Riforma pensioni, ultime novità su Quota 100 e sanità: l’editoriale di Cazzola

Proverò a risollevare lo stile che secondo alcuni critici mi è venuto a mancare, quando ho commentato taluni effetti che l’introduzione di quota 100 ha determinato nelle attuali difficoltà del sistema sanitario nel fronteggiare la crisi del contagio. Mi prendo solo l’ardire di una considerazione in premessa: non avrei mai pensato che si potesse arrivare a difendere un provvedimento oneroso e sbagliato , ma divenuto la bandiera politica, anche a costo di negare l’evidenza. Ciò premesso, passo a rispondere nel merito.

Riforma pensioni: i dati relativi a quota 100 e uscita dalla sanità

1) Non ho mai sostenuto che la dura prova a cui sono sottoposte le strutture sanitarie ed i sacrifici – spesso anche della vita – richieste al personale sanitario siano determinati soltanto dall’idea folle di privarsi anticipatamente delle risorse umane indispensabili grazie a norme previdenziali demagogiche come quelle previste nel decreto n.4 del 2019. Essendo già precario il livello degli organici (ho letto che mancavano 46mila unità di cui 8mila medici), ci furono già allora delle forti preoccupazioni per la tenuta del sistema in condizioni normali (nessuno aveva previsto la crisi sanitaria che ci è piovuta addosso). Quando sostengo una tesi cerco sempre di documentarmi, perché i numeri hanno la testa dura. Così mi sono permesso di citare un testo molto preciso anche per quanto riguarda i dati riguardanti gli organici del SSN e il possibile impatto di una norma che favoriva il prepensionamento.

Ecco che cosa ho trovato in un articolo. apparso sul ‘’Quotidianosanità.it’’ del 15 marzo 2019: ‘’ Sono circa 140mila gli operatori sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale che a fine 2018 avevano raggiunto i requisiti per “Quota 100”. E di questi oltre 40mila (tra il 22 e il 26% per i dirigenti e il 28 e il 35% per il personale non dirigente sulla base delle nostre stime effettuate tenendo conto della percentuale di domande fino ad oggi presentate sul totale degli aventi diritto) sono tra i possibili ‘pensionandi’ con il nuovo meccanismo. I primi a segnalare il pericolo – proseguiva l’articolo – erano stati qualche settimana fa i medici che avevano annunciato una fuoriuscita possibile di circa 4.500 professionisti. Poi l’allarme rosso degli infermieri, la categoria più numerosa del Ssn, le cui previsioni sono state di una perdita di oltre 22mila unità. Assistenza più che a rischio quindi, soprattutto nelle Regioni che stanno peggio, quelle con i piani di rientro, dove le carenze di personale sono già gravi e pesano sui servizi: oltre il 35% di chi potrebbe andare in pensione con Quota 100 è nei loro territori’’.

Che il problema esista è dimostrato anche dalla decisione del governo di mettere ‘’un tapon nel buso’’. Nel decreto n.18/2020 recante misure per il rafforzamento del SSN, l’articolo 12 stabilisce che le ‘’amministrazioni possono trattenere in servizio i dirigenti medici e sanitari, nonché il personale del ruolo sanitario del comparto sanità e gli operatori socio-sanitari, anche in deroga ai limiti previsti dalle disposizioni vigenti per il collocamento in quiescenza’’. Che si sia avvertita l’esigenza di mettere in quarantena ‘’quota 100’’ mi sembra evidente, almeno nel comparto della sanità. Certo non è detto che tutti gli aventi diritto all’uscita anticipata se ne siano avvalsi. Ma non è arbitrario intravvedere una qualche correlazione tra gli 8000 medici che – con grande coscienza professionale e vero patriottismo – rispondono all’appello della Protezione civile e una loro possibile condizione di pensionati, tanto che la norma ha previsto la possibilità di cumulo tra reddito e pensione (come è noto il divieto è operativo solo per i ‘’quotacentisti’’).

