paper attribuibili ai soli redattori presentati per studi approfonditi di Banca Italia e provocazzioni a suon di paragoni tra condizioni belliche e vita civile che dire….. in Ukraina i leader politici sono a rischio come i loro soldati, da noi sono pieni di privilegi. Possiamo ragionare di pensioni in termini di diritto considerando le distorsioni della gestione previdenziale non volute dai lavoratori e togliendoci di bocca il termine penalizzazione visto che pensione di invalidità è stata riconosciuta anche ad un leader del mondo di mezzo per le conseguenze di un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine intercorso nel pieno esercizio delle reciproche funzioni e disfunzioni? Anche questa è una bella provocazione per noi lavoratori e più in generale per noi cittadini e anche questa è carico dei giovani vecchi e nuovi.
Speriamo non tocchino nulla… se no, come al solito trasformerebbero tutto tutto in M….
Ma di cosa parla questo fenomeno che in Ucraina i sessantenni sono stati richiamati alle armi e cosa cavolo c’entra, questo è un problema diverso perché non parla del perché in Francia da quest’anno si va in pensione con al massimo 63 anni e con un aumento cospicuo delle Pensioni eppure se non ricordo male questa legge e’ stata approvata durante la pandemia e comunque siamo nella stessa Europa o no e quindi? Questo dimostra che è solamente questione di buona volontà perché se anche noi abbiamo più debiti della Francia è anche vero che abbiamo preso più soldi per il Pnrr perciò facciamola finita con queste persone che purtroppo secondo me molto spesso farebbero meglio ad andare al Parco invece di fare esempi del genere che servono solamente far alterare le persone già nervose di suo. Io ho 62 anni e 38 anni e mezzo di contributi ma ne ho 5 con l’Enasarco non cumulabili neanche pagando una differenza. Il sig Cazzola ha pagato 43 anni e mezzo come me per andare in Pensione? Non credo proprio e il sig. Draghi per andarci a 59 anni ha pagato più marche di me? Perciò essendo senza nessuna tutela secondo il sig. Fenomeno Cazzola dovrei vivere di stenti per altri 5 anni per avere una pensiondovrebbero toglierla a loro due se hanno pagato meno anni di me e vediamo come fanno anche se va be! Vai a sapere quanti soldi hanno in banca perciò non ci sarebbe problemi comunque. ( So benissimo che ci sono andati in un altro momento ma è anche per mantenerla a loro che noi dobbiamo andarci dopo perciò qualche volta sarebbe meglio parlare di altro secondo me).Comoda così la vita. Ci dica quanti anni di marche ha pagato lui poi ne riparliamo anche se chiamare Lavoro quello che fanno queste persone rispetto a un turnista, ad un operaio a catena, ad un Infermiere etc non è Lavoro ma una passeggiata di salute. Allora quanti anni hanno pagato questi signori fatecelo sapere poi NOI giudichiamo se vale la pena leggerlo.
Come ha fatto la Francia bisogna andare a farci sentire nelle piazze bisogna svegliarsi
Che soddisfazione sentire alla TV discorsi di conduttori che sembrano scoprire nelle parole chi chi comanda i concetti del keynesianismo!
Non siamo più nel 39, ma come diceva l’Economista “Il Grande esperimento è (di nuovo) iniziato”.
Cosa succederà oggi in Cancelleria riguardo alle pensioni? Nulla!
Dal parlare di caloriferi si passerà a parlare di condizionatori e del niente in fatto di pensioni al cui riguardo si resta Fornarini e Neoliberisti. A chi chiedeva pensioni eguali, a chi invocava la costituzione usurato da vent’anni di lavoro tutto è da dimenticare, era solo un’illusione, non son tempi ne di Bastiglia ne di rivoluzioni.
L’ultima battuta del prof. Cazzola è veramente di cattivo gusto