Riforma Pensioni e quota 100: Fornero contro proposte di Tridico e Landini

Riforma Pensioni e quota 100: Fornero contro proposte di Tridico e Landini

Elsa Fornero torna a parlare della riforma delle pensioni ed in particolare della quota 100 e delle proposte arrivate negli ultimi giorni sulla flessibilità pensionistica, prima dal presidente INPS Pasquale Tridico e poi dal Segretario della CGIL Maurizio Landini. Vediamo le sue posizioni, distanti da quelle del sindacalista e del presidente Tridico.

Pensioni 2020, Fornero risponde a Tridico su uscita anticipata

Il Presidente dell’INPS nei giorni scorsi ha lanciato la sua proposta di a flessibilità pensionistica che consenta di lasciare volontariamente il lavoro prima degli attuali 67 anni ma sottoponendo intero l’assegno al ricalcolo contributivo. Ecco la risposta sull’argomento rilasciata all’agenzia di stampa Adkronos da parte della Fornero: Non credo sia una misura opportuna e politicamente fattibile. Ed il rischio è che una proposta del genere possa indurre le persone in condizioni più difficili ad uscire dal lavoro, creando dei nuovi poveri. Perché quello che oggi può essere considerata una pensione appena adeguata, domani si rivelerà una pensione bassa”.

“Sotto il profilo finanziario questa proposta, ovviamente, considerato che opta per un calcolo interamente contributivo, non addossa oneri alla collettività nel senso che ciascuno prende la pensione che si è pagata con i propri contributi ma è chiaro però che comporterebbe pensioni molto più basse di quelle che i lavoratori si attendono“, commenta ancora Fornero, ammonendo infine: “Offrire questa possibilità di pensionamento anticipato a tutti i lavoratori significherebbe sicuramente abbassare di molto il livello delle pensioni perché vorrebbe dire ricalcolare tutte le pensioni dall’inizio della propria carriera lavorativa, con riduzioni dunque molto forti negli assegni a venire. Il rischio è dunque che questa proposta possa indurre le persone in condizioni più difficili ad uscire, creando dei nuovi poveri. Perché quello che oggi può essere considerata una pensione appena adeguata domani si rivelerà una pensione bassa”.

Riforma Pensioni ultime novità: Fornero su quota 100

In una lunga intervista a Linkiesta, Elsa Fornero parla poi del sistema pensionistico italiano, e della quota 100 che fino ad ora non ha prodotto i risultati sperati: “Non credo che Quota 100 si possa definire un fallimento, credo invece che si possano definire molti italiani decisamente più saggi di alcuni politici che pretendono di rappresentarne gli interessi. Vorrei tuttavia aggiungere prudenza a questo giudizio generale, perché proprio il governo ha confermato la volontà di non modificare Quota 100 nel 2020 e nel 2021, pertanto è anche possibile che molti cittadini che avrebbero potuto fare richiesta nel 2019 abbiano scelto di posticiparla in vista di un’aggiunta all’importo delle pensione calcolato in base agli anni di lavoro. Mi risulta inoltre che gli ultimi mesi hanno mostrato un aumento delle domande, quindi da un lato introdurrei una prudenza nella lettura dei dati, dall’altro premierei la saggezza dei cittadini.

Poi la Fornero commenta le parole di Landini: “Sono rimasta molto sorpresa e dispiaciuta del giudizio di Maurizio Landini espresso nell’intervista a La Stampa, che liquida la riforma come un mero taglio della spesa che non ha, parole sue, niente a che fare con la previdenza. Possiamo ricordare, con molta pacatezza, che oggi il sindacato rappresenta in gran parte gli anziani, non più i giovani. Detto ciò, se Landini pensa veramente questo, significa che è molto concentrato sul presente o addirittura sul passato, e gli sfugge completamente la visione prospettica del Paese, con le sue difficoltà sia per la demografia sia per l’economia. Così facendo, Landini non dà peso all’onere che certe regole previdenziali impongono alle generazioni future, salvo poi stupirsi se queste generazioni cercano altrove le opportunità che non hanno nel nostro Paese”.

