Riforma Pensioni ultime notizie: addio a quota 100 a fine 2020?

Oggi 14 febbraio 2020 arrivano nuove ed importanti dichiarazioni da parte del MEF sull’ipotesi di una nuova riforma delle pensioni, che prenda il via al termine della sperimentazione di quota 100. Il Sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta ha parlato durante la presentazione del settimo rapporto sul bilancio del Sistema Previdenziale Italiano, spiegando che le risorse destinate a quota 100, una volta terminata, potranno esser spostate per la nuova riforma. Quindi o si aspetta il 2022 o si anticipa la fine della quota 100, magari a fine anno.

Ultime notizie Pensioni: il segretario Baretta su stop a quota 100 e nuova riforma nel 2020

Come spiega la Repubblica ” La riforma della previdenza alla quale sta lavorando il Governo e sulla quale è partito il confronto con il sindacato potrebbe entrare in vigore solo nel 2022, a meno che non si decida l’anticipo della fine della sperimentazione di Quota 100 al termine di quest’anno. In pratica l’entrata in vigore delle nuove misure dovrebbe essere simultanea all’interruzione della possibilità di uscita con 62 anni di età e 38 di contributi“. Queste ipotesi trovano conferma proprio nelle parole di Pierpaolo Baretta che ha dichiarato:

” Il tema è la simultaneità per evitare che si creino dei buchi all’interno del bilancio pubblico. Per questo motivo, tutto quello che viene dalla lotta all’evasione deve andare alla riforma dell’Irpef e tutto quello che viene da quota 100 deve andare alla riforma previdenziale“. Il sottosegretario all’economia aggiunge poi: ” Io non escludo di anticipare la conclusione di Quota 100. La partenza della nuova riforma deve essere simultanea”.

Riforma Pensioni e quota 100, ultime novità dai Sindacati

A quanto pare quindi da quanto esprime il MEF, il Governo non ha intenzione di mettere sul tema risorse superiori a quelle già ingenti previste per Quota 100 e questo potrebbe esser un problema. I sindacati tornato all’attacco, queste le loro parole: “Occorre che gli incontri – dice il segretario confederale Uil Domenico Proietti – portino a definire una flessibilità in uscita più diffusa intorno ai 62 anni per rispondere alle esigenze delle diverse tipologie di lavoro”. Così Ghiselli della CGIL: “Apprezziamo che si riconosca il tema della flessibilità in uscita ma confermiamo la nostra contrarietà ad anticipare la fine della sperimentazione di Quota 100 e al ricalcolo contributivo.

Infine in una nota sul sito ufficiale CISL, il Segretario confederale Ignazio Ganga dichiara: “In materia previdenziale il Governo conosce le proposte del sindacato che sono state ampiamente illustrate nei 4 incontri già avvenuti. Quota 100 non è stato un privilegio ma ha rappresentato una opportunità importante che non va messa in discussione prima della sua scadenza naturale. Ora si tratta di strutturare una misura stabile che guardi al futuro evitando di perpetrare ulteriori ingiustizie su coloro i quali hanno sopportato le precedenti riforme pensionistiche. Proprio perché da quota 100 si sono generati risparmi sarebbe importante capire dal Governo come il recente risparmio previdenziale potrà essere indirizzato nel negoziato appena aperto”.

Voi cosa ne pensate di questa situazione? Qual è la soluzione che il Governo dovrebbe adottare? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e ricordatevi di tornare a trovarci ogni giorno sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook per esser sempre aggiornati con tutte le ultime novità sulle pensioni!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

15 pensieri riguardo “Riforma Pensioni ultime notizie: addio a quota 100 a fine 2020?