Pensioni e quota 100: medici contrari a pensionamento anticipato

2) E’ bene ricordare che neppure i medici e le loro organizzazioni hanno visto con favore le ipotesi di pensionamento anticipato. Quando nella XVI Legislatura si introdussero norme che consentivano alle pubbliche amministrazioni di mettere unilateralmente in quiescenza il personale al compimento dell’anzianità richiesta per il pensionamento anticipato (a prescindere dall’età anagrafica) vennero fatte delle eccezioni: La facoltà in parola rimase tuttavia preclusa nei confronti dei dirigenti medici responsabili di struttura complessa (i primari), i magistrati, il personale difesa e soccorso pubblico e i professori universitari. Nei confronti dei dirigenti medici (non primari) la risoluzione non poteva essere attivata comunque prima dei 65 anni.

Carenze di organico non solo attribuibile a quota 100

3) Conclusivamente, io non mi sono mai sognato di attribuire soltanto a quota 100 le carenze di organico del personale sanitario. Sono assolutamente consapevole che per almeno una decina di anni non hanno potuto neppure rinnovare i contratti di lavoro e che il settore è stato penalizzato anche per quanto riguarda il finanziamento. Certo, se si guarda alla spesa in valore assoluto, non compaiono tagli evidenti. E’ pur vero tuttavia che a consuntivo il rapporto spesa/pil è risultato persino inferiore alle previsioni. I c.d. piani di rientro in regimi finanziariamente ‘’virtuosi’’ sono stati tanto efficaci da risparmiare uno 0,2% di Pil (siamo al 6,8% rispetto al 7% indicato come obiettivo). Attenzione, però, la sanità ha pagato il suo tributo ad una spesa pensionistica vorace, crescente ed alimentata dalla demagogia.

4) Da persona che si interessa di mercato del lavoro e che è convinto dell’esistenza di un problema solitamente sottovalutato (il mismatch tra domanda ed offerta) ho avuto modo di osservare, in tutte le ricerche e le previsioni sui fabbisogni di occupazione, una forte richiesta di personale sanitario non soddisfatta in larghissima parte sul versante dell’offerta. Mi sono più volte domandato, allora, che senso abbia il numero chiuso alla Facoltà di Medicina.

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Giuliano Cazzola

Giuliano Cazzola

Giuslavorista. Ha ricoperto importanti incarichi sindacali nella Cgil e ricoperto ruoli di vertice al ministero del Lavoro e quale presidente dei collegi dei sindaci di Inps e Inpdap. Per quasi un trentennio, fino ai primi anni novanta, ha ricoperto incarichi di rilievo nella Cgil. Negli anni '90 lascia il sindacato per passare alla politica. Eletto deputato nella XVI Legislatura è stato vice presidente della Commissione Lavoro e relatore di importanti provvedimenti legislativi. Ha insegnato diritto del Lavoro all'Università di Bologna e di Uni eCampus. Saggista, commentatore, collabora con varie testate e ha scritto una ventina di libri.

64 pensieri riguardo “Riforma pensioni, ultime novità su Quota 100 e sanità: l’editoriale di Cazzola

  • Pingback: Riforma pensioni, quota 100 resta fino al 2021: la Cgil lancia una nuova proposta | Pensioni per tutti

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    11 Aprile 2020 in 20:00
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    Condivido appieno ciò che ha detto Gian

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  • Pingback: Pensioni anticipate 2020, ultimissime su quota 100: intervista a Durigon | Pensioni per tutti

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    30 Marzo 2020 in 12:10
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    E ci risiamo.
    Ieri, domenica 29 marzo 2020, è uscito sul Giornale.it l’articolo “Da eroi a capri espiatori sui medici piovono le denunce”.
    Breve flash: “Da eroi collettivi a capri espiatori il passo è breve. E’ doloroso. I medici cominciano a subire la minaccia delle cause legali. E da Milano parte un appello al Quirinale e alla politica, perché si introduca uno strumento di tutela generale in questo caos”.
    Chi è, c’è da domandarsi, che trae vantaggio dalla cause legali anche (anzi soprattutto) in epoca di pandemia?

