Riforma pensioni, ultime news M5S su quota 100: “Italia volta pagina, addio Fornero”

Riforma pensioni, ultime news M5S su quota 100: “Italia volta pagina, addio Fornero”

Le ultime novità sulla riforma pensioni al 6 gennaio 2020 giungono da un post diffuso ieri sulla pagina facebook del Movimento 5 Stelle in cui si parla di quota 100 che viene definita “il pilastro di oggi e di domani”, una risposta, si legge, alle austerità del passato insieme all’altra misura cardine del M5S ossia il Reddito di Cittadinanza.

Il post mira soprattutto ad enfatizzare la bontà della quota 100, al punto da fare un video in allegato in cui si chiede ai cittadini se é giusto andare in Pensione con Quota 100. Le risposte sono state differenti, i cittadini si dividono tra pro e contro, mentre tra i commenti lasciati sotto al post, molti sono quelli negativi che mal digeriscono questa frase citata dal M5S : “ i nonni possono tornare a fare i nonni. L’Italia volta pagina cancellando la Legge Fornero.

Riforma pensione, quota 100 cancella la Fornero, i nonni fanno i nonni

Ecco il post pubblicato ieri sulla pagina del Movimento 5 Stelle, che ha attirato, come era immaginabile una valanga di commenti, qui, al seguito delle parole messe in incipit al video pubblicato, ve ne riportiamo solo alcuni.

Quota 100 è un pilastro dell’Italia di oggi e di domani. Insieme al Reddito di Cittadinanza è stata la prima risposta alle politiche di austerità del passato. Chi ha compiuto 62 anni e ha versato almeno 38 anni di contributi potrà finalmente andare in pensione. I nonni possono tornare a fare i nonni. L’Italia volta pagina cancellando la Legge Fornero”

Giusto andare in pensione con Quta 100? La video Intervista

Nel video l’inviato del M5S chiede ai cittadini che incontra per strada: “Secondo lei é giusto andare in pensione con Quota 100?” alcuni rispondono: “Si credo di sì, quest’anno andrò in pensione”, altri dicono “Potrebbe essere un’opportunità per i giovani”, “Credo di no per il costo dell’operazione, riguarda un numero esiguo di persone, ma a questo punto é stata fatta ed é giusto mantenerla, “Se si liberano posti per i giovani, direi di sì , certo che sono d’accordo”, “ Secondo me é giusto lavorare, a 30 anni la pensione la vedo molto lontana, auguro il meglio a tutti per le proprie vite”, “Io penso di sì e mi dispiace che non ci riesco ad andare”.

Insomma dalle risposte si nota che il campione si divide tra persone favorevoli che credono nella misura, tra quelli che tra le righe evidenziano la pecca della durata triennale Utile, ma non riuscirò ad andare“, e quelli che ritengono la Quota 100 sia stata troppo dispendiosa, ma ora sia giusto mantenerla. Non sono emersi pareri del tutto negativi, ma le interviste presentate sono anche un numero ecessivamente ridotto. Vi mostriamo invece alcuni commenti sotto al post da cui emerge, invece, contrarietà alla misura e soprattutto malcontento sulla frase ” L’Italia volta pagina cancellando la Legge Fornero” . I lavoratori hanno domandato irritati: “Ma quale superamento della Fornero? I precoci continuano ad andare a 43 anni di lavoro vedendosi passare davanti chi ha meno contributi ma é più anziano, o ancora vi é chi scrive: “Superata la Fornero? Dal 2022 tutto torna come prima, siamo seri”. Risportiamo alcuni commenti tra quelli postati.

Riforma pensioni, quota 100 cancella la Fornero?

Fulvia A, scrive: ” E quelli che hanno iniziato a lavorare a 14 anni e dopo 36 di contributi pagati e 52 anni che fanno? Lavorano il doppio degli altri?”

Loris C, dalla sua scrive ironico: ” Certo proprio superata, ma sei i preoci devono farsi 43 anni di lavoro!”

Mariangela M, dice: ” Avete fatto leggi talmente perfette che avete dimezzato i consenti, riflettete e modificate i pasticci che avete fatto piuttosto”

Ivano B, scrive: ” Quota 100 E’ il pilastro per l’Italia di ieri, perché i lavoratori di oggi e di domani non vedranno quota 100″.

