Opzione Donna

Riforma Pensioni, novità oggi: lettera da Opzione Donna all’On. Spadoni

Le novità di oggi 19 dicembre 2018 sulla riforma delle Pensioni, riguardano in particolare la misura per uscire dal mondo del lavoro chiamata Opzione Donna. Negli ultimi giorni l’ Opzione sembra sparita dal radar del Governo, e dal gruppo facebook “Opzione Donna: le Escluse” arriva un nuvo appello all’ On Spadoni, vicepresidente della Camera dei Deputati.

RIforma Pensioni oggi: proroga di Opzione donna chiesta all’ On. Spadoni


Di seguito ecco che vi riportiamo la lettera che la lavoratrice Rita Claudia Salvatori ha scritto sulla pagina facebook ufficiale dell’ On. Spadoni. Ovviamente appena avremo aggiornamenti o risposte da parte del Vice Presidente della Camera, vi aggiorneremo qui sul nostro sito. Ecco la lettera:

On. Spadoni, immagino stia passando giornate concitate. Se trovasse un po’ di tempo libero, La inviterei a curiosare sulla nostra pagina fb OPZIONE DONNA: LE ESCLUSE.

Non è solo un gruppo politico di rivendicazione di diritti, è un microcosmo che guarda alla proroga dell’ opzione donna con trepidazione corale. E’ un mondo vario, accomunato, oltre che dalla femminilità, solo dall età anagrafica e dai 35 anni di contribuzione. Molte di noi hanno cresciuto figli ed accudito genitori. Altre, per il lavoro, hanno sacrificato la propria vita privata.  Per alcune, il lavoro è stata un’opportunità di affermazione. Per altre, solo necessità.

Tutte siamo state serie, volonterose oneste e disciplinate, noi figlie dei nuovi ceti degli anni sessanta, del sogno industriale. Noi cresciute con mamme dalla ciabatta facile e maestre con la matita rossa. E così, tra un calcolo e l’ altro, un’ agenzia di stampa ed un’altra, sulla pagina ci raccontiamo, femminilmente e garbatamente, come vere signore.

Per alcune di noi OD è un modo per finalmente avere un po’ di spazio e di tempo per noi, ormai stanche di tailleurs e tacchi, di creme per le mani rovinate dal freddo, di corse al supermercato all’ultimo minuto: quelle di noi che hanno la fortuna di vedere, ogni giorno, maturato un po’ più di “inps”.

Altre hanno invece il loro gruzzolo contributivo già li, pronto, nel cassetto. Da mesi, da anni. Hanno iniziato a lavorare da giovani , hanno totalizzato le fatidiche 1820 settimane negli anni di maggior vigore fisico. Ora vorrebbero pure continuare a produrre, ma sono a casa, senza un lavoro, senza un reddito. In un limbo a cui sono state condannate per colpe altrui, e da cui una società morale dovrebbe certamente riscattarle

 Venga a trovarci sulla pagina, dove non siamo numeri e virgole, ma donne.E capirà quanto può fare per il nostro Natale ormai così vicino: ci rassicuri che tra un anno avremo in mano l’ opzione promessa

Siamo le donne nate nel 1960 e tutto il 1961, le autonome del 1959. 
Nel contratto di governo abbiamo letto “in pensione a 58 anni + 35 di contributi” L’abbiamo letto sulla pagina fb dell’ onorevole Di Maio, il 5 Novembre Questo solo chiediamo, garbatamente, ma con fermezza. Un saluto da tutte”.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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