Pensioni anticipate 2021, ultimissime da Ghiselli sul post quota100: le proposte

Riforma pensioni, quali obiettivi per il 2022-23? L’intervista a Ghiselli (CGIL)

Si continua a discutere di Riforma delle pensioni, la quota 102 proposta dal Governo in sostituzione della quota 100 per evitare lo scalone pare non aver incontrato la soddisfazione né dei sindacati né dei cittadini che ambivano a ben altre misure.

Unica nota positiva é che il premier Draghi ha promesso di riaprire il cantiere previdenziale già da dicembre ed al tavolo saranno convocati i sindacati al fine di iniziare seriamente ed insieme un percorso che dovrebbe portare entro il 2023 ad una nuova riforma delle pensioni. Per comprendere maggiormente quali saranno gli obiettivi da perseguire per il prossimo futuro ci siamo interfacciati con il sempre disponibile Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Le sue parole in questa dettagliata intervista rilasciataci in esclusiva.

Riforma pensioni 2022, l’intervista a Roberto Ghiselli

Pensionipertutti: Si apre il confronto per una riforma della previdenza e per modificare la legge Fornero. Nella sua precedente intervista, paventando il rischio di una tattica dilatoria del Governo finalizzata a prendere tempo e a rinviare le cose, auspicava l’avvio di due percorsi distinti ma paralleli e contestuali, uno per correggere alcuni punti della legge di bilancio l’altro per la riforma del sistema. Pare che le cose stiano andando proprio in quella direzione. È soddisfatto?

Roberto Ghiselli: A ragion veduta. Nel senso che è innegabile è positivo il passo in avanti del Governo e la disponibilità data a discutere di una riforma della previdenza per introdurre elementi di sostenibilità sociale nel sistema contributivo. È altrettanto importante che abbiano superato l’orientamento a rinviare la discussione al prossimo anno e che quindi contestualmente affronteremo il tema della legge di bilancio e quello di una riforma, che certamente richiederà più tempo. Per noi questo era un passaggio fondamentale e ora si tratta di renderlo più concreto

Pensionipertutti: In che senso?

Roberto Ghiselli: “È importante che, come annunciato nell’incontro di martedì, il Presidente del Consiglio abbia coinvolto il Consiglio dei Ministri nella decisione di avviare il tavolo sulla riforma delle pensioni. Ora si tratta di esplicitare in un qualche modo gli elementi che definiscano il perimetro entro cui il confronto dovrà svolgersi, cioè gli obiettivi che ci diamo, i temi da sviluppare e i tempi entro cui svolgere il confronto. Sarebbe utile, a monte, intendersi su queste cose” .

Riforma pensioni, quali gli obiettivi futuri?

Pensionipertutti: Vediamole uno ad uno. Quali sarebbero gli obiettivi da condividere?

Roberto Ghiselli: Una riforma della previdenza che, seppure incardinata nella prospettiva di un regime contributivo, così come introdotto dal Governo Dini in accordo con il sindacato nel lontano 1995, sappia garantire al sistema una maggiore equità e sostenibilità sociale. A maggior ragione se si considerano le trasformazioni sociali avvenute in questi anni, prima fra tutte la progressiva precarizzazione del lavoro, che significa anche maggiore incertezza previdenziale”

Pensionipertutti: E i temi da sviluppare quali dovrebbero essere?

Roberto Ghiselli:Quelli contenuti nelle proposte sindacali: una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, la pensione di garanzia per i più giovani, il riconoscimento del lavoro di cura, delle donne e del lavoro gravoso, la pensione per chi ad una certa età è disoccupato, la difesa del potere d’acquisto delle pensioni, una maggiore adesione alla previdenza complementare.”

Pensioni 2022, tempi e risorse per prossima riforma

Pensionipertutti: Ed i tempi? Entro quanto si dovrebbe completare il confronto? Qualcuno parla di Aprile con il Def e che gli effetti della riforma decorreranno dal 2023.

