Riforma Pensioni, l’editoriale: scontro tra Salvini e Meloni?

Mancano pochi giorni alla presentazione della legge di bilancio ed in queste ore tra i partiti che compongono la maggioranza di Governo ci sono continui incontri per trovare la “quadra” tra le promesse fatte in campagna elettorale e le rigidità imposte dall’Europa. L’altro ieri Giorgia Meloni è volata a Bruxelles per incontrare i vertici europei, conoscersi e discutere di tetto al prezzo dell’energia, PNRR e riduzione del deficit.

Ultime news riforma pensioni: scontro su quota 41?

La lunghissima estate che abbiamo avuto quest’anno ci sta dando una grossa mano in termini di PIL e per quanto riguarda un minore aumento di prezzi del gas ma, in ogni caso, l’inverno dal punto di vista dell’economia si presenta irto di ostacoli con un’inflazione a due cifre e con famiglie ed imprese che stanno soffrendo moltissimo la crisi energetica.

Già a gennaio il Governo dovrà trovare circa 18 miliardi di € per adeguare le pensioni al costo della vita per effetto dell’altissima inflazione che si è avuta quest’anno; al 100% dell’inflazione per importi fino a 4 volte il minimo (2.096 € lordi), del 90% per importi tra quattro e cinque volte il minimo (tra 2.096 e 2.620 € lordi) e del 75% per importi oltre cinque volte il minimo (2.620 € lordi) e per questo motivo il Presidente del Consiglio, almeno per questa prima legge di bilancio del suo Governo, non vuole mettere sul piatto della riforma previdenziale più di 1,5-2 miliardi di €.

Su questo già da alcune settimane assistiamo ad uno scontro tra Salvini, che vorrebbe assolutamente quota 41 per tutti uomini e donne indipendentemente dall’età e senza penalizzazioni e la Meloni che per i motivi sopra esposti è molto più prudente. Salvini cerca visibilità nel Governo puntando tutto sulle pensioni e sulla flat tax per cercare di ribaltare quei rapporti di forza che vedono il partito della Meloni avere un consenso triplo rispetto al “Capitano” e anche la nomina fortemente voluta da Salvini di Durigon, ideatore di “quota 100” come Sottosegretario al Ministero del Lavoro va vista in quest’ottica.

Quali misure vedremo nella riforma pensioni del Governo Meloni?

Molto probabilmente oltre al rinnovo di Opzione Donna e dell’Ape Sociale, sarà trovata una sintesi con 41 anni di contributi unita ad una soglia d’età che potrebbe essere 61 anni, con la promessa magari tra uno o due anni di togliere la soglia d’età, così che entrambi i contendenti possano dire d’aver mantenuto gli impegni presi con gli elettori ed inoltre potrebbe essere varato un provvedimento che dia un incentivo ad alcune categorie del pubblico impiego tra cui medici ed infermieri per coloro i quali pur avendo raggiunto il limite del pensionamento decidessero volontariamente di rimanere al lavoro qualche anno in più. È un provvedimento che reputo molto positivo e che sostengo da tempo che consentirebbe di ridurre fortemente il costo di una riforma previdenziale compensando almeno in parte l’esborso della flessibilità anticipata in uscita con volontarie uscite ritardate.

Ma un altro punto in ambito previdenziale è fondamentale. Proprio questa settimana l’INPS ha comunicato che in Italia circa un terzo delle pensioni è inferiore a 1.000 € lordi mensili e che, proseguendo un trend in discesa da diversi anni, la media delle pensioni erogate nel 2021 e di 1.185 € lordi mensili. Effetto scellerato della legge Dini che nel 1996 ha introdotto il calcolo contributivo che porterà, se non si interviene immediatamente, i nuovi pensionanti al limite della povertà. In questo senso bisogna segnalare le importanti dichiarazioni in Parlamento del nuovo Presidente del Consiglio che ha intenzione di intervenire modificando il sistema attuale di calcolo. Ci aspettiamo che oltre alle parole seguano i fatti e che si affronti seriamente un problema quello previdenziale non più rinviabile.

Ritengo, comunque, che già quest’anno ci possa essere uno spiraglio in tal senso e che all’inizio del 2023 si possa, con un iter parlamentare dedicato solo ad esso, completare la riforma nella sua totalità restituendo un valore economico alle pensioni che per troppo tempo sono state un bancomat per lo Stato.

