Riforma pensioni, ultime news oggi: Proietti risponde ai lettori sui lavori gravosi

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 26 novembre 2020 le dobbiamo alla gentilissima apertura al confronto di Domenico Proietti. Il segretario confederale della Uil ha infatti deciso di rispondere alle domande che i nostri lettori gli avevano posto, attraverso la sezione commenti del nostro sito, circa l’istituzione della Commissione sui mestieri gravosi.  Questa negli intenti avrà, da quanto abbiamo colto, l’arduo compito di definire la gravosità delle mansioni svolte al fine di rendere maggiormente equo il nostro sistema previdenziale differenziando le uscite in base all’usura del lavoro svolto nell’ arco della propria vita. Lo scopo primario, e su questo ci spiega Proietti la Uil crede molto, resta quello di evidenziare come non possano esserci uscite dal mondo del lavoro uguali per tutti dettate solo dall’età e dagli anni di contributi versati, perché la stessa aspettativa di vita può essere influenzata dalla mansione svolta. Il segretario confederale della Uil ha di seguito specificato quale sarà il ruolo di tale Commissione, dando maggiori delucidazioni ai lavoratori che lo avevano, nei giorni scorsi, chiamato direttamente in causa, anche circa i costi della stessa che, a detta di alcuni lettori, potrebbero incidere negativamente sul già scarso plafond di risorse a disposizione per il comparto previdenziale.

Riforma pensioni, Proietti specifica: quali costi? la Commissione è gratuita

Salvatore commentando la soddisfazione di Domenico Proietti per le due Commissioni istituzionali, quella sulla separazione tra previdenza ed assistenza e quella, appunto, sull’individuazione dei lavori gravosi, aveva scritto, piuttosto ‘infastidito’: “Tipico dei politicanti: invece di risolvere un problema fanno una commissione che sarà pagata profumatamente, sarà formata da amici di amici e ovviamente non concluderà niente

Così Proietti ha tenuto a precisare: “Vorrei rispondere al signor Salvatore rassicurandolo che queste commissioni sono totalmente a titolo gratuito e non prevedono né indennità né rimborsi”. In seguito Il segretario confederale della Uil ha voluto rispondere alle domande che ritiene più che pertinenti di Tommaso e Mauro, che gli avevano chiesto lumi su quali mestieri si possono effettivamente definire gravosi e su quali parametri si baserà tale Commissione per farlo.

Riforma pensioni 2021, chi stabilisce se un mestiere è gravoso ed in base a cosa?

Questo in estrema sintesi quanto avevano richiesto i nostri due lettori: “Come si possono giudicare i lavori gravosi? Cosa determina la gravosità di un mestiere? E soprattutto quali sono i lavori che possono essere definiti con certezza ‘non gravosi’?

Così Proietti: “In merito alle giuste domande dei signori Tommaso e Mauro ritengo che non sia assolutamente semplice indentificare la gravosità, l’usura, la probabilità di essere esposti o meno a malattie professionali o infortuni, e, come giustamente sottolineato, un lavoro di ufficio può essere più usurante di altre tipologie di lavoro, non c’è un confine netto. Per questo crediamo che il ruolo di questa Commissione sia fondamentale per analizzare l’enorme mole di dati di cui lo Stato è in possesso, penso alle banche dati di Inps, Inail, Asl, etc., proprio per poter giungere ad una valutazione il più rispondente possibile alla realtà quotidiana di ogni categoria.

La Uil da sempre parte da un principio semplice, ma importantissimo: “non si può fare parti uguali tra diseguali”. Questo in previdenza si traduce con una maggiore flessibilità che riconosca le differenze oggettive, come quelle derivanti dalla mansione svolta, ed anche quelle soggettive, come le condizioni di salute o familiari dei lavoratori, per creare un accesso alla pensione che rispetti questo principio”.

Ringraziamo di cuore Domenico Proietti per il tempo dedicato a noi ed ai nostri lettori, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere, anche solo parte delle specifiche fornite dal Segretario confederale della Uil, che essendo un’esclusiva per il sito, è tenuto a citare la fonte.

