Pensioni Brambilla

Riforma Pensioni: folla per quota 100, Brambilla propone gradualità nelle uscite

E’ possibile fare domanda per andare in pensione da più di 24 ore, ma oggi 31 gennaio 2019 arrivano già i primi dubbi su quota 100 e a porli è Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali.

Negativo anche il Giudizio della CGIL che ribadisce tramite le parole del nuovo segretario Landini come la quota 100 possa portare nuove ingiustizie e iniquità tra i lavoratori. Ecco tutte le ultime novità di oggi su quota 100.

Riforma Pensioni ultime novità su quota 100: i dubbi di Brambilla

L’arrivo di così tante domande per aderire alla riforma delle Pensioni e uscire dal mondo del lavoro con quota 100 potrebbe creare diversi problemi all’INPS. Alberto Brambilla spiega all’agenzia Adkronos che nel 2019 “Potrebbero arrivare 400mila domande. Ai 315 mila potenziali destinatari di quota 100, si potrebbero aggiungere altre 50.000 persone che matureranno il diritto a partire dal 1° gennaio 2019. Ma a presentare domanda nella speranza di poter avere i requisiti saranno molti di più. Per cui l’Istituto, oltre al milione circa di prestazioni ordinarie da erogare nell’anno (circa 500 mila solo per l’assistenza), dovrà fronteggiare una massa di oltre 400 mila nuove domande“.

Questo flusso di domande per la pensione anticipata rischia di portare diversi problemi spiega Brambilla: “Considerando i tempi tecnici necessari per le liquidazioni ordinarie, questo ulteriore carico di lavoro produrrà seri problemi e un allungamento delle ‘liste di attesa’ anche se alla fine si riceveranno gli arretrati”. Inoltre cosa importante da sottolineare: “Il provvedimento non indica alcuna priorità nelle erogazioni, come ci si sarebbe aspettato, considerando che ci sono lavoratori bloccati‘ dalla riforma Fornero anche da 6 anni. Si tratta di soggetti che hanno raggiunto quota 100 da tempo. E il rischio è che l’opportunità di andare in pensione spetti a una persona che ha appena maturato i requisiti, mentre chi li ha maturati già da sei anni ne sia fuori” .

Brambilla poi conclude mostrando molti dubbi sul fatto che la riforma delle pensioni sia provvisoria soltanto per i prossimi 3 anni: “Sarebbe stato senz’altro meglio elaborare la cosidetta quota 100 in modo tale da essere più definitiva perché nel mondo delle pensioni non c’è niente di peggio che un quadro provvisorio. Proprio la provvisorietà spinge le persone a precipitarsi su di una misura, facendo lievitare di molto i costi“.

Riforma Pensioni ultime novità: Anche la CGIL critica quota 100 e le sue iniquità

Non solo preoccupazione da parte di Alberto Brambilla, ma anche dalla CGIL che tramite Landini rilancia i suoi dubbi sulla riforma delle Pensioni e su quota 100. “Non è la riforma delle pensioni e le norme varate dal governo produrranno nuove diseguaglianze e ingiustizie. Noi stiamo chiedendo che si apra una vera trattativa per cambiare la legge sulle pensioni perché rimangono tutte le altre cose da fare. Bisogna affrontare il fatto che i lavori non sono tutti uguali, dare una pensione di garanzia ai giovani e riconoscere i disastri che sono stati fatti per le donne.

Il segretario della CGIL poi prosegue: “Noi vogliamo fare una riforma vera. Non andiamo in piazza contro chi può andare in pensione, ma per cambiare un sistema che non dà la pensione ai giovani e non dà futuro a nessuno. Ci siamo battuti e abbiamo protestato anche con i governi precedenti proprio per cambiare la legge Fornero“.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

12 commenti su “Riforma Pensioni: folla per quota 100, Brambilla propone gradualità nelle uscite

    ANTONIO

    (2 Febbraio 2019 - 13:04)

    MASSIMO , BRAMBILLA SI VENDE COME ECONOMISTA DI UNA PARTE POLITICA, MA QUELLA PARTE POLITICA L’HA ESCLUSO DA QUALUNQUE DISCUSSIONE DI RIFORMA PENSIONISTICA, PERCHE’ HA CAPITO CHE NE CAPISCE QUANTO BERTOLDO CIOE’ NIENTE. IN QUANTO POI LA MATEMATICA, LI’ BISOGNEREBBE SENTIRE IL PROFESSORE CHE L’AVUTO COME STUDENTE.