22 commenti su “Riforma Pensioni, l’editoriale: scontro tra Salvini e Meloni?”

  1. Non smetterò mai di sostenerlo se si fa qualsiasi cosa va fatta per tutti, se 41 è per tutti, se non ci sono le risorse si fa 42 per tutti. Se 102 deve essere per tutti.
    Salvini e Meloni sono stati eletti con i voti di tutti.
    Tutti devono avere un beneficio da subito della riforma

    Rispondi
  2. Pensioni uguali per tutti per ragioni di equità e giustizia, rispettando la Costituzione. Fatti salvi i lavori usuranti. Diminuzione ragionata del requisito anagrafico e contributivo PER TUTTI.
    Anche Casse professionali obbligatorie.
    Pensione anticipata dai 62 anni PER TUTTI, con ragionevoli decurtazioni.
    O si fanno le cose PER TUTTI, sulla base di quello che uno ha versato all’INPS o altro ente o si fanno le solite ingiustizie. Mi fermo qui perché mi sento solo nel propagandare equità.
    Saluto tutti e non credo che la mia mancanza sarà una grave perdita
    Spero solo che la riforma auspicata cancelli i privilegi e diminuisca le povertà.

    Rispondi
  3. Restituire valore economico alle pensioni basse: non è soltanto una scelta di governo, ma un preciso dovere civile e morale su cui intervenire nell’immediato, senza indugio!!
    Non da meno, è un dovere garantire una reale flessibilità in uscita a partire dai 62 anni. Ribadisco: non un’opzione. Ma un doveroso impegno verso decine di migliaia di lavoratori, che comunque per anni hanno fatto da bancomat per lo Stato.

    Rispondi
  4. Devono approvare Quota 41 senza limite di età e senza tagli economici!! Punto!! I soldi ci sono. Basta smettere di regalarli all Ucraina e ai migranti! Prima ci si occupa dei cittadini italiani, poi degli stranieri. Sono 41 anni che verso contributi (dall eta di 16 anni) e ne ho le p… e piene di lavorare!!!

    Rispondi
  5. Mi dispiace dirlo ma sta’ per compiersi, l’ennesima ingiustizia contro i nati classe 1959 e poi 1960, se non hai 41 anni di contributi devi rimanere a lavorare fino a 67, 68 anni dietro una scrivania e un pc, per sei sette ore mangiando un panino!!! e svolgendo bene il tuo lavoro altrimenti rischi le sanzioni.. vero signori del nord!! con quota 100 prima, e ora con quota, 41 anni di contributi i più fortunati ( lavoratori del nord) che sono andati a lavorare a 16 o 17 anni in regola non in nero, come avviene al centro sud, invece chi l’anno prossimo avrà 64 anni e 38 di contributi(accettando anche una pensione più bassa) non potrà andare, dovrà rimanere al lavoro fino a 68 anni!!Ecco a voi tutti servita l’ennesima legge di DISUGLIANZA sulle pensioni.

    Rispondi
  6. Non c’è alcun tentativo di visibilità, ma la convinzione _politica_ che oltre i 60 anni (che già abbiamo visto essere la soglia a partire dalla quale il SARS-CoV-2 è più letale) non si debba obbligare nessuno, a meno che spontaneamente non lo preferisca, a restare sul luogo di lavoro, questo perchè è l’età stessa un fattore invalidante e di declino, che toglie comunque spazio ai giovani presso i quali il tasso di disoccupazione è a livelli altissimi.
    La Meloni fa la “prudente” perchè si è imbarcata Tremonti, l’uomo del pareggio di bilancio in Costituzione e che rivorrebbe il Gold Standard o in alternativa gli eurobond che i tedeschi non ci appoggeranno MAI, e Salvini questo lo sa benissimo altrimenti non avrebbe appuntato Bagnai (uno di sinistra) a capo dipartimento Economia del partito.
    Se per attaccare Salvini (ormai sport nazionale) vi riducete ad esaltare l’austerity di stampo austro-neoclassico e riportate macchiettisticamente quelle che sono scelte politiche, non fate un buon servizio ai lettori.
    Cordialmente.

    Rispondi
  7. Così si evita la Fornero? Con Q41? Ma la Fornero non prevede già l’uscita senza limiti a 42 e 10 mesi? È questo che il Fenomeno è riuscito a regalare? E tutti gli altri???

    Rispondi
  8. in marzo 2026 compio 61 anni e 42 anni e 10 mesi di contributi “e di cantiere edile” speravo in uno sconto per chi comunque raggiunge i requisiti Fornero

    Rispondi
  9. Io con 65 anni purtroppo discontinui mi trovo con 35 di contributi e non rientrerei neanche con le ipotesi menzionate non mi rimane che continuare meteo in malattia

    Rispondi
  10. Abbiamo capito tutto e il discorso di Marino è emblematico perché ci fa sospettare che i giochi sono fatti, cioè che si continua con la vergogna degli ambi secchi- ci chiediamo se è mai possibile mettere in campo una quota 41 accoppiata a 61-62 anni, così da raggiungere una quota 102 ancora più dura da raggiungere di quella attuale 64-38- ma sono diventati tutti matti? qua ci sono migliaia di persone tra cui chi scrive che inseguono gli ambi secchi 100 e poi 102, magari raggiungendolo ma senza poter accedervi , pur avendo l’età, ma non i contributi- ci starebbe pure bene questa nuova quota che premierebbe chi è entrato presto al lavoro, ma parliamoci chiaro, a patto di mettere in campo anche la quota 102 flessibile coi range 61-66 anni d’età e 36-41 anni di contribuzione- i sindacati stanno già borbottando chiedendo un incontro urgente e ci auguriamo che anche di questo vogliano parlare, perché così come pare vogliano fare, è assolutamente iniquo, vergognoso è antidemocratico, contrapponendosi a tutte le promesse ed ai proclami fatti, ad iniziare dallo stesso partito FDI vincitore , che con Rizzetto auspicava la flessibilità in uscita con piccole penalizzazioni- siamo nelle mani dei Sindacati che se prima hanno avuto una linea fin troppo morbida, probabilmente perché c’era il Pd al governo, ora col nuovo governo di centro destra immaginiamo che alzerà la voce- noi siamo pronti ad essere guidati dalle forze sindacali nella discesa in piazza per ostacolare questa ennesima presa per il c……o da parte di un esecutivo che già sta dimostrando di essere sullo stesso piano di chi lo ha preceduto, CIOÈ IL PIANO DELLA MENZOGNA E DELLA IPOCRISIA !!!!!!!!

    Rispondi
  11. Buongiorno dire questo costa molto, avere iniziato a Lavorare dopo la terza media,;non è cosa di poco non voglio assolutamente essere discriminatorio,;ma l’Europa e chiarissima per andare in Pensione ci vogliono i (contributi) la legge Fornero non la toglieranno Mai ….qualsiasi quota in aggiunta avrà delle penalizzazioni e dura a dire ma lavorare per 43 anni consecutivi sono tantissimi.

    Rispondi
  12. Oramai, anche qui, ci si è dimenticati con un colpo di spugna, di loro che hanno avuto la “sfortuna” di aver cominciato a versare contributi a 24-25-26 anni… con profonda delusione e un po’ di angoscia di uscire dal lavoro a 67 anni, vi saluto

    Rispondi
  13. dott. Marino; abbia pazienza; la Meloni ha parlato di opzione uomo; e adesso? ; e i fregati del 1960? qualcuno ha anche 41 di contributi ma c’è gente che non arriva a 40, figuriamoci a 41; pronti per la 3° inc. di fila? siamo stufi di prendere fregature; a me cambia poco perchè sono in pensione grazie alla rita perchè sono stato previdente tutta la vita ma tanti non se lo potevano permettere; se ci sono risorse benvenuti anche agli altri più giovani; le risorse se vogliono si trovano , magari dall’evasione fiscale; saluti a lei e ai gestori del sito

    Rispondi
  14. E’ tempo di finirla con quote e calcoli vari. Bisogna fare una legge chiara e semplice.
    Questa e’ la mia proposta: Al compimento dei 62 anni di eta’ si dia la possibilita’ al lavoratore di poter scegliere se andare in pensione oppure continuare a lavorare. Al raggiungimento dei 41 anni di contributi si dia la possibilita’ di scelta a prescindere dall’eta’ anagrafica; per le sole donne possibilita’ di scelta di andare in pensione al compimento dei 58 anni. Non ha senso che i genitori o uno solo magari continui a lavorare dopo aver raggiunto una certa eta’ ed il figlio si trova disoccupato. Diamo il lavoro ai giovani. E non mi si venga a dire che se venisse approvato quanto dico lo Stato non avrebbe le risorse. Come ha sempre trovato le risorse per altri strumenti le dovra’ trovare anche per questo.