Marcella B: “Vogliamo parlare della frase: ” L’Italia volta pagina cancellando la legge Fornero” ? ormai scrivono di tutto 🙁

Gennaro F, aggiunge: ” Quota 100 vale solo per l’Inps sono escluse le casse professionali con Partita Iva, quando si parla di 38 e 62 é giusto dire che vanno solo quelli con contribuzione Inps”.

Voi dove vi schierate, a favore o contro la misura di uscita anticipata quota 100, condividete la frase del post : ” L’Italia volta pagina cancellando la Legge Fornero?” , fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

24 pensieri su “Riforma pensioni, ultime news M5S su quota 100: “Italia volta pagina, addio Fornero”

  1. Buona sera a tutti sono veramente seccato da tutto quello che leggo in giro ma vogliamo veramente cambiare le cose e soprattutto mandare in esilio la Fornero e il signor matteo renzi ,rema contro gli operai non dargli nemmeno la possibilità di entrare dal cancello del parlamento vogliono portare la pensione a 71 anni di età la più alta media del mondo dico basta è ora di finirla e mettere strutturale la quota 100 senza nessun paletto .

  2. Con questa quota 100 del cavolo non avete tolto la fornero spiegatemi perche io che ho 59 anni e 40 di contributi devo ancora lavorare per quasi tre anni si vede che sono piu fessa

  3. Quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai varato negli ultimi vent’anni grazie onorevole DiMaio per avercelo regalata e per averla difesa dai paraculo Renziani che volevano abolirla grazie di cuore a Lei e a tutto il M5S

  4. 67 anni sono troppi per poter uscire dal lavoro, anche perchè attorno ai 60 anni i malanni si fanno sentire e la salute e le capacità del lavoratore scendono sempre più.
    Quindi attorno ai 63 anni occorre una qualche forma di flessibilità in uscita non troppo penalizzante.
    E non si venga a parlare di lavori usuranti perchè TUTTI i lavori lo sono !
    E poi, i futuri pensionati andranno col sistema contributivo e quindi senza regali !
    Spero di non sentire più parlare di quote 38 o peggio 41 di contributi, in quanto ,in futuro tutti questi contributi saranno IRRAGGIUNGIBILI ,vista la precarietà dei lavori esistenti. Queste quote vanno bene per l’oggi ed il domani, ma per dopodomani no.

  5. Quota 100 già legge deve rimanere e così come è fino fino alla fine dei 3 anni di sperimentazione 2021 compreso, le persone da quando è uscita la legge hanno programmato e fatto affidamento fino al 2021 compreso come previsto , come minimo hanno 62 anni e problemi fisici e di salute dovuti all’età e al lavoro e manca l’energia, non si possono cambiare le regole in corso (come dichiarato da personalità politiche e sindacali), poi per il 2022 si applicherà una nuova riforma pensionistica, precedenza alle leggi in corso da portare a termine, quota 100 non si tocca fino al 2021 compreso!

  6. Bisogna assolutamente dividere la spesa pensionistica previdenziale da quella assistenziale come avviene già nella maggior parte degli stati europei.
    Se la spesa non viene divisa……ovviamente risulta più alta di quelle europee……

    Però quelle europee sono solo di previdenza, infatti per le pensioni erogate in modo assistenziale i fondi vengono presi dalla fiscalità generale….e non dal fondo pensioni dei lavoratori.
    Nessun governo ha fatto questo fino ad ora……..perché?
    È più semplice puntare il dito sulla spesa pensionistica italiana….. piuttosto che risolvere il problema….utilizzando il fondo dei lavoratori come se fosse in bancomat per sistemare i vari problemi dello stato?

    Spesa pensioni italia …l Ocse dice 16,XX %……….ma se da questo calcolo si tolgono le pensioni dell assistenza … ..si vede che la percentuale della spesa pensionistica previdenziale italiana è di gran lunga inferiore a quella di qualsiasi stato europeo……..
    Allora…..forza governo o governi a venire……fate questa benedetta divisione!!!!!!

    1. Lucia Condivido quanto dice e quota 100 già legge deve rimanere e così come è fino alla fine dei 3 anni di sperimentazione come previsto 2021 compreso, non s possono cambiare le regole in corso, le leggi in corso devono essere portate a termine come previsto.