Siete soddisfatti delle delucidazioni aggiuntive che vi sono state fornite o avete ulteriori dubbi al riguardo?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

21 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime news oggi: Proietti risponde ai lettori sui lavori gravosi

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    29 Novembre 2020 in 22:26
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    Dottoressa Venditti sempre grato e riconoscente per il suo prodigarsi e per la costanza con cui ci offre questo servizio: questo mi sembra il minimo riconoscimento nei suoi confronti, sempre pronta con professionalità ad ospitare spunti, interventi e opinioni su un tema che ci sta veramente a cuore.
    La mia perplessità disincantata ormai (in altri tempi mi sarei veramente inc….to) deriva dalle risposte o interventi che discendono dai Suoi interlocutori (sindacalisti, ex ministri, consulenti o ex sindacalisti adesso consulenti/esperti di previdenza). Nessuno di costoro ha il coraggio di dire quella che è l’unica verità (e qui il Covid non c’entra nulla): stanno arrivando a termine i nati dal ’60 (io tra questi) in poi ed è la valanga a cui non si può porre argine! Non hanno l’onestà, si nascondono dietro discorsi fumosi che teoricamente lascerebbero aperte (?) tutte le soluzioni ma che in realtà coprono progetti molto più terra terra di ritorno completo alla Fornero (intesa come legge). Nessuno di costoro ha il coraggio di affermare papale papale che per queste generazioni c’è poco da sperare in una quiescenza decente sia come età sia come decenza economica. Dobbiamo tirare le cuoia al lavoro (anche se vecchi e neanche utili ai nostri datori di lavoro privati o pubblici che siano che ci manderebbero via anche ieri, a patto però di non assumere nuove leve se non da precari): il vero e inconfessabile obiettivo è che “allunghiamo le zampette prima”. Non lo possono dire capisco, ma la realtà di tanto fumo porta solamente a ciò. E’ un gioco talmente scoperto ormai che fa ridere sentir parlare di nuove istituende commissioni per decidere che poi? Separare la previdenza dall’assistenza, o catalogare quali sono i lavori gravosi, o se il lavoro “aggiuntivo” di cura in famiglia che accompagna il “vero” lavoro è meritevole di attenzione? Servono commissioni per tutto ciò?) Lo chieda -se è possibile avere una risposta- a Proietti, Ghisleri, Damiano, Cazzola, Marino o al “mitico” Dott. Perfetto dal quale ancora aspetto una risposta ad un quesito formulato tempo fa in maniera molto decorosa e non aggressiva (non è nelle mie corde cercare un dialogo insultando).
    Come già detto altre volte per me (nato nel 60 e già con 39 anni di servizio) non aspetto nulla, spero almeno che si mettano una mano sulla coscienza e pongano fine allo sconcio degli esodati ancora rimasti scoperti, che riconoscano i lavori di cura che riguardano quasi sempre il gentil sesso, e sempre per il gentil sesso che venga migliorata la cosiddetta “opzione donna” troppo onerosa per coloro che magari “costrette” vogliono accedervi.
    Sono rassegnato e non chiedo nulla (se non di continuare a vivere), ma confesso che ricevere una risposta senza infingimenti dai personaggi sopra citati non mi dispiacerebbe visto che sono sempre pronti a dare loro pareri, pensieri e suggerimenti sul tema. Anche perchè mi chiedo: che senso ha continuare con questo teatrino? Siamo adulti no? Anzi anziani, o meglio vecchi: ok non dobbiamo rompere le scatole, ma almeno diteci la verità che non avete il coraggio di rivelare. Basta con le prese in giro, almeno quest’onta risparmiatecela
    Buona serata a tutti e grazie ancora cortese Erica

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    • Erica Venditti
      1 Dicembre 2020 in 15:51
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      Antonio non lo vedeva solo perché era ancora in moderazione, grazie anche per l’email. A presto.

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    28 Novembre 2020 in 18:59
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    Politici e sindacalisti servono? Non credo una massa di scalda sedie inetti .

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    28 Novembre 2020 in 18:56
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    Ai futuri pensionati posso solo dire :non dimenticate mai il 2011 questi sindacati cosa hanno fatto non servono i lavoratori ma loro stessi.

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    28 Novembre 2020 in 9:24
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    Mi chiedo perchè, a 62 anni, una persona non possa andare in pensione a godere i pochi anni di vita che gli restano, accettando una pensione commisurata ai contributi (non alle retribuzioni) versati e magari penalizzata del 2 percento annuo, in modo da non pesare su inps e future generazioni, così che si liberino posti di lavoro a spese (ma su volontà) del pensionante…….troppo intelligente!!!!

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      27 Dicembre 2020 in 9:09
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      Industria di vernici e solventi dove c’è il rischio di saltare per aria perché non è lavoro gravoso. Non facciamo biscotti.

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    27 Novembre 2020 in 14:12
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    Un’altro che scalda la sedia e percepisce uno stipendio gente così non serve i lavoratori Italiani vogliono risposte e fatti se non sono capaci di darle vadino a casa.