Roberto Ghiselli:Non serve tanto per concludere il confronto. È necessario serrare i tempi per consentire di valutare e verificare tutte le posizioni e le proposte in campo. Un lavoro certamente impegnativo ma che si può fare in poco tempo perché gli elementi sono già tutti nelle disponibilità delle parti, si tratta di capire quali sono le volontà concrete e le sintesi possibili. Cosa diversa è dire che i prossimi strumenti di programmazione finanziaria, a partire dal Def che verrà approvato ad aprile, preveda anche il sostegno finanziario alla riforma previdenziale ma i tempi del confronto più sono ravvicinati meglio è. Anche nel rapporto con la nostra gente, lavoratori, giovani e pensionati, che dobbiamo coinvolgere costantemente, come stiamo facendo in questi giorni con assemblee e manifestazioni regionali e nazionali. Per quanto concerne la decorrenza dei provvedimenti siamo convinti che alcune risposte, soprattutto per chi è più prossimo alla pensione, si possono dare anche nel corso del prossimo anno, ovviamente ricercando le necessarie coperture finanziarie. I risparmi di Quota 100 e delle pensioni minime sono già un buon bacino a cui poter attingere.

Pensionipertutti: E in riferimento all’altro tavolo, quello sulla legge di bilancio, dovendo sceglierne una qual’è la cosa che per voi sarebbe più importante introdurre subito?

Roberto Ghiselli:Credo che i passi in avanti sui lavori gravosi vadano consolidati, estendendo questa platea anche ai lavoratori precoci, riducendo in alcuni settori da 36 a 30 gli anni per accedere all’Ape sociale, ampliando ad alcune altre mansioni l’elenco delle attività gravose. Ma mi faccia aggiungere anche alcuni primi provvedimenti per le donne e i giovani, ad esempio riducendo subito il limite reddituale per poter andare in pensione a 64 anni anziché 67, attualmente previsto dalla legge Fornero, riducendolo da 1350 euro a non più di 700 euro. Ed infine rimane aperto il problema non risolto con Quota 102, quello dello scalone“.

Ringraziamo Roberto Ghiselli per il tempo dedicatoci e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

37 commenti su “Riforma pensioni, quali obiettivi per il 2022-23? L’intervista a Ghiselli (CGIL)

  1. io so solo che i signori onorevoli, anche se cadrà la legislatura prima del periodo per avere la pensione, l’avranno lo stesso perchè si fanno le leggi a loro piacimento; dovranno versare contributi volontari per cifre irrisorie per quanto loro guadagnano; a noi la pensione manco con 41 anni di contributi; mi dovrò erodere la pensione integrativa fatta con grandissimi sacrifici; è una schifezza unica saluti ai gestori del sito

  2. È assurdo che con 41 anni di contributi non posso andare in pensione solo perché ho iniziato a lavorare a 19 anni…. Avrei dovuto entrare in politica così mi bastavano 5 anni di mandato…. Ma in che mondo viviamo

  3. Assistiamo al consueta dinamica “made in Italy”: CHI PUO’ NON VUOLE .. e CHI VUOLE NON PUO’ ..
    Del resto, ci sono tutte le premesse affinche’ cio’ avvenga: La solita MANCANZA DI REGOLE (contrattuali) -a monte- che non hanno disciplinano gli eventi a valle ..
    O meglio … “LE REGOLE” ci sono … ma vengono (all’occorrenza) fabbricate e modificate -a valle- a immagine e somiglianza della casta ..
    W l’Italia e il popolo italiota!
    Saluti

  4. Perché non subito la riforma? …. Se si dovrà andare verso il contribuivo puro con flessibilità in uscita perché non subito e aspettare il 2023?

  5. Per la nostra generazione c’e il piccolo dettaglio che abbiamo potuto accedere alla “seconda gamba” della previdenza soltanto alla fine degli anni 90 quindi l unico modo per “coprire” quel periodo è lasciare quel poco di retributivo che resta. Fatti fare una simulazione sulla tua futura pensione tutta contributiva e capirai che stanno portando a grandi passi il paese ad una catastrofe sociale senza prercedenti….

  6. Flessibilità in uscita dai 62/63 anni salvaguardando il calcolo misto x chi può vantarlo. Con una attenzione particolare x le Donne

  7. Io vorrei sapere se a qualcuno viene in mente che esistono persone che hanno lavorato metà della propria vita in Italia ( tutti fino al 1995), poi queste persone( io) hanno lavorato altri 18 anni in Brasile ma ora, a 65 anni, sono disoccupate.
    Devo stare altri 2 anni senza stipendio?. Gli ” illuminati” pensino anche a questi lavoratori all estero.

