Riforma Pensioni oggi, ultime notizie da Proietti: ‘Nel 2021 rischio scalone di 5 anni’

Tornano a parlare i sindacati, in attesa dell’incontro con il Governo, questa volta a farlo è il Segretario Domenico Proietti che ha parlato del rinnovo della flessibilità pensionistica una volta scaduta quota 100, per evitare che venga a crearsi uno scalone importante. Per Proietti serve una riforma delle pensioni che sia strutturale e che permetta di superare definitivamente la legge Fornero. Ecco le sue parole.

Ultime notizie Riforma pensioni oggi 25 settembre: Proietti su Quota 100 e flessibilità da 62 anni

Quota 100 arriverà alla sua naturale scadenza nel 2022 e questo come sappiamo rischia di creare un terribile scalone per chi dovrà andare in pensione. A questo proposito è intervenuto Domenico Proietti, segretario confederale della UIL che ha spiegato ai microfoni del TG 2000: “Chiederemo finalmente un intervento strutturale sulla legge Fornero. A cominciare da quello che succede dopo quota 100, che finisce nel 2021 andando a creare uno scalone di ben cinque anni”.

Poi prosegue: “Noi proproniamouna flessibilità più diffusa, intorno ai 62 anni, anche utilizzando la categoria dei lavori gravosi. E insieme a questo tema, cheè un tema centrale di dibattito, c’è il futuro pensionistico dei giovani, che a causa della precarietà di questi anni avranno dei trattamenti ridotti. Per questo bisogna intervenire valorizzando gli anni di contributiche hanno versato affinché abbiano un futuro pensionistico sereno”.

Infine, Proietti torna su un tema molto sentito che riguarda il gap di genere e la previdenza per le donne: “Il terzo punto riguarda le donne, che sono le più penalizzate nel nostro sistema previdenziale. Dobbiamo prevedere ai fini previdenziali una valorizzazione del lavoro di cura e della maternità. Sui tempi di attesa, che ricordiamo si allungano anche a causa della quarantena del Ministro del lavoro Catalfo il segretario ha detto: “Io credo che il governo si deve esprimere su questi fatti, perché noi abbiamo già detto negli incontri precedenti quelle quelle che sono le nostre proposte”.

Riforma Pensioni ultime news: parla Martini dopo le regionali (5 stelle)

Infine segnaliamo le parole dell’esponente dei 5 stelle Carmen Martini, che ha parlato dopo le elezioni regionali facendo autocritica su come il movimento non sia riuscito a valorizzare quanto fatto fino ad ora dal Governo: “Dal canto nostro non siamo riusciti a valorizzare le tante cose fatte dal M5S da quando è al governo del nostro Paese, eppure sono tante e buone. Oltre alla restituzione di parte dello stipendio dei propri Parlamentari a favore delle piccole e medie imprese, dei terremotati, del sistema sanitario nazionale causa emergenza Covid19, per una cifra che supera i 114 milioni di euro ci sono: Il Reddito e la pensione di cittadinanza, che durante in lockdown hanno dato da vivere a tantissimi cittadini, anche trentini; Quota 100, usufruita da non so quanti trentini; la Legge anticorruzione “spazzacorrotti”; la riforma della prescrizione; il Taglio delle pensioni d’oro; l’Abolizione dei vitalizi dei parlamentari”.

Voi cosa ne pensate di queste parole? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito dove avrete spazio per esprimere le vostre opinioni e tornate sul nostro sito ogni giorno per essere sempre aggiornati con tutte le notizie relative alla riforma delle pensioni e al mondo previdenziale.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

38 pensieri riguardo “Riforma Pensioni oggi, ultime notizie da Proietti: ‘Nel 2021 rischio scalone di 5 anni’

  • Pingback: Riforma pensioni 2020, parla Fornero: ok Quota 102 per evitare scalone, ma solo all'inizio | Pensioni Per Tutti

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    29 Settembre 2020 in 9:46
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    Ma l’anticipata Fornero resterebbe o no?
    Perché chi oggi ha 40/41 e non l’età per quota 100 che farà? Ci pensano
    i sindacati?

