Riforma Pensioni, l’editoriale oggi 2 settembre: il futuro dopo quota 100

Pensioni anticipate, le considerazioni di Perfetto su Quota 100 e post

l letargo in cui era sprofondato l’argomento della riforma pensioni sembra improvvisamente terminato. Dopo mesi e mesi in cui solamente i gruppi facebook finalmente uniti in un’azione comune e il sindacato confederale hanno insistentemente continuato a tenere alta l’attenzione su un argomento di vitale importanza per i cittadini, è stata come al solito la politica a dare un segnale di “inizio lavori”. La scintilla sono state le assurde, inappropriate e assolutamente fuori luogo dichiarazioni del Sottosegretario della Lega Durigon di voler intitolare un parco della città di Latina al fratello di Mussolini e l’immediata levata di scudi di Pd, M5S nonché alcuni esponenti di FI che hanno iniziato da subito a chiedere le dimissioni dell’uomo di fiducia di Salvini nonché “padre di quota 100”.

In uno scenario agostano, assolutamente stagnante, nello scenario interno, purtroppo non in quello internazionale con la formazione della crisi in Afganistan a seguito del ritiro delle forze USA ed europee che hanno determinato la presa immediata dei talebani della capitale Kabul e che muterà gli equilibri geopolitici del mondo intero con la non condanna da parte di Cina e Russia, la richiesta di dimissioni di Durigon ha provocato un acceso dibattito politico su “quota 100” , la legge fortissimamente voluta da Salvini che è in scadenza alla fine dell’anno.

Riforma Pensioni 2021 ultime novità: che fine farà quota 100?

Durigon dopo aver resistito oltre venti giorni, in seguito ad un incontro Draghi-Salvini in cui il Presidente del Consiglio ha esortato il leader della lega Salvini a convincere Durigon a fare un passo indietro perché a settembre ci sarebbe stato un voto di sfiducia sul Sottosegretario con conseguenze negative anche per il governo, ha sì convinto Durigon a dimettersi, ma per non perdere politicamente la faccia ha rilanciato sul fronte “quota 100” affermando che “abolendo il reddito di cittadinanza si potrebbe rifinanziare “quota 100” e “se torna la legge Fornero mettiamo i TIR all’ingresso delle autostrade”.

Propaganda politica in vista delle elezioni di ottobre o reali possibilità di rinnovo? Probabilmente sarà molto difficile un rinnovo in extremis dopo tutto quello che è stato detto e scritto nei mesi precedenti ma sicuramente un argomento che sembrava relegato solo alle riviste specializzate ed ai gruppi facebook in questi primi giorni di settembre ritorna ad infiammare i partiti politici.

Perché sono intervenuti il M5S che afferma che il RdC non si tocca, Renzi che si scaglia contro il RdC per perorare il ritorno al REI, nonché il Pd che dice di varare una nuova legge previdenziale che tenga conto dei diversi lavori gravosi e usuranti. Quindi a poco più di tre mesi dalla fine di “quota 100” e al formarsi dello “scalone “ di cinque anni l’argomento riforma pensioni torna prepotentemente alla ribalta sui giornali e presto anche sui talk-show e infiamma nuovamente i politici italiani.

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Ma cosa c’è di realmente veritiero su questo argomento in cui Draghi in sette mesi non ha fatto mai fatto nessuna dichiarazione né espresso alcun commento? Salvini addirittura rilancia affermando che Durigon libero da impegni istituzionali si sta dedicando completamente alla stesura di un nuova legge previdenziale che sarà presentata ad ottobre. I partiti politici sono di nuovo in fermento e per questo motivo ritengo che l’interessantissima iniziativa dei gruppi Facebook di un sit-in in molte città italiane il 18 settembre davanti alle Prefetture sarà un successo che alcune forze politiche cercheranno di intestarsi e sarà uno stimolo anche per i sindacati confederali che proprio dall’esito di tale iniziativa trarranno degli orientamenti per effettuare nei mesi di ottobre e novembre alcune manifestazioni sull’argomento che potrebbero sfociare in uno sciopero generale.