Poi l’ex Ministro risponde ancora a Landini, che nell’intervista accusa la riforma Fornero di “aver aumentato diseguaglianze e non aver risolto i problemi”: A differenza della riforma di Salvini, la legge del 2011 ha messo l’equità tra le generazioni al centro; in secondo luogo, ha cercato di ridurre i privilegi (anche se Landini non li nomina), ancora presenti in grandi quantità. Il passaggio al contributivo è stato infatti fondamentale per rendere trasparenti le posizioni di ciascuno e capire chi riceveva di più di quanto versato, o quando si era di fronte a delle misure di solidarietà (che è in parte l’azione pubblica), poiché molte persone possono aver avuto una vita lavorativa sfortunata”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

6 pensieri su “Riforma Pensioni e quota 100: Fornero contro proposte di Tridico e Landini

  1. Scusate…ma non mi viene nemmeno voglia di leggere l’articolo….solo la foto della …signora fornero …mi indigna

  2. Il sistema pensionistico non è equo anche in relazione alle attività nel settore privato rispetto ai dipendenti pubblici. Chi è esposto ai rischi del mercato e al mutamento epocale del commercio, delle professioni,dell’artigianato e della PMI dopo i 55 anni è estremamente fragile e se perde il lavoro non ha più appigli e affonda inesorabilmente.
    Un dipendente pubblico NON perde il lavoro neanche in situazioni limite e quindi è giusto che rimanga al lavoro in uno schema rigido. Chi invece ha scelto la libera professione,il rischio di impresa o chi ha perso il lavoro dopo i 55 anni operando nel privato deve poter usufruire della flessibilità in uscita con penalizzazioni nulle o limitate perchè nel complesso delle garanzie non godute durante l’attività lavorativa sono compensativamente eque.

  3. Dal 2022 lasciassero quota 100 almeno per disoccupati , invalidi oltre 74 % , lavori usuranti e donne .
    Io penso che anche con il calcolo contributivo andrebbe bene . Poi ognuno sceglierà la cosa migliore .
    Per chi lavora ancora e vorrà andare in pensione prima solo contributivo . Gli altri manterranno il sistema misto .

  4. LA FORNERO NON PENSA CHE CI SONO FAMIGLIE CHE NON POSSONO AVERE UN ALTRO LAVORO RIMASTI DISOCCUPATI A 54 ANNI CI TROVASSE LEI UNA SOLUZIONE AD ARRIVARE A 67 ANNI SENZA LAVORO BERLUSCONI A SUO TEMPO A TROVATO SOLUZIONI PER FARE ARRIVARE ALLA PENSIONE POI CON 26 ANNI DI CONTRIBUTI COSA SI PRENDERA DI PENSIONE SE ARRIVIAMO E COME FACCIAMO AD ARRIVARE ECCO PERCHE SUICIDI CI SONO MOLTO IN ITALIA

  5. E come mai non si parla mai dei pensionati residenti all estero che frodano lo Stato non risiedendo i canonici 181 giorni nel paese estero esempio il Portogallo dove non ci sono controlli e dove con la connivenza del console locale basta recarsi un giorno al consolato e firmare la presenza e poi ripartire il giorno dopo? L INPS controlla tutto questo? Si occupa solo delle pensioni in Italia ma di questa frode chi se ne occupa? Vecchi di 80 anni che partono dall Italia e si recano a Porto firmano e poi ripartono…controllate le presenze e le firme quanto ci stanno e quando ripartono…controllate i primi di febbraio di quest anno ad esempio, le vedrete le sorprese.

  6. La Prof.ssa Fornero pensa alle generazioni future e osserva: “la legge del 2011 ha messo l’equità tra le generazioni al centro”. Sarebbe come dire: l’onere dei padri (il debito) non sia trasferito ai figli.
    Ma cosa si sentirebbe di dire, oggi, chi dovrà riformare le pensioni pensando alla generazione presente? Cedo che si sentirebbe di dire questo: “La legge del 2020 metterà l’equità tra le generazioni al centro, permettendo alla generazione dei sessantenni di lasciare il lavoro affinché la generazione dei trentenni non lasci il Paese”. Sarebbe come dire: l’onere dei figli (la disoccupazione) non sia causata dai padri.
    Tutti e due i principi sono giusti. Occorrerà valutare quale dei due si adatti di più ai nostri giorni.
    Meglio ancora sarebbe poterli attuare entrambi.

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