Riforma Pensioni le ultime di oggi 16 dicembre: LDB dimentica donne ed esodati

Pensioni quota 100 gualtieri

Non sono buone le notizie relative alla riforma delle pensioni, con la maggioranza che ha rigettato tutti gli emendamenti proposti per donne, esodati e disoccupati. Ad eccezione delle delle già annunciate proroghe per Opzione Donna e dell’Ape Sociale non ci sono novità rilevanti sui temi pensionistici e difficilmente nel maxi emendamento della legge di bilancio 2020 vi sarà qualcosa per questi problemi. Il Ministro Gualtieri ha difeso la manovra, spiegando le scelte del Governo. Vediamo le sue parole e quelle di Orietta Armiliato che commenta proprio quanto sarà incluso nel maxi emendamento a discapito di misure per le donne e per gli esodati.

Ultime Riforma Pensioni 2019 oggi 16 dicembre: Armiliato su Donne ed emendamento

Armiliato riporta uno stralcio dall’articolo comparso su QuiFinanza in cui si parla delle misure possibili nel maxi emendamento: “Nella riunione-fiume che ha partorito il maxi emendamento alla Legge di Bilancio 2020 sono stati inseriti e stanziati 1,3 milioni di euro in tre anni per i carnevali storici e altrettanti per le bande musicali e un milione e mezzo di euro da dedicare agli spot anti-abbandono dei cani”.

Armiliato dice: ” Ora, io non ho nulla contro i carnevali storici considerato che amo le tradizioni che ci raccontano da dove veniamo, così come non ho nulla da criticare rispetto alle bande musicali che sono strumento di cultura giacché sono inseriti corsi nei conservatori di musica dove é possibile conseguire il diploma in “Strumentazione per Banda” e, men che meno, ho qualcosa da obiettare circa la sensibilizzazione dei cittadini verso modalità funzionali a promuovere misure anti-abbandono dei cani, animali che adoro.

Dopodiché, però, ricordo che una misura come la proroga dell’Opzione Donna, a detta di Inps, costa 400 milioni all’anno e dunque con i medesimi denari si poteva soddisfare il bisogno di qualche migliaio di lavoratrici ad arrivare al 2023 come il CODS ha chiesto reiteratamente “urbi et orbi” per non parlare della norma sul cumulo gratuito anch’essa richiesta a “chiunque” e dal costo contenutissimo e da ultimo ma solo perché talmente vergognoso da non poter credere, il negato provvedimento di salvaguardia degli ultimi 6000 Esodati che restano ancora una volta al palo, avrebbe trovato un’ulteriore copertura economica (oltre quella già esistente..)”.

Riforma Pensioni 2020, il Ministro Gualtieri difende la Legge di bilancio

Dopo l’uscita dal parlamento della Manovra, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato e ha difeso quanto fatto dal Governo: ” La manovra esce dal Parlamento non solo confermata, ma anche rafforzata nell’impianto che il Governo le aveva dato: una manovra per i lavoratori e le famiglie che guarda all’equità, allo sviluppo e all’ambiente”. Gualtieri ricorda che è stato evitato l’ aumento dell’iva  di 23 miliardi e che “Sono stati stanziati 3 miliardi per il taglio delle tasse sugli stipendi, aumentato gli investimenti pubblici orientandoli all’innovazione e alla sostenibilità ambientale, abbiamo dato impulso agli investimenti delle imprese”. Poi conclude: “Abbiamo ottenuto una flessibilità significativa dall’Unione Europea e utilizzato i risparmi su alcune misure come Quota 100. Altre risorse sono arrivate dalle nuove norme che abbiamo introdotto per il contrasto all’evasione fiscale.

Voi cosa ne pensate di questa legge di Bilancio? Vi soddisfa o no? Vi aspettavate misure in più sulla riforma delle Pensioni? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto e tornate a trovarci ogni giorno per tutte le ultime novità sulle pensioni!

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

8 commenti su “Riforma Pensioni le ultime di oggi 16 dicembre: LDB dimentica donne ed esodati

  1. al ministro Gualtieri se crede di farsi bravo nel dirottare i nostri diritti e i nostri soldi le pensioni degli esodati pre fornero si faccia un esame di coscenza neanche adesso si è degnato dopo tutti questi anni di approvare la nona salvaguardta si vergogni farei vivere lui senza un centesimo per anni e anni mi vergogno di essere governata da questi politici che privileggiano gli animali al posto delle persone e si divertono sperperando i sacrifici di tanti poveri e onesti lavoratori mi auguro che qualcuno vi illumimi un pò ……………..