Piu realisticamente invece penso che non si tornerà più alla quota 100 che non sarà rinnovata ma saranno implementati i contratti di espansione, con anticipo della pensione fino a cinque anni prima, anche per aziende sotto le cento unità di personale che sono il tessuto connettivo dell’industria italiana. Ci sarà sicuramente anche un aumento delle categorie interessate ai lavori gravosi e usuranti dal momento che la Commissione istituita a tale scopo sta terminando i lavori nonché una stabilizzazione di Opzione Donna. Come sempre tutto è in mano alla politica e alle coperture economiche che il Ministro Franco garantirà a queste spese, ma dopo una pandemia che ha causato quasi 130.000 decessi e con un’aspettativa di vita scesa di quasi due anni sarebbe auspicabile e direi anche doveroso da parte della politica dare un segnale forte e significativo in ambito pensionistico.

14 commenti su “Riforma Pensioni, l’editoriale oggi 2 settembre: il futuro dopo quota 100

  1. Bravo Bruno bellissimo commento, breve ma tanto significativo, ma a 80 anni questi signori non andranno mai in pensione, a quell’età dopo aver goduto di tanti privilegi gli dispiace soltanto lasciare questo mondo, ma lì non gli basterà andare a sparare cazzate in televisione, dovranno fare i conti con il Padreterno.

  2. Purtroppo nessuno ci ascolta, men che meno la classe dirigente intenta a spartirsi la torta. E’ avvillente dirlo ma se non succede qualche pazzia nessuno ci ascolterà. Basterebbe organizzare una scenata a Roma davanti al parlamento e bloccare tutto per settimane. Vedi che qualcosa si smuove.
    Chiedere di ridurre gli stipendi dei politici da subito almeno di due terzi. Chiedere la riduzione dello stipendio di tridico del 75%.
    Chiedere di eliminare il reddito di cittadinanza.
    Oppure trovare la formula per vivere fino a 150 anni, ma questa è un altra storia..

  3. Ma l’aspettativa di vita non dovrebbe da quest’anno diminuire visto il nr.di morti che il covid ha fatto, o è paragonabile alla benzina, quando il petrolio sale la benzina aumenta, quando cala la benzina costa uguale.
    Il governo dia la possibilità di far uscire dal mondo del lavoro chi ne ha abbastanza di versare contributi e vederli sperperati a destra e sinistra. Dopo 41 anni è legittimo andare in pensione e godere ciò che ci avanza della vita.

  4. Se vogliamo continuare a parlare di “flessibilità in uscita” e poi si toglie Quota 100 da una parte e si “potenzia” il contratto di espansione… mi sembra che stiamo andando al contrario! Ma se il contratto di espansione non lo facevano le grandi aziende perché NON conveniente a loro, come si può pensare che sia conveniente per le aziende più piccole? Ci stanno prendendo in giro… d’accordo sull’allargare l’APE Sociale, d’accordo su stabilizzare “opzione donna” …ma togliere possibilità di uscita, come la Quota 100, è comunque togliere flessibilità in uscita… e non mi si venga a dire che Quota 100 è costosa perché, a conti fatti, potrebbe essere rifinanziata proprio dal solo risparmio di tutti quelli che non ne hanno voluto usufruirne. E’ triste assistere che anche questo tema vada ora avanti a slogan elettorali, e non per il bene comune della società e dei cittadini, senza un approccio strutturale serio, complessivo e organico.

    1. Condivido quasi tutto, e relativamente al contratto di espansione aggiungerei che così come concepito ed ampliamente dimostrato (come del resto anche l’Isopensione) che le aziende non lo adottano per i costi troppo elevati, ma lo terranno in piedi, ed anzi verrà potenziato per poter dar modo di “sistemare” un gran numero di lavoratori di quel BUCO NERO di Alitalia, che sono 50 anni che viene mantenuta con i soldi del popolo, premiando con svariati milioni i vari amministratori che l’hanno ridotta in queste condizioni.

  5. E’ ora che si muovano a fare una legge, per dare delle certezze alla gente che non puo’ programmare il prossimo futuro, per chi ha 41 anni di contributi è assurdo che lavori ancora, e che abbia delle penalizzazioni.
    Il sistema deve avere flessibilità in uscita per far si che entrino i giovani.

  6. Da quanto vedo sembra passare l’idea che prima di essere dei lavoratori che avanzano richieste si debba pensare, in quanto esseri umani, alla necessità di compiere opere buone, più che tentare di impegnarsi nel difendere al meglio i propri diritti e anche la ricerca delle verità.
    Mi pare il classico modo di sistemare i problemi del mondo con il fondoschiena di altri, di chi non è mai chiamato a decidere.
    In un mondo in cui si è parlato fino ad ieri di Siria e oggi si parla, purtroppo, di Afghanistan, sembra sia quasi una colpa che da noi si stia a parlare di scintille … di un dopo Durigon e dunque a riguardo delle nostre pensioni!
    Sono forse i lavoratori i padroni del mondo?
    Io ricordo che non più di 40 anni fa dormivo nella camera coi miei due genitori, che mio padre, dopo 7 anni di prigionia a causa della guerra lavorando come muratore lo vedevo pedalare per recarsi al lavoro con in testa cappellino, sudato, fatto con carta di giornale. Con questo riuscendo a garantirci i pasti, qualche risparmio e gabinetto in cortile con bagno settimanale nel mastello di Moplen al caldo di un stufa a carbone; poco altro nella Stalingrado d’Italia, ai bordi di Milano, non in un grattacielo americano!
    Oggi, a distanza non di un tiro di schioppo, ma di un tiro di pensione di oltre 41 anni, vorrebbero riproporre ai molti figli di quel mondo delle future pensioni da fame?
    “Se è bene essere onesti, spesso è meglio, almeno ai politici, starsene in silenzio”.
    E’ da sempre, da quando io sono nato, che si mobilita l’opinione pubblica di tutte le parti del mondo contro i continui conflitti che comunque i politici, imperturbati, ripropongono.
    Non credo gioverà molto al momento portarci a pensare ad altro che alle nostre pensioni, perché di certo non si può più asserire che sia presto discuterne, visto silenzio che il nostro governo sa solo proporre oppure nell’ascoltare le teorie, a mio parere sbagliate, del presidente dell’ente elargitore; idee che vorrebbero portare la massa al cappellino di giornale degli anni 60.

  7. E il segnale potrebbe essere:
    . Libertà di pensionamento a 62 anni (con misto.per chi ne ha diritto…)
    . A 58 anni pensionamento dei disoccupati di lungo periodo
    . Cancellazione spiccioli di mesi e finestre dell’anticipata Fornero .

  8. Assolutamente d’accordo con il Sig. Marino e aggiungo che la vera innovazione previdenziale tra quelle presentate, sarebbe il ritorno alla legge Fornero, fermo restante l’unica cosa buona che conteneva la quota 100, ossia il pensionamento di ultrasessantenni disoccupati di lungo corso. Chi il lavoro e lo stipendio mensile continua ad averlo si metta in fila come tutti, senza favoritismi e prepensionamenti. Inoltre ci vorrebbe un aumento di controlli sulle persone pensionatesi in anticipo, perchè sono straconvinto che tra quelli che si sono pensionati con la quota 100 ci siano molti che hanno intravisto la possibilità di avere a fine mese un doppio assegno: pensione e lavoro nero. Il RdC elargito senza controlli preventivi ha causato la truffa di tanti che non ne avevano diritto e quelle somme, da una persona senza isee, senza cud, o partita iva non verranno mai più recuperate. Se qualcuno mi sa spiegare come sia possibile che un romeno venga in Italia, presenti domanda, riceve RdC e ritorni in Romania e una volta al mese fa il pendolare per ritirare assegno, come si faccia a recuperare la somma, indebitamente percepita, è un mistero dei 5S e del ministro delle finanze.

  9. vediamo cosa proporranno da adesso a dicembre; noi del 1960 già inculati quest’anno; sarei in pensione da 2 giorni (i prof. vanno in pensione al 31 agosto); e ho già quota 101; proposta tridico: dai 62 anni; quota 101-102 ma dai 62 anni; non faranno nulla di questo; io, tra 1 anno, mando tutti a fan culo usando pensione integrativa ; è un rischio ma non ne posso più; se c’è una soluzione migliore meglio; 18 settembre: vediamo quanti siamo…..

  10. Aspettativa di vita scesa di quasi 2 anni, perciò non ci sono scuse, tra le altre, di fare quota 41. Poi va bene un’uscita dai 62 anni di età per gli altri, che non possono annoverare così tanti anni di contributi.
    Ovviamente vantaggi per donne e usuranti.
    Per quanto concerne i contratti di espansione la mia azienda li ritiene costosi…….e non li ha presi in considerazione, facendo la solita uscita incentivata, quest’anno, via Naspi per 2 anni.

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