Riforma Pensioni ultime novità oggi 19 febbraio: Gualtieri contro quota 100

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è tornato a parlare della riforma delle pensioni e l’ha fatto citando quota 100 e lo scalone che rischia di verificarsi al termine della sperimentazione. C’è quindi necessità di intervenire entro il prossimo anno per porre rimedio a questa situazione, vediamo tutte le ultime novità di oggi 19 febbraio, con le parole del Ministro e del nuovo Segretario generale dei pensionati della Cisl Piero Ragazzini.

Riforma Pensioni 2020, ultime novità da Gualtieri su quota 100

Il Ministro dell’Economia Gualtieri è tornato a parlare di Pensioni e di quota 100, ecco le sue dichiarazioni a Carta Bianca su Rai 3, riportte poi dall’agenzia di stampa Askanews: “Quota 100 ha dato una falsa soluzione e ora uno degli obiettivi del tavolo sulla riforma pensionistica sarà quello di evitare lo scalone che si verrà a determinare dopo che nel 2021 la riforma Salvini andrà a scadenza.

Quota 100 finisce nel 2021 e questo significa che saranno state utilizzate molte risorse per una platea molto limitata di persone. Quando invece il sistema pensionistico deve innanzitutto avere una sua sostenibilità finanziaria e deve anche saper dare risposta a tanti problemi a cui quota 100 non ha dato risposta: i problemi dei giovani, delle donne, dei lavoratori discontinui e gravosi. Per questo c’è un tavolo sulla riforma pensionistica che è molto complesso”.

E ancora Gualtieri prosegue poi: “La riforma di Salvini ha dato una falsa soluzione. Sta andando a esaurimento. Fortunatamnete l’hanno usata meno persone del previsto. Però a rappresentato un costo. Colmeremo lo scalone con la riforma di cui si sta discutendo. Uno degli obiettivi del tavolo è quello di evitare lo scalone. Potrà definire soluzioni tanto più ambiziose quanto più la situazione della finanza pubblica lo consentirà“, ha concluso il Ministro.

Pensioni 2020 ultime oggi 19 febbraio, Ragazzini (Cisl) su quota 100

Il Segretario generale dei pensionati della Cisl intervistato dal sito Interris.it è tornato a parlare sulle questioni aperte delle pensioni, ecco i passaggi principali della sua intervista. Ragazzini spiega subito quali possono essere i rischi più gravi della Riforma delle Pensioni: “Il rischio più grave è che si crei una nuova ingiustizia tra coloro che hanno potuto usufruire dell’opportunità rappresentata da quota 100 per andare in pensione in modo un po’ più flessibile, rispetto a quelli che, maturando i requisiti dopo il 2021, ricadrebbero interamente nelle rigidità delle regole Fornero. Accanto a ciò non è da escludere che possano crearsi nuovamente situazioni critiche come avvenne anni fa per gli “esodati”. Noi abbiano sempre detto che Quota 100 non poteva essere certo considerata la migliore delle soluzioni, ma rappresentava comunque una buona base di partenza, e adesso il governo non può pensare di anticipare la sua fine al 31 dicembre di quest’anno, creando ulteriori problemi a chi ha già deciso di andare in pensione con questa norma. Quindi quota 100 deve arrivare alla sua naturale scadenza del 2021“.

Poi il segretario spiega la sua proposta e quella della CISL per una riforma delle pensioni equa: “Andare in pensione a partire dai 62 anni senza ricalcolo contributivo e, in alternativa, con 41 anni di contributi senza limiti di età, oltre alla stabilizzazione dell’Ape sociale. In più, bisogna tutelare le donne e quindi secondo noi, consentire di andare in pensione con un anticipo di 12 mesi per figlio”.  Poi chiede anche che sia istituita “una pensione contributiva di garanzia che dovrà tenere conto dei periodi di lavoro discontinui e rilanciare la previdenza complementare come secondo pilastro pensionistico utile ad integrare il reddito dei futuri pensionati”.

Infine sui lavori gravosi e usuranti spiega: “Non possiamo permettere che milioni di lavoratori che svolgono lavori faticosi, pesanti e usuranti, debbano vedersi applicate loro le stesse regole di tutti gli altri, per cui abbiamo chiesto di estendere la platea di chi può accedere a forme di flessibilità legate al lavoro usurante e gravoso e dare continuità strutturale all’Ape Sociale“. Non possiamo permettere che milioni di lavoratori che svolgono lavori faticosi, pesanti e usuranti, debbano vedersi applicate loro le stesse regole di tutti gli altri, per cui abbiamo chiesto di estendere la platea di chi può accedere a forme di flessibilità legate al lavoro usurante e gravoso e dare continuità strutturale all’Ape Sociale. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e diteci la vostra sulla riforma delle pensioni!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

