Riforma Pensioni: quota 41 in campagna elettorale divide i lavoratori, è fattibile o no?

Manca sempre meno alle elezioni e la campagna elettorale continua toccando anche il tema della riforma delle pensioni. In particolare sulla quota 41 molti nostri lettori hanno espresso la loro opinione, e possiamo notare come questa misura continui a dividere i lavoratori. C’è chi pensa sia fattibile, chi invece sostiene che la misura abbia costi molto elevati.

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Tiziana ci riassume le posizioni dei partiti durante questa campagna elettorale, e solleva diversi dubbi sulla quota 41 proposta da Salvini: “La sinistra è a favore della Fornero ( che ha colpito solo la massa e non politici e classi dirigenti, i sacrifici sono stati applicati solo a noi). Il terzo polo è sulla stessa linea tuttalpiù qualche promessa ai giovani ( a cui mancano ancora decenni e modifiche in corso d’opera ). La destra il cui programma elettorale dice una cosa e sulle piazze e in TV ne dicono un’altra : pensate veramente che il non inserire nel programma elettorale della destra il cavallo di battaglia della Lega quota 41 sia una dimenticanza? Perché sollecitati ( anche dai giornalisti del sito che ci ospita ) in merito se contributivo o misto non rispondono ? Perché il disegno di legge depositato nel 2018 dalla Lega e fissa tutto nel contributivo quota 41, non è stato ritirato o modificato? Sui 5 stelle con la proposta Tridico, il quale ha detto che la sua è meno costosa , confermo con 400/500 euro x 3 anni lo stato se la cava, ma il pensionato riesce a vivere? Anche se le speranze che venga votata anche dagli altri partiti sono quasi nulle. Con queste proposte ci chiedono il voto”.

Anche Alessandro, che lavora dall’età di 14 anni e sta aspettando di poter andare in pensione dopo 41 anni di contributi versati, è dubbioso e avverte: “Le promesse di Salvini mi sembrano irrealizzabili, e credo peggiorative a livello economico rispetto alla Fornero. NON CI SONO SOLDI per quota 41senza mega penalizzazioni, come per pensioni a 1000 euro e come altre finte Gioconde messe sui tavoli della campagna elettorale. Vorrei di cuore poter andare in pensione tra 10 mesi con quota 41 ma passare da stupido per l’ennesima campagna elettorale questo no. La mia paura è una sola : Non peggiorate la riforma Fornero“.

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Oltre ai molti lettori che chiedono quota 41 senza penalizzazioni, alcuni pongono i loro dubbi o chiedono la possibilità di uscire con il sistema misto, come Massimo: Ribadisco per l’ennesima volta il mio pensiero sulla riforma pensionistica: bene quota 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica purché l’assegno venga calcolato con il sistema misto e non contributivo. Ritengo poi ci debba essere la possibilità per chi ha 62 anni di età anagrafica di poter scegliere se andare in pensione ma senza penalizzazioni. L’assegno verrebbe calcolato col sistema misto o contributivo. Inoltre per le sole donne darei la possibilità di scelta al compimento dei 58 anni di età.

Suppongo che davanti a queste proposte i vari economisti ed esperti del settore pensionistico direbbero che sono proposte demagogiche non realizzabili per i costi eccessivi che lo stato dovrebbe affrontare. Bene d’accordo sul costo ma vogliamo parlare degli sprechi della pubblica amministrazione tra inefficienze regalie varie e quant’altro? Con una politica oculata tipica del buon padre di famiglia con gli incassi che lo stato riceve a seguito delle tasse e imposte che gravano sui contribuenti italiani avremo disponibilità per pagare il debito e risolvere per sempre il problema dell’età pensionistica.

Infine Maciste ci mostra la sua delusione, non credendo più alle proposte dei politici: “La stessa Fornero afferma che la sua riforma è migliorabile. Perché non prova a suggerire una miglioria nel frattempo che si ri va’ a votare? Perché mi risulta che sia consulente del governo Draghi per cercare di risolvere quello che lei stessa ha contribuito a creare, ma non si sa che abbia fatto fino ad ora per non far pagare sempre agli stessi gli errori di altri. Salvini dal canto suo è tronfio, consapevole di mentire, pieno di slogan e poco credibile. C’è qualcosa di fattibile in quello che dicono? Smettere un anno prima di lavorare non è superare la Fornero rispetto all’anticipata – un nome, un programma- non è sufficientemente sostenibile? Perché in fondo, si chiede solo questo, e cioè una riduzione di questo di scalone eliminato per alcuni – vedi quota 100 – e mantenuto in pieno per tutti gli altri!

3 commenti su “Riforma Pensioni: quota 41 in campagna elettorale divide i lavoratori, è fattibile o no?”

  1. Buon pomeriggio! Penso che le donne, in quanto mogli, mamme e lavoratrici, debbano andare prima in pensione, rispetto agli uomini. Grazie infinite a tutti!

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  2. Buongiorno a tutti. Vado subito al dunque, anche se è stato detto milioni di volte da tutti.Quota 41 ,senza penalizzazioni , è più che fattibile ,poi non voglio fare esempi riconducibili alle scuole elementari, però devono spiegarmi il perché la massa deve,per raggiungere i requisiti per la
    pensione, 41,42,43 ,anni di Lavoro, e la classe politica dopo una legislatura .Tutti gli sprechi tipo i servizi dei palazzi del potere ,auto,barbieri,mensa e potrei scrivere una enciclopedia, secondo me si recupererebbero molti soldi, dimezziamo tutte le pensioni al di sopra dei 5mila euro,inoltre siamo abituati a sentire che l’Europa lo vuole e i soldi sono pochi ,però non dicono ,notizia di due giorni fa ,che gli stipendi di quelli a Bruxelles sono stati incrementati in modo vergognoso, ecco questo non lo dicono.
    Buon Lavoro e saluti ai Sig del Sito.

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  3. Mi piacerebbe che, almeno in questa sede, non ci pigliassimo in giro. Quota 41 riguarda solo quella minoranza che ha cominciato a lavorare prima dei 25 anni (donne) o 24 (uomini) con con contribuzione continua, altrimenti potremmo parlare di pensione di vecchiaia. Una riforma seria deve essere per tutti, ricorrendo, con accesso volontario, a meccanismi di flessibilità sia di servizio ma anche anagrafici che consentano con CONGRUE penalizzazioni ad anticipazioni dell’accesso al pensionamento.

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