  7. Ma è così difficile fare una riforma che modifichi la Legge Fornero? Non va bene neanche quota 41 perché non li farà nessuno in quanto si inizia a lavorare molto tardi. Allora la soluzione ve la do io politici incapaci: SI VA A 64 ANNI DI ETA’, se non si è soddisfatti dell’importo della pensione si può continuare lavorare. In questo modo la Legge Fornero verrebbe migliorata per poi rivedere la nuova legge a distanza di 5 anni con la verifica dei conti dell’INPS.

    1. Se io andassi a 64 anni avrei 44 anni di anzianità contributiva. Per questo che la soluzione più equa sarebbe quella di applicare anche la 41 per tutti senza limiti di età

    2. Certo sto Maldari un genio…ma ci rimani tu fino a 64 anni …come a dire se io ho 60 anni e 42 anni di lavoro devo aspettare 64. Ma che proposte del cavolo fai? Ma chi ti paga per dire ste fregnacce…ma se vuoi lavorare fino a 70 anni accomodati pure…chi è entrato a lavorare a 15 anni a 64 anni avrebbe 49 anni di lavoro.

  8. Quota 100 e’ perfetta.
    Deve essere estesa a tutti e mantenuta fino alla scadenza per poi passare in modo graduale a 41 anni per tutti..
    Dopo 41 anni di lavoro…..indipendentemente dall Eta’ anagrafica una persona deve poter avere il diritto alla pensione.
    Per le donne con figli uno sconto per ogni maternità e anche per chi si occupa in modo stabile di un inv alido e / o un anziano non autosufficiente .
    38 anni per tutti i lavori estremamente gravosi.

    1. Lucia condivido quanto dice e quota 100 già legge deve essere portata a termine della sperimentazione 2021 compreso come previsto.

  9. Secondo me quota cento è una buona legge,anche se non perfetta, che ridà un po’ di libertà di scelta ai lavoratori. Certo non elimina le storture della riforma Fornero ,anche perché il vero problema non è la succitata riforma, bensì una precedente riforma,cioè la Dini che ha creato una forte sperequazione tra chi aveva 18 anni di contributi nel ’95 e chi non li aveva.Se già da allora si fossero calcolate le pensioni col sistema misto,probabilmente della riforma fornero non avremmo proprio sentito parlare, ne tantomeno ci sarebbe stato il problema dei precoci, e probabilmente non sarebbero serviti tanti paletti come età e anni di contributi……ognuno avrebbe potuto farsi i propri conti e scegliere e decidere quando andare in pensione.

  10. Quota 100 e’ una prima conquista, dopo si dovra’ fare ancora di piu’, ormai i pensionati che andranno avranno un calcolo sempre piu’ contributivo, non avranno a conti fatti nessuna regalia ma solo quanto versato, per questo la Fornero e’ da togliere come apportare modifiche alla legge Dini

