Riforma Pensioni oggi 2 marzo: intervista su Draghi, quota 100 e flessibilità

intervista esclusiva

Oggi intervistiamo Mauro Marino esperto di economia e pensioni che collabora con Pensioni Per Tutti e che gestisce un suo sito mauromarinoeconomiaepensioni.com/ che parla di questi argomenti. Ringraziamo da subito Mauro Marino per la sua disponibilità e per la chiarezza delle sue esposizioni e speriamo di averlo ancora con noi in un futuro prossimo.

Pensioni 2021 le proposte di Marino al Governo Draghi

Pensioni per Tutti: Caro Mauro, abbiamo un nuovo Presidente del Consiglio come giudichi questo governo sui temi economici e previdenziali?

Mauro Marino: Ovviamente il governo si è appena insediato ed è troppo presto per dare un giudizio. Quello che posso dire è che questo connubio di tecnici più politici con questo ampio consenso trasversale non mi dispiace. I tecnici di cui si è attorniato Mario Draghi sono di alto profilo. Daniele Franco, Ministro dell’Economia e delle Finanze, per esempio, conosce perfettamente la macchina statale per aver avuto incarichi nella Banca d’Italia ed inoltre è stato Ragioniere generalo dello stato. Vittorio Colao è una manager di fama internazionale già Amministratore Delegato di Vodafone, Roberto Cingolani è uno scienziato che gestirà la transizione ecologica dell’Italia, Marta Calabria è stata la prima donna ad essere nominata Presidente della Corte Costituzionale. Come si vede sono tecnici di altissimo profilo. Per quanto riguarda i politici Draghi ha confermato, in parte, i Ministri che già avevano svolto tale ruolo nel Conte Bis o che lo avevano svolto negli anni precedenti. Ma volutamente non ha nominato Ministri i segretari di partito per far capire chiaramente che la guida era saldamente nelle sue mani. Aspettiamo, comunque, ovviamente, di vederlo all’opera.

PpT: Alcuni pensano che questo governo Draghi ricalcherà molto il governo tecnico di Mario Monti del 2011, secondo te è davvero così? O sono molto diversi?

MM: Niente di più sbagliato. Per due ordini di motivi. Innanzitutto a differenza di Monti che è un tecnico puro Draghi è un tecnicopolitico. E lo ha dimostrato ampiamente negli otto anni di presidenza alla BCE, prendendo talvolta decisioni molto in contrasto con i vari governi europei in particolar modo nei confronti della Germania. Memorabile fu la sua battaglia per salvare l’Euro nel 2012 e successivamente nel 2015 il famoso Quantitative easing con cui la BCE acquistò titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona per diverse decine di miliardi di € al mese per superare la stagnazione presente in quegli anni e portare l’inflazione almeno al 2% annuo per stimolare la ripresa economica.

Poi perché la situazione rispetto all’anno 2011 è completamente diversa. In quel periodo con lo spread a 574 punti e con pochissimi fondi a disposizione Monti si vide costretto ad attuare un sistema “lacrime e sangue”, basti ricordare la famosa riforma Fornero sulle pensioni. Draghi invece si trova nella situazione esattamente opposta quella cioè di dover spendere molti soldi (o meglio impostare i programmi per spenderli) e di doverlo fare bene. Quindi Draghi dovrà gestire la pandemia, il piano vaccini, impostare i fondi per il recovery plan e mettere mano ad alcune riforme che l’Italia aspetta da decenni: Giustizia, P.A., Fisco e Previdenza.

Riforma Pensioni 2021 ultime news oggi: cosa fare dopo quota 100

PpT: Mauro, sulla previdenza e sulla prossima riforma delle pensioni cosa prevedi da parte di Draghi?

MM: Penso che la riforma della previdenza non solo sia necessaria ma possa rappresentare un’opportunità. E non solo perché va a scadenza la famosa “quota 100” che ormai perfino Salvini ha abbandonato e bisogna necessariamente intervenire per eliminare il famoso “scalone” di cinque anni da 62 a 67 anni per la pensione di vecchiaia che si verrebbe a creare in una notte dal 31/12/2021 al 1/1/2022. Penso che ci sia la reale necessità di varare una legge previdenziale, di ampio respiro, strutturale, e che tenga conto di vari aspetti, di chi cioè sta per andare in pensione, dei giovani, delle donne, e di chi in pensione di trova già. E poi bisogna operare una flessibilità in uscita volontaria per chi per varie ragioni non se la sente di proseguire la carriera lavorativa.

Se si comincia immediatamente ad entrare nel merito di tempo ce n’è fino al 31 dicembre, non bisogna fare come con la Fornero, una legge fatta in venti giorni che poi ha creato molte storture, esodati in primis. Alcune cose da fare sono essenziali, come per esempio la separazione tra previdenza e assistenza, con il mantenimento del sistema misto nel calcolo dell’assegno previdenziale. L’abolizione dell’aspettativa di vita e delle finestre sia per la pensione anticipata che per quella di vecchiaia. Attuare una parità contributiva per uomini e donne, riportando l’anzianità per tutti a 41 anni e 6 mesi.

Portare la pensione di vecchiaia a 66 anni. E per eliminare lo scalone di 4 anni che si verrebbe a creare (da 62 a 66 anni) introdurre la flessibilità a 63 anni. Questa flessibilità è attuabile con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni. Per intenderci a 65 anni riduzione del 2% a 64 anni riduzione del 4% a 63 anni riduzione dl 6%. Per le donne rendere definitiva Opzione donna e dare la possibilità di uscire un anno prima per la pensione anticipata a 40 anni e 6 mesi con una penalizzazione del 3%.

Ma poi bisogna pensare ai giovani che sono i più danneggiati a livello previdenziale. Attuare una detrazione del 50% dei versamenti fatti per la previdenza complementare, con possibilità più estese di poter accedere a questi fondi in caso di necessità. E inoltre applicare una minore tassazione alla fine dei versamenti effettuati. Creare un fondo, a carico dello Stato, che serva a coprire i buchi contributivi che purtroppo molti giovani oggi hanno.

Per i pensionati l’estensione della no tax area fino a 12.000 €, l’eliminazione per i pensionati delle addizionali regionali e comunali e l’indicizzazione delle pensioni al 100% per effetto dell’inflazione reale. Come si vede una riforma strutturale, di ampio respiro e che deve essere di durata almeno decennale. Ripeto il tempo c’è e questa opportunità non bisogna perderla. Anche perché a parte F.lli d’Italia tutte le componenti politiche sono rappresentate e quindi con il contributo di tutti si può realizzare una legge che soddisfi i lavoratori e sia in linea con il bilancio statale.

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12 commenti su “Riforma Pensioni oggi 2 marzo: intervista su Draghi, quota 100 e flessibilità

  1. Si, sarebbe una riforma molto interessante rispetto a tutte le altre proposte, si potrebbe fare, da gente onesta. Complimenti

  2. Per le donne, anche con un po’ più di penalizzazione, sarebbe opportuno portarla a 40 anni non di più!!!!!!! Perché oltre al lavoro hanno la famiglia da gestire.
    Grazie

  3. Mi sembra una proposta sensata, al passo di questi tempi, una proposta piena di sfaccettature che guardano in ogni direzione, soprattutto in grado di rendere giustizia alle varie problematiche create dalla fornero.

  4. Non separeranno mai previdenza da assistenza perché altrimenti non potranno più giustificarsi dietro il fatto che non ci sono i soldi. Perché con la sola previdenza i conti permetterebbero di andare in pensione con 40 anni di contributi. Capito i furboni con le mani lunghe e i denti aguzzi. Avidi.

  5. io farei una cosa molto semplice e cioè uscite modulabili in base a età e contributi (poi da stabilire le eventuali penalizzazioni)
    si potrebbe iniziare con 62+40 =102 oppure
    si potrebbe partire con 63+39 = 102 e così via…
    oppure 64+38 = 102
    fino a 65 anni ——> 65+37 = 102
    Saluti

    1. Perché non partire da 60 + 42, 60.5 +41,5 ecc.
      Volete partire troppo alti con l’età.!
      E avete ormai introiettato il linguaggio del nemico (“penalizzazioni da valutare”)
      Non vi esce dalla bocca ” no penalizzazioni!”
      Non siete avvezzi alle manifestazioni. Io ci sto dal 1974, spesso contro anche il sindacato.

      av

  6. Bravo Marino quasi tutto perfetto.
    Perchè 6 mesi in più per i 41 anni di contributi. Da quello che ho letto ai fini della retribuzione pensionistica non servono a nulla.
    Ancora complimenti per l ‘articolo

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