    1. Sig.ra Evae, il suo nome mi trae in inganno come l’inganno attrasse l’amabile Eva: è forse questo il suo nome? Per me sarà “Eva”.
      Comprendo i suoi sentimenti di collera e di sdegno. Li comprendo perché li provo anch’io, e forse in misura ancora maggiore.
      Li provo quando vedo cani fedeli ai loro padroni maltrattati dai padroni stessi con fuoco e lame conficcate nelle carni scarne; quando vedo orsi deliranti per l’estrazione di bile per rendere lisce le pelli rugose di donne amate dal tempo; quando vedo scimmie deliberatamente infettate agonizzanti per testare un farmaco che le Big Pharma venderanno a tutti eccetto ai bisognosi di cure; quando vedo gattini con in testa un casco con martelletti martellanti perché i cosiddetti “scienziati” vogliono vedere fino a quando riescono a resistere; quando… mi perdoni… sig.ra Eva… se mi fermo qui. Perché proprio non ci riesco a proseguire nel lungo elenco che ancora mi rimane.
      Sig.ra Eva, se è proprio lei che ha dato origine alla progenie umana, voglio che sappia che mi vergogno di appartenere al genere umano. Voglio che lei sappia che farei di tutto per liberare gli animali dalla miserevole miseria umana. Ho visto talvolta animali animati da uno spirito di abnegazione, di sacrificio, di solidarietà, di fedeltà, di amore, di umanità che mai, mai, mai, ho ritrovato in alcun essere umano.
      Mai.

  2. Sig. Ministro Gualtieri, ho fiducia in lei e ritengo che abbia fatto davvero il possibile per realizzare una manovra che “guarda all’equità”. Anche a me talvolta capita di guardare la luna, ma il guardarla non significa per me poterla raggiungere.
    Lei ci informa che “sono stati stanziati 3 miliardi per il taglio delle tasse sugli stipendi”. Buona cosa. Più soldi si hanno da spendere più si può consumare. Ma sinceramente nutro qualche dubbio che quei soldi in più in tasca dei lavoratori finiscano in consumi. È più probabile invece, vista l’incertezza dei tempi che corrono, che finiscano nel salvadanaio. Ma forse mi sbaglio. Le simulazioni al computer che i suoi tecnici avranno fatto utilizzando il modello Computazionale di Equilibrio Economico Generale (CGE) per quantificare l’impatto delle politiche fiscali e degli scenari di riforma ipotizzati… attribuendo alle miriade di variabili esogene i valori giusti per ottenere i risultati desiderati… mi daranno certamente torto.
    Lei ci informa, sig. Ministro, che sono stati aumentati gli “investimenti pubblici orientandoli all’innovazione”. Buona cosa. Ma sinceramente nutro qualche dubbio che quegli investimenti potranno produrre i risultati attesi. A furia di insistere nel mantenere la gente al lavoro, ci ritroviamo con i giovani che espatriano e con i vecchi che lavorano. Sappiamo che il nostro non è un Paese per vecchi. E neppure per giovani, visto l’andazzo. Diciamolo pure: non lo è neppure per l’innovazione. Ma anche qui sono certo che il tempo mi smentirà.
    Lei ci informa, sig. Ministro, che “abbiamo dato impulso agli investimenti delle imprese”. Ma sinceramente nutro qualche dubbio che le imprese investiranno per produrre prodotti che nessuno potrà comprare perché non ha soldi. Oh, sì, dimenticavo… sono stati stanziati 3 miliardi per il taglio delle tasse degli stipendi. Perciò la gente potrà spendere, potrà consumare, le imprese vedranno che la domanda tira e quindi investiranno. Sono sempre le simulazioni dei suoi tecnici che gliel’hanno detto, vero sig. Ministro? E allora stia pur certo che i suoi tecnici, se veramente sono stati bravi, le avranno saputo fornire le previsioni che lei si attendeva.
    Sig. Ministro, le simulazioni al computer sono dei giochi. Con le vite umane (e anche con quelle animali), invece, non si può giocare.
    Infine, sig. Ministro, lei ci informa che “altre risorse sono arrivate dalle nuove norme che abbiamo introdotto per il contrasto all’evasione fiscale”. Buona cosa. Sono forse quei 3 miliardi di cui parlava? Un po’ pochini, direi. Dubito che serviranno a qualcosa. Ma non voglio essere pessimista.
    Sig. Ministro Gualtieri, io le credo, e sono convinto che lei crede davvero d’aver fatto una manovra che “guarda all’equità”.

