Le novità di oggi 3 marzo 2020 sulla riforma delle Pensioni arrivano da Walter Rizzetto che è pronto a proporre un Question Time in Commi8ssione Lavoro per porre fine alle problematiche del sistema contributivo Enasarco e dalle parole di Giuliano Cazzola che è tornato a commentare i dati del settimo rapporto del Centro Studi di Itinerari professionali e ha riflettere sulla quota 100.
Ultime notizie sulla Riforma delle Pensioni: Cazzola su Quota 100 e costi
Sulle pagine de ilsussidiario.net, nel suo editoriale Giuliano Cazzola torna sul rapporto del Centro Studi sui costi delle pensioni: “Le pensioni erogate nel 2018 sono state 22.785.711, per una spesa complessiva di oltre 293 miliardi e sulla base di un importo medio annui di 12,8mila euro. I pensionati, in quello stesso anno, risultavano essere poco più di 16 milioni (in diminuzione rispetto all’anno precedente), con un importo medio annuo del reddito pensionistico pari a 18,3mila euro. (…) Se si osserva inoltre il rapporto tra pensione media e reddito medio, si vede che, dopo una fase in cui il valore è rimasto quasi costante, dal 2008, con l’inizio della crisi, esso è sensibilmente salito Ciò sottolinea il fatto che, mentre il peggioramento della situazione economica ha inciso negativamente sul reddito per occupato, i trattamenti pensionistici hanno continuato la loro dinamica derivante da metodi di calcolo che, incorporando una lunga parte di carriera, sono slegati dall’andamento congiunturale del momento.
Cazzola spiega poi che “L’andamento della quota della spesa per pensioni sul totale della spesa pubblica e i tassi di variazioni medi di ogni periodo sembrano indicare che, mentre le misure di politica economica adottate nelle diverse fasi congiunturali si riflettono in modo relativamente rapido sulle le voci di spesa corrente, gli interventi miranti a contenere la crescita della spesa pensionistica hanno soprattutto effetti nel medio/lungo termine, essendo la spesa stessa in larga parte condizionata dal quadro normativo preesistente”.
Il professore conclude poi riferendosi a quota 100 e alla Riforma Fornero che: ” Queste considerazioni contenute nel settimo rapporto sono parecchio significative anche per quanto riguarda la valutazione degli effetti della riforma Fornero del 2011 che rischia di essere “superata” prima ancora di aver dispiegato gli effetti previsti sul contenimento della spesa. La riforma è entrata in campo, all’inizio, sul versante delle deroghe (8 salvaguardie per i cosiddetti esodati). Poi vi sono state apportate alcune correzioni, fino a quando sono state introdotte due poderose uscite di carattere sperimentale (quota 100 e il congelamento fino al 2026 dei requisiti per il pensionamento di anzianità a prescindere dall’età anagrafica) che si avviano – basta seguire i temo del negoziato tra governo e parti sociali – a lasciare un segno di carattere strutturale nell’intero sistema pensionistico“.
Pensioni ultime oggi 3 marzo, Rizzetto (FdI): Governo tuteli iscritti Enasarco
Per quanto riguarda le pensioni, come riporta una nota Stampa di Lapresse, l’ON Walter Rizzetto da sempre molto attento alla questione previdenziale ha spiegato come “Il sistema dei contributi Enasarco deve cambiare. È per questo che in settimana il Governo risponderà ad una mia urgente interpellanza”. Il Capogruppo FDI in commissione Lavoro annuncia un question time al Ministro del lavoro Catalfo per tutelare gli iscritti Enasarco e spiega:
“Occorre mettere fine all’ambiguo sistema che alimenta le casse di Enasarco, un meccanismo perverso per il quale la maggior parte dei lavoratori obbligati ad iscriversi a questo ente privato, difficilmente vedrà riconoscersi le prestazioni a cui è tenuto, a causa del mancato raggiungimento dei requisiti contributivi richiesti. L’Enasarco, infatti, in questi casi non riconosce alcun diritto e non prevede la restituzione, nemmeno parziale, delle somme versate. Di fatto, agenti e rappresentanti di commercio perdono i contributi corrisposti in anni di lavoro che restano nella gestione, tra l’altro, poco trasparente, di Enasarco. Chiediamo al governo un intervento normativo per eliminare questa assurda anomalia che danneggia centinaia di migliaia di ex agenti e rappresentanti di commercio”.
Anche Orietta Armiliato, responsabile del Comitato Opzione Donna Social ha rilanciato sul gruppo facebook ufficiale la proposta dell’ On. Rizzetto e ha commentato: “Il CODS condivide e sostiene l’azione del On. Walter Rizzetto (FdI) cosi come sosterrà chiunque voglia portare avanti la questione di quei contributi c.d. “silenti” che, sebbene versati nelle casse dell’istituto previdenziale, non sono comunque sufficienti per ottenere alcun tipo di trattamento, così come sosterrà ogni iniziativa volta a farsí che il cumulo gratuito dei contributi versati alle casse non Ago, sebbene gestite anch’esse da INPS, possa essere fruibile anche per gli Esodati e per le donne che intendono optare per la misura dell’Opzione Donna“.

Sentire parlare di Cazzola sul fatto che non va bene l’attuale sistema e in particolare Quota 100 e le altre “deroghe” alla legge Fornero (esodati compresi, sic! Come se gli esodati non li avesse creati proprio la Fornero…) è come sentire parlare un cane di come dovrebbe vivere un gatto!
Cazzola lo sentiamo sentenziare di come gli altri non dovrebbero andare in pensione e quanto li si dovrebbe decurtare dell’assegno, quando il “nostro” percepisce una pensione di oltre 14.000 Euro al mese (l’ha affermato lui stesso in una trasmissione televisiva), ma si è affrettato a precisare che si tratta di un importo lordo (doppio sic!)
Ma se ci fosse un Dio della giustizia…. Purtroppo non c’è ed è questo il guaio.