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    27 Novembre 2020 in 11:14
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    Sono autoriparatore, iniziato a lavorare a 15 anni, al freddo, sotto la pioggia , per strada e nei campi a riparare i mezzi, anche di notte , servizio con carroatrezzi, smontare e rimontare parti di autocarri coricato per terra in ogni condizione, sforzi e posizioni di lavoro incredibili, e potri andare avanti per ore…La schiena e’ andata, ormai il dolore e’ perenne, le giunture pure, i dolori agli arti che non ti mollano piu’ se non in due mesi caldi all’anno, cosa dovrebbe essere piu’ usurante di tutto questo’

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    26 Novembre 2020 in 21:46
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    Non c é nulla da fare..!! Sono idraulico,mi si staccano i muscoli dai tendini…..!!!! Mettono usurante chi fa i biglietti sul treno ,!! 38 anni di contributi per chi fa alcuni tipi di lavoro tutto il giorno sono logoranti ne vero senso della parola !!
    Politici Massa di Inetti….
    38,39,40,41,42,43 anni ?? Vedo Ragazzi al Mattino che portano fuori il Cagnolino dei Genitori che vanno al lavoro …..Politici Massa di Inetti

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    26 Novembre 2020 in 21:13
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    Buonasera, quasi 44 anni di contributi, per raggiungere i requisiti per la pensione mi sembrano molti.
    Premetto, sono una guardia giurata da 35 anni, pertanto svolgo turni di lavoro assai logoranti ; sempre sulla strada per non citare tutte le domeniche e festività in servizio e rischi annessi della vigilanza armata.
    Penso che, anche questo tipo di lavoro possa rientrare nei lavori gravosi, 40 anni sarebbero più che sufficienti.

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    26 Novembre 2020 in 16:54
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    Ringrazio il dott. Proietti per la precisazione: mi conforta sapere che la “commissione” (che sarà comunque inutile) non comporta gettoni di presenza ai partecipanti.
    L’errore di fondo, come ho già affermato tante altre volte, è il voler fare delle liste che differenzino i lavori fra gravosi e meno gravosi, usuranti e non usuranti, etc…
    E’ il classico pannicello caldo che non cura la malattia e da poco sollievo ai pazienti. Sgombriamo il campo dagli equivoci:

    TUTTI I LAVORI SONO GRAVOSI DOPO 40 ANNI!

    Non mi pare così difficile capirlo.
    Fare liste distinguendo questo sì e quell’altro no è un lavoro inutile che finisce per scontentare tutti. Ad esempio fra i lavori gravosi c’è quello dell’infermiere, ma un attimo: mica tutti gli infermieri, solo quelli che hanno fatto x notti all’anno (non vorrei sbagliare ma mi sembra che siano 72) negli ultimi 5 anni… e via di amenità di questa fattura. Così il politico/sindacalista tira consensi: -“avete visto che abbiamo messo gli infermieri fra i lavori usuranti?” (e magari così dicendo allunga la tessera del sindacato da rinnovare) e quando il disgraziato va a farsi il conteggio scopre che gli manca una notte e la sua presunta gravosità se ne va su per il camino!

    Basta calcoli complicati, paletti, distinguo, parametri, percentuali,…. Basta, la gente è stufa, non lo capite?

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      29 Novembre 2020 in 13:58
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      Sottoscrivo ogni singola parola sig. Salvatore. Lei ha perfettamente ragione, è inutile sprecare tempo con commissioni, liste e listini, qualsiasi lavoro dopo 40 anni è più che usurante. Adesso è veramente ora di finirla con tutte queste proposte indecenti, ci vogliono i fatti che ormai tutti i lavoratori si aspettano, ovvero dopo 40 anni di contributi si deve poter accedere alla meritata pensione indipendentemente dall’età anagrafica oppure dopo i 60 anni di età chi vuole può anche continuare a lavorare però chi non vuole deve poter accedere alla quiescenza.

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    26 Novembre 2020 in 16:27
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    Vorrei chiedere perché quando si tratta di mantenere lo stato italiano (tasse)non esiste discriminazione legato a età e lavoro mentre per andare in pensione vengono trovati molte scuse( lavori gravosi età a 62 anni ) 41 di contributi e pendolare ( 5 ore se tutto va bene) saluti Luciano

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    26 Novembre 2020 in 15:57
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    Dove siete, e in che mondo vivete? chiedo… coloro.., ai quali, in età avanzata, (anni 53), capita incidente sulla strada, che si traduce in 58 punti di invalidità permanente, con 36 anni di contributi effettivi…., quale lavoro non diventa gravoso……….., e quale diritto… , se non quello di lavorare a testa bassa……., dove…., è la tutela per la salute dei lavoratori??? perchè a nessuno viene l’idea di comprendere nella cerchia, anche questi disgraziati?

