Riforma pensioni, novità: quota 41 per tutti e ape volontaria per le anticipate?

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2018 giungono dai cittadini che attendono con ansia la formazione del nuovo Governo per comprendere quante delle promesse elettorali verranno rispettate. Sul piatto, restano quota 100 e quota 41, le due proposte di uscita flessibile che farebbero maggiormente ‘comodo’ ai futuri pensionandi e che sono state riproposte sia dalla Lega che dal Movimento 5 Stelle. Il carroccio sarebbe per una totale abolizione della riforma Fornero, ma dopo gli ultimi moniti del FMI, Thomsen ha nuovamente ribadito l’importanza della Legge Fornero, i cittadini sarebbero già contenti di concrete migliorie.

Tra le persone che hanno commentato sul nostro sito vi è anche chi come Pasquale ha proposto di estendere il meccanismo dell’ape volontaria anche alle uscite anticipate e chi come Roberto propone di istituire la commissione per i mestieri gravosi solo per chi ha meno di 41 anni di contributi, per gli altri , dice, la pensione è ormai un diritto. I dettagli delle due proposte.

Riforma pensioni 2018, dopo 41 anni tutti i lavori sono gravosi

Roberto, lavoratore precoce, non ha alcun dubbio sulla quota 41 e scrive: “Dietro lo studio dell aspettativa di vita per ogni tipologia di lavoro si nasconde una grossa fregatura,esistono lavori usuranti fisici,ma anche mentali se non sono fisici,dopo 41 anni deve essere chiaro che tutti i lavori sono usuranti“. Poi entra nel dettaglio della sua proposta, al più scrive il Governo dovrebbe discutere, vista l’intenzione di creare una commissione per l’estensione dei lavori gravosi, sul fatto se  “esistono lavori in cui si possa far uscire prima dei 41 anni di contributi ,ma i 41 non devono essere un premio ma un diritto“. Poi rivolgendosi alla proposta di Tridico , Movimento 5 Stelle, dice: “Lo studio di un coefficiente di usura  non fa altro che dividere i lavoratori in ulteriori sottogruppi”. Inoltre sarebbe bene considerare che gli ultimi dati Ista, dice Roberto, “hanno evidenziato che il 2017 è aumentato il numero dei decessi ancor più del 2015″.

Riforma pensioni 2018/19: ape volontaria estesa alle pensioni anticipate?

Pasquale, scrive:  “L’APE VOLONTARIA  consente di poter accedere al prestito pensionistico a coloro i quali hanno determinati requisiti (63 anni di età anagrafica e 20 anni di contribuzione , per l’anno 2018 – e successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2019 con 63 anni e 7 mesi di età), riguarda come è noto la sola PENSIONE DI VECCHIAIA”, perché dice, lanciando un suggerimento al nuovo Governo, non si potrebbe pensare di estenderla anche a quanti desiderano lasciare il lavoro prima e non possiedono il requisito anagrafico richiesto? In sintesi, dice:

L’Istituto dell’ APE VOLONTARIA, si potrebbe notevolmente migliorare consentendo l’estensione della stessa alle cosiddette PENSIONI ANTICIPATE e nello specifico:

  •  a coloro i quali hanno maturato entro il 31 dicembre 2019 almeno 38 – 39 – 40 e oltre di contributi di anzianità contributiva ;
  •  l’età anagrafica di 63 anni e 7 mesi non sarebbe quindi uno dei presupposti essenziali”.

Poi suggerisce altresì di concedere “il prestito pensionistico per 4 anni e 3 mesi considerato anche l’aumento dell’aspettativa di vita a partire dal 1 gennaio 2019; e proroga l’APE VOLONTARIA anche per l’anno 2020“.

Voi cosa ne pensate di queste due proposte e nello specifico vedreste di buon grado o meno l’estensione dell’ape volontaria alle uscite anticipate?

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