  8. Buongiorno a tutti .Sicuramente fare una riforma delle pensioni equa per tutti è giusto .I Signori che si siederanno prossimamente ai tavoli sanno perfettamente il giusto e non giusto ,i giovani,le donne ,lavori gravosi e chi ha dato con tanti anni di lavoro subendo riforme su riforme .Il sistema contributivo nel nostro sistema è già presente , introdotto dalla grande riforma come premio per i Lavoratori , dal Sig Dini .
    I Signori che si siederanno ai tavoli per le trattative dovranno garantire la naturale fine da chi proviene dal misto ,proprio perche’ hanno dato tantissimo ,senza applicazione del contributivo ,perchè se vogliamo parlare di equità/giustizia non e bello far perdere al Lavoratore circa il 30% sull’assegno . Sicuramente la scusa di far pagare al Lavoratore non agevola le prossime generazioni ,quindi che si trovino altre scuse .Ricapitolando se si va’ per fare le cose dette ,quindi quota 41 senza penalizzazioni ,62 anni e minimo 20 di contributi ,garantire il sistema misto a fine naturale ,giovani ,donne e gravosi ,bene ,altrimenti non tocchiamo niente se non si vuole fare altra macelleria sociale .
    Buon Lavoro

  9. Ho paura che nel tentativo di cambiare la legge Fornero con i prossimi confronti governo/sindacati vadano a peggiorare anche quella.
    NON DOVETE TOGLIERE IL CALCOLO MISTO DALLA PENSIONE ANTICIPATA!
    Io ho 40 anni di contributi versati e dalla riforma Dini so che andrò con il calcolo misto: non mi si venga a dire adesso, a meno di due anni dalla pensione, che andrò con il calcolo contributivo! Ora non potrei fare nulla per incrementare la mia pensione. Mentre chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 sapeva con quali regole sarebbe stata calcolata la sua pensione e, potendo, avrebbe potuto attivare qualche forma complementare.
    Semmai , può essere una scelta facoltativa, come opzione donna, non un obbligo.
    NON TOGLIETE IL CALCOLO MISTO DALLA PENSIONE ANTICIPATA!

  10. Basta parlare di mandarci in pensione con il solo contributivo, è una rapina! Potete girarci intorno quanto volete e usare i vostri bei paroloni, tipo “sostenibilità sociale”. Ma che vorrebbe dire? Non sarebbe ora di parlare chiaro?
    Se c’è ancora spazio per correttivi nella manovra attuale, almeno mettete l’APE SOCIALE a partire dai 62 ANNI in modo da agevolare in qualcosa noi nati nel 1960. Che altrimenti siamo fregati su tutta la linea!

  11. NON SCHERZIAMO .. PER FAVORE !!!! NON TOCCATE LA PENSIONE ANTICIPATA DELLA FORNERO !!!!!!!! PROPORRE 41 ANNI TUTTI CON IL CONTRIBUTIVO PER CHI HA INIZIATO A LAVORARE NEI PRIMI ANNI 80 SAREBBE UN FURTO INDECENTE !!! UNA “ROBA DA LADRI” !!! DI CERTO SAREBBE VERGOGNOSO VEDERSI CALARE COME CONQUISTA UNA QUOTA 41 TUTTA CONTRIBUTIVA CHE DI FATTO TI FAREBBE PRENDERE UNA PENSIONE DEL 50% RISPETTO ALL’ULTIMA BUSTA PAGA !!! RIPETO NON SCHERZIAMO !!! SIAMO DISGUSTATI .. NON NE POSSIAMO PIÙ !!!

  12. Negli anni 1980 si andava in pensione x le donne all’eta di 55 anni mentre per gli uomini all’eta di 60 anni a mio parere era giusto perche dopo tanto si e esausti e le forze vengono a meno quindi e giusto lasciare il posto ai giovani che ne hanno bisogno di un lavoro cosi non girano per strada ad annoiarsi e farsi mantenere !