  11. “È giusto andare in pensione con Quota 100?”.
    Ma che razza di domanda è? È umano e perfino ovvio che, chi avesse l’opportunità di andare in pensione con tale formula, risponda affermativamente. La domanda avrebbe avuto senso se fosse partita da considerazioni oggettive che i 5S, in tutta evidenza, invece si guardano bene dal formulare. Si continua a discutere soggettivamente e non si entra nel cuore del problema. Si continua a magnificare una misura temporanea, sostanzialmente improvvida in quanto non offre soluzione a questioni assai più datate e critiche, quali gli esodati che esodati restano avendogli cooptato i fondi, ma nemmeno apre uno spiraglio alle contribuzioni discontinue, al riscatto della condizione lavorativa e sociale delle donne. Tanto meno entra nel merito dell’arbitrarietà algebrica del calcolo retributivo, dei coefficienti di trasformazione e dell’età di vecchiaia che, insieme combinati, concorrono a determinare la bassa valorizzazione delle liquidazioni e le ulteriori decurtazioni qualora si aderisse ad una qualunque forma di anticipo pensionistico; cosa che, tra l’altro, incide maggiormente al crescere della quota parte a regime contributivo, quindi in particolare sulle generazioni future per cui, concentrarsi su casistiche attuali puó portare a risultati tranquillizzanti ma poco significativi. Parliamo invece di chi andrebbe in pensione con una liquidazione interamente contributiva. Uscire dal lavoro cinque anni prima (a 62 anni anzichè 67) ad un lavoratore medio corrisponderebbe una base di calcolo (il monte dei contributi versati) inferiore di circa 50.000 € e un coefficiente di trasformazione inferiore di poco meno del 15% (fonte tabella INPS per gli anni 2019 e 2020). Non è difficile intuire che il combinato dei due fattori, nel caso di liquidazioni interamente contributive, la circostanza comporterebbe riduzioni prossime al 30%. In sostanza, mi sento di poter concludere che Quota 100, ben lontana dall’aver rappresentato una svolta alla controriforma del 2011, è servita unicamente ad offrire una opportunità di riduzione del personale alle aziende pubbliche e alle grandi aziende del Nord. Nel futuro, potrebbe al massimo rappresentare una via di fuga per chi puó contare su redditi elevati – ai quali corrispondano consistenti montanti contributivi – che generalmente non sono appannaggio dei lavoratori discontinui, degli addetti e soprattutto delle addette ai lavori più umili. Senza con questo voler sottacere i lavoratori e le lavoratrici monoreddito, per i quali la componente reddito assume ulteriore rilevanza.
    In conclusione, direi che siamo in presenza di una misura demagogica, socialmente inutile ed economicamente dispendiosa anche se ora è doveroso mantenerla o quantomeno tutelarne gli esiti fin qui generati. Il termine “giusto”, usato dall’intervistato, implica una sorta di auto-assoluzione che non mi sento di condividere e l’affermazione “L’Italia volta pagina cancellando la Legge Fornero” mi appare del tutto arbitraria, al limite del risibile, men che mai meritevole di commento.
    Le modalità con le quali si sta affrontando il problema delle pensioni, che comporta inevitabili risvolti nel sociale, nel personale e nelle famiglie stesse, sa di insipienza, di inquietante; l’affermazione “I nonni possono tornare a fare i nonni” infatti va esattamente in tale direzione. Chi mai ha concesso a costui l’autorità di stabilire aprioristicamente a quali attività mi sia più consono dedicare la mia vita? Etichettare le età è un modo elegante per discriminare le generazioni; è una sorta di eufemismo che cela un inquietante ossimoro (discriminare con paternalismo) del quale mi sento di dover diffidare altamente.
    In quanto al reddito di cittadinanza, la ritengo una misura percorribile (con le dovute cautele) laddove vi sia una crescita economica ad alimentare le offerte di lavoro. Dove c’è stagnazione, nel migliore dei casi, diventa assistenzialismo oneroso e disincentivo a cercare occupazione, quando non diventa addirittura occasione per truffare lo Stato con false autocertificazioni.
    In conclusione, in termini previdenziali non ci sarà nessuna risposta alle politiche di austerità fintanto che non si porrà rimedio ai danni conclamati (v. esodati) e non si porrà mano al regime contributivo in maniera strutturale estromettendo dal calcolo il PIL, riducendo a valori consoni l’età di riferimento per la vecchiaia e rimodulando i coefficienti di trasformazione.
    Sul piano dell’occupazione non mi dilungo ma certo non sarà adottando le misure di un paese in espansione che possiamo immaginare di tamponare le deficienze di un paese in recessione; al massimo potremo riuscire ad acuirle.

  12. Ok quota 100..ma vogliamo parlare una volta per tutte di quota 41… I precoci si devono assorbire 43,1 mese di contributi e Mai
    possibile che. non si riesca ad eliminare questa maledetta fornero.. Che la piantino di dire che la fornero e superata e ancora tutta li… Fate questa benedetta quota41 allora si.potrete dire che la fornero e superata

    1. Certo, la quota 41 deve essere però fatta per tutti non solo per chi ha cominciato a 18 anni.
      Con la Fornero anche chi ha iniziato a 19 … 20 ….21 dovrebbe lavorare 43 anni e 1 mese

  13. BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA
    FATE PIU SCHIFO DELLA FORNERO.
    41XTUTTI SENZA PALETTI DA SUBITOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO. SIETE UNA BANDA DI PAROLAI ….FATE SCHIFOOOOOOOOOOOOO.

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