  • Avatar
    17 Febbraio 2020 in 10:52
    Permalink

    Da fare subito: dare a tutti la possibilità di aderire alla “pace contributiva” che permette di coprire con versamenti volontari eventuali buchi contributivi dovuti a mancati versamenti. Dico a tutti perché a quanto ho capito ad oggi è possibile farlo solo per i periodi dal 1996 in poi.
    Poi, come succede in Francia, si potrebbe attuare che ogni periodo di 50 giorni di disoccupazione venga trattato come un trimestre assicurativo: https://www.service-public.fr/particuliers/vosdroits/F31249
    Non credo che da noi esista una simile possibilità….
    Indispensabile è mettere un plafond sulle rendite pensionistiche (certamente considerando l’attività svolta, le responsabilità e il ruolo ricoperto) in modo tale che l’assegno erogato non superi un tetto massimo (5.000 euro?), come del resto avviene in altri paesi (vedi Francia e Usa). Così facendo l’istituto della previdenza sociale tornerebbe ad avere la sua autentica funzione, che non è quella di arricchire, ma di garantire una dignitosa pensione a tutti.
    Poi lavorare seriamente sul recupero dell’evasione fiscale.
    Infine, tutto quanto riguarda l’assistenza deve far riferimento a una fiscalità altra e riguardare dunque tutti gli italiani. Già con questi accorgimenti le cose migliorerebbero sia per gli attuali pensionandi che per i giovani, e sarebbe poi più semplice rivedere la riforma delle pensioni in modo più equo per tutti.
    Le due misure, finestra 41 e quota 100 (senza paletti e senza penalizzazioni), dovranno essere contemporaneamente in vigore. Adottarne solo una significherebbe rendere parziale e iniqua la riforma perché non consentirebbe un equo accesso alla pensione a tutta la platea dei lavoratori, dato le svariate variabili lavorative.

    Rispondi
  • Avatar
    16 Febbraio 2020 in 14:12
    Permalink

    Baretta ti ci metti anche tu?
    X quota 100 c è una legge …….non un articolo su un giornale di sport.
    Abbiamo pianificato le nostre vite……ma politici……capite cosa significa…..?
    Non si può fare una legge con scadenza 3 anni e cambiarla dopo una o due?
    Sistemate i precoci che hanno tutti i diritti di andare in pensione …..e lasciate andare in scadenza naturale la quota 100.
    Dividete previdenza ed assistenza.
    La nostra spesa pensionistica previdenziale è di gran lunga inferiore a quelle degli altri stati europei
    Per l assistenza …come fanno in europa .. ….prendete i fi di dalla fiscalità generale…….non dai fondi dei pensionati

    Rispondi
  • Avatar
    16 Febbraio 2020 in 0:45
    Permalink

    Condivido pienamente quanto scritto dalle molte persone sotto che quota 100 gia’ legge alla quale le persone hanno fatto affidamento deve andare avanti e così come è fino alla fine della sperimentazione 2021 compreso (voglio vedere chi ha il coraggio di cambiare le cose, si pensi piuttosto a fermare i vitalizi e chi vuole ripristinarli, persone che hanno lavorato anche una sola settimana e avrebbero il vitalizio e persone che hanno lavorato duramente una vita fanno fatica a prendere 1000 euro al mese di pensione, una vera vergogna! ) come assicurato dai sindacati, come previsto e come dichiarato e assicurato dal Ministero del lavoro ( Question time) e dal Min. Gualtieri il giorno 13 febbraio 2020. Quota 100 già legge alla quale si è fatto affidamento non si tocca e rimane così come è fino al 2021 compreso come previsto!

    Rispondi
  • Avatar
    15 Febbraio 2020 in 16:47
    Permalink

    ho 61 anni e tra circa un anno e qualche mese dovrei andare in pensione con quasi 40 anni di contributi.
    40 anni di cui 38 a turni, 12 in fabbrica e 26 come infermiere. non ne posso più. Per me se tolgono quota 100 sarebbe una vera e propria beffa. Non voglio credere che dopo quasi 40 anni di lavoro di cui molti come infermiere a turni, dipendente statale, questo stesso stato me la rinneghi, considerando anche che ho sempre fatto il mio dovere, facendo pochissima malattia ( un paio di mesi in quasi 30 anni di lavoro)
    Non so più cosa pensare. Mi sembra di sperare in una specie di lotteria. Non sono cose da un paese serio e democratico.

    Rispondi
  • Avatar
    15 Febbraio 2020 in 13:54
    Permalink

    Bisogna dare atto che la tanto criticata e osteggiata quota 100 ha obbligato i politici tutti a trovare dal 2022 in altra soluzione per le pensioni anticipate .
    Se non ci fosse stata quota 100 avrebbero fatto finta di niente e staremmo ancora solo con la Fornero .
    Questa è realtà .

