Riforma pensioni, in manovra ok ape sociale e opzione donna, al palo quota 41 ed esodati?

Riforma pensioni, in manovra ok ape sociale e opzione donna, al palo quota 41 ed esodati?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni ruotano oggi da un lato sul post incontro Governo sindacati che si é tenuto nella serata di ieri, positivo pare essere stato tutto sommato stando alle prime dichiarazioni di Cgil, Cisl e Uil, il confronto con il Ministro del lavoro Nunzia Catalfo, che si é detta disponibile ad una riforma generale delle pensioni, dall’altro sul testo della manovra finanziaria trasmesso al Senato. Il disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022, è stato infatti trasmesso il 3 novembre al Senato; i capitoli rubricati alla voce Capo V – Misure in materia di pensioni” sono quelli che prenderemo in considerazione, e che riprenderemo nel dettaglio, per comprendere quanto effettivamente é previsto nella manovra 2020 per quanti ambiscono alla quiescenza.

Allo stato attuale, sotto i riferimenti normativi precisi, si evidenzia una proroga di due misure in campo previdenziale che erano in scadenza, e che vedono quindi l’estensone delle stesse per un ulteriore anno, parliamo di Ape social e opzione donna che verranno prorogati per il 2020. Al momento nulla si evince per quanto concerne provvedimenti risolutivi a favore degli ultimi 6.000 esodati esclusi dalle precedenti salvaguardie né tantomeno a favore della quota 41 per i precoci.

Manovra 2020: ok ape sociale e opzione donna

” A pagina 36 – Art. 56 (Disposizioni in materia di Ape sociale, commissione gravosi e commissione spesa previdenziale)
l.
All’articolo l, comma 179, della legge Il dicembre 2016, n. 232, le parole «31 dicembre 2019>> sono sostituite dalle seguenti: «3 l dicembre 2020>>. Conseguentemente, l’autorizzazione di spesa di cui al comma 186 del medesimo articolo l della citata legge n. 232 del 2016 è incrementata di 108 milioni di euro per l’anno 2020,218,7 milioni di euro per l’anno 2021, 184,6 milioni di euro per l’anno 2022, 124,4 milioni di euro per l’anno 2023, 57,1 milioni di euro per l’anno 2024 e 2,2 milioni di euro per l’anno 2025. Le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo del comma 165, dell’articolo l della legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2020.

A pagina n. 37 – Art. 57 (Opzione donna)
l. All’articolo 16, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28marzo 2019, n. 26, al comma l, le parole “il 31 dicembre 2018” sono sostituite dalle seguenti: “il 31 dicembre 2019” e al comma 3 le parole “entro il 28 febbraio 2019” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 29 febbraio 2020”. L’ultima data é da intendersi per il personale della scuola.

Manovra 2020, niente di fatto per esodati e precoci?

E’ stata proprio la Cgil a dirsi delusa su due punti al seguito dell’incontro: “Ancora nessun impegno per una soluzione definitiva per gli esodati. Grande assente dalla legge di bilancio il tema “pensionati e mancata rivalutazione delle pensioni”.

Così Elide Alboni, amministratrice del Comitato Esodati licenziati e cessati, commentando la bozza della manovra: ” Le decisioni e i prossimi passi che si faranno su pensioni anticipate, aumento delle pensioni, invalidi e disabili. Ma mancano 2 temi fondamentali, Gli esodati ed i precoci “

Così Gabriella Stojan, amministratrice del comitato ultimi 6000 esodati, ricorda nell’ultimo comitato Stampa: “ Un Governo che è nato con l’obiettivo di “operare nell’interesse e per il bene di tutti i cittadini ‘nessuno escluso’ mirando a rimuovere le diseguaglianze di ogni tipo”, come proclamato dal Presidente Conte, non si deve macchiare dello scandalo di lasciare ancora 6.000 famiglie a subire le conseguenze dell’INGIUSTIZIA SOCIALE perpetrata dalla legge Fornero alle quali chiediamo sia restituito il diritto di cittadinanza, il diritto alla pensione ed il diritto al futuro!!!

Così Roberto Sinesi, del gruppo lavoratori precoci: “Bene,molto bene,anzi MALISSIMO, non una parola è stata spesa per la quota 41 ,a parte le parole di Proietti, non mi sembra che dall incontro ci siano le benché minime intenzioni da parte del ministro Catalfo di prendere in considerazione la quota 41″ .

E voi cosa ne pensate della manovra 2020, é un primo passo, si é fatto troppo poco, o nulla di nuovo rispetto alle aspetattive? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

14 pensieri su “Riforma pensioni, in manovra ok ape sociale e opzione donna, al palo quota 41 ed esodati?

  1. oggi chi va in pensione il calcolo è con il sistema contributivo quindi la pensione è proporzionale con i contributi versati. Quota 41 e ‘ la soluzione più onesta

  2. Speriamo che venga proposto un emendamento per prorogare Opzione donna al 2023 al fine di evitare la tortura del “di anno in anno” e dare un minimo di certezze alle donne per poter programmare il nostro futuro. Non si tratterebbe di una concessione ma di un giusto e doveroso riconoscimento.

  3. Per me è stato fatto veramente poco. O nulla. Non rientrano gli esodati, proroga opzione donna solo per un anno Nulla rispetto a quello ci aspettavamo.

  4. Questa è l’Italia, mi meraviglio di chi crede ancora ai sindacati e dopo tutto questo continuano
    a pagare le tessere.
    Mandare in pensione con 38 anni di contributi , e con 40 41 42 no bisogna essere dei grandissimi cervelloni.
    Bravi Bravi Bravissimi…..

    1. Mi scusi, ma qui cosa c’entrano i sindacati ? Mica sono loro che fanno la finanziaria, è il governo. Per quanto sopra da Lei esposto invece dovrebbe chiedere conto al governo precedente, che è quello che ha deciso che con 38 anni si può andare in pensione ma con 42 no.

      1. No caro Sig. Franco, dovrebbe chiedere conto a QUESTO governo che ha il dovere di “riparare i danni” del precedente, magari integrando quello che è stato fatto con una bella quota 41. Lei crede ancora alle streghe? Io no!

        1. Caro Francesco, com me Lei sfonda una porta aperta. E’ da tempo che contesto la quota 100, non nella sua approvazione ma nella sua formulazione. Come ho sempre affermato, quota 100 era cosa buona e giusta se riguardava solamente lavoratori ultrasessantenni che il lavoro lo aveva perso e che da tempo non si riuscivano a reinserire e non avevano nessun reddito. Averlo aperto a tutti ha creato una corsa delle aziende a concordare uscite anticipate con dimissioni volontarie ed ha creato una iniquità con chi ha lavorato di più e versato più contributi ma non hanno il requisito di 62 anni. Questi ultimi devono continuare a lavorare per contribuire al pagamento delle pensioni di chi ha versato meno. Un abominio sociale.

        2. Streghe o non streghe io dico che lavorare in fabbrica per 41 anni basta e avanza…riparateli voi i danni..siamo stufi

    2. Le cose non stanno esattamente così come si continua a recriminare.
      Il precedente governo ha reso possibile andare in pensione anticipata a 62 anni.
      Ma non bastano i soli 62 anni, occorre avere almeno 38 anni di contributi. Di conseguenza se uno non ha 62 anni non può accedere alla pensione anche se ha già versato contributi per 39, 40 o 41 anni, così come non si può andare a 63, 64 o 65 anni se non si hanno almeno 38 anni anni di contributi.
      Se la si guarda per il verso giusto la cosa risulta più sensata e meno irritante…….

      1. No caro Gian, è molto irritante !! E’ irritante per il fatto che tutti sarebbero dovuti essere messi nelle condizioni di poter scegliere se lavorare meno e avere un assegno più basso. Si è scelto di concederlo solo a chi ha lavorato meno e versato meno contributi pur avendo un lavoro sicuro e uno stipendio a fine mese. Se ritiene che sia stato giusto perchè comunque 38-39-40 anni sono tanti è ancor più giusto per chi di anni ne ha 41-42. Se invece ritiene che abbiano soltanto cercato di far quadrare i conti allora la quota 100 non tiene conto del fattore umano e morale. Non mi può dire che un lavoratore con 62-38 sia più stanco e usurato fisicamente di uno che ne ha 61-42. E’ vero che il secondo ha un anno in meno di età ma ha 4 anni di lavoro in più sulle spalle. Guardi le dico: Un collega è andato in pensione ultimamente con 62-39 mentre io ne ho 61-42 e l’ultimo giorno guardandomi negli occhi non ha proferito parola. Ho capito che anche lui riteneva la cosa ingiusta perchè io ho 3 anni in più di fatica sulle spalle. E con questo ho detto tutto. Non ce l’ho con chi ha usufruito della quota 100 ma mi sia consentito dire che è stata fatta una porcata sotto ogni punto di vista.

        1. Quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai varato negli ultimi vent’anni ed è stato fatto grazie ancora governo vicino al popolo come quello giallo verde ed ora giustamente e coerentemente difeso in parlamento dal ministro DiMaio e il M5S

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