  13. Uomo di sinistra !!!!!! Vuoi farmi lavorare per 43 anni a ciclo continuo !!!! Sono lavoratore precoce …ho iniziato a 14 anni ….da più di 30 faccio un lavoro usurante e ora mi vieni a raccontare che non ti basta più avermi aumentato di 8 anni la pensione ma mi vieni a raccontare che con i tuoi accordi mi manderai in pensione a metà dell’ultimo stipendio !!!!
    Fate vomitare

  14. Pensate sempre a chi ha più anni di età ma meno contributi… E chi invece ne ha già 41 non può andare in pensione perché deve fare anche i 10 mesi… Come me che sono donna!!! Togliete almeno ste cazzo di finestre!!

  15. Il sindacato ha proposto 41 per tutti senza limiti d’età e senza penalizzazioni e ora il governo vuole penalizzazioni per chi esce con 42 10 mesi e magari fissare un limite minimo di età.
    Complimenti per il risultato.

  16. Le persone fragili (non assicurabili da nessuna compagnia assicurativa, che hanno il rinnovo della patente a 3 anni anziché a 5) possono essere considerate alla stregua di una persona sana? Solo da uno stato vigliacco che ruba ai poveri per dare ai ricchi:130 (CENTOTRENTA) MILIARDI DI EVASIONE ANNUA. UNA SOLA PAROLA:VERGOGNA

  17. I sindacati tutti continuano a proporre questa fantomatica flessibilità in uscita a 62 63 anni ci dicano una buona volta con quali priposte concrete forse la Tridico? O la Damiano? Ce ne sono altre? Che lo dicano…..
    Tanto si devono ei dobbiamo mettere in conto che per la pensione in anticipo rispetto ai parametri drlla Fornero dobbiamo pagare pegno ovvero penalizazione sull’assegno
    Dai commenti che si leggono su questo sito pare che la maggiotanza è propensa per la proposta Tridico, allora voglia il sondacato portarla avanti senza continuate a fare come dice la tumbotg : BLA BLA BLA. saluti

  18. Il governo trova sempre qualche scusa per rimandare le decisioni che riguardano i disoccupati ultrasessantenni . Se possiamo permetterci di continuare a dare il reddito di cittadinanza non credo sia un problema finanziario dare la pensione a 63 anni ai disoccupati senza sussidi.
    QUINDI PER EQUITA’ DAL 1° GENNAIO 2022 DOVETE DARE AI DISOCCUPATI, CON ALMENO 20 ANNI DI CONTRIBUTI, LA PENSIONE A 63 ANNI SENZA PALETTI DI DATE ED IMPORTI.

  19. Ma siamo ancora retta a questa gente che si vanta di aver firmato accordo con Dini per abolire il sistema retributivo !!! Ora si ripresentano e ci annunciano l’intenzione di fare accordi su flessibilità e solo contributivo !! Io personalmente non farei più nessuna intervista a questa gente !!! Usano questa piattaforma per farci il lavaggio del cervello e convincerci che i loro fallimentari accordi sono delle grandi conquiste !!!!

  20. È evidente perché vogliono aspettare il 2023: ci saranno le elezioni. Diabolici, ricchi e noi fessacchiotti, aspettando Giustizia ……..del regno dei cieli….non certo prima.

  21. Questa sicuramente è una batosta x il sindacato in molti faranno la disdetta, me compreso così solo capiranno, che non sono accettabili o meglio dire penalizzare chi se fatto il mazzo per 39 anni di cui mi hanno sottratto 147 settimane, con un errore anagrafico che tutto oggi non può essere risolto dico ai sindacati e l’occasione buona per voi per non perdere credibilità

  22. Disamina superficiale e inconcludente, lavori usuranti, donne, disoccupati e bla bla bla… temi già affrontato (vedi ape social) solo sussurrata la voce flessibilità e con un esplicito assenso al sistema tutto contributivo (alla faccia del sindacalismo!) a confronto il Presidente dell’INPS con la sua proposta mi sembra un benefattore. Che si prepari anche lui un posto da parlamentare ?