    Rispondi
  • Avatar
    15 Febbraio 2020 in 11:42
    Permalink

    io credo che la prima cosa da decidere è l età minima in uscita e quella max ovviamente e logico che in uscita max si ha diritto a un indennizzo più alto fermo restante la possibilità di andare in pensione a l’età minima con una percentuale minore credo personalmente un età da 63 a 66 con almeno 30 anni di contributi chi non è riuscito per vari motivi ad arrivare a 30 percepirà ovviamente un ulteriore taglio mi sembra corretto verso tutti

    Rispondi
  • Avatar
    15 Febbraio 2020 in 8:03
    Permalink

    Condivido pienamente quello che ha appena scritto Salvatore e aggiungo che al governo c’è una massa di b******I…..SONO UNA ESODATA E ASPETTO IL 2021 PER FARE LA DOMANDA PER QUOTA 100

    Rispondi
  • Avatar
    14 Febbraio 2020 in 19:21
    Permalink

    Penso che possa essere utile comunque avere una flessibilità in uscita a 62 anni con contributi minimi di 20 anni. Poi, toccherà ala lavoratore, deciderne la convenienza anche in base ad una eventuale penalizzazione (trattandosi cmq di una pensione anticipata). Per quota 100, visto i risparmi, si dedurrebbe che non è stata una misura estremamente apprezzata.

    Rispondi
  • Avatar
    14 Febbraio 2020 in 18:14
    Permalink

    Se il governo anticipasse il termine di quota 100 al 2020 quanto risparmierebbe? Secondo me nulla, come hanno detto illustri economisti! Molti lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni e più di contributi e sono in attesa del compimento dei 62 anni, vogliono fare posto ai giovani lavoratori! Non è colpa dei lavoratori se non c’è stato, in questo anno, il ricambio generazionale! Basta illudere i lavoratori per poi cambiare legge ogni anno e ogni legislatura! Basta con la prof. Fornero, non la vogliamo sentire più a dire sempre le stesse cazzate!

    Rispondi
  • Avatar
    14 Febbraio 2020 in 14:31
    Permalink

    la quota 100 è una norma a regime e pertanto deve quanto meno arrivare al capolinea, poi si potrebbe confermare, abolire o migliorare, per quanto concerne la riforma strutturale basta con le chiacchiere da Bar, qui bisogna salvaguardare quelle persone che hanno perso il lavoro ed avendo un ‘età sui 60 dovrebbero poter usufruire della pensione in base ai contributi versati fermo restando che al raggiungimento dell’età pensionabile venga rifatto il calcolo complessivo

    Rispondi
  • Pingback: Pensioni 2020, ultimi aggiornamenti su quota 41, Cosentino in piazza al loro fianco | Pensioni per tutti

  • Avatar
    14 Febbraio 2020 in 14:10
    Permalink

    Sarebbe veramente una beffa assurda bloccare quota 100 prima della scadenza. Quota 100 deve concludere il suo percorso e cioè eventualmente chiudersi a dicembre 2021. Naturalmente per il 2022 dovrà essere pronta una nuova riforma rispettosa della dignità dei lavoratori

    Rispondi
  • Avatar
    14 Febbraio 2020 in 13:26
    Permalink

    Un governo x che prende impegni con gli italiani…… li deve rispettare !!!
    Se la sperimentazione di quota 100 scade il 31 dicembre 2021, è giusto rispettare quei cittadini che hanno già pianificato la loro vita futura, cioè andando in pensione in un prossimo futuro.

    Rispondi
    • Avatar
      15 Febbraio 2020 in 9:06
      Permalink

      ben detto il nostro governo deve rispettare quelle persone che hanno gia’ pianificato l’uscita dal lavoro
      entro il 31/12/2021 e poi dal 2022 cancellare la legge Fornero e varare nuove uscite dal lavoro.Non si puo’ sentire ogni giorno qualcuno tipo Renzi (che gia’ nel precedente governo ci ha distrutti) che vogliono abolirla non rispettando persone che hanno lavorato per oltre 40 anni.Facciano le persone serie e rispettino gli italiani che lavorano .

      Rispondi
  • Avatar
    14 Febbraio 2020 in 11:06
    Permalink

    Credo che siano sparate alla “viva il parroco”, come si diceva sui campetti di calcio quando si mandava la palla il più lontano possibile senza preoccuparsi di dove fosse diretta.
    Voglio proprio vedere questo governo a cancellare Quota 100 a fine 2020!
    La verità è che questo governo non durerà di certo ancora molto: sarà difficile che festeggi la Pasqua, secondo me… Poi è tutta una incognita. Quello che è certo è che il Mattarella di turno farà carte false per non sciogliere le Camere perché o sa bene quale sarebbe lo scenario post voto.

    Comunque inquietante che rappresentanti istituzionali parlino a ruota libera senza valutare il peso delle parole che escono dalla loro bocca.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *