Riforma pensioni, ultime news Ghiselli: ‘Dalle parole ai fatti, si superi la Fornero’

Riforma pensioni, ultime news Ghiselli: ‘Dalle parole ai fatti, si superi la Fornero’

Le ultime novità sulla riforma pensioni ad oggi 7 novembre ci giungono da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, con il quale ci siamo confrontati circa il recente incontro che i sindacati hanno avuto con il Governo.

Nei giorni scorsi vi avevamo presentato il resoconto di Domenico Proietti, Uil, che ci aveva parlato di incontro positivo con il Ministro Catalfo, ma di tanti aspetti ancora su cui era necessario lavorare al fine di arriverare ad una vera e strutturale riforma delle pensioni. Eccovi oggi, in esclusiva per il nostro sito, le considerazioni puntuali ed accurate di Roberto Ghiselli.

Pensioni 2019, Ghiselli: ‘si passi dalle parole ai fatti’

L’incontro che Cgil, CISL e Uil hanno avuto con il Ministro Catalfo lunedì scorso è stato utile, anche se aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti concreti, alcuni già con la prossima legge di bilancio, altri comunque prima del prossimo Def. E’ molto importante che il Governo condivida l’obiettivo sindacale di definire una riforma previdenziale che superi strutturalmente la Legge Fornero, norma che non è stata neppure scalfita dalle misure decise dal precedente Governo.

In particolare sembra che anche l’Esecutivo condivida l’obiettivo di rendere flessibile l’età di pensionamento rispetto agli attuali 67 anni, lasciando libero il lavoratore o la lavoratrice, oltre una certa età, di decidere quando andare in pensione sulla base delle diverse esigenze o motivazioni personali. All’interno del tema flessibilità in uscita saranno collocate le questioni relative ai lavori gravosi, di cura e la questione Precoci.
Naturalmente il problema che rimarrebbe aperto sarebbe quello di capire da quale età e a quali condizioni si potrà andare in pensione
“.

Pensioni 2020, pensione garanzia per giovani e lavori discontinui

Poi Ghiselli spiegandoci su cosa sarebbe bene porre l’accento da ora, affinché anche i giovani un domani possano avere una pensione e non vivere nell’indigenza dettata dal contesto lavorativo instabile odierno, aggiunge: “L’altro punto importante è che il confronto, che si articolerà su 4 temi, partirà dalla pensione contributiva di garanzia per i giovani e per tutti coloro che svolgono lavori discontinui o con basse retribuzioni, cioè quella parte del mondo del lavoro destinata ad un futuro di indigenza se non si modifica da subito la normativa previdenziale che, fra l’altro, non prevede nel sistema contributivo neanche una pensione minima.

Un importante primo segnale sembra però maturare in questa direzione. Infatti il Governo si è impegnato ad inserire nelle norme in via di approvazione il riconoscimento della copertura previdenziale piena per i lavoratori con contratto di lavoro part time verticale ai quali attualmente non viene riconosciuta l’annualità piena dei contributi ma solo quella riferita al periodo effettivamente lavorato. Stiamo parlando di una cosa che coinvolge centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne e giovani. Come è importante la disponibilità data dall’Esecutivo di prorogare la prescrizione contributiva per i pubblici dipendenti, senza la quale molto di loro rischierebbero di compromettere parte della loro posizione previdenziale

Riforma pensioni, apprezzabili Od ed Ape sociale, ma non basta

Poi analizzando il capitolo pensioni che probabilmente vedrà la luce nella prossima legge di bilancio, Ghiselli aggiunge: “Pur apprezzando la decisione di prorogare Opzione donna e Ape sociale, abbiamo posto il tema di rendere più accessibile l’Ape sociale e la norma sui precoci ai lavoratori che svolgono attività gravose, particolarmente penalizzati dall’attuale regolamentazione, in attesa che la Commissione che verrà nuovamente insediata per affrontare questo tema fornisca nuovi elementi di valutazione.

Su questo abbiamo ottenuto una disponibilità ad una verifica tecnica che ci auguriamo produca anche un risultato concreto già dal prossimo anno“.

Quota 100 ha determinato aspettative che non possono essere alterate

Poi riferendosi al dibattito sull’abolizione o meno di quota 100, spiega: “Per noi è importante inoltre che la Legge di bilancio non contenga alcun intervento penalizzante su Quota 100 perché questa norma, pur se a termine e pur non avendo dato una risposta alla parte più debole del mondo del lavoro, ha comunque determinato delle aspettative concrete che non possono essere improvvisamente alterate.

Poi conclude, amareggiato: “Vi sono poi alcune importanti questioni sulle quali ancora non abbiamo ottenuto risposte soddisfacenti, come quella della rivalutazione delle pensioni in essere, ad iniziare da quelle medie e basse, e anche per questa ragione i pensionati di Cgil, CISL e Uil manifesteranno il prossimo 16 novembre. Anche sul tema che abbiamo riproposto di una soluzione definitiva al problema esodati, ancora nessuna risposta è arrivata“.

Ringraziamo Roberto Ghiselli per la consueta disponibilità al confronto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte del contenuto che é tenuto a citare la fonte.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

9 pensieri su “Riforma pensioni, ultime news Ghiselli: ‘Dalle parole ai fatti, si superi la Fornero’

  1. Buon pomeriggio, basta parlare di quota!!!!! Passiamo ai fatti, Uomini in pensione a 60 anni, donne a 58 anni, se, cari ministri ci credete riuscite anche a realizzarlo, il punto è, che non Volete!!!!! Sappiate che i lavoratori, se trattati BENE, svolgono il lavoro meglio e con più AMORE!!!!!

  2. Buona serata. Finitela di illudere i lavoratori!!!! Chi, come la sottoscritta, ha pochi anni per raggiungere finalmente la pensione e con un lavoro faticoso alle “spalle”, ma che faticoso non viene riconosciuto non avendo l’anno lavorativo prima dei 19!!!!!!!! Mi chiedo, “lo fate apposta a inserire dei paletti, ben studiati” in modo, che poche persone possano accedere alla famigerata quota 41!!!!!! Non rispettate i lavoratori!!!!

  3. Bisognerebbe pensare, seriamente, anche ai disoccupati. Io sono disoccupato dal 2010, compio 63 anni a maggio 2020, ho 35 anni di contributi e sono cardiopatico. Potrei rientrare nell’APE sociale, ma NO!! Nel 2017 ho lavorato per 2 mesi con un contrattino di poche ore al giorno e questo ha interrotto i requisiti che vengono richiesti per poter accedere all’APE Sociale. Quindi rimango ancora disoccupato a reddito zero per i prossimi 5 anni e cioè fino alla pensione di vecchiaia a 67anni e 4 mesi. Complimenti al legislatore.

  4. Vedrete che età sarà 62/63 anni e a noi precoci sarà ennesima fregatura.. Non ci vogliono mandare in pensione a noi precoci c’è poco da fare siamo la cassa dello stato così potranno mandare in pensione gente che di contributi ne ha 30 qualcuno doveva pagare e questo qualcuno siamo noi..

  5. la sola preoccupazione di questi giorni per poltronari e affini : bellanova ,senaldi, fornero, renzi, nannicini, boschi e affiliati pd , è abolire quota 100 nel 2020, ovvero allungare la finestra di uscita di almeno 1 anno, ovvero congelare i fondi che equivale a spostare la pensione di 1/2 anni.
    chi ha versato contributi per 40,41 ,42 anni e oltre viene definito quasi un LADRO da costoro.
    chi invece percepisce redditi senza FARE NULLA : REDDITTO di CITTADINANZA, BONUS BEBE’, BONUS RENZI !!! et simili , e ricordiamocelo quanto pesano sulle casse dello stato queste regalie a fondo perduto!!! , non viene mai citato, nè vengono minimamente ipotizzate proposte di riduzione, abolizione.
    sempre da questi poltronari, non viene mai menzionato il fatto che il solo recupero del 10% della sottostimata evasione fiscale pari a 150 Miliardi/anno risolverebbe per intero il problema pensioni, dell’irpef, dell’imu, del cuneo fiscale, della povertà sociale.
    anche un bambino di 1a elementare lo capisce !!!

  6. QUOTA 100 GIA’ LEGGE FINO AL 2021 COMPRESO(CHE IO TROVO GIUSTISSIMA), DEVE RIMANERE E COSI’ COME E’ FINO ALLA FINE DELLA SPERIMENTAZIONE DEI 3 ANN,I COME PREVISTO DALLA LEGGE E COME DICHIARATO DA MOLTE PERSONALITA’ POLITICHE , DA QUANDO E’ USCITA LA LEGGE LE PERSONE HANNO PROGRAMMATO E FATTO AFFIDAMENTO FINO AL 2021 COMPRESO, NON SI POSSONO CAMBIARE LE COSE OGNI 2 ANNI,LE PERSONE COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI FISICI E DI SALUTE DOVUTI ALL’ETA’ E AL LAVORO E MANCA L’ENERGIA, INOTRE LE DONNE SVOLGONO DOPPIO LAVORO ANCHE CURA DELLA FAMIGLIA E FIGLI E PER QUESTO CONDIVIDO LO SCONTO CONTRIBUTIVO DI 1 ANNO PER FIGLIO COME ESISTE PER L’APE SOCIALE , QUOTA 100 FINO AL 2021 COMPRESO, NON SI DEVE TOCCARE PER NESSUN MOTIVO , DEVE RIMANERE COSI’ COME E,’ SE SERVONO SOLDI SI DEVONO TROVARE ALTROVE, PRECEDENZA ALLE LEGGI GIA’ IN VIGORE DA PORTARE A TERMINE POI PER IL 2022 SI APPLICHERA’ UNA NUOVA RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO!!!