  23. Ho piena fiducia in questa forza sindacale sperando che alla fine ne esca fuori una un’ottima riforma pensionistica.
    In riferimento al sistema contributivo mi viene la pelle d’oca che affine un pensionato prenderà meno da uno che percepisce reddito di cittadinanza anzi rifiuterà la misera pensione per accedere al reddito di cittadinanza. W il posto fisso.
    Distinti saluti
    Francesco

  24. Quante chiacchiere, abbiamo capito tutti che il Sindacato ormai conta ben poco e tutti questi bla bla bla servono solo ad illuderci- ormai è chiaro che i Sindacati fanno passare tutto e Draghi spadroneggia senza ostacolo alcuno- ora è uscita fuori anche la notizia dei 30 miliardi non spesi per quota 100…. e allora?…che dice il Sindacato? Dovrebbe incalzare subito il banchiere e metterlo alle corde… altro che 600 milioni…. le risorse ci sono per imporre subito l’uscita col doppio binario Tridico o con la proposta Damiano con penalizzazioni … ma da subito – poi si potrà discutere di una riforma strutturale- noi poveri cristi non possiamo aspettare altro tempo e sentire promesse e tavoli di incontri ridicoli e vergognosi ma tanto è inutile sperare… tutti venduti e collusi – la colpa è anche nostra che non scendiamo in piazza … visto che i sindacalisti lo dicono ma non hanno interesse a farlo … sua maestà non gradirebbe!!!!! VERGOGNA

  25. Buonasera
    soliti discorsi, incontri per programmare altri incontri per programmare altri incontri per programmare altri incontri etc….etc….
    Non sono assolutamente d’accordo con Mario, tutto con il contributivo non può essere accettato forse lui guadagna € 3000 al mese per cui se va con € 2000 gli può anche andar bene ma uno che prende € 1400/1500 non può dall’oggi al domani andare in pensione con € 900.
    NON FATE SCHERZI PERCHE’ SALTA LA BAMBOLA ED ANCHE VOI.
    I soldi basterebbe prenderli dai loro megastipendi e quelli dei politici pappa e ciccia con loro.
    Far pagare a chi sbaglia e se ne approfitta e non permettere a questi maledetti di prendere il vitalizio dopo poco più di 4 anni.
    Non sono contento di dirlo e non avrei mai pensato di dirlo ma NON TOCCATE LA FORNERO, perchè questi sono capaci di peggiorarla.
    Io sono disposto ad andare in pensione con la legge Fornero ma devono togliere tutti i privilegi a questi politici, ridurre il loro stipendio, eliminare vitalizi e come noi quando avranno lavorato 43 anni potranno andare in pensione.
    SE NON CI SONO I SOLDI PER NOI NON CI SONO NEANCHE PER VOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  26. Ma cosa il prox anno non abbiamo già dato abbastanza dopo 41 anni di contributi e disoccupato e nessuno vuole un over 60 al lavoro,mentre i politici dopo 4 anni hanno già la pensione MA NON VI VERGOGNATE VOI E CHI PER ANNI HA PRESO PENSIONI AV4 ZERI TIPO IL SIGN.DRAGHI 14000 EURO A 59 ANNI

  27. Come direbbe Greta: bla bla bla. Mentre il medico studia il malato muore. Eppure è semplice: l’unica via è l’uscita anticipata con contributivo puro come propone il governo, ma senza aspettare un altro anno. Se va bene per i nostri figli perché per noi no? Anzi noi possiamo sempre scegliere il misto a 67 anni, loro no.

    1. Mario, ma sei proprio convinto che ci daranno ancora la possibilista di scegliere ??? Stanno puntando a fare saltare il sistema misto per sempre a partire dalla prossima riforma !!!! La mia paura è che il sindacato sia davvero perché necessario con questa politica.

    2. Buonasera. Egregio Signore , forse nel leggere e sentire tante cose in merito, capita anche a me si figuri , il contributivo non è un gioco da poco che ci stanno rifilando.Inoltre se lo applicano sarà per sempre e per tutti , altro che misto e 67 anni, questi stanno per rovinarci tutti quanti.
      Cordialmente

    3. Se va bene per i nostri figli perché per noi no?

      No, perche’ abbiamo gia’ versato i contributi allo stato con determinate regole e patti sociali definiti.