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    26 Settembre 2020 in 12:49
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    Inutile farsi illusioni abbiamo un debito pubblico allucinante,l’Europa che ci sta con il fiato sul collo, paghiamo anni di sprechi,pensioni regalate , tantissimi baby pensionati ,consideriamo le pensioni liquidate con il vecchio sistema che non rispettano quanto effettivamente versato ,nessuna politica seria per incrementare il lavoro,flotte di disperati che arrivano in Italia a succhiare quel poco di welfare
    disponibile,insomma un quadro desolante ,non credo che ci sia spazio per una riforma seria è onesta equa per tutti.

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      28 Settembre 2020 in 10:18
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      ..leggo che abbiamo anche un Presidente che gestisce le nostre pensioni che si aumenta da 62.000 euro a 150.000 euro lo stipendio in una giornata, proprio ora che trattiamo le pensioni, con il consenso della politica. Ok per l’aumento. 62000 euro non è certo adeguato a quel ruolo.
      Ma le risposte a noi quando ci vengono date?
      La politica parla e parla e non toglie nulla a quelli che stanno godendo degli errori fatti in passato e chiede ora con forza che siamo noi tutti a pagare quegli errori per la terza volta !!!!!!!!!!!!!!
      Ora il problema è la parte retributiva di circa 10 anni di media di quelli nati dal 58 al 64 forse…Poi c’è il problema che sono determinanti i 4 o 5 anni di contributi dai 60 ai 65 anni altrimenti il sistema tracolla Poi quale sarà il prossimo step per tagliare ancora o far allungare i tempi?
      Farsi illusioni no…ma iniziare a farsi sentire pesantemente e battere i pugni sul tavolo e non subire passivamente certamente sì.
      Poi se la volontà è rendere questa Italia un deserto dove prevalentemente chi lavora, o meglio è occupato , è la fascia di età di chi ha più di 60 anni, perchè il lavoro dopo i 60 rende la persona meno vegetativa a dir loro… ! liberi di pensarlo.
      Aristotele la pensava diversamente sul concetto del lavoro, un pensiero che io ritengo di buon senso che unisce doveri e comprende anche VITA.
      VITA , un concetto che chi fa solo conti e pone la questione pensioni solo sul fattore numeri, non considera assolutamente nella programmazione del futuro di una società che dovrebbe essere serena, energica e coesa tra le generazioni che la compongono. No fatta da generazioni fortunate che vivono la vita, altre che la passano a lavoro e altre ancora che la passano a casa con sussidi vari.
      Cosa dire di più se non che, come sempre accade da secoli, le prossime generazioni, cioè i nostri figli raccoglieranno il seminato da quel deserto.

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    26 Settembre 2020 in 9:35
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    Quello che è successo ieri 25 settembre 2020 è inaccettabile. La ministra che si occupa del lavoro a distanza ha fatto saltare una riunione che si poteva fare tranquillamente in videoconferenza. Questo rinvio è significativo. Sicuramente stanno cercando di rifilarci una fornerò 2. Mi appello al buon senso di quanti sono stati eletti nell’attuale legislatura.
    Dopo tanti anni in cui si sono privilegiati interessi di imprese e banche, ora pensate anche al popolo dei lavoratori e pensionati. Da quando c’è il 5s alcune svolte si sono viste ma non abbastanza. Mi sembra stiano perdendo lo slancio ed entusiasmo iniziale. I sindacati confederali invece stanno deludendo da anni accettando compromessi in cambio di cosa? I Iavoratori sono la base che permeate l’esistenza dei sindacati se li deludono non banjo regione di esistere.

