Riforma pensioni e bonus Inps ultime novità 1 aprile: sito down, parla Cosentino

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni oggi 1 aprile 2020 si associano alle ultime notizie che evidenizano le difficoltà che in queste ore stanno riscontrando tutti coloro che stano provando a richiedere il bonus Inps da 600 euro. Come vi dicevamo ieri parallelamente all’ansia generata dal periodo monta la polemica ed il dibattito sui social relativo alle pensioni, che non si placa anzi si fa più intenso, e riguarda la possibile riforma previdenziale post Covid19. In questi giorni abbiamo riportato i pareri di Ghiselli, segretario confederale della Cgil, e dell’onorevole Damiano, dirigente del partito dem, oggi su entrambi i fronti vi riportiamo il parere di Domenico Cosentino, esperto previdenziale e già presidente di Patronato.

In questa intervista che ci ha rilasciato in esclusiva gli abbiamo chiesto come potrebbe impattare l’emergenza sanitaria in atto sulle future riforme pensionistiche e un parere sulle modalità con cui l’Inps sta gestendo la misura relativa al bonus autonomi. Eccovi le sue considerazioni

Riforma pensioni e Coronavirus: criteri di uscita anticipata post Covid19

Gentilissimo Dott. Domenico Cosentino, secondo lei, quanto inciderà l’emergenza sanitaria in atto sulla prossima riforma delle pensioni? Il Governo, preso atto che i più anziani, gli over 65, sono i soggetti più deboli, penserà ad un’uscita flessibile in base all’età? Oppure a suo avviso sarebbe più corretto puntare sull’uscita anticipata per i lavori gravosi/usuranti o ancora sarebbe opportuno venisse fissato un limite contributivo oltre il quale l’età anagrafica dovrebbe essere del tutto indifferente per poter accedere alla quiescenza?

In piena emergenza sanitaria Covid-19, puo’ risultare azzardato e demagogico ipotizzare soluzioni, ritengo in primis pensare a una quota 100 confermata fino a naturale scadenza ed in aggiunta, ma ovviamente in modo molto semplificativo, rimarcare la necessità di rimodulare l’uscita dal modo del lavoro in relazione alle mansioni svolte. E’ indubbio che l’avanzare dell’età rende l’organismo piu’ fragile e facilmente attaccabile dalle malattie, ma è anche vero che l’usura in mansioni pesanti e gravosi parimenti ne determina un deterioramento.

Bonus INPS da 600 euro, al via le domande da oggi 1 aprile: ma il sito é down

Proprio per fronteggiare l’emergenza Covid19 che sta mettendo in ginocchio a livello economico molte famiglie ed imprese, il Governo ha varato il decreto ‘Cura Italia’, tra le misure a favore degli autonomi anche il Bonus 600 euro le cui domande possono essere inoltrate da oggi 1 aprile. Il presidete Inps Tridico parla di difficoltà sul sito e di ‘100 domande al secondo’, gli utenti si lamentano che il sito non funziona e non riescono a procedere. Lei, già presidente di Patronato, come vede questa misura e la gestione della stessa?

La misura di per sé può anche essere valida, é un primo passo per dare una risposta concreta alle difficoltà di chi sta accusando maggiormente il ‘duro colpo’ inflitto di riflesso da questo nemico invisibile. Ma sul modus operandi ho molti dubbi: Il sito INPS relativo alle domande non funziona, é down da questa mattina, a causa del sovraccarico ed impedisce agli utenti di presentare le domande. Ora io mi chiedo se effettivamente sono state presentate 300 mila domande dall’una di notte alle 8:30 di questa mattina é possibile, visti i messaggi contraddittori apparsi e poi spariti nei giorni scorsi, che gli utenti abbiano dovuto fare la notte in bianco per richiedere un contributo straordinario di emergenza che é un loro diritto? Perche si é dovuti arrivare a tanto? Perchè è stata diffusa la notizia che le domande sarebbero state lavorate in ordine cronologico a causa dei pochi fondi a disposizione?

