Riforma pensioni, ultime novità: il Coronavirus detta al Governo nuove priorità?

Non ha dubbi Claudio Maria Perfetto, ormai noto ai nostri lettori, il Coronavirus, l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando, sta dettando e detterà le nuove priorità, a farne le spese? Le famiglie, le imprese e senza dubbio il capitolo pensioni. Poco si può fare di fronte a tale evento esogeno imprevisto, il Governo dalla sua, dice Perfetto, sta già pensando a delle misure per far fronte, attraverso lo stanziamento da 7.5 a 25 miliardi, a tale emergenza.

Molti gli interventi previsti, taluni anche concreti, per lavoratori dipendenti, stagionali ed autonomi che in queste ore sono allo studio, il capitolo pensioni é dunque morto e sepolto si domandano in tanti? Forse non del tutto, ma certamente questo non é più la priorità del Governo, ora a dettare le regole é questo virus che ha sconvolto in poco tempo le vite di tutti.

Vi ripresentiamo la disamina che il Dott. Perfetto ha scritto nel suo ultimo articolo pubblicato ieri per il quotidiano web nazionale ‘Il valore Italiano’, ne riporteremo buona parte perché come sempre reputiamo degne di nota le osservazioni che pone l’autore del libro l‘Economista in camice , edito da Aracne. Uno spunto di riflessione, condivisibile o meno, da cui partire in una visione aperta al confronto.

Riforma pensioni e lavoro: il Coronavirus stravolge le priorità

Con una domanda particolare inizia il suo eleborato Perfetto, a dimostrazione di come i fatti possano essere letti anche guardando al passato, quando si ha una cultura ampia che non é limitata all’oggi: “Come è possibile che nessuno si sia accorto che stava arrivandoci addosso questa crisi spaventosa?”, è la domanda che la regina Elisabetta II d’Inghilterra rivolse agli economisti della prestigiosa London School of Economics nel novembre del 2008 quando ci fu la crisi finanziaria che coinvolse il mondo intero.

La stessa domanda potrebbe essere rivolta oggi, nel 2020, agli economisti italiani a fronte della crisi economica indotta dal coronavirus. Questa volta non si tratta di una crisi finanziaria (le banche dispongono di liquidità che hanno tutto l’interesse di immettere nel sistema), ma si tratta di una crisi che riguarda l’economia reale, quella fondata sul lavoro e sulla produzione (il lavoro si riduce e le imprese riducono la produzione. Anche i servizi sono “produzione”, in quanto è il cliente che “produce” il servizio, e senza clienti-produttori l’impresa-ristorante o l’impresa-albergo o l’impresa-taxi non producono servizi).

Poi prosegue: “Ma il punto, ora, non è dare una risposta alla domanda della regina, né rifare il processo agli economisti che fu fatto nel 2008. Il punto è dare supporto immediato e concreto alle famiglie e alle imprese”

Pensioni, lavoro, consumi: Il coronavirus mette tutti in ginocchio

Qui Perfetto affronta con oggettività quanto in questi gioni sta emergendo su social, l’ansia e la preoccupazione dei cittadini non sono solo rivolte a come sconfiggere a livello sanitario il Covid-19, ma anche a come fronteggiare gli effetti della crisi economica che verrà prodotta, famiglie e imprese sono in ginocchio e chiedono aiuto al Governo. Quei nonni che dovrebbero essere meno esposti al virus, data la loro maggiore fragilità, sono invece eroi in ‘prima linea’ per aiutare come sempre un welfare assente e fare da baby sitter, i genitori lavorano ancora in uffico o sono a casa ma in smartworking, dunque non possono guardare i bambini, che a casa da scuola necessitano, invece, di cure. Quelle cure che senza il supporto dei nonni sarebbe impensabile poter dare. Così ‘l’economista in camice’ con la solita lucidità afferma: “Il problema che le famiglie hanno è la mancanza di liquidità di denaro: c’è chi andrà in cassa integrazione ed ha il mutuo da pagare, e c’è chi deve andare al lavoro e dovrà pagare una baby sitter per gestire i bambini che rimangono a casa perché le scuole sono chiuse

Poi vi sono gli autonomi che accuseranno un duro colpo non avendo nemmeno la cassa integrazione o altre tutele, molti di questi sono costretti a chiudere i propri esercizi. Ed allora il Governo cosa deve fare? “Anche le imprese hanno il problema della mancanza di liquidità di denaro: hanno scadenze fiscali come pagamenti Iva e contributi, devono pagare i loro fornitori che a loro volta devono pagare aziende che sono loro fornitrici. Per far fronte al problema della liquidità di famiglie e imprese il governo ha varato alcune importati misure. Tra queste vi sono il voucher babysitter di 600 euro e un fondo da 500 milioni per l’integrazione salariale a favore di micro-imprese da 1 a 15 dipendenti”. Potrebbero esistere altre forme per fare arrivare liquidirà alle famiglie in ginocchio? Perfetto dalla sua ritiene che una soluzione vi sarebbe, eccola:

Pensioni in standby, così il Coronavirus cambia le priorità del Governo

Oltre a ricorrere alle banche per fare arrivare liquidità alle famiglie e alle imprese, suggeriamo al governo di attuare anche misure sulle quali si parla già da tempo (questa è l’occasione buona per farlo). Potrebbe, innanzitutto, cominciare col soccorrere le piccole e medie imprese compensando i pagamenti che queste devono allo Stato con i crediti che esse aspettano di incassare dalla Pubblica Amministrazione. Potrebbe consentire alle imprese di poter utilizzare i crediti che vantano nei confronti dello Stato come se fossero titoli di pagamento, cedendoli ai propri fornitori per saldare un debito commerciale (in tal modo si estinguerebbero crediti e debiti facendo circolare moneta senza utilizzare, di fatto, la moneta).

Poi conclude ricordando quanto già fatto dal Govero: “Il governo ha aumentato da 7,5 a 25 miliardi lo stanziamento per far fronte all’emergenza coronavirus e la strategia che intende adottare prevede, tra altri importanti interventi, la sospensione dei versamenti dei contributi per lavoratori stagionali e autonomi. Certamente ciò non gioverà alle pensioni, sia per quelle correnti che per quelle future. Ma queste, ci piaccia o no, sono le nuove priorità dettate da coronavirus”. Cosa ne pensate delle osservazioni del Dott. Perfetto , le condividete?

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

24 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime novità: il Coronavirus detta al Governo nuove priorità?

  • Pingback: Riforma pensioni 2020, Ghiselli: no condoni fiscali e blocco quota 100, ma nuove misure | Pensioni per tutti

  • Pingback: Riforma pensioni 2020, ultime novità: no stop quota 100 ma soluzione alternativa | Pensioni per tutti

  • Pingback: Riforma pensioni, ultime: post Coronavirus quota 41 per tutti o uscita in base all'età? | Pensioni per tutti

  • Pingback: Pensioni e Coronavirus, ultime notizie: riforma in quarantena? L'intervista a Damiano | Pensioni per tutti

  • Pingback: Pensioni 2020, le ultimissime novità da Furlan e da Delasa | Pensioni per tutti

  • Avatar
    17 Marzo 2020 in 11:50
    Permalink

    Eh….benedetto congiuntivo……

    Rispondi
    • Avatar
      18 Marzo 2020 in 12:54
      Permalink

      Ha ragione, mi ha contagiato ……..Di Maio. Un cordiale saluto.

      Rispondi
  • Pingback: Riforma Pensioni ultime oggi 17 marzo, i commenti su quota 100 e quota 41 | Pensioni per tutti

  • Pingback: Riforma Pensioni 2020 novità oggi 16 marzo su Opzione Donna | Pensioni per tutti

  • Avatar
    15 Marzo 2020 in 19:18
    Permalink

    Franco Giuseppe, nato il 1 Gennaio 1960!

    Rispondi
    • Avatar
      15 Marzo 2020 in 23:58
      Permalink

      Sig. Francesco (alias Franco Giuseppe), lei compirà 62 anni esattamente il 1 gennaio 2022. Per un solo giorno non rientrerà nella Quota 100.
      Alzo la mano per un quarto, perché credo che nel 2022 al 75% non si possa ripetere una norma tanto vantaggiosa come Quota 100. Per il restante 25% penso invece che si possa ripetere.
      Hanno detto che saranno assunte 20000 persone in campo sanitario, e questo può anche essere visto come ricambio generazionale. Un ricambio generazionale simile potrebbe avvenire anche in altri settori. Chissà… Quota 100 potrebbe essere estesa oltre il 2021 proprio per favorire il ricambio generazionale al fine di ricostruire il tessuto sociale ed economico della nazione, puntando di più sul digitale, ora che molte aziende hanno sperimentato sul campo lo smart working.
      Per il resto, ritengo che Quota 100 debba essere mantenuta.

      Rispondi
      • Avatar
        16 Marzo 2020 in 14:28
        Permalink

        Gentile Sig. perfetto, non sono la stessa persona. Non c’è nessun alias. Sono disposto a inviarle mail con carta identità se il sig. Francesco farebbe altrettanto. O se la Sig. ra Erica sarebbe disposta a fare da tramite e da giudice.
        Per quanto riguarda l’alzata di mano ……..beh, un quarto è qualcosa ma sembra che il dubbio assalga anche Lei. Con rispetto.

        Rispondi
        • Avatar
          17 Marzo 2020 in 12:47
          Permalink

          Sig. Franco Giuseppe, la ringrazio per la sua precisazione.
          Mi basta la sua parola per credere alla sua identità.
          La mia incertezza sull’alzata di mano non riguarda il dubbio, ma la probabilità.
          Tutto dipenderà da come si vorrà ricostruire la nazione: se con la stessa forza lavoro di prima, o con un nuova forza lavoro attraverso il ricambio generazionale.

          Rispondi
    • Avatar
      16 Marzo 2020 in 9:44
      Permalink

      No, caro Francesco la data è sbagliata ma quello che voleva intendere è giusto. Se faceva un ragionamento più articolato, avrebbe escluso il mio nome, oppure lo avrebbe inserito insieme a quello di migliaia di lavoratori che hanno subito una grossa iniquità. Io non sono “il caso”, moltissimi sono nella stessa situazione. Allora, vediamo di spiegare bene quello che Lei voleva sottintendere: Chi è nato dopo il 1 gennaio del 1960 è ancora sotto il giogo della Fornero pur avendo già 40-41-42 anni di lavoro e relativi versamenti. Chi è nato prima di quella data, avrebbe quindi già l’età minima di 62 anni per rientrare nella quota 100. Quindi, anche per un solo giorno e forse anche per un solo minuto di differenza, dal momento della promulgazione della opzione chiamata quota 100, centinaia di migliaia di lavoratori sono costretti al regime della Fornero, legge ancora in vigore a tutti gli effetti. Risultato : Chi usufruisce della quota 100, ha la facoltà di scelta di risparmiarsi da 1 giorno fino a 5 anni di lavoro, chi è soggetto alla Fornero, NON ha nessuna facoltà di scelta ed è OBBLIGATO ad arrivare alla pensione di vecchiaia fissata a 67 anni e qualcosa, oppure ai 43, 1 anni di contribuzione.
      Come si sta discutendo su questo sito, non c’è alcuna certezza che alla fine della sperimentazione, questa possibilità di scelta sia consentita a TUTTI.
      Dio, quando ha distribuito l’invidia, si è dimenticato di me e lo stesso ha fatto con l’egoismo. Ha abbondato invece in giustizia ed equità.
      Spero che anche per Lei, queste due parole, non siano due parolacce.

      Rispondi
  • Avatar
    15 Marzo 2020 in 13:00
    Permalink

    Purtroppo se paghiamo milioni calciatori e’ la legge del mercato che guarda più il profitto che l”utilita’,di questo sono responsabile le nostre scelte individuali!

    Rispondi
  • Avatar
    14 Marzo 2020 in 17:47
    Permalink

    Le politiche liberiste (distruzione e privatizzazione del sistema sanitario, del sistema previdenziale/pensionistico, della scuola e università pubblica, dei diritti e tutele, libertà di movimento dei Capitali e delocalizzazioni, abbassamento delle tasse ai ricchi e paradisi fiscali) nascono negli anni ’90 in USA e Gran Bretagna con Reagan e Thacher. Queste politiche hanno provocato miseria, precarietà esistenziali di ventenni e sessantenni, barbarie e inquinamento. Oggi dopo la crisi del 2007/2008 e la crisi della pandemia da coronarovirus mostrano la natura barbarica è criminale di questa politica liberista. E’ ora di dire basta! Vogliamo una politica sociale, una economia sociale e umana: servizi sanitari pubblici, pensioni per i sessantenni, lavoro dignitoso per i giovani. Quota 100 è il primo passo, bisogna abolire la Fornero, abolire le leggi precarizzanti, eliminare l’azindalizzazione della sanità.

    Rispondi
    • Avatar
      14 Marzo 2020 in 19:30
      Permalink

      Sig.ra Fiorella, condivido tutte le 13 righe da lei scritte. Non cambierei una sola parola. E’ come se l’avessi scritto io stesso.

      Rispondi
    • Avatar
      15 Marzo 2020 in 11:23
      Permalink

      Bravissima, Sig.ra Fiorella, ottimo commento che condivido pienamente. Solo un appunto: Se quota 100 è il primo passo, per come è stata male formulata, per arrivare a un decimo di quello da Lei sperato, ci vorranno migliaia di anni.
      Per abolire la Fornero la quota 100 non serviva a nulla. E’ solo una norma temporanea, che ha bloccato per un triennio ogni discussione, per lasciare ad un futuro x ( quando? ) nuove decisioni, senza nemmeno sapere se ci saranno le condizioni economiche per nuove decisioni.
      Per eliminare la Fornero, si poteva lentamente abbassare PER TUTTI i requisiti di vecchiaia e sempre PER TUTTI abbassare lentamente i requisiti dei contributi.
      Quello che è certo è che quota 100 ha abbassato i requisiti A POCHI, poi, forse, semmai, vedremo, …….. speriamo in DIO o nella buona sorte. Ma dico io: Si può fare una legge alla spera in Dio ? Lei è molto ottimista e generosa a chiamare quota 100 il primo passo, io piuttosto lo chiamerei inciampo di uno Stato barcollante causa alcolismo. Ho già posto la domanda una volta e la richiedo ancora: “Alzi la mano chi crede davvero che nel 2022 e aggiungo, negli anni a seguire, si possa ripetere una norma tanto vantaggiosa come quota 100.” Ecco, vorrei proprio vederle in faccia queste persone, la loro espressione mi farebbe capire di più di mille loro commenti.

      Rispondi
  • Avatar
    14 Marzo 2020 in 16:58
    Permalink

    Ma per qualcuno il Coronavirus vale come la risposta naturale che risolve i gravi problemi strutturali della società occidentale avanzata – invecchiamento della popolazione, spesa pensionistica alla stelle, spesa sanitaria insostenibile – così proprio come la pensa Boris Johnson:
    “Sul piano politico e d’ immagine, la preparazione di questo grande paese, l’ ora più buia eccetera, consiste in un appello del primo ministro di Sua Maestà: abituatevi all’ idea che perderete prima del tempo alcuni dei vostri cari. Il che risuona come un sì alla “grande scrematura”, e si noti l’ accenno all’ anticipo dei tempi (vogliamo mica vivere tutti fino a ottanta o novant’ anni?). il consigliere Vallance dice che se il 60 per cento dei 69 milioni di britannici (si notino le percentuali merkeliane) si becca l’ influenza polmonitica, allora ci sarà l’ immunità di gregge e il problema sarà per lo più risolto. Quattro, cinquecentomila morti in questo quadro (chiaramente di anziani pensionati ed in compromesse condizioni fisiche) non sono un problema, doloroso dirlo, ma la soluzione.”
    E questi non hanno manco avuto la legge Fornero!

    Rispondi
  • Avatar
    14 Marzo 2020 in 16:40
    Permalink

    Piangiamo sempre sul latte versato.
    Se la tragedia del Coronavirus riuscisse a far comprendere alla gente quanto sia assurdo pagare milioni su milioni a quei quattro personaggi che la domenica allo stadio tirano quattro calci ad un pallone mentre la ricerca scientifica paga contratti precari di 1500 euro al mese forse del tutto inutile non sarà stata.

    Rispondi
  • Avatar
    14 Marzo 2020 in 12:40
    Permalink

    La crisi capitalistica, in questo caso accelerata dalla pandemia, certamente provocherà come quella del 2008 un’ondata di licenziamenti. Se continuano a mantenere la Fornero o peggio aboliscono Quota 100 non ci sarà ricambio nei luoghi di lavoro. Pensate che milioni di disoccupati possono essere mantenuti con il reddito di cittadinanza? Bisogna assolutamente un ricambio generazionale. La Fornero se prima era famigerata adesso è un crimine. Bisogna abolirla. Solo mandando i vecchi in pensione, a meno che non si vuole farli morire con i tagli al sistema sanitario, si liberano posti di lavoro. Va da sé che i disoccupati che non trovano lavoro vanno tutelati. Bisogna chiuderla con le politiche liberiste, ossia con la barbarie.

    Rispondi
  • Avatar
    14 Marzo 2020 in 7:40
    Permalink

    buongiorno
    io ho 60 anni e al 31/12/2020 ho i famosi 42 anni e 10 mesi il sindacato ( 2 mesi fa 9 mi ha già detto che
    con certezza sono conti esatti
    Lei crede che mi faranno lavorare questi contributi già fersati o faccio parte di quelli che la legge fino qui ha confermato ?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta e Le invio distinti saluti

    Fernando Negrisolo

    Rispondi
  • Avatar
    13 Marzo 2020 in 23:20
    Permalink

    Pur condividendo le perplessità che inducono il Dott. Perfetto a ritenere assai probabile una decisa sterzata degli obiettivi del governo, credo sia ancora prematuro trarre delle conclusioni. Non tanto perchè possano sussistere dubbi sulle difficoltà congiunturali del momento ma perchè non siamo ancora in grado di valutarne le dimensioni.

    Qui non si tratta solo di fare i conti in casa nostra. Siamo di fronte ad una pandemia ad arginare la quale non esiste uno straccio di azione coordinata, non dico mondiale ma nemmeno continentale, nemmeno a livello di vicinato. Per contro, dalle notizie che giungono dai nostri cari all’estero, emerge un quadro assolutamente desolante delle misure che altri paesi hanno adottoto o si prestano a deliberare. Forse è giunto anche il tempo di mettere in discussione i principi del liberismo che troppi, anche da noi, considerano e spendono come verità dogmatica.

    Le scellerate affermazioni di Trump sulla diffusione del virus negli USA (unico paese a contare più caduti che vivi in questa tragica guerra sanitaria) sono allucinanti e non meno lo sono le notizie che provengono dai paesi di area UE cosiddetti “virtuosi” (e le virgolette ci stanno tutte).

    Come se non bastasse, ci ha pensato Cristine Lagarde a creare il peggior crollo di borsa della storia. Un crollo gigantesco che, unitamente alle perdite dei giorni precedenti causate dall’emergenza sanitaria, ha abbattuto del 30-40-50% la capitalizzazione delle società del mondo intero, banche in testa.

    Che un simile disastro finanziario sia avvenuto per caso o per dabbedaggine, è difficile da credere. Le conseguenze ricadranno inesorabilmente sui paesi dell’Unione già maggiormente in difficoltà con i bilanci e peseranno molto più dei costi della sanità e degli effetti collaterali alla pandemia.

    Rispondi
  • Avatar
    13 Marzo 2020 in 21:01
    Permalink

    Buona sera,
    credo, sempre con con molta modestia, dobbiamo ancora capire le modalità e il perchè questo Virus è così aggressivo, così virulento, rispetto ai suoi simili? e perchè il paese parte con le restrizioni (quelle rigide) solo il 3 marzo, visto che “Covid” vagabondava per le vie delle nostre città, diciamo pure intorno al mese di ottobre? “Coronavirus, studio italiano all’Oms: epidemia da ottobre, contagi raddoppiati ogni 4 giorni”.
    Il lavoro firmato da scienziati della Statale di Milano.
    Certo oggi la priorità è salvare vite umane, questo è fuori discussione, ma da uomo comune, mi pongo non poche domande a cui non ci sono risposte, oggettive..da parte di nessuno.. Vedremo le Procure cosa riscontreranno. Attendiamo i loro risultati.
    Ritengo inoltre che di maghi Zurlì, Otelma, con relative ricette magiche, me abbiamo visti e continuano purtroppo, nella loro moltiplicazione.
    Molto più semplicemente, diciamo pure terra terra, se questi pseudo politici di ( ieri/oggi/domani) avessero fatto il loro dovere, in questi ultimi 40/50 anni non saremmo qui ad elemosinare a destra e manca, ormai con le pezze al? lascio a Voi il resto!
    Se tutti fossero stati onesti e corretti, mettiamoci pure accanto anche il popolo ( o almeno una parte), contribuendo anche loro, all’assalto quotidiano del fortino Italia.
    Saremmo certamente il paese più ricco del mondo, ma questa è un altra storia! Forse in un altra vita…..

    Che Dio ci protegga…
    In bocca al lupo a tutti…
    Con viva cordialità,

    Luigi Napolitano

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *