Riforma pensioni, ultime al 21 luglio: ecco il piano strategico per convincere l’Ue

Riceviamo e pubblichiamo questa brillante disamina del Dott Claudio Maria Perfetto in cui si evince che il problema dell’Italia non é tanto il dover dare spiegazioni all’Ue su come verrà gestita la propria politica interna quanto il dover rispettare il Trattato europero e dunque in piano di stablità e di crescita. Il problema, fa notare Perfetto, é che alle richieste, specie a quelle del Premier Olandese Mark Rutte, che evidenzia come debba essere messo in chiaro cosa i Paesi faranno in tema pensioni e mercato del lavoro, l’Italia pare non essere sufficientemente credibile e pare indisporsi alle richieste. Perché? A detta dell’esperto l’Italia non ha visione, strategia e piano d’azione su come voler intervenire in alcuni punti focali. Se si presentasse al tavolo di confronto con punti chiari, Perfetto li elenca e poi sostiene, i paesi seduti intorno al tavolo dell’Ue non avrebbero nulla, ma propria nulla da obiettare. Eccovi le sue parole.

Riforma pensioni e lavoro: manca la strategia dell’Italia

“L’Italia, come pure ogni altra nazione dell’Unione europea, detiene un potere che non è sottoposto ad alcuna autorità superiore. Nessuna nazione può dire ad un’altra nazione cosa questa debba o non debba fare. Né è obbligata a fornire spiegazioni di come viene gestita la politica interna.

Tutte le nazioni dell’Unione europea si sono impegnate a raggiungere i seguenti obiettivi: “rendere la vita delle persone migliore, più semplice e più sicura”. Il Patto di stabilità e di crescita è uno strumento importante per realizzare tali obiettivi. Pertanto, tutte le nazioni della Ue sono vincolate dal Patto, ovvero impegnate a fare in modo che il rapporto tra il disavanzo pubblico (deficit) e il Pil non superi il 3% e che il rapporto tra debito pubblico e Pil non superi il 60%.

Premesso ciò, il governo italiano non è obbligato a fornire spiegazioni di come gestisce le proprie faccende interne né al premier olandese Mark Rutte, né agli altri capi di Stato né ai primi ministri. Il governo italiano è invece impegnato a rispettare il Trattato europeo e quindi il Patto di stabilità e di crescita (ancorché questo sia stato al momento sospeso data l’attuale situazione emergenziale).

Patto di stabilità e crescita: le richieste dell’Ue all’Italia

Il premier olandese Rutte evidenzia cheIn questi piani deve essere messo in chiaro cosa questi Paesi faranno, ad esempio, in tema di pensioni o mercato del lavoro”. Ebbene, cosa c’è che non va? Gli italiani sono i primi a voler sapere dal governo italiano cosa intende fare con le pensioni e il lavoro, e sollecitano quanto prima la riapertura dei tavoli tra governo e sindacati!

Il premier olandese Rutte evidenzia che occorre anche affrontare il contrasto all’evasione, alla corruzione e al lavoro sommerso (ma ci sarebbe da aggiungere anche l’elusione fiscale che avviene grazie al fatto che l’Olanda è uno dei paradisi fiscali con sede in Europa). Ebbene, cosa c’è che non va? Gli italiani da tempo chiedono al governo italiano, anzi lo esigono, che vengano contrastati l’evasione, la corruzione, il lavoro sommerso!

La difficoltà che il governo italiano ha sedendosi al tavolo con i rappresentati dei Paesi della Ue deriva dal fatto che non ha una visione, una strategia, un piano di azione in grado di rilanciare l’Italia e soprattutto tale da convincere i Rappresentati dei Paesi dell’Unione europea. In altre parole, l’Italia non gode di sufficiente credibilità!