  7. Mi scuso, ma involontariamente, causa la foga di scrivere di getto i miei pensieri, nel commento sotto ho dimenticato la parte relativa ai disoccupati o licenziati. Per il momento esistono varie forme di sostegno a queste categorie, dalla disoccupazione al RdC, non dimenticandosi che esiste tuttora l’APE social che permette a chi ha 63 anni e 30 di contributi e trovandosi in determinate situazioni familiari e di salute di usufruire di pensione. Si può migliorare il tutto ? Certo ! Non sono un esperto ma, creare situazioni più favorevoli si può, sia economicamente sia moralmente. Basta stare dalla parte della legalità. Certo che se uno usa qualsiasi occasione per avere due redditi, uno legale e uno illegale allora sono soldi spesi male. Notizia di oggi: 21 indagati a Napoli per vendita sigarette di contrabbando. 10 percepivano il RdC. Queste sono cose che ad un lavoratore serio e onesto fanno male.

  8. Tra i partiti che sostengono il governo ci sono grandi differenze di veduta; chi vorrebbe abolire immediatamente la quota 100, chi vorrebbe mantenerla e chi vorrebbe rimodularla. Anche i sindacati trovano molte pecche in quella norma che ha lasciato insoluti vari aspetti che avrebbero dovuto essere considerati. Una gran confusione dovuta in gran parte alla formulazione stessa della quota 100. Mi domando: Ma se il fine ultimo del governo Lega-M5S era quello, sempre dichiarato, di arrivare comunque alla 41xtutti, perchè si è deciso di varare una norma temporanea e così divisiva ancora non lo capisco.
    Mi spiego: Oggi sappiamo che sono stati penalizzati lavoratori che hanno lavorato e versato di più e questo ha creato contrasto di opinioni tra lavoratori, ma domani ? Se e quando sarà varata la 41xtutti, ci troveremo dei lavoratori che avranno raggiunto i 38 anni di contributi ma che appunto dovranno arrivare a 41. La famosa 41xtutti. Quindi immancabilmente accadrà che l’ipotetica quota si alzerà notevolmente. Prendendo come spunto di esempio la quota 62-38 odierna, domani avremo una quota 65-41. ( Certo ci saranno altre tipi di quote: che variano dai 58-41 ai 66-41. Tutto questo caos e tutti questi scaloni per aver voluto istituire una quota temporanea di solo tre anni qual’ è la quota 100. A me sarebbe sembrato più logico agire sin da subito con una discesa morbida dei contributi richiesti per arrivare infine alla 41xtutti che è sempre stata la loro prima opzione. 6 mesi il primo anno, ulteriori 6 mesi il secondo, altri 6 mesi il terzo, 6 mesi il quarto e sei mesi il quinto anno; TOT 2 anni e 6 mesi e ci saremmo trovati alla fine con la 41xtutti senza creare tensioni sociali e crisi economiche in agguato. Inoltre una norma soft avrebbe garantito nei 5 anni di non impegnare una cospicua somma solo su un provvedimento, ma usarli per crearlo il lavoro per i giovani.

  9. L’articolo riporta la seguente affermazione
    “In particolare sembra che anche l’Esecutivo condivida l’obiettivo di rendere flessibile l’età di pensionamento rispetto agli attuali 67 anni, lasciando libero il lavoratore o la lavoratrice, OLTRE UNA CERTA ETA’, di decidere quando andare in pensione sulla base delle diverse esigenze o motivazioni personali.”
    Il tutto è condivisibile, però mi spaventa quell’affermazione “oltre una certa età”, perché se questa si aggira sui 62 anni come si sente spesso dire in giro non serve a nulla. Chi ha iniziato a lavorare a 14 anni con l’attuale legge fornero starebbe comunque a casa a 56 anni e 10 mesi e chi invece avrebbe fatto le scuole superiori e ha iniziato a lavorare a 19 anni arriverebbe a 61 anni e 10 mesi quindi per oltre l’80% dei lavoratori non ci sarebbe nessun cambiamento.
    Quindi se questo oltre una certa età sarebbe sui 55 anni allora si comincia a rarionare, altrimenti è l’ennesima presa per il…

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