17 pensieri riguardo “Riforma Pensioni ultime novità oggi 19 febbraio: Gualtieri contro quota 100

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    20 Febbraio 2020 in 20:20
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    Giusto 41 di contributi per tutti . Ma proprio tutti e pssibilmente con 1 anno in omaggio ogni 5 . Avete capito bene ? trattamento uguale per tutti . Quindi se non sbaglio sono 35 di lavoro piu 7 in omaggio grosso modo . Alla faccia del ….. ho 38 di contributi e dovrei essere in pensione gia’ da 3 anni . E invece no perche ‘ io e tutti gli alrti come me siamo figliastri . e dovremo aspettare 44 anni di contributi – dico 44 tutti lavorati – sti cazzi ma allora noi sfigati abbiamo un’aspettativa maggiore? NO ! ! NO non sara’ cosi perche noi piu’ vecchi e stressati creperemo prima di quei signori che iniziano a godersela intorno ai 50 anni . Ma allora non puntiamo il dito solo su Q 100 . Nessuno l’ha mai notata sta minchiat ? SVEGLIA RAGAZZI .

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    20 Febbraio 2020 in 13:29
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    Quota 100 già legge alla quale abbiamo fatto affidamento fino al 2021 compreso deve andare avanti e così come è come previsto fino al 2021 compreso come assicurato dal Min. del Lavoro( question time), molte personalità politiche e sindacali(inoltre le donne svolgono anche doppio lavoro) poi per il 2022 come previsto si applicherà una nuova riforma pensionistica.

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    20 Febbraio 2020 in 10:04
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    Gualtieri contro quota 100 ci può anche stare, poi se si considera come giustamente
    scrive il Sig. Emilio, che ringrazio perché mi ha fatto anche sorridere, forse sarebbe anche più giusto
    mandare a riposo chi ha lavorato di più e contribuito, se si può dire ,
    al benessere di questo cazzo di paese.
    Io personalmente sarò a Roma il 25 marzo, voi che fate ?
    Prendiamo esempio da i ns. vicini francesi ed ora anche dai greci.

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    19 Febbraio 2020 in 20:51
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    Fatti 41 anni di lavoro lo scorso dicembre.a maggio compio 60 anni a questo punto mi andrebbe bene anche 42 anni di contributi…..ne ho piene le p….e. Ma so di già che mi toccherà lavorare fino al 1 aprile 2022 con 43 anni e 3 mesi.italia paese di falliti e di raccomandati…io non credo più a nessuno e non voterò mai più.sono stufo di essere preso per i fondelli….da persone false e meschine…..buona notte.

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    19 Febbraio 2020 in 16:00
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    Io invece penso,e che ancora non hanno fatto mandare in pensione tutti quelli con un’invalidita’ almeno.del 67% con 104 ,che devono produrre se non possono lavorare.

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    19 Febbraio 2020 in 15:57
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    Non credo si equo stabilire solo un’età (come i 64 anni) , perché ci sono persone che iniziano a 15 anni a lavorare e ce ne sono altre che iniziano a 25 . Pertanto è più equo stabilire un nr. di contributi , raggiunti i quali si va in pensione .
    Oppure si può fare entrambi : 41 anni di contributi e 64 come pensione di vecchiaia

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      19 Febbraio 2020 in 19:31
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      BISOGNA fare entrambi!
      Quota 41 riguarda solo chi ha cominciato a lavorare presto ed è giusto che possa andare in pensione pure a 55 anni, se ha cominciato a 14 ed ha avuto la fortuna di non avere buchi contributivi.
      Ma uno che ha cominciato a 25, dopo l’Università, se gli imponi Quota 41 come unica possibilità esce non prima dei 66 anni, praticamente il limite assurdo della Fornero!
      Per questo motivo, lo slogan “Quota 41 per tutti” è più che un’assurdità, è un’autentica presa per i fondelli.

      Deve essere “Quota 41” per i lavoratori precoci e flessibilita o pensione di vecchiaia che consentano di andare in pensione non oltre i 64, anche per i non precoci lontani dai 41 di contribuzione.
      Poi, chi più ha versato, più prenderà di assegno.

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    19 Febbraio 2020 in 14:46
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    Perché parliamo sempre di quota 41. Parliamo invece di quota 38. A mio avviso sono già abbastanza per le donne, per gli usuranti, per i gravosi, ecc ecc. Non possiamo avere persone che con 35 anni di contributi va in pensione. Chi invece con i lavori precoci, usuranti, ecc ecc, deve lavorare 41 anni. Alla faccia dei Precoci, degli usuranti, .Queste differenze fanno arrabbiare .Vergogna a chi ha creato tutte queste differenze.

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    19 Febbraio 2020 in 13:26
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    L’età giusta per la pensione è 64 anni senza paletti o decurtazioni, molto semplice.