    Rispondi
  15. Ieri il ministro Calderone al termine dell’incontro con le parti sociali ha detto che il numero 41 di contributi potrebbe essere un elemento portante di quanto vogliono fare per il 2023, da capire in questa fase a che età associarla, il Messaggero scrive range tra i 61 e 63 anni… con spinta sui 61 che io spero.
    Praticamente certe opzione donna e ape sociale.
    Poi nel corso dell’anno prossimo vogliono definire una riforma pensioni più ampia che copra più flessibilità.
    Vedremo!

    Rispondi
  16. Salve, Quota 41 è diventato uno slogan di partito, ma rende giustizia solo ad una categoria di lavoratori. Abolendo quota 102 ci saranno altri danneggiati: colori i quali quest’anno hanno 63 anni e 38 di contributi dovranno attendere 3 anni; per altri che nel 2022 hanno 65 o 64 anni e 37 di contributi, si prospetta uno scalone di 2/3 anni. Lasciando quota 102 (approssimativa che sia), questi lavoratori avrebbero potuto andare in pensione. Bisogna fissare l’età di pensionamento e poi stabilire dei criteri di anticipo per chi ha più contributi o svolge determinate mansioni. Nel mio caso nel 2023 ho 66 anni e 38 di contributi (somma 104) e con la “Quota 41” di contributi e 61 anni devo attendere il 2024 con quota 106. È giusto?

    Rispondi
  17. Nn bisogna chiedere quota 41 per tutti ma solo per tutti i precoci e per tutti gli invalidi i precoci ci sono 2 categorie una la mia che ho iniziato a lavorare a 14 anni e 10 mesi una che anno solo un anno prima di 19 anni io ne ho 3 di anni di contributi più ho 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo 70 %di invalidità ed è assurdo che nn rientri in quota 41 ho 39 anni di contributi e 41 anni di età siete degli incapaci sia sindacati che politici gli invalidi dal 60%in su devono rientrare tutti in quota 41 e tutti i precoci se voi mi fate quota 41 a 61 anni io avrei 48 anni di contributi quindi dovrei andare con la fornero con 42 anni e 10 mesi quindi la fornero è molto meglio di voi io nn ci arriverò a 42 e 10 mesi perché sto male qualcosa farò sarò costretto a farmi licenziare ma voi sindacati e politici siete delle merde incapaci quota 41 va fatta secca per tutti gli invalidi precocissimi e precoci per chi sta bene va bene la fornero 42 anni e 10 mesi di contributi

    Rispondi
  18. Come dice l’articolo una legge scellerata fatta dal signor Dini un’altro banchiere passato alla politica per fare i propri interessi e quelli dei suoi amici sulla pelle degli italiani,lui che prende più di 30000 euro al mese di pensione.Bisogna o tornare al retributivo o aumentare la percentuale di rivalutazione oppure detassare le pensioni fino a 2000 euro e poi una tassazione progressiva che secondo me sarebbe la cosa più giusta. saluti

    Rispondi
  19. A Salvini, piaccia o no, va riconosciuto il coraggio di essersi esposto (contro il parere di Confindustria e l’inerzia degli altri partiti) per il superamento della troppo penalizzante legge Fornero ma adesso è giunto il momento della verità : quota 41 per tutti.
    Le promesse sono state fatte ed in primavera si vota per le regionali.

    Rispondi
  20. M ricollego alla penultima parte dell’articolo dove il “signor” Dini (che gli venga un pò di bene) ha introdotto la parte contributiva ovvero un vero affronto verso il ceto medio e la cosa grave con un silenzio assordante da parte di tutti governo opposizioni sindacati e cittadini sempre pronti a lamentarsi seduti su una sedia. L’ultima parte dove si dice che le pensioni sono state e continuano ad essere un bancomat per lo stato è un dato oggettivo io aggiungerei macelleria sociale verso il popolo mentre i signori del parlamento mentre sottoscrivevano queste nefandezze percepivano senza dannarsi l’anima stipendi e pensioni da oligarchi. Qualcuno della redazione faccia leggere a certe facce di bronzo che “governano” questi dati inconfutabili anche se il pelo che hanno davanti aggiunta alla loro arroganza li lascerà tranquilli e beati. VERGOGNOSI.

    Rispondi

Lascia un commento