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      31 Marzo 2020 in 15:21
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      Forse Alberto Oliveti, presidente della cassa previdenziale del medici (Enpam), ha risposto alla mia domanda.
      In data 31 marzo 2020 su la Repubblica è riportato “Coronavirus, record denunce contro i medici. La cassa dei camici bianchi: “Vigilate su legali che speculano””. Alberto Oliveti a Radio Capital chiede l’intervento dell’Ordine degli avvocati. “Vigilino sui legali che vogliono speculare in questa situazione, basta cause”.

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    29 Marzo 2020 in 20:06
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    il prof.cazzola dovrebbe verificare meglio i privilegi gli sprechi i favoritismi gli abusi di potere
    nell’ambito del sistema paese e di tutto quello che le gira intorno
    quota 100 riguarda lavoratori ultrasessantenni’ che hanno versato contributi veri..non regalati..
    e che devono avere il diritto di aderire o no alla pensione anticipata …perche ricordiamoci che e’ una scelta e non un obbligo quota 100 va difesa a spada tratta ..

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    29 Marzo 2020 in 15:22
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    Quello che dice Andrea Noto è la sagra santa verità che non hanno assunto personale per risparmiare sulla pelle delle persone anche sé non erro ci sono anche delle agevolazioni per chi assume
    ( non vorrei dire una cavolata ) Io sono un lavoratore in abbiente privato, noi eravamo 7 dipendenti con un contratto di 6,40 ore giornaliere, ma ne facevamo almeno 8 ore. Ora ne siamo rimasti solo 3 dipendenti e come e andata a finire che il lavoro degli altri c’è lo siamo accollati noi tre perché il titolare non ha assunto, solo che adesso dalle 8 ore che facevamo ne facciamo 11-12 al giorno senza 1€ in più. Io sono un lavoratore di 60 anni, e rispondo e chiedo a tutti quelli che sono contrari a quota 100 loro al mio posto se potessero non andrebbero in pensione? Purtroppo questa e una realtà che esiste in molte aziende private.

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    29 Marzo 2020 in 5:19
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    Sig Cazzola fra gli 8000 medici a cui lei fa riferimento, ce ne sono tanti che poterbbero essere assunti. E mi fermo qui !

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    28 Marzo 2020 in 19:11
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    Sig. Gazzola ma l’intento di quota 100 era sopratutto quello si di andare in pensione con quella addizione ma soprattutto di sostituire con nuove assunzioni chi usufruisca di quella formula.
    Saluti

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    28 Marzo 2020 in 18:59
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    FRANCESCA, condivido pienamente ogni sua condivisione!!!!

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      29 Marzo 2020 in 13:44
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      FRANCESCO, MI ASSOCIO ANCHIO NEL CONDIVIDERE PIENAMENTE QUELLO CHE CONDIVIDE FRANCESCA.

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    28 Marzo 2020 in 17:24
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    Quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai varato negli ultimi vent’anni perché finalmente si rende un po’ di diritti a lavoratori anziani vessati per anni da governi iniqui ed arrafoni con il placito benestare di un sindacato composto da personaggi come lei ( volutamente in minuscolo ) sig Cazzola

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    28 Marzo 2020 in 16:04
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    Sono un medico andato in pensione ad agosto con 39 anni di servizio e 63 anni di età. Lavoravo in radiologia in un’azienda di alta specializzazione effettuando fino alla fine turni su 24 ore con molte guardie notturne ed elevatissimo numero di prestazioni. Ovviamente questi ci applaudono ipocritamente quando moriamo ma non hanno idea di cosa vuol dire anche fisicamente, lavorare nelle nostre condizioni ( sorvolo sulle apparecchiature i sistemi di protezione ecc.). Hanno preteso sei mesi di preavviso per fare cosa quando poi non ci hanno sostituiti, o nella migliore delle ipotesi sostituiti , in numero inferiore ai pensionati, con colleghi “assunti” a tempo determinato o con rapporto libero professionale. I colleghi giovani giustamente vanno all’estero. Ci hanno presi in giro con l’anticipo sul tfs di cui attendiamo i decreti attuativi. Passata la epidemia riprenderanno a massacrarci, picchiarci, denunciarci, mal pagarci.

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    28 Marzo 2020 in 15:34
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    Solo leggere l’inizio dell’articolo e la negazione del diritto acquisito con gli anni di pensione e non minimamente valutare che il problema sono le pensioni anticipate senza contributi versati, le pensioni sindacali, e il reddito di cittadinanza esborsi non coperti da lavoro è una acquisizione di superficialità e una veduta dei problemi limitata. Saluti.

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    28 Marzo 2020 in 15:28
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    Hanno bloccato a numero chiuso le università di medicina così che i ragazzi hanno ritardato da due a tre anni la laurea. Hanno chiuso ospedali per operare risparmi. Hanno costruito nuovi padiglioni per lavorare in intramoenia e volevano chiudere ambulatori di oculistica nella periferia romana…. Non ci sono riusciti. Ci sono anche medici che lavorano all’estero e sono tenuti in considerazione perché in Italia non succede?…..

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    28 Marzo 2020 in 14:23
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    Caro Signor Cazzola,quota 100 non si tocca, come tutte le cose che non si possono toccare in questo periodo di contagio….e non devi stare a 1 metro da quota 100 ma a una distanza di anni luce.!!!

    Rispondi
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    28 Marzo 2020 in 12:52
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    LEGGERE LE OSSERVAZIONI DI CAZZOLA IN UN MOMENTO COSI’ TRISTE QUALE L’ITALIA STA ATTRAVERSANDO ALTRO NON FA’ CHE PEGGIORARE LO STATO D’ANIMO DI MOLTI LAVORATORI.
    IN QUESTO MOMENTO OCCORRE AFFRONTARE L’EMERGENZA SANITARIA E RINGRAZIARE VIVAMENTE TUTTI GLI OPERATORI SANITARI E TUTTI I LAVORATORI CHE STANNO MANDANDO AVANTI IN QUESTO MOMENTO L’ITALIA. QUANDO USCIREMO DA QUESTA TRISTE SITUAZIONE SI AFFRONTERA’ ANCHE IL TEMA DELLE PENSIONI E SPERO CHE IL PENSIERO DI CAZZOLA RIMANGA ISOLATO.

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      28 Marzo 2020 in 16:12
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      Sig. Massimo condivido pienamente quanto scrive!

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    28 Marzo 2020 in 12:09
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    Caro Sig. Cazzola,
    Avrò 62 ad agosto, con 42 anni e 10 mesi di lavoro, di cui gli ultimi 20 in ospedale…a Brescia…in Medicina, ed altri reparti pesanti a livello fisico e mentale con turni sulle 24 ore, senza feste festività e ferie misurate in base alle esigenze di servizio ed ad oggi,.Coronavirus e dovrei ascoltare i suoi commenti ma perché non prova un solo gg. a vedere…ho scritto vedere…non provare…quello che viviamo ogni gg. e.non ce la facciamo più, quindi la smentisco amo mio lavoro, fatto di passione e sacrifici non di soldi e le gratifiche ci vengono dai pazienti non dai….chiacchieroni…qui nei voglio solo arrivare alla pensione e, e se sarò ancora un poco sano godrò di un meritato riposo. Quindi prima di esprimere giudizi o pareri, vada verifichi si informi mettendoci la faccia e poi parli eviti di scrivere poi resta. La saluto, un operatore sanitario in trincea

    Giacomo

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      28 Marzo 2020 in 16:14
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      Sig. Pippo condivido pienamente quanto scrive!

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    28 Marzo 2020 in 11:57
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    Bravo Gianni condivido quel che dici . Questi esseri incoerenti hanno sostenuto battaglie sociali esagerate e oggi vogliono far pagare a noi 60 enni i danni che hanno causato. Io ricordo bene gli anni 70 . Dopo 15 , 20 o 25 anni in pensione, tutto merito dei soci di cazzola e company. Allora andava di moda ( contro il padrone) oggi è tornato di moda contro l’operaio.

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      28 Marzo 2020 in 16:16
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      Sig. Maurizio, condivido pienamente quanto scrive!

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    28 Marzo 2020 in 11:51
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    Dal 1 novembre sono in pensione con quota cento anzi nel mio caso 105 con 64 anni e 41 di contributi e 930 euri di assegno,ex artigiano edile ,e per fortuna che Salvini mi ha salvato se no in questo periodo sarei nel panico.Cazzola prendi la tua amica Fornero e vai a ca….