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    26 Settembre 2020 in 9:12
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    40 di lavoro per tutti bastano e avanzano

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    25 Settembre 2020 in 22:32
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    Ma vi sembra corretto che con 36 anni di lavoro con opzione donna si prende quanto la pensione di cittadinanza di chi non ha mai lavorato? Cari sindacati se non vi battete per la flessibilità in uscita a partire da 62 anni con qualche penalità accettabile, finisce come in Francia coi gilet gialli. Loro sì che hanno le p…. Ogni tanto fate il vostro mestiere e non scendete a patti inaccettabili

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    25 Settembre 2020 in 22:30
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    La legge fornero,non si può toccare,la legge quota100 con scadenza nel 2021 invece si può toccare ma in somma ma che paese è questo,gente che ha lascito il lavoro con esodo incentivato x turnover.se quota100 non fosse legge nessuno lasciva il lavoro.

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    25 Settembre 2020 in 21:09
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    40 anni per le donne e 41 per gli uomini. Senza finestre e da subito. Senza aspettare il 2022… e via i paletti da quota 100 nell’ultimo anno. Il 2021 anno di cambio generazionale. Se i giovani lavorano tutto funziona.

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    25 Settembre 2020 in 19:07
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    Solo due considerazioni:

    lavori gravosi: quando arrivi a 62 anni (età campione che tutti prendono ad esempio) io credo che tutti i lavori abbiano criticità sia fisiche che psicologiche. Esiste una gravosità e fatica fisica per chi svolge lavori in stabilimento, in linea ed esiste anche una gravosità dovuta alla tensione psicologica e alle situazioni da affrontare giornalmente causate da carichi di lavoro esorbitanti, tensioni dovute a lavori e responsabilità che presuppongono dei controlli anche da parte di Enti esterni. Le tensioni sono dovute anche alla velocità frenetica del lavoro svolto, velocità che richiede un cervello sveglio e non una stanchezza causata da anni e anni di lavoro. Tensioni e malumori che spesso ti porti a casa. A questo bisognerebbe aggiungere il fatto che a 62 anni il fisico comincia a cedere per tante ragioni, malattie croniche, salute e situazioni che ognuno di noi può immaginare e che, almeno una volta, ha vissuto sulla propria pelle o attraverso i propri cari. Alcuni lasciano addirittura in secondo piano i controlli periodici richiesti per le proprie patologie, se a questo aggiungiamo il Covid forse sarebbe il caso di considerare “gravosi” anche quei lavoratori che devono affrontare patologie a rischio o che devono effettuare visite e terapie. Uno Stato che lascia i propri vecchi morire al lavoro è uno Stato indegno e indegni sono i fautori di certe politiche contabili e basta. Lo Stato o la politica più in generale, deve fare una scelta e un cambio di visione e decidere dove devono andare le risorse.

    M5S: Non voglio urtare la sensibilità politica di alcuno credo però che, pur fra mille contraddizioni e errori, certe cose (anche se è solo un inizio ma ho paura che finirà presto) si siano potute fare grazie al contributo dei 5S. Qui mi fermo perché questo non mi sembra il luogo adatto per aprire un dibattito politico soprattutto perché se veniamo qui, su questo sito, vuol dire che siamo tutti sulla stessa barca e dividerci fra noi non mi sembra il caso, ci pensano già eminenti cronisti, politici o esperti economici a forzare la mano per creare una guerra fra poveri, disoccupati e occupati, vecchi e giovani, malati di serie A e di serie B ecc… Però una domanda ai 5S vorrei farla: ma voi quale riforma delle pensioni avete in mente? Avete votato quota 100 e sicuramente bisognerà ripartire da li tenendo però in considerazione anche i precoci però da adesso in poi cosa succederà secondo voi? La stessa domanda vorrei farla anche al Pd, che riforma avete in mente dal momento che avete votato la Fornero?

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    25 Settembre 2020 in 18:10
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    E dagliela con questi 62 anni!!!!
    Ma chi stanno tutelando? I cittadini o cosa???
    E a 67 come si fa a godersi la pensione?????
    Sei ormai in coda tra dottori e ospedali, visite,pasticche, cure, ecc..
    E parlano di aspettativa di vita? Vita di che?

