Riforma pensioni, tra le proposte della Lega: quiescenza a 64 anni e Quota 41

Di Giuliano Cazzola

In vista della sessione di bilancio, la Lega – al pari dell’assassino che torna sempre nel luogo del delitto – si esibisce in nuove proposte sulle pensioni col proposito – fino ad ora illusorio – di superare la riforma Fornero e restituire flessibilità al sistema. Le proposte della Lega riguardano la possibilità di quiescenza a 64 anni e 41 di contributi versati, di estendere anche a quanti si trovano nel sistema misto ciò che è previsto nel contributivo (64 anni e 25 di versamenti) se si accetta la liquidazione del trattamento interamente col calcolo contributivo.

Poi sovrasta il tutto la richiesta di abolire l’indicizzazione dei requisiti rispetto all’incremento dell’attesa di vita che non garantisce soltanto un minimo di sostenibilità del sistema, ma che rimane il solo elemento di solidarietà con le nuove generazioni tenute a finanziare le pensioni di quelle precedenti. Su questo (s)proposito il Carroccio è il cavallo di Troia (a proposito del film Odissea) della sinistra politica e sindacale.

Al di là delle coperture finanziarie, sempre complicate da trovare, ci sono altri aspetti che sarebbe doveroso prendere in considerazione.

Oggi nella Lega è in corso un dibattito sul ritorno alle origini come partito di rappresentanza territoriale di un Nord produttivo che si sente trascurato dalla linea Salvini. Ebbene, quali sono i problemi di questo pezzo d’Italia ? Non più tardi di una settimana fa è stata resa nota un’elaborazione della CGIA di Mestre dalla quale – attraverso la sintesi di numerose fonti ufficiali – risultava che nel giro di qualche anno vi saranno in Italia 3milioni di nuovi pensionati, senza che sia possibile una loro sostituzione per effetto della denatalità. Per  inciso nel 2025 sono nati 355mila bambini a fronte di 660mila decessi: ma questo è solo il punto di arrivo fino ad ora di una lunga fase di saldi demografici negativi non compensati da oltre un decennio dal flusso degli stranieri. La CGIA aveva ripartito gli esodi in base ai settori economici: poco più di 1,6 milioni saranno dipendenti del settore privato, 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 lavoratori autonomi.

Le regioni maggiormente interessate ai pensionamenti e alle sostituzioni saranno la Lombardia  dove l’incidenza toccherà il 64,6%, l’ Emilia-Romagna col 58,6% e il  Veneto col 56,5%: sono le tre regioni a più alta densità manifatturiera, dove il lavoro dipendente privato assorbe la fetta maggiore dell’occupazione complessiva e dove quindi il rimpiazzo ricade – scrive la CGIA –  quasi interamente sulle imprese, non sui concorsi pubblici. Volendo dei dati più completi per quanto riguarda le regioni settentrionali è sufficiente osservare la tabella, dalla quale si desume un’esigenza di sostituzione per il 60% nel Nord Ovest e del 56% nel mitico Nord Est.

Le proposte che la Lega sta mettendo in circolazione non attenuano questa corsa verso il pensionamento (soprattutto anticipato), ma la incrementano con l’aggiunta di forme dette di flessibilità che amplierebbero molto le opzioni di esodo proprio per le caratteristiche demografiche e occupazionali che caratterizzano le generazioni del baby boom candidate al pensionamento nei prossimi anni.

Si tratta di generazioni entrate presto nel mercato del lavoro, con rapporti di lavoro stabili e continuativi che hanno consentito e consentiranno di raggiungere i requisiti del pensionamento anticipato ad un’età media alla decorrenza pari a 61,4 anni. In sostanza, le generazioni baby boomers saranno per oltre 20 anni a carico dei giovani. L’incremento della loro età pensionabile è l’unica misura che stabilisce un po’ di equità verso le nuove generazioni. E il meccanismo delle indicizzazioni dei requisiti in rapporto all’incremento dell’attesa di vita è coerente con questa esigenza di equità.

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54 commenti su “Riforma pensioni, tra le proposte della Lega: quiescenza a 64 anni e Quota 41”

  1. Barzelletta: un extraterrestre arriva in Italia e chiede dopo quanti anni si accede alla pensione in questo paese … allora Mattarella organizza un incontro ufficiale in mondovisione … chiamano gli espertoni choosy Elsa e Durigone a rispondere … inizia Elsa che, piangendo disperata, dice che non ci sono i soldi … anni e anni di versamenti vaporizzati nel nulla … spesi per pensioni non meritate (voti) e assistenzialismo (voti) … per cui servono 44 anni (circa) … parla poi Durigone che elenca le grandi riforme … baby pensioni, usuranti, opzione donna, quota 100, 102, 103, anzianita’, vecchiaia, quota 41, 64 contributivo, ecc. … a quel punto al povero extraterrestre scoppia la capa … non ci capisce piu’ una mazza … non gli tornano i conti … allora ecco che gli sorge spontanea la fatidica domanda: ma perche’ (se mancano i soldi) per i parlamentari bastano 4 anni (circa) ?? … boom … scoppia il silenzio in trasmissione … Elsa si mette di nuovo a piangere strappandosi i capelli … Durigone si fa portare un piatto di spaghettone per distrarre la platea … giornalisti muti … Mattarella fa finta di niente … sindacalisti non pervenuti … fuggi fuggi dei parlamentari in sala … all’extraterrestre non rimane che farsi una enorme grassa risata … ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah !!!!

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  2. Andrea ha ragione Giorgetti non è incapace ma solo bu…o visto che fa parte del Partito che ha promesso da subito dopo che è stata fatta la legge FORNERO ( si ricordi sig. Andrea per tappare i buchi e i danni fatti dalla Lega e del Governo che ne faceva parte, gli stessi di adesso che stavano per farci fare la fine della Grecia, perciò, a parte l’ideologia politica se uno vuole rivotare gente del genere mi mette molti dubbi intesta, ma soprattutto come fare a credergli), peraltro si ricorda il sig. Andrea in quanti Governi questo signore ha fatto il Ministro sempre di questo settore senza risolvere uno che sia uno dei problemi. È bravo, cavolo se è bravo per chi abbocca. Come per le Accise che la sua capa è da oltre 20 anni ha promesso di toglierle tanto da averle aumentate di 4 centesimi oltre ad essere collusa con il parruccone a cui bacia non diciamo cosa per non diventare scurrili, che facendo una guerra inutile presto ci porterà a pagare un lt Di gasolio 3€, no ma questi sono capaci ehhhh pensa se erano Incompetenti, e intanto chi truffa ringrazia. Non vorrei che pensasse che io sia del Pd o simili perché perderebbe il suo tempo in quanto non amo i Politici in generale ma aborro i bugiardi e mistificatori e mi fa un po’ pena chi crede a persone che fanno affari con gente losca e fanno le leggi per non farsi controllare subito, mentre invece di fare quelle per proteggere i cittadini, di quelle, in oltre 4 anni non c’è traccia. Poi c’era un signore che si prendeva a martellate i gabbassi per fare un dispetto alla moglie che gli faceva le corna ed era contento..beato lui

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  3. Dateci quello che abbiamo versato e le pensioni ve le potete tenere. A 62 anni e senza lavoro come dovrei vivere nonostante i mei 30 anni di contributi e 3 figli?? Ci avete tolto anche la dignità e nessuno fa niente né prima né dopo. Altro che baby boomer!!!

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  4. Qua siamo davanti all’apoteosi, allo schifo più assoluto. Il governo ha prorogato lo sconto sul gasolio per soli due giorni. No, non è uno scherzo. Lo sconto scadeva il 24 agosto, questi fenomeni lo hanno prolungato fino al 26 agosto. Ripeto: non è uno scherzo, è tutto vero! Contestualmente, sapete cosa stanno facendo sotto il silenzio generale? Stanno preparando il 13esimo pacchetto di armi per Volodymyr Zelensky. E dentro, assieme ad altre armi che, ovviamente, nella nostra democrazia, vengono tutte secretate, ci dovrebbe essere un sistema missilistico SAMP/T. Sapete quanto costa un sistema del genere? All’incirca 1 miliardo di euro. Sapete quanto costa la riduzione di 17 centesimi al litro per il gasolio? Circa 250/300 milioni di euro al mese. Con quello che Volodymyr Zelensky si pappa per un SAMP/T perché deve prolungare la guerra, si potrebbe (a spanne) ridurre il gasolio di 17 centesimi per 4 mesi. O di 34 centesimi per due mesi. Ma loro preferiscono continuare a sovvenzionare Volodymyr Zelensky e continuare a prendere per imbecilli gli italiani. Ovviamente, con i soldi delle nostre tasse.

    Ragionateci sopra

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    • Ma secondo te chi e come finanzia quelle armi ?
      (domanda retorica…)
      Tassare gli extra profitti (ENI di chi e’?)
      Il governo governa, non ha bisogno di chiedere il permesso.

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    • Uno schifo che dimostra quanta falsità e ipocrisia esistono intorno alla solita filastrocca annuale che ci arriva sul problema pensioni e sul comportamento dell’UE .

      Un’UE che ci permette, senza batter ciglio, di fare un debito di miliardi di euro per armamenti, che pagheremo noi e, per quei tanti che si preoccupano del mondo che lasceremo, pagheranno anche i nostri figli.

      Si lavorerà sempre di più e si prenderà sempre di meno di pensione ma rimarrà l’orgoglio di aver contribuito con il proprio lavoro nella progettazione, costruzione, commercializzazione e test sul campo di tecnologiche armi .
      Un gran bel traguardo dell’umanità.

      Ale

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        • Non manderemo altre armi,lo dice Repubblica stamani,che non mi sembra filomeloni,o filogovernativa .Il Governo non si è accodato al resto d Europa. .Poi se deve fare propaganda di bassa lega faccia pure.

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          • Anche lei non devi tanto il discorso; ci dica allora a cosa serviranno i 22 miliardi destinati a spese militari e decisi dal Governo. Per scuola, sanità, casa, pensioni?

          • La rabbia per le pensioni e i soldi per le armi sono due facce dello stesso problema.
            L’economia di mercato della Scuola di Chicago, applicata sia all’Est che da noi in Europa con l’austerità, tende sempre a tagliare lo Stato sociale (pensioni, sanità) per finanziare altre priorità, incluse quelle militari.

            Quando si dispone di un esercito, la logica ci dice, che questo debba disporre delle armi, altrimenti sarebbe facile risolvere il dilemma e risparmiare denaro.
            Basterebbe sciogliere l’esercito risparmieremmo due volte: in stipendi e in spese d’armi armi.
            Se poi fossimo pure dei convinti pacifisti le terremmo sotto chiave nei magazzini eviteremmo di darle a Tizio o a Caio.

            Ma poiché l’esercito è una componente necessaria di qualsiasi Stato, se non per offendere ma almeno per difendersi, il resto viene di conseguenza.
            Potremmo allora e per caso dirci che se le armi nel caso dovessero servirci le avremmo solo tenute stoccate e non usate in un magazzino, forse dai tempi dei moschetti o delle scuderie di cavalli … no non avrebbe senso; per cui se di senso si tratta, gioco forza è adeguarle tecnologicamente, con parsimonia, e non “regalarle” ad altri di continuo.

            Comunque sia, certamente mi piacerebbe vedere un governo deciso nel fissare dei ben precisi paletti ma almeno al momento consoliamoci leggendo qualche notizia.

            https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/24/volenterosi-macron-annuncia-le-grandi-esercitazioni-litalia-dice-no

      • Certo, dovrebbe arrendersi. Quando una guerra non si può vincere , e quella ci arriva anche un bambino a comprendere che è una guerra che non vincerà mai , bisogna finirla e arrivare ad un compromesso, nel bene e nel male. L’alternativa è sterminare la propria popolazione con anni continui di disastri.

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    • A parte che l’Italia non mandera altre armi,si informi.Detto questo,cosa vuol dire che l’Ucraina DEVE continuare la guerra???E cosa dovrebbe fare secondo lei,arrendersi???Prego dottor Putin,entri pure,l’Uvraina è sua!!Complimenti!!Davvero complimenti!!

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    • Sul punto dello sconto sul gasolio prorogato per soli due giorni sono anch’io piuttosto perplesso. Mi sembra una misura troppo breve per incidere davvero sui costi sostenuti da famiglie e lavoratori. Sul resto ognuno può avere opinioni diverse, ma credo sia legittimo chiedere che vengano spiegate con maggiore chiarezza le priorità di spesa del governo senza alcun dubbio.

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    • Condivido pienamente, penso anch’io che prima del voto gli elettori valuteranno quanto è stato fatto e se le promesse sono state mantenute , si veda ad esempio quanto dichiarava un politico di primo piano della lega in questa intervista di inizio legislatura (anche su Opzione Donna, oltre a quota 41 ecc.) :

      https://www.iltempo.it/politica/2022/09/22/news/pensioni-quota-41-programma-centrodestra-claudio-durigon-lega-riforma-elezioni-25-settembre-33162080/#google_vignette

      A mio avviso pero’ al raduno di Pontida del 20 settembre nessuno ne riparlerà…, penso che si farà in modo di occupare tutto il tempo con altri argomenti (pero’ gli elettori hanno buona memoria…)

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      • e non dite che voto lega visto che non l’ho mai votata e credo che non la voterò mai; la lega ha fatto promesse e ha preso il 6%; fratelli d’italia sulle pensioni non ha promesso nulla e ha preso il 28 %; non ha fatto poco, ha fatto tantissimo ma contro; l’anno prossimo si voterà; cosa succederà?; ha detto bene un giornalista: aumenteranno coloro che non vanno a votare; aumenterà Vannacci visto che chi protesta contro la destra darà il voto a Vannacci (che furbi: lui non è la destra, è l’estrema destra); e sulle pensioni? tante promesse e una certezza: flessibilità in uscita? dai 67 anni in su; saluti a te e ai gestori del sito

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        • se ben ricordo Vannacci ha criticato la lega perche’ e’ rimasta a far parte di un governo che sulle pensioni fa cose ben diverse da quanto diceva di volere la lega stessa ( e personalmente aggiungo che non mi sembra che protestino per questo, direi poco o niente, continuano tranquilamente a far parte di questo governo senza alzare la voce sull’argomento pensioni )

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        • A Paolo … quelli che ancora vanno a Pontida ci credono. Mica vanno per una promessa. Se poi fossero già pensionati a maggior ragione. Se sul blog vedi commenti a riguardo… contali ma ricorda che si tratta solo di opportunismo se espressi in fatto di pensioni, di giardinetti personali, non del prato di Pontida … che nemmeno so dove sia.
          Ciao.

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  5. La lega sarà fagogitata da vannacci, se arriverà al 3% sarà un miracolo, poi dai mentitori seriali come salvini, dagli incapaci come giorgetti e durigon cosa aspettarci?
    Paole come la cancone di Mina; potevano reinserire opzione donna senza penalizzazioni ulteriori poichè ne ha già abbastanza, ma si assossano in questa spirale di bugie, le solite verità pre-elettorali Italiane, diffuse da tutto l’emiciclo che poi nessuno mette in atto per colpa di altri.
    Potevano lasciare tutto come prima, opzione donna, limiti ordinamentali ed altro, ma giorgietti per fare il fenomeno ha fatto solo disatri; ma le pensioni dei politici tutti le hanno modivicate? Ha no loro non si toccano.

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      • Avevano promesso di rivoltare la fornero ed altro, pinocchio ha il naso più corto, per fortuna non la hanno peggiorata, uno studente di ragioneria del 5° anno faceva meglio di lui.
        Gioretti ha sforbiciato facile, ha distruto opzione donna, la donna oltre al suo lavoro ha anche da badare a figli, casa, preparazione pasti ed altro, credo che dopo 30/40 anni di lavoro o 60 di età, meriti una uscita agevolata, anche in base a quanto ha versato.
        Poi giorgetti ha introdotto disincentivi (penalizzazioni) per le uscite anticipate dei dipendenti pubblici, ha revocato i limiti ordinamentali, le amministrazioni pubbliche possono quindi trattenere i dipendenti che lo desiderano fino al compimento dei 70 anni di età, quindi dopo un percorso universitario, rimanga al lavoro Lei in ospedale fino a 70 anni ed oltre, così non sanno più se sei un paziente o uno che li cura, per questo ho riscattato parte della laurea (sono migliaia di euro) per uscire prima, ho pensione più bassa ma vivo, ho una vita che prima grazie a reperibilità, notti e festivi non avevo, ma credo che anche per Lei noi sanitari tutti, eravamo eroi durante il covid, ma rubastipendi e peggio ancora il giorno dopo la fine della pandemia.
        Il Suo idolo, comunque non ha toccato le pensioni d’oro ne quelle dei politici ed i privilegi ad esse collegate guardacaso la sua categoria, e se questo non è un fallimento.
        Vorrei sapere che lavoro fa Lei e quanto è il Suo montante contributivo, il mio se pur uscito a 65 anni con 43 anni e 4 mesi di contributi, era di circa 500.000 € ed avendo esercitato esclusivamente in ospedale, non ho evaso mai un centesimo: Lei?

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        • Ma mi scusi, ma non è che per caso non si sappia in che mondo viviamo?

          Quanto astio, quando le attuali narrazioni mediatiche, quelle ricorrenti tutti i giorni, che ci descrivono il sistema pensionistico a ripartizione quasi come una “variante del sistema Ponzi”, o che prendendo lo spunto di una riforma tedesca di cui ne citano una presunta “americanizzazione”, che distorcendo la realtà con termini sbagliati hanno il solo sottofondo di promuoverne anche da noi la privatizzazione.

          https://www.nicolaporro.it/economia-finanza/ef-economia/germania-riforma-pensioni-capitalizzazione-individuale/#google_vignette

          Frasi o termini che ci dicono il contrario di quello sperato di cercare di difendere la sfida demografica immaginando, ad esempio, di tassare la ricchezza se prodotta dall’Intelligenza Artificiale o da macchine che sostituiscono i lavoratori non versano così i contributi previdenziali.

          Quando la soluzione è e resta solo vista nel non sostenere la previdenza pubblica, ma nell’affidarsi ai mercati finanziari.

          Se il modo giornalistico spinge da tutt’altra parte, verso la finanza e l’individualismo senza porre al centro l’economia reale che ti puoi aspettare da un governo, qualsiasi esso sia.

          Ma ma che centra Giorgetti, ma che centra paragaonarlo a uno studente di 5 ragioneria quando probabilmente questo non troverà più neppure il posto di lavoro.
          Come si può pensare che chiunque avrebbe pensato o sarebbe stato costrtertto dal “sistema” a cancellare opzioni e ad allungare il il brodo.

          Ma ce centrano poi i confronti coi montanti di uno o di un altro.

          Si faccia il segno della croce col gomito se finalmente è riuscito a pensionarsi, perché i tempi e le idee di un: Bismarck, di un Beveridge o di F. Caffè, ormai non son più questi e …. sopratutto non dipendono dai già pensionati, qualunque essi siano, se si suppone che NON hanno evaso come lei.

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          • Io non ho fatto studi finanziari, i miei milioni erano Globuli Rossi (Emazie) per anemie, le mie previsioni macroeconomiche si chiamavano Troponina per diagnosticare biochimicamente l’infarto, ed i rischi erano LDL, HDL, Trigliceridi, per metablismo e Cuore.
            Detto questo, molte donne di 60 anni che hanno famiglia, coloro che stramazzavano a terra per fatica in sala operatori, o nei pronto soccorsi (periodo covid compreso) si sono viste, dall’oggi al domani, negare un diritto, sul quale puntavano e per informazioni a patronati ed altro avevano speso tempo (anche giornate ferie) e danaro, così come altri han visto il loro TFS procastinato di un ulteriore anno, per l’eliminazione dei limiti ordinamentali, lo stato mantiene i loro soldi, ma nel privato?
            La faccio semplice, gente che nel 2024 aveva fatto piani di uscita per il 2025 si è trovata privata di quello che in precedenza era un diritto: visto che era al governo anche nel 2023 faceva più bella figura se lasciava così come era e dichiarava che dal 2026 sarebbero state abolite, o lo dichiarava nel 2023, così esisteva un tempo per modificare tali scelte.
            Questo mi irrita e non poco, comunque sul lato previdenza per i politici ci sono state novità al ribasso?
            Credo di no
            Concludo ricordandole che sono Apolitico, incondizionabile da stampa e comizi, penso con la mia testa e (pur non essendo un economista come Lei) rispetto la Sua idea, perciò, per capire la mia, la esorto a, non certo per il mio periodo, Le basta un mese:
            Il primo giorno lavorare dalle 7 alle 14 (ed essere reperibile nella notte dalle 20 alle 8 del mattino dopo, e quasi sempre tornare al lavoro per diverse ore) il giorno successivo entrare alle 14 ed uscire alle 20, il terzo giorno (nessuna resurrezione) ma tempo dedicato al riposo perchè si passa dalle 20 alle 8 del mattino successivo tra corridoi, computer, macchinari ad alta automazione per la determinazione dei campioni biologici che ininterrottamente arrivano, e perciò quasi sempre chiami il reperibile, da solo non ce la fai, poichè hai la consapevolezza che se sbagli la determinazione di certi parametri arrechi danni (a volte irreversibili) al paziente ed altro sul quale non mi dilungo.
            Credo che Le basterebbe un mese, per perdere il ritmo circadiano sonno/veglia, con le conseguenze che provoca, non bisogna essere scienziati per capirlo.
            Attendo Suo riscontro, per capire se riesce a comprendere di cosa parlo: giorgietti aveva la possibilità di “avvertire” nel 2023 ciò che avrebbe fatto nel 2024 per il 2025.
            C’est è

        • Buongiorno signor Aldemaro.

          Mi rifaccio alla sua risposta e chiarisco, nella speranza di riuscirci.

          Lei si sbaglia di grosso, io non possiedo affatto competenze finanziarie o in economia, sono un “misero diplomato”, Perito Elettrotecnico delle scuole serali figlio di un percorso durato 6 anni, mentre di giorno lavoravo a partire dai 18 anni compiuti, dopo aver frequentato due corsi professionli.

          Fortunato, se crede, perché data la mia età mi sono pensionato dal 1 Gennaio 2012 col metodo totalmente retributivo; quantunque mi fosse stato proposto, come accade a molti, di restare sul posto di lavoro con la opportunità di pensione e stipendio.

          Non mi arrogo di aver fatto da cargiver al suocero con l’Alzaimer o, in successione, facendo “l’uomo di compagnia” per 5 anni a tre anziani ultraottantenni familiari, divenuti di fatto conviventi; il tutto mentre la consorte cercava, in ogni modo, di mantenere il posto di lavoro che nel privato non è sicuro e per la terza volta; tutto per non gettare alle ortiche quella farina di contributi messa nel sacco se avesse deciso di lasciare il lavoro raggiunti i 35 anni di contributi attraverso O.D.

          Se ciascuno di noi studia un pochino o tanto, lo fa nella speranza di poter scegliere il lavoro che piace, ovvero accetta quello che trova.
          Anche chi sta ore sul tetto al sole, inginocchiato a posare piastrelle, o a supporto di macchine che asfaltano strade se non in miniera, avrà avuto una vita di fatiche maggiore della mia e magari ha assaporato anche la delusione del licenziamento.

          Ma poiché la sua decisione è stata quella del campo sanitario, mi sono rivolto a lei avendo da sempre immaginato che trattandosi di un lavoro seppur duro e a contatto della malattia, della sofferenza, presupponesse, oltre all’essere una persona preparata, di avere quel requisito della pacatezza oltre che con i pazienti, anche nella discussione mantenendo quel limite di quando se la prendeva con la malattia, con il virus e non col paziente.

          Il mio accenno a qualche nome indicato, era e resta solo per dire a chi legge che i tempi sono cambiati; che o sono da mezzo secolo, che ora il mondo vive una malattia che lei non ha curato e forse anche ignorato nella certezza del posto di lavoro e che il futuro ci sta proponendo con alcuni segni che vediamo.

          Tra quei nomi buttati li (ribadisco a cui non appartengo per estrazione) ma di cui ho solo letto per uno in particolare …. se fosse ancora tra noi, potrebbe dirci … vi avevo avvisato!

          Per essere chiari non è una questione di preparazione in un campo o in un altro.
          E’ più probabile dipenda dal sentirsi sicuro, dal fatto che invece io ho rimosso da tempo, le possibili fette di salame dagli occhi.

          Fette con le quali abbiamo, spesso, tutti convissuto dagli anni dei governi, di fatto tecnici degli anni 90, per poi ritrovarci ancora, nostro malgrado a riscoprire le conseguenze ma fermandoci allo sfogatoio del blog (cosa che non nego ho fatto pure io pensando al manager che però voleva espellere la moglie dal mondo del lavoro, mentre lei desiderva restarci).

          Saluti

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  6. L’analisi delle dinamiche previdenziali non può prescindere da una rigorosa disamina dell’equità sociale, un principio che oggi appare drammaticamente sacrificato. Se da un lato le dottrine economiche classiche — come il vantaggio comparato di Ricardo — illustrano l’ottimizzazione dei mercati globali, dall’altro la realtà domestica impone di focalizzare l’attenzione sul “welfare asimmetrico” che penalizza sistematicamente la componente femminile del nostro tessuto produttivo. 

    La progressiva erosione di istituti di salvaguardia quali “Opzione Donna”, unita al mancato superamento delle rigidità della Legge Fornero, non rappresenta una mera svalutazione contrattuale, bensì una profonda regressione sociale. Le donne nel nostro Paese sostengono da sempre un duplice carico: quello del lavoro formale e quello, imprescindibile quanto non quantificato, del lavoro di cura e coesione familiare. Escludere questa specificità dai decreti di riforma previdenziale (come Quota 41 o la quiescenza a 64 anni) significa ignorare deliberatamente il divario retributivo di genere (gender pay gap) e le carriere discontinue che da esso derivano. 

    La digitalizzazione e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, evocati nel dibattito, modificheranno certamente l’intelletto produttivo, ma non potranno mai sostituire l’ammortizzatore sociale umano garantito dalle donne. Pertanto, una riforma pensionistica che aspiri a definirsi lungimirante e strutturale non può limitarsi a calcoli attuariali orbi di prospettiva di genere. È imperativo restituire dignità previdenziale al lavoro femminile, non come concessione assistenziale, ma come legittimo riconoscimento di un pilastro economico e sociale della Nazione.

    Saluti

    Rispondi
  7. Penso che questo governo per come si è comportato con le pensioni,non meriti di essere rivotato.Pensione donna non c’è più,anche la Fornero,che avevano promesso l’avrebbero cambiata, invece l’hanno peggiorata.Ma Penso che se vado a votare una mezza idea c’è l’avrei, qualcosa di nuovo,ma non Ve lo dico,velo lascio immaginare.saluti Mario r.

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  8. Rispondo al commento del sig Wal in data 22 Agosto 2026 alle 17:30.

    Probabilmente il sig. Wal col termine “Paradosso di Ricardo” intende riferirsi alla “Teoria del vantaggio comparato” di David Ricardo: un Paese, che nella produzione di 2 beni risultasse più efficiente di un altro Paese col quale intrattiene rapporti commerciali, tenderebbe comunque a specializzarsi nella produzione di un solo bene e ad importare l’altro bene dall’altro Paese che lo produce.

    In pratica, la teoria del vantaggio comparato di Ricardo si potrebbe tradurre in una formula: S + L = VT, ovvero Specializzazione + Libero commercio = Vantaggio per Tutti.

    La teoria di Ricardo è a favore dell’abolizione dei dazi e delle quote sui beni importati dall’estero. Tuttavia, qualora dovesse manifestarsi una impennata dell’importazione di determinato bene si interviene attivando una clausola di salvaguardia aumentando il dazio su quel determinato bene.

    Per quanto riguarda un altro aspetto evidenziato dal sig. Wal nel suo commento, non saprei dire se ci sia stata una “mutazione genetica dell’IA”, ovvero la sostituzione da parte dell’algoritmo non già delle “braccia” ma invece dell’“intelletto”.

    I robot hanno effettivamente sostituito le “braccia” umane: ho gestito io stesso nel 1982 un robot (che però non aveva sembianze umane) che montava e smontava i nastri magnetici (sui quali risiedevano i dati) al posto degli operatori umani.

    L’IA non sostituisce affatto l’“intelletto” umano: quando mi relaziono con Google Ai Mode mi accorgo che è velocissimo nel comporre testi perfettamente logici in tempi rapidissimi e anche a scrivere codice informatico in linguaggio REXX e Python (come mi è già capitato di fargli fare).

    Ma l’intelligenza di cui è dotata l’IA è la mia, non è la sua, in quanto sono io che indirizzo in una determinata direzione il ragionamento. Esattamente come avviene con il “cervello elettronico” (il comune computer, l’elaboratore elettronico) il quale, come si suole dire, è “stupido” in quanto esegue le istruzioni codificate nel programma senza capire che cosa stia facendo.

    Si dice che un agente IA sia in grado di prendere decisioni autonome. Lo fa già il computer mainframe che ho gestito per anni a partire dal 1979. Ma il computer mainframe prende decisioni ed agisce in completa autonomia sulla base di determinate regole stabilite da me e non “create” da lui.

    Se si vuole dare all’agente IA la facoltà di massima autonomia, e cioè la facoltà di creare da sé le regole in base alle quali agire, proprio come avviene con un essere umano, allora sì, forse dovrei riconoscere che l’IA è davvero intelligente.

    Perché l’IA risulterebbe davvero intelligente? Ma perché ha incontrato uno stupido che ha abdicato alla sua natura di essere intelligente!

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    • Da un appunto che avevo salvato:

      Il “Paradosso di Ricardo” (storicamente legato alla “teoria della compensazione”) … ai tempi del “pensatore o dell’economista classico” … tempi di telai che sostituivano il lavoro umano, a cui si può sovrapporre quanto avviene oggi e avverrà maggiormente domani con l’intelligenza artificiale.

      E’ considerato un “paradosso”, suppongo eticamente parlando, perché: mentre la tecnologica riduce i lavoratori e il loro benessere, aumenta la ricchezza netta dei capitalisti e la produttività generale del sistema .

      Saluti

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  9. L’argomento più insidioso del testo del Sig. Cazzola, riguarda i cosiddetti baby boomers, accusati di essere entrati presto nel mercato del lavoro, di aver goduto di contratti stabili e di essere destinati a rimanere «per oltre 20 anni a carico dei giovani».
    Questa narrazione dipinge i lavoratori anziani come parassiti e i giovani come vittime sacrificabili.
    La realtà è diametralmente opposta: Il lavoro non è una torta statica.
    Trattenere i lavoratori anziani sul posto di lavoro fino a 67 anni o più, spesso non crea equità, ma blocca il turnover e rallenta l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, congelando le progressioni di carriera.
    Merito, non colpa: Avere alle spalle 41 anni di contributi stabili e continuativi significa aver finanziato il sistema di welfare italiano per quattro decenni. Punire queste generazioni posticipando costantemente il loro diritto al riposo non è equità, è una violazione del patto sociale.
    L’equità per i giovani si fa sul lavoro, non sulle pensioni: I giovani oggi soffrono a causa di salari bassi, precariato e mancanza di crescita economica, non perché i loro padri vanno in pensione dopo una vita di fabbrica o d’ufficio.
    Alzare indiscriminatamente l’età pensionabile dei padri non aumenterà di un solo euro lo stipendio dei figli.

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  10. Apprezzo molto l’onestà intellettuale del Prof. Cazzola, il body guard della legge Fornero.

    Apprezzo molto la ferma volontà con la quale la Prof.ssa Fornero non perde occasione nei suoi interventi di riaffermare la validità della legge che porta il suo nome.

    ENTRO IN UNA METAFORA

    Se posso azzardare una metafora di natura informatica, mi verrebbe da paragonare la legge Fornero ad un’applicazione (del sistema previdenziale), ad una “app”, come si suole dire in gergo popolare. E mi verrebbe da paragonare il guardiano di questa app ad un antivirus, pronto ad intervenire per neutralizzare il malware che intendesse “cancellare l’app Fornero” veicolando “phishing elettorali” ingannando gli elettori (che, come è noto, puntualmente ci cascano e si lasciano convincere a dare credito a talune promesse che non verranno mantenute).

    Ma sorge la domanda: l’app Fornero e il suo antivirus su quale sistema operativo girano?

    La risposta è immediata: girano su Windows 8 del 2012!

    Al Windows 8 del 2012 è succeduto Windows 10 nel 2015 e poi Windows 11 nel 2021.

    E il Governo, che sistema operativo utilizza per gestire il Sistema Previdenziale?

    Ebbene, per la gestione del Sistema Previdenziale il Governo usa Windows 8, lo stesso sistema operativo dove gira l’app Fornero.

    Che cosa occorrerebbe fare?

    Occorrerebbe:

    1. Eseguire l’upgrade del sistema operativo da Windows 8 del 2012 a Windows 11 del 2021, applicando tutte le patch fino al 2026.

    2. Migrare l’app Fornero verso una app supportata da Windows 11 aggiornato al 2026.

    FUORI DALLA METAFORA

    Ho utilizzato una metafora informatica perché mi sono trovato assai spesso a far funzionare applicazioni man mano che si migrava verso sistemi informatici sempre più evoluti.

    Lo stesso processo evolutivo va applicato al Sistema Previdenziale man mano che la società va evolvendosi sempre più verso il digitale.

    La legge Fornero è rimasta alla società analogica, al patto generazionale tra la generazione matura che lavora, la generazione anziana dei pensionati, la generazione che entrerà nel mercato del lavoro nel futuro.

    Occorre allargare il patto generazionale alla generazione robotica (robot e IA).

    Nella Scuola Primaria (scuola elementare) e nella Scuola Secondaria di Primo Grado (scuola media) si stanno già aprendo nuovi scenari orientati allo sviluppo di competenze digitali attraverso l’adozione di una metodologia didattica fondata sul “learning by doing” (imparare facendo) (https://biblioteca.indire.it/content/870/show).

    Mi preme far presente che anche da parte mia sto sensibilizzando il mondo scolastico verso l’apertura di questi nuovi scenari, in particolare verso lo studio dell’Economia Informatica a cominciare dalla Scuola Secondaria di Primo Grado (https://ultimenews.info/scuola-didattica/economia-informatica-disciplina-stem-emergente/).

    CONCLUSIONE

    Chiediamo al Governo di ascoltare le nostre voci, avanzando istanze in ambito previdenziale: Opzione Donna, Pensionamenti anticipati.

    Ma per quanto le nostre voci vengano ascoltate, tuttavia le nostre istanze restano inevase. E questo accade non già per colpa del Governo, bensì perché accademici e politici affrontano e gestiscono i problemi sociali con approcci ideologici del Novecento.

    Occorre formare una nuova classe dirigente di “economisti digitali” ovvero di “sistemisti sociali” (se si guarda da una prospettiva informatica digitale).

    Le idee in tal proposito stanno venendo fuori; ma è presto per dire quando si concretizzeranno.

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    • Buongiorno dottor Perfetto.

      Avevo pensato al “Paradosso di Ricardo” chiedendo un parere alla intelligenza artificiale.

      L’originale che mi ha proposto: “Il caffè dei fantasmi: quando Ricardo incontrò l’algoritmo” era più corposo, simpatico, pensato in un fumoso Caffè della Teoria, seduti al tavolo d’angolo sotto un ritratto polveroso di Adam Smith in cui David Ricardo siede con una giacca di velluto dell’Ottocento e un’espressione fiera con accanto i “Nuovi Analogici”: economisti e manager del Novecento.

      Ma poi, ho preferito chiedere di condensarlo:

      “Bellissimo l’intervento del Dottor Perfetto sulla metafora tra analogici e digitali.
      Mi fa pensare al “Paradosso di Ricardo” rivisto oggi.

      Nel 1821 David Ricardo spiegava che le macchine toglievano lavoro nel breve termine, ma ne creavano di più nel lungo.
      Gli “analogici” si salvavano perché la macchina sostituiva i muscoli, ma la mente restava umana.

      Oggi, con la mutazione genetica dell’IA, il paradosso trema: l’algoritmo non sostituisce le braccia, ma l’intelletto standard.
      I vecchi analogici, [economisti compresi], rischiano di restare spiazzati dalla velocità di questa automazione cognitiva.
      La vera svolta per salvare il sistema — e i nostri futuri contributi — è diventare dei “Centauri”: metà umani e metà algoritmi.

      Usare l’IA come super-assistente per triplicare la produttività, proteggere il fatturato e garantire la continuità previdenziale delle casse.

      Chi resta a guardare il vecchio telaio meccanico, stavolta rischia di finire sotto le ruote del digitale.

      Saluti.

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  11. Prima cosa, da non poco conto, questo governo ha fatto propaganda e non ha mantenuto le promesse fatte ma addirittura ha peggiorato la Fornero cancellando OD e lasciando tutto il carico sociale sulla schiena delle donne alle quali chiedono praticamente di raggiungere gli stessi anni di contribuzione degli uomini sapendo benissimo che fanno una vita di acrobazie tra casa,lavoro, figli, genitori senza riconoscere loro nulla ma pretendendo tutto visto che sono il vero welfare di questo Stato irriconoscente! OD era una possibilita’ di uscita accettando, magari, anche una decurtazione!

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    • davvero incredibile, la vera opzione donna era stata mantenuta in essere per 18 anni da governi di vario orientamento e dopo 18 anni un governo con un premier donna la elimina… e la lega, che pure fa parte del governo, non mi pare abbia protestato fortemente, anzi …

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  12. Beh, mi sembra sempre più un’opportunità utile per il ministro Durigon. se volesse coglierla e contribuire in maniera FATTIVA alla stessa, che sempre più persone, e nella fattispecie auspicabilmente DONNE, possano ritirarsi dal lavoro e siano INCENTIVATE a farlo, per lasciar posto ai GIOVANI, e -nel contempo – per proseguire il lavoro di CURA a beneficio delle proprie famiglie, anziani e nipotini, contribuendo così in maniera importante al welfare assistenziale sanitario italiano.
    Penso che anche una Marina Berlusconi , ed altri imprenditori italiani di Confindustria, sarebbero favorevoli ad un’ipotesi che incentivi a rinnovare la forza lavoro industriale.

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  13. Ma per i caregiver non ne parla nessuno in termini di pensione anticipata scaricando tutto sulle famiglie e veramente assurdo si dovrebbero solo che vergognare. Governo sindacati opposizioni nessuno ne parla. A parte ape sociale che oltretutto hanno anche aumentato i termini di anzianità simile a 64 anni quindi se vogliono portare a 64 anni l’uscita anticipata cosa serve ape sociale.

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  14. Questo Governo
    Doveva rendere strutturale OPZIONE DONNA, che invece ha deciso di eliminare definitivamente – di OPZIONE DONNA non se ne parla neppure nella prossima legge di bilancio.
    Ci hanno mentito
    Hanno compiuto un atto gravissimo e ignobile verso tutte le donne, ci hanno cancellato e noi non dimentichiamo.
    Chiediamo al Governo il reintegro immediato di OPZIONE DONNA x tutte le Donne , senza restrizioni alcuna.
    Rimediate a questa immane ingiustizia
    Che avete fatto verso le Donne, non vogliamo essere vittime sacrificali delle vs logiche di potere.

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  15. Da quando ho parlato con uno svizzero mi sono convinta che abbiano un sistema perfetto :Tutti a 65 anni uomini e donne( visto che questo esecutivo ha eliminato tutti i “privilegi” x le donne e non vuole nemmeno sentirne parlare visto che la dx si sa ..è misogina)però dai 58 anni puoi uscire se vuoi per necessità o scelta e sai che perderai il3% x ogni anno di anticipo.

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    • Buongiorno, signora Francesca.

      Il sistema previdenziale Svizzero non si regge come da noi sul solo sistema unico a ripartizione statale, ma si divide in modo alquanto rigido su tre livelli (altrimenti detti Pilastri) per scopi, ragioni, ma anche sottigliezze da cumulo diverse.

