Riforma Pensioni oggi ultime notizie su tagli per Opzione Donna e rivalutazione

Per quanto riguarda il dibattito inerente la riforma delle pensioni, oggi 17 maggio 2019 continua a tener banco il tema di Opzione Donna, con una nuova analisi del CODS sui quanto perdono sull’assegno pensionistico le lavoratrici che decidono di uscire grazie a questa misura. Vediamo poi anche il nuovo allarme lanciato dai sindacati per quanto riguarda il basso importo delle pensioni e il blocco dell’indicizzazione voluto dal Governo che non permetterà un aumento degli assegni e porta a nuova tagli sulle pensioni.

Ultime novità oggi Riforma Pensioni: quanto si perde con Opzione Donna?

Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, ha scritto un’analisi sui tagli relativi all’Opzione Donna, pubblicando la tabella che vedete in alto al nostro articolo e spiegando: “Pubblico due tabelle comparative, a beneficio di chi continua reiteratamente ad offendere, a denigrare, a scrivere idiozie, circa il fatto che scegliere la misura dell’Opzione Donna e quindi accettare che la propria pensione sia interamente calcolata con il sistema contributivo NON contempli l’erogazione di una pensione minore del 30% medio rispetto agli altri sistemi ossia misto/retributivo, dicendo che é stata un’invenzione del CODS (ergo della sottoscritta) che lo ha pubblicizzato inopinatamente e quindi che ci si sia dilettati nell’esercizio dello “spargere disinformazione” (cito testuale da un gruppo pubblico).

Smentire questo dato di fatto, per altro facilmente verificabile frutto di un consolidato lavoro di analisi prodotto da una nutrita schiera di accreditati analisti previdenziali, nonché dai patronati e dai sindacati, insomma degli addetti ai lavori, solo ed esclusivamente per continuare a sminuire il valore di una persona e di questo Comitato con critiche ingiuste e ingiuriose é, molto semplicemente, diffondere fake news e quindi chi si diletta con questa attività, commette il reato che è disciplinato dall’articolo 595 del codice penale. Dopodiché, proprio in queste pagine le Donne che hanno optato per l’istituto dell’Opzione Donna oltre a coloro che proprio per questo motivo hanno rinunciato, ci hanno portato non più tardi di un paio di mesi fa, a conoscenza della loro diretta esperienza che avvalora e certifica quanto gli esperti hanno da sempre sostenuto e diffuso; che poi nella media nazionale ci sia chi ha riscontrato una differenza minima rispetto alle altre tipologie pensionistiche, direi che é banalmente matematico.”

Riforma Pensioni oggi 17 maggio: allarme da Ancona sugli importi degli assegni e taglio delle pensioni

Intanto, Domenico Sarti, segretario generale Spi Cgil Ancona  lancia un nuovo allarme guardando i dati relativi alla capitale delle Marche. L’importo medio delle pensioni vigenti nella provincia di Ancona è di 748 euro lordi, con valori medi che variano dai 948 euro delle pensioni di vecchiaia ai 432 euro delle pensioni e assegni sociali. Come per le altre provincie delle Marche, anche per Ancona gli importi delle pensioni sono di gran lunga inferiori a quelli nazionali (-249 euro lordi) e del Centro Italia (-277 euro), e risultano inoltre inferiori alla media regionale, che è di 983 euro. Dai dati si legge che “Nella provincia di Ancona 124 mila prestazioni pensionistiche, pari al 66,8% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese: dunque, 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà.”

Per questi motivi Sarti spiega che “Questi dati confermano le preoccupazioni dei pensionati anconetani. Da almeno dieci anni, il nostro contributo è stato determinante per la tenuta del Paese; senza il nostro sostegno all’interno delle famiglie, la crisi sarebbe stata ancora più devastante. Per questo chiediamo pensioni adeguate e che vengano rivalutate rispetto all’inflazione superando il blocco delle indicizzazioni che questo governo ha inserito nell’ultima manovra economica”. Per Marco Bastianelli, segretario generale Cgil Ancona, “è poco confortante rilevare come il dato pensionistico medio non raggiunga nemmeno i livelli oggi riferiti alla cosiddetta pensione di cittadinanza, per di più con grandi squilibri tra uomini e donne. È quindi necessario che il governo apra un confronto con Cgil, Cisl e Uil affinché, anche attraverso l’intervento sul fisco, migliaia di pensionati possano avere migliori condizioni di reddito e di vita”.

Riforma Pensioni ultime notizie sul taglio: anche a Bergamo preoccupazione

Arriva l’allarme sul taglio delle pensioni anche dalla Fnp-Cisl di Bergamo. Bergamonews.it riporta le dichiarazioni di Caterina Delasa, Segretaria generale della Fnp-Cisl di Bergamo, che ricorda come l’esecutivo, “anziché procedere alla piena rivalutazione delle pensioni, come previsto dai precedenti accordi, ha di nuovo messo le mani nelle tasche dei pensionati arrivando a descriverli come ‘avari’ semplicemente per aver osato protestare, lo scorso dicembre, contro il taglio della rivalutazione delle pensioni. I pensionati italiani continuano a pagare le tasse in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati di molti altri paesi. Nel frattempo la tanto sbandierata pensione di cittadinanza non basta minimamente ad affrontare realmente il tema sempre più diffuso della povertà. Con un Governo così sordo, la mobilitazione è non più rinviabile”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

8 pensieri riguardo “Riforma Pensioni oggi ultime notizie su tagli per Opzione Donna e rivalutazione

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    19 Maggio 2019 in 10:26
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    Ma se io compio i 58 il 10 12 non posso accedere a l’opzione donna sempre se viene prorogata grazie

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    19 Maggio 2019 in 10:16
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    Ma se io compio i 58 il 10 12 non posso accedere a l’opzione donna gratis

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    18 Maggio 2019 in 9:05
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    proroga opzione donna x nata 1961 si fa si o no???spero prima delle elezioni. Ogni promessa è debito …

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    17 Maggio 2019 in 20:25
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    Salve io sono una lavoratrice autonoma di 59 anni con 38 anni di contributi. Come posso andare in pensione che non cela faccio più dal male che ho a fine giornata?grazie

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    • Erica Venditti
      18 Maggio 2019 in 10:49
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      Se ha maturato 59 anni entro il 31 12 2018 può accedere alla proroga già in essere. Potranno accedervi quante hann9 maturato 58 se dipendenti/59 se autonome con 35 anni entro il 31 /12/2018

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    17 Maggio 2019 in 15:22
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    Quota 100 un corno! 66 + 37 fanno 103 ma la pensione te la sogni!!

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    17 Maggio 2019 in 13:52
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    Io penso che la donna a 66 anni con 35anni di contributi dovrebbe andare in pensione. Specialmente se la donna fa lavori pesanti. Pulizie ecc c. La donna lavora anche in casa. Poi non cela fanno e si mettono in malattia. E manca il personale. Così non va bene. Almeno x le donne che fanno lavori pesanti.

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    17 Maggio 2019 in 11:33
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    Anche io ho sentito un boom, ma è un colpo alla credibilità di questa riforma, praticamente un flop. Solo 131.099 domande per quota 100, fatte soprattutto da chi il lavoro lo ha perso, da chi ha già un’età elevata e da chi intravede la possibilità di lavorare in nero percependo così due redditi. Quelli con 62-38 sapendo che perderebbero un buon 30% dell’importo, non lasciano perchè si troverebbero con una misera pensione che in molti casi non supererebbe i 1000 euro. Ad oggi sappiamo che la riforma non è equa, è ingiusta, penalizzante e temporanea. Una riforma fatta con il didietro.

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