    Massimo

    (31 Gennaio 2019 - 18:54)

    Brambilla, se il virgolettato è fedele (” … Si tratta di soggetti che hanno raggiunto quota 100 da tempo. E il rischio è che l’opportunità di andare in pensione spetti a una persona che ha appena maturato i requisiti, mentre chi li ha maturati già da sei anni ne sia fuori”), mi sembra abbia qualche problema con la matematica, infatti chi ha maturato i requisiti di quota 100 da 6 anni sarebbe sicuramente già potuto andare in pensione da almeno un anno e 5 mesi (pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, mentre 62+6=68, pensione anticipata 42 anni e 10 mesi uomini e 41 anni e 10 mesi donne , mentre 38+6=44).

    Renato

    (31 Gennaio 2019 - 15:02)

    ” QUELLI DI PRIMA HANNO MENTITO ” AFFERMA GIGGINO , MA I SOLDI NON C’ERANO PRIMA E NON CI SONO ADESSO SOLO CHE QUESTI CIALTRONI FANNO TUTTO A DEBITO . IL PROBLEMA E’ CHE MOLTI ITALIANI CREDERANNO A QUANTO RACCONTANO IL GATTO E LA VOLTE . SPERIO SOLO NELLA MIA VITA DI NON RIVEDERE PIU’ UN GOVERNO TECNICO , ALTRIMENTI LA FORNERO POTREMMO RICORDARLA COME LAS FATA BUONA .

      Giuseppe C.

      (31 Gennaio 2019 - 22:23)

      Anche perché in Italia, come già accaduto, una eventuale patrimoniale calata da un Governo Tecnico, la pagherebbero tutti in maniera uguale, come accadde, per fortuna con quota minima del sei per mille, nel 1992 con la legge Amato; quindi, in Italia, una eventuale patrimoniale la pagherebbero i poveri e non i ricchi, dato che, il concetto costituzionale del pagare in maniera “progressiva” in base al reddito, sembrerebbe essere poco recepito. Chissà come mai? Sorge il dubbio che non si vogliano sfavorire i ricchi… E, oggi, si parla di patrimoniale del 20 o 25%, su case e conti correnti, come chiede da tempo il FMI tramite la Lagarde!

    Agostino2

    (31 Gennaio 2019 - 14:21)

    Credo sia difficile non essere d’accordo con revenge .. ma, per come stanno andando gia’ le cose .. speriamo che la -neo quota- 62/38 (chiamata “100”) non diventi… un nuovo PONTE MORANDI “made in Italy” .

    ANTONIO

    (31 Gennaio 2019 - 12:44)

    REVENGE , IL TUO COMMENTO E’ IN SINTONIA CON IL MIO PENSIERO, DEL RESTO CHE BRAMBILLA OGNI TANTO NE SPARA UNA DELLE SUE E’ NORMALE , SE NO , SI SENTIREBBE TAGLIATO FUORI DAI DISCORSI PENSIONISTICI. IO HO SEMPRE COMMENTATO CHE L’UNICO POSTO PER QUESTO SIGNORE E’ IL MAGAZZINIERE AL DISCOUNT. MA INDUBBIAMENTE NON L’HANNO ASSUNTO

    Giuseppe C.

    (31 Gennaio 2019 - 12:05)

    Io aspetterei a preoccuparmi, ammesso che, finalmente onorare un contratto tra Stato e lavoratore possa essere considerato una “preoccupazione”; la quota 100 mi sembra talmente penalizzante e talmente diversa dalla promessa abolizione della legge pensionistica Fornero che, probabilmente, dopo la prima “fiammata” di adesioni di poche migliaia, 5000, tra cui molte richieste di informazioni, una volta capito di cosa si tratti, probabilmente la richiesta si spegnerà miserevolmente: chi rinuncia a quasi un terzo dei suoi diritti per pochi anni di anticipo, come se se ne andasse in pensione 15 anni prima?

    massimo

    (31 Gennaio 2019 - 11:55)

    NON HO MAI APPROVATO QUANTO DETTO DA BRAMBILLA IN TEMA PENSIONISTICO. STAVOLTA PERO’ CONCORDO PIENAMENTE CON LUI QUANDO SOSTIENE CHE LA QUOTA 100 PER UN SOLO TRIENNIO NON HA SENSO. SALVINI INVECE DI SBANDIERARE LA FELICITAZIONE PER LA QUOTA 100 SI IMPEGNI A RENDERE STRUTTURALE TALE PROVVEDIMENTO. MOLTISSIMI LAVORATORI ME COMPRESO APPREZZEREBBERO.