      Quello che per noi è il primo e che identifichiamo nell’INPS, è per molti l’unico: obbligatorio pilastro.
      In Svizzera, l’analogo si chiama: AVS (Assicurazione Vecchiaia e Superstiti) ed in capo allo Stato.

      Rammentando che per i costi della vita Svizzera questo ne garantirebbe solo il minimo esistenziale, insufficiente per viverci e che, anche per questa ragione, di recente tramite Referendum è stato integrato con quella che da noi è una regola: la tredicesima mensilità.

      E’ necessario disporre di un secondo.
      Il secondo pilastro: la LLP (Previdenza Professionale/Cassa Pensioni) è anch’esso obbligatorio per quei lavoratori che superassero una determinata soglia di reddito.
      E’di tipo a capitalizzazione individuale, gestito da casse pensioni specifiche, necessario col primo pilastro per garantirsi una vecchiaia all’ombra di un approssimativo 60% dell’ultimo stipendio.

      A titolo volontario è invece il terzo pilastro.
      La vera e propria (Previdenza Privata) suddiviso tra le sigle 3A (vincolato) e 3B (libero), spesso utilizzato per sanare toppe contributive e, forse anche per questo, gode di sgravi fiscali annuali ma anche, in ultima analisi per mantenere un tenore di vita il più vicino possibile a quanto garantito da un buon stipendio quando si lavorava.

      Confermo che l’età di pensionamento, come da lei asserito sia in una fase di transizione che nel 2028 vedrà i 65 anni di uscita, identici per uomini e donne.

      Considerato anche che in Svizzera, salvo ricordassi male, ci si basa su 45 anni di contribuzione, dunque con versamenti liberi anche dai 20 anni o prima.

      Da quanto a me risulta, per chi volesse uscire in anticipo dal mondo del lavoro (ora con un massimo di 2 anni) subirebbe una penalizzazione a vita sugli importi dei primi due pilastri per un 6,8% x anno di anticipo (due anni quindi 13,6%) .

      Per questo desumo che la sua conversazione si possa riferire a questa fase di transizione necessaria a compensare il pareggiare le età di un’uscita uomo-donna a 65 anni.

      Probabilmente, è descritta meglio nell link sotto riportato.

      https://www.ahv-iv.ch/p/3.04.i

      Certo è che molti di noi, se potessero tornare a ritroso della propria vita, non disdegnerebbero di trascorrere quella passate nel lavoro tra quei bei paesaggi d’oltre confine per poi, una volta pensionati, fare ritorno tra in non meno belli, ma forse più trascurati, paesaggi nazionali.

      Saluti

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  16. Si capisce che a breve ci saranno le elezioni politiche e che siamo già in campagna elettorale ma noi donne e spero anche gli uomini non dimentichiamo il torto subito e l’eliminazione di opzione donna. Donne licenziate a meno di 60 anni cancellate cosi in un colpo solo, problema inesistente per questo governo, per la prima donna presidente del consiglio che ha dimostrato di non sopportarci e di Durigon che ci ha addirittura bagnato. Non crediamo ad alcuna favola, ridateci opzione donna che ricordiamo è una pensione per chi ne ha proprio bisogno visto che si rinuncia al retributivo

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  17. La Lega chiede di eliminare quel mese in più dovuto all adeguamento all aspettativa di vita,del 2027,che costerebbe un miliardo,(non mi sembra cifra folle) non chiede ormai nessuna sterilizzazione totale.Ma i soldi X chi desidere dopo 43/44 anni andare a riposo non ci sono mai.Vergognosi.E cmq anche un mese in meno, sarà poco,ma meglio di niente è,e parlo X mia esperienza,che proprio a dicembre 2027 maturo i requisiti,e non vedo l’ora!!

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  18. Il prof. Cazzola, non da oggi, non disdegnerebbe vedere la generazione dei baby boomers “cornuti” e pure “mazziati”! Con tutto il rispetto, mi sembra decisamente troppo!!

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  19. Veniamo a questo commento-articolo del Sig Cazzola: dimentica dei particolari molto importanti: la lega propone 64 anni minimi, 41 anni di contributi minimi, sistema totalmente contributivo; come si dice in gergo è una proposta da suicidio; e il commento è: solo mantenere l’età pensionabile come è adesso garantisce sostenibilità al sistema; il sig Cazzola dimentica alcune cose: l’uomo e la donna sono fatti di carne ed ossa, non mi risulta che siano diventati d’acciaio; parliamo dei quasi 3 milioni di persone che nei prossimi anni andranno in pensione per effetto del raggiungimento dei requisiti della generazione nostra dei baby boomers; quindi la ricetta qual’è? tenere a lavorare i vecchi oltre misura; NO, SIG CAZZOLA, la ricetta è un’altra: c’è una proposta Perfetto, Armiliato, Gibbin che a lei è sicuramente arrivata; E’ l’unica strada; vista la denatalità e la mancanza di lavoratori perchè non tassare, detto volgarmente, le macchine che a tutti gli effetti sostituiscono i lavoratori? ripeto è l’unica strada, non ce ne sono altre; saluti al sig Cazzola, ai gestori del sito

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    • In realtà la proposta prevede 64 anni e minimo 25 anni di contributi subordinati al raggiungimento di un importo pensionistico lodo di circa 1640 euro lordi mensile equivalente ad un netto di circa 1350 euro.
      Poi quanto al bagno di sangue per l’opzione contributiva bisogna sottolineare che la quota di anni interessata sarebbe molto limitata. Pertanto io la ritengo una proposta interessante che ognuno valuterà facendo bene i calcoli. D’accordo sul fatto che la proposta del Dott. Perfetto sia molto interessante, ma ritengo che richieda un applicazione a livello, per lo meno europeo. Che succederebbe se venisse applicata solo on Italia? Credo fuga delle aziende che si troverebbero con un onere contributivo che i loro competitors non hanno.

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