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      25 Settembre 2020 in 18:15
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      A 60 anni e con 40 di contributi direi che va bene…e facciano qualche riforma a chi perde il lavoro dopo i 50/55 anni per potersi aggangiare in qualche maniera alla pensione…

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    25 Settembre 2020 in 17:59
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    Con la pensione anticipata vado in pensione a 64 anni e 43 di contributi. Con la proposta del governo
    (almeno da quello che leggo) con la anticipata a 102 vado sempre in pensione a 64 anni e 43 di contributi. Come me e tante altre persone del 1960 per pochi o pochissimi mesi non riusciamo ad usufruire della quota 100. Allora mi chedo se è giusto fare due anni in più di lavoro, premesso che
    anche per me dopo 40 anni di versamenti alle casse dell’INPS uno possa anzi debba smettere di lavorare a prescindere dal lavoro che svolge. Una proposta che faccio è quella che anzichè fare quota 102,almeno abbassare di un anno la pensione anticipata oggi in vigore e cioè anzichè 42 anni e10 mesi
    portarla 41 e 10 mesi anche perchè dal lato economico penso proprio si possa fare. Grazie e gradirei una risposta.

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    25 Settembre 2020 in 17:19
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    Si parla di quota 41, ma dal 2022.
    Ma e ragionevole tenere chi ha che chi ha oggi 42 anni di contributi, e gia raggiunto quota 102 , ma per eta non possa andare in pensione aspettando i 43,1 il concetto di gradualità, proporzionalita da chi ci governa ( da sempre) non esiste,. e possibile che perchè mi mancavano 5 mesi nel 1996 oggi mi trovo a lavorare 8 anni e mezzo in più, e magari, subito dopo essere andato in pensione ritrovarsi che finalmente hanno riconociuto il diritto di 41.
    Spero quanto mai che chi ha messo la maglietta 41 (m5s) ,o i sindacati , facciano si che nella nuova riforma, in attesa del 41 nel 2022 , tolgano da subito l’ignibile finestra di 3 mesi, dopo i 42 e 10 mesi di contributi

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    25 Settembre 2020 in 17:04
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    Non capisco per quale motivo tutti (dico TUTTI) continuano a parlare di “scalone” di 5 anni una volta terminata la famigerata “quota 100” !? Ma…la cosiddetta “anticipata” non esiste più ??? Ci volete forse mandare in pensione da morti (perchè, oltretutto, a partire dal 2023 gli attuali 67 anni di età necessari per raggiungere la vecchiaia verranno incrementati di tre mesi ogni due anni) o, viste le penalizzazioni in arrivo, con assegni da fame ?!?!?! Lasciate almeno inalterata la possibilità di ritirarsi con gli attuali 42 anni e 10 mesi di contributi (+ finestra) che, oltretutto, sono già di per sè semi-irraggiungibili…

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      25 Settembre 2020 in 18:16
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      Lo scalone in effetti è ancora in corso. Attualmente ci sono lavoratori che si pensionano con i 67 anni della vecchiaia e 38 di contributi e quindi c’è una differenza di 5 anni che porta la loro quota a 105. Stessa cosa per l’anticipata della Fornero: Lavoratori con 62 anni di età ma con 43 anni di contributi e anche qui si tocca quota 105.
      Nel dicembre del 2021 terminerà la quota 100 e a meno di qualche sorpresa, si tornerà a pensionarsi tutti con quota 105.
      Spero abbia capito cosa vuol dire scalone. Semmai la domanda giusta che doveva farsi era: ” Se 43, 1 anni di contributi la chiamano pensione anticipata, come la chiamiamo una pensione con soli 38 anni di contributi ?”. Qualche nome lo suggerisco io: Stra-anticipata, regalata, gentile omaggio di Durigon, compravendita di voti etc etc.

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        26 Settembre 2020 in 9:50
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        Quindi se un lavoratore non più occupato con 38 anni di lavoro riesce ad andare in pensione a 62 anni anzichè fare la fame fino a 67 e per te va con la stra-anticipata, quello che va a 57 anni con 43,1 perchè fortunatamante ha ancora un lavoro come lo chiami, pensionato ultra-anticipato? La domanda che dovresti fare agli attuali governanti è la seguente: perchè non integrate la quota 100 con una 41 per tutti così da tutelare sia chi ha perso il lavoro che chi è andato in più giovane eta?