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    26 Novembre 2020 in 15:44
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    Forse i chiarimenti che ci aspettiamo sono altri:
    il fatto che si discuta sull’uscita dal lavoro anticipata per i gravosi è un dato condivisibile .
    Il problema è che non salti fuori che per i non gravosi ci sia la mazzata di trovarsi la scelta fissa magari a 64 anni se non addirittura a 67.
    Se per i gravosi si discuterà di uscite anche prima dei 60 anni , in base a punteggi, mi sembra giusto, ma che non si scarichi poi tutti i maledetti conti su quelli che non rientreranno in quelle fasce.
    Credo che i 41 o i 62 di età, contenuti nei 14 punti del sindacato, devono essere il muro invalicabile PER TUTTI COME SCELTA.
    Incentivare poi chi vuole rimanere mi sembrerebbe una cosa ragionata.
    Incentivare NON obbligare.

    Non mi sembra una mostruosità quello che tutti scrivono ..dopo 41 anni di lavoro TUTTI i lavori sono gravosi.
    Il problema vero, e cito solo il primo esempio che mi viene agli occhi, è continuare a far lavorare , addirittura per altri 7 anni, su un ponteggio con attrezzi da cantiere, carichi e condizioni ambientali avverse un lavoratore di 60 anni di età !

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    26 Novembre 2020 in 15:11
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    Forse l’unica soluzione, come sottolineato dalla UIL, è “maggiore flessibilità che riconosca le differenze oggettive, come quelle derivanti dalla mansione svolta, ed anche quelle soggettive”.
    Si tratta di un principio generale già applicato dalla maggior parte dei paesi, esclusa l’Italia.
    I vari tentativi di agevolare un anticipo della pensione fuori da uno schema generale non vanno purtroppo a buon fine.
    Come per esempio il tentativo, miseramente fallito, di estendere l’APE Sociale ai soggetti fragili.
    Anche l’estensione dell’APE Sociale ai disoccupati senza NASpI, già inserita nella bozza di manovra è stata prontamente cancellata dal testo inviato alle Camere.
    Purtroppo i sindacati sono usciti dagli incontri con il Governo praricamente a mani vuote.
    Non resta che aspettare, con grande pessimismo, la riforma generale dell’anno prossimo.
    In questi giorni non si parla d’altro che di ristori e contributi per tutti ed è frustrante dover prendere atto che gli anziani sono considerati merce da rottamare, come se la vita delle persone fosse un processo produttivo nel quale gli asset obsoleti vanno accantonati in attesa che siano eliminati prima possibile. Questa dovrebbe essere una riflessione anche per i giovani perché saranno gli anziani di domani. Che tristezza una società così.

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      26 Novembre 2020 in 16:56
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      Tra 3 giorni inizio il mio 42esimo anno di lavoro e contributi. Purtroppo ho solo 60 anni, senti che mi tocca dire..
      Uniti ai 17 mesi a nero fatti da giovane , durante le vacanze scolastiche, potrei già essere quasi all’anticipata Fornero.
      E ormai da mesi prego e scrivo che almeno quella resti in vigore. Tanto la speranza se ne è andata…
      Metteteci 2 anni a definire i gravosi e una briciola di abbassamento per l’anticipata, quando interesserà sempre meno persone…
      Fateci arrivare a 43 di lavoro o a 67 di età in modo che tutti i quota 100 ridano di noi sfigati che paghiamo loro la pensione (e a tutti gli altri
      Privilegiati)…
      Ma quale flessibilità, ma quale ricambio generazionale…noi al lavoro ci moriamo e quelli dopo moriranno senza lavoro e senza pensione.
      Se siamo in emergenza, se siamo in guerra, il registro deve cambiare per tutti…che me ne faccio del monopattino, meglio la sedia a rotelle per gli ultimi anni di lavoro.
      Continuate a temporeggiare, qualcosa prima o poi salta. La rabbia cresce…

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    26 Novembre 2020 in 15:00
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    Caro sig. Proietti, grazie per la sua risposta e cmq, come dice lei non è facile definire lavori gravosi o non gravosi anzi penso che sia impossibile, come lei ben sa (non mi dica che non lo sa) ci sono tantissimi lavori che alla luce del giorno non sono gravosi ma che lo diventano perchè costretti a mansioni non dovute. Per questo dico partiamo da quota 41 (un tempo erano 35 poi 40) che sono già tanti anni e da li poi scendiamo per i lavori più gravosi a prescindere dall’età. Non come quota 100 che è stata una delle leggi più ingiuste mai emesse perchè come diceva qualcun’altro che ha 61 anni di età e 41 di contributi e non può andare in pensione mentre uno con 62 anni di età e 38 di contributi ci può andare.

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        28 Novembre 2020 in 19:13
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        Ma non si vegognano a farsi vedere sempre in tv parlano parlano ma niente concludono hanno proprio rotto perchè sopportarli a forza?

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    26 Novembre 2020 in 14:27
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    Mah…..? Qualsiasi lavoro dopo 40 anni è gravoso, le catene esistono per tutti….basta per favore….una commissione per definire se un lavoro è gravoso? Vergogna…..non dico altro.

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