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      19 Febbraio 2020 in 18:53
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      Certo, ma come abbiamo fatto a non pensarci prima!!! 64 anni è giustissimo non c’è il benché minimo dubbio, una persona che ha finito le medie e ha iniziato a lavorare a 14 anni verserà contributi solo per mezzo secolo, chi invece ha conseguito un diploma di scuola superiore e ha iniziato a lavorare a 19 anni verserà solo 45 anni di contributi e si godrà la pensione. Chissà come mai tutta sta gente si lamenta della fornero che tutto sommato si accontenta solo di 42 anni e 10 mesi per andare in pensione.

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      20 Febbraio 2020 in 12:04
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      Forse per lei sarà giusto 64 anni. In base a cosa?
      Forse ai 14/15 anni, che rimarranno dopo i 64, prima di entrare in un ospizio? o prima di far parte di tutti gli anziani legati a farmaci per vivere ? o forse perchè per lei è giusto pagare i contributi lavorando fino a 64 anni di tutti quei lavoratori in determinate categorie fortunate che, anche validassero i 64 anni, continuerebbero ad esistere andando in pensione a 57 anni e lei fino a 64 contribuirebbe lavorando a pagare pensioni a chi è a casa da 7 anni ?
      Per non parlare dei nostri figli che manterremo per altri 5-6 anni perchè occupiamo il posto che spetterebbe a loro.
      La quota 100 deve essere una vera quota 100 . Accettabile anche una piccola penalizzazione , non certo quella dell’opzione donna.
      ANNI + CONTRIBUTI =100 punto
      Se poi una persona vuole lavorare fino a 64,65..68 anni riceverà un incentivo crescente sull’assegno

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      22 Febbraio 2020 in 17:06
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      ma lei che scrive dicendo tutti a 65 anni, mi faccia il piacere… consideri quelli che anno iniziato a lavorare a 14anni.. dovrebbero lavorare per oltre 51.. forse lei parla cosi perchè è gia un pensionato…..ma non aggiungo altro

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    19 Febbraio 2020 in 13:10
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    Togliere il paletto in APE SOCIAL CHE VIETA A PARITÀ DI CONTRIBUTI E DI ETÀ DI POTER ACCEDERE A QUESTA FORMA PENSIONISTICA..TRA CHI HA POTUTO USUFRUIRE DELLA NASPI E CHI NO. SI PARLA SEMPRE IN PROSPETTIVA, INCOMINCIAMO A MIGLIORARE QUELLE CHE CI SONO GIÀ..SOPRATTUTTO X LE DONNE..APE SOCIAL SENZA PALETTI.

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    19 Febbraio 2020 in 12:40
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    Proposte, solo proposte, conclusioni?

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    19 Febbraio 2020 in 11:59
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    pensione equa ?
    l’unica soluzione equa è concedere a tutti la pensione dopo 41 anni di contributi e non certamente chi ne ha maturati molto meno ( come quota 100) .
    Tutela delle donne ?
    rendere strutturale l’opzione donna che consenta loro di andare dopo 35 anni con il sistema contributivo o con quota 41 .
    Lavori usuranti?
    Dopo 41 anni di lavoro vi assicuro che anche l’impiegato è un lavoro usurante (pressioni, sottomissioni, rapporti con i colleghi, danni derivanti da postura etc).

    Lavori usuranti o gravosi ? Vi assicuro che anche per un impiegato che lavora 41 anni è molto usurante ( pressioni, sottomissioni, rapporti con i colleghi , disfunzioni organiche di origine posturale

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      19 Febbraio 2020 in 19:20
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      Quota 100 che richiede “molti meno contributi” dei 41 anni?
      Sta scherzando?
      Quota 100 ha un limite così ALTO, 38 anni di contributi, che pochi ne hanno potuto approfittare e pochissimi tra coloro che hanno cominciato a lavorare dopo l’Università!

      Quota 41 è sacrosanta per chi ha 41 anni di contributi, qualunque sia l’età, ma NON può essere la base della riforma pensionistica, perchè riguarda un numero molto parziale di soggetti con carriere molto precoci e continuative.
      Quota 41 deve esserci, per i lavoratori precoci, ma DEVE esserci anche una flessibilità (eventualmente con penalizzazioni) per chi vuole andare in pensione diversi anni prima dei famigerati 67 anni della Fornero pur essendo lontano dai 41 di contributi.
      60-62 di età minima e 32-34 di contribuzione minima sarebbero valori ragionevoli.

      Poi, se uno ha cominciato a lavorare a 16 anni e, avendo raggiunto i 41 di contribuzione, vuole andare in pensione a 57, nulla da dire, se lo merita.

      Ma Quota 41 deve essere considerata un CASO PARTICOLARE, non “la norma” .
      Se no, una riforma che si basi su di essa diventa l’ennesima presa per i fondelli degli italiani.

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