Riforma pensioni, ultime Cosentino su sistema a punti: “La pensione non é una lotteria”

Riforma pensioni, ultime Cosentino su sistema a punti: “La pensione non é una lotteria”

Le ultime novità ad oggi 30 dicembre 2019 riguardano le voci su un possibile ‘sistema a punti’ a cui starebbe lavorando l’Inps per uscire da Quota 100 nel 2021. Il Presidente dell’Istituto previdenziale Tridico ha spiegato nei giorni scorsi quale potrebbe essere l’alternativa alla misura sperimentale vigente. Tridico ha infatti parlato di sistema a coefficienti, ribattezzato dai media in queste in ‘ sistema a punti‘, che consentirebbe l’uscita anticipata ad alcuni lavoratori che rispecchiano determinate caratteristiche rispetto ad altri. I due aspetti principali di tale sistema prevedrebbero l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per chi svolge professioni usuranti ed il blocco degli effetti degli incrementi dell’aspettativa di vita sull’età pensionabile.

Il Governo ha inoltre ribadito che da gennaio inizierà nuovi tavoli di confronto con i sindacati per comprendere quale misura migliore potrebbe sostituire quota 100 dal 2021, per tale ragione abbiamo voluto confrontarci con alcuni esperti previdenziali. Abbiamo domandato a Domenico Cosentino, Presidente del Patronato Inapi, cosa ne pensa del sistema a punti/ a coefficienti proposto dall’Inps, ed abbiamo posto la stessa domanda a Domenico Proietti, segretario confederale della Uil ed a Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Oggi vi riportiamo il pensiero di Cosentino, domani invece, vi anticipiamo, che avremo sul nostro portare in esclusiva il pensiero di Cgil e Uil.

Pensioni 2020, Cosentino: Giusto mantenere quota 100

Domenico Cosentino, in primo luogo ci ha espresso il suo parere sulla decisione del Governo di mantenere vigente la quota 100 fino a naturale scadenza: “Anzitutto e apprezzabile la decisione del governo di confermare quota 100 fino alla sua naturale scadenza del 2021, ma non perché sia una riforma/abolizione della Fornero, ma semplicemente perché è un provvedimento che interessa diversi contribuenti che in ragione della norma stessa hanno organizzato e programmato delle scelte di vita.

Oggi si vive in una sorta di sfiducia generale, nessuno si fida piu’ di nessuno ed è necessario riacquisire un clima di fiducia affinchè si possa paralare di vera ripresa economica e sociale“. Poi il discorso si é spostato sulla nuova proposta del ‘sistema a punti’ .

Riforma pensioni, Cosentino: ‘sistema a punti? la pensione é un diritto’

Così il Presidente del patronato Inapi: “Relativamente all’ ipotesi avanzata dal Presidente dell’INPS circa l’introduzione di una pensione a punti, ritengo di per sé la definizione di sistema “a punti” di cattivo gusto. La pensione è un sacrosanto diritto acquisito con anni di lavoro e di versamenti contributivi, non la si ottiene giocando la lotteria o accumulando i punti della spesa al supermercato, detto questo se l’idea del Presidente Tridico è di avviare un riforma previdenziale flessibile in cui si tenga conto delle mansioni lavorative svolte, è sicuramente interessante e positiva.

Riconoscere e regolamentare in modo chiaro e definito agevolazioni pensionistiche a diverse mansioni usuranti rappresenterebbe il giusto riconoscimento ed indennizzo di una vasta platee di muratori, operaio edili, braccianti agricoli, minatori, autisti, ecc.

Riforma pensioni 2020: ripartire da quota 41 e salvaguardia esodati

In conclusione il Presidente del Patronato Inapi sostiene che almeno due provvedimenti dovrebbero avere la priorità da parte del Governo se davvero si volesse riconquistare la fiducia dei propri cittadini, ossia la Quota 41 e la salvaguardia definitiva degli esodati.

In ogni caso, nella logica di riacquistare un clima di serena fiducia, continuo a ipotizzare “quota 41” come primo tassello di una seria riforma previdenziale. In ultimo ritengo inaccettabile che nella Ldb 2020 non si fa riferimento, o meglio si nega il diritto alla pensione agli ultimi 6.000 esodati che da otto anni lottano contro un’ ingiustizia normativa“.