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          26 Settembre 2020 in 23:52
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          Salve Sig. Francesco, Lei è un commentatore troppo fresco di questo sito per conoscere la mia posizione. Ho sempre dichiarato che la quota 100 aveva una parte accettabile e una vergognosa. Quindi per rispondere alla sua domanda ribadisco il mio pensiero che è quello che ripeto da oltre un anno a questa parte: La parte accettabile è quella che consente a persone ultrasessantenni, disoccupati, senza reddito e di difficile reinserimento nel mondo del lavoro, che raggiungono quella quota, di essere accompagnati alla pensione. La parte vergognosa invece è che in pensione ci vadano persone che un lavoro lo avevano ancora così come un reddito e che hanno quindi avuto la libertà di scelta di risparmiarsi anni di lavoro e di versamenti, cosa non permessa al resto della platea dei lavoratori. E’ per questo che esiste lo scalone ed è per questo che ci sono lavoratori che sono OBBLIGATI ad arrivare a quota 105 ed altri che possono SCEGLIERSI una quota 100. Quindi sto parlando di lavoratori ancora in attività che hanno avuto un trattamento diverso. Simpatico il suo esempio del pensionato “Ultra-anticipato con 57-43”, ma non capisco se si riferisce all’età o agli anni di contributi.

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    25 Settembre 2020 in 16:31
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    Ho 60 anni fatti a maggio scorso. Ho versato contributi pensionistici per 20 anni. Non sono in grado di accumulare altri versamenti contributivi, visto che la globalizzazione ha Fott*** il lavoro, gli ordini delle aziende produttive in Italia sono stati trasferiti in Cina, Tunisia, Croazia, Bangladesh! Con ogni benestare del governo di Roma! Loro, in Parlamento dopo 5 anni già maturano la pensione, ma che c****, come si usa dire a Roma “io so io e voi non siete un c****”. Dall’età di 60 anni in poi, chiunque, con un minimo di versamenti pensionistici di 20 anni DEVE ESSERE MANDATO IN PENSIONE altrimenti ci sarà una rivoluzione. Non è possibile aspettare fino ai 67 anni. La GIUSTIZIA DEVE ESSERE APPLICATA A TUTTI!

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    25 Settembre 2020 in 16:02
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    40 ANNI DI LAVORO BASTANO, NON SONO POCHI SONO MOLTI E PERMETTONO IL RICAMBIO GENERAZIONALE.

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    25 Settembre 2020 in 15:50
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    Gentilmente qualcuno mi spiega perchè una persona che ha effettuato un lavoro gravoso dovrebbe andare a 62 anni in pensione mentre un’altra che resta disoccupata a tarda età va in pensione a 63 in APE sociale? Il disoccupato in quanto tale non dovrebbe avere la priorità su tutti? Inoltre basta parlare di pensione “anticipata”, fatta eccezione per la Grecia, che comunque prevede delle fuoriuscite anticipate, la media europea e mondiale e di 63 anni. Perchè dovremmo essere penalizzati? E’ possibile che si faccia sempe cassa solo ed esclusivamente sulla povera gente? Ce ne sarebbero di sprechi da tagliare. L’Europa vuole che si risparmi ma non è detto che debba essere il sistema pensionistico a pagare, questo lo vuole la politica italiana. A mio avviso andrebbe posto un limite, possibilmente veritiero, 62/64 anni e poi attuare delle scontistiche a secondo se gravoso, usurante, caregiver, donna ecc… Troppi cavilli, si sente il bisogno di una legge snella e chiara, troppi se e ma.

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    25 Settembre 2020 in 15:33
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    In pratica ha detto tutto, cioe’ nulla.

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      25 Settembre 2020 in 16:36
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      Vorrei dire a Martini 5 stelle le cose fatte vanno bene ,ma se si vuol scomparire basta che la Catalfo diventa la nuova Fornero non si puo’ farequota 100 e poi cambiare drasticamente idea la gente non e’ stupida
      Rizzo

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    25 Settembre 2020 in 15:17
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    Spero seriamente che prendano altrettanto a cuore chi ha 60 o più e non ha praticamente più una prospettiva di trovare un lavoro, di conseguenza anche con (piccole penalizzazioni), gli venga data la possibilità di avere una pensione in base agli anni versati se non altro per poter “Sopravvivere” se no gli Anni, e non giorni che mancano per arrivare a 67 anni per l’anzianità un essere umano come campa. Non tutti hanno dei soldi da parte, che comunque se non lavori, finiscono alla svelta, ma non in divertimenti ma in bollette.

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    25 Settembre 2020 in 15:05
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    Io vorrei chiedere a qualsiasi rappresentaste di lavoratori (sindacalista) se 40 anni di lavoro, di timbratura di cartellino, di preghiere per aver permessi o ferie, sono pochi per finalmente accedere al riposo e alla LIBERTA’.
    Vorrei chiedere se aver perso il lavoro a seguito delle tante crisi economico finanziare passate in questi ultimi anni e ritrovarsi ad oltre 50 anni essere precario con contratto di apprendistato professionalizzante e un reddito ridotto del 30% rispetto a 10 fa può essere considerato USURANTE?
    E’ ora che si definisca esattamente cosa è la spesa pensionistica e cosa la spesa assistenziale (la metà delle pensioni sono percepiti da persone che non hanno versato contributi, è spesa pensionistica o assistenziale?)
    Purtroppo le casse dell’INPS le vogliono far sanare dagli attuali lavoratori e dai loro figli disoccupati.
    Un vergogna

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      25 Settembre 2020 in 16:02
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      40 ANNI DI LAVORO BASTANO, NON SONO POCHI SONO MOLTI E PERMETTONO IL RICAMBIO GENERAZIONALE.

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    25 Settembre 2020 in 14:01
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    Per quanto riguarda la riforma delle pensioni della famigerata Legge Fornero c’è tempo in quanto dovrà essere approvata il prossimo anno, per il 2022.
    Per quanto riguarda il M5s ha sicuramente dei meriti a partire da Quota 100 che non si tocca.
    Per quanto riguarda la burocrazia sindacale ricordiamoci che non hanno contrastato la Legge Fornero nel 2011 ed hanno fatto appena 3 ore di sciopero.
    Quindi conto i liberisti Draghi, Renzi, Calenda, Cottarelli, Corte dei Conti, tutta gente vicino alle Banche e PD prepariamoci alla lotta contro il liberismo capitalista.

    Rispondi
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      25 Settembre 2020 in 16:43
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      Il m5s sparisce se la Catalfo dintera’ la nuova Fornero….molti non li votano piu’ proprio per le questioni delle pensioni…
      Rizzo

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        26 Settembre 2020 in 2:29
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        5 stelle hanno fatto cilecca dovevano iniziare dalla riforma fornero che andava completamente abolita .stesso fallimento dei sindacati.

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        26 Settembre 2020 in 4:31
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        Rizzo mi fai rizzare solo i capelli che mi sono rimasti per il resto puoi andare………..

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        26 Settembre 2020 in 23:57
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        Mi stupisco caro bruno che invece di mandare….quei politici che prima fanni una legge poi la vogliono stravolgere aumentando eta’ aggiungendo anche penalizzazioni economiche vedi da quota 100 ai 64… con penalita’…

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        27 Settembre 2020 in 0:07
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        Caro Bruno non dirmi che se dalla parte dei voltagabbana che prima fanno una legge vedi quota 100 e poi la vogliono stravolgere per di piu’ con penalizzazioni economiche

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      27 Settembre 2020 in 7:45
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      Sono d’accordo in pieno , ma ieri ha parlato guarda casa Conte facendo capire che quota 100 sparisce ….ocvorrera’ quindi un aumento dell’eta’ pensionabile e si aggiungeranno penalizzazioni economiche…per me occorre subito una risposta del m5s in proposito perche’ pd e renzi hanno gia’ applaudito a Conte…

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