Riforma Pensioni oggi 23 gennaio: Carfagna rilancia ‘Quota Mamma’ per le Donne

Nelle ultime ore si sta discutendo della proposta del sottosegratario al lavoro Francesca Puglisi, che ha proposto un uscita a 64 anni di età e 35 di contributi, per favorire l’uscita delle mamme dal mondo del lavoro. A rispondere a quest’idea oggi è Mara Carfagna, parlando a nome del suo nuovo progetto ‘Voce Libera’.

Ultime novità Pensioni oggi 23 gennaio: Carfagna vuole ‘Quota Mamma’

Mara Carfagna risponde sulla pagina Facebook alle dichiarazioni di ieri del sottosegretario Puglisi che in un intervista ha lanciato la proposta di “uscire a 64 anni e 35 di contributi, senza penalizzazioni. Un anno di contributi in più alle madri per ogni figlio“. Puglisi ha poi parlato anche di favorire i giovani con un ” integrazione dei contributi versati, a patto che abbiano almeno 20 anni di contributi”.

Carfagna ribatte: “Se le dichiarazioni del sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi fossero confermate, il governo starebbe immaginando di fare propria la proposta che abbiamo avanzato con Voce Libera e che abbiamo chiamato QuotaMamma: uno sconto pensionistico di un anno ad ogni donna per ogni figlio avuto. È una misura che abbiamo presentato più volte, attualmente anche come emendamento al Milleproroghe: sta lì, a disposizione, se la maggioranza decidesse di votarla insieme a noi, ne saremmo ben lieti. Non siamo gelosi se le buone misure a vantaggio dei cittadini diventano di tutti, ma se alle parole del sottosegretario non dovessero seguire i fatti, allora denunceremmo l’ennesima inutile prova di propaganda fine a se stessa”.

Riforma Pensioni e donne: il piano di Mara Carfagna

Il vicepresidente della Camera ha un piano più ampio per aiutare le donne, come ha spiegato in un intervista al Messaggero vorrebbe anche “Esentare dal pagamento della retta universitaria delle lauree tecnico-scientifiche le studentesse più meritevoli. «Una formazione in queste discipline consentirebbe a circa 1,2 milioni di donne in più di trovare lavoro entro il 2050 in Europa, generando anche una crescita del PIL di 820 miliardi di euro”. E poi modificare la maternità con “Un contributo a tutte le lavoratrici dipendenti con Isee inferiore a 50mila euro, mamme di bambini sotto i 3 anni. L’assegno potrà arrivare ad un massimo di 600 euro, andando a coprire la retta dell’asilo o il costo della baby-sitter”.

Poi continua rilanciando la proposta relativa ai salari delle donne: ” Le aziende dovrebbero essere obbligate a pubblicare dei dati relativi alla parità retributiva ed alla percentuale di donne occupate per colmare il gap nei salari che è intorno al 20 per cento” Ed infine conclude con l’aiuto per uscire in anticipo ed andare in pensione tramite Quota Mamma: “Se una donna ha avuto due figli potrà andare in pensione due anni prima rispetto all’età minima prevista per legge”. Voi cosa ne pensate di queste proposte a favore delle donne, per la pensione e non solo? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri riguardo “Riforma Pensioni oggi 23 gennaio: Carfagna rilancia ‘Quota Mamma’ per le Donne

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    1 Febbraio 2020 in 21:58
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    Riconoscere ai fini pensionistici la cura ai propri figli delle donne lavoratrici mi sembra una cosa veramente giusta e un grande segno di civiltà

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    24 Gennaio 2020 in 21:01
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    Temo però diventi un’ulteriore discriminazione per quelle donne che purtroppo non hanno potuto avere figli e comunque, in quanto donne, svolgono lo stesso un lavoro di cura per la loro famiglia e per i loro genitori anziani e non solo….troverei più giusto uno sconto contributivo per TUTTE le donne, oltre che per i cargiver familiari di qualsiasi genere.

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    23 Gennaio 2020 in 17:44
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    QUOTA “MAMMA” E’ LA PROPOSTA FINALMENTE PIU’ GIUSTA PER LE DONNE LAVORATRICI SOPRATUTTO NEL SETTORE PRIVATO. ESSERE UNA MADRE E CONTEMPORANEAMENTE UNA LAVORATRICE NEL SETTORE PRIVATO NON E’ AFFATTO SEMPLICE.

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      25 Gennaio 2020 in 16:58
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      Sig.ra Giulia, “Quota mamma” è senz’altro giusta. Ma occorre prestare molta attenzione alle parole dei politici, parole che sono un po’ come quelle noticine scritte in piccolo nei contratti che spesso firmiamo senza neppure leggere e che poi ci riservano delle sorprese.
      Il vicepresidente della Camera dei deputati Mara Carfagna ha detto (da come leggo in quest’articolo a firma di Stefano Rodinò): “Se una donna ha avuto due figli potrà andare in pensione due anni prima rispetto all’età minima prevista per legge”.
      Quello che mi fa pensare è l’espressione “per legge”.
      Se venisse fatta la legge “Quota 99 – (64 anni di età e 35 di contributi) – con bonus mamma”, e se lei, sig.ra Giulia, avesse due figli, allora potrebbe andare in pensione all’età di 62 anni con 35 anni di contributi. Solo lei può sapere se ne beneficerà oppure no.
      I politici che sono giù dal carro condividono le cose buone dei politici che sono sopra il carro (“Quota mamma”) ma si tengono a distanza dalle cose cattive (“64 anni di età e 35 di contributi”). Le cose cattive vengono abilmente celate con l’espressione “per legge”. E’ facile ritenere che Quota 99 non passerà, e quindi verrebbe a cadere anche il “bonus mamma”, e quindi potrebbe ancora valere “Opzione donna” (58 anni di età e 35 di contributi). Se vi associassimo anche “bonus mamma” (cosa di cui il sottosegretario al lavoro ha parlato), lei, sig. Giulia, potrebbe nell’esempio fatto prima andare in pensione con Opzione donna a 56 anni e con 35 di contributi. Francamente è molto difficlle che questo possa accadere; ecco dunque l’espressione di Mara Carfagna: “Non siamo gelosi se le buone misure a vantaggio dei cittadini diventano di tutti, ma se alle parole del sottosegretario non dovessero seguire i fatti, allora denunceremmo l’ennesima inutile prova di propaganda fine a se stessa”.
      Le “misure a vantaggio dei cittadini” sono, per intenderci, il “bonus mamma”, e non “Quota 99” che, invece, è a svantaggio dei cittadini.
      Spesso si attribuiscono ad altri i propri comportamenti. Qui la persona che sta facendo “propaganda fine a se stessa” è proprio il vicepresidente della Camera dei deputati Mara Carfagna.

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