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      28 Marzo 2020 in 16:17
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      Sig. Renato condivido pienamente quanto scrive!

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    28 Marzo 2020 in 11:12
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    Ma di cosa sta parlando il sig Cazzola .
    Perché non dice che alla Sanità in 10 anni sono stati tolti 37 miliardi di euro? Perché non ha detto niente prima? Siete degli ambigui vi aggirate nelle disgrazie per fare si che non tocchino i vostri interessi ma soltanto quelli degli altri.

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    • Erica Venditti
      28 Marzo 2020 in 11:16
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      Mi pare abbia detto parecchio su questo fronte’ sottolineando che non tutta la colpa sta in quota 100′ ma anche in molto altro. Ha citato ben 4 punti.

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      28 Marzo 2020 in 16:19
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      Sig. Luca condivido pienamente quanto scrive!

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    28 Marzo 2020 in 11:09
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    Cazzo la è quelli come lui dovrebbero stare solo zitti. Per sempre. Hanno redditi da favola, comprano case da oltre 1 milione di euro, ma si sentono in dovere di dire a quelli che come me hanno già versato 40 anni e mezzo di contributi, e 5 mai versati da squali voraci, che non abbiamo voglia di lavorare, che così togliamo il futuro ai nostri figli. Il mio ultimo redditi è stato di circa 27000 euro e, se ci andrò in pensione, avrò poco più di 1300 euro. E questi devono decidere delle nostre vite. Vergogna.

    Rispondi
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      28 Marzo 2020 in 16:20
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      Sig. Vincenzo S. Condivido pienamente quanto scrive!

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      28 Marzo 2020 in 21:18
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      Si, anche io condivido la sua opinione

      Rispondi
  • Avatar
    28 Marzo 2020 in 9:24
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    Perfetto. Condivido. Mi chiedo se in questo momento il ns Presidente della Repubblica, tutti i parlamentari, presidenti di regioni provincie, dirigenti statali non comprendono di ridursi gli stipendi, per rendersi utili. Invece nulla. L’Italia per loro è una mucca da mungere. La colpa è nostra, li abbiamo visti rubare per anni e non abbiamo detto nulla.

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      28 Marzo 2020 in 10:35
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      Carissima sig. ra Rosa,
      totalmente in sintonia., al suo pensiero. Semplicemente disarmante. La carattestica di omerta e di mancata denuncia del marcio, questa e LA principale dote del popolo Italiano disonesto o meglio ancora ladro. Circa 1/3. MA tutti costoro, sono sempre pronti nel puntare il dito appena si accenna alle legalita, aL rispetto dei diritti con relativi. Doveri. Questo ovviamente vale per tutti. MA sappiamo che e Pura utopia. Anche oggi in questo momento tragico.. Perseverano nella coltivazione del proprio orticello. Sempre a discapito degli esclusi non esendo questi ultimi affiliati al club degli amici di merenda.
      Nessun senso del dovere, totale as senza di dignita. Grazie per il Suo onesto commento. Complimenti vivissimi.
      Buona vita.
      Cordialmente,
      Luigi Napolitano

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    28 Marzo 2020 in 9:13
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    Erica perdonami lo sfogo. Ma dico sembra che questi signori Non abbiano capito che 62 piu finestra e ulteriori mes non sono dei Privileggi . Informo questa gente che è legge quota 100. Allora secondo logica per queste menti ecelse forneriane si dovrebbe rimettere tutto in discussione. Tipo anni di contributi , montante, eta’ e cambiare la legge pensionistica per tutti. Così l’inps dovrebbe sospendere le pensioni pregresse. E così il sistema pensionistico sara’ fortemente in attivo.Cazzola accetti questo suggerimento così avra’ altri consensi !!!!

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    28 Marzo 2020 in 8:57
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    I precedenti governi ci hanno derubato della ns vecchiaia, Finalmente si può arrivare alla pensione. Un consiglio, vada a zappare la terra, almeno non provoca danni.