Ringraziamo il Dott. Cosentino e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte delle dichiarazioni rilasciateci che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare il nostro sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

6 pensieri su “Riforma pensioni, ultime Cosentino su sistema a punti: “La pensione non é una lotteria”

  1. E delle donne non si parla più?
    Ci si deve ricordare che opzione donna in molti casi è l’unica possibile scelta per le donne.
    VOGLIAMO LA PROROGA DI OPZIONE DONNA FINO AL 2023

  2. Qualcuno mi spieghi il motivo perché non è stato prorogato APE VOLONTARIO X IL 2020. I sindacati dove sono!.. perché nessuno ne parla!.unico accesso per chi per paletti assurdi non ha potuto fare domanda di APE SOCIAL..non costava nulla allo stato. Spiegatemi il perché!!

    1. Sig. Mazzini, temo proprio che la sua richiesta sia destinata a restare senza spiegazione. Nessuno le potrà spiegare in termini ufficiali perché l’Ape volontaria non è stata prorogata per il 2020.
      È vero, l’Ape volontaria non costa nulla allo Stato (e forse, proprio per questo, dal monento che non fa notizia non se ne parla).
      L’Ape volontaria costa invece al pensionato, che dovrà chiedere all’età di 63 un prestito alla banca per 20 anni, remunerando la banca con gli interessi che pagherà sul prestito erogato.
      La banca fa prestiti trentennali ai trentenni, ma francamente fare prestiti di 20 anni ai sessantenni è piuttosto rischioso per la banca, la quale chiede la copertura assicurativa in caso di premorienza del pensionato (il trentenne statisticamente parlando ha una probabilità quasi zero di pre-morire. E qui solo Nando Pagnoncelli che conosce anche il numero di scarpe che portiamo ce lo potrebbe confermare).
      Qualora l’assicurazione fosse disposta a dare copertura, i tassi di interesse attuali sono talmente bassi, ma talmente bassi, che non c’è business per le banche nel prestare soldi. Preferiscono investire i soldi in attività più lucrose per soddisfare le voraci richieste degli azionisti che sollecitano continuamente dividendi sempre più alti.
      I bassi tassi di interesse non giovano neanche alle compagnie di assicurazioni. Tanto è vero che a causa di ciò il potente capo della Banca Centrale tedesca Jens Weidmann entrò in rotta di collisione con il meno potente capo (ma non per questo meno capace) presidente dell’allora Banca Centrale Europea Mario Draghi.
      E allora forse potremmo tentare, per il semplice gusto della discussione, di approcciare una spiegazione alla sua richiesta di spiegazione. Eccola qua: ‘l’APE volontaria non è stata prorogata perché alle banche e alle compagnie di assicurazioni non conviene erogare prestiti ventennali e dare coperture assicurative a chi ha più di 60 anni di età’.
      Ovviamente, sig. Mazzini, questo è la semplice spiegazione di uno che non sta nel giro degli alti vertici di banche e di assicurazioni (ma neanche di bassi vertici, per la verità). Può darsi che ci sia una spiegazione migliore che ancora oggi non ho saputo trovare e sono convinto che questa spiegazione il Ministro Gualtieri deve conoscerla, dal momento che l’Ape volontaria i suoi tecnici (chiamati sherpa che non sono però dei portaborse come qualcuno potrebbe erroneamente pensare ma sono invece funzionari di alto livello) l’hanno scartata. Ma il Ministro Gualtieri è persona seria, e quindi eviterà di darci la spiegazione che potrebbe farci ridere a crepapelle (nel mio caso) o forse far piangere disperatamente (se è il suo caso).

    2. Io ritengo, e magari mi sbaglio,che l’APE volontario, tra rimborso del prestito e riduzione dell’assegno pensionistico, porti dritto, dritto alla indigenza ed alla miseria.
      Penso che solo chi è assolutamente costretto possa chiedere l’APE VOLONTARIO che, mi pare, in tutta sincerità, un provvedimento governativo-bancario, per approfittare delle disgrazie della povera gente.

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