Riforma pensioni e lavoro: ecco il piano da presentare all’Ue per essere credibili

Se il governo italiano avesse questi come:

visione: la disoccupazione generazionale dovrà sparire dalla nostra società” (perché la disoccupazione è il cancro della nazione);

strategia: “stimolare nuovi consumi attraverso l’occupazione di nuovi giovani favorendo il ricambio generazionale attraverso il pensionamento di quanti più lavoratori possibili” (non c’è altro modo per stimolare i consumi: né tagliando il cuneo fiscale a favore di lavoratori e imprese, né abbassando le tasse, né abbassando l’Iva, perché, date le aspettative negative che nutrono per il futuro famiglie e imprese, le maggiori entrate fluirebbero in risparmi e in profitti e non nell’economia reale – consumi e investimenti);

piano d’azione: “istituzione dell’Iri – Istituto per la Ricostruzione dell’Italia – in cui lo Stato entra in società con le aziende private nei settori telecomunicazioni, infrastrutture, energia, trasporti” (per digitalizzare l’Italia, mettere in sicurezza ponti, autostrade, gallerie e scuole, sostituire fonti di energia inquinanti con quelle meno inquinanti, costruire treni Hyperloop a levitazione magnetica per il trasporto ad alta velocità di merci e passeggeri);

ebbene, se il governo italiano avesse tutto questo in mente e domandasse ai Paesi seduti attorno al tavolo Ue se ci sono obiezioni, la risposta sarebbe… un assordante silenzio.

Cosa ne pensate di queste puntuali considerazioni, avrebbe dovuto essere questo il piano per convincere l’Ue dall’inizio o avreste aggiunto altro? Ringraziamo il dott Claudio Maria Perfetto e ricordiamo a chi volesse riprenderne una parte, che trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

26 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime al 21 luglio: ecco il piano strategico per convincere l’Ue

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    24 Luglio 2020 in 14:01
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    Dott.perfetto buongiorno,io non riesco ha capire quota100 è legge che scade nel 2021 allora perché si continua ha dire forse scade prima.grazie

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      31 Luglio 2020 in 13:06
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      Sig. Pietro, Quota 100 scadrà il 31 dicembre 2021. E’ stato più volte confermato dal Governo e quindi è un punto che non va messo in discussione. Punto.

      Chi continua a chiedere l’abolizone di Quota 100, ovvero la sua scadenza anticipata (per esempio al 31 dicembre 2020), sono alcuni partiti italiani (es. Italia Viva) e alcuni Paesi europei (es. Olanda).

      Lei mi domanda: perché si continua dire che Quota 100 dovrà scadere prima? Le rispondo: fa parte del gioco della negoziazione. Ovvero: io ti chiedo una cosa che so che tu non farai, per ottenere in cambio qualcosa che so che tu farai per me.

      Così è la vita, sig. Pietro. Nei negoziati vince chi ha i nervi più saldi, non chi ha le idee migliori.

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    23 Luglio 2020 in 9:08
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    Buongiorno, io vorrei sapere una sola cosa, ma si parla di abolire quota 100, dato dai discorsi fatti dai politici non riesco a capire se a scadenza 31/12/2021 o prima. Anche dal discorso fatto da Salvini non si riesce a capire se farà queste barricate sia in senato che fuori se verrà abolita, stiamo sempre là , ma a scadenza o prima perché non l’ho ha specificato. Grazie se qualcuno ha capito mi risponda dato che io faccio 62 anni maggio 2021 e vorrei capirci qualcosa

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    • Erica Venditti
      23 Luglio 2020 in 15:42
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      Enrico il Governo ha assicurato che la misura andrà a scadenza, non credo proprio si rimangino quanto detto, vista anche la situazione economica e lavorativa emergenziale. Direi dunque che é relativamente tranquillo.

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      23 Luglio 2020 in 17:25
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      Sig. Enrico, se mi permette le presento il mio punto di vista.

      Se lei vorrà andare in pensione con Quota 100 nel 2021 può stare tranquillo che ci potrà andare.

      Il Ministro dell’Economia Gualtieri ha detto più volte che Quota 100 terminerà il 31/12/2021 dopo la sua fase di sperimentazione. Il vice Ministro dell’Economia Misiani ha detto che Quota 100 è sperimentale, scade nel 2021 e non verrà prorogata. Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha ribadito che Quota 100 terminerà alla fine del 2021 ma non c’è alcuna intenzione di riconfermarla.

      Il ministro della PA Dadone afferma che il Governo sta lavorando per evitare lo scalone di 5 anni che si creerebbe a fine 2021. Si parla di Quota 101 che innalzerebbe la somma dell’età del pensionato e dei contributi (ma è ancora tutto in discussione su questo fronte).

      Il dubbio che lei solleva, sig. Enrico, nasce dal fatto che non si capisce effettivamente cosa significa “abolire Quota 100”. Se si è più volte detto che Quota 100 terminerà il 31/12/2021 e non sarà rinnovata, va da sè che non sarà necessario “abolirla”.

      “Abolire Quota 100” (come vorrebbe Mark Rutte, il nostro partito +Europa e alcuni esponenti di Italia Viva) vorrebbe dire allora che Quota 100 dovrebbe terminare il 31/12/2020 e non essere più in vigore dall’1/1/2021 (in tal caso, sig. Enrico, lei non potrebbe più beneficiare di Quota 100). Ma questo è impossibile. Non c’è tempo materiale per discutere il dopo Quota 100 di cui parla il ministro Dadone. I tavoli tra governo e sindacati non si sono ancora riaperti e i problemi che il Governo ha sul suo tavolo al momento riguardano il Recovery fund, il Sure, il Mes e il Recovery plan.

      Occorre aggiungere una considerazione che non è di poco conto. Al momento i licenziamenti sono bloccati. Ma quando verranno sbloccati, Quota 100 sarà una validissima valvola di sfogo che permetterà di mandare in pensioni i lavoratori che dovrebbero essere licenziati e che appesantirebbero ancora lo Stato con le indennità di disoccupazione. Quindi lo Stato dovrà scegliere: pagare le pensioni (e ridurre il tasso di disoccupazione) o pagare le indennità di disoccupazione (e aumentare il tasso di disoccupazione).

      Un Paese che ha un elevato tasso di disoccupazione non è solo un Paese povero, ma è anche un povero Paese. Perciò, se l’Italia ha veramente “dignità” (aggettivo usato dal Presidente Conte), Quota 100 resterà fino alla fine del 2021.

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    22 Luglio 2020 in 22:52
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    Buongiorno ,chi ci rimetterà sicuramente saranno i giovani che a parere mio iniziano ad entrare nel mercato del lavoro troppo tardi,Sicuramente vanno via ,non fanno figli ecc..Ci vuole assolutamente il ricambio generazionale ,che iniziano prima Possibile a lavorare solo così potranno creare una posizione,guadagnare di più,semplicemente come sempre stato
    Invece no…e arrivata il Genio Elsa Fornero. Ha Fatto un Disastro
    Speriamo che Questo Governo non dia Retta ai Premier dei Paesi Bassi che dovrebbero essere gli ultimi a Parlare..che non sto ad elencare i motivi l’Italia è un grande paese forse tanti italiani se lo hanno scordato…

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    22 Luglio 2020 in 10:34
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    Buongiorno,
    vorrei fare, se possibile, al Dott.Perfetto, uno dei pochi lucidi ed esperti riguardo al tema pensioni,
    una domanda a nome mio e di altri miei amici tutti nati nel 1958 riguardo alla Quota 100:
    siccome appunto qualche mio amico ha già presentato domanda in corso d’anno avendo già compiuto 62 anni ed altri, tra i quali io, compiendo gli anni tra novembre e dicembre 2020, la presenteremo prossimamente, vorremo sapere se ,secondo lui, è possibile l’annullamento della suddetta nell’anno in corso, che sarebbe ovviamente una ingiustizia clamorosa, oltretutto creando altri esodati, anche se il governo, per bocca di Misiani, l’ha confermata a tutto il 31/12/2021.
    Scusi per il disturbo. Grazie.
    Cordiali saluti.