    Rispondi
    • Avatar
      28 Marzo 2020 in 16:24
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      Sig. Rosi B. Condivido pienamente quanto scrive!

      Rispondi
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    28 Marzo 2020 in 0:47
    Permalink

    Il signor Cazzola non ha mai lavorato quindi non sa cosa vuol dire farlo a 62 anni. Io
    Spero di riuscire ad andare in pensione quest’anno perché dopo 40 anni di lavoro non riesco più a essere concentrato e ho paura di commettere qualche errore che mi potrebbe penalizzare per quello che mi è rimasto da vivere. Non credo di rubare nulla riscuotendo la mia futura pensione, non so se Cazzola può dire lo stesso

    Rispondi
    • Avatar
      28 Marzo 2020 in 16:25
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      Sig. Agostino condivido pienamente quanto scrive!

      Rispondi
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    27 Marzo 2020 in 23:27
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    cazzola taci !!!!! qota 100 e’ la cosa piu sensata che si potesse fare . E dico che dovrebbe essere strutturale , basterebbe togliere i vostri sporchi vitalizi PARASSITI !!!!.

    Rispondi
    • Erica Venditti
      27 Marzo 2020 in 23:36
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      Maurizio si possono esprimere le stesse opinioni senza mancare di rispetto a nessuno. Siamo un sito aperto al confronto ” taci”, mi perdoni non si può sentire!

      Rispondi
      • Avatar
        28 Marzo 2020 in 0:31
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        Siamo sempre alle solite buffonate di chi non pensa. Sig. Cazzola quota 100 non è un problema forse il problema starà a monte quando voi sindacalisti favorivaye l uscita dall lavoro con 16 anni 9 mesi. Ecco da dove è iniziato il declino della previdenza sociale.. Ci spiega a quanti anni lei è andato in pensione visto che era sindacalista e deve spiegare i privilegi di voi sindacalisti. Parassiti.

        Rispondi
        • Erica Venditti
          28 Marzo 2020 in 11:18
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          Vedremo se cazzolq avrà voglia di rispondere alle sue domande di carattere personale

          Rispondi
      • Avatar
        28 Marzo 2020 in 21:39
        Permalink

        Sig.ra Erica, premesso che l’educazione è sempre una buona cosa, occorre però comprendere lo stato d’animo di molti cittadini nei confronti di chi viene oltre cercando di strumentalizzare indegnamente la crisi in atto per indurre a rassegnarsi a dover tra poco sopportare ulteriori sacrifici improponibili (sempre a carico dei lavoratori naturalmente), perchè tale è il vero scopo dell’originario articolo.
        Questo “editoriale” è null’altro che un goffo e penoso tentativo di rimediare ad una schifosa operazione del genere, attesa la malparata che ne è seguita.
        Poco fa hanno annunciato l’erogazione di un contributo di 600 euro a favore dei notai (sì, ripeto: i notai!) che da 15 giorni hanno (o dovrebbero avere) lo studio chiuso: stiamo parlando di gente che denuncia redditi imponibili a 5 zeri!
        Che non vengano a dirci tra qualche mese che non ci sono più i soldi per Quota 100: stiano molto attenti!
        Le si ora adombra se qualcuno inizia a trascende? Non ha ancora visto niente di quel che tra un po’ succederà!
        Cordialmente

        Rispondi
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    27 Marzo 2020 in 20:19
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    Non solo i chirurghi rischiano processi e richieste di risarcimento, anche i medici di pronto soccorso, gli igienisti che sospendono le attività alimentari per carenze igieniche….. con i sempre più frequenti ricorsi al Tar…
    Qua chi ci guadagna sono le assicurazioni e gli studi di avvocati.

    Rispondi
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    27 Marzo 2020 in 17:24
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    Sig. Gian Condivido pienamente quanto scrive!

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    27 Marzo 2020 in 17:06
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    Conosco poco da vicino la vita di infermieri e di medici, e così sono andato a documentarmi.
    Alla voce “Testimonianza. La vera vita di un infermiere” ho trovato una lunga lettera di cui riporto uno stralcio:
    “Ma io, infermiere 30enne, con un master, una Laurea in Infermieristica e una in un’altra disciplina scientifica, mi sento privato della possibilità di esercitare la mia professione in quanto infermiere nel 2011. Mi viene negato di poter lavorare in sicurezza, di poter adempiere ai miei doveri di infermiere, lasciando a personale adeguato e preparato, quello che riguarda l’assistenza di base e di trasporto. I ringraziamenti e le belle parole non sono più sufficienti, purtroppo”. Era il 29 gennaio 2011, chissà se quell’infermiere allora 30enne sarà oggi in campo per il coronavirus.
    Alla voce “La testimonianza di un medico e la sua «passione tradita»” ho trovato una lettera aperta pubblicata il 14 Luglio 2017 di cui riporto uno stralcio:
    “I giovani chirurghi italiani stanno decidendo di mollare, le scuole di chirurgia vanno deserte e soprattutto voi che “contate” state uccidendo la passione che muove i cuori dei giovani. Una giurisprudenza cieca e volgare permette la denuncia penale per i chirurghi (solo in Italia, Messico e Polonia…vergogna!) e la barbaria delle richieste di risarcimento prive di fondamento ma cariche di “voglia di denaro”, riempie ogni giorno le nostre corsie”.
    Per esperienza diretta conosco invece la vita (un piccolissimo scorcio di vita) del mio medico di base. Una volta le domandai: “Dottoressa, come fa a gestire un rapporto quasi quotidiano con i suoi molti pazienti?” Mi fissò per una decina di secondi in silenzio. Sono lunghi dieci secondi di silenzio. “Lei non può neanche immaginare quante persone maleducate mi trovo a curare”, mi rispose con un tono grave (non saprei dire se al confine della rassegnazione o della ribellione).
    Queste testimonianze lasciano ben intuire come alcuni infermieri o medici con 62 anni di età e 38 di contribuzione potrebbero vedere in Quota 100 una via di fuga da un disagio non più sopportabile.
    Certamente ci saranno infermieri e medici che dopo 40 anni di lavoro avranno ancora il sorriso sulle labbra e parole rassicuranti per malati che non arriveranno fino a domani. Ma perché schierarsi contro Quota 100 se Quota 100 rappresenta (almeno per alcuni) la via di uscita anticipata da quella Sanità che viene vissuta quotidianamente come un infermo?
    Ad ogni modo, se il prof. Giuliano Cazzola si proponeva con il suo editoriale di risollevare lo stile che suo malgrado gli era venuto a mancare, devo dire che con la sua chiara, documentata, obiettiva e sincera esposizione vi è pienamente riuscito.

    Rispondi
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      28 Marzo 2020 in 16:29
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      Sig. Claudio Maria Perfetto condivido pienamente quanto scrive!

      Rispondi
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    27 Marzo 2020 in 16:53
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    Il sign. CAZZOLA continua a mentire:
    1) un medico di 62-63 anni è in media esaurito/stanco/esausto/sfiduciato. Il Direttore ha stipendio alto, attività privata intramoenia e possibilità di scaricare le responsabilità e le rogne mediante DELEGA sugli altri medici e per questo non vuole andare in pensione.
    2) non è vero che i sindacati erano contrari a quota 100 (i lavoratori li avrebbero presi a calci in c.)
    3) i tagli alla sanità li hanno fatti i liberisti, cioè CAZZOLA, Bonino, Renzi, Cottarelli, Monti, Fornero, Orlando, Letta, Gentiloni, Turco, Berlusconi, Bossi ecc ecc (centrosinistra e centrodestra) per favorire cliniche private e banch e assicurazioni. Adesso questi signori e Mattarella vogliono DRAGHI (come ha fatto Napolitano) per riproporre un Monti bis e le solite politiche di lacrime e sangue per i lavoratori e masse popolari, a favore di banche, assicurazioni e grandi imprese
    4) tutti gli amici di CAZZOLA presidenti deputati e senatori hanno approvato il numero chiuso in medicina per favorire la casta dei Primari e Professori universitari e la loro attività privata.
    5) quota 100 sarà difesa, non si può giocare con la gente anziana che in questi giorni rischia di morire. Oppure Cazzola vuole che l’epidemia faccia risparmiare soldi all’INPS per darle alle banche e assicurazioni?

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    27 Marzo 2020 in 12:19
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    Ha ragione il sig Cazzola facciamo rientrare al lavoro tutte le persone che sono andate in pensione prima dei 62 anni . Bravo abbiamo infermiere che sono andate in pensione a 45 anni, pubblica sicurezza a 40 anni ecc ecc. bravo mettiamo in campo anche questi 75 – 80 enni. e cosi risolviamo tutti i problemi . Ma come ci permettiamo ! dopo 40 anni di lavoro vogliamo pure la pensione ? roba da matti ! sbaglio o il sig cazzola in passato e’ stato un uomo che si batteva per i diritti dei lavoratori? STICAZZI !!!!

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      27 Marzo 2020 in 17:18
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      MOLTO DELUSO Condivido pienamente quanto dice!

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      27 Marzo 2020 in 18:09
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      Bravo!
      Chissà come mai non ci ha pensato il dott. Cazzola e i suoi amici forneristi. Magari facciamo anche che non si pagano più i vitalizi dei politici, così va ancora meglio per il bilancio, vero dott. Cazzola?

      Poi mi permetto di dire che se le amministrazioni pubbliche, sanità compresa, avessero voluto operare la sostituzione del personale in pensionamento, avrebbero potuto farlo: quota 100 prevede che il lavoratore dia un preavviso di sei mesi! Se non l’hanno fatto è perché si sono illuse di risparmiare sul personale, come stava avvenendo da anni e anni ed è una delle cause per le quali le persone appena hanno potuto se ne sono andate!

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    27 Marzo 2020 in 11:53
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    Dott. Cazzola se il problema e’ quello di mantenere un organico adeguato in un campo strategico come quello della sanita’ basta sospendere il blocco delle assunzioni che lo ha colpito pesantmente e garantire lo svolgimento i oncorsi ce consentirebbero un ricmbio generazionale con forze giovani. Un medico che ha superato i 60 anni oggi si trova in ospedale a fare gli stessi turni di chi ha 25 anni di meno. Dunque Quota 100 ben venga.

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      27 Marzo 2020 in 17:20
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      ANDREA NOTO Condivido pienamente quanto dice!

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    27 Marzo 2020 in 11:36
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    Probabilmete Cazzola scrive ma non legge i commenti a cio’ che scrive. E quindi continua imperterrito. Cavalcare una emergenza epocale per combattere una legge che non si condivide e’ pretestuoso. I medici soprattutto quelli ospedalieri si trovano a piu’ di 60 anni a fare gli stessi turni dei 35enni perche’ il ricambio e’ stato impedito per ridurre la spesa pubblica. Se si espletassero i conscorsi il problema della riduzione del numero degli operatori sanitari non sussisterebbe. Anzi entrerebbero forze vigorose al posto di chi forza ne ha ormai poca. Il resto sono balle.

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    27 Marzo 2020 in 11:34
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    Probabilmete Cazzola scrive ma non legge i commenti a cio’ che scrive. E quindi continua imperterrito. Cavalcare una emergenza epocale per combattere una legge che non si condivide e’ pretestuoso. I medici soprattutto quelli ospedalieri si trovano a piu’ di 60 anni a fare gli stessi turni i 35enni perche’ il ricambio e’ stato impedito per ridurre la spesa pubblica. Se si espletassero i conscorsi il problema della riduzione del numero degli operatori sanitari non sussisterebbe. Anzi entrerebbero forze vigorose al posto di chi forza ne ha ormai poca. Il resto sono balle.

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      28 Marzo 2020 in 16:33
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      Sig. Andrea Noto Condivido pienamente quanto scrive!

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    27 Marzo 2020 in 11:15
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    E questo la dice tutta sulla competenza, sul senso di responsabilità e sulla decenza di certi bagonghi a cui gli italiani. loro malgrado, hanno affidato ed affidano responsabilità di governo.
    Giù le mani da Quota 100!!

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      28 Marzo 2020 in 16:34
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      Gian Condivido pienamente quanto scrive!

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