Riforma pensioni ultime al 23/9 da Damiano: non smontare quota 100, prevalga saggezza

Le ultimissime novità sulla riforma delle pensioni al 23 settembre 2019 giungono anche da Cesare Damiano, dirigente del partito democratico, che nella sua ultima nota stampa non si risparmia su quota 100 e reddito di cittadinanza: “giusto non smontarle, i cittadini hanno fatto progetti sulle misure, si mantengano, ormai, gli impegni presi”

Poi spiega, con la solita precisione e critica che lo contraddistingue, noi le avremmo fatte diversamente: “più facili, più eque e meno propagandistiche”, ma ora le misure sono in campo, ragione per cui, le persone normali hanno fiducia nelle leggi e su queste costruiscono anche il loro avvenire e quello delle loro famiglie. Inoltre poiché il tiraggio é stato inferiore a quello preventivato e vi saranno risparmi consistenti si pensi piuttosto a spendere al meglio quelle risorse, ad esempio, dice convinto, si potrebbe rendere strutturale l’ Ape sociale.

Pensioni 2019, Damiano su quota 100: non si possono smontare cose fatte prima

Così Damiano, appoggiando il pensiero di Vincenzo Boccia su quota 100: “Sono d’accordo con il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a proposito di Quota 100 e Reddito di cittadinanza: ‘Non si possono smontare le cose fatte prima’“. Poi prosegue: “Lo dico con convinzione perche’ non possiamo prendere i cittadini in ostaggio: le persone normali hanno fiducia nelle leggi e su queste costruiscono anche il loro futuro e quello della loro famiglie. Il futuro non puo’ essergli scippato. Chiudiamo la stagione della furia iconoclasta, che al tempo del Governo Monti ha fatto scempio del sistema pensionistico e creato gli esodati, in nome della Troika europea. Bastava un po’ di gradualita’. Facciamo prevalere adesso la saggezza.

Poi puntualizza, riferendosi alle due misure cardine del Governo M5S-Lega: “Le due misure del Governo gialloverde noi le avremmo fatte diversamente: piu’ facili, piu’ eque e meno propagandistiche”. E spiega, cercando di smorzare l’ansia generata in queste ultime ore sull’eventualità che il nuovo Governo giallo rosso possa mettere mano , prima della scadenza della sperimentazione, alla Quota 100 per trasformarla in altra misura, lasciando al palo quanti su quella hanno puntato fino al 2021: Qualche correzione, che non metta in discussione il diritto, si puo’ fare. Cio’ detto, approfittiamo del fatto che il loro ‘tiraggio’ e’ circa la meta’ di quanto previsto, con il relativo risparmio delle risorse stanziate che puo’ essere utilizzato in nuove direzioni (rendere strutturale l’APE sociale) e per quadrare il Bilancio“. Alla fine spiega é giusto che si pensi in primis al bene dei cittadini piuttosto che ad un mero rigorismo economico.

Manovra 2019, Damiano: prima i cittadini, poi il rigorismo economico

Così conclude il dirigente del partito dem: “Se le 200 principali aziende americane hanno scritto nell’ultimo documento del ‘Business Roundtable’ che bisogna farla finita con la teologia del ‘prima gli azionisti’, che dovrebbe essere sostituita da quella del ‘prima il benessere dei lavoratori e dei clienti e la difesa dell’ecosistema e poi gli azionisti’, e’ ora che anche la politica si convinca che prima vengono i cittadini, i lavoratori e i pensionati che versano in condizioni di difficolta’, e poi il rigorismo economico”.

Poi un sorta di appello nei confronti del Governo che ora siede alla guida del Paese, e che vede protagonista anche il Pd: Ci auguriamo che la prossima legge di Bilancio sia ispirata a questi criteri, se vogliamo puntare sulla crescita e sulla qualita’ del lavoro e dello Stato sociale”.

Cosa ne pensate delle parole dell’onorevole Cesare Damiano? Condividete l’idea di mantenere quota 100 fino al 2021 e di rendere strutturale l’Ape social o, a vostro avviso, le priorità della prossima legge di bilancio dovrebbero essere altre? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

14 pensieri riguardo “Riforma pensioni ultime al 23/9 da Damiano: non smontare quota 100, prevalga saggezza

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    24 Settembre 2019 in 9:05
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    La quota 100 è stata varata ed approvata, pertanto va lasciata così come è. Ritoccare di due anni l’uscita per età, significa ritornare alla legge Fornero in toto. Ricordo che la legge Fornero prevede già l’uscita anticipata per gli uomini con 64.5 anni di età e 44.5 anni di contributi per me che sono del 1958 e come me tanti altri. Quindi, a che scopo arrovellarsi il cervello? Lasciate tutto come sta o dite chiaramente che si torna alla Fornero.

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    24 Settembre 2019 in 6:50
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    Finalmente qualche parola di buonsenso, anche se non definitiva.
    E’ ben evidente che quota 100 non si può toccare fino al 2021, ma dopo va migliorata, non abolita!
    Qualche “illuminato” politico non la pensa così e va cercando soldi (per l’Europa) in tasca a chi ha pagato 40 anni di contributi!
    Semplicemente immorale!

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    23 Settembre 2019 in 18:51
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    Quota 100 deve rimanere i cittadini non si possono illudere e disilludere a piacimento dei governanti!!!!! Deve rimanere fino alla scadenza dei tre anni approvati , almeno quello!!!!

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    23 Settembre 2019 in 18:45
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    DAMIANO HA RAGIONE NON POSSIAMO OGGI FARE UNA LEGGE E DOMANI ANNULLARE TUTTO
    LA GENTE PERDE SEMPRE PIU’ FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI. PENSIAMO AN CHE A QUELLE PERSONE CHE RAGGIUNGONO QUOTA 100 A 65 ANNI E MAGARI OGNI MATTINA PER ANDARE A LAVORARE DEVONO FARE 100 KM E 100 AL RITORNO CON LAVORI GRAVOSI

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    23 Settembre 2019 in 18:02
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    Purtroppo chi è preposto a legiferare non vive di certo lo status di disoccupato con età di 62 anni e difficoltà nel reinserimento nel mondo del lavoro, che pone tutte le speranze nella proroga dell’Ape Social. Quota 100 sarebbe andata bene ma per me impensabile a causa di un riscatto laurea con un costo di circa € 55.000!!!

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    23 Settembre 2019 in 16:36
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    Per favore, non toccate quota 100….
    rovinereste la restante vita, se non addirittura la togliereste, a tutti coloro che attendono trepidamente di raggiungere i requisiti e usufruirne

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    23 Settembre 2019 in 15:14
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    Ho programmata la mia vita pensionistica accettando un lavoro partime che mi accompagni alla pensione, e’ stata accettata per tre anni dunque deve scadere nei primi mesi del 2022, se non fosse cosi sarebbe una presa in giro alla “fornero”, facendoci riallungare di anni!!!!!

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    23 Settembre 2019 in 14:56
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    È assolutamente doveroso non solo confermare quota 100 fino al 2021 ma anche non apportare alcuna modifica sia sull’età. 62 che sugli anni di contributi 38.

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      24 Settembre 2019 in 9:46
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      Concordo in pieno. Non si possono prendere in giro i cittadini, che hanno fatto dei progetti sulla base di questa normativa. Devo anche dire che è ora di finirla di continuare a fare delle comunicazioni sul restyling di Quota 100, quando la maggior parte delle istituzioni ha confermato che Quota 100 non verrà toccata.
      Ribadisco : QUOTA 100 NON DEVE ESSERE TOCCATA!!!!

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    23 Settembre 2019 in 14:43
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    Sono sbigottito !!!! Ma come ? Secondo tutti costoro ogni riforma non ha portato lavoratori ad allontanarsi per anni dalle agognate pensioni ? La legge Fornero non ha allontanato di due anni l’andata in pensione di chi era più che prossimo ? Questi lavoratori non si sono visti togliere aspettative, sogni, progetti, da un giorno all’altro ? Questi lavoratori non hanno forse anche loro stanchezza, problemi di salute e quant’altro ? Eppure questi lavoratori si devono obbligatoriamente sorbire 43,1 anni di lavoro e di contributi. Avete capito ? OBBLIGATORIAMENTE !!!! Ditelo apertamente voi politici e quota centisti !!! ” Qualcuno che lo deve prendere in quel posto ci sarà sempre e oggi è toccato a voi “. Ma almeno vergognatevi un po !!!

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    23 Settembre 2019 in 14:41
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    La quota 100 va lasciata cosi come è fino alla scadenza naturale. Non si scherza con i diritti sociali.

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    23 Settembre 2019 in 14:08
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    ma come ?
    solo 10 gg fa era per la restaurazione….
    da qn del 14.09.2019 “Riforma pensioni anticipate quota 100, Damiano: alzare età di uscita a 63 anni”

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    23 Settembre 2019 in 14:06
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    se sono onesti lasciano quota 1oo fino al 2o21 ma CON LE STESSE REGOLE DI ACCESSO e cioè 38 anni di contributi e 62 età ! Lo ha detto anche il ministro GUALTIERI che è scorretto cambiare sempre le regole ! Temo proprio che a loro non interessi nulla !

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    23 Settembre 2019 in 13:55
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    “giusto non smontarle, i cittadini hanno fatto progetti sulle misure, si mantengano, ormai, gli impegni presi”
    “Qualche correzione, che non metta in discussione il diritto, si puo’ fare.”
    Chiudiamo la stagione della furia iconoclasta, che al tempo del Governo Monti ha fatto scempio del sistema pensionistico e creato gli esodati”.
    Parole sacrosante Cesare Damiano ma monche. Non basta ricordare che il governo Monti fu responsabile di aver creato gli esodati (col consenso pressochè unanime delle camere e totale del PD, aggiungerei io).
    Occorre anche dire che, se ora giustamente ci si preoccupa di non crearne altri, a maggior ragione ci si deve preoccupare di sanare le ferite ancora aperte, senza rifugiarsi dietro a sterili affermazioni di mero principio o ad ondivaghe ricerche di ambigue “soluzioni”.
    Non ci sono “soluzioni” da ricercare per gli esodati; c’è una salvaguardia da proporre e far approvare per sanare le discriminazioni introdotte dalla VIII salvaguardia.
    Questo si attendono i 6.000 esodati da questo governo e ancor più si attendono, in termini di autorevoli indicazioni, da chi, più di tutti e con profonda conoscenza del dramma in essere, ha caratterizzato gran parte delle precedenti salvaguardie. Dopo otto anni, non è più tempo, Cesare Damiano, di giocare a rimpiattino con queste 6.000 famiglie.

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