    4. Hai parlato con i tuoi figli e gli va bene? Si vede che non sanno quanto costa vivere dignitosamente e cosa vuol dire invecchiare anche in termini di fabbisogno economico. Visto che pensiamo ai giovani gli va bene dover pensare al futuro dei loro anziani anche in termini finanziari? perchè le attuali ultime generazioni di vecchi si sono pagati le cure, le badanti e la casa di riposo in larga parte con i loro risparmi e hanno anche provveduto ad attenuare gli effetti della precarizzazione del lavoro voluta da chi pensa ai giovani ma per il futuro non ci sono margini economici per la replicazione di tale dinamica.
      O vogliamo modificare la legge e dire che se uno invecchia son casi suoi se ha bisogno? Così tanto per rafforzare il patto generazionale. Gent. Mario, non so se Monti o Draghi, non è semplice, è invece molto complesso in quanto, tanto per usare in termini analogici la legge di Kirchhoff, per il nodo pensioni, ma non solo per quello, stanno passando le cariche negative di anni di scelte palesemente sbagliate. E i pensionati di oggi non ci stanno ad avere la loro coperta corta e vedere risorse distribuite o non più introitate senza modaliità gestionali e una chiara e dichiarata finalità economica. Lo stato ente è fatto di minister non di gente che concede bontà sua attenzione ai problemi. I dati sono noti a tutti dice Ghiselli. Bene a me che pago i dati necessari a capire il risultato atteso non sono noti. é dai tempi della riforma Dini (1995) che tutto si fa per la stabilità, per i giovani, per il lavoro, per la sostenibilità finanziaria e i parametri di questi tre elementi sono progressivamente e dolosamente peggiorati. Come diceva Falcone, tanto commemorato da morto, bisogna, o bisognerebbe potere, seguire il percorso dei soldi. Per il resto, con il mal di pancia e visto cosa si profila, lasciamo la fornero così come è.

    5. Retributivo no, si ridurrebbe l’assegno di un terzo, vale a dire che una pensione sui 1200si ridurrebbe a 800, ma se questa e’ l’unica strada allora la legge deve essere uguale per tutti, ricalcolare le pensioni emesse col retributive a regime contributivo, un assegno più magro, ma un assegno per tutti

  28. Sento sempre parlare, che le riforme delle pensioni sono costose per lo stato. Segnalo che i soldi delle pensioni sono soldi versati negl’anni dalle aziende per i dipendenti, quindi, che costo sarebbe per lo stato? Sono soldi dei dipendenti gestiti dall’INPS. Purtroppo i nostri contributi servono a pagare anche redditi di cittadinanza, disoccupazioni, bonus ecc ecc e tutt’altre misure giuste e necessarie, ma dovrebbero dividere i 2 rami. i contributi per le pensioni servono ai pensionamenti (e non si toccano per altro), mentre, per le altre misure, bisognerebbe istituire un fondo differenziato a carico dello stato. Per forza non ci sono i soldi per le pensioni, si prende tutto da li. ( dalla borsetta di mamma INPS) .

    1. Che sappia io le prestazioni tipo invalidità e minime, cioè quelle che non hanno dato luogo a contribuzione, dovrebbero essere a carico dello Stato. A questo scopo fa dei trasferimenti all’INPS. Mentre le baby pensioni e d:oro, contributive o meno, vanno nel calderone. CHIEDO L’INTERVENTO DI UN ESPERTO CHE CI SPIEGHI COME FUNZIONA.
      In ogni caso sono d’accordo: le gestiioni contributive e vecchie retributive (miste ante 96) sono in attivo.
      Per cui, ciò che succede oggi, è una ladrata.

    2. È quello che dico da anni. Bisogna separare l’assistenza dalla previdenza. Inoltre il guaio grosso, che purtroppo pochi sanno, che il disastro dei conti inps è dovuto dall’incorporazione dell’Inpdap che porta con se almeno 12 miliardi l’anno deficit, contro l’attivo del settore privato di oltre 4 miliardi l’anno. Nessuno lo dice perche’ non fa comodo.

  29. ABOLITE LA “GESTIONE SEPARATA” O ALMENO RENDETELA RISCATTABILE. E’ INAUDITO CHE CHI HA DEGLI ANNI BUTTATI LI’ DENTRO, ANNI IN CUI SI E’ LAVORATO LO STESSO, NON POSSANO ESSERE SFRUTTATI PER ANDARE IN PENSIONE. HO 61 ANNI E 31 DI CONTRIBUTI. HO COMINCIATO A 18 E STO ANCORA COSI’. SONO STANCA E SONO UNA DONNA ANCHE IO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su