Riforma Pensioni ultime novità: il Mes mette a rischio quota 100?

Il Giornale in un articolo del collega Ignazio Stagno ha evidenziato le problematiche che potrebbe portare il MES per quanto riguarda il futuro della riforma delle pensioni. Da quota 100 ai tagli per gli assegni pensionistici, vi riportiamo i possibili scenari in caso venisse davvero utilizzato il famigerato MES. Al momento il Ministero di economia e Finanza ha ribadito che non è stato attivato e che il suo utilizzo resta una scelta facoltativa. Ecco i possibili scenari.

Riforma Pensioni 2020 ultime oggi: Il Mes avrà conseguenze?

L’articolo de Il Giornale spiega: “Il punto fondamentale è capire quali possano essere le conseguenze del ricorso al Fondo Salva Stati da parte del nostro Paese. È stato ribadito che non vi saranno condizioni che andranno a mettere in discussione la macroeconomia del Paese una volta chiusa l’emergenza ma di fatto questa “condizione” riguarda solo un aspetto della vicenda ovvero nel caso in cui l’Italia faccia ricorso al “finanziamento diretto e indiretto della sanità, della cura e della prevenzione collegate ai costi della crisi Covid-19” Insomma se i soldi venissero usati per altre esigenze (e in questo momento vista la crisi ce ne sono fin troppe), ecco che scatterebbero quelle trappole pericolose che potrebbero mettere il Paese sotto il tacco di Bruxelles per il rientro del debito attivato col Mes”.

Ultime novità Riforma Pensioni e quota 100: Rischio tagli agli assegni

Per capire cosa potrebbe succedere in Italia alla riforma delle pensioni in caso di utilizzo del MES, si fa riferimento alla situazione Greca, come spiega quifinanza.it, “Le condizionalità del MES sono discusse di volta in volta con il Paese debitore ma, nella gran parte dei casi, riguardano tagli alla spesa pubblica, con interventi piuttosto marcati sulla spesa sociale e pensionistica.

In Grecia, ad esempio, la Troika ha preteso un taglio del 20% di tutti gli assegni pensionistici superiori ai 1.200 euro mensili, cancellazione della tredicesima mensilità (anche per i dipendenti statali) e una sforbiciata agli assegni di tutti coloro che sono andati in pensione prima dei 55 anni.

Riforma Pensioni ultime, a rischio uscita anticipata?

Ancora il giornale.it spiega i rischi: “L’ingresso in scena del Mes potrebbe portare ad ulteriori nuovi tagli in questa direzione con un nuovo meccanismo che preveda ulteriori contributi di solidarietà come quello che è già attivo sulle pensioni alte e che ha una durata di almeno 5 anni. In più si rischia di azzerare del tutto le riforme previdenziali che possano prevedere un’uscita anticipata dal lavoro. Quota 100 era già stata depennata dal governo giallorosso fortemente intenzionato a non rinnovarla dopo la naturale scadenza del 2021. Senza Quota 100 resterebbe sul campo solo la Fornero che prevede un uscita dal lavoro a 67 anni. In questa situazione con un Mes “acceso”, potrebbe evitare un ulteriore innalzamento dell’età d’uscita dal lavoro ponendo l’Italia in pole position per permanenza lavorativa in Europa prima dell’ingresso nel “paradiso” previdenziale. L’emergenza Covid potrebbe diventare il cavallo di Troia per introdurre una riforma previdenziale ancora più dura di quanto non sia già la sciagurata legge Fornero“.

Voi cosa ne pensate di queste provocazioni lanciate dal Giornale? C’è davvero un rischio simile o è un esagerazione? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e tornate ogni giorno a trovarci per tutte le ultime novità sulla riforma delle pensioni!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

25 pensieri riguardo “Riforma Pensioni ultime novità: il Mes mette a rischio quota 100?

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    20 Aprile 2020 in 22:44
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    signori,non scherzate con quota100 ricordatevi che abbiamo lascito il lavoro per questa legge che scade nel 2021,non siamo pazzi a lascire il lavoro prima.non si possono cambiare le leggi quando si vuole.grazie

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      24 Aprile 2020 in 22:50
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      grazie per non avermi dato una risposta.piero

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    14 Aprile 2020 in 1:37
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    Grazie per la lucida pacata e non terroristica analisi

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    13 Aprile 2020 in 20:59
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    Caro Sig. Franco, la legge non scritta, della solidarietà tra lavoratori, comprende alcuni punti fondamentali tra cui: In pensione ci va prima chi è più anziano, chi ha lavorato di più, chi ha versato più contributi e chi ne ha più diritto anche morale.
    Con quota 100 così come formulata, vanno in pensione persone di 62 anni, lasciando al lavoro persone più anziane di 66 anni.
    Con quota 100 vanno in pensione persone che hanno lavorato solo 38 anni ma non chi ha già lavorato 42.
    Con quota 100 vanno in pensione persone che hanno versato solo 38 anni di contributi ma non possono andarci altri lavoratori con già 42 di contributi.
    Passiamo alla questione morale: Con quota 100 vanno in pensione persone che un lavoro e un reddito lo avevano ancora, mentre 6000 esodati della Fornero sono ancora al palo, senza stipendio e senza pensione da anni. Di questi ci si sarebbe dovuti preoccupare per primi.
    Non ricordo chi tra noi commentatori ha scritto: “Per una volta che si fa una legge per il popolo, per i cittadini c’è sempre qualcuno che rompe”. La frase in se stessa è sbagliata. Sarebbe stato giusto scrivere: “Per una volta che si fa una legge per “qualcuno” del popolo e per “qualche” cittadino c’è sempre qualcuno che rompe”. Il problema sta che pur facendo una legge per il popolo e il cittadino puoi sempre fare una legge sbagliata, a vantaggio di qualcuno del popolo e a svantaggio di altri del popolo che magari ne avrebbero più diritto. Si parla di equità e giustizia per tutti, non so se ha compreso. Saluti.

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      14 Aprile 2020 in 18:02
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      Francesco Giuseppe Lei scrive cose legittime ma come si sa ….’ il meglio è nemico del bene ‘ cordiali saluti

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        15 Aprile 2020 in 1:29
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        In questo caso, il “meglio” è stato solo ed esclusivamente a vantaggio di pochi. Il “bene” di tutti invece è stato sacrificato sull’altare della quota 100, come un agnello pasquale.
        Nella sua risposta io leggo solo: ” Meglio per me, peggio per gli altri.” E lo trovo orrendo. Non trovo in Lei nessun sentimento di solidarietà.

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          17 Aprile 2020 in 11:45
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          Francesco Giuseppe mi permetta di contestare la Sua analisi nei miei confronti , intanto preciso come già fatto altre volte ( ma a Lei ovviamente passato inosservato ) che con 41 per tutti sarei già in pensione avendo già 41 anni di contributi versati ( dei quali l’ultimo con contribuzione volontaria . Quindi se io ragionassi come Lei dovrei al par suo fare la guerra come sta facendo Lei a quota 100 invece , carissimo Francesco Giuseppe io non ragiono come Lei perché penso che sia meglio un uovo oggi che una gallina domani ! ….Lei è un tifoso di 41 per tutti , invece io penso ( anche se ripeto io 41 anni di contributi li ho ) che sia un errore perché penalizzerebbe i lavoratori con carriere discontinue che non per colpa loro si sono trovati con periodi previdenziale scoperti. Una riforma molto più equa sarebbe stata una quota 100 libera da vincoli ma se così non è stato caro Franco Giuseppe non è certamente per colpa di chi ora usufruirà di quota 100 ma come anche Lei può ben capire è stato esclusivamente per una questione di costi. Visto il suo accanimento contro quota 100 mi viene da pensare che abbia fatto breccia in Lei la convinzione che non si sia fatto 41 per tutti perché di è fatta questa quota 100 , glielo ripeto per l’ennesima volta e se vuole sono disposto a farle anche un disegnino che 41 per tutti non si è fatta perché era molto più costosa dell’attuale quota 100 come molto più costosa lo è una quota 100 libera da vincoli . Concludo gentilissimo Francesco Giuseppe dicendole che non auspico di certo che Lei cambi il Suo giudizio sulla mia persona , me ne farò una ragione e cercherò di sopravvivere lo stesso , la invito però , visto che fra poco andrà in pensione e avrà più tempo per se , a farsi un profondo esame di coscienza

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    13 Aprile 2020 in 16:30
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    Buongiorno Sig. Franco Giuseppe ed utenti tutti: mi chiamo Patrizia ho 61 anni e l’ anno scorso ( 2019) non appena entrata in vigore la riforma c.d. quota 100, ho smesso di lavorare licenziandomi dalla ditta dove ero impiegata con la qualifica di quadro in attesa di andare in pensione nel gennaio 2021 al compimento dei 62 anni d’ età. Avendo qualche risparmio da parte ho preso questa decisione: facendo ragionevole affidamento sulla permanenza di una norma già approvata dalle Camere e dunque già legge. Sarei dunque un’ esodata di quota 100 se la riforma venisse interrotta o sospesa o cassata per qualche motivo anzitempo. Ecco dunque un caso caro Sig. Perfetto perfettamente (scusi il gioco di parole) rientrante nell’ ipotesi non ipotesi da Lei fatta nel proprio intervento…e come me ce ne sono tantissime mi creda; uno dei motivi che mi hanno indotto a fare questa scelta è, tra l’ altro, il fatto che lavoravo lontano da casa facendo avanti/indietro 2 volte la settimana(lunedì/venerdì). Non è dunque vero quel che Lei ha prima ipotizzato sull’ abbandono del posto di lavoro da parte di lavoratrici/ori anzitempo per poi godere della quota 100…. Essa va mantenuta fino alla fine della sperimentazione e, ove possibile, oltre protratta in modo da farla diventare essa stessa uscita previdenziale ” normale” e non eccezione alla Legge Fornero. E questo nonostante ci sia chi, nella compagine di governo, vorrebbe farla finire anzitempo….sarebbe meglio che M.R. badasse ai casi giudiziari dei propri genitori… Buona Pasquetta a tutti

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      14 Aprile 2020 in 11:49
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      Grazie gentile Patrizia, per la pacatezza della sua risposta, non sempre ho ricevuto questo trattamento.
      Anche a lei, come sempre scritto, ricordo, che potrei tranquillamente non commentare mai, essendo completamente disinteressato alla querelle. Il 1 di luglio andrò in pensione con la Fornero con 43,2 anni di contributi e 61,7 di età. Se partecipo alla discussione lo faccio probabilmente per un antico retaggio, avendo in passato per molti anni, fatto sindacato.
      E’ passato 1 anno e mezzo dalla nascita di quota 100 e sin dall’inizio ho contestato questa norma per il contenuto parzialmente iniquo e ingiusto, proprio in quella parte che Lei cita. Mi dispiace, ma non cambio opinione. Lei un lavoro lo aveva ancora così come un reddito, non era una dei 6000 esodati dimenticati della Fornero a cui si sarebbe dovuto dare una risposta immediata, immediata e prima della quota 100.
      Lei ha potuto scegliere ma Le ricordo educatamente, che ci sono tantissimi lavoratori che hanno più età di Lei e più contributi di Lei che continuano a sottostare alla legge Fornero e che ogni settimana anche loro devono fare avanti indietro dal proprio posto di lavoro con lunghi tragitti. Solo che questi non hanno avuto la stessa possibilità di scelta che ha avuto Lei. Loro devono OBBLIGATORIAMENTE arrivare ai 67 della vecchiaia o ai 43,1 dell’anticipata. Non me ne voglia e ormai anche io mi auguro che non venga assolutamente cancellata. Resta il fatto che se prendessero questa assurda decisione, dovrete mettervi in coda a quegli esodati dimenticati dal governo gialloverde, non pretendere di avere primari diritti e smetterla di fare complimenti a signori della politica che hanno fatto una norma iniqua, ingiusta, temporanea e senza visione del futuro. La quota 100 è stata estremamente vantaggiosa per qualcuno e non potrà essere assolutamente e parimenti vantaggiosa dal 2022. Con rispetto.

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    12 Aprile 2020 in 21:33
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    Non potendo più replicare ad alcuni commenti dei giorni scorsi, per lecita scelta della direzione, intendo comunque rivolgermi al Sig. Perfetto, per avere un chiarimento circa il suo pensiero. Lei nell’articolo dell’intervista di Durigon mi risponde dando praticamente ragione al Sig. Gian.
    La domanda rivolta al Sig. Gian era: “Come sarebbero potuti esistere gli esodati di quota 100 se quota 100 non fosse mai nata ? Il Sig. Gian mi ha risposto cosi: “L’esodato di quota 100 sarà chi si è licenziato / e’ stato licenziato ( con eventuale accompagno economico) nel 2019, maturando il requisito dei 62 anni entro il 31/12/2021 “.
    Credo mi si debbano delle delucidazioni:
    1) Non ho chiesto : ” Chi è l’esodato di quota 100 ” , Avevo chiesto: ” Come potevano esistere esodati di quota 100 se la quota 100 non fosse stata mai stata promulgata ?
    2) Chi si sarebbe sognato nel 2019 di licenziarsi o avrebbe accettato il licenziamento in prospettiva di una norma che non si sapeva se fosse stata approvata e quindi antecedente all’approvazione ?
    3) Se la quota 100 non fosse mai esistita, non sarebbe esistito nemmeno il requisito dei 62 anni e di conseguenza nessun accompagnamento alla pensione entro il 2021.
    4) Se la quota 100 non fosse mai esistita, i requisiti per la pensione erano per tutti quello dei 67 anni della vecchiaia o quello dei 43,3 dell’anticipata.
    Per quanto sopra, se non fosse esistita quota 100, non ci sarebbe stato nessun esodato quota 100 ma solo quelli della Fornero, non ci sarebbe stato nessun accompagno al raggiungimento dei 62 anni e nessun termine del 2021.
    Qualcuno ha la bontà di spiegarmi dove falla il mio ragionamento. Giusto per saperlo e darmi dello stupido da solo. Però, per favore, date delle risposte inerenti alle mie domande senza stravolgimento a vostro piacimento e a vostro vantaggio. Sono su questo sito anche per imparare, non volendo assolutamente insegnare qualcosa a qualcuno. Grazie.

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      13 Aprile 2020 in 11:22
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      Scusi Francesco Giuseppe ma che razza di domanda è la Sua ??? …..se non si fosse mai fatta quota 100 non ci sarebbero nuovi esodati nel caso in cui venisse cancellata !!!!! ….grazie tante ma che scoperta è ?? …..allora se non si fosse mai fatta l’odiosa riforma Fornero , seguendo il suo ragionamento non vi sarebbero stati nemmeno i vecchi esodati !!!! …se ,se,se, ….il mondo non gira intorno ai se , perché allora mio nonno poverino se avesse avuto le ruote sarebbe stato una carriola !!!!

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      13 Aprile 2020 in 13:59
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      Caro sig. Franco Giuseppe, dal momento che lei sollecita un mio chiarimento riguardo al mio stesso pensiero, mi permetta di risponderle ai punti che lei elenca nel suo commento:
      1) “Come potevano esistere esodati di quota 100 se la quota 100 non fosse stata mai stata promulgata ?” è la sua domanda. La risposta è già nella sua domanda: NON “potevano esistere esodati di quota 100 se la quota 100 non fosse stata mai stata promulgata”.
      2) “Chi si sarebbe sognato nel 2019 di licenziarsi o avrebbe accettato il licenziamento in prospettiva di una norma che non si sapeva se fosse stata approvata e quindi antecedente all’approvazione ?” è la sua domanda. La risposta è già nella sua domanda: NESSUNO “si sarebbe sognato nel 2019 di licenziarsi o avrebbe accettato il licenziamento in prospettiva di una norma che non si sapeva se fosse stata approvata e quindi antecedente all’approvazione”.
      3) “Se la quota 100 non fosse mai esistita, non sarebbe esistito nemmeno il requisito dei 62 anni e di conseguenza nessun accompagnamento alla pensione entro il 2021”, è la sua osservazione. L’osservazione alla sua osservazione coincide con la sua stessa osservazione: “Se la quota 100 non fosse mai esistita, non sarebbe esistito nemmeno il requisito dei 62 anni e di conseguenza nessun accompagnamento alla pensione entro il 2021” (è una stretta conseguenza causa-effetto).
      4) Il punto 4 è la sintesi dei suoi tre precedenti punti, ovvero: “se non fosse esistita quota 100, non ci sarebbe stato nessun esodato quota 100 ma solo quelli della Fornero”.
      Sig. Franco Giuseppe, non c’è nessuna falla nel suo ragionamento; e lei non è affatto uno stupido (ammesso – e non concesso – che lei lo sia, non stimolerebbe di certo così numerosi commenti come si può invece oggettivamente osservare).
      A meno che io non prenda un abbaglio, non trovo conflittualità tra il suo pensiero e la risposta che le ha dato il sig. Gian nell’articolo dell’intervista di Durigon. Le vostre osservazioni si basano su ipotesi differenti. Lei, sig. Franco Giuseppe, parte dall’ipotesi di “fare una scelta – licenziarsi o no – in condizioni di INCERTEZZA” dell’approvazione della norma. Il sig. Gian, invece, parte dell’ipotesi di “fare una scelta – licenziarsi o no – in condizioni di CERTEZZA” dell’approvazione della norma seguita da una ipotesi che poi la norma venga cancellata. Pertanto, a mio avviso, il suo pensiero e la risposta del sig. Gian, sebbene formalmente in opposizione, nella sostanza non sono in opposizione, perché si basano su premesse opposte. Quando ci si basa su premesse opposte, è naturale che si pervenga a risultati opposti.
      Per quanto riguarda me personalmente, invece, il mio pensiero segue scrupolosamente il seguente approccio: non formulo ipotesi che non possono “non accadere”, e non parto da ipotesi che non siano verificabili. Mi spiego meglio.
      Per esempio, non potrei ragionare su cosa sarebbe successo “SE Quota 100 non fosse esistita”. Quota 100 esiste, e se esiste è un fatto, è un evento che ha in sé una condizione di inevitabilità. Non è possibile ipotizzare un “evento” che non accada (un evento che non accade non è un “evento”). Quota 100 esiste perché si sono create le condizioni necessarie che hanno portato alla sua esistenza. Tali condizioni necessarie sono: esistenza della Lega, esistenza dell’M5S, esistenza del Governo giallo-verde, esistenza della ricerca del consenso popolare da parte degli uomini politici, esistenza di un budget limitato, ecc. ecc. Si sarebbe potuta attuare Quota 41 invece di Quota 100? In linea di principio sì (ma solo in linea di principio, cioè come evento “potenziale” ma non come evento “effettivo”): Quota 41 si sarebbe potuta attuare in luogo di Quota 100. Ma viviamo in sistemi complessi, dove piccole variazioni iniziali determinano grandi effetti finali. Se Quota 100 ha prevalso su Quota 41 non si tratta di una questione avente a che vedere con l’equità o l’iniquità, con la giustizia o l’ingiustizia: si tratta del fatto che le forze in gioco a favore della realizzazione di Quota 100 sono risultate più determinati di quelle a favore di Quota 41 anche solo per una piccola, piccolissima, impercettibile differenza.
      Le ipotesi che sono propenso invece a formulare sono quelle dalle quali possono scaturire effetti che potranno essere verificati nel futuro. Una di tali ipotesi potrebbe essere per esempio: “SE il Mes venisse utilizzato, Quota 100 potrebbe scomparire?”
      Il mio commento al presente articolo non risponde alla domanda precedente, perché ho preferito illustrare il mio punto di vista partendo da una ipotesi a mio avviso più forte e quindi più sostenibile, e cioé che il Mes non verrà utilizzato (almeno non con le condizionalità attualmente presenti nel Mes).
      (Ps.: riconosco, però, che in tribunale l’avvocato della difesa o la pubblica accusa mi avrebbe certamente ripreso e detto: “Non è questo ciò che le ho domandato. La prego di rispondere alla mia domanda”).

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        13 Aprile 2020 in 19:50
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        Tutto era nato da una confronto con il Sig. Gian in cui io affermavo che, essendoci ancora degli esodati della riforma Fornero, 6000 circa che sono abbastanza pochi e che da anni vivono senza stipendio e senza pensione e che Durigon se ne era fregato altamente, non ritenevo giusto fare dei complimenti a questo signore ne alla Lega e che, in caso di precoce cancellazione della quota 100 ( cosa che giunta a questo punto non auspico assolutamente), i nuovi esodati si sarebbero dovuti mettere in coda senza pretendere diritti divini primari.
        Non sono una persona che vede solo bianco o nero, ritengo di essere anche abbastanza elastico e la riprova sta nel fatto che ho accettato serenamente anticipi pensionistici per lavori gravosi e altri casi speciali dovuti a difficile reinserimento nel mondo del lavoro. Questi lavoratori sono andati in pensione prima di me con meno contributi e la cosa non mi disturba affatto. La quota 100 invece cosi come formulata mi ha creato un forte disappunto. 1/3 delle domande proviene dal settore pubblico, dipendenti pubblici in attività con uno stipendio ed un reddito, non licenziata e quindi nemmeno esodata. Queste persone sono andate in pensione con meno anni lavorati, meno contributi e quasi giovani come me per una piccola differenza di mesi. Questa minuscola differenza è costata a me e ad altre migliaia di lavoratori la condanna della Fornero e 5 anni in più di lavoro. Chi ha lavorato di più e versato di più non ha avuto scelta. Distinti saluti.

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      13 Aprile 2020 in 16:56
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      Scusi tanto Franco Giuseppe, ma a me pare che i suoi ragionamenti partano da una prospettiva inadeguata per comprendere l’esatta circostanza dell'”esodato”, e cioè quella del lavoratore che sceglie sua sponte se andarsene o meno a seconda che possa in qualche modo sfangarla con le regole pensionistiche in corso: non è così!
      Nella realtà, all’inizio di questo fenomeno sociale c’è la azienda che va in crisi e che deve trovare una soluzione per alleggerirsi dei costi, primi tra tutti quelli del personale. E ci sono delle figure professionali vocate a questo scopo che costruiscono delle prospettive di percorso/incentivazione per “spingere fuori” il lavoratore senza avere grane di vario genere. Spesso si passa pure per veri e propri “accordi sindacali di esodo”
      Facciamo un esempio. Siamo nel 2019 e l’azienda Beta deve ridurre assolutamente il personale per far quadrare i suoi conti. Tagli del costo del personale. Cassa integrazione? Licenziamento? Esodo incentivato? Si mettono a tavolino e vedono che l’impiegato Franco ha già maturato 37 anni di contributi e che compirà 62 anni entro la fine del 2021. Proposta: da domani stai a casa, in cambio noi ti versiamo contributi per l’anno che di manca ed in più ti diamo un assegno mensile pari al 50-60% del tuo stipendio fino al 31/12/21, quando potrai andare in pensione con Quota 100 (oppure vai in disoccupazione, in mobilità ecc ecc.).
      E quindi: non è Franco che sceglie di andare in pensione con Quota 100 (chiaramente, non essendo sprovveduto ci andrebbe solo se già avesse i 38 + 62!) ma sono le congiunture economiche a portarlo ad optare per questa scelta, per il rischio quindi di eventualmente diventare un “esodato”.
      Capisce quindi come la sua domanda originaria su Quota 100 suona del tutto vuota ed avulsa dalla realtà? Saluti

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        14 Aprile 2020 in 12:22
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        E’ qui che ti volevo !!!! Perchè la ditta Beta non è partita dai più anziani e da quelli che avevano più contributi ? Se uno aveva 66 anni poteva essere accompagnato ai 67 anni e chi aveva 42 anni poteva essere accompagnato ai 43 dell’anticipata. Non avrebbe tagliato lo stesso il personale senza creare iniquità, ingiustizie e malumori tra gli stessi ? Perchè io lavoratore della Beta con 66 anni e 37 di contributi non sono stato accompagnato per un anno soltanto alla vecchiaia ? Perchè io lavoratore della Beta con 61 di età e già 42 anni di contributi non sono stato accompagnato per un anno soltanto al massimo dell’anticipata ? Capisce quindi come la sua risposta “originale” suona del tutto iniqua e ingiusta ? Saluti cordiali anche a Lei. Vorrei che Lei comprendesse che io non ce l’ho con Lei personalmente, ne con nessuno di quelli che hanno usufruito della quota 100. Continuo però a sostenere che questa norma è stata concepita male. Non ricordo i suoi requisiti di uscita ma Le pongo una domanda a cui spero lei risponda onestamente: Se invece della quota 100 avessero scontato, che so, 2 anni a tutti, Lei non sarebbe stato comunque felice di non dover arrivare ai 43 dell’anticipata ? Con la quota 100, anche se solo pochi casi, pare che da dati INPS solo 8000 domande abbiano i requisiti minimi di 62-38, ci sono lavoratori che si sono potuti risparmiare fino a 5 anni di lavoro e di contributi. Una disparità di trattamento enorme.

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    12 Aprile 2020 in 20:37
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    Speriamo sia un esagerazione perché avremmo nuovi esodati da aggiungere ai più di seimila esistenti.Avremo purtroppo nuovi disoccupati che non potranno rimpiazzare gli ultrasessantenni “costretti” al lavoro – per allungamento aspettativa di vita – grazie ad una legge voluta da un governo non eletto dal popolo.Non di meno al momento siamo retti da un governo che ha idee confuse su tutto come appunto previdenza, salute (la più importante) economia e quant’altro.Unica cosa che questi governanti sanno fare è colpire le fasce più deboli fingendo di aiutarle e creando dissapori tra la gente comune distogliendoli da quello che realmente accade.Continuate pure a tenere i “vecchi” al lavoro, di sicuro nella situazione in cui ci troviamo oggi un consistevole risparmio sulle pensioni ci sarà.Concludo ricordando una frase del grande Indro Montanelli:il comunismo ama talmente i poveri che ogni volta va al governo ne crea dei nuovi.Buona vita a tutti.

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      13 Aprile 2020 in 21:17
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      Sta diventando stucchevole questa storia di governi di dx o sx. Chi ha fatto bene o chi ha fatto male.
      Potrei dire allora che la dx al governo in fatto di economia ha sempre fatto dei disastri e che a rimettere a posto i conti, la sx ha messo in campo persone come Visco, Prodi, Ciampi. Mentre nel corso di questi ultimi anni governati dalla sx si sono risolte 7 salvaguardie per gli esodati, l’ex governo con la Lega si è dimenticata di 6000 esodati senza stipendio e senza pensione da anni. Lasciamo la politica alla sua ignobiltà e parliamo solo di temi pensionistici senza fare il tifo. Guardiamo ciò che è giusto o sbagliato. Solo su quello dobbiamo confrontarci.

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    12 Aprile 2020 in 19:31
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    Il governo ha messo sul piatto per le imprese grandi, medie e piccole centinaia di miliardi.
    Questi soldi verranno erogate dalle banche.
    Le banche verranno garantite dallo Stato.
    La borghesia industriale, commerciale e finanziaria può stare tranquilla.
    Chi paga questi miliardi?
    E chiaro i lavoratori.
    Come?
    Attraverso i tagli dei servizi sanitari e sociali. Quindi sanità privata e tagli alle pensioni.
    Un film già visto.
    E ora di prepararci alla lotta radicale contro un sistema capitalistico che non è in grado di garantire neppure i diritti e le tutele più elementari.
    L’Europa è l’Europa degli Stati, E gli Stati capitalisti difendono le loro borghese.
    MES O NON MES PREPARIAMOCI ALLA LOTTA. QUOTA 100 NON SI TOCCA!!!

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    12 Aprile 2020 in 16:37
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    Ma perchè anche il giorno di Pasqua dobbiamo vedere tutto nero??
    -“una sforbiciata agli assegni di tutti coloro che sono andati in pensione prima dei 55 anni”
    -“ulteriori contributi di solidarietà come quello che è già attivo sulle pensioni alte e che ha una durata di almeno 5 anni”
    Queste sarebbero delle vere e proprie benedizioni visto che il nostro disastrato sistema pensionistico in passato è stato vittima di ogni genere di abuso: che rendessero pure parte del maltolto!
    -“In più si rischia di azzerare del tutto le riforme previdenziali che possano prevedere un’uscita anticipata dal lavoro. Quota 100”
    Nessun problema visto che la tempistica negli eventuali utilizzi in eccedenza di questi fondi (che sarebbero chiaramente la estrema ratio) e quindi gli interventi “correttivi” nel caso imposti ancora più avanti dal MES arriverebbero sicuramente ben oltre il 31/12/2021 cioè la naturale scadenza di Quota 100
    Restiamo positivi

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    12 Aprile 2020 in 16:27
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    Il Mes non mette a rischio Quota 100.
    Oggi viviamo un momento in cui il Governo di ogni Paese deve dimostrare, soprattutto ai propri concittadini, di avere la situazione in pugno: cioè, saper governare.
    Ci sono almeno due buone ragioni per le quali il Mes non mette a rischio Quota 100.
    Prima ragione: più e più volte il Presidente del Consiglio dei Ministri ha affermato a reti unificate dinanzi all’intera nazione che il Mes non è lo strumento adatto – non è lo strumento che serve all’Italia. Quindi il Mes è fuori discussione.
    Seconda ragione: le forze politiche del Centrodestra sono già insorte esternando con toni più che decisi la loro contrarietà al ricorso del Mes; certamente il Governo non vorrà impegnarsi a lottare su un nuovo fronte politico interno quando ha già molto da fare per far valere le ragioni dell’Italia presso i Partner europei in un confronto alla pari e per nulla subordinato.
    Il nostro Governo (ma anche l’Unione europea) è ben consapevole del fatto che l’accettare il Mes con quelle stesse rigide condizionalità che hanno messo in ginocchio la popolazione greca darebbe via libera al Centrodestra per rafforzare il consenso popolare per spingere l’Italia fuori dall’Unione europea e fuori dall’euro. L’Unione europea teme ciò, e quindi non forzerà la mano sul Mes.
    Quota 100 rimarrà fino alla sua scadenza naturale del 31 dicembre 2021, come è stato più volte ribadito dal ministro dell’Economia e delle Finanze. Il Mes non è lo strumento adeguato per l’Italia, come è stato più volte ribadito dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Se entrambi dovessero cambiare posizione, ci rimetterebbero molto in termini di immagine, prestigio, popolarità, credibilità e dimostrerebbero di non essere in grado di negoziare allo stesso livello dei Partner europei.
    Il Mes, pertanto, non mette a rischio Quota 100.
    È possibile, invece, che Quota 100 possa assumere una prospettiva più ampia di quella attuale.
    Infatti, sarà inevitabile una impennata della disoccupazione, e sarà inevitabile un maggiore ricorso alle tecnologie digitali. Sarà più vantaggioso (anzi, necessario) investire sui giovani piuttosto che sui sessantenni (su questo sarebbe interessante sentire cosa ne pensa Confindustria).
    No. decisamente non si potrà parlare in futuro né di aumento dell’aspettativa di vita, né di andare in pensione a 67 anni. Si dovrà parlare, invece, di andare in pensione anche con meno di 62 anni di età anagrafica.

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      14 Aprile 2020 in 1:36
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      Grazie per la lucida pacata e non terroristica analisi

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    12 Aprile 2020 in 16:21
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    COME HO AVUTO MODO DI PRECISARE ALCUNI GIORNI FA ORA IL GOVERNO DEVE OCCUPARSI PRINCIPALMENTE DELLA SALUTE DEGLI ITALIANI. IN UN SECONDO MOMENTO MI AUGURO A BREVE OCCORRE INTERVENIRE SULL’ECONOMIA. CON CIO’ INTENDO ANCHE AFFRONTARE LA RIFORMA PENSIONISTICA CHE VADA VERSO UNA FLESSIBILITA’ PER UNA USCITA ANTICIPATA DAL MOMDO DEL LAVORO. L’ARTICOLO DEL GIORNALE IPOTIZZA INVECE UNA LEGGE FORNERO ANCORA PIU’ RESTRITTIVA. SE CIO’ SI AVERASSE SAREBBE PER I LAVORATORI ITALIANI UNA COSA ANCORA PIU’ “DRAMMATICA” DI QUANTO STIAMO TUTTI SUBENDO A CAUSA DEL VIRUS. MA VISTO CHE IL GIORNALE PARLA DI PROVOCAZIONE VOGLIO PROVARNE A FARE IO UNA.
    VISTO CHE SI CONTINUA A PARLARE CHE E’ IMPROPONIBILE OLTRE CHE FINANZIARIAMENTE DI ESTREMA DIFFICOLTA’ MANDARE LE PERSONE IN PENSIONE CON UNA ETA’ ANAGRAFICA INFERIORE AI 67 ANNI, PROPONGO L’ABOLIZIONE DELLE PENSIONI CON CONSEGUENTE SMANTELLAMENTO DELL’INPS; RESTITUZIONE CON RELATIVI INTERESSI DI QUANTO I LAVORATORI HANNO VERSATO PRESSO LA CASSA DI PREVVIDENZA FINO AD OGGI. FATTO CIO’ NON SI PARLERA’ PIU’ DI RIFORMA DI PENSIONI ED INOLTRE VERREBBE DEFINITIVAMENTE CANCELLATA LA RIFORMA “FORNERO” IN QUANTO NON SE NE PARLERA’ PIU’ SE NON IN QUALCHE LIBRO DI POLITICA ECONOMICA PREVVIDENZIALE DEL FUTURO.

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      13 Aprile 2020 in 21:29
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      Alla luce da quanto da Lei scritto, si dovrebbe sperare quantomeno che rimanga la Fornero. La quota 100 è stata solo una brutta parentesi che ha bloccato per tre anni una reale, equa e giusta riforma.
      Probabilmente chi ha ideato una riforma sperimentale era convinto che dopo tre anni l’Italia volasse in cima alla classifica delle economie mondiali. Roba da non crederci avere dei geni così..

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    12 Aprile 2020 in 14:13
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    Quindi, se accettato il MES, fossimo costretti ad accettare nuove regole pensionistiche peggiori della Fornero, la situazione potrebbe presentarsi cosi, partendo da un esempio che mi toccherebbe se non avessi ancora presentato domanda, ( scherzavo, l’ho già presentata e ho già ricevuta ).
    Personalmente andrò con 61,7 e 43,2, Ipotizzando i 67 obbligatori per tutti diventerebbe 67-48,7. Se penso che qualcuno ha iniziato a lavorare anche prima della mia età, potrebbe in pratica arrivare anche sopra i 50 anni di contributi. Quando io, contestando la sperimentazione triennale della quota 100 affermavo che, essendo appunto sperimentale, NON garantiva che alla fine del triennio si sarebbe proceduto automaticamente ad un alleggerimento della Fornero per tutti gli altri lavoratori era questo che intendevo. Ecco che puntualmente si è verificata una situazione finanziaria insostenibile. Oggi il coronavirus come nel 2011 la depressione finanziaria mondiale. E’ logico pensare che nel 2022 non ci sarà nessuna nuova riforma pensioni e anzi, ritengo più che probabile un peggioramento della Fornero.

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