    revenge

    (31 Gennaio 2019 - 11:52)

    Non si tratta di “FOLLA” ma di esseri umani che hanno versato per decenni i loro contributi ad un ente che oggi dovrebbe essere largamente in attivo ma che, per una scellerata gestione, ha dovuto coprire buchi e ammanchi ( vedi INPDAP).
    E’ quindi offensivo chiamarla “FOLLA”.
    Il presunto intasamento citato da Brambilla non ha senso, visto che le 300.000 persone che potrebbero aver diritto NON SONO nate nello stesso giorno e quindi i requisiti li matureranno gradualmente.
    Purtroppo, viste le limitazioni e i paletti e contrariamente a quanto sostiene Brambilla, ci sarà invece una riduzione della platea che farà domanda.
    Questo è già stato calcolato ampiamente da chi ha redatto questa legge.

      Giuseppe C.

      (31 Gennaio 2019 - 13:52)

      Leggo le dichiarazioni trionfali degli ideatori della quota 100, o di ciò che rimane della iniziale promessa di “abolizione” della controriforma pensionistica Fornero, e leggo delle preoccupazioni per l’impatto che 400.000 domande previste, che alcuni esperti si aspettano, potrebbe avere sull’INPS.
      Addirittura si teme che gli uffici pubblici si svuotino senza turn over – visto mai dover far lavorare “le future generazioni”? – e che non ci siano i soldi, che peraltro dovrebbero esserci perché accantonati, per pagare il TFR/TFS!
      Io aspetterei a trionfare ed a preoccuparmi, ammesso che “finalmente onorare un contratto tra Stato e lavoratore” possa essere considerato una “preoccupazione”: la quota 100 mi sembra talmente penalizzante e talmente diversa dalla iniziale promessa abolizione della legge pensionistica Fornero che, probabilmente, dopo la prima “fiammata” di adesioni di poche migliaia di lavoratori, 5000 e non 400.000, tra cui molti semplicemente richiedenti informazioni, una volta capito di cosa si tratti, probabilmente, la richiesta si spegnerà miserevolmente, purtroppo, per ovvi motivi: chi rinuncia a quasi, forse, un terzo dei suoi diritti per pochi anni di “anticipo”, come se se ne andasse in pensione quindici anni “prima” – o, meglio, “meno dopo”-, e non tre o quattro?
      Altro che 400.000 richieste!
      Stiano sereni tutti, politici, esperti, ideatori e conduttori di talk shows, economisti e l’INPS; gli unici a non esserlo, sereni, probabilmente, purtroppo, rimarranno sempre gli stessi, costretti ai “lavori forzati a vita”… o quasi!

      Giuseppe C.

      (31 Gennaio 2019 - 22:34)

      Esatto, non su tratta di “folla”, ma di lavoratori che hanno diritto a vedersi “restituiti” i loro soldi per un contratto stipulato, e più volte unilateralmente modificato, dalla controparte, i rappresentanti dello Stato; contratto, peraltro, OBBLIGATORIO PER LEGGE!
      Se le Istituzioni dello Stato non onorano come stipulati inizialmente i contratti coi lavoratori rischiano di perdere credibilità verso i cittadini; pardon, presso i sudditi, pardon presso la la folla che deve essere munta in quella che somiglia sempre meno ad una democrazia. E contributi che somigliano sempre più ad una nova imposta e non allo scopo per cui si versano: la pensione da vivi.
      Che ne pensereste, accostamento improprio ma esagero tanto per rendere l’idea, se, acquistando un biglietto della lotteria nazionale e vincendo il primo premio, vi si dicesse poi, nel volerlo riscuotere, che le Lotterie Nazionali non possono dare più di quanto versato e, quindi, eccovi 5 euro del prezzo del biglietto pagato?

    Franco Giuseppe

    (31 Gennaio 2019 - 11:31)

    Sarebbe davvero il colmo se si andasse per ordine di presentazione, si correrebbe davvero il rischio che ad andarci per primi potrebbero essere chi ha una quota 100 secca e minima mentre chi avrebbe una quota più alta tipo 103-104 resta in attesa di approvazione. Se poi si superasse la cifra stanziata cosa fanno ? Bloccano le domande ? Ma che cavolate sono queste ! Ho sempre detto che questa riforma è uno schifo che creerà solo ingiustizia e iniquità tra lavoratori. E se i conti dello Stato saltassero del tutto arriva una nuova Fornero che sposta ancora gli anni dei contributi ai precoci che ne hanno già 43 e li facciamo andare a 45 ? Che grandissima porcata.

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