Ora il punto non è il sistema ‘cronologico’ che è pure una prassi logica e consolidata abitualmente, se faccio la domanda oggi mi viene lavorata prima rispetto a chi la fa domani, il punto invece sta nell’insinuazione, poi smentita, relativa alla scarsa copertura finanziaria per tutti. Questa copertura, Tridico su questo punto dovrebbe essere chiaro, c’é o non c’é per tutti? L’IStituto di previdenza dovrebbe evidenizarlo in modo chiaro, evitando queste guerre tra poveri.

E’ opportuno evidenziare che l’emergenza Covid19 oltre ai tanti problemi economici incomincia anche ad avere effetti sulla psiche delle persone per cui evitiamo ulteriori ansie e preoccupazioni, se queste sono infondate. Preoccupazioni negli utenti, nei cittadini ma anche, inutile negarlo, negli operatori di patronato e nei vari consulenti delegati che vivono con grande resposnabilità la lavorazione delle richieste per cui hanno avuto mandato.

Ringraziamo Domenico Cosentino per la sua testimonianza e prima di chiudere vi chiediamo, voi, siete già riusciti a presentare la domanda sul sito INPS, se rientrate tra le categorie che ne hanno diritto, o avete riscontrato i medesimi problemi?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

17 pensieri riguardo “Riforma pensioni e bonus Inps ultime novità 1 aprile: sito down, parla Cosentino

  • Pingback: Bonus 600 euro Inps, diventa 800 a maggio e verrà erogato per 2 mensilità? | Pensioni per tutti

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    3 Aprile 2020 in 13:01
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    Buon Giorno.
    Redazione di questo Luogo, avete tagliato dei miei commenti nei giorni. Motivando Che non. Pubblicate commenti che contengono link di altri siti. Cosa non Vera. Leggete I post sopra elencati. Vedrete con I vostri occhi. LA solita italia dei cittandi di serie a e cittadini di serie b. Questa non e piu democrazia, MA bensi democratura. Metidica molto Cara ai nostalgici del comunsmo. Personalmete li ritengo LA Rovina del paese da sempre Fin da quando arriviamo in questo paese fiumi. Di denari provenienti dell’urss o kgb.
    State Tranquilliti tagliate pure. Siete voi in difetto, o credete di farmi perdere IL sonno. Ci vuole Ben altro Che questi giochini da cerebrolesi.
    Fraga niente. LA Mia dugnita VA oltre queste meschinate. Non. Potete capire, siete ciechi dalla fazziosita di colore.
    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

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    • Erica Venditti
      3 Aprile 2020 in 14:24
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      la pubblico ma resto SENZA PAROLE!

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      3 Aprile 2020 in 14:40
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      Buon Giorno. Poteva non pubblicare come Gia fatto decine di volte. IL mio pendiero e scritto. Sul fatto Che Lei resta senza parole lo domandi alla Sua refazione. Non di sicuro al sottoscritto.
      Cordiali saluti,
      Luigi Napolitano

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      • Erica Venditti
        3 Aprile 2020 in 14:48
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        La redazione siamo noi: Erica e Stefano ed abbiamo tutto il diritto di restare senza parole di fronte a tali commenti privi di fondamento e carichi di insulti. Le ha risposto anche il mio collega e con questo sinceramente crediamo di poter porre fne a tale inutile e sterile dibattito. Saluti, sempre libero di non commentare più se il nostro modo di agire non le aggrada, vivremo anche noi sogni tranquilli pur senza leggerla. Non si disperi dunque!

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    • Stefano Rodinò
      3 Aprile 2020 in 14:44
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      Come può vedere se si sofferma un’attimo con attenzione, i commenti sotto pubblicati non hanno link funzionanti verso altri siti. Le abbiamo semplicemente chiesto di non inserire link ativi nei suoi commenti, e visto che il sito è nostro credo che sia lecito dettare le regole per evitare problemi alla nostra piattaforma. Noi diamo diritto di parola a chiunque su questo sito, non facciamo distinzioni e non tagliamo nessuno. Ci piace discutere civilmente, non insultare o attaccare le persone. La avviso che non pubblicherò altri commenti contenenti insulti alla redazione o al sito perchè non portano nessun valore alla discussione. Buona giornata

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        3 Aprile 2020 in 15:06
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        Buon Giorno
        Potete affermsre cio Che volete. Io ho espresso IL. Mio pendiero senza indirizzare offese verso nessuno. Non vedo nomi! O sbaglio.? link ci sono elencati nei post guardi bene.
        Rispondo alla college ricambio con grande piacere. Non devo convincere nessuno.
        Figurarsi.
        Cordiali saluti,
        Luigi Napolitano

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        • Erica Venditti
          3 Aprile 2020 in 15:28
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          Mi perdoni ma ‘giochetti da celebrolesi’ non mi pare proprio un complimento. Detto ciò siamo noi a salutarla perché abbiamo perso fin troppo tempo, e anche dalla nostra non dobbiamo convincere nessuno…siamo a ‘casa nostra’ é il nostro sito, ragione per cui se non rispetta le nostre semplicissime regole ‘non mettere i link esterni perché danneggiano il sito’, non viene approvato. Saluti. Non approveremo più commenti sulla questione,la sezione ‘commenti’ é nata al solo scopo di creare un confronto costruttivo, qui di costruttivo vediamo nulla!

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    1 Aprile 2020 in 17:30
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    Quota 100 rimarrà invariata sino a fine 2021 proprio perchè non ci sono alternative perseguibili alla stessa.
    Oltre, come si è visto, alla necessità di far accedere prima alla pensione chi è più anziano, c’è pure il fattore economico che pesa e non poco.
    E’ chiaro che con una aspettativa media di vita di 82 anni, chi va in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi costa molto meno di chi ci vorrebbe andare a 57 anni con 42 anni di contributi: prenderebbe infatti una pensione di importo superiore e per un numero molto più elevato di anni.
    Questa è la incontestabile realtà!
    E come potrebbero risolverla allora i precoci? Penso che si dovrebbe giustamente riconsiderare per loro un mix tra indennità di disoccupazione, reddito di cittadinanza ed altre forme innovative di sostegno al reddito in modo che possano staccarsi, magari gradualmente, dal lavoro in attesa della maturazione del richiesto requisito anagrafico

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      1 Aprile 2020 in 19:05
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      Non ci posso credere Sig. Gian, lo ha scritto davvero e convintamente !!!!!!
      In attesa del requisito di 62 anni, il precoce, magari con 41 anni di contributi, dovrebbe accontentarsi di una sorta di reddito che non corrisponderebbe al suo vero reddito da pensione. Un mix tra CIG e RdC.
      Mentre un quota 100 con 38 anni di contributi prende la pensione che gli spetta, ci dovrebbe essere chi con 41 anni di contributi prende anche meno solo perchè non ha 62 anni.
      Questa è la famosa equità proposta dai quota 100.

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        2 Aprile 2020 in 8:42
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        Sempre meglio di niente per chi non vuole o non se la sente più di lavorare.
        E’ la demografia che regge le sorti del sistema pensionistico: è forse un principio ostico e per qualcuno sgradevole da comprendere ma è proprio così!

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          2 Aprile 2020 in 12:33
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          La sua proposta è talmente indigesta che al suo posto mi sarei vergognato solo a pensarla. E’ stato davvero generoso da parte sua gratificare i precoci con “almeno” una specie di mix di CIG e RdC, poteva anche suggerire qualcosa di peggio. Lei ha fatto l’esempio di un lavoratore che ha 57 anni e 42 di contributi e che quindi per raggiungere la pensione, avrebbe dovuto raggiungere i 62 anni da Lei indicati. Questo vuol dire che questo lavoratore che ha già 4 anni di più di un quota 100, per 5 anni dovrebbe sopravvivere con meno di 1000 euro, cioè meno appunto di un quota 100. Già che c’era, poteva suggerire anche che il lavoratore in questione, se non voleva un assegno così tagliato, poteva comunque continuare a lavorare arrivando così a 47 anni di contributi e finalmente avere la pensione giusta che gli spetta. E si! Chi con 47 e chi con 38. Ottima idea la sua. Capisco la difesa ad oltranza di una norma fatta malissimo, ma il silenzio sarebbe gradito.

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          3 Aprile 2020 in 12:06
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          SE è la demografia quella che conta, allora ci dovrebbe spiegare come mai in pensione ci vanno quelli che hanno 62 anni ma non quelli che ne hanno 66.
          Ci dovrebbe spiegare perchè, tra i tanti commenti a favore della quota 100, si dice sempre che a 62 anni di età sono stanchi, usurati, spesso ammalati, mentre quelli con 66 anni sono vispi, sani e vigorosi. Ci dovrebbe spiegare perchè sostenere che 38 anni di lavoro sono già tanti mentre c’è chi di lavoro ne ha già 41-42 e in pensione non ci può andare.
          Comunque la si giri sembra che i quota 100 abbiano un diritto divino in più, solo che nemmeno loro riescono a dare una spiegazione plausibile.
          Fossi io ad usufruire pur legittimamente di una norma iniqua e ingiusta verso gli altri lavoratori, avrei almeno il buon gusto di tacere e non cercare scuse per giustificare una norma fatta male.

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    1 Aprile 2020 in 15:32
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    I sistemi informatici si comportano esattamente come i sistemi economici.
    In economia quando la domanda di un bene supera l’offerta del bene il prezzo di quel bene aumenta. I produttori aumentano di conseguenza l’offerta del bene e il prezzo del bene diminuisce.
    In informatica quando la domanda di una transazione elettronica supera l’offerta delle risorse elaborative (Cpu, memoria, dischi) il tempo di risposta aumenta. I gestori informatici aumentano di conseguenza l’offerta di risorse elaborative e il tempo di risposta diminuisce.
    Il fatto che i sistemi informatici si comportino esattamente come i sistemi economici apre la strada alla sperimentazione in laboratorio dell’economia (cosa che fino a poco tempo fa era ancora fuori portata).

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      2 Aprile 2020 in 7:15
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      Sono anni (ma posso dire anche decenni) che nelle università si studiano e si simulano i sistemi economici tramite calcolatore anche nella direzione che lei dice [://www.economia.unitn.it/161/gruppi-di-ricerca-e-laboratori].
      Quello che appare evidente nella vicenda down del sito INPS dalle analisi effettuate da informatici esperti (e che ovviamente i media non riportano preferendo la favoletta dell’hacker) è che il codice sottostante il sito è programmato a livello semi-amatoriale tipico esempio di sviluppo di programmatori junior poco esperti di codice e del tutto inesperti in termini di carico macchina e bilanciamento, per non parlare della leggerezza che ha portato alla violazione della privacy.

      [//www.ilsole24ore.com/art/sito-inps-perche-l-ipotesi-dell-attacco-hacker-non-convince-ADFDdSH]

      Dal momento che l’INPS sicuramente appalta la realizzazione delle applicazioni con contratti milionari (e non voglio entrare nel merito di come sono condotte le gare di appalto) mi parrebbe logico che l’INPS stesso chieda ora i danni alla ditta fornitrice e renda trasparente la questione.

      Siamo alla classica parodia della situazione italiana, come si vede chiaramente anche nell’emergenza Covod-19: improvvisazione, sciatteria, poca cura dei particolari, comunicazioni confuse, smentite delle smentite e per finire il più classico dei classici “troviamo qualcuno a cui addossare i nostri fallimenti”.

      Buona giornata.

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        2 Aprile 2020 in 20:56
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        Sig. Salvatore (Primo), lei dice: “Sono anni (ma posso dire anche decenni) che nelle università si studiano e si simulano i sistemi economici tramite calcolatore anche nella direzione che lei dice [://www.economia.unitn.it/161/gruppi-di-ricerca-e-laboratori].”
        Lei ha ragione. Ma non quando afferma “anche nella direzione che lei dice”. Evidentemente lei non conosce lo sviluppo delle mie ricerche (ma questo non ha importanza).
        Le posso assicurare che i primi esperimenti in economia furono fatti nel 1948 con un computer funzionante ad acqua (Bill Phillips).
        Altri esperimenti furono fatti intorno al 1950 (Chamberlain), ancora negli anni ’80 (Vernon Smith) fino ai giorni nostri (economia sperimentale).
        Ma siamo ancora a livello di “simulazione” e di “gioco di ruolo”.
        Ho dato un’occhiata al sito universitario che lei indica. Nulla di nuovo (almeno per me). I Iaboratori del sito cui le si riferisce riguardano tematiche come “Cognitive and Experimental Economics Laboratory” come pure “Laboratorio di Neuroscienze del Consumatore”.
        Nel mondo ci sono migliaia di laboratori nelle migliaia di università che fanno economia sperimentale. Ma per quanti esperimenti facciano, nessuno ha ancora trovato soluzioni concrete per risolvere i veri problemi economici (la disoccupazione, per esempio).
        Gli esperimenti cui io mi riferisco non sono “simulazioni al computer” o “giochi di ruolo”. Sono esperimenti simili a qualcosa del tipo: “riproduco in vivo una nazione e faccio esperimenti con famiglie al naturale, governi al naturale e imprese artificiali emulate con computer”. Questo laboratorio di “economia sperimentale” nessuna università al mondo lo possiede.
        Per quanto riguarda il crash del sito Inps, lasciando da parte come è stato fatto il software, la causa è dovuta ad insufficienza di risorse elaborative.
        Ad ogni modo, credo che i tecnici informatici e i dirigenti Inps si siano dati un bel da fare nel mettere a disposizione in quatro e quatr’otto uno strumento telematico per dare soldi alla gente. Solo chi lavora in campo informatico può capire cosa potrebbe essere accaduto senza sparare giudizi ad altezza d’uomo (non mi riferisco certamente a lei. Mi riferisco a chi chiede la testa del Direttore Generale dell’Inps).

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          4 Aprile 2020 in 18:39
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          La ringrazio per la pacata e ricca di informazioni risposta che mi ha dato.
          Per quanto riguarda il software e le affermazioni che io ho fatto di improvvisazione e inadeguatezza si basano sulla mia esperienza professionale (40 anni che lavoro con i calcolatori come programmatore, analista e project manager).
          Le assicuro e potrà da solo assicurarsene che i gruppi sui social frequentarti dai programmatori, ad esempio su facebook, dove è stato commentato il codice delle pagine web interessate alla debacle, sono pieni di analisi e osservazioni sul codice (come forse saprà il codice, cioè i programmi che creano e controllano le pagine Web sono visibili su qualsiasi browser attivando la funzione apposita che è sempre presente) e il risultato di queste analisi è impietoso rispetto alla qualità del codice stesso.
          Siamo, per farle capire, a livello di un programmatore con un anno di esperienza dopo una laurea triennale in informatica, quello che noi chiamiamo “programmatore junior”. Ma a parte le ingenuità e l’uso non proprio canonico delle funzioni del linguaggio, quello che appare preoccupante è la medesima leggerezza nella parte che riguarda la privacy. Come se il programmatore avesse stabilito che non era così importante occuparsene.
          Ricordo che le norme di sviluppo del software, stabilite dal GDPM e quindi legge dello stato, stabiliscono la “privacy by design” che significa che non è possibile accettare un codice che gestisca dati personali che non sia stato progettato secondo le linee guida note (o dovrebbero essere note) a qualsiasi fornitore della pubblica amministrazione (vedi sito AGID: https://www.agid.gov.it/).
          Buona giornata.

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