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    • Erica Venditti
      22 Luglio 2020 in 12:04
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      Roberto sono certa che il Dott. Perfetto le risponderà appena avrà modo

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      22 Luglio 2020 in 13:12
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      Sig. Roberto, Quota 100 rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021 come ha più volte affermato il ministro dell’Economia Gualtieri e, come lei stesso ci ricorda, più recentemente il vice ministro dell’economia Misiani.

      Occorre aggiungere che vale sempre il cosiddetto “principio di cristallizzazione” in base al quale chi ha già maturato i requisiti per accedere alla pensione anticipata Quota 100 (62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione) continua a potervi accedere anche nell’ipotesi in cui le norme cambino successivamente. il principio di critallizzazione vale non solo per Quota 100 ma per qualsiasi trattamento pensionistico.

      Ciò vuol dire che avendo lei, sig. Roberto, maturato i requisiti di accesso a Quota 100 entro l’anno 2020 in cui la legge è ancora in vigore (la legge non può assolutamente essere annullata per il 2020 stesso), potrà esercitare il diritto alla pensione Quota 100 in qualsiasi momento, anche dopo il 31 dicembre 2021 quando si chiuderà il periodo di sperimentazione di Quota 100. In altre parole, avendo maturato già i requisiti per Quota 100, lei potrebbe fare domanda nel 2022 anche se la legge non esiste più, in quanto il diritto è cristallizzato, acquisito.

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    22 Luglio 2020 in 8:58
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    Pienamente d’accordo con Sig.ra Daniela.

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    22 Luglio 2020 in 8:28
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    Purtroppo, i giovani sono sempre meno e molti vanno via; ed in rapporto, e x converso, gli anziani sono sempre di più e anche alcuni di loro negli ultimi tempi hanno deciso di andarsene! I ricchi sono sempre meno, e più ricchi; e, i poveri sempre di più, e più poveri! Questo sembra abbastanza chiaro a tutti. Adesso, a parte ciò che ha evidenziato il Dott. Perfetto (che mi trova ovviamente d’accordo), in generale, consiglio di riflettere sul fatto che se non si frenano gli egoismi (cresciuti esponenzialmente negli ultimi 30 anni) da questa palude non se ne esce. E non si trova un qualsiasi modo x fare entrare più giovani nel mondo del lavoro, la situazione sarà sempre peggio.

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    21 Luglio 2020 in 21:54
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    La signora faniela ha espresso il pensiero di milioni di italiani

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    21 Luglio 2020 in 21:04
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    Non sono d”accordo il prof. Monti dopo aver declassato la Bocconi a sbeffeggiato gli italiani e la prof.ssa Fornero con soli 35 anni di contributi e andata in pensione, cari signori pro europei vi siete chiesti come lavoravano i nostri connazionali in Belgio Germania erano trattati come gli extra comunitari dei giorni nostri ma vi chiedo perche’ non fate una riforma pensionistica a crediti formativi non piu’basandovi sulle presenze ma sulla produttivita’ derivante pure dai punti accumulati dal pendolarismo, dalle famiglie.con parole, dai lavoratori di Ct inferiori

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    21 Luglio 2020 in 19:04
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    La famiglia se necessario elimina le spese superflue che non riguardano i beni necessari. Purtroppo la gestione della sanità ha cambiato fine e strumenti. Umiliando i pazienti che hanno difficoltà ad accedere ai servizi pubblici. Le priorità sono fare cassa money per cui vengono predileggiate le assistenze a pagamento. La percentuale potete stabilirà chiedendo nelle amministrazioni ospedaliere i bilanci. Considerare quanti pazienti con patologie esenti da ticket possono eseguire Controlli. Quanti minori possono accedere ai servizi. Se questo è semplificare mi sembra molto facile. Forse mi viene in mente che il fine giustifica i mezzi e chi più ha più vuole a scapito di chi non si difende. Lo stesso dicasi delle pensioni dei bonus dei finanziamenti……. Chi sono questi manager…… Io faccio la pulitrice.

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    21 Luglio 2020 in 17:43
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    Colgo l’occasione per rispondere al sig. Ale, al sig. Carlo, alla sig.ra Daniela.

    Io credo, sig. Ale, che gli altri Paesi europei crederebbero alle proposte che lei ha letto in questo articolo, se l’Italia è in grado di dimostrare di avere visione, strategia e un piano realizzabile più con mezzi propri che con mezzi europei. E allora la questione si sposta sul fronte interno: occorrerebbe convincere tutte le aree della politica italiana che la strategia riportata in questo articolo è la sola strategia vincente. Il suo dubbio è legittimo, sig. Ale, perchè i partiti tendono a ragionare più con i voti che con le idee. Io credo che ogni problema ha in sé la propria soluzione. Il Covid-19 ha creato il problema sanitario, ma porta con sé anche la soluzione al problema che esso ha creato e che i laboratori di tutto il mondo stanno cercando: il vaccino anti-Covid. Il Covid-19 ha creato anche il problema economico e porta con sé anche la soluzione al problema economico che ha creato: la soluzione è la strategia che lei ha letto in questo articolo.

    Al sig. Carlo rispondo che il Covid-19 ha segnato una separazione netta tra ciò che era prima del Covid e ciò che è dopo il Covid. I liberisti pre-Covid erano contro gli aiuti di Stato, mentre i liberisti post-Covid sono a favore degli aiuti di Stato. E ciò è dovuto al fatto che il Covid ha colpito con equità sia il lato della domanda che il lato dell’offerta, sterilizzando completamente la funzione del mercato e quindi mettendo totalmente fuori gioco il liberismo. L’unica soluzione per riaccendere il motore del mercato è riavviare i consumi attraverso gli investimenti statali. La “conditio sine qua non” è occupare i giovani disoccupati, perchè sono loro che possono stimolare i nuovi consumi. Infine, sig. Carlo, non si può guardare al futuro con gli occhi del passato. La storia ci tramanda insegnamenti ma non soluzioni. La soluzione che nell’era pre-Covid fu data all’Italia da Monti e Fornero non può assolutamente essere la soluzione post-Covid di cui oggi ha bisogno l’Italia.

    Alla sig.ra Daniela vorrei rispondere che quando si parla di tagliare si parla sempre di pensioni e di sanità perchè sono le maggiori voci di spesa dello Stato (la terza è la spesa per interessi sul debito pubblico). Lo Stato agisce proprio come Famiglia Italia: una famiglia, quando si trova in difficoltà, taglia le voci di spesa più grandi, dove può risparmiare di più. Si potrebbero tagliare altre voci di spesa, è vero. Per esempio si potrebbero dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Vito Crimi dell’M5S ha calcolato che si potrebbero risparmiare sessanta milioni di euro l’anno. Si potrebbero fare molte cose, sig. Daniela, è verissimo, proprio per “rendere la vita delle persone migliore, più semplice e più sicura”. Ma credo che basterebbe farne una sola per alleviare, almeno in parte, tutte le mancanza che l’Italia ha: dare lavoro ai giovani.

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      21 Luglio 2020 in 18:57
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      La famiglia se necessario elimina le spese superflue che non riguardano i beni necessari. Purtroppo la gestione della sanità ha cambiato fine e strumenti. Umiliando i pazienti che hanno difficoltà ad accedere ai servizi pubblici. Le priorità sono fare cassa money per cui vengono predileggiate le assistenze a pagamento. La percentuale potete stabilirà chiedendo nelle amministrazioni ospedaliere i bilanci. Considerare quanti pazienti con patologie esenti da ticket possono eseguire Controlli. Quanti minori possono accedere ai servizi. Se questo è semplificare mi sembra molto facile. Forse mi viene in mente che il fine giustifica i mezzi e chi più ha più vuole a scapito di chi non si difende. Lo stesso dicasi delle pensioni dei bonus dei finanziamenti……. Chi sono questi manager…… Io faccio la pulitrice.

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        22 Luglio 2020 in 11:40
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        Non bisogna farsi illusioni. I governi liberisti di centrosinistra (Finlandia, Svezia, Danimarca) di centro (Olanda) e di destra (Austria), codetti frugali in realtà egoisti e sfruttatori legati al capitalismo finanziario (fondi pensione, ecc) hanno buoni amici liberisti anche in Italia. Bisogna difendere diritti e tutele (pensioni, scuole e sanità pubbliche) con dure lotte ad oltranza.
        Intanto speriamo che il M5s non ceda su Quota 100 ai liberisti di governo e opposizione.
        Quota 100 non si tocca!!!!!

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      22 Luglio 2020 in 8:42
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      Sono d’accordissimo con Lei sig Carlo Maria. Si figuri se posso credere ad una rinascita dell’Italia con una vita media sopra i 55 anni ad esempio nella pubblica amministrazione ma anche in altre tipologie di lavoro; non siamo certo in aziende come Google ! Gli sforzi per far si che queste persone abbiano una produttività intesa come energia e passione per il lavoro e possano dare un reale contributo alla modernizzazione ed efficienza del nostro paese non so neppure se sarebbero realizzabili. O si torna a far entrare migliaia di giovani e si dà un ricambio generazionale netto o non andiamo da nessuna parte. Vivacchiamo..
      Io sono un digitale anziano e mi ritengo fortunato per la scelta fatta negli studi , tuttavia io lo vedo tutti i gg quanta fatica fanno i miei colleghi a stare al passo con la digitalizzazione e la trasformazione continua del lavoro.
      Il lavoro è mostruosamente cambiato nell’ultimo decennio..regole , sicurezza sul lavoro, precisione e attenzione richiesta, obiettivi da raggiungere, competitività, complessità nelle procedure digitali ecc. Serve continua formazione, desiderio di costruirsi una carriera e uno stipendio e tanta voglia di lavorare ! come avevo a 20 anni e ora che ne ho 60 permettetemi, ne ho molta meno.
      Quindi o si decidono in Italia a fare una riforma delle pensioni che possa garantire un vero ricambio di generazione NON certo tenendo le persone fino a 64, 67 o 70 anni a lavoro scorporando immediatamente l’assistenza dalla previdenza come primo passaggio o accetteremo tutti quanti di vivacchiare nella nostra bella Italia e i figli, stabilmente a casa, potranno andare a trovare i padri a lavoro.

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    21 Luglio 2020 in 17:40
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    Io non so come si vive in Olanda, anche se mi piacerebbe sentire l’opinione di qualche operaio olandese. La realtà qui in Italia è che siamo un terzo di lavoratori “vecchi “, (la media è dai 50 anni in su), che mantiene i due terzi di italiani che non lavorano, sarà per questo che io vedo giovani tranquilli e riposati fare footing con la loro tutina, le cuffiette e la loro bella abbronzatura ottenuta stando a pancia all’aria al mare, quando io , tuta da lavoro, parto per lavorare anche di sabato, di domenica e feste comandate. La realtà in Italia è anche che l’emergenza sanitaria la vogliono far pagare tutta a noi. Non ci sono soldi per le pensioni? (Quelli nostri, quelli che a quanto pare mancano), prenderemo il “reddito di cittadinanza ” fino a che non andremo in pensione. Questa è la realtà in Italia. Penso che basta spremere i soliti limoni.

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    21 Luglio 2020 in 16:58
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    Io non so come si vive in Olanda, anche se mi piacerebbe sentire l’opinione di qualche operaio olandese. La realtà qui in Italia è che siamo un terzo di lavoratori “vecchi “. (La media è dai 50 anni in su).che mantiene i due terzi di italiani che non lavorano, sarà per questo che io vedo giovani tranquilli e riposati a fare footing con la loro tutina le cuffiette e la loro bella abbronzatura ottenuta stando a pancia all’aria al mare, quando io tuta da lavoro, parto per lavorare anche di sabato, di domenica, e feste comandate. La realtà in Italia è anche che l’emergenza sanitaria la vogliono far pagare tutta a noi .Non ci sono soldi per le pensioni? (I nostri, quelli che a quanto pare mancano), prenderemo il “reddito di cittadinanza ” fino a quando non andremo in pensione. Questa è la realtà in Italia. Penso che basta spremere i soliti limoni.

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    21 Luglio 2020 in 14:42
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    ….se e il governo italiano avesse questi input come:
    – strategia: “stimolare nuovi consumi attraverso l’occupazione di nuovi giovani favorendo il ricambio generazionale attraverso il pensionamento di quanti più lavoratori possibili” (non c’è altro modo per stimolare i consumi: né tagliando il cuneo fiscale a favore di lavoratori e imprese, né abbassando le tasse, né abbassando l’Iva, perché, date le aspettative negative che nutrono per il futuro famiglie e imprese, le maggiori entrate fluirebbero in risparmi e in profitti e non nell’economia reale – consumi e investimenti);
    Queste sono parole/proposte sante! Ma sarebbero accettate dagli altri paesi europei? e poi esiste un’area politica italiana convinta di quella strategia? dubito assai molto

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    21 Luglio 2020 in 13:02
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    Il dott. Perfetto sulla carta ha ragione, ma temo che sia troppo ottimista.

    Uno dei danni enormi che ha fatto il liberismo è la diffusione dell’atteggiamento “l’importante è tagliare i costi” (che è perdente, sia nella società che nelle aziende, certamente nel medio-lungo termine, dopo un ventennio finalmente molti cominciano a capirlo).
    Cesare Damiano l’altro giorno l’ha detto, mentre opportunamente ricordava che le nostre pensioni NON sono “al di sopra delle possibilità dell’Italia”: “Le parole del premier dei Paesi Bassi, suonano ancora una volta poco rassicurati: da antiquato liberista, ha il chiodo fisso di colpire il welfare e soprattutto le pensioni degli italiani”.

    Temo che non sia solo Rutte, che magari dopo le elezioni olandesi di marzo 2021 starà più tranquillo, ma una “forma mentis” ancora troppo diffusa nei vertici UE.
    E, purtroppo, diffusa anche in Italia, un vero lavaggio del cervello almeno ventennale che ha colpito a Destra, Centro e Sinistra, per cui se qualcuno dice che “Quota 100 è un privilegio” o che “Quota 100 fa sballare i conti pensionistici e andrebbe abolita subito” o che “l’unico modo è mandare gli italiani in pensione a 67 anni” viene creduto da molti.

    Per cui, il mio timore è che un piano come quello tratteggiato da Perfetto, basato su una correttissima e improrogabile prospettiva di SVILUPPO futuro, non sarebbe poi così bene accolto dai “RAGIONIERI LIBERISTI” della UE.
    Mentre, all’opposto, nessuno di loro si opporrebbe ad alzare l’età pensionabile degli italiani a 70 anni e farci mangiare tutti pane e cipolla, anzi applaudirebbero il “rigore” finalmente adottato dagli italiani!

    All’ideologia liberista non interessa assolutamente NIENTE delle conseguenze sociali di certe scelte fatte semplicemente (cosa facile e rapida da fare) “chiudendo i cordoni della borsa”, l’abbiamo visto con la Grecia, con Monti, con la Fornero, con tutti i Grilli Parlanti alla Cazzola o all’Ichino che periodicamente dicono la loro.

    E’ che ormai dovrebbe essere diventato chiaro che ciò comporta pure DANNI ECONOMICI, ma ho i miei dubbi che questa UE, che pure con il Recovery Fund sembra aver fatto un bel passo avanti, sia COSI’ TANTO CAMBIATA da avere fatto un’inversione mentale completa.

    Spero di essere io ad essere pessimista.

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    21 Luglio 2020 in 11:05
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    E’ VERGOGNOSO IN UNO STATO CIVILE DI PARLARE SEMPRE DI PENSIONI COME PROBLEMA DEI CONTI PUBBLICI.
    IL DISASTRO E’ DOVUTO DA UNA CATTIVA GESTIONE DEI SOLDI PUBBLICI ED INCAPACITA’ DEI GOVERNI DA QUEL DI’ CHE NON RIESCONO A GESTIRE LA FAMIGLIA ITALIA.
    IN UNA FAMIGLIA SI DISTRIBUISCONO I SOLDI DISPONIBILI IN MODO EQUO PER TUTTI I FAMILIARI E NON SI DA’ AD UNO 100 E L’ALTRO 10.
    SI DEVONO ABOLIRE TUTTI I PRIVILEGI ESISTENTI A TUTTE LE CATEGORIE E SOPRATTUTTO AI POLITICI INCAPACI ED INUTILI.
    NOI POPOLO LAVORIAMO UNA VITA PER MANDARE AVANTI UNA FAMIGLIA, CRESCERE I NOSTRI FIGLI, FARLI STUDIARE A NOSTRE SPESE E PREGARE POI PERCHE’ TROVINO LAVORO (LAUREATI CON 110 E LODE).POI SE VOGLIAMO PARLARE DI NOI DONNE CHE OLTRE A LAVORARE UNA VITA PER OTTENERE QUELLA MISERA PENSIONE DA SOPRAVVIVENZA E OCCUPARSI DELLA FAMIGLIA, FIGLI E NOSTRI GENITORI ANZIANI E CONTEMPORANEAMENTE LAVORARE ED ESSERE SOTTOPAGATE ECC.E ANCORA SI PARLA DELLA PENSIONE. I SOLDI CI SONO E VANNO PRESI LADDOVE NON DEVONO ESSERCI: EVASIONE FISCALE PRIVILEGI MAXI STIPENDI ECC.
    INOLTRE PREGHEREI I GIORNALISTI A NON PARLARE SEMPRE DI PENSIONI MA DELLA BRAVA GENTE CHE OGNI GIORNO MANDA AVANTI CON LAVORO E SACRIFICI QUESTA NOSTRA BELLA ITALIA.

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      21 Luglio 2020 in 18:33
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      Sig. Daniela condivido pienamente quanto ha scritto.

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      22 Luglio 2020 in 11:43
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      Concordo pienamente con Daniela.. il problema non sono le pensioni che ha conti fatti se viene diviso assistenza da previdenza ..la previdenza italiana e la più bassa d’Europa.. Attaccano solo le pensioni perché è da li che prendono i soldi e non hanno il coraggio una volta per tutte di eliminare tutti gli sprechi statali fatti in Italia..non lo fanno perché sono tutti coinvolti.. La soluzione he una sola svecchiare questo paese dando la possibilità ai giovani di lavorare e agli anziani di riposarsi dopo anni di lavoro.. Fare una riforma pensioni vera e equa per tutti…

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      23 Luglio 2020 in 8:20
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      CONCORDO..e poi c’è chi se ne frega dei costi e dei sacrifici e non ci pensa due minuti a ricorrere su privilegi assurdi ma che non spariranno mai! ma tanto ci sono i fenomeni che continuano a dire che quei privilegi incidono pochissimo sul totale delle pensioni : Ultima tegola attesa entro ottobre 2020 è infine il pronunciamento della Consulta sul taglio alle pensioni d’oro voluto dal governo Conte 1: è scattato nel giugno del 2019 e riguarda 24mila pensionati con assegno superiore a 100mila euro lordi l’anno. In cinque anni il taglio varrebbe 415 milioni di risparmi in termini cumulati, ma se la Corte desse ragione ai ricorrenti quei risparmi non ci sarebbero più.

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