  3. Spreco o strategia quella del Ministro Gualtieri?
    Soldi buttati per arance sprecate al carnevale storico di Ivrea, o soldi buttati per dimostrare che non siamo proprio alla fame?
    Il Ministro Roberto Gualtieri è uno storico, lo sappiamo. Saprà che durante l’assedio di Troia veniva gettato dalle mura del cibo (che pur scarseggiava) al fine di ingannare i greci, i quali, vedendo di non poter ridurre i troiani alla fame, tolsero nottetempo l’assedio lasciando come loro ricordo un apparentemente innocuo cavallo di legno. Qual è, mi domando, il cavallo di Troia che il ministro Gualtieri ha messo in manovra ai fini di “una manovra per i lavoratori e le famiglie che guarda all’equità” (parole di Gualtieri)? Sì perché se la maggioranza ha rigettato tutti gli emendamenti proposti per donne, esodati e disoccupati, non si può certo parlare di una “manovra che guarda all’equità”, a meno che questa “equità” non sia stata astutamente celata in un cavallo (o forse in un “cavillo”) nella manovra.
    Il Ministro Roberto Gualtieri è uno storico, lo sappiamo già. Saprà che al carnevale storico di Ivrea si celebra la “battaglia delle arance” (non credo che il verbo “celebrare” sia appropriato. Ho abitato per quattro anni a Ivrea, a “Talponia”, ma non mi è mai piaciuto vedere la battaglia delle arance dal vivo. E nemmeno su youtube). Certamente saprà, il Ministro Gualtieri, che con la manovra ha finanziato questa “battaglia”.
    Orietta Armiliato dice che non ha nulla contro i carnevali storici in quanto ama le tradizioni.
    No, sig.ra Armiliato, non ci siamo!
    “Con i medesimi denari si poteva soddisfare il bisogno di qualche migliaio di lavoratrici ad arrivare al 2023 come il CODS ha chiesto reiteratamente “urbi et orbi”” (parole di Armiliato).
    E cosa ha fatto lei, sig.ra Armiliato? Ha ceduto le armi? Ha smesso di lottare? Quando si lotta, sig.ra Armiliato, si lotta per vincere, perché quando si perde, si perde per sempre.
    Lei, sig.ra Armiliato, ha lasciato che la sua “battaglia delle lavoratrici” venisse surclassata da una “battaglia delle arance”, e questo perché l’amore e il rispetto delle tradizioni possono più dell’amore e il rispetto per la donna?
    Perdoni, sig.ra Armiliato, la mia foga immotivata e ingiustificata. In fondo, è lei che ha lottato e lotta ancora, non io. Invero, è chi lotta e non cessa di lottare che ha possibilità di vincere (“never give up” è il motto che applico a me stesso). Chi non lotta ha perso già.
    Già, la battaglia delle arance a Ivrea! Mi auguro che non si debba parlare in un futuro prossimo venturo anche della “battaglia delle sardine” a Bologna!

  4. Buongiorno Rodinò, vorrei capire se l’APE volontaria verrà rinnovata nel 2020. E’ una misura di flessibilità e per lo stato ha un costo quasi nullo. Penso sia un’opportunità comunque per chi come me andrà in pensione a 67 anni e non ha altre opzioni..
    Grazie per la risposta.

    1. Sig. Gianni, sono in molti a porsi la sua domanda. Io una mia idea sull’APE volontaria me la sono fatta (ma, per carità, non è detto che sia giusta).
      Secondo me l’APE volontaria ha poche possibilità di essere rinnovata per il 2020 (ma non voglio affatto demoralizzarla, se questa è la sola opzione cha lei ha. A Natale i miracoli sono sempre possibili!).
      L’APE volontaria non pesa sul bilancio dello Stato, è verissimo, ed è completamente a carico del lavoratore che dovrà sobbarcarsi l’accensione di un mutuo.
      Domanda: chi sono quelli che devono “sborsare” (cioè togliere dalla borsa, sia come “cassa” che come “mercato azionario”) i soldi? Sono le banche. Non mi pare che le banche abbiano oggi una certa propensione a erogare mutui alle famiglie e prestiti alle imprese. Soprattutto se devono distribuire dividendi agli azionisti.
      Le banche guadagnano prestando soldi e lucrando sugli interessi. Ma se il tasso di interesse è basso (come quello che oggi abbiamo) le banche non ci guadagnano affatto (altrettanto dicasi per le compagnie di assicurazioni che intervengono come attore comprimario in qualità di garante nella restituzione del prestito in caso di “premorienza” del lavoratore beneficiario del prestito/mutuo).
      I tassi bassi sono un beneficio per lo Stato, per le famiglie e per le imprese; ma sono un maleficio per le banche e le assicurazioni.
      I tassi bassi penalizzano fortemente le banche, e le penalizzazioni che subiscono vengono ribaltate sui loro clienti (attraverso l’aumento del costo di gestione dei conti correnti e servizi vari e, tra poco, anche sul denaro depositato).
      In base a questi razionali, dubito davvero che le banche possano (o vogliano) erogare il prestito finanziario per sostenere l’APE volontaria.
      Sig. Gianni, le soluzioni ai nostri problemi pensionistici e occupazionali ci sono. Ma, nel frattempo, credo sia meglio confidare nello Stato che ci dà poco piuttosto che nelle banche che ci tolgono tutto.

      1. Addendum al mio commento di ieri a proposito della mia osservazione che “le banche ci tolgono tutto”.
        Proprio oggi sul Corriere della Sera l’articolo firmato da Federico Fubini riguardante la Banca Popolare di Bari riporta che una signora, “un’ex insegnante di religione delle scuole elementari, vedova, obbligata alla sedia a rotelle e con figli da mantenere, ha investito nella banca popolare della sua città 181 mila euro. Tutti i risparmi della sua famiglia”.
        Gli investimenti furono consigliati alla signora dalla filiale della sua banca quando un’azione dell’istituto stesso valeva 9,53 euro. Oggi quelle stesse azioni valgono zero.
        